Estratto del documento

Capitolo secondo

La voce dei bambini nella governance della città

Importante per la formazione di un senso di cittadinanza attiva nei bambini, è la promozione di esperienze di governance, tramite cui essi possono sperimentare dinamiche democratiche. Anche se vi sono state molte esperienze che hanno rivelato la difficoltà delle amministrazioni di cambiare il proprio progetto lavorativo, soprattutto per timore di perdere consensi e quindi voti, non mancano esperienze volte a riallacciare il rapporto tra infanzia e vita comunitaria.

Una di queste esperienze è rappresentata dai consigli comunali dei bambini. Essi possono rappresentare uno strategico ambiente educativo, soprattutto durante ciò che la Montessori definisce "periodo sensitivo" (6 a 11 anni).

Perché i consigli comunali dei bambini hanno un valore educativo?

  • I bambini sono protagonisti e possono imparare a gestire la conflittualità nella ricerca di nuove soluzioni, nell'esercizio consapevole dei propri diritti.
  • Sono un'occasione per reagire ad un evidente e diffuso "svuotamento delle forme di cittadinanza".
  • Lo scopo è l'educazione alla cittadinanza e alla democrazia.
  • Sono una forma di promozione dell'appartenenza dell'infanzia alla società.
  • Favoriscono solidi processi identitari e di formazione del senso civico.
  • Consentono ai bambini di "autogovernarsi" (→ Montessori).
  • Si basano su un'educazione alla libertà, in quanto i minori sono liberi di esprimersi e di agire in prima persona, pur seguendo le regole della collettività.
  • Offrono la possibilità al bambino di condividere il potere e la responsabilità nel processo decisionale con gli adulti, il che permette loro di essere più consapevoli riguardo al valore della partecipazione e della collaborazione, all'insegna del rispetto reciproco.
  • Vengono adottate strategie di empowerment (potenziamento) del senso di autoefficacia e di fiducia, promuovendo capacità di problem-solving e di negoziazione.

I bambini, grazie al riconoscimento del loro essere cittadini competenti, diventano una risorsa per la comunità. Infatti, la realizzazione di esperienze partecipative di governance a misura di bambino può mettere a disposizione spazi e luoghi meno strutturati e adultizzati, favorendo la sperimentazione delle dinamiche sociali e di costruzione delle competenze di cittadinanza.

Esempi di queste esperienze sono:

  • In Francia, dove è presente l'Association Nationale des Conseils d'Enfants et des Jeunes
  • In Italia, l'associazione Democrazia in Erba e il CPP (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti) a Piacenza, hanno organizzato un progetto in cui i bambini e i ragazzi eleggono i propri compagni, i quali si fanno portavoce degli interessi dei propri coetanei.
  • In Irlanda si è attuato a partire dal 2000 un piano strategico per l'infanzia, ossia il NSC (National Children's Strategy) che si impegna per il miglioramento della vita dei minori. Inoltre, è stato istituito il NCO (National Children's Office) che dà un sostegno economico al Ministro dell'infanzia.
  • Nel Regno Unito, è stata avviata nel 2004 la National Youth Agency e il British Youth Council.
  • L'esempio più importante è quello realizzato alle porte di Monaco, dove è stata realizzata una Play Town a misura di bambino: Mini-Munchen (1979). È un contesto urbano in cui i bambini sono direttamente titolari delle dinamiche che riguardano la gestione della città e la sua organizzazione sociale, che prevede una strutturazione democratica, con elezioni e organi di rappresentanza.

Capitolo terzo

Lo spazio possibile. La progettazione partecipata

Per poter effettuare trasformazioni urbane è utile coinvolgere attivamente tutti i cittadini, anche bambini, nella progettazione di spazi nuovi e ambienti di vita. Un esempio di ciò è dato dalla progettazione partecipata. In questo tipo di attività, aspetto importante è la valorizzazione e il riconoscimento delle competenze di ogni soggetto; coinvolgere i bambini è utile in quanto si può usufruire di tutte le loro potenzialità dando così un contributo alla progettazione rendendoli veri cittadini del mondo.

Fasi della progettazione partecipata (Lamedica)

  • Acquisizione delle informazioni di base (si ottengono elementi che permettono di cogliere l’immagine di un luogo; si utilizzano questionari, discussioni).
  • Conoscenza degli spazi da progettare (sopralluoghi, ricerche, approfondimenti).
  • Espressione delle caratteristiche principali dell’area (vengono create mappe, tabulazione di dati).
  • Progettazione (stesura di ipotesi progettuali individuali o a gruppi).
  • Ampliamento del bagaglio di conoscenza (confronto con esperienze simili).
  • Progettazione collettiva (fase collettiva con realizzazione di un plastico).

R. Lorenzo e M. Francis rilevano sette domini della partecipazione all’interno di diversi modelli di progettazione partecipata:

  • Romantico: idea in cui i bambini sanno costruire da soli il loro futuro.
  • Advocacy planning: i progettisti pianificano opere per l’infanzia.
  • Basato sui bisogni dei bambini.
  • Dell’apprendimento: vengono svolte esperienze sul campo per i bambini.
  • Del riconoscimento dei diritti: gli adulti considerano i bambini nelle decisioni relative alla città.
  • Dell’istituzionalizzazione: vi è sì il contributo dei bambini ma ciò è vincolato da limiti istituzionali.
  • Proattivo: la partecipazione è un processo comunicativo. Questo paradigma dà attenzione alla condivisione, all’adattabilità di tempi e strumenti dei soggetti coinvolti, alla valorizzazione delle capacità e risorse esistenti, al coinvolgimento dei soggetti nell’analisi dei risultati.

Tutte queste azioni devono essere funzionali e pensare alla crescita infantile, rendendo il bambino partecipe del lavoro sociale. Progettare con loro e coinvolgerli in spazi urbani fa capire quali sono i loro desideri e bisogni, favorisce l’autonomia e l’autodeterminazione. Compito dell’educatore è quello di prendere sempre in considerazione l’età dei soggetti coinvolti, i contesti in cui vivono bambini ed adulti e anche la cultura locale, avendo come finalità il dialogo tra teoria ed esperienza, conoscenza ed intuizione.

Co-progettare: un’avventura educativa

In Italia, tecnici ed amministratori non possiedono la preparazione e gli strumenti per fare un percorso di progettazione con i bambini. Spesso i progetti vengono condotti in modo autoreferenziale, non collaborando nemmeno con altri specialisti. Questo perché bisogna aumentare sempre più il profitto e la velocità di realizzazione, a scapito della qualità dell’opera e del lavoro di progettazione come motore di sviluppo dei territori.

Il sapere specialistico (esperienza, conoscenza e competenza) non va sminuito ma condiviso, perché l’unione di conoscenza e competenza diventa un valore aggiunto all’opera. Ma leggere un territorio, interpretarne i problemi e trovarne soluzioni insieme comporta maggiori difficoltà e fatica. Operando con più persone, l’importanza sarebbe non delle singole scelte operative ma delle dettagliate conoscenze dei contesti e delle diverse prospettive degli attori.

Il compito delle amministrazioni locali sarebbe quello di far nascere progetti “dal basso”, considerando tutti i cittadini, bambini compresi, in quanto ognuno è portatore di una specifica cultura dei luoghi e degli abitanti. Come è accaduto nel 2005 a New Orleans durante la ricostruzione dopo l’uragano Katrina, in cui la sfida non era solo quella di ricostruire ma si voleva una rinascita anche della cultura, per questo si decise di ripartire dal rapporto che la popolazione aveva con la terra e l’acqua, ritenendo questo rapporto una risorsa per la pianificazione.

Questo consentirebbe di cogliere in modo più efficace l’impatto sociale e culturale delle trasformazioni urbane e monitorare dall’interno i cambiamenti che derivano dalle trasformazioni territoriali e sociali (politiche abitative, piani di mobilità, edilizia popolare, mercato immobiliare incidono sull’identità dei singoli e delle comunità). Non farsene carico significherebbe perdere l’HUMUS della pianificazione perché l’identità dello spazio urbano è intrecciata con l’identità degli abitanti. QUINDI la progettazione partecipata con i bambini rappresenta la possibilità di osservare le capacità delle nuove generazioni di modificare le strutture degli spazi e degli ambienti, diventando operatori attivi del cambiamento.

Lo scopo infatti non è quello di fornire ai tecnici progetti esecutivi ma quello di porre in luce le istanze specifiche degli stakeholders più piccoli, quindi gli adulti hanno modo di cogliere i reali bisogni dei bambini e dare loro voce e spazio. Nel caso di progettazione di bambini tra 6 e 11 anni si possono valorizzare le capacità esplorative e la motivazione a conoscere e comprendere il mondo avvalendosi della capacità d’immaginazione.

Montessori: immaginazione = facoltà del pensiero che attiene alla capacità di tracciare un mondo possibile, scavalcando il concreto ma senza cadere nell’irreale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 1 Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sociale e interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Amadini Monica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community