Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

COMUNITA’,

Rilevante il senso della cittadinanza attivamente coinvolta bambini prendevano le

decisioni con gli insegnanti. Ogni bimbo frequentava la stessa scuola per 9 o 10 anni, con gli stessi

SICUREZZA.

compagni, e con la stessa insegnante SENSO DI COMUNITA’ E DI

Democrazia e consenso: formare giovani ed adulti capaci di essere cittadini

idee cardine 

democratici.

PERIODO COMPETIZIONE MERCATO

DELLA E DEL

 DIRITTO CIVILE PROPRIO DI OGNI

Fino al 1980: educazione diritto collettivo. Dal 1980 

SINGOLO genitore e figlio quindi ognuno ha l’opportunità di scegliere e di influire direttamente

sull’educazione dei figli. Da uguaglianza a INDIVIDUO, quindi la responsabilità del processo educativo

non è più attribuita all’intera comunità bensì ai singoli genitori.

Scuola degli anni 90, offerta rivolta dalla società ai genitori pensiero consumista che oggi è

dominante. Senso di comunità sta scomparendo, il neoliberalismo si sviluppa in Danimarca come nel

Usa e in Inghilterra.

Forte tensione tra pensiero dell’uguaglianza e pensiero consumista questo porta a creare molteplici

proposte educative e quindi scuola centrata sull’individuo. Il governo chiede ad ogni scuola di creare il

suo proprio profilo in modo tale da essere appetibile sul mercato: quindi i genitori possono scegliere

una scuola anche fuori dalla loro area di residenza (a patto che la scuola possa accogliere nuovi

studenti). i piani del bambino = rivolti alla famiglie disagiate.

Sono introdotti Aspetti sociali, emotivi e affettivi

vengono tralasciati (mentre prima venivano presi in considerazione). I genitori devono assistere i figli

nello svolgimento dei compiti. Scuola esige dai genitori l’assunzione di responsabilità ed impegni

sotto la supervisione e il controllo di autorità statali. PRIMA: genitori “utilizzatori”, OGGI: parte attiva

della scuola. In Danimarca, programmato chiamato “scuola in movimento”/ “genitori più attivi”.

Sintesi: genitori da collaboratori attivi a singoli consumatori = clienti dell’offerta formativa. Tendenza

genitori si sta professionalizzando:

molto diffusa nel mondo occidentale. Ruolo dei SCIENZA

DELL’ALLEVARE FIGLI.

3. PROBLEMATICHE

Ricerca danese: “ la collaborazione casa – scuola. Un dato culturale”. 2 obiettivi: relazione tra genitori,

figli e docenti serve per raggiungere un’unità nazionale fondata sull’educazione; fare in modo che

genitori, figli e docenti comunichino fra di loro per uno stesso fine.

19 poco spazio

Convinzione che serve un’interazione tra insegnanti, figli e genitori ma è riservato alla

dialogo.

promozione di un simile

Dopo viene spiegato un modello che ha per oggetto la relazione tra genitori, docenti e bimbi basato

sulla concezione costruttivista dell’apprendimento che conferma il ruolo cruciale delle relazioni che

si stabiliscono tra gli attori del processo educativo.

4. UNA POSSIBILE PROSPETTIVA PER IL FUTURO

4.1 CONCEZIONE COSTRUTTIVISTA DELL’APPRENDIMENTO

La concezione costruttivista dell’apprendimento afferma che LA CONOSCENZA non è il frutto di una

trasmissione di informazioni dal docente all’allievo, ma E’ COSTRUITA INDIVIDUALMENTE DA

La conoscenza si costruisce nell’ambito di

OGNUNO DI NOI NEL RAPPORTO CON GLI ALTRI.

interazioni. lo scambio di esperienze da vita ad un processo di nuove conoscenze. Aspetti affettivi

e comunicativi influiscono sugli aspetti cognitivi dell’apprendimento, importante anche il contesto in cui

si svolge l’attività cognitiva.

Con l’industrializzazione della società, i bambini non sono più dipendenti solo dai genitori, ma vengono

affidati anche a altre istituzioni che se ne prendono cura. I genitori possono scegliere l’istituzione. I

OGGI: bambini attivi co – costruttori di

bambini non avevano voce in capitolo. i sono figure centrali,

un processo educativo condiviso.

4.2 IL MODELLO DELL’AZIONE CONGIUNTA

Modello per l’azione congiunta contrasta il rischio che si instaurino relazioni in cui gli attori hanno

 valori di esperienza

rapporti diseguali o asimmetrici. Si basa su bisogni umani fondamentali: (fare

valori di affermazione/influsso

esperienza di fiducia in sé)e (avere l’opportunità di agire).

Modello: opportunità di dare e ricevere nel contesto di un processo cooperativo fondato sul rispetto

reciproco. Azione congiunta = tutte le parti possano esprimere e scambiarsi pensieri e idee.

espressiva

4 funzioni fondamentali: funzione (= quali opportunità hanno i nostri partner di esprimere

sociale

se stessi mediante la creatività?); funzione (quali opportunità hanno i nostri partner di agire

informativa

insieme, conoscersi?); funzione (quali opportunità hanno di scambiarsi informazioni?);

controllo

funzione di (quali opportunità hanno di influire e controllare il processo di sviluppo?).

Molti studi dimostrano: che i genitori vogliono essere ascoltati, ma si sentono incompetenti rispetto

ai docenti, e molto distanti da loro. che gli insegnati non vogliono discutere con i genitori di

argomenti educativi ed hanno difficoltà a comunicare con loro, perché dialogano sempre con gli

20

adolescenti (il modo di dialogare è diverso). I genitori dicono che più che comunicare i docenti

informano.

Il modello dell’azione congiunta prevede varie forme di incontri, per informare e comunicare con i

genitori e con gli allievi. (i 4 gruppi di domande sopra dovrebbe essere utilizzabili in tutti i contesti).

3 fasi per avere l’incontro:

­ DISCUSSIONE PREPARATORIA, = insegnante e alunno, e figlio e genitori preparano un

elenco con gli argomenti da affrontare nel colloquio (l’elenco rende meno frequente l’insorgere

di fraintendimenti). Molte scuole creano un momento specifico per questo momento anche al di

fuori dell’orario scolastico.

­ FOGLIO DI COMUNICAZIONE, = permette ai genitori di individuare e riflettere sui temi che

potranno essere affrontati nel colloquio. Per i docenti è una sorta di ordine del giorno.

­ COLLOQUIO = nessuna delle parti deve presentarsi al colloquio avendo già preso delle

decisioni. Le decisioni vengono prese nella discussione.

Benefici di questo modello rendere più chiari i ruoli svolti dalla classe, dalla famiglia, dalla scuola, e

dalla comunità locale. 21

CAPITOLO 10:PAOLA DUSI

GENITORI D’ALTROVE E SCUOLA PRIMARIA ITALIANA.

COSTRUIRE FUTURO PER I PROPRI FIGLI

sistema famiglia = realtà dinamica in continua trasformazione.

Il migrazione

La costringe le famiglie d’altrove a ricollocarsi in un nuovo mondo, RIPENSARE IL

PROPRIO MODO DI ESSERE FAMIGLIA. Nei nuovi contesti si affacciano nuovi bisogni, paure. Nel

paese adottivo, sia adulti che minori incontrano difficoltà, entrambi cercano di ricostruire le relazioni.

1. GENITORIALITA’ IN CAMMINO adulti processo di rifondazione dell’identità

Migrazione = evento sociale traumatico in cui non

può più essere ciò che si era prima ma non è nemmeno possibile essere un soggetto nuovo, SI E’

SOGGETTI IBRIDI, SOGGETTI IN TRASFORMAZIONE.

RETI ETNICHE:

Per le famiglie migranti essenziali le una risorsa per rassicurare i coniugi che

permette loro di sostenere la fatica della genitorialità. Per un positivo inserimento nella società

reciproco riconoscimento tra paese d’arrivo e i suoi nuovi membri

adottiva, serve un (processo

molto lungo).

2. IL RAPPORTO CON LA SCUOLA ITALIANA SCUOLA

Il compito di proteggere i bambini durante la migrazione è molto più difficile. La è il nuovo

capacità di accogliere o di escludere i migranti è la porta

mondo, che testimonia la per entrare

nella società del paese d’arrivo. Rapporto migranti – scuola molto complesso.

Scuola che vuole offrire il meglio a TUTTI i suoi alunni deve anche assumersi delle funzioni che

normalmente sono a carico della famiglia, come far apprendere la lingua del paese ai bambini,

scuola avvicinare i genitori

processi di affiliazione alla società elettiva, costruire l’identità. La deve

d’altrove e aiutarli ad abitare il loro nuovo paese. 22 ABITARE essere

ABITARE = essere nella pienezza del poter essere sé. IO SONO = IO ABITO. 

preservato dalla minaccia. l’essere oggetto di cura.

L’essenza dell’abitare è

3. CON VOCI DIVERSE: LA PAROLA AI GENITORI

Dalle interviste ai genitori d’altrove sono emerse alcune dimensioni essenziali del rapporto scuola –

famiglia.

­ ASPETTATIVE VERSO LA SCUOLA: preoccupazioni per i genitori per il successo scolastico e

l’inserimento nel gruppo dei pari dei figli. I genitori d’altrove = estrazione sociale medio – bassa,

scuola

situazione economica difficile, e condizioni abitative precarie. Quindi la è uno dei pochi

luoghi in cui cercano di guadagnarsi il riscatto sociale. Tra i genitori c’è un approccio

luogo istituzionale

strumentale (per definire la scuola) scuola = che ha il compito di dare le

basi per la realizzazione professionale e sociale dello studente. Per la famiglia d’altrove la

scuola è un investimento affinché i figli possano avere un vita migliore della loro.

genitori sperano in un buon

­ PREPARAZIONE ADEGUATA PER UNA VITA FUTURA: i

futuro per i figli, questo dà senso ai loro sacrifici. paragoni con la loro

I genitori fanno

scuola il paragone non è a favore dell’Italia, la nostra scuola non è all’altezza delle loro

aspettative, soprattutto in relazione all’impegno che è chiesto ai ragazzi (> impegno nelle scuola

straniere). Alla scuola le famiglie d’altrove chiedono di offrire ai figli le competenze e le

conoscenze necessarie per farsi strada nella vita.

­ INTEGRAZIONE DEI FIGLI: LA RELAZIONE TRA PARI: il successo scolastico nasce anche da

buon clima relazione

un in classe, quindi se il bambino è accolto non solo dalle insegnanti ma

anche dai suoi compagni. Nella scuola avviene la condivisione di cultura, sapere, habitus che

sono estranei alla famiglia da cui l’alunno proviene. Se i bambini non sono accolti il rifiuto

alimenta in loro la rabbia perché il mondo non li accetta così come sono. La rabbia esprime la

sofferenza per l’ingiustizia di essere rifiutati per il solo motivo di essere diversi. La

differenza = ciò che rende gli uomini essere singolari, ciò che li rende tali, un unicum ciò che

ci fa crescere gli uni accanto agli altri. AMICIZIA fra i pari = essere tra gli altri nell’affetto e nella

comunicazione fra bambini metodi più efficaci per

solidarietà. La è uno dei

l’apprendimento della nuova lingua. L’amicizia tra bambini = fondamentale per il benessere

dei nuovi arrivati. Il SENTIRSI PARTE è indispensabile per mettersi in gioco. ESSERE

ACCETTATI = potersi riconoscere ed essere riconosciuti come membri della società in cui si

L’essere è sempre essere con e nell’essere con è il con a fare l’essere.

sta crescendo. 23

­ INADEGUATEZZA PARENTALE: timori legati all’apprendimento perché sono consapevoli

che i loro bimbi hanno più bisogno di attenzione e perché sanno di non poterli aiutare perché

e i genitori

non conoscono in modo adeguato la lingua ( quindi niente aiuto nei compiti a casa

si sentono impotenti). mancano le reti parentali e

Poi timori anche economico – lavorativi 

amicali quindi ai bambini è chiesto di crescere più in fretta e di affrontare le cose in modo

LA POSSIBILITÀ DI AFFIDARE I FIGLI AI CENTRI

autonomo. Aspetto importante: che li

seguano nei compiti e nel sostegno linguistico (soprattutto se anche la mamma lavora).

4. L’ISTITUZIONE E I SUOI DOCENTI

Scuola e famiglia = espressione della collettività di appartenenza. Ma la famiglia d’altrove non

il rapporto con gli insegnanti è complesso

condivide questa cultura quindi e contradditorio, ma

rivela un bisogno della famiglia di essere rassicurata e sostenuta nella sua funzione.

4.1 RICHIESTE D’AIUTO

Genitori migranti chiedo aiuto alle insegnanti, attraverso appelli silenziosi (sguardi) soprattutto per

chiede > attenzione per i loro figli che non sanno la lingua perché l’aiuto a casa questi bimbi non lo

possono avere. Oggi poca attenzione ai processi e molta ai risultati si perde di vista la validità di un

sapere consolidato.

i compagni possono essere utili per l’apprendimento.

Anche Perché l’apprendimento è una pratica

sociale ha luogo nel mondo insieme agli altri. E i genitori sono contenti se il loro bimbo è vicino ad un

italiano perché promuove l’apprendimento del figlio.

Genitori d’altrove vogliono che la scuola sia un luogo di apprendimento anche per i loro figli e che

possono evitare loro il rischio dell’emarginazione.

Genitori faticano ad esprimere il loro punto di vista con gli insegnanti perché pensano possano esserci

conseguenze negative per il figlio.

4.2 SENTIRSI ACCOLTI

può rassicurare i genitori

La scuola circa la loro capacità di seguire i figli nel percorso scolastico.

Sostenendo i genitori si sostengono anche gli allievi che avranno vicino adulti meno ansiosi e più

sicuri. Il sostegno emotivo – informativo per le famiglie d’altrove è essenziale. La maestra = il trait

d’union con il nuovo mondo, è una porta che si apre sul futuro della propria famiglia.

4.3 COMUNICARE ED ESSERE INFORMATI

Stile comunicativo importante per le famiglie d’altrove perché se le insegnanti sono accoglienti e

disponibili, le madri dei bambini si sentono più libere di parlare con le insegnanti quando avranno dei

24

LO STILE RELAZIONALE DEL DOCENTE fa la differenza

problemi: deve basarsi

sull’accoglienza, comprensione, rassicurazione.

Il modo di entrare in relazione con la scuola e i suoi docenti è una questione soggettiva, varia da

persona a persona. La mancanza di comunicazione genera disorientamento nel bimbo, perché è

costretto a confrontarsi con due modelli educativi diversi.

4.3.1 STILI EDUCATIVI

Uno degli aspetti che sorprende i genitori d’altrove è il rapporto tra alunno e professore. In Italia dicono

che c’è meno rispetto in relazione al rapporto che c’è per esempio in Africa. Lo stile che noi in Italia

abbiamo è troppo PERMISSIVO = teso alla soddisfazione delle richieste del figlio, e pronto a

giustificare ogni sua azione.

La speranza di queste mamme d’altrove è che gli insegnanti sappiano coniugare disciplina e vicinanza

relazionale, non dimenticando l’autorevolezza.

AUTORITA’ = potere e comando, ma anche incoraggiamento e garanzia. AUGERE = far crescere,

autoritas =

coltivare, promuovere. Dal sostantivo AUCTOR = guida, maestro, modello. Adulti capaci di

essere punti di riferimento. autores =

L’adulto autorevole è colui che aiuta i ragazzi a diventare

soggetto pensante capace di intervenire nel mondo e contribuire alla sua costruzione.

4.4 GENITORI E DOCENTI: RUOLI E FORME DI COLLABORAZIONE

4.4.1 RUOLI EDUCATIVI

ESSENZA CURA

del genitore e del docente: FUNZIONE DI che la responsabilità educativa implica.

respons ­ ABILITA’

La = è l’abilità di rispondere di sé si è responsabili di ciò che rientra nella

benessere dei bambini

sfera del proprio agire: cioè il che ci sono affidati. Dalle testimonianze, per

qualcuno la maestra diventa come una mamma per i bambini quindi non dovrebbe solo farli studiare

ma deve anche conoscerli; altri genitori distinguono bene i ruoli di ciascuno (= istruzione e

educazione).

4.4.2 FORME DI COLLABORAZIONE TRA CASA E SCUOLA scuola opportunità

I compiti educativi non possono essere portati a termine nell’isolamento. La =

anche per i genitori inserirsi nel mondo d’arrivo.

per uscire dal limbo sociale e

25

Genitori d’altrove cercano la collaborazione con i docenti perché permette loro di assicurarsi che il

condividono la stessa

comportamento dei figli e il loro impegno siano adeguati. Entrambi

responsabilità educativa.

Per i figli dei genitori migranti, i periodi a maggior rischio di perdersi sono 3: il primo anno di vita,

l’ingresso nella scuola primaria, e l’adolescenza. Scuola primaria = momento molto delicato, perché è

l’ingresso ufficiale nella società d’arrivo.

5. GENITORI D’ALTROVE E ISTITUZIONE SCOLASTICA

migrazione

Qualsiasi sia il motivo, la è vissuta da ciascuno in modo diverso. Essa porta con sé una

rottura tutto deve essere ricostruito. Fattore – chiave per determinare la riuscita dell’integrazione

politiche di accoglienza

sono le del paese di destinazione la scuola può essere un luogo ospitale.

6. COMPETENZE PROFESSIONALI ALLA PROVA

I fattori che entrano in gioco nel rapporto scuola – famiglia sono: il livello di istruzione dei genitori e il

loro investimento nel percorso scolastico.

Winnicott i bambini sono parte di una famiglia, non esiste il bambino da solo: ospitare i bambini

significa ospitare anche le loro famiglie.

HOPES: che nasce da Hostis (straniero) + potis (signore) = il signore dello straniero la persona che

accoglie nella propria casa. l’ospitalità della scuola è il primo passo per la collaborazione tra docenti e

genitori. Ogni scuola può:

­ ACCOGLIERE: scuola ospitale è quella che apre le porte sia ai bambini ma anche ai genitori.

Invitare l’adulto il desiderio di incontrarlo

significa avere riconoscendo le sue funzioni.

L’invito presuppone il dono: si invita l’altro perché gli si vuole offrire qualcosa che noi

possediamo. Si invita il genitore perché si hanno dei progetti formativi da condividere.

essere invitato solo se lo si è accettato. ACCETTARE

L’altro può = “accipere” = (dal latino)

farsi carico.

prendere con sé – Accettare il genitore significa farsene carico – comprenderlo –

costruire qualcosa di nuovo.

condivisione raggiunta solo con la realizzazione di incontri che

La può essere

promuovano la conoscenza reciproca. La prima forma di sostegno per le madri d’altrove è

l’accettazione e l’accoglienza da parte del personale della scuola.

26

­ COMUNICARE: nella società post – moderna sono aumentate le occasioni di conflitto

interpersonale. La distanza che separa dall’altro è diventata più ampia. Quindi gli educatori

devono cercare di MEDIARE per tessere legami con le famiglie.

Comunicare mettere in comune

= communico (dal latino) = – condividere – rendere ed

essere partecipi di qualcosa condividere la progettazione educativa e la sua realizzazione.

comunicazione si genera relazione si

Nella perché l’agire comunicativo è un agire in cui

fa spazio all’essere dell’altro. Comunicare con le famiglie d’altrove = darsi la possibilità di

conoscersi. È più difficile perché bisogna togliere i pregiudizi e le discriminazioni, e soprattutto

perché le madri non padroneggiano la nostra lingua.

E.T. Hall: “l’essenza della comunicazione interculturale ha più a che fare con il produrre risposte

che con l’inviare messaggi” con il dare più che con il chiedere.

Comunicazione = processo dinamico (non solo scambio di informazioni) ma si costruisce uno

costruire

spazio di riconoscimento dove i diversi punti di vista trovano ospitalità, ed è possibili

mondi partecipati. incontri le

­ OFFRIRE SPAZI DI PAROLA: che promuovano conoscenza reciproca. Negli

docenti informano le madri d’altrove sul funzionamento del sistema scolastico italiano.

Spesso: forme di TUTORING TRA MADRI STRANIERE, cioè la scuola individua delle madri già

da tempo inserite nel contesto scolastico che si rendono disponibili, per affiancare le madri

appena arrivate in Italia, nei loro primi incontri con la scuola.

7. RIFLESSIONI NON CONCLUSIVE

I genitori si interrogano su come poter essere: un sostegno per il bambino, come aiutarli nel nuovo

contesto, come poterli incoraggiare nonostante le difficoltà, e come costruire per loro un futuro

migliore. Le famiglie d’origine: devono proteggere e accompagnare i nuovi nati nel processo di

integrazione sociale.

famiglia d’altrove relazioni genitori – bambini sono più fragili.

La è un mondo in cui le E la scuola

irrompe in essi, e provoca processi di cambiamento per ogni individuo della famiglia (soprattutto per il

bambino).

adulti bisogno di essere accompagnati

Gli hanno nel percorso di scoperta del nuovo universo

culturale per sostenerli nel processo di riformulazione della loro parentalità. La scuola: capacità di

pensare nuove forme per l’accoglienza. Il percorso scolastico è per ogni bambino e per la sua famiglia

scuola è il luogo della speranza,

un nuovo inizio la perché attraverso la scuola si possono creare

spazi di accoglienza e di realizzazione per la propria famiglia.

27

CAPITOLO 11: PERREGAUX

FAMIGLIE MIGRANTI ALLA RICERCA DI DIALOGO CON L’ISTITUZIONE

SCOLASTICA

Vi è la tendenza ad attribuire la responsabilità di ogni difficoltà alle famiglie d’origine, nei confronti delle

quali si sviluppa una visione stereotipata e dequalificante.

1. UNA DIVERSA PROSPETTIVA SULLE FAMIGLIE MIGRANTI

Riconoscimento delle risorse di cui le famiglie migranti sono portatrici.

2. LA RICERCA

ricerca fatta a Ginevra

La da la parola ad alcune famiglie migranti. Poi 5 scenari diversi di rapporto

50 famiglie migranti.

famiglia – scuola, condotto da 2 obiettivi: capire il ruolo svolto dalla scuola

nell’acculturazione delle famiglie migranti e la promozione di percorsi per accogliere gli studenti

appena arrivati.

2.1 METODOLOGIA E POPOLAZIONE

qualitativa

Metodologia basata sui racconti di vita. L’intervistato invitato ad una riflessione basato sulla

memoria autobiografica esprimere il proprio punto di vista sugli argomenti connessi con la

ricerca. Il ricercatore deve porsi in ascolto ha luogo una CO – COSTRUZIONE di significato tra

intervistato e intervistatore.

famiglie residenti a Ginevra

CAMPIONE: rappresentatività dei gruppi insediati (Maghreb, Africa

sub – sahariana ecc.), diversa condizione amministrativa (permesso di soggiorno, permesso di

rifugiato ecc.), diversità di categoria socio – professionale, numero di bambini (almeno 2), tempo di

presenza in Svizzera (almeno 1 anno).

3. INVESTIMENTO PARENTALE NEL PROCESSO DI SCOLARIZZAZIONE

I genitori intervistati investono molto nella scuola, nutrono grandi aspettative nei suoi confronti.

Molte volte le madri proprio per aiutare i figli e seguirli decidono di fare dei corsi di formazione. La >

difficoltà con la scuola secondaria

parte dei genitori ha dove la struttura è più difficile, gli insegnanti

più numerosi e le materie più difficili e si sommano le preoccupazioni per il periodo dell’adolescenza.

In Svizzera, chi arriva con una scarsa scolarizzazione elementare fa fatica a trovare una scuola

28

secondaria adatta, invece chi non è in regola dal punto di vista legislativo non può accedere alla

formazione professionale.

3.1 I CAMBIAMENTI GENERATI IN FAMIGLIA DAL PROCESSO DI SCOLARIZZAZIONE DEI

FIGLI

4 cambiamenti durante il percorso migratorio: riorganizzazione

­ RISTRUTTURAZIONE ORGANIZZATIVA E MATERIALE: ossia processo di

l’apprendimento di un

che avviene in tutte le famiglie, ma in quelle in migrazione c’è anche

nuovo modello familiare NUCLEARE

quello e quindi nuovi modi di custodia dei bambini.

affrontare da sole il compito educativo,

Famiglie costrette ad nel loro paese potevano

contare sulle risorse della famiglia allargata. madre accantona il suo progetto

­ SCELTA PROFESSIONALE DELLE MADRI: la

professionale per poter seguire i figli. Il processo di inserimento crea la suddivisione dei

mamma resta a casa continuità interna

compiti la e promuove la (cura dei figli, e

 padre contatti con il mondo esterno

mantenimento della lingua d’origine), il si occupa dei e di

promuovere l’apprendimento della lingua del paese d’accoglienza. Nelle famiglie in cui la madre

è sola, deve per forza lavorare e quindi viene meno il seguire il bambino nel suo percorso

scolastico.

­ DIVISIONE DEI COMPITI RELATIVI AL PROCESSO DI SCOLARIZZAZIONE: la madre di

preoccupa che i compiti vengano svolti, e in caso di necessità chiede aiuto al marito. Spesso

i genitori non intervengono attivamente nei compiti perché credono di non essere

però

d’aiuto per i loro figli. I figli sono responsabili dell’impegno che la scuola richiede il figlio

più grande deve seguire il processo di scolarizzazione dei propri fratelli. La > parte dei genitori

cerca di prendere parte alle riunioni organizzate dagli insegnanti sin dall’inizio, ma fanno solo

presenza (perché non capiscono) ma vogliono dimostrare il loro interesse per la scuola del

bimbo il senso di impotenza che provano è molto doloroso.

­ CAMBIAMENTI DEI RUOLI PARENTALI: soprattutto per le famiglie del Kosovo, se il padre

arriva prima nel paese di accoglienza sa meglio la lingua rispetto alla madre che arriva dopo.

il rapporto con la scuola

Quindi che prima della migrazione era gestito dalla madre, ora nel

paese d’accoglienza padre.

viene gestito dal

­

4. GLI SCENARI DELLA RELAZIONE FAMIGLIE – SCUOLA

29

Con la scuola la famiglia affronta nuove tendenze educative suddivisione dei compiti tra famiglia e

scuola: diversi tipi di scenari: operano insieme. Ognuno però è maestro nel

COMPLEMENTARITA’: genitori e docenti

 proprio territorio, anche se è possibile un dialogo perché i genitori sono partner attivi

(vengono alle riunioni e richiedono gli incontri).

il senso di impotenza nei genitori.

L’IMPOTENZA: frequente è Due tipi: 1.vedono il sistema

 scolastico come eccessivo e quindi pensano di non essere all’altezza. La distanza fra scuola è

famiglia è dovuta al diverso funzionamento tra la scuola di qui e quella del paese d’origine; 2.

Impotenza solo temporanea, cioè all’inizio quando non si comprende ancora la lingua del nuovo

contesto. messi alla prova per la sola ragione di

L’OBBLIGO DELLA PROVA: i genitori si sentono

 essere immigrati. lavorare due volte più degli altri

I bambini devono per meritarsi lo stesso

posto, e i genitori devo fare un doppio investimento far svolgere ai figli dei compiti in più

rispetto a quelli richiesti per raggiungere un livello di istruzione soddisfacente. delimitare gli

DELIMITAZIONE DEGLI SPAZI EDUCATIVI: le famiglie avvertono il bisogno di

 spazi educativi sfiducia nei valori che la scuola trasmette.

perché è presente una certa Le

relazioni con la scuola sono buone, ma i genitori sono attenti alla trasmissione dei valori

identitari all’interno della famiglia. La scuola è riconosciuta solo per l’istruzione. i valori della

ADESIONE AD UN MODELLO PEDAGOGICO: soprattutto nella scuola primaria,

 scuola si incontrano con quelli dei genitori e suscitano adesione. Le relazioni con le

Docenti tutori sia dei bimbi che dei

insegnanti sono buone, e si trasformano in amicizie. 

genitori.

I 5 scenari non sono gli unici possibili e possono anche evolvere nel corso del percorso scolastico dei

figli. Sono strategie che si creano tra genitori – bambini – insegnanti.

5. LA FAMIGLIA COME RISORSA E LA MIGRAZIONE COME OPPORTUNITA’ DI

RICOSTRUZIONE

Il senso comune descrive le famiglie migranti come nuclei domestici doppiamente problematici 

famiglie migranti sono delle vere risorse.

invece le La destabilizzazione della migrazione porta con

sé anche grandi possibilità per la ricostruzione.

5.2 PROPOSTE PER NUOVE PRATICHE: VERSO L’ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE

30

ACCOGLIENZA = momento cruciale per la scolarizzazione dei figli migranti. Le idee di accoglienza

sostegno dei responsabili politici

non possono essere lasciate a se stesse, ma devono trovare il

anche della famiglia

della scuola. La reale accoglienza è nei confronti che deve cercare

collaborazione con i genitori. Nella fase di prima accoglienza è importante che i genitori si sentano

ascoltati le modalità di accoglienza influiscono sull’investimento che i genitori faranno nella scuola.

 mediatori

Importante che nella scuola ci siano degli interpreti o dei per poter comunicare con i

documentazione bilingue.

genitori, la I nuovi allievi devono essere valorizzati perché portatori di una

nuova cultura. L’accoglienza viene anche favorita dalle associazioni di genitori o di genitori stranieri.

CAPITOLO 12: POURTOIS

LA RELAZIONE SCUOLA – FAMIGLIA: DAL CONFRONTO ALLA CO – EDUCAZIONE

Ogni tanto relazioni tra docenti e genitori costante diffidenza reciproca. Obiettivi: dare inizio a un

processo di co – educazione tra le istituzioni così che il fanciullo stia in un contesto educativo

coerente; sollecitare le pratiche comunicative tra scuola e famiglia promossa interazione fra

insegnanti e genitori.

1. RELAZIONI SCUOLA – FAMIGLIA E IL PARADIGMA DELLA CO – EDUCAZIONE

triangle pédagogique”

“Le di J. Houssaye: presenta i diversi atteggiamenti che influiscono sulla

rapporti tra insegnante, allievo e sapere.

relazione educativa i

1.1

L’INSEGNANTE E IL SUO RUOLO EDUCATIVO

focalizza sul sapere

L’insegnante quando la sua attività esplicito (matematica, scienze, italiano ecc.)

INSEGNARE

si accontenta di = trasmettere un insieme di conoscenze ad una bambino a cui è chiesto

di acquisirle. Il fanciullo quindi deve apprendere.

al centro dell’EDUCARE, fanciullo

Quando il docente pone l’azione diventa EDUCATORE e il si

soggetto in formazione

trasforma in un e acquisire conoscenza è una delle sue opportunità.

31

L’insegnante – educatore, pone l’attenzione sullo sviluppo psico ­ sociale del bimbo, e quindi deve

mettersi in ascolto del ragazzo e lo considera un essere con proprie caratteristiche.

Una ricerca del CERIS in 3 scuole dimostra che gli insegnanti ritengono che la funzione docente si

accompagni ad un ruolo di formazione centrato sullo sviluppo del fanciullo.

1.2 IL GENITORE EDUCATORE E IL SUO RUOLO DI INSEGNARE

Genitori: consapevoli di avere anche una funzione docente, ma i contenuti che loro trasmettono

riguardano l’educare o il formare e non l’insegnare perché i saperi della famiglia non sono formali e

nemmeno espliciti.

Ambito domestico EDUCAZIONE INFORMALE ED IMPLICITA. Quindi bisogna sdoppiare il

triangolo pedagogico. La famiglia trasmette le abitudini comportamentali, le attitudini ecc. forma

implicita di apprendimento perché ha luogo senza essere dichiarato è un semplice dato di fatto 

SAPERE IMPLICITO.

SAPERE ESPLICITO scolastici

Mentre il = rapporti tra insegnante e ragazzo.

DOPPIO TRIANGOLO PEDAGOGICO: rapporti a scuola e in famiglia.

individuare gli elementi comuni

Questo triangolo pedagogico ci permette di sui i quali genitori e

educare insieme bisogna avere delle finalità comuni.

docenti devono accordarsi infatti per poter

 piano co – educativo

Insegnante e genitore agiscono su un quando salvaguardano i rispettivi saperi

e gli ambiti di insegnamento di ciascuno. 32

La ricerca si è basata (come

MODELLO

elemento comune) sul

PEDAGOGICO DEI 12 BISOGNI =

modalità

struttura che riflette sulle

con cui si costruisce l’identità di

una persona. AFFETTIVA:

­ DIMENSIONE

AFFILIAZIONE; legami

concetto di per crescere l’individuo ha bisogno di (attaccamento), di

accettato

essere (accettazione) e di essere oggetto di progettualità (investimento).

COGNITIVA: REALIZZAZIONE,

­ DIMENSIONE concetto di bisogno di investire di senso il suo

sperimentare ed esplorare

contesto; poter esercitare la sua curiosità (stimolazione),

(esplorazione), bisogno di essere incoraggiato (rinforzo).

SOCIALE: AUTONOMIA SOCIALE, contatti

­ DIMENSIONE concetto di bisogno di stabilire

valore

sociali (comunicazione), bisogno di pensarsi come (riconoscimento), e di essere

accompagnato nella crescita con autorevolezza (bisogno di strutture e regole).

VALORIALE: IDEOLOGIA

­ DIMENSIONE concetto di non ci può essere educazione senza

etica estetica

valori. 3 valori fondamentali: (bisogno di bene e di buono), (bisogno di bello), di

vero (bisogno della verità).

Questi bisogni divengono oggetto di una riflessione multidimensionale comune a insegnanti e genitori.

genitori

per una elaborazione di competenze educative condivise. Con il divenire partner educativi,

e insegnanti focalizzano la loro comunicazione sul fanciullo e sulla sua formazione.

1.3 IL GENITORE E L’INSEGNANTE COME CO – EDUCATORI: ALCUNE REGOLE DI BASE.

Il fanciullo vive in due sistemi educativi distinti, separati dallo spazio e dal tempo. Si potrebbe pensare

che educare insieme significhi una gestione armoniosa dell’alternanza spazio – temporale dei due

contesti educativi tempo della scuola e tempo della famiglia. NON E’ COSI, SCUOLA E FAMIGLIA

NON SONO DEI COMPARTIMENTI STAGNI. Molte tensioni perché la scuola si impone come un

intruso nella famiglia, e la famiglia trasmette le abitudini al figlio che entrano nelle mura domestiche 

tensioni aumentano quando una delle parti in causa esprime un giudizio sull’altra.

33


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

35

PESO

536.00 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione (BRESCIA - PIACENZA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sociale e interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Amadini Monica.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pedagogia sociale e interculturale

Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini
Appunto
Riassunto esame pedagogia sociale, prof. Monica Amadini, libro consigliato Crescere nella città, Monica Amadini
Appunto
Riassunto esame progettazione didattica, Gloria Sinini, libro consigliato Fare didattica con gli EAS , Pier Cesare Rivoltella
Appunto
Riassunto esame Storia medievale, prof Archetti, libro consigliato Il Medioevo. Profilo di un millennio, Cortonesi
Appunto