Personalità
La psicologia della personalità è un settore d'incontro fra psicometria, psicologia clinica, psicologia sociale e psicologia generale. La psicologia generale si divide principalmente in due ambiti di studio separati:
- Tutto ciò che è comune agli individui, cioè i processi generali (percezione, memoria, linguaggio, comprensione, ragionamento, problem solving...)
- Tutto ciò che diversifica gli individui, cioè le caratteristiche specifiche delle persone (disposizioni, emozioni, motivazioni)
Personalità è definita come l'insieme distintivo e caratteristico di pensieri, emozioni e comportamenti che definiscono lo stile personale con cui l'individuo interagisce con l'ambiente fisico e sociale. Lo psicologo della personalità quindi è colui che studia il sistema psicologico che emerge dalle interazioni dell'individuo con l'ambiente e che media il funzionamento intrapsichico e le transazioni tra persona e ambiente.
I questionari che valutano la personalità sono chiamati inventari di personalità e pongono delle domande uguali per ogni persona, sulle reazioni o sulle emozioni in particolari circostanze che predispongono delle risposte in forma facilmente siglabile (es. scala Likert). Gli item degli inventari di personalità esemplificano un particolare tratto di personalità e i sottoinsiemi di item simili sono sommati per attribuire all'individuo un punteggio su ogni scala di tratto.
Principali inventari di personalità
I più importanti inventari di personalità sono:
- MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory, 1943) → gli item sono selezionati in base alla loro correlazione con un criterio esterno (metodo di costruzione legato al criterio) ed era designato ad identificare individui con disturbi psicologici (versione carta-matita del colloquio psichiatrico). Gli item sono costruiti sulla base di una teoria e discriminano fra il gruppo criterio e il gruppo di controllo. Le risposte agli item nel test finale sono valutate secondo la loro corrispondenza alle risposte date dai differenti gruppi criterio. Presenta delle scale di validità che tentano di determinare se la persona ha risposto onestamente agli item del test (scala Lie). Il vantaggio sta nel fatto che le risposte differenziano il gruppo di criterio dal gruppo di controllo indipendentemente dalla veridicità della risposta stessa. Lo svantaggio è che non vi è comprensione teorica delle relazioni tra le risposte e le caratteristiche di personalità che identificano.
- MMPI-2 (1989) mantiene le caratteristiche fondamentali della versione originale, includendo gran parte degli item originali e un buon numero di revisioni significative. È uno strumento usato per valutare la gravità complessiva dei disturbi di un particolare individuo, ma è meno efficace nel fare distinzioni più sottili fra varie forme di psicopatologia.
- CPI (California Psychological Inventory) è stato prodotto da G. Gough come sviluppo del MMPI, con un'adeguata campionatura di alcuni tratti utili alla descrizione della "personalità normale". Le scale di contenuto misurano i tratti di: dominanza, socievolezza, auto-accettazione, responsabilità e socializzazione. Gli item discriminano tra il gruppo criterio (estremamente dominanti) e il gruppo di controllo (scarsamente dominanti).
- Q-SORT → è un metodo di valutazione della personalità dove il valutatore dispone dei cartoncini con aggettivi di personalità dividendoli in 9 gruppi (gruppo 1 a sinistra meno descrittivi, gruppo 9 a destra maggiormente descrittivi). Ogni item Q riceve un punteggio che va da 1 a 9, e i più alti indicano che l'item è maggiormente caratteristico di quella persona.
Teorie di personalità
Le teorie di personalità si dividono in:
- Idiografiche: comprendono il singolo nella sua unicità. La persona viene concepita come una totalità, un insieme integrato all'interno del quale ogni elemento assume un significato per il ruolo che svolge rispetto al funzionamento globale della persona stessa.
- Nomotetiche: scoprire quali siano le variabili o leggi generali che sono all'origine del comportamento di ogni essere umano o per ampi gruppi.
Gli approcci teorici di studio della personalità più importanti sono:
- Teorie dei tratti (basi genetiche e stabili presenti fin dalla nascita, Big Five)
- Approccio psicoanalitico (conflitti intrapsichici, inconscio, difese, psicologia dell'io)
- Approccio comportamentale (rinforzi e ambiente, comportamentismo radicale, condizionamento operante, apprendimento sociale)
- Approccio cognitivo (pensieri e interpretazioni nei contesti sociali, autoefficacia, aspettative, valori, stili esplicativi)
- Approccio umanistico (realizzazione di sé, vicinanza fra il sé ideale e il sé reale, costrutti personali, valutazione organistica, piramide dei bisogni)
- Approccio evoluzionista (tratti: disposizioni stabili dell'individuo in grado di spiegare i comportamenti nelle varie situazioni, portano a specifiche modalità di reazione in una pluralità di circostanze)
Teoria dei tratti
Gli psicologi hanno cercato di escogitare metodi formali per descrivere e misurare la personalità, andando oltre l'uso quotidiano dei termini relativi ai tratti di personalità e cercando di ridurre l'insieme potenziale dei termini riguardanti i tratti a un insieme maneggevole che però comprenda la diversità della personalità umana. Cercando anche di garantire l' attendibilità e la validità degli strumenti di misurazione dei tratti di personalità e facendo ricerca empirica per scoprire le relazioni fra i tratti e quelle tra tratti e comportamenti specifici.
Le cinque dimensioni di tratto fondamentali che possono catturare e descrivere la maggior parte di ciò che intendiamo per personalità sono i Big 5. Il modello dei Big 5 si pone a un livello intermedio tra i vari modelli precedenti di individuazione dei fattori, i principali erano:
- Allport (1937) Teoria ideografica dei tratti: in una persona il pattern di disposizioni (tratti) si mantiene stabile e determina in comportamento. Unicità e individualità di ognuno, un pattern di tratti non ricorre mai nello stesso identico modo in diverse persone.
- Eysenck (1970) Teoria trifattoriale dei tratti: Introversione-estroversione e nevroticismo (instabilità-stabilità). Combina queste due dimensioni determinando una serie di sottostanti correlati con i fattori.
- Cattell (1965) Teoria dei "tipi di tratti": la sua analisi fa emergere 12 fattori ai quali ne aggiunge altri 4 (16) che rappresentano i tratti non rilevabili dalla sua analisi dei 171 tratti definiti precedentemente dalla lista di Allport-Odbert.
Modello dei Big Five
Definisce le cinque dimensioni di tratto che possono inglobare la maggior parte di ciò che si intende per personalità:
- Apertura mentale: fantasia, preferenza per il nuovo e il diverso, le cose complesse, indipendenza di giudizio, ricerca di esperienze, spinta all'esplorazione. Sottodimensioni: Apertura alla cultura Ac → interesse a tenersi informati, nei confronti della lettura e acquisire conoscenze. Apertura all'esperienza Ae → disposizione favorevole nei confronti delle novità, stili e modi di vita delle diverse culture.
- Coscienziosità: obiettivi chiari, determinazione, focalizzazione sul compito, organizzazione strategica, buon senso di responsabilità. Sottodimensioni: Scrupolosità Sc → cautela, riflessività, scrupolosità, metodicità, ordine e cura dei dettagli. Perseveranza Pe → persistenza, tenacia nel portare a buon fine i compiti e non venire meno agli impegni presi.
- Estroversione: socievolezza, preferenza per il lavoro di gruppo e la collaborazione vs propensione per il lavoro individuale. Sottodimensioni: Dinamismo Di → comportamenti energici, attività, facilità di parola, socievolezza e entusiasmo. Dominanza Do → capacità di imporsi, primeggiare, far valere la propria influenza sugli altri.
- Gradevolezza/Amabilità: tolleranza, propensione a dare/ricevere fiducia, valorizzazione e rispetto del pensiero e degli atteggiamenti degli altri. Sottodimensioni: Cooperatività Cp → saper capire e venire incontro alle necessità e agli stati di bisogno e cooperare con gli altri. Cordialità Co → affabilità, fiducia e apertura verso gli altri.
- Nevroticismo/Stabilità emotiva: tendenza ad esperire emozioni positive e a pochi sbalzi d'umore vs instabilità emotiva e prevalenza di emozioni negative, quali ansia, imbarazzo, colpa e pessimismo e ridotta autostima. Sottodimensioni: Controllo dell'emozione Ce → controllo degli stati di tensione connessi all'esperienza emotiva. Controllo degli impulsi Ci → capacità di controllo del proprio comportamento anche in situazioni di disagio.
Scala Lie
Misura la propensione del soggetto a fornire un profilo di sé falsamente positivo. Bias moralistici (santo) → attribuire a se stessi qualità moralmente desiderabili e presentarsi come una persona particolarmente affabile, rispettosa degli altri e delle norme sociali. Bias egoistici (supereroe) → tendenza ad attribuire a se stessi qualità positive, associate allo status sociale e intellettuale e presentarsi come una persona capace, brillante e coraggiosa.
Approccio psicoanalitico
Teoria di Freud → molti comportamenti sono causati da motivazioni inconsce e la personalità è determinata dalle pulsioni biologiche sessuali e aggressive e dalle esperienze che si hanno durante i primi 5 anni di vita. Considera la struttura della mente umana come un Iceberg.
- Conscio: la nostra consapevolezza attuale
- Preconscio: informazioni che possiamo portare a livello conscio se ci viene chiesto di farlo.
- Inconscio: magazzino di impulsi, desideri e ricordi inaccessibili che influenzano i nostri pensieri e il nostro comportamento.
La struttura della personalità è divisa in tre sistemi principali che interagiscono tra loro nel governare il comportamento.
- Es: parte più primitiva della personalità dalla quale si sviluppano Io e Super-io. Consiste negli impulsi biologici fondamentali, pulsioni. Opera in base al principio del piacere e cerca la gratificazione immediata degli impulsi biologici.
- Io: obbedisce al principio di realtà. È l'amministratore della personalità, facendo da mediatore tra le pressioni dell'Es, la realtà del mondo e le richieste del Super-io. Pospone la gratificazione fino al momento in cui è possibile ottenerla in un modo socialmente accettabile.
- Super-io: giudica le azioni, è la rappresentazione interiorizzata dei valori morali della società, è la coscienza e l'immagine moralmente ideale della persona (Io ideale). Si sviluppa in risposta all'insegnamento dei genitori.
Queste tre componenti sono spesso in opposizione. In una personalità ben integrata l'Io mantiene un controllo deciso, ma flessibile, sull'Es e il Super-io, e governa il principio di realtà. La dinamica della personalità si basa sulla quantità di energia psichica presente in maniera costante in ogni individuo; la libido (in latino, desiderio). Le forme di sfogo di questa energia psichica degli atti repressi e degli impulsi inaccettabili dell'Es sono i sogni o i sintomi nevrotici. Gli impulsi inaccettabili quindi creano ansia che però può essere ridotta dai meccanismi di difesa che però rischiano di sfociare in altri modi.
Principali meccanismi di difesa
- Rimozione: escludere dalla consapevolezza conscia impulsi o ricordi troppo spaventosi o dolorosi.
- Razionalizzazione: attribuire motivazioni logiche o socialmente desiderabili a ciò che facciamo, in modo che le nostre azioni sembrino razionali.
- Formazione reattiva: nascondere a noi stessi una motivazione, esprimendo in modo esagerato la motivazione opposta.
- Proiezione: attribuire agli altri in modo esagerato le nostre qualità indesiderabili.
- Intellettualizzazione: cercare di prendere le distanze da una situazione stressante trattandola in termini intellettuali, astratti.
- Negazione: negare l'esistenza di una realtà spiacevole.
- Spolstamento: dirottare verso un canale alternativo una motivazione che non può essere gratificata nella sua forma originale.
Sviluppo della personalità secondo Freud
Secondo Freud, lo sviluppo della personalità avviene attraverso degli Stadi Psicosessuali:
- Stadio orale (1 anno): i bambini provano piacere nell'essere accuditi e allattati e iniziano a mettere in bocca tutto ciò che riescono a raggiungere.
- Stadio anale (2 anno): i bambini provano piacere sia trattenendo sia espellendo le feci. Questi piaceri sono in conflitto con i genitori impegnati nell'educazione degli sfinteri.
- Stadio fallico (3-6 anni): i bambini iniziano a ricavare piacere accarezzando i propri genitali e osservano le differenze tra maschi e femmine.
- Complesso di Edipo (5-6 anni): il bambino piccolo vede il genitore dello stesso sesso come un rivale per l'affetto del genitore del sesso opposto.
- Periodo di latenza (7-12 anni): i bambini si preoccupano meno del loro corpo e rivolgono la loro attenzione alle abilità necessarie per affrontare l'ambiente (periodo scolastico).
- Stadio genitale (pubertà-adolescenza): fase matura della sessualità e del funzionamento adulto.
Gli psicologi della personalità che si basano sulle teorie psicoanalitiche utilizzano i Test Proiettivi che presentano degli stimoli ambigui sui quali si presume che l'individuo proietti la sua personalità, rilevando desideri e motivazioni inconsce. I Test Proiettivi più utilizzati sono:
- Test di Rorschach → composto da un serie di 10 tavole ciascuna con una complessa macchia d'inchiostro (nera o colorata). Bisogna riferire tutto ciò che la macchia d'inchiostro fa venire in mente.
- Test di Appercezione Tematica (TAT) → composto da 20 immagini ambigue sulle quali bisogna costruire una storia. I temi ricorrenti possono rivelare bisogni, motivazioni o modi caratteristici di gestire i rapporti.
Critiche
Inadeguatezza come teoria scientifica. Concetti ambigui e difficili da definire o misurare obiettivamente. Sostenere che comportamenti contrapposti risultano dallo stesso motivo di fondo rende difficile confermare la presenza o l'assenza di un motivo oppure fare previsioni che possano essere verificate empiricamente. La validità delle osservazioni tramite il processo psicoanalitico è dubbia. I tentativi di legare le caratteristiche della personalità adulta ad eventi rilevanti dal punto di vista psicosessuale nell'infanzia hanno generalmente prodotto risultati negativi.
Approccio comportamentale
Sottolinea l'importanza delle determinanti ambientali o situazionali del comportamento; sostiene che le persone e le situazioni si influenzino a vicenda. La teoria dell'apprendimento sociale (ha le radici nel comportamentismo) sostiene che il comportamento umano è il risultato della relazione causale reciproca tra fattori personali (biologici, cognitivi e affettivi), schemi di comportamento e situazioni ambientali che interagiscono attraverso relazioni bidirezionali (Bandura, 1977).
- Comportamentismo → le differenze individuali del comportamento derivano principalmente dalle differenze fatte dalla persona nel corso della crescita. Le esperienze si formano attraverso:
- Condizionamento classico: associazione tra situazioni specifiche e determinati esiti (Watson, 1913). Il meccanismo di condizionamento consiste in: Stimolo incondizionato → Risposta incondizionata. Stimolo incondizionato + Stimolo neutro → Risposta incondizionata. Stimolo condizionato → Risposta condizionata. Il comportamento diventa uno stimolo condizionato, tramite l'accoppiamento con lo stimolo incondizionato della punizione.
- Condizionamento operante: associazione di comportamenti specifici a punizioni o rinforzi. L'apprendimento può avvenire tramite osservazione (Skinner, 1957). Il meccanismo di condizionamento consiste in: Emissione spontanea di operanti (comportamenti) → Rinforzo/Punizione degli operanti → Modificazione dell'operante → Aumento/Diminuzione dell'operante. Il rinforzo controlla l'espressione del comportamento e può essere Diretto (ricompense tangibili, approvazione o disapprovazione sociale), Sostitutivo (osservazione di qualcuno che è ricompensato o punito per un comportamento simile al nostro), Autosomministrato (valutazione delle proprie azioni con auto-compiacimento o auto-rimprovero). La maggior parte dei comportamenti sociali è gratificata in modo diverso nei diversi ambienti, l'individuo impara a discriminare i contesti in cui un certo comportamento risulta appropriato da quelli in cui non lo è.
Approccio cognitivo
Si basa sulla teoria dell'apprendimento sociale (ha le radici nel comportamentismo) → "Le prospettive di sopravvivenza sarebbero davvero scarse se si potesse apprendere solo dalle conseguenze di prove ed errori". (Bandura) Determinismo reciproco: le determinate esterne del comportamento (premi o punizioni) e le determinate interne (credenze, pensieri e aspettative) sono parte di un sistema di influenza interagenti che hanno un effetto sia sul comportamento sia su altre parti del sistema. L'ambiente influenza il nostro comportamento, che a sua volta influenza il tipo di ambiente in cui ci troviamo, che a sua volta influenza il nostro comportamento...
Per prevedere il comportamento, quindi, occorre sapere come le caratteristiche dell'individuo interagiscono con quelle della situazione → Determinismo triadico reciproco tra Ambiente fisico e sociale; Comportamenti individuali; Sistemi cognitivi e affettivi. Questo produce la Percezione di autoefficacia (percezione della personale capacità di riuscire ad agire sull'ambiente ottenendo risultati positivi) e le Aspettative. Ognuno dei tre fattori esercita un'influenza di tipo causale sugli altri due, i tre elementi si "determinano reciprocamente".
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