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Barone L. "Manuale di psicologia dello sviluppo" - Capitolo 2: I metodi di ricerca

Obiettivi delle ricerche sullo sviluppo

Le ricerche sullo sviluppo si propongono di identificare, descrivere e spiegare il cambiamento nelle funzioni psicologiche e nel comportamento dell'individuo:

  • Alcune identificano gli aspetti del comportamento o dell'attività mentale che presentano cambiamenti rispetto all'età.
  • Altre si occupano delle manifestazioni del fenomeno legate alla crescita dell'individuo.
  • Altre si focalizzano sull'individuazione dei processi sottostanti ai cambiamenti osservati.

Il ricercatore procede attraverso la formulazione d'ipotesi e come primo passo compie un'accurata ricerca bibliografica sull'argomento. Come secondo passo porrà la ricerca all'interno di un quadro teorico ben definito.

Disegni di ricerca per studiare il cambiamento

Un comportamento può aumentare o diminuire nella frequenza di comparsa, o nella quantità, o essere sostituito: si può quindi assistere ad un cambiamento di tipo quantitativo o qualitativo.

Per studiare un cambiamento dei comportamenti nel corso del tempo bisogna valutare la variabile "età cronologica" utilizzando:

  • Disegno di ricerca trasversale: È il più rapido ed offre informazioni in maniera economica. Limiti: la composizione dei gruppi, dove è necessario che i gruppi confrontati siano il più possibile simili fra loro rispetto alle caratteristiche che potrebbero incidere sul comportamento studiato (eccezione per l'età). Impossibilità di ottenere informazioni sui percorsi individuali di sviluppo.
  • Disegno di ricerca longitudinale: C'è l'osservazione ripetuta delle modalità con cui un dato fenomeno si manifesta negli stessi individui nel corso del tempo per evidenziare le costanti ed i cambiamenti. Ci devono essere almeno 2 misurazioni distanziate nel tempo e la scelta di un arco temporale adatto per cogliere i cambiamenti che si verificano nel fenomeno indagato. Offre la possibilità di cogliere il cambiamento intraindividuale che si verifica con l'età (es: informazioni sui cambiamenti individuali nella frequenza e nell'intensità di particolari comportamenti) e di individuare relazioni tra eventi antecedenti e successivi. Limiti: costi elevati sia a livello di energie che di risorse, l'eventuale perdita di soggetti (viene tamponata partendo con un campione più ampio del necessario) e in alcuni casi l'effetto di apprendimento, che si verifica quando i soggetti vengono sottoposti a prove ripetute e si fanno delle aspettative su quali risposte siano più gradite al ricercatore. Altri problemi sono l'invecchiamento dell'apparato teorico e metodologico della ricerca e la confusione tra il ruolo dell'età e quello del momento storico in cui la ricerca si sta svolgendo (es: paure dei bambini, risultati diversi pre e post 11/09).
  • Disegno di ricerca longitudinale-sequenziale: Si osservano gruppi diversi per età fino a quando il gruppo di studenti più giovani raggiunge l'età dell'altro gruppo al momento in cui si è iniziata l'osservazione.

Le ricerche longitudinali possono essere o prospettiche o retrospettive:

  • Disegno retrospettivo: Vengono misurate, a un'età precoce, le variabili che si presume giochino un ruolo importante per la comparsa di determinati comportamenti nelle età successive. La strategia retrospettiva quindi prevede la possibilità di risalire a ritroso nel tempo per raccogliere informazioni sulle condizioni che hanno preceduto una situazione presente. È spesso utilizzato nel campo clinico per lo studio di specifiche psicopatologie.

Disegni di ricerca per studiare la relazione tra le variabili

Dopo aver definito l'ipotesi, è necessario fare delle scelte per verificare le relazioni tra le variabili previste dalle ipotesi e possono essere trattate in 3 modi:

  • Mantenendole costanti per tutte le osservazioni (più comune)
  • Controllandole in modo da far assumere loro un determinato valore in un gruppo di osservazioni e un valore diverso in un gruppo differente
  • Lasciandole libere di assumere un qualsiasi valore e registrandoli

La variabile indipendente è la causa della relazione ipotizzata tra le variabili. La variabile dipendente è quella che viene osservata. Ci sono tre disegni:

  • Il disegno sperimentale: Una volta predisposta una situazione in cui sono note le variabili, si procede modificando i valori della VI e si rileva in quali casi tale modificazione produce un cambiamento nella VD. È necessario un gruppo di controllo oltre a quello sperimentale per permettere che sia verificata l'ipotesi (differenze significative tra i gruppi). Per progettare l'esperimento è necessario che la VD sia manovrabile [se non lo si può fare si passa ad un disegno di ricerca quasi sperimentale]. L'assegnazione dei soggetti ai gruppi deve avvenire in modo casuale [se impossibile si passa ad un disegno di ricerca presperimentale che non consente di rilevare relazioni causa-effetto certe]. Deve esserci il gruppo di controllo.
  • Il disegno sperimentale a soggetto singolo: È un metodo che consente di valutare in soggetti singoli l'effetto del trattamento confrontando il comportamento precedente e l'introduzione della manipolazione sperimentale con quello successivo. Fasi del disegno:
    • Prima fase (A): detta base-line, in cui si registrano i dati relativi al comportamento a intervalli regolari.
    • Fase di intervento (B): continua la registrazione dei dati mentre si propone il trattamento.
    • Seconda rilevazione della linea di base (A’): dopo l'interruzione dell'intervento si controlla se si rientra alla fase A.
    • Ulteriore fase di trattamento (B) con possibilità di confronto con altri tipi di trattamento (C) quindi con più fasi.
    • Al termine delle fasi si rileva di nuovo la base-line (A’’).
  • Il disegno correlazionale: Si utilizza ogni volta che si è interessati a dimostrare l'esistenza di un'associazione tra 2 o più variabili. L'entità della correlazione fra due variabili può variare da +1 a -1 ed è considerata positiva se le due variabili cambiano nella stessa direzione, negativa nel caso contrario (aumento di una, decremento dell'altra). Quando non vi è correlazione lineare si dice che è nulla (valore vicino allo zero).

Validità di una ricerca

Il controllo della validità serve a verificare la verità o l'esattezza delle conclusioni a cui il ricercatore giunge.

  • Validità interna: Riguarda l'interferenza di variabili non controllate nella relazione tra la variabile indipendente e quella dipendente, un esperimento gode di tale validità se fra VI e VD c'è una relazione di tipo causale.
  • Validità di costrutto: Conformità tra i risultati ottenuti e la teoria che sta alla base della ricerca.
  • Validità ecologica: Corrispondenza tra le condizioni della verifica empirica e la realtà in cui si fa riferimento e alla quale dovrebbero essere generalizzati i risultati ottenuti. La ricerca in laboratorio ha spesso scarsa validità ecologica.
  • Validità esterna: Riguarda la generalizzabilità dei risultati dal campione ad un'altra situazione caratterizzata da altri soggetti, luoghi e tempi. Perché ciò sia possibile bisogna che i campioni presi siano rappresentativi della popolazione alla quale si vuole estendere i risultati.

Le diverse fonti dei dati empirici

Ci sono 3 possibilità di raccolta dati:

  • Si possono utilizzare domande da rivolgere ai soggetti
  • Utilizzando test
  • Attraverso l'osservazione del soggetto

Nel particolare abbiamo:

  • Le interviste: Scambio verbale tra il soggetto intervistato e l'intervistatore, in campo clinico viene definita come colloquio con finalità diagnostiche. Nella psicologia dello sviluppo l'intervista viene utilizzata in forma diversa a seconda delle informazioni che si intendono rilevare e di una serie di fattori che ne condizionano l'applicabilità (capacità linguistiche bambini, il loro livello di motivazione e la capacità di entrare in relazione con il ricercatore). La motivazione a partecipare è legata fortemente al clima che l'intervistatore crea. L'intervista può prevedere domande più o meno aperte e indefinite, o prestabilite e proposte secondo una sequenza precisa. L'intervistato può essere lasciato libero di rispondere o essere invitato a scegliere tra alcune risposte predefinite. Le domande sono dirette quando si cercano informazioni oggettive (es: chi è il tuo migliore amico?), indirette quando si cercano informazioni su sentimenti e pensieri, proiettive chiedendo ad un soggetto di rispondere su sentimenti e pensieri di un altro ipotetico soggetto. I costi di esse sono proibitivi sia in termini di tempo che di energie.
  • I questionari: Costituiti da una lista di domande dove il soggetto deve rispondere solitamente scegliendo all'interno di una serie di alternative prefissate. All'interno di esso possono esserci anche domande aperte, lasciando così al soggetto la possibilità di esprimere ciò che pensa, cosa che comporta alcuni svantaggi (informazioni inutili, necessario un livello di istruzione più alto per rispondere, ...). Sono largamente usati in ricerche che prevedono campioni molto ampi da esaminare in tempi brevi ma anche loro non sono immuni da problemi di accuratezza delle risposte date dai soggetti (bambini stessi problemi come nelle interviste).
  • Test: Somministrabili sia a singoli individui che a gruppi di soggetti, costituiti da stimoli (domande, richieste di prestazioni) rigorosamente standardizzati ai quali viene dato il nome di item. Per definirli obiettivi devono essere in grado di fornire misure con:
    • Affidabilità (o attendibilità): Quanto accuratamente sia rilevata la quantità precisa della caratteristica in esame: ripetendo più volte la misurazione e controllando che il valore numerico resti stabile.
    • Validità: Fa riferimento alla qualità della misurazione fornita dallo strumento.
  • Osservazione diretta dei comportamenti: Ogni qualvolta il ricercatore è interessato a studiare i comportamenti dei bambini nella prima infanzia, il ricorso all'osservazione si rivela la strategia più efficace per la rilevazione dei dati. L'immaturità comunicativa dei bambini rende difficile l'uso di questionari o test. Per condurre una buona osservazione è necessario che sia selettiva (finalizzata a rilevare le caratteristiche specifiche di un fenomeno). Come primo passo si sceglie il contesto in cui si svolgerà, dove può risultare utile strutturarlo in modo da rilevare la comparsa del comportamento cercato assicurandosi che il bimbo la viva come situazione "naturale". Viene prediletto l'ambiente naturale quando si vogliono osservare comportamenti del bambino in contesti di vita quotidiana. Si preferisce disporre di più osservazioni dislocate nell'arco della giornata o settimana vista la possibilità di cambiamento del comportamento del bambino nelle 24h. Le osservazioni possono essere raccolte dal vivo o videoregistrate, che offre numerosi vantaggi:
    • Possibilità di codificare i comportamenti osservati in un momento successivo.
    • Possibilità di rivedere più volte il comportamento.
    • Possibilità di confronto con altri osservatori per confrontare le valutazioni.
    Come limiti:
    • L'occhio umano è più veloce ed efficace della videocamera nel cogliere alcuni comportamenti.
    • La videocamera può condizionare la spontaneità.

Per codificare i dati l'utilizzo di una griglia di osservazione mette il ricercatore nelle condizioni di sapere su quali dei molteplici comportamenti che si manifestano in una data situazione dovrà soffermare l'attenzione. Esistono 3 diverse tipologie di griglia:

  • Schema di codifica: È costituito da una lista predeterminata di comportamenti che si desiderano rilevare. Vengono annotati i singoli comportamenti predefiniti ogni volta che si verificano. Si restringe così il campo di osservazione a quei aspetti ritenuti importanti.
  • Le checklist: Sono griglie osservative composte dai comportamenti osservabili riferiti alla stessa dimensione sottostante e organizzati in maniera gerarchica, secondo un livello di complessità crescente. Viene indicata solo la presenza o l'assenza del comportamento.
  • Le scale di valutazione: Sono griglie che consentono di ottenere la valutazione di una specifica competenza sulla base di un giudizio quantitativo globale dei comportamenti osservati.

Bisogna controllare con attenzione anche che non ci siano errori:

  • Effetto Hawthorne: I soggetti cercano di accentuare i comportamenti positivi agli occhi degli altri modificando la loro spontaneità e alterando i risultati (si riduce con la familiarizzazione).
  • Effetto Rosenthal: L'osservatore si fa delle aspettative sui risultati di ciò che osserva generando una distorsione nella sua capacità di osservazione. Per confermare l'accuratezza nelle osservazioni si calcola il grado di accordo tra 2 osservatori (che in modo indipendente giudicano e valutano) con questa formula: [(accordi)/(accordi + disaccordi)]*100.

Aspetti etici nella ricerca in psicologia dello sviluppo

I partecipanti devono essere informati della natura della ricerca, sul modo in cui verranno utilizzati i dati e su tutti gli aspetti dello studio. Se la ricerca è condotta su bambini in grado di comprendere serve il consenso sia dei genitori che dei figli; l'unico caso in cui non serve il consenso riguarda le osservazioni in luoghi pubblici. La ricerca non deve comportare danni permanenti o momentanei e chi la svolge è responsabile del trattamento.

Capitolo 5: Lo sviluppo cognitivo

Quadri di riferimento teorico

L'approccio empirista

Secondo tale filosofia, massimi esponenti Ockham, Bacon, Locke e Hume, la conoscenza è principalmente induttiva e derivata dall'esperienza attraverso associazioni o catene associative. La psicologia comportamentista e neocomportamentista è la più vicina a questi principi. Essa spiega il formarsi di abilità complesse in termini di associazioni fra stimoli e risposte o fra stimoli ed altri stimoli. I concetti nascerebbero quindi mediante l'apprendimento e le differenze fra gli individui sarebbero dettate quindi dalle differenti esperienze. Sviluppo e apprendimento sono difficilmente distinguibili poiché lo sviluppo cognitivo non sarebbe altro che l'accumularsi di successivi apprendimenti nel corso del tempo. Oggi tale approccio è considerato troppo semplicistico, ma le ricerche condotte in questo ambito hanno prodotto alcune scoperte:

  • Bambini di età diverse hanno un modo di apprendere qualitativamente diverso, dimostrato dal ricercatore presentando loro stimoli diversi per forma, grandezza, colore ... e venivano rinforzati ogni volta che sceglievano l'oggetto giusto, e cambiandolo ogni tanto senza spiegazione verbale. Procedendo per errori risultò che la maggior parte dei bambini di 5-6 mesi apprendeva la nuova risposta corretta in meno tentativi rispetto gli altri.

Limiti del comportamentismo: per spiegare le differenze qualitative nei modi di apprendere bisogna avere una buona teoria del sistema umano di elaborazione delle informazioni e del suo sviluppo con l'età (cosa che andava oltre ai loro orizzonti).

Approccio empirista cognitivista – Chi (1978) ha contestato l'idea di uno sviluppo nella capacità di memoria a breve termine basandosi sui risultati della ricerca che dimostrava che i bambini esperti in scacchi ricordavano più pezzi con relativa posizione nel gioco rispetto agli adulti non esperti nel gioco. Se si confrontano però gli stessi gruppi in un compito di memoria di cifre, gli adulti ne ricordano di più: risulta chiaro quindi che l'esperienza e la maturazione svolge un ruolo decisivo [bambini esperti in scacchi ricordano più questi, adulti che vedono più cifre ricordano più queste].

L'approccio razionalista

Massimi esponenti Descartes, Spinoza, Leibniz e Kant che rivalutano il pensiero deduttivo ed esaminano le forme della conoscenza. La scuola della Gestalt criticò i presupposti dell'empirismo, dimostrando che i fenomeni psicologici, dalla percezione al ragionamento, comportano strutture mentali più complesse invece di elementi semplici. Per la psicologia dello sviluppo cognitivo il più grande ricercatore è Jean Piaget. Egli riteneva che buona parte dell'attività mentale consistesse nell'assimilazione delle informazioni disponibili alle strutture di cui la mente è costituita. Tali strutture si sviluppano attraverso quattro successivi stadi:

  • Sensomotorio: (da 0 ad 1 anno e 1/2) le strutture mentali che lo caratterizzano sono schemi percettivi e motori che permettono al bambino di esplorare l'ambiente, apprendere abitudini, combinare più schemi e risolvere problemi pratici. Il passaggio al secondo stadio è caratterizzato dalla capacità di usare simboli (es: linguaggio).
  • Preoperatorio o Intuitivo: (dai 2 ai 6 anni) il bambino usa simboli e possiede semplici regole e concetti ma non sa ancora coordinare concetti e giudizi in vere e proprie operazioni logiche.
  • Operazioni concrete: (intorno ai 7) dove le strutture mentali del bambino gli consentono di interpretare la realtà secondo schemi logici di classificazione e di seriazione [stadio intuitivo -> Paolo è più alto di Maria; operatorio concreto -> Maria è più alta di Paolo].
  • Operazioni formali: (inizia nella pre-adolescenza) sono possibili forme complesse di ragionamento ipotetico.

Un'eredità razionalista sono le teorie innate, che cercano di individuare nella mente del neonato...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carolina_caldana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Raccanello Daniela.
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