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1. Preparazione: Fase di ricerca di tutte le conoscenze precedenti utili alla soluzione del

problema

2. Messa da parte del problema: Il problema viene momentaneamente abbandonato, dopo

ripetute verifiche del fatto che le risposte finora emesse non consentono di raggiungere le

scopo

3. Periodo di incubazione: In questa fase si cerca di trovare soluzioni nuove al problema, o

nuove relazioni tra gli elementi che lo compongono. Inizialmente ciò avviene in modo

inconsapevole, poi man mano che si conseguono progressi avviene consapevolmente. In

questa fase non si emettono risposte i soggetti si limitano a continuare a pensare al

problema o a lavorare sulla rappresentazione mentale dello spazio problemico.

4. Insight: Questa fase corrisponde al momento dell'emissione della risposta, di conseguenza

viene scoperta la giusta relazione tra gli elementi del problema.

Teoria comportamentista

Secondo queste teorie i processi di soluzione si basano sull'utilizzo di associazioni stimolo-

risposta derivanti da rinforzi avvenuti in precedenza. La strategia tipica di risoluzione dei

problemi è quella per prove ed errori. Tuttavia, essa appare troppo semplicistica per poter

spiegare la maggior parte dei comportamenti dei soggetti umani durante il processo di soluzione di

un problema complesso. Per questo motivo, la teoria comportamentista sulla soluzione dei problemi

è stata ulteriormente raffinata da Hull, che ha introdotto la distinzione tra 2 meccanismi di

associazione stimolo-risposta:

1. Meccanismi divergenti: In essi uno stimolo è connesso con forze diverse a più risposte.

2. Meccanismi convergenti: In essi più stimoli sono connessi con forze diversi ad una

risposta

Combinando insieme questi due meccanismi si ottengono gerarchie di sequenze di associazioni

stimolo-risposta. Nella terminologia introdotta da Hull, una singola associazione tra uno stimolo

ed una risposta è chiamata abitudine, una sequenza comportamentale complessa costituita da più

associazioni stimolo-risposta è chiamata famiglia di abitudini.

Teoria di Newell e Simon

Lo scopo di questa teoria è quello di simulare le prestazioni dei soggetti umani nella risoluzione di

problemi di trasformazione attraverso un programma per computer, fornendo indicazioni su come

migliorare le prestazioni umane.

I metodi di questa teoria sono:

Confronto tra performance del programma e performance dei soggetti.

• Analisi dei protocolli verbali forniti dai soggetti umani mentre risolvono i problemi

Il processo di soluzione è equivalente alla ricerca di un cammino nello spazio problemico che

connetta lo stato iniziale allo stato meta, la ricerca può essere difficoltosa quando a ogni passo vi

sono molte alternative, di cui solo poche possono portare allo stato meta. La capacità di soluzione

di un problema dipendono dalle capacità di memoria del solutore sia dalla difficoltà intrinseca

del problema. Quest'ultima può essere affrontata utilizzando opportune euristiche. Le principali

euristiche proposte da Newell e Simon sono:

Analisi dei messi-fini: Euristica basata sul tentativo di ridurre la differenza tra lo stato

• problemico momentaneo e lo stato meta, il principio fondamentale è quello di scegliere,

in corrispondenza di ogni stato problemico, la mossa che riduce la differenza tra esso e la

meta. Questa strategia si può attuare in 3 modi:

1. Ragionamento in avanti: Partendo dallo stato iniziale, si generano nuovi

stati in modo che la loro distanza dallo stato meta diventi sempre minore

2. Ragionamento all'indietro: Partendo dallo stato meta, si generano nuovi

stati in modo che la loro distanza dallo stato iniziale diventi sempre

minore

3. Ragionamento in entrambe le direzioni: In questo caso sia lo stato

iniziale che lo stato meta vengono trasformati in modo da generare due

nuovi stati che siano meno distanti tra loro di quelli originali.

Creazione di sottomete: Consiste nella scomposizione del problema in parti, ognuna

• caratterizzata da una particolare sottometa. A volte può essere più facile raggiungere ogni

singola sottometa che non tentare di risolvere il problema nel suo complesso, anche se

occorre tener presente che questa strategia non è efficace in tutti i tipi di problemi

Utilizzo di analogie: Questa strategia si basa sulla somiglianza tra il problema dato e un

• altro risolto in precedenza. Essa richiede la capacità di riconoscere la somiglianza tra

problemi e di trovare una regola di corrispondenza tra procedure di soluzione relative a

problemi differenti.

Ragionamento deduttivo

Secondo la distinzione filosofica classica le inferenze deduttive son quelle che permettono di

passare dal generale al particolare. Ad esempio date le due premesse:

1. Tutti i corvi sono neri

2. Questo uccello non è nero

Posso dedurre che: Questo uccello non è un corvo.

Le regole di deduzione sono 2:

1. Modus Ponens: Date due premesse A → B, allora se si verifica A allora deduco che si

verifica anche B.

Esempio: Regola: Se Giorgio è un deputato, vive a Roma

▪ Inferenza: Giorgio è un deputato

▪ Deduzione: Giorgio vive a roma

2. Modus Tollens: Date due premesse A → B, allora se non si verifica B allora deduco che

non verifica nemmeno A.

Esempio: Regola: Se Marco ha perso il treno, è rimasto a casa

▪ Inferenza: Marco non è rimasto a casa

▪ Deduzione: Marco non ha perso il treno

L'esperimento di Wason chiamato il problema delle 4 carte ideato nel 1966, indaga sulla presenza

del modus tollens nei soggetti umani. Nel dettaglio vengono presentate 4 carte:

1. Carta raffigurante una A

2. Carta raffigurante una B

3. Carta raffigurante il numero 2

4. Carta raffigurante il numero 5

Data la regola: Se c'è la lettera A su un lato della carta, allora c'è il numero 2 sull'altro lato, si chiede

al soggetto quali carte occorre girare per scoprire se la regola è vera o falsa. La soluzione è la carta

raffigurante la lettera A e quella raffigurante il numero 5.

Da questi esperimenti risulta che la carta non q ovvero quella raffigurante il numero 5 non viene

scelta, secondo Braine questa è la prova che nella mente delle persone non esiste il modus tollens.

Logica formale e logica naturale

Inizialmente gli psicologi affermavano che il pensiero umano fosse sorretto dalla logica formale.

Vi sono però 2 classi di fenomeni che non possono esser spiegati da questa affermazione:

1. Le persone traggono inferenze erronee da premesse che logicamente permetterebbero

l'applicazione di schemi di inferenza validi

2. Le persone traggono inferenze influenzate dal contenuto delle premesse.

Secondo teorie recenti come quelle dei modelli mentali, le persone traggono inferenze valide non

sulla base di uno schema inferenziale, ma sulla base della costruzione e manipolazione delle

rappresentazioni mentali del contenuto delle premesse. Questo punto di vista ha permesso di

ipotizzare che a fianco alla logica formale usata da filosofi e matematici una logica naturale,


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia generale, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliato dal docente Eliano Pessa:
"Manuale di scienza cognitiva", Eliano Pessa, M. Petronilla Penna.
"Psicologia Generale", Luigi Anolli, Paolo Legrenzi.
Gli argomenti principali trattati sono i seguenti:
Soluzione di problemi
Teorie sulla soluzione di problemi
Ragionamento deduttivo
Errori di giudizio


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Pessa Eliano.

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