CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA
I minori che entrano nella scuola appartengono ad un mondo, quello familiare, che ha già segnato il
loro modo di stare nella relazione con sé e con l’altro da sé. Si entra nel mondo attraverso una
famiglia: la casa è la prima forma dell’abitare il mondo in modo umano. Le pareti domestiche offrono
protezione. Il nuovo nato scopre di essere alterità rispetto ai genitori.
Per la scuola incontrare un bambino = incontrare una famiglia, infatti la scuola non può offrire un
percorso di formazione senza confrontarsi con i genitori. La cura dei figli è compito dei genitori, ma non
possono essere lasciati da soli.
La corresponsabilità educativa = il punto di arrivo di un cammino di partecipazione. Rapporto casa –
scuola = riconoscere il ruolo e l’identità di cui sia insegnanti che genitori sono portatori.
CAPITOLO 1: LUIGI PATI
LA CORRESPONSABILITA’ TRA SCUOLA E FAMIGLIA ALL’INSEGNA DEL
CONFRONTO TRA CULTURE EDUCATIVE
Oggi il rapporto di partecipazione tra scuola – famiglia esige di essere rinnovato all’insegna della
corresponsabilità educativa. CORRESPONSABILITA’ = occasione per avvalorare la famiglia come
luogo in cui si elabora e si propone una cultura educativa che la scuola non può sottostimare. Spesso,
scuola famiglia immigrata portatrice di cultura
la prescinde dal valutare che anche la è
educativa, con la quale la scuola deve confrontarsi.
1. IL PREVALERE DEL FORMALISMO PARTECIPATIVO
Alcune ricerche dicono che è importante la presenza dei genitori nella scuola due ragioni
pedagogico – educative: 1
Per porre reciproca esistente tra genitori e insegnanti (perché entrambi
fine alla diffidenza
attribuiscono agli altri le cause del disagio o insuccesso scolastico dei ragazzi).
Per scolastica dei minori.
ottenere una buona riuscita
In questo contesto ci sono due esigenze di base:
Assunzione di consapevolezza che l’azione di una istituzione non può privare quella dell’altra.
Riconoscimento delle diversità istituzionali: SCUOLA = azione prevalentemente ISTRUTTIVA
(educa mentre istruisce), FAMIGLIA = azione prevalentemente EDUCATIVA (istruisce mentre
educa).
FORMALISMO PARTECIPATIVO,
In Italia le famiglie sono percepite dagli insegnanti come
interlocutori “ingombranti” (gli insegnanti devono sono costretti dalla normativa a far avallare ai genitori
le decisioni prese dal dirigente scolastico e dal collegio docenti).
Andamento attuale del rapporto scuola – famiglia:
Crisi della rappresentatività dei genitori
Delega della famiglia alla scuola
Sottovalutazione dell’educazione e favore dell’istruzione
rapporto insegnanti – genitori = asimmetrico famiglia
Quindi a favore degli insegnanti. La è
oggetto
percepita come meritevole di attenzioni, e NON SOGGETTO ISTITUZIONALE con il quale
interagire su un piano di pari dignità.
2. GLI OSTACOLI CULTURALI TRA SCUOLA E FAMIGLIA ostacoli
Spesso scuola e famiglia non hanno possibilità di dialogo e confronto a causa degli
culturali. SCHOOL BARRIERS genitori
Dagli studiosi americani sono chiamati coltivano l’idea dei
come soggetti privi di competenze significative per l’azione della scuola.
Un ostacolo si pensa che la SCUOLA SIA IL CENTRO PRIMARIO DI EROGAZIONE DEL
SAPERE E DELLA CULTURA POSITIVA.
La famiglia è un partner accettabile solo se risponde alle richieste della scuola e si adegua.
2
Infatti la CULTURA DELLA FAMIGLIA è considerata ESTRANEA a quella della scuola, perché quella
della scuola si pensa sia ufficiale e quindi che debba primeggiare questo rende la relazione
ASIMMETRICA e relega la famiglia in un posizione marginale rispetto alla scuola.
Per le famiglie entrare in rapporto con la scuola sentirsi valutati (soprattutto se il figlio ha problemi)
perché la scuola ha la fama di contattare la famiglia solo quando ci sono dei problemi.
3. IL PRIMATO EDUCATIVO DELLA FAMIGLIA E L’AZIONE DELLA SCUOLA
art. 30
Inserimento e avvaloramento della famiglia della costituzione: “è dovere e diritto dei
genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità
dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal
matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.”
ART 30 (che è collegato con art 29) dichiara che alla FAMIGLIA spettano precise funzioni,
connesse con diritti e doveri che i coniugi con la procreazione acquistano nei confronti della prole.
Lo Stato nell ART 31 s’impegna ad agevolare “con misure economiche e altre provvidenze la
formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie
numerose”, secondo l’art 30 interviene solo in casi di incapacità conclamata e manifesta dei genitori di
assolvere i diritti – doveri quindi lo Stato ha il dovere di sostenere la famiglia, ma interviene in
maniera diretta solo in caso di inadeguatezza palese dei genitori.
La famiglia può chiedere alla scuola di essere aiutata nel diritto/dovere all’istruzione e all’educazione
ma è la FAMIGLIA IL SOGGETTO PRINCIPALE DEL RAPPORTO CON LA SCUOLA: la scuola è
IL DIRITTO/DOVERE DELLA
al servizio della famiglia attraverso il principio della sussidiarietà perché
FAMIGLIA DI ISTRUIRE ED EDUCARE è PRIMARIO RISPETTO A QUELLO DI QUALSIASI ALTRO
ENTE. Questo primato educativo della famiglia non è ancora avvertito in modo adeguato dalla scuola.
PEDAGOGIA promuovere un rapporto di CIRCOLARITA’ TRA SCUOLA E FAMIGLIA, il progetto si
fonda sull’educazione. I genitori devono riprendersi il primato di UTENTI COMPETENTI.
4. LA PARTECIPAZIONE NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA
Partecipazione insegnanti genitori attraverso: 3
• AUTONOMIA DELLA SCUOLA: COOPERAZIONE
o meglio concetto di (legge 30/2000) =
ruolo attivo dei genitori nella scuola = la loro operatività (es. pitturare i muri delle classi o
mettere apposto il tetto).
• SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO: SUSSIDIARIETA’
per riscoprire il PRINCIPIO DI =
avvaloramento delle caratteristiche delle istituzioni educative per una condivisa responsabilità
pedagogica. Cioè la scuola non può agire in maniera isolata perché l’educazione è un compito
troppo impegnativo per poterlo assegnare soltanto ad una istituzione.
• COMUNITA’ LOCALE: far calibrare sempre meglio la scuola alle esigenze del territorio in ci si
colloca per farla diventare SCUOLA DELLA COMUNITA’. (la scuola deve poter adattare le
proprie linee guida alle esigenze del proprio territorio).
SCUOLA DELLA COMUNITA’
La ha 3 obiettivi:
AUTOGOVERNO: ossia responsabilità, efficienza ed efficacia del personale della
scuola.
PROGETTUALITA’: determinare itinerari di crescita continui e rispettosi della persona
umana nella totalità.
PARTECIPAZIONE: radicare la scuola nel contesto umano, civile e sociale;
coinvolgere istituzioni e famiglia.
Scuola e famiglia agire su un piano di parità, contraddistinte da precisi diritti e doveri, tese ad attuare
un PATTO FORMATIVO. Famiglia e scuola trovano un punto comune nell’educazione quindi devo
ispirarsi ad un progetto comune quindi la presenza dei genitori nella scuola deve essere vista come
SOSTANZIALE.
3 piani di partecipazione:
Piano ORGANIZZATIVO/GESTIONALE: nel quale è presente l’associazionismo familiare, con i
rappresentanti dei genitori che entrano a far parte dei vari organi della scuola.
Piano PEDAGOGICO/EDUCATIVO: coinvolgimento sia dei singoli che delle associazioni.
Contributo reciproco tra insegnanti e genitori per conoscere meglio i figli – alunni.
Piano METODOLOGICO/DIDATTICO: rapporto tra testimonianza di vita (genitori) e cultura
critica (scuola) revisione della metodologia didattica.
5. L’INCONTRO TRA CULTURA FAMILIARE E CULTURA SCOLASTICA
4
Per modificare il rapporto di partecipazione tra scuola – famiglia serve trasformare il concetto di cultura
scolastica.
Da METODOLOGIA DIDATTICA centrata sulla scuola come luogo di elaborazione e di trasmissione
FAMIGLIA LUOGO DI VITA IN CUI
dei saperi a concezione nella quale LA VA INTESA COME
LA CULTURA DIVENTA STILE DI COMPORTAMENTO e possa offrire alla scuola i materiali per
lavorare.
La scuola va esaltata come luogo di istruzione e di trasmissione culturale che ha bisogno del
contributo preciso e insostituibile della famiglia. Anche se la famiglia ha la propria competenza
educativa. serve un cammino di preparazione per genitori e insegnanti.
NO RAPPORTO LINEARE E ASIMMETRICO ma serve un legame complesso tra efficienza struttural –
organizzativa e efficacia umanizzante.
ATTRIBUZIONE DI UN POTERE REALE ALLA FAMIGLIA
Prospettiva pedagogica: NEL
PROCEDERE QUOTIDIANO DELLA VITA DELLA SCUOLA , ossia dare consistenza alla presenza dei
genitori.
6. LA NORMATIVA SULLA CORRESPONSABILITA’
DPR n. 235 del 21 novembre del 2007
(decreto presidente della repubblica) modifica il DPR
n.249 del 24 giugno 1998.
DPR 235: “… è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto
= necessità che insegnanti, genitori e alunni concordino
educativo di corresponsabilità”
stili di comportamento adeguati all’ambiente scolastico. In caso di negazione delle regole stabilite, le
famiglie e gli alunni subiranno delle sanzioni disciplinari.
2 considerazioni: In questo caso il tema della corresponsabilità è stato preso in considerazione dal
legislatore sulla scia dell’emergenza (perché in quegli anni molti casi di bullismo e aggressione), quindi
la corresponsabilità non viene vista come elemento per promuovere il rapporto famiglia – scuola.
La corresponsabilità viene vista solo come elemento di regolazione tra i soggetti coinvolti OGGI il
tema della corresponsabilità non viene affrontato grazie alle urgenze sociali ma non con intenti
pedagogici.
[I Decreti delegati = formalizzano l’incontro tra due realtà istituzionali sino ad allora scarsamente
collegate] 5
famiglia non è considerata un interlocutore competente
OGGI la si ha l’impressione che tra
genitori e insegnanti non sia possibile costruire un ponte pedagogico. Perché molti docenti vedono la
famiglia come soggetto istituzionale debole, secondario che molte volte intralcia il lavoro scolastico.
7. LA CORRESPONSABILITA’ COME ISTANZA PEDAGOGICA
Necessità di cammino di collaborazione tra scuola e famiglia implica un nuovo modo di essere delle
2 istituzioni.
Fino a oggi rapporto scuola – famiglia: non ha potuto progredire perché è mancata la
dare risalto alle peculiarità.
determinazione delle specificità e competenze. Bisogna Per creare il
patto formativo bisogna precisare ruoli e funzioni delle due istituzioni.
FAMIGLIA = luogo educativo di base, fondamentale per la formazione delle nuove generazioni.
SCUOLA = avvalorata come scuola di comunità, deve ricercare un rapporto con le istituzioni del
territorio, soprattutto con la famiglia. Genitori non come utenti ma come responsabili insieme
agli insegnanti dell’offerta formativa della scuola.
Nella scuola sono chiamate ad essere responsabili non solo le famiglie degli alunni, ma TUTTE LE
FAMIGLIE DELLA COMUNITA’ LOCALE, affinché si sentano corresponsabili del corretto andamento
dell’istituzione scolastica RIDEFINIZIONE DEL RAPPORTO SCUOLA – FAMIGLIA.
LA SCUOLA EDUCA MENTRE ISTRUISCE, LA FAMIGLIA ISTRUISCE MENTRE
EDUCA.
La corresponsabilità tra scuola e famiglia è una meta, con vari livelli di partecipazione.
3 fasi nel nostro paese:
PARTECIPAZIONE ASSEMBLEARE/FORMALE dal 1974 al 1997: i genitori assumono la
posizione di soggetti coinvolti dalla scuola al fine di avallare le decisioni prese dai docenti.
COOPERAZIONE dal 1997 al 2003: i genitori sono chiamati a collaborare con i docenti sul
piano del fare, ossia coinvolgimento operativo.
CORRESPONSABILITA’ dal 2004 ad oggi: una fase ancora da costruire.
Nel nostro tempo = separazione scuola famiglia. La scuola = posizione di dominanza valuta la famiglia
come semplice utente. Per la scuola il sapere genitoriale (che nasce dall’esperienza quotidiana) ha
scarsa importanza. La scuola chiama in causa la famiglia solo quando deve comunicare aspetti
negativi o difficoltà di apprendimento e di comportamento del ragazzo.
6
scuola IMPREPARATA FUNZIONE EDUCATIVA
La risulta AD ACCETTARE E A SVOLGERE LA
OLTRE A QUELLA ISTRUTTIVA sembra che per i docenti assumere una funzione educativa sia
svilire la proprio professione. OGGI il rapporto tra scuola e famiglia è basato sull’ASIMMETRIA
è carente una cultura della
RELAZIONALE, dove spesso prevale il rifiuto delle responsabilità e dove
partecipazione.
CORRESPONSABILITA’ RECIPROCITA’,
= rapporto di dove un’istituzione non strumentalizza l’altra
percorso COLLABORATIVO riconoscendo le competenze di
ma INSIEME DECIDONO un
entrambe genitori potenzialità educativa
le istituzioni. I non sono più fruitori ma sono una vera
attraverso la quale la scuola può rinnovarsi.
8. UNA NUOVA PROFESSIONALITA’ DOCENTE docente.
Nuovo modo di essere scuola attenzione alla figura del AFFERMARE LE COMPETENZE
l’istruzione implica l’educazione.
del docente nel campo dell’EDUCAZIONE, perché Nuova
professionalità del docente: capacità del singolo insegnante di impostare il proprio lavoro
sull’avvaloramento del rapporto con le famiglie. competenze relazionali
Indispensabili iniziative di formazione del personale docente: per definire le
(che oggi nel curricula dei docenti sono trascurate).
L’insegnante percepire le famiglie come soggetti incompetenti con le quali prevale un modello
comunicativo asimmetrico.
Per l’insegnante si tratta di imparare a padroneggiare le dinamiche relazionali anche se di natura
conflittuale infatti il rapporto genitore – insegnante non è idilliaco, ma deve essere costruito giorno
per giorno con confronto, dialogo, negoziazione.
Corresponsabilità = senso dinamico attenzione dell’insegnante verso il sapere educativo
genitoriale che si crea attraverso l’esperienza giorno dopo giorno. Modalità anche di motivare gli alunni
ricerca del bene comune.
alla Il coinvolgimento diretto di insegnanti e genitori crea anche un
SISTEMA DI VALORI CONDIVISO da due istituzioni.
OGGI: confronto fra diverse culture per la ricerca di valori comuni, avvaloramento del sapere familiare
= nuova modalità di essere scuola e di essere docenti.
9. IL CONTATTO TRA CULTURA SCOLASTICA E CULTURE D’ALTROVE
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inizio anni 90
Da in Italia flussi migratori aumentati con caratteristiche particolari. Da immigrazione
IMMIGRAZIONE FAMILIARE.
individuale a Con la legge 1990 del ricongiungimento familiare, molte
famiglie d’altrove si sono ricomposte nelle regioni del centro – nord (= nelle regioni a più alto sviluppo
economico) + altro fenomeno: nascita di nuove famiglie miste. Con l’arrivo dei bambini il progetto di
vita dei migranti si avvera nel paese accogliente (che non diventa più così ostile) cambiano anche
modo di vivere, da vivere per il futuro per tornare nel loro paese, vivono per il presente per far vivere
meglio nel paese accogliente i nuovi nati. In Italia 7% di popolazione migrante.
Processo di inclusione e di integrazione sociale scuola,
parte dalla avere un figlio per le famiglie
straniere è un stimolo per avere contatti con la nuova cultura e con i servizi territoriali. Indispensabile
scuola famiglia straniera come RISORSA
che la veda la COMPETENTE.
Oggi con l’inserimento dei bambini stranieri si complica ancora di più il rapporto scuola – famiglia.
OGGI: famiglie straniere sono costrette ad
Infatti le vengono inglobate dalla scuola, ed esse
accettare rassegnate la cultura educativa della scuola del paese accogliente.
La scuola italiana deve ripensare il rapporto con la famiglia immigrata, perché le informazioni
PROGETTI EDUCATIVI
possedute dai genitori sono preziose affinché la scuola possa creare dei
INDIVIDUALIZZATI per i singoli alunni soprattutto per i bambini d’altrove che hanno bisogno di
un’attenzione particolare.
10. DAL CONTATTO AL CONFRONTO CULTURALE
Proposta educativa che la scuola fa alle famiglie d’altrove: itinerari educativi di acculturamento,
processi mediante i quali favorire la modificazione di usanze e costumi. Gli alunni stranieri non
costituiscono un tutto omogeneo: si differenziano dalle loro storie di vita e di migrazione in comune
hanno il PROCESSO MIGRATORIO.
scuola CONFRONTO culturale
La deve trasformare il “contatto” culturale con il per promuovere
dinamiche di scambio e di reciproco arricchimento. Gli alunni stranieri come quelli italiani non possono
essere considerati indipendentemente dalla loro storia familiare e dal loro vivere. Quindi la
partecipazione dei genitori alla vita della scuola è un elemento di EMPOWERMENT. [L’esperienza
scolastica transita nelle famiglie straniere grazie ai loro figli.]
tema della PAURA DELL’ALTRO
Nella scuola deve essere affrontato anche il che non riguarda
anche gli immigrati hanno paura dello straniero
solo i cittadini italiani rispetto a quelli stranieri, ma
che li accoglie. 8
Quindi sia fami
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