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Psicologia generale – Fondamenti memoria

L'oblio

L'esperienza quotidiana mostra che in molte circostanze, gli esseri umani presentano performance molto basse in compiti che richiedono di utilizzare informazioni precedentemente immagazzinate, in sostanza dimenticano. Questa circostanza ha portato molti studiosi ad indagare sui meccanismi di funzionamento della memoria.

Lo studio dei processi di memoria

Lo studio dei processi di memoria segue due filoni:

Metodo naturalistico

Si svolge in un contesto ecologico.

  • Vantaggi
    • Permette di ottenere informazioni nei casi in cui i processi di memoria sono modulati da processi emotivo-affettivi.
  • Svantaggi
    • Gli esperimenti non possono essere ripetuti.
    • Scarsa generalizzabilità dei risultati ottenuti, perciò non possono essere rapportati a casi simili.
    • Difficoltà nell'individuazione delle variabili rilevanti.

Metodo scientifico

Si svolge in un contesto di laboratorio. Questo modello è preferito in quelle situazioni in cui processi emotivi-affettivi non hanno grande influenza sulle prestazioni nei compiti di memoria. Si può suddividere in quattro stadi:

  • Formulazione di principi generali sul funzionamento della memoria
  • Costruzione di modelli
  • Deduzione di previsioni le quali possono essere verificate sperimentalmente
  • Verifica sperimentale

Studio sperimentale della memoria

I tipi di compito utilizzati si possono classificare in due dimensioni:

Tipo di risposta chiesta al soggetto

  • Risposta di richiamo: Implica per il soggetto il riferimento esplicito al contenuto delle informazioni utilizzate nel compito.
  • Risposta di riconoscimento: Implica per il soggetto un confronto tra materiale momentaneamente presente nel compito ed informazioni immagazzinate precedentemente.

La natura delle informazioni da utilizzare per svolgere il compito

  • Compiti di tipo episodico: Le informazioni da utilizzare si riferiscono a conoscenze marcate in maniera spazio-temporale in riferimento alla loro prima acquisizione.
  • Compiti di tipo semantico: Le informazioni da utilizzare fanno riferimento a conoscenze generali del soggetto e non è richiesto di far ricorso alle loro specifiche circostanze di acquisizione.

Dai seguenti compiti si riscontrano quattro tipi di effetti sperimentali:

Effetti sperimentali

  • List-Length effect: Riguarda i compiti di richiamo e di riconoscimento, si riscontra quando la performance peggiora all'aumentare della quantità di materiale utilizzato nel compito. Questo effetto è una prova dell'oblio causato dall'interferenza tra il materiale presente in memoria e quello che giunge dall'esterno.
  • List-Strength effect: Nei compiti di richiamo la performance relativa agli item forti è superiore agli item deboli. In quelli di riconoscimento questo effetto è assente. Questo prova che non vi è alcuna interferenza nella fase di immagazzinamento.
  • Mirror effect: Riguarda i compiti di riconoscimento. Si riferisce all'effetto di miglioramento della performance dovuto a fattori, come ad esempio la categorizzazione, i quali producono un aumento dei successi ed una diminuzione dei falsi allarmi. Questo effetto suggerisce che la memoria nei compiti di riconoscimenti categorizzi le informazioni.
  • Normal ROC slope effect: Riguarda i compiti di richiamo e di riconoscimento. Questo effetto dimostra che alla memoria basta poco per funzionare in maniera ottimale.

Compiti di richiamo

Richiamo seriale

Si tratta di un compito di tipo episodico ed il tipo di risposta richiesta al soggetto è di richiamo. Al soggetto viene presentata, per un periodo di tempo limitato, una lista di item. Dopo un opportuno intervallo di tempo, chiamato tempo di latenza, il soggetto deve riferire i vari item della lista nello stesso ordine in cui essi comparivano. Le performance del soggetto possono essere le seguenti:

  • Riferimento corretto: In questo caso evoca la lista nella maniera corretta.
  • Riferimento errato: In questo caso può dimenticare un item, commettendo un errore di omissione, oppure, può sbagliare la posizione degli item, commettendo un errore di posizione.

Richiamo libero

Si tratta di un compito di tipo episodico ed il tipo di risposta richiesta al soggetto è di richiamo. Il soggetto in questo caso non è obbligato a riferire gli item della lista nello stesso ordine, egli è libero di riferirli in qualsiasi ordine. Non vengono perciò presi in considerazione gli errori di posizione.

Compiti di riconoscimento

Teoria della detenzione del segnale

Per meglio comprendere il funzionamento dei compiti di riconoscimento, è utile approfondire la teoria della detenzione del segnale la quale, sta alla base di questi compiti. Fu proposta da Gren e Swets nel 1966, e si occupa di spiegare l'efficienza di un rivelatore di segnali, umano o artificiale, quando questi segnali sono disturbati da un rumore, ovvero un'interferenza che ne rende difficoltosa la rivelazione. Questa teoria è utile ai fini dello studio della memoria, in quanto chiarisce l'efficienza nel richiamo dell'informazione nella memoria umana. In questo senso le risposte fornite da un rivelatore in presenza di un ingresso possono essere quattro:

  • Successi: In ingresso vi è un segnale ed il rivelatore risponde segnale presente.
  • Falsi allarmi: In ingresso vi è un rumore ed il rivelatore risponde segnale presente.
  • Colpi mancati: In ingresso vi è un segnale ed il rivelatore risponde rumore.
  • Reiezioni corrette: In ingresso vi è un rumore ed il rivelatore risponde rumore.

Compito di riconoscimento

Il tipico compito di riconoscimento in cui si applica la teoria della detenzione del segnale comprende liste di item:

  • Study list: Presentata inizialmente al soggetto per un certo periodo di tempo limitato.
  • Test list: Presentata dopo un opportuno tempo di latenza dopo la study list. In questa lista viene chiesto al soggetto se gli item che la compongono erano o no presenti nella study list.

Fissate le condizioni di funzionamento di un rivelatore, in base alle risposte che esso fornisce si possono costruire due grandezze fondamentali:

  • Proporzione dei successi: Questa è data dal numero dei successi, diviso la somma del numero dei successi ed il numero dei colpi mancati.
  • Proporzione dei falsi allarmi: Questa è data dal numero dei falsi allarmi, diviso la somma del numero dei falsi allarmi ed il numero delle reiezioni corrette.

Variando le condizioni di funzionamento di un rivelatore, varieranno anche le proporzioni dei successi e dei falsi allarmi. Se si traccia un grafico della proporzione dei successi e degli insuccessi in corrispondenza di diverse condizioni di funzionamento, si ottengono dei punti sperimentali, l'unione di essi forma una curva ROC (ROC = Receiver Operating Characteristics). In questa curva il punto di massima distanza dalla linea diagonale fornisce una misura dell'efficienza del rivelatore, questa misura è chiamata normal ROC slope.

La curva di oblio

Se in questi esperimenti si sceglie come variabile indipendente il tempo di latenza e come variabile dipendente il numero di risposte corrette, si può studiare la performance di soggetti al variare del tempo di latenza. Riportando graficamente i risultati ottenuti si ottiene una curva di oblio. Tutte le curve di oblio hanno lo stesso andamento del tipo esponenziale decrescente.

Esistono tipi diversi di curve di oblio:

  • Quelle in cui il tempo di latenza è 0, in questo caso la percentuale di risposte corrette è del 100%.
  • Quelle in cui il tempo di latenza è 0, ma la percentuale di risposte corrette è inferiore al 100%. Questo tipo di curve appare quando la lunghezza della lista è troppo grande. Perciò, quando la lunghezza degli item supera un valore critico, il soggetto dimentica gli item letti prima ancora di leggere tutta la lista.

La memoria a breve termine

I fenomeni della curva di oblio del secondo tipo possono essere spiegati supponendo che in memoria esista un magazzino, chiamato memoria a breve termine, il quale contiene per un tempo molto breve le informazioni provenienti dall'esterno o quelle da utilizzare nell'immediato in un determinato istante. Dal momento che la capacità è molto limitata, quando si legge una lista abbastanza lunga, il ricordo di alcuni item viene perso prima di finire la lettura dell'intero pattern. Miller nel 1956 fu il primo a stimare la capacità della memoria a breve termine confrontando i risultati di esperimenti sulle curve di oblio, egli afferma che:

  • La capacità della memoria non dipende dalla natura degli item.
  • Utilizza il termine CHUNK per riferirsi ad una singola unità di informazione.
  • Stima la capacità della memoria a breve termine sui 7 ± 2 chunks, questo numero è chiamato da lui numero magico. Nell'esperimento tipico, chiamato digit span viene presentata una serie di numeri che aumentano in sequenza. Ogni serie di numeri viene presentata per un secondo ed al soggetto è richiesto di ripeterla correttamente.

A sostegno dell'esistenza della memoria a breve termine vi è un altro tipo di effetto noto come effetto di posizione seriale. Se si traccia un grafico delle percentuale di risposte corrette in funzione della posizione seriale di ciascun numero rievocato da una lista di item, si ottiene una curva di posizione seriale, il suo andamento mostra che gli item posti nelle prime e nelle ultime posizioni, sono ricordati meglio rispetto a quelli in posizione centrale. Questo dimostra che:

  • Item nelle ultime posizioni: sono ricordati meglio.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Pessa Eliano.
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