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architettura e pedagogia

La sfida di Reggio Children devono pensare insieme un

 bambino

bambino competente, esploratore. Idea di non come qualcosa da riempire ma

SOGGETTO PROTAGONISTA.

come Si cerca di avvicinare i bambini alla dimensione

artistica.

Per Reggio Children il terzo insegnante è l’AMBIENTE (Cit. Le Courbusier: “La prima

prova che noi esistiamo è che occupiamo uno spazio”.

OBIETTIVI per creare gli spazi dedicati all’infanzia:

Integrazione

- di ogni aula con il resto della scuola, e la scuola con il resto della

comunità. spazi comunicanti

A Reggio, molto = c’è una grande piazza al centro della

struttura (come i nostri saloni), non ci sono corridoi perché vengono visti come

separazioni.

scuola come cantiere,

- Idea di LABORATORIO PERMANENTE.

creare le condizioni per poter

- Non cercare di produrre apprendimento, ma

apprendere. star bene

- Bisogno di una scuola AMABILE sia tra bambini, con le famiglie e con

gli educatori. importanza della dimensione estetica

- Bisogno di una scuola BELLA per poter

apprendere e capire = estetica del conoscere.

ATELIER

- all’interno della scuola luoghi dove i 5 sensi e il saper fare possano

conversare con la parte cognitiva del bambino.

CONTRIBUTO PEDAGOGICO – CARLA RINALDI (PG.114-120)

L’AMBIENTE DELL’INFANZIA

Progettare nido evento creatività

lo spazio di un o di una scuola dell’infanzia = di grande

(sociale, culturale, politica = perché il Comune sostiene economicamente le realtà di

NIDI

Reggio Children). intesi non come spazio e tempo di riproduzione e trasmissione del

SPAZI DI CREATIVITÀ.

sapere ma innanzitutto come

Progettare una scuola è realizzare uno spazio di vita e di futuro richiede di produrre

una ricerca comune tra pedagogia, architettura. I saperi sono chiamati a dialogare e a

confrontarsi tra di loro. 2

Molte scuole sono state costruite all’interno di strutture riadattate importante creare

 architettura,

strutture ad hoc. Oggi c’è la necessità di produrre una simbiosi tra

pedagogia cercare spazi migliori

per = capaci di contenere il cambiamento perché non

esiste UN bambino, UN uomo ideale, ma esistono bambini e uomini in relazione con la

loro storia.

bambino soggetto conoscente

Idea di come e in grado di:

scelte.

- Operare distinzioni, compiere delle

- Essere protagonista dell’atto conoscitivo. Deve essere possibile l’azione conoscitiva

riflessione.

ma anche la L’ambiente è una “superficie riflettente” = perché agendo

noi lasciamo delle tracce nell’ambiente e questo ci consente di riflettere su ciò che

stiamo facendo.

scuola officina

- Visione della come grande LABORATORIO = come del sapere e

della conoscenza. “Imparare facendo” (rimando alla scuola di Dewey).

piacere, dimensione ludica estetica

- Il la e quella sono essenziali in ogni atto di

apprendimento e di conoscenza. il bambino deve essere sedotto e divertito da

ciò che apprende.

PRESUPPOSTI DI ORDINE PSICOPEDAGOGICO ED ANTROPOLOGICO

spazio può definirsi un LINGUAGGIO

- Lo che parla alla base di precise concezioni

culturali e profonde radici biologiche.

spazio condizionante

- Il linguaggio dello è molto forte, il suo codice viene

percepito ed interpretato dagli individui fin dalla più tenera età.

- Linguaggio = elemento della formazione del pensiero.

linguaggio è POLISENSIORALE:

- Lettura del coinvolge sia i recettori a distanza

(occhio, orecchio, naso) che quelli immediati per l’ambiente come la pelle, le

membrane ed i muscoli.

Sia uomo che ambiente modificano a vicenda.

- sono attivi e si

- Percezione dello spazio è SOGGETTIVA si modifica nelle varie fasi della vita ed è

legata alla cultura di appartenenza

- Nella progettazione tenuti in grande considerazione nella progettazione luci, colori

= alta rilevanza nella definizione delle qualità sensoriali degli spazi.

- Età dei bambini e la loro postura (seduti/sdraiati) fanno assumere grande

importanza alle superfici = pavimenti, soffitti (perché guardano all’insù), pareti. 3

L’IMMAGINE DEL BAMBINO SENTIRSI PARTE DEL MONDO

Bambino che fin dalla nascita è fortemente COINVOLTO NEL

complesso sistema di abilità,

questo gli permette di sviluppare un di strategie di

 creare MAPPE

apprendimento e modi di organizzare relazioni. E’ in grado di per il suo

orientamento personale, sociale, cognitivo, affettivo e simbolico.

bambino produttore di cambiamenti

Un bambino COMPETENTE, attivo e critico: un che è

nei sistemi che lo ospitano (es. nella famiglia che deve fargli spazi per accoglierlo). E’ un

nido

bambino capace di fare e disfare realtà possibili. Il deve essere un contesto di

SIGNIFICATO e di SENSO per il bambino, dove possa potenziare le proprie risorse. per

ambienti di vita

questo sono che vengono continuamente segnati e modificati da eventi

e storie personali e sociali.

LA SCUOLA COME SISTEMA

Centralità relazione di bambini ed adulti. Nido-Scuola = SISTEMA DI SISTEMI

è posta sulla

sistema di relazioni e comunicazioni tra bambini, insegnanti e genitori.

Relazioni anche spaziali: sezioni contigue non separate dai corridoi, ampi spazi (piazza

spazi più contenuti

centrale come i nostri saloni), ma anche in grado di favorire

l’esperienza di piccolo gruppo trasparenze

e il gesto individuale, interne (vetrate) e

esterne.

Ambiente che consente l’abitabilità di tutti e i tre i soggetti favorisce il SENTIRSI BENE.

Istituzione scolastica percepita come ORGANISMO VIVENTE = che si modifica, si

Nido-Scuola garantire identità nel

trasforma, cresce e invecchia. Il deve poter

cambiamento, memoria del passo e memoria del futuro.

materiali salvaguardare

Gli spazi devo essere concepiti con che sappiano al massimo i

bisogni di sicurezza e i desideri di autonomia espressi a quell’età.

Nido = ambiente GIAPPONESE perché è simbolico, metaforico, sensoriale, accogliente.

 LUOGO

Per essere luogo di produzione e di conoscenza deve essere concepito come

DELL’AGIRE (importanza al fare e meno al parlare). E’ nell’azione (quando viene riflettuta)

che si costruisce la differenziazione da cui prende forma il soggetto conoscente,

l’oggetto conosciuto e gli strumenti della conoscenza.

LUOGO EMPATICO, fornire senso

Ma anche capace di cogliere e al vissuto delle persone

che lo abitano (Per il bambino: esprimere le sue potenzialità, esplorare, comunicare con

gli altri. Per l’educatore: sentirsi integrato con i bambini, genitori e colleghi, sentirsi

sostenuto nei progetti. Per il genitore: si essere accolto, informato e potersi incontrare con

altri genitori e educatori per collaborare). 4

Giovedi 05 maggio 2015

PAROLE CHIAVE – I PARTE

COMPLESSITA’ MORBIDA =

a) ecosistema (anche il nido ha delle parti che sono in relazione

soggetto

fra di loro) diversificato, stimolante ed accogliente, dove il è all’interno della

collettività, spazi di privacy.

ma ha anche Luogo in cui possono convivere più

dimensioni fra loro contrapposte. Uno spazio che si costruisce attraverso un equilibrio

tra opposti = fusione di polarità distinte (es. dentro e fuori = territorio, comunità;

rispetto dell’altro, ascolto:

materialità (il setting) e immaterialità (le relazioni). C’è

STRATEGIA DELL’ATTENZIONE. Attenzione

Strategia dell’attenzione

: indica la disponibilità all’ascolto e all’accoglienza.

all’altro come valore, attenzione alle differenze. Ascolto sia come metafora di relazioni

contesto

multiple ma anche come forma di dialogo e scambio. Obiettivo creare un

empatico per l’ascolto del bambino.

RELAZIONE

b) = il nido è un ambiente che si qualifica per le relazioni che si creano 

SPAZIO RELAZIONALE = tessuto denso di informazioni, senza regole formali ma che

valorizza la spontaneità del bambino, spazio integrato dove predomina la questione

qualità estetica

delle relazioni. In questo spazio la dipende, anche, dalla qualità delle

connessioni = ESTETICA DEL LINK.

modi d’uso e le connessioni fra le cose.

Estetica del link

: studia i (Bateson per estetico

intende = sensibile alla struttura che collega). Il nido è strutturato non da codici formali,

ma dalla qualità e intensità delle connessioni e esperienze attivate (con altri campi del

sapere). scuola aperta alla città

OSMOSI

c) = la deve essere l’essenza della società. quindi anche

le caratteristiche dello spazio sono ibride come quelle della città. Il nido deve

trasmettere i suoi valori i valori

attraverso il proprio progetto pedagogico, e assorbire

della comunità in cui si trova (= scambio dentro e fuori). capacità di esplorare

POLISENSORIALITA’ =

d) i bambini nascono con una grande

attraverso i sensi scoprire attraverso il corpo. Navigazione sensoriale che esalta la

SINESTESIA, fondamentale per i processi cognitivi e di formazione della personalità.

no soluzioni standard per tutti,

Importante la percezione della differenza ma spazi

polisensoriali. Un

Sinestesia

: evocazione di un canale sensoriale tramite un altro registro sensoriale.

senso nutre l’altro (per i bambini è molto semplice).

EPIGENESI

e) = capacità di adattare ed evolvere i propri processi evolutivi. Ambiente

essere flessibile nel tempo e manipolabile

scolastico deve perché i bambini abitano

 5

costruendo luoghi all’interno del luogo dove si trovano.

lo spazio Lo spazio deve anche

Spazio trasformabile

mutare, essere modificato dai processi di AUTO APPRENDIMENTO.

= in grado di consentire modi diversi di abitarlo, che consente di essere personalizzato.

Lo spazio deve essere in grado di mutare ed evolversi secondo il progetto culturale di

chi lo abita.

Autoapprendimento

: atto di apprendimento = atto unico ed originale. E’ il soggetto che

Apprendere è una scelta in libertà e di

decide, sceglie se e quando apprendere.

libertà del soggetto stesso.

PEDAGOGIA DELL’ASCOLTO di Reggio Children.

L’ascolto implica la relazione sia con sé stessi, che con gli altri che con la natura. Apre

alla sensibilità, all’accoglienza, al dialogo con gli altri, al confronto (si deve essere almeno

in 2 persone), alla comunicazione e al supporto degli educatori.

bambino: costruttore attivo

Idea di della propria conoscenza, ricco di risorse e con

potenzialità diverse, con il desiderio di dare senso a ciò che fa = osservatore e scopritore.

tenga conto della soggettività

Importante che nella progettazione si di ogni persona per

poter stimolare la sua partecipazione = che è legata a processi di scoperta.

gioco e il divertimento

La realtà di Reggio è una scuola dove dominano il che si

emozioni varie professioni:

intrecciano con le del bambino. In queste realtà sono presenti

pedagogisti

insegnanti, e artisti.

INSEGNANTE ARTISTA

= non invadente, sa = laureati al Dams (o accademie

ascoltare, non è solo un semplice di arti e spettacolo). Si occupano di

esecutore di programmi. E’ partecipe alla proporre attività che si integrano con

costruzione dell’identità del bimbo. quelle abituali dei bambini. Creano

laboratori/atelier

riflessione. dove i bambini

Stimola il bambino alla possono fare esperienze visive e pratiche

(es. laboratorio della luce)

6

Lunedi 09 maggio 2016

PAROLE CHIAVE – II PARTE

persone collaborano obiettivo comune.

COMUNITA’ =

f) insieme di che verso un “Un nido è

un tipo di scuola speciale in cui gli esseri umani sono invitati a crescere nella mente,

nella sensibilità e nell’appartenenza ad una comunità più ampia.” (Jerame Bruner). 

quindi necessità di stimolare le conoscenze, ma anche la socializzazione. Scuola

basata sulla PARTECIPAZIONE e su una COMUNANZA di valori e di obiettivi. Questa

comunanza genera le caratteristiche spaziali della scuola, come la centralità

pedagogica della piazza, la non-gerarchia degli spazi, l’orizzontalità dell’impianto

distributivo generale. Nella comunità si condivide qualcosa di significativo che rende i

membri uniti e interdipendenti. La comunità è un antidoto ai rischi dell’egoismo e

dell’individualizzazione. Varie tipologie di comunità: religiosa, minorile, socio-sanitaria,

socio-assistenziale, ma anche molteplici comunità all’interno di un’unica comunità (es.

il nido, comunità di genitori, bambini. educatori).

empatia

Comunanza: come = vicinanza che ci lega agli altri, che consente a ciascuno di

riconoscere l’altro e di riconoscersi nell’altro.

Partecipazione

: le famiglie sono soggetti attivi = componente essenziale per il processo

educativo. Strumenti per stimolare la partecipazione: incontri quotidiani personali,

dialoghi pubblici, comunicazioni affidate alle immagini oltre che alle parole. Queste

senso di appartenenza

realtà esprimono di tutti i protagonisti.

Perché partecipare alla comunità? Perché con gli altri si impara meglio rafforza

Si apprende l’uno DALL’ALTRO e l’uno CON l’altro.

l’identità e l’apprendistato cognitivo.

Infatti siamo tanti sguardi sul mondo, nessuno è uguale ad un altro tenere in

quindi

considerazione anche il punto di vista degli altri è arricchente. Il soggetto si mette in

gioca e dialoga con gli altri.

Gruppo = qualcosa di più della semplice somma delle parti.

Teoria sistemica Ha una

struttura propria, e i membri sono interdipendenti. Lewin, il gruppo lo definisce come

“totalità dinamica”. laboratorio per

COSTRUTTIVITA’

g) = scuola come grande atelier di ricerca,

l’apprendimento sia individuale che di gruppo, luogo di COSTRUTTIVISMO, dove si può

elaborare un’ECOLOGIA DELL’ARTIFICIALE.

Costruttivismo (autori come Bateson, Lewin): la conoscenza è una costruzione

permanente che l’individuo fa elaborando ed organizzando i dati che egli percepisce

composizione della conoscenza

quando agisce nella e sulla realtà. La non avviene in

a rete.

modo progressivo e lineare, ma 7

Il costruttivismo è l’orientamento di tutto il volume. Principi fondamentali: la

conoscenza si crea attraverso una costruzione attiva del soggetto; la conoscenza è

collegata al contesto (soggetto + ambiente = collegati interattivamente); conoscenza

che nasce dalla collaborazione crea più significato.

Apprendimento significativo:

PIAGET: apprendimento per assimilazione AUSUBEL: 3 caratteristiche per avere

e accomodamento. Il soggetto assimila apprendimento significativo: il contenuto

dall’ambiente e poi lo riadatta dando un deve essere significativo, il soggetto deve

già possedere delle conoscenze, ci deve

significato. essere la motivazione all’apprendimento.

Altri autori come:

- Gardner ha parlato di intelligenze multiple (ad oggi più di 9), ognuno di noi ne ha

alcune che sono più sviluppate (logico-matematica, spaziale, linguistica,

esistenziale, naturalistica).

- Vygotskij: mette in luce il linguaggio dell’interazione sociale.

- Bateson: parla di ecologia della mente = senso della conoscenza attraverso lo

scambio interattivo.

Quindi nella prospettiva pedagogica vediamo l’apprendimento come processo di

interazione sociale valorizzando l’ESPERIENZA.

l’esperienza?

Che cos’è Rimanda alla dimensione del fare. 4 elementi chiave per avere

esperienza: contatto con la realtà e con la pratica.

- Conoscenza legata al vissuto

- Formazione resa possibile grazie all’aver un avvenimento.

sedimentazione nel tempo.

- Acquisizione di conoscenze per la

- Accumulare conoscenze per tentativi/errori nel risolvere il problema.

ESPERIENZA da esperire. Dimensione oggettiva: si parla di esperienza perché è

controllabile. Nella dimensione soggettiva si usa il termine provare.

Dewey teorico dell’attivismo pedagogico. Importanza dell’esperienza umana che

deriva dalla natura e che è nella natura.

Valore del pensiero = ragionare sul processo attraverso il quale si crea l’esperienza.

PENSIERO = capacità del soggetto di scoprire i significati tra ciò che viene vissuto e le sue

conseguenze. PENSARE + RIFLETTERE = ESPERIENZA. 8

Due tipologie di pensiero:

PENSIERO: cercare la soluzione ai RIFLESSIONE: pensare i pensieri che

problemi che incontriamo. abbiamo pensato (= meta pensiero).

Infatti buona pratica educativa è la RIFLESSIVITA’ = educatore professionista riflessivo,

ossia si interroga sul proprio modo di pensare/agire mentre sta agendo (molto difficile da

ARTE DELL’APE:

mettere in pratica). Dewey la definisce la formica accula passivamente

modifica la cosa raccolta per farne uscire il tesoro

le esperienze, l’ape invece che vi è

celato.

NARRAZIONE

h) = è in grado di dare visibilità e trasparenza ai processi di ricerca. Il nido è in

documentare risultati,

grado di non solo i ma anche i processi di conoscenza e

percorsi didattici.

formazione, di narrare i È un luogo che rivela la presenza dei bambini

anche il loro assenza. spazio di narrare l’insieme delle scelte e

Auto rappresentazione: capacità di ogni singolo

dei riferimenti che generano l’ambiente della scuola, come un ologramma 

presupposto: la parte è nel tutto, e il tutto nella parte (= vedere anche nella piccola

parte il tutto). Diverso da riduzionismo (che privilegia lo spezzettare nelle parti) e diverso

anche dall’olismo (che privilegia la visione globale).

Nel nido quindi è importante dare importanza ad ogni bambino (= valorizzarlo) e a

l’unitarietà del progetto stimola

tutto il bambino (= a tutte le sue dimensioni) 

l’unitarietà della persona.

NORMALITA’ RICCA =

i) insieme di parti diverse in armonia = equilibrio. Interazione di

elementi (materiali, oggetti, colori) differenti che generano un risultato sereno, una

sinfonia delle singole parti. Ogni diversità è normalità.

DOCUMENTAZIONE E VALUTAZIONE: QUALE RELAZIONE?

La documentazione è lo step fondamentale per il progetto educativo e per eseguire poi

valutazione itinere al termine;

la valutazione. La si può fare sia in sia si esegue avvalendosi

di alcuni strumenti (annotazioni/descrizioni, fotografie, video, registrazioni audio che alla

fine della giornata vengono analizzate). si condivide

Inizialmente abbiamo una RACCOLTA DATI, poi una RICOGNIZIONE = ossia

con i colleghi per poter capire e interpretare ciò che è successo e creare delle ipotesi

sulle attività future. (promuovere ricerca attiva non seguire una guida, ma costruire

 ipotesi si sceglie

delle attività personalizzate). MEDIAZIONE tra educatori, tra le un’attività

9

condivisa da tutti. COMUNICAZIONE = comunicare sia con i colleghi, ma anche con le

famiglie e con i bambini. aiuta a mediare i valori,

Quindi lo spazio è MEDIATORE PEDAGOGICO = utilizza un

linguaggio silenzioso perché parlano le pareti dello spazio (es. i cartelloni appesi ai muri). È

sa accogliere nella molteplicità dei

importante la cura dello spazio buono quello che

suoi bisogni = rendere lo spazio emozionante.

CONTRIBUTO PEDAGOGICO – JEROME BRUNER (PG.137)

SCUOLE DELL’INFANZIA: ALCUNE SPECIFICHE PER LO SPAZIO

spazio speciale

Scuola dell’infanzia di Reggio = in cui gli esseri umani sono invitati a

crescere mente, sensibilità nell’appartenenza

nella nella e ad una comunità più ampia. 3

parti fondamentali dello spazio: spazio per ognuno

1. “Mio, tuo, e nostro”: lo spazio deve fornire lo degli individui che

anche essere uno spazio comune,

lo occupano: MIO E TUO. Ma deve NOSTRO. Un

buon spazio ha spazi per luoghi diversi (per pitturare, per osservare). [di fondo

abbiamo il principio dialogico] deve essere solo A

2. “Nella e della comunità più ampia”: lo spazio della scuola non

Reggio, ma DI Reggio. Favorire l’entrata degli altri (famiglie, amici)

apprendere reale,

3. “Una comunità educativa”: è un luogo dove insieme il mondo e

dell’immaginazione.

i possibili mondi

Un architetto/un educatore, progettando una nuova scuola dell’infanzia, deve chiedersi

quale tipo di spazio aiuta gli esseri umani a crescere. 10


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione (BRESCIA - PIACENZA - MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Birbes Cristina.

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