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PEDAGOGIA DELL’AMBIENTE (Cristina Birbes)

Esame orale.

Lunedi dalle 10.30 alle 12.00; Giovedì dalle 10.30 alle 11.15 Lunedi 02 maggio 2015

Reggio Children, realtà all’interno di Reggio Emilia, creata nel 1998.

Qual è la nostra idea di bambino? = persona in divenire con delle proprie caratteristiche.

Seme da far fiorire e non sacchetto da riempire.

I nidi e le scuole comunali per l’infanzia di Reggio Emilia costituiscono attualmente un

modello di spazio relazionale dedicato all’infanzia (internazionalmente riconosciuto e di

grande interesse culturale. Scuola e nido = SPAZI RELAZIONALI.

PRINCIPI DEL PROGETTO:

attivi protagonisti

- Bambini = dei processi di crescita i bambini sono dotati di

molteplici risorse, quindi c’è uno scambio tra i bambini e il contesto in cui crescono.

Cento linguaggi modi di capire e di incontrare l’altro.

- intesi come Sono intrecci e

non separazioni. Il bambino ha molteplici potenzialità quindi la conoscenza deve

essere gestita in varie forme. (presenza di linguaggi sia verbali che non verbali).

strategia del progetto è

- Partecipazione i valori devono essere condivisi, la

condividerlo con bambini, genitori ed educatori. La partecipazione genera e

alimenta solidarietà, responsabilità, nuove culture che si misurano con

l’internazionalità.

Ascolto

- atteggiamento di ascolto attivo tra bambini, adulti e contesto. Ascoltare

 apertura verso di sé e verso l’altro. Dialogo

è un processo permanente,

per cambiamento.

indispensabile portare ad un

- Apprendimento processo di costruzione del soggetto e del gruppo.

L’apprendimento accelerato se messo in relazione con altri

del bambino viene

bimbi, privilegiare il CONFRONTO

e con gli adulti. Importante = si avvale di curiosità

gioco ma anche della dimensione estetica. Quindi non basta abitare, ma si deve

abitare il contesto = STAR BENE implica il gioco, le emozioni, la relazione, la

Più il contesto è piacevole, più si crea motivazione per

spiritualità, e l’estetica.

apprendere. 1

architettura e pedagogia

La sfida di Reggio Children devono pensare insieme un

 bambino

bambino competente, esploratore. Idea di non come qualcosa da riempire ma

SOGGETTO PROTAGONISTA.

come Si cerca di avvicinare i bambini alla dimensione

artistica.

Per Reggio Children il terzo insegnante è l’AMBIENTE (Cit. Le Courbusier: “La prima

prova che noi esistiamo è che occupiamo uno spazio”.

OBIETTIVI per creare gli spazi dedicati all’infanzia:

Integrazione

- di ogni aula con il resto della scuola, e la scuola con il resto della

comunità. spazi comunicanti

A Reggio, molto = c’è una grande piazza al centro della

struttura (come i nostri saloni), non ci sono corridoi perché vengono visti come

separazioni.

scuola come cantiere,

- Idea di LABORATORIO PERMANENTE.

creare le condizioni per poter

- Non cercare di produrre apprendimento, ma

apprendere. star bene

- Bisogno di una scuola AMABILE sia tra bambini, con le famiglie e con

gli educatori. importanza della dimensione estetica

- Bisogno di una scuola BELLA per poter

apprendere e capire = estetica del conoscere.

ATELIER

- all’interno della scuola luoghi dove i 5 sensi e il saper fare possano

conversare con la parte cognitiva del bambino.

CONTRIBUTO PEDAGOGICO – CARLA RINALDI (PG.114-120)

L’AMBIENTE DELL’INFANZIA

Progettare nido evento creatività

lo spazio di un o di una scuola dell’infanzia = di grande

(sociale, culturale, politica = perché il Comune sostiene economicamente le realtà di

NIDI

Reggio Children). intesi non come spazio e tempo di riproduzione e trasmissione del

SPAZI DI CREATIVITÀ.

sapere ma innanzitutto come

Progettare una scuola è realizzare uno spazio di vita e di futuro richiede di produrre

una ricerca comune tra pedagogia, architettura. I saperi sono chiamati a dialogare e a

confrontarsi tra di loro. 2

Molte scuole sono state costruite all’interno di strutture riadattate importante creare

 architettura,

strutture ad hoc. Oggi c’è la necessità di produrre una simbiosi tra

pedagogia cercare spazi migliori

per = capaci di contenere il cambiamento perché non

esiste UN bambino, UN uomo ideale, ma esistono bambini e uomini in relazione con la

loro storia.

bambino soggetto conoscente

Idea di come e in grado di:

scelte.

- Operare distinzioni, compiere delle

- Essere protagonista dell’atto conoscitivo. Deve essere possibile l’azione conoscitiva

riflessione.

ma anche la L’ambiente è una “superficie riflettente” = perché agendo

noi lasciamo delle tracce nell’ambiente e questo ci consente di riflettere su ciò che

stiamo facendo.

scuola officina

- Visione della come grande LABORATORIO = come del sapere e

della conoscenza. “Imparare facendo” (rimando alla scuola di Dewey).

piacere, dimensione ludica estetica

- Il la e quella sono essenziali in ogni atto di

apprendimento e di conoscenza. il bambino deve essere sedotto e divertito da

ciò che apprende.

PRESUPPOSTI DI ORDINE PSICOPEDAGOGICO ED ANTROPOLOGICO

spazio può definirsi un LINGUAGGIO

- Lo che parla alla base di precise concezioni

culturali e profonde radici biologiche.

spazio condizionante

- Il linguaggio dello è molto forte, il suo codice viene

percepito ed interpretato dagli individui fin dalla più tenera età.

- Linguaggio = elemento della formazione del pensiero.

linguaggio è POLISENSIORALE:

- Lettura del coinvolge sia i recettori a distanza

(occhio, orecchio, naso) che quelli immediati per l’ambiente come la pelle, le

membrane ed i muscoli.

Sia uomo che ambiente modificano a vicenda.

- sono attivi e si

- Percezione dello spazio è SOGGETTIVA si modifica nelle varie fasi della vita ed è

legata alla cultura di appartenenza

- Nella progettazione tenuti in grande considerazione nella progettazione luci, colori

= alta rilevanza nella definizione delle qualità sensoriali degli spazi.

- Età dei bambini e la loro postura (seduti/sdraiati) fanno assumere grande

importanza alle superfici = pavimenti, soffitti (perché guardano all’insù), pareti. 3

L’IMMAGINE DEL BAMBINO SENTIRSI PARTE DEL MONDO

Bambino che fin dalla nascita è fortemente COINVOLTO NEL

complesso sistema di abilità,

questo gli permette di sviluppare un di strategie di

 creare MAPPE

apprendimento e modi di organizzare relazioni. E’ in grado di per il suo

orientamento personale, sociale, cognitivo, affettivo e simbolico.

bambino produttore di cambiamenti

Un bambino COMPETENTE, attivo e critico: un che è

nei sistemi che lo ospitano (es. nella famiglia che deve fargli spazi per accoglierlo). E’ un

nido

bambino capace di fare e disfare realtà possibili. Il deve essere un contesto di

SIGNIFICATO e di SENSO per il bambino, dove possa potenziare le proprie risorse. per

ambienti di vita

questo sono che vengono continuamente segnati e modificati da eventi

e storie personali e sociali.

LA SCUOLA COME SISTEMA

Centralità relazione di bambini ed adulti. Nido-Scuola = SISTEMA DI SISTEMI

è posta sulla

sistema di relazioni e comunicazioni tra bambini, insegnanti e genitori.

Relazioni anche spaziali: sezioni contigue non separate dai corridoi, ampi spazi (piazza

spazi più contenuti

centrale come i nostri saloni), ma anche in grado di favorire

l’esperienza di piccolo gruppo trasparenze

e il gesto individuale, interne (vetrate) e

esterne.

Ambiente che consente l’abitabilità di tutti e i tre i soggetti favorisce il SENTIRSI BENE.

Istituzione scolastica percepita come ORGANISMO VIVENTE = che si modifica, si

Nido-Scuola garantire identità nel

trasforma, cresce e invecchia. Il deve poter

cambiamento, memoria del passo e memoria del futuro.

materiali salvaguardare

Gli spazi devo essere concepiti con che sappiano al massimo i

bisogni di sicurezza e i desideri di autonomia espressi a quell’età.

Nido = ambiente GIAPPONESE perché è simbolico, metaforico, sensoriale, accogliente.

 LUOGO

Per essere luogo di produzione e di conoscenza deve essere concepito come

DELL’AGIRE (importanza al fare e meno al parlare). E’ nell’azione (quando viene riflettuta)

che si costruisce la differenziazione da cui prende forma il soggetto conoscente,

l’oggetto conosciuto e gli strumenti della conoscenza.

LUOGO EMPATICO, fornire senso

Ma anche capace di cogliere e al vissuto delle persone

che lo abitano (Per il bambino: esprimere le sue potenzialità, esplorare, comunicare con

gli altri. Per l’educatore: sentirsi integrato con i bambini, genitori e colleghi, sentirsi

sostenuto nei progetti. Per il genitore: si essere accolto, informato e potersi incontrare con

altri genitori e educatori per collaborare). 4

Giovedi 05 maggio 2015

PAROLE CHIAVE – I PARTE

COMPLESSITA’ MORBIDA =

a) ecosistema (anche il nido ha delle parti che sono in relazione

soggetto

fra di loro) diversificato, stimolante ed accogliente, dove il è all’interno della

collettività, spazi di privacy.

ma ha anche Luogo in cui possono convivere più

dimensioni fra loro contrapposte. Uno spazio che si costruisce attraverso un equilibrio

tra opposti = fusione di polarità distinte (es. dentro e fuori = territorio, comunità;

rispetto dell’altro, ascolto:

materialità (il setting) e immaterialità (le relazioni). C’è

STRATEGIA DELL’ATTENZIONE. Attenzione

Strategia dell’attenzione

: indica la disponibilità all’ascolto e all’accoglienza.

all’altro come valore, attenzione alle differenze. Ascolto sia come metafora di relazioni

contesto

multiple ma anche come forma di dialogo e scambio. Obiettivo creare un

empatico per l’ascolto del bambino.

RELAZIONE

b) = il nido è un ambiente che si qualifica per le relazioni che si creano 

SPAZIO RELAZIONALE = tessuto denso di informazioni, senza regole formali ma che

valorizza la spontaneità del bambino, spazio integrato dove predomina la questione

qualità estetica

delle relazioni. In questo spazio la dipende, anche, dalla qualità delle

connessioni = ESTETICA DEL LINK.

modi d’uso e le connessioni fra le cose.

Estetica del link

: studia i (Bateson per estetico

intende = sensibile alla struttura che collega). Il nido è strutturato non da codici formali,

ma dalla qualità e intensità delle connessioni e esperienze attivate (con altri campi del

sapere). scuola aperta alla città

OSMOSI

c) = la deve essere l’essenza della società. quindi anche

le caratteristiche dello spazio sono ibride come quelle della cit

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Birbes Cristina.
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