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FRABBONI (pedagogista di Bologna): ambiente soggettivo di bellezza = saper

 

fruire della bellezza, esiste già in natura.

non costruirla di nuovo perché

BELLEZZA futuro migliore:

= BENE VITALE per un meno quantità e velocità e più QUALITA’

E BELLEZZA. l’educazione che

DOSTOEVSKYJ la bellezza salverà il mondo? Secondo i pedagogisti è

salva il mondo. generatrice crea cambiamento

Educazione = parola perché nelle

persone.

CAP.3: L’AMBIENTE COME “SISTEMA DI RELAZIONI”. RIFLESSIONI SULLA COMUNICAZIONE EDUCATIVA.

1. La relazione io-tu-mondo. non c’è vita senza relazione.

Relazione presente ad ogni livello di esistenza Prendere in

sistema uomo con il sistema mondo.

esame il Comunicazione educativa 

consapevolezza di sé stessi e conoscenza di ciò che ci circonda.

Uomo come un POTER ESSERE a partire dalla sua relazione con l’altro e con le cose.

COMUNICARE ESSERCI. relazione io-con-me

= essere nel mondo, Comunicazione stesso

(quando siamo una cosa sola con le emozioni).

io-con-l’altro dialogo.

Relazione interpersonale: si crea con il

EMPATIA IDENTIFICAZIONE

= relazione fra sé distinti, ma si = quando ci si identifica

comprensione dell’altro.

aggiunge la completamente con l’emozione e con il

mantenere la giusta distanza. ci si annulla

Importante mondo dell’altro, = non c’è

Stabilisce la relazione con gli altri. Distinti i più il proprio io. Uniformarsi al tu,

confini io e tu. “Entrare nei panni rinunciando a sé stessi per assumere i

tratti caratteristici dell’altra persona. Io e

dell’altro”. tu si confondono, fondendosi.

ANTROPOLOGIA DIALOGALE: relazione

M. BUBER rapporto “io-io” o “io-tu”

  

costituisce l’essere persona. PER CON

Ogni uomo è l’altro (attenzione), è l’altro

NELL’altro

(sentimento di simpatia) e è (empatia).

è la relazione” UOMO SI FA IO NEL TU,

Nell’esistenza umana “all’inizio = si manifesta

ESSERE CON = aperto al dialogo

un e alla comunicazione. Ogni io è propriamente

un TU relazione dialogica = essere reciprocità dell’azione interiore. (Siamo quello

che siamo grazie ad un tu). 14

totale dipendenza dall’altro

E. LEVINAS afferma la “io sono finchè dipendo da

 

L’altro è già dentro l’io.

te”. Noi non abbiamo l’altro solo di fronte per interpellarlo e

cedergli la parola, noi portiamo l’altro DENTRO = non c’è io senza l’altro.

Nella dimensione del tu, implicato anche il problema del mondo.

E. MOUNIER “Potremo ritrovare il senso dell’uomo solo imparando il senso

  mondo avviene l’incontro con l’altro.

dell’universo” perché è proprio nel che

ogni singolo ha la propria prospettiva nel mondo.

Quindi mondo si riceve

H. ARENDT il non si può plasmare a proprio piacimento perché lo

 

in eredità richiede accoglienza e riconoscimento.

quindi Ma anche il mondo si

trova a dover accogliere e riconoscere ogni nuovo essere umano.

Uomini e donne = esseri biologici che abitano la terra ideano progetti mettendoli

in pratica = trasformano il mondo in una dimora dove poter vivere in base alla loro

idea di vita.

All’interno del mondo ci sono diversi mondi (es. mondo reale o mondo immaginato).

L’individualità plurale costitutiva di ogni essere si riflette nell’unità – molteplicità del

mondo. (Uno e il molteplice contraddistinguono l’uomo e il mondo).

2. La centralità del contesto

Ambiente elemento fondamentale per l’esperienza formativa.

= dimensione spaziale 

CONTESTO non solo luogo o contenitore dell’interazione.

CONTESTO: anche il processo interattivo costruito dagli interlocutori nella relazione in virtù

MATRICE DEI SIGNIFICATI

della coordinazione di azioni e significati diventa delle azioni

 concetto

compiute dai soggetti nel corso della loro INTERAZIONE. Quindi CONTESTO =

dinamico ad ogni sistema di riferimento corrisponde un “diverso” contesto.

 ambiente

Contesto di un sistema = ciò che per quel sistema è il mondo. Concetto di =

contesto nel quale cogliere e interpretare le azioni umane, complesso delle circostanze

fatto emerge e si sviluppa.

entro cui un determinato

G.BATESON “Senza l’identificazione del contesto non si può capire nulla”.

 

Contesto = matrice dei significati. “I contesti non sono altro che categorie della

Nessun fatto può essere spiegato senza considerare l’intreccio delle

mente”.

circostanze entro cui il fatto si sviluppa. 15

Studiosi della Scuola di Palo Alto PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE importanza

 

del contesto ai fini del successo dello scambio di significati che si svolge in esso. Ogni

ambito di vita è in relazione con gli altri.

4 Tipologie di contesto:

[ESTERNO: insieme di forze/tendenze che INTERNO: tutti gli elementi che

condizionano e influenzano le scelte compongono la struttura interna del

importanti di un sistema. sistema.]

CONCRETO: materiale, CONCETTUALE:

ossia quello fattori astratti, relazionali.

percezioni e

direttamente sperimentabile dal soggetto Realtà TENERA prodotta da

sentimenti

che ne è indipendente. Realtà DURA. (es. (es. le relazioni che si vengono

aula). a creare nella classe).

Il contesto concettuale è diviso in 4 livelli:

SOCIOCULTURALE: ideologie

C. conoscenze, di una determinata cultura.

 INTERPERSONALE: relazioni

C. relazioni intersoggettive e in cui il soggetto è

 coinvolto.

INTERPERSONALE: vissuto

C. del soggetto, attese, ansie e speranze.

 TRANSAZIONALE: idee,

C. visioni, interpretazioni elaborate dalla persona circa il

 mondo.

CONTESTO NON SOLO CORNICE in cui si svolge il processo comunicativo. Il rapporto

interumano è mediato dal contesto ambientale: il contatto tra le persone è determinato

da un contesto di reciprocità.

CONTESTO, tessere insieme, intrecciare.

dal latino “contextus” = con-texere =

U. BRONFENBRENNER psicologo americano. Teoria (o ecologia) dello sviluppo

 

umano. 3 aspetti principali:

INDIVIDUO ENTITA’

in sviluppo non come tabula rasa che l’ambiente plasma, ma

 DINAMICA perché in relazione con l’ambiente.

sistema di sistemi interagenti:

SVILUPPO come individuo e ambiente =

 reciprocità

bidimensionalità =

Ambiente non è limitato, ma interconnesso a più sistemi ambientali.

 16

SISTEMI INTERAGENTI

Contesto ecologico come una serie di INCLUSO L’UNO

NELL’ALTRO come: Più vicini alla persona. Dove le persone creano la loro

MICROSISTEMI realtà e dove avvengono le interazioni faccia a faccia.

(es. casa, scuola, amici). relazioni

(meso = di mezzo) le che si creano nei

MESOSISTEMI microsistemi. Relazioni in cui c’è ESPERIENZA DI VITA. (es.

relazioni casa-scuola, casa-quartiere).

Eventi che avvengono e che hanno impatto su di noi,

ESOSISTEMI ci condizionano anche se non siamo partecipanti attivi.

(es. per il bimbo piccolo il luogo di lavoro dei

genitori.)

MACROSISTEMA Modelli ideologici/valori di una cultura.

3. Dall’incontro con l’alterità naturale alla comunicazione ambientale oggi.

comunicazione

La è un processo: MULTIDIMENSIONALE, RELAZIONALE, NEGOZIABILE. Noi

qualcosa con qualcuno

possiamo comunicare (transitivo) o (intransitivo).

COMUNICARE “rendere trasmissibile”

Dall’etimologia = = mettere in comunione. Per

quanto riguarda le questioni dell’ambiente non siamo solo spettatori ma anche attori. 

comunicazione ambientale diventa diritto di cittadinanza. Comunicazione ambientale

scambio di informazioni e significati tra un emittente ed un destinatario

= qualsiasi

relativamente all’ambiente. assiomi:

Studiosi di Palo Alto: PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE. 5

1. “NON SI PUO’ NON COMUNICARE”: anche il silenzio comunica qualcosa. Non

comunichiamo solo con le parole, ma anche con il linguaggio non verbale.

2. “OGNI COMUNICAZIONE HA UN LIVELLO DI CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE”:

contenuto = cosa dico. Relazione = in che modo lo dico.

3. “OGNI COMUNICAZIONE HA PUNTEGGIATURA CHE DETERMINA LA SEQUENZA DI

EVENTI”: che da senso alla situazione.

4. “POSSONO ESSERCI COMUNICAZIONI ANALOGICHE O NUMERICHE”: analogiche

(non verbale), numeriche (verbali).

5. “LE COMUNICAZIONI POSSONO ESSERE DI TIPO SIMMETRICO O COMPLENTARE”:

simmetrico = le persone sono sullo stesso piano (amici, colleghi); complementare =

le persone sono su piani diversi (paziente-medico, educatore-educando). 17

EMITTENTE

Il processo comunicativo è creato da: (chi dà l’informazione), da un

DESTINATARIO CODICE

(chi riceve la notizia). Entrambi utilizzano un COMUNICATIVO (ossia

CANALE

in che modo comunicano) e un (attraverso cosa comunicano). In alcune

FONTI DI DISTURBO

comunicazioni possono esserci anche (cioè che rende difficile la

MESSAGGIO

comunicazione). Inoltre abbiamo anche un (cioè cosa si comunica) e un

FEEDBACK (ciò che il destinatario rimanda al mittente).

Distinguiamo 3 livelli di comunicazione: contenuti

Relativo ai detti a voce o messi per

VERBALE iscritto. aspetti di contorno

Relativo agli (es. il tono di voce

PARAVERBALE usato) modo.

NON VERBALE Non è relativo al contenuto ma al

Il modo (= il non verbale) in cui si comunica è più importante rispetto alla questione

paraverbale e verbale.

comunicazione verbale promuovere comportamenti tutela

La a favore della

dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e si sviluppa grazie a campagne di informazione

(sensibilizzare la società ai problemi per stimolare la consapevolezza).

In alcuni casi si parla di ECO-INFORMAZIONE attraverso il turismo, campagne di

MARKETING.

sensibilizzazione, campagne politiche utilizzato anche il

 incoraggia i

CATTIVA INFORMAZIONE: fenomeni di BUONA INFORMAZIONE:

green-washing comportamenti che favoriscono e

= aziende che utilizzano tutelano l’ambiente,

l’ambiente per accaparrarsi i clienti basandosi su valori

fingendo di favorire l’ambiente (es. etico-comunicativi.

ferrarelle, coca-cola). 18

Parte II

CAP. 1: LA RIFLESSIONE PEDAGOGICA ATTUALE IN RAPPORTO ALLE AMBIGUITA’ E ALLE PROSPETTIVE

DELLO “SVILUPPO SOSTENIBILE”.

1. Il concetto e i principi dello sviluppo sostenibile

Concetto di sviluppo sostenibile = ambivalenza semantica perché è legato alla crescita

SOSTENIBILITA’

quantitativa ed economica. quindi si utilizza il termine che deriva da

 equilibrio

sostenere (uomo che sostiene l’ambiente o ambiente che sostiene l’uomo?) =

tra diverse dimensioni ambientali umani.

da sostenere nel tempo sia elementi che

SOSTENIBILITA’ NEI DOCUMENTI:

a) 1972 CONFERENZA DI STOCCOLMA: sull’ambiente umano.

principi di libertà, uguaglianza

Afferma i e diritto di tutti ad adeguate condizioni di vita.

risorse naturali devono essere tutelate

Anni ’70 = consapevolezza che le della Terra

attraverso delle strategie e che la natura ha un ruolo importante nell’economia.

Il principio 21 “le nazioni hanno il diritto sovrano di sfruttare le risorse e la responsabilità

di assicurare che le attività svolte non causino danni all’ambiente degli altri stati” si

parla ancora di dominio dell’uomo sulla ambiente, ma si aggiunge la TUTELA

L’uomo responsabilità di protezione miglioramento

RESPONSABILE. quindi ha la di

dell’ambiente.

1987 RAPPORTO BRUNDTLAND:

b) our common future

(BRUNDTLAND = nome del primo ministro norvegese del tempo). Parla dello sviluppo

sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la

sostenibile uno

capacità delle generazioni future di sviluppare i propri bisogni.

La sostenibilità unisce due dimensioni:

GIUSTIZIA INTERGENERAZIONALE: ossia GIUSTIZIA INTRAGENERAZIONALE: implica

equità presente parità di accesso alle risorse.

tra la generazione e la la

futura.

generazione

= quindi il pianeta non è visto come un serbatoio inesauribile di risorse, ma è un sistema

Sostenibilità relazioni tra attività umane e biosfera.

finito dotato di vincoli. = insieme di 19

1992 SUMMIT DI RIO DE JANEIRO:

c) agenda 21

Principio 2 della dichiarazione: simile al principio 21 di Stoccolma (sfruttare le risorse ma

senza danneggiare). partnership globale

Principio 7: “Gli stati devono cooperare in uno spirito di per

proteggere l’ecosistema terrestre”.

AMBIENTE SOCIETA’

La sostenibilità ha 3 pilastri: = cura, tutela e protezione; = rispetto delle

ECONOMIA quando c’è

persone; = dalla quale dipendono sia l’ambiente che l’uomo 

equilibrio c’è sostenibilità (oggi purtroppo prevale solo l’economia).

Lo sviluppo ambientale comprende: conservare l’ambiente

Capacità di nel tempo e

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE nello spazio = preservare la biodiversità

Capacità di generare in modo duraturo lavoro e

SOSTENIBILITA’ ECONOMICA uso razionale delle risorse

reddito con un

garantire modo equo)

Capacità di (in condizioni

benessere opportunità

di umano e accesso alle

SOSTENIBILITA’ SOCIALE (es. avere una casa, delle cure sanitarie)

Dobbiamo prendere atto che la crisi ambientale non si dovrebbe affrontare dopo, ma si

dovrebbe PREVENIRE per far ciò serve educazione (ma anche riassetti politici e

quotidiani). SOSTENIBILITA’ COME CONDIVISIONE DI UN SISTEMA DI VALORI:

DIMENSIONI VALORI

della sostenibilità associati

Sostenibilità sociale Equità, pace e diritti umani

Sostenibilità ecologica Rispetto della diversità e tempi biologici

Rispetto dello sviluppo locale

Sostenibilità economica

crisi ambientale crisi di valori

La è un dato di fatto che si esprime anche in una fino ad

CRISI NOOLOGICA

arrivare ad una (= inquinamento mentale, infatti noologico rimanda ai

pensieri).

Crisi non deve essere vista solo come cosa negativa, ma può essere anche

un’opportunità per cambiare può aiutarci a vivere in modo più sobrio e a riflettere sui

bisogni reali. 20

Anni ’60-’70 si agiva sulla paura = emergenza e allarmismo poi si passa alla

PARTECIPAZIONE (con i documenti di Rio 92, Johannesburg, Kyoto 2005/2007, Rio +20, e

con il DESS = Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014).

[abbiamo visto il video della bambina che zittisce il mondo ad una conferenza

sull’ambiente importanza della azioni e non solo delle parole].

DICHIARAZIONE DI RIO del 1992 27 principi come: integrazione, equità, riduzione della

povertà, prevenzione, responsabilità comune. Da questa dichiarazione si crea un

l’AGENDA 21

documento importante (sia a livello globale, che a livello locale). Agenda

identifica alcuni gruppi sociali che servono per avere sostenibilità

21 le donne, i

bambini/giovani, popolazioni indigene, le organizzazione non governative, lavoratori e

sindacati, imprese, agricoltori, comunità tecnologica = università.

KYOTO paesi

PROTOCOLLO DI è un accordo internazionale, che impegna i

 

industrializzati a ridurre del 5% le proprie emissioni di gas o polveri sottili per

contrastare il riscaldamento climatico (= fenomeno allarmante nell’ultimo periodo).

non è partito fino al 2005

Questo protocollo (anche se è stato sottoscritto nel 1997

ed è stato allungato fino al 2020). Ad oggi gli USA non hanno ancora ratificato il

protocollo infatti molti Stati hanno firmato, ma non tutti hanno rispettato gli

impegni presi (i più inefficienti la Spagna, la Finlandia e l’Italia che dopo gli anni ’90

è migliorata).

DESS Decennio ONU per l’Educazione allo sviluppo sostenibile 2005

= il 2 marzo si

 

2014.

è concluso nel Offre la possibilità di cercare per il futuro un equilibrio che

riesca a conciliare: crescita economica, tutela dell’ambiente, e aumento e

diffusione del benessere sociale.

Dalla questione ambientale all’ EDUCAZIONE AMBIENTALE che si sviluppa soprattutto

anni ’60.

negli

EDUCAZIONE AMBIENTALE scopo fondamentale è

= insieme di interventi educativi il cui

concorrere alla soluzione dei problemi ambientali mediante lo sviluppo della sensibilità

delle conoscenze, valori e atteggiamenti ritenuti necessari per una corretta gestione

dell’ambiente. (di solito viene vista come educazione scientifica, ma in realtà ha al suo

interno molteplici componenti umane). NELL’ambiente, CON PER

L’educazione ambientale è un’educazione l’ambiente e

l’ambiente = pratica di solidarietà sociale. 21

4 FINALITÀ EDUCATIVE dell’educazione ambientale:

COGNITIVA trasmette le

Di natura = saper vedere l’ambiente l’ambiente che

 

conoscenze.

ESTETICA bellezza all’ambiente

Di natura = donare che ci circonda.

 ETICA difendere l’ambiente

Di natura = saper attraverso la trasmissione di alcuni

 valori ESISTENZIALE sentire l’ambiente empatica).

Di natura = saper (dimensione

 l’educazione ambientale promuove la SOSTENIBILITA’

Quindi è anche lo strumento che =

dimensione educativa sia permanente che globale (per tutte le età della vita). E’

forma alla CITTADINANZA ATTIVA E ALLA RESPONSABILITÀ.

un’educazione che

J.C SMITH sintetizza le mappe concettuali dell’edu ambientale:

1. Sapere Ambientale = acquisizione di conoscenze ambientali

2. Consapevolezza Ambientale = processo di sensibilizzazione verso i problemi

ambientali

3. Responsabilità Ambientale = capacità di pensare l’azione umana sull’ambiente

4. Competenza Ambientale = capacità di gestire e progettare il sistema ambientale

5. Cittadinanza Ambientale = compartecipazione dei cittadini alla costruzione del

sistema ambientale = percepirsi come cittadino del mondo.

anni ’60

Si inizia negli a parlare di educazione ambientale in quegli anni veniva

CONOSCENZA NATURALISTICA

percepita come e quindi l’attività educativa era la

difesa/conservazione della natura.

Anni ’70 nel 1972 prima conferenza sull’ambiente a Stoccolma (richiesta dall’ONU) =

conferenza sull’ambiente umano.

NASCITA DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE LA CARTA DI

Ma l’ATTO DI si concretizza con

BELGRADO nel 1976 = interdipendenze tra aspetti naturali ed antropici

evidenza le

all’interno dell’ambiente (alcuni temi: si prende in esame il rapporto tra economia,

ambiente naturale e società; emerge il ruolo importante dell’educazione).

DICHIARAZIONE DI TBILISI l’educazione ambientale deve essere impartita

afferma che

a tutte le età e a ogni livello di educazione. 22

AGENDA 21 = documento fondamentale approvato nella Conferenza di Rio 1992.

Capitolo 36 dedicato alla promozione dell’istruzione, della consapevolezza pubblica e

SOSTENIBILITA’.

della formazione professionale. In questo documento si parla di Sottolinea

l’educazione ambientale deve essere TRASVERSALE

che a tutte le discipline = inserire i

approccio multidisciplinare.

concetti di ambiente all’interno di tutti i programmi 

2. Sostenibilità: oltre l’educazione ambientale

Anni ’70 conoscere l’ambiente e il suo funzionamento ecologico.

’80 NELL’ambiente, contatto

Anni educazione ambientale = lavoro sul campo = ossia a

diretto con la natura.

’90 PER

Anni azioni concrete (comportamenti) a favore dell’ambiente = l’ambiente.

CEROVSKY

J. educazione ambientale se:

muove

si dall’ambiente

 studia

si l’ambiente

 agisce

si in favore dell’ambiente

ossia progettare attività formative orientate a far acquisire corrette conoscenze eco

 esperienze di apprendimento contatto diretto con

ambientali, promuovere che portino al

l’ambiente = sviluppare un IMPEGNO ECOLOGICO RESPONSABILE.

MORTARI educazione ambientale = processo che muove dall’ambiente nella sua

globalità.

L’attività educativa e formativa tutto l’arco della vita

lungo è il principale motore della

SOSTENIBILITA’. 23

SOSTENIBILITA’ = deriva dal latino “sustineo” (3 possibili significati):

tenere in alto qualcosa = SORREGGERE

 prendere sopra di sé = RENDERSI PADRONE DI

 reggere l’attacco = RESISTERE

 in senso figurato anche per dare VIGORE = MANTENERE IN FORZE.

Quindi all’uomo si chiede di non lasciar cadere, di sorreggere la tensione tra due realtà

agire

opposte: bisogni delle generazioni presenti e bisogni delle generazioni future per

con responsabilità e CURA.

STRATEGIE EDUCATIVE: Dialogare, comunicare, ascoltare le

partecipare opinioni degli altri.

Formare gruppi di interesse Farsi cittadini attivi

Informare – comunicare – sensibilizzare Vivere con..

FARE COMUNITA’ = agire una democrazia territoriale partecipata

Per creare questo è necessario predisporsi al cambiamento con DIALOGO, IMPEGNO e

RIFLESSIONE sperimentando in modo concreto i vantaggi del collaborare con le

istituzioni, i cittadini per il bene comune = ricercando il SENSO di ciò che facciamo.

La sostenibilità inizia nella scelta di voler cambiare nelle piccole cose TRASFORMANDO

imparando a vivere meglio con meno.

LA CULTURA DEL CONSUMO =

L’EDUCAZIONE AL CAMBIAMENTO è trasformativa, si propone di costruire un mondo

migliore, non riguarda solo i comportamenti ma anche le visioni del mondo. Non è

necessario EDUCARE

sufficiente intimorire e comunicare l’insostenibilità che ci circonda 

A SOGNARE FUTURI POSSIBILI.

È necessario educare al senso del LIMITE, al SACRIFICIO e alla RESPONSABILITA’.

IMPARARE A PRENDERE

Una strategia integrata educazione alla sostenibilità =

DECISIONI PER IL FUTURO DELL’ECONOMIA, DELL’EQUITA’ SOCIALE E DELL’ECOLOGIA in

ogni comunità.

Quindi la sostenibilità = capacità umana di salvaguardare (sorreggere) una realtà

segnata da una dinamica di opposizione tra più elementi.

La sostenibilità può essere estesa all’EDUCAZIONE AMBIENTALE categorie: autorità-

libertà, personalizzazione - socializzazione, gioco-lavoro, diritto-dovere. 24

La sostenibilità consente un EQUILIBRIO DINAMICO = l’educazione è sostenibile = tenere in

un’educazione orientata alla

alto il senso del proprio esserci, superando le difficoltà. Infatti

sostenibilità coinvolge dimensioni progettuali e culturali.

Per creare un futuro migliore servono: saggezza prudenza e solidarietà.

EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITA’:

≠ da educazione ambientale Non è circoscrivibile solo ad una disciplina

progettare con gli altri.

= capacità di Educa al pensiero critico

connessione tra NATURA Learning by doing

Educa al creare

e NATURA UMANA.

Alcuni autori la definiscono:

STERLING (primo che utilizza il termine), vuole superare la separatezza tra teoria e

 

coniugando sapere sapere fare

pratica, (=conoscenza) + (=abilità e competenze).

MORIN deve promuovere una simbiosofia.

 

Educazione sostenibile = appropriarsi di un PARADIGMA ECOLOGICO. (S.Sterling) da

paradigma ECOLOGICO

paradigma meccanicistico (= logiche di programma) a =

logiche di progetto, sistemiche, strategiche. EDUCAZIONE AL CAMBIAMENTO

Si parla di educazione alla sostenibilità anche come = la

vivere solo evolvendosi

società, l’ambiente e l’uomo possono continuare a cioè

adattandosi alle condizioni emergenti. Il ruolo dell’educazione è rendere consapevole

l’uomo di questi cambiamenti. (per il cambiamento serve impegno, dialogo e riflessione).

fare scelte

Compito dell’educazione è lo sviluppo di persone libere, capaci di pensare, di

e di agire. Ruolo: rendere consapevoli gli individui e le comunità dei cambiamenti che

spesso inconsapevolmente stanno subendo.

4 pilastri dell’EDUCAZIONE di J.DELORS:

1. Imparare a CONOSCERE = diventare amici della scienza, concentrazione, memoria

e riflessione.

2. Imparare a FARE = dalle abilità alle competenze (istruzione, formazione,

educazione)

3. Imparare a CONVIVERE = progettare da competizione a cooperazione.

4. Imparare a ESSERE = dare ai soggetti libertà di pensiero, per sviluppare i propri

talenti. 25

Quindi è importante EDUCARE A:

Conoscere

 Rendere gli individui consapevoli dei cambiamenti che stanno subendo

 Agire in favore dell’ambiente

 Pensare

 Educazione alla sostenibilità DOVE e QUANDO?

A scuola = educazione formale + associazioni = educazione non formale + società =

LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITA.

educazione informale 

L’educazione viene vista come una rete che connette scuola, cultura, associazioni,

ambiente e società.

3. Educazione, ambiente, sostenibilità: questioni pedagogiche

Educazione per RENDERE CONSAPEVOLI gli individui e le comunità dei CAMBIAMENTI che

stanno subendo.

Marianella Scalvi scrive un libro “Arte di ascoltare mondi diversi” quello che vediamo

dipende dal punto di vista. Per vedere il nostro punto di vista, dobbiamo cambiare modo

di vedere. SPERANZA

Nell’educazione serve (anche Benedetto XVI lo diceva), ma anche creatività

PAZIENZA

= presupposto dell’innovamento e del cambiamento. La speranza richiama la

ATTIVA arriva nel lungo

(ossia siamo in cammino verso un cambiamento, ma questo

periodo) quindi anche se la sostenibilità oggi non c’è ancora, noi la possiamo

incentivare partendo dalle piccole cose.

CORAGGIO DI EDUCARE fiducia che

Oggi si parla di = GUARDARE AL FUTURO deriva dalla

noi abbiamo nelle persone e nel loro potenziale rigenerativo.

Perché investire in educazione? Perché è il BENE PIU’ GRANDE, è un investimento che ci

accompagna fino alla morte non si svaluta mai, ma aumenta sempre il valore.

 26

RIFLESSIONI DI PEDAGOGISTI sulla SOSTENIBILITA’ L’educazione da sola

P.OREFICE è il primo che parla di didattica dell’ambiente.

 

non può contrastare il degrado dell’ambiente, ma è anche vero che nessun tipo di

azione EDUCATIVA può modificare il contesto ambientale.

se non quella Gli operatori

della formazione sono chiamati a dare il loro contributo senza aspettarsi soluzioni

miracolistiche dall’educazione (l’edu non risolve tutti i problemi del mondo, ma

promuove i talenti).

P. MALAVASI (colui che nella ns università si occupa di ambiente). Parla di

 

sostenibilità in tutti i suoi aspetti: tecnologica, ecologica, ambientale, sociale.

priorità

L’economia globalizzata di oggi sembra dare agli interessi individualizzati

beni materiali,

finalizzati all’acquisizione di ma questi non fanno la felicità.

formare le giovani

R. SEMERARO parla di sostenibilità per ribadire la necessità di

 

generazioni a creare equilibri tra società umane e ambiente. Inoltre, aggiunge alla

spazio vissuto,

sostenibilità il recupero dell’idea di SPAZIO = ossia spazio emotivo che

ognuno vive attraverso le sue esperienze personali. Nei contesti urbani predomina il

senso di non-appartenenza al territorio se l’individuo non esperisce (fare esperienza)

il luogo in cui vive, non può che sentirsi estraneo ad esso. metafore. Educazione

F. FRABBONI manifesta la sostenibilità attraverso delle

 

ambientale modo di vivere nel mondo.

come forma mentis = Ambiente come

“specchio naturale” e “grembiule didattico”. Non è sufficiente rispettare l’altro, ma è

necessario anche cogliere la bellezza dell’ambiente. esamina gli ambienti

M. GENNARI propone una filosofia della FORMAZIONE. Egli

 

in cui accadono gli eventi educativi, ricordando l’idea di spazio. Gennari considera lo

sviluppo sostenibile come metafora bugiarda (visione pessimistica) perché per lui, la

cultura della sostenibilità ha futuro solo nel linguaggio.

E. BARDULLA affronta le complesse questioni dello sviluppo sostenibile già dagli

  persone

anni ’80. Riprende il concetto che le siano in grado (se supportate da

affrontare in modo libero e responsabile i problemi dell’ambiente.

formazione) di Egli

metodo educativo dello SCAUTISMO

riconosce l’attualità del (di Powel): la scelta

dell’ambiente naturale come ambiente educativo privilegiato, stabilire un legame

profondo tra contatto con la natura – educazione alla socialità – impegno civile. Nella

nostra società sono da recuperare la dimensione storica e il contatto con le proprie

radici, senza rinunciare a guardare al futuro. Bardulla preferisce utilizzare le espressioni

vita sostenibile società sostenibile conservando i sistemi ecologici

e = società che vive

l’uso delle risorse rinnovabili

e le diversità + predilige + mantiene gli ecosistemi al suo

interno. Riconosce la sostenibilità come piattaforma instabile, infatti le soluzioni per

sanare il disequilibrio per l’autore risultano impotenti. 27

educazione al vivere

M. MORTARI teorica della pedagogia ecologica. Parla di

 

sostenibile. valori l’empatia

La cultura alla sostenibilità si basa su come: con le altre

compartecipazione disponibilità

specie, senso di con le generazioni future, a fare una

minimizzare i rischi per la natura

pianificazione attenta a tutto questo per superare le

disuguaglianze esistenti fra chi conduce un elevato tenore di vita e chi fatica a

raggiungere la soglia sussistenza.

Le diversità di orientamento degli autori esplicitano la complessità del tema ambientale.

educare le giovani generazioni

Ipotesi comune: all’elaborazione di una cultura orientata

tutela dell’ambiente naturale promozione di stili di vita rispettosi delle

alla e rivolta alla

risorse della Terra.

Stile di vita orientato alla sostenibilità più SOBRIO e LENTO, che tiene conto dell’ALTERITA’.

CREATIVITA’, IRRIPETIBILITA’, APPRENDIMENTO fronte a

Valori come ci consentono di far

nuove situazioni, non previste e non attese.

CAP. 2: PER UNA PROGETTUALITA’ EDUCATIVA SOSTENIBILE. VERSO UN’EDUCAZIONE SOSTENIBILE”.

1. Educare “alla” e “per” la sostenibilità verso “un’educazione sostenibile”

civiltà umana sostenibile necessario trasformazione culturale,

Per avere una è una quindi

cambiamento anche dell’educazione e delle realtà formative. Quindi educazione

AGENTE DEL CAMBIAMENTO, ma anche essa stessa deve cambiare.

Sostenibilità diverso modo di fare ricerca, orientato a cogliere la natura relazionale

della realtà. Educazione può offrire contributo per la sostenibilità promuove valori =

cittadinanza attiva + responsabilità.

Un’educazione orientata alla sostenibilità coinvolge dimensioni progettuali e culturali, una

PROGETTAZIONE SOSTENIBILE bisogno dimensioni educative e formative.

ha in primis di

Non bastano conoscenza e ragione per realizzare un futuro migliore occorrono

SAGGEZZA, PRUDENZA, SOLIDARIETA’ per far fronte alle conseguenze delle nostre scelte e

per non farle ricadere sulle generazioni future.

SLIDE SUL PROGETTO

PROGETTUALITA’ PROGETTAZIONE fasi,

= riguarda la persona = costituita da è più

riguarda il futuro. concreta, tempo definito.

nella sua globalità, e si agisce in un

L’uomo è legato alla progettualità =

realizzazione della propria persona

umana. 28


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione (BRESCIA - PIACENZA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Birbes Cristina.

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