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Psicologia della personalità

Capitolo 1 – Cognizione e personalità

Diversi filoni di studio della personalità:

  • Tratti: disposizioni originarie e stabili che portano a specifiche modalità di reazione in pluralità di circostanze, quindi con un approccio abbastanza distinto dagli aspetti cognitivi.
    • Allport (1937): il pattern di tratti (disposizioni) e le relative combinazioni sono uniche e rendono ogni persona diversa ed unica.
    • Costa e McCrae (1985-1992) - Modello dei Big5: 5 fattori chiave della personalità:
      • Coscienziosità: organizzazione, persistenza, affidabilità, scrupolosità VS noncuranza, volubilità.
      • Amabilità: modo di relazionarsi agli altri, accettanti, cordiali, cooperativi VS cinici, egoisti, indisponenti.
      • Nevroticismo: stabilità emotiva VS instabilità.
      • Apertura mentale: curiosità, creatività, capacità immaginativa VS convenzionalità.
      • Estroversione: bisogno di attività, stimoli, socializzazione VS introversione.
  • Situazionismo: la personalità dipende soprattutto dall’ambiente e dalle situazioni, più che dalla persona, quindi dai rinforzi e i modelli a cui la persona è stata esposta che hanno definito modalità anche stabili di comportamento:
    • Comportamentismo radicale: teorie più estreme (Watson, 1924) focus sul sistema premi-punizioni.
    • Altre meno estreme, come Bandura & Walters (1963), che lasciano più spazio all’individuo e alla sua interpretazione della realtà, come la Teoria dell’apprendimento sociale (Bandura, 1977) che spiega il comportamento come relazione causale reciproca triadica tra fattori personali, schemi di comportamento e situazioni ambientali.
  • Kelly - teoria dei costrutti personali: dagli anni ’50, comincia ad emergere il ruolo della cognizione, come mediatore tra caratteristiche della situazione e sviluppo personale di nuovi comportamenti. Kelly introduce i costrutti personali, cioè i significati che le persone assegnano agli eventi e le reazioni emotive determinate dall’interpretazione degli stessi eventi.
    • REP test, griglia che incrocia le figure di rilievo per la persona (genitori, amici..) e un insieme di costrutti.
  • Umanistico-fenomenologico: teorie accomunate dal tema della realizzazione del sé, che considerano fondamentali idee e valori, quindi la cognizione ma solo sul versante soggettivo, senza prospettiva sociale.
    • Teoria di Rogers – valutazione organistica e tendenza attualizzante, cioè a realizzare tutte le possibilità del sé, e dalle discrepanze tra sé ideale e sé reale derivano disadattamento e infelicità.
    • Teoria di Maslow – piramide dei bisogni.
  • Socio-cognitivo: Bandura e Mischel (1973):
    • Teorie che evidenziano sia l’origine sociale del comportamento, sia il ruolo dei processi cognitivi di pensiero, della motivazione, emozione, azione (teorie dell’intelligenza).
    • La personalità si forma da riflessioni e interpretazioni (cognitivismo) nei contesti relazionali e sociali.
    • La personalità è data dal modo in cui il singolo interpreta situazioni e contesti relazionali, il comportamento non è più costante, se non a parità di contesto-persona.
    • Secondo Bandura i comportamenti derivano da processi interni di autoregolazione che però hanno origine esperienziale.
    • Percezione di autoefficacia, guida la scelta dei compiti verso ciò su cui ci si percepisce più competente, rappresentazione interna dell’efficacia del proprio modo di agire, guida e motivazione nel comportamento.
  • Psicoanalitico:
    • La personalità dipende da conflitti intra-psichici fra diverse istanze e da come questi conflitti sono risolti.
    • La personalità è quindi ad un livello profondo, in riferimento a contenuti inconsci, tecniche proiettive, sogni, lapsus, ecc.., e si ritiene formata in modo indelebile fin dai primi anni di vita.
    • Importante il ruolo del pensiero che aiuta a riconoscere i processi profondi e che influenza il comportamento tanto più se è inconsapevole.
    • Ci sono alcuni richiami alle teorie socio-cognitive (ruolo del pensiero).

La personalità arriva quindi a definirsi come un sistema cognitivo-affettivo che si sviluppa e funziona attraverso le interazioni reciproche con l’ambiente. I tratti non sono più strutture interne di personalità, ma prodotti del sistema cognitivo-affettivo e delle sue interazioni con l’ambiente (Caprara e Cervone).

  • Mischel propose una serie di variabili (strategie di codifica, aspettative di riuscita, valori e costrutti personali, processi di autoregolazione) come variabili cognitive individuali dell’apprendimento sociale, dove quindi le differenze individuali interagiscono con le situazioni particolari creando l’unicità della persona.
  • Mischel e Shoda – propongono un modello dinamico integrato di personalità, CAPS, secondo cui le rappresentazioni mentali, le interpretazioni, le rappresentazioni di se stessi, degli altri, dei ricordi, di eventi futuri, di obiettivi, aspettative, credenze, ecc.. sono molto interconnessi, e questo sistema interconnesso costituisce l’aspetto principale della personalità. Quindi forte influenza cognitiva.
  • Higgins (2000), per comprendere la personalità e per costituire una base comune tra cognizione e personalità, introduce i concetti di accessibilità e focus di autoregolazione:
    • Accessibilità: è il potenziale di attivazione delle conoscenze disponibili, quindi la velocità e la facilità di richiamo di un costrutto per interpretare una situazione. Le persone si distinguono sia per il repertorio di costrutti sia per la loro accessibilità.
    • Focus di autoregolazione: induce a realizzare i propri obiettivi per soddisfare i propri bisogni, quindi le persone agiscono concentrandosi su desideri (focus di promozione) o su paure (focus di prevenzione).
  • Approccio interazionista di Endlerr e Magnusson (1970), il focus della personalità è diretto all’interazione Persona X Situazione, in cui i processi cognitivi giocano un ruolo fondamentale.

Teoria dell’attività: Smirnov (1994), (psicologia russa) esempio di unificazione tra elementi cognitivi e di personalità.

  • Il costrutto principale è quello di attività orientata verso un oggetto (naturale e culturale del mondo).
  • Collegamento bilaterale tra individuo e mondo, che attraverso l’attività si sviluppa e si modificano a vicenda, arricchendosi di esperienze.
  • L’individuo si sviluppa padroneggiando una serie crescente di oggetti.
  • La “coscienza” è la conoscenza condivisa dall’individuo e dal mondo, ed è una rappresentazione individuale del mondo che contiene la persona stessa, e proprio questa rappresentazione conscia di un risultato atteso che genera l’attività.
  • Differenti livelli di questa rappresentazione del mondo:
    • Livello base, esperienza sensoriale, impressioni dei sensi, integrando il senso di realtà degli oggetti nella rappresentazione individuale. Il linguaggio è quello delle impressioni personali.
    • Livello medio, dei significati che nascono dalle interazioni sociali e si fondano sul linguaggio, traggono origine dalla cultura, e con il linguaggio diventano parte della coscienza individuale, come conoscenze obiettive, fredde. Il linguaggio è quello dei significati e delle ipotesi oggettive.
    • Livello alto, senso personale, l’attività è il modo di raggiungere l’autorealizzazione operando in relazione a interessi, desideri, emozioni. È molto individuale perché è un significato soggettivo, che fornisce alla coscienza la sua natura emozionale, e costituisce la personalità dell’individuo. Il senso personale è un sistema di valori, conoscenze calde, unico e molto soggettivo. Il linguaggio è quello del senso personale.
  • Assoluta unità della rappresentazione in cui individuo e mondo si integrano, così come sfera cognitiva e di personalità.
  • Il nucleo del sé genera e verifica ipotesi soggettive ed incorpora azioni risultati unici e personali.
  • Il nucleo personale dà vita ad intuizioni che sono la fonte emozionale delle ipotesi (metafora del raggio di luce, la attività-cognizione, che illumina la realtà permettendone la conoscenza, ma è la personalità con le intuizioni del sé ad indirizzare il raggio).
  • La motivazione ad usare la cognizione viene dalla personalità, e questa a sua volta dipende dal livello di sviluppo della cognizione.
  • In sintesi, nell’unità della coscienza, personalità e cognizione sono inseparabili anche se distinguibili, ai diversi gradi dell’attività.

Schemi di conoscenza

Gli schemi sono strutture cognitive, reti di conoscenza organizzate ed interconnesse, che influenzano pensieri, azioni e comportamenti, e ci permettono di:

  • Chiarire informazioni ambigue
  • Cercare altre informazioni necessarie
  • Interpretare le informazioni in ingresso, che a loro volta arricchiscono i nostri schemi
  • Essere economici e vantaggiosi
  • A volte restrittivi e semplicistici (bias di attribuzione)
  • Unificare conoscenza personale, sociale, culturale, cognitiva ed affettiva

Lo schema del sé

È uno degli schemi cognitivi, che codifica, interpreta e mantiene le informazioni relative a se stessi, e guida l’acquisizione e l’assimilazione di nuove informazioni. Self-reference documenta l’importanza del sé nella memoria, cioè si memorizzano più facilmente aggettivi ed informazioni che riguardano noi stessi. Lo schema del sé si forma fin dall’inizio della vita e consiste in generalizzazioni derivanti dall’esperienza autobiografica che porta a successive forme di conoscenza di tipo schematico, parte della nostra memoria semantica. Gli elementi caratterizzanti il sé sono altamente accessibili, per esempio con gli studi di priming (preattivazione dei costrutti) che influenza l’elaborazione successiva di informazioni ambigue. Higgins, teoria dei costrutti cronicamente accessibili, per cui i costrutti centrali allo schema del sé tendono ad influenzare costantemente l’interpretazione degli eventi. Infine gli schemi del sé sono influenzati dalla cultura di appartenenza (individualistiche vs collettivistiche) con influenza ad esempio sugli stili di attribuzione.

Modello integrato di Dweck (1994)

È un modello a più livelli che propone una completa distinzione tra personalità e cognizione nei processi di base, mentre una completa indifferenziazione nei comportamenti.

Livello cognitivo:

  • Operazioni mentali di base (o processi cognitivi freddi) predisposti all’acquisizione di conoscenze e formulazione-monitoraggio dei comportamenti (attenzione-codifica-comprensione, integrazione percettiva-rappresentazione, comparazione-trasformazione, esecuzione-monitoraggio).
  • Abilità e conoscenze possedute, il sistema esperto di ognuno, repertorio di abilità e conoscenze acquisite (cognizione non più così pura) coinvolte sia informazioni concrete sia convinzioni.
  • Comportamento intelligente, cioè comportamento adattivo di fronte a situazioni-problema. L’adattività del sistema cognitivo dipende dalla capacità di usare nel modo più efficiente le informazioni disponibili per raggiungere obiettivi (forte interconnessione tra cognizione e personalità). La psicologia cognitiva sconfina in psicologia personalità, proprio per il concetto di comportamento adattivo dell’individuo all’ambiente.

Livello personalità:

  • Processi motivazionali e affettivi (caldi), con accento sul costrutto motivazionale di obiettivo (ad esempio prestazione vs padronanza) che influenza in modo differente la conoscenza, l’emozione e il comportamento. I processi caldi sono la spinta motivazionale ai processi freddi, e congiuntamente influenzano il risultato finale.
  • Quindi gli obiettivi si combinano con i processi cognitivi per formare conoscenze, abilità, convinzioni, che a loro volta influenzano i processi cognitivi e la scelta di obiettivi futuri.
  • Integrazione completa identificato nel comportamento adattivo alle situazioni problema.

Teoria incrementale: ritiene che intelligenza, personalità e moralità possano essere modificate e sviluppate. Teoria entitaria: le ritiene statiche con confini fissi e invalicabili dall’individuo.

  • Gli entitari mostrano per lo più un funzionamento psicologico meno adattivo.
  • Gli entitari con stile d'impotenza → temono il fallimento e la valutazione e rinunciano all'obiettivo → rassegnazione o ritorsione.
  • Gli incrementali con stile di padronanza → affrontano con strategia → sanare con principi etici.

Funzionamento adattivo: se ci sono 3 caratteristiche:

  • Rende i bisogni di base di un individuo compatibili.
  • Aumenta la probabilità di raggiungere obiettivi a cui si attribuisce valore.
  • Permette un uso più completo ed efficace delle info disponibili, e un migliore esame della realtà.

Esempi di influenza della cognizione sulla personalità

Rapporti tra psicologia cognitiva contemporanea e le neuroscienze, che individuano problematiche neuropsicologiche il cui risvolto cognitivo può essere associato a un tratto di personalità. Ricerche sugli stili cognitivi: che considerano la personalità come un fattore regolatorio della cognizione, e sono quindi una frontiera tra psicologia cognitiva e psicologia della personalità. Gli stili sono:

  • Globale-analitico
  • Intuitivo-sistematico
  • Visualizzatore-verbalizzatore
  • Dipendente-indipendente dal campo
  • Impulsivo-riflessivo
  • Bisogno di chiusura – bisogno di evitare la chiusura

Ad esempio, lo stile cognitivo “dipendenza dal campo” si associa a caratteristiche di personalità come maggiore sensibilità all’ambiente e propensione a far proprio il contesto ed esserne influenzati.

Capitolo 2 – La motivazione

Flow-experience: flusso, è il massimo della motivazione intrinseca, si è completamente assorti nel compito, senza interesse per gli obiettivi finali, ma pura concentrazione sul compito, fusione tra attività e il sé, si manifesta se:

  • Attività di difficoltà medio-alta, mette alla prova le abilità ma senza difficoltà eccessiva (ansia)
  • Attività ritenuta importante e di valore per sé, sentita come propria
  • Affrontata per il piacere che si prova, e non per i risultati o i giudizi a cui conduce

Relazione tra motivazione e personalità: quanto il comportamento può spiegarsi con elementi del carattere, e quanto dipende da spinte del momento.

  • Teoria dei tratti, relazione tra i Big 5 e aspetti motivazionali
    • Con misura complessiva di motivazione, Colquitt e al, trovano relazioni positive con la Coscienziosità.
    • Con componenti distinte (obiettivi, aspettative e autoefficacia), Judge e Ilies trovano gli obiettivi predetti da tutti e 5 i fattori, le aspettative da stabilità, autoefficacia da tutte tranne amabilità. Quindi forte impatto dei tratti di personalità sulla motivazione, soprattutto del Nevroticismo (capacità di gestire emozioni), di Estroversione (atteggiamento positivo), e Coscienziosità (determinazione, perseveranza).
    • Major e al., trovano influenza di personalità proattiva e Big5 sulla motivazione ad apprendere.

In generale, le variabili di personalità (stabili) agirebbero quando il contesto non sarebbe abbastanza motivante sebbene ci siano alcune discordanze nelle ricerche e possibili intrecci dinamici tra dimensioni.

Situazionismo, teoria delle motivazione estrinseca: secondo cui le persone sono motivate se spinte dalla promessa/minaccia di premi/punizioni, quindi elementi esterni all’attività e dipendenti dal risultato.

Teorie psicoanalitiche: concetto di pulsione, accumulo di energia intrapsichica che genera il bisogno di essere scaricata, quindi fonte di motivazione per ridurre la tensione.

Teorie umanistiche: psicologia positiva, affronta lo studio delle componenti che rafforzano il carattere (ottimismo, lealtà, speranza, e anche depressione, ansia ecc..).

Snyder e Lopez usano un modello quadri polare su 2 dimensioni:

  • Salute mentale completa o incompleta, (sintomi di soddisfazione, felicità, emozioni positive)
  • Malattia mentale completa o incompleta, (sintomi di depressione, ansia o altro)

Si definiscono quindi le dimensioni del benessere (accettazione di sé, percezione di sé in crescita, padronanza di ambiente, ricchezza di significati, ecc…) rilevabili con questionari, che costituiscono la base di importanti differenze individuali, e stabiliscono il livello di salute mentale di un individuo.

Stili di coping: distinzione tra temperamento e personalità

  • Temperamento: elemento costituzionale, ereditario, fin dalla nascita e stabile, che influenza umore e risposta emotiva del singolo
  • Personalità: insieme di caratteristiche che contraddistinguono le persone
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ruggero_1973 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della personalità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof De Beni Rossana.
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