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L'etica e le politiche della ricerca sociale

I vincoli dei progetti di ricerca

I progetti di ricerca hanno quattro vincoli: etici (considerazioni etiche non sempre evidenti), politici (impercettibili, ambigui e discutibili), scientifici e amministrativi.

Le questioni etiche della ricerca sociale

L’etica è associata alla morale, ovvero a cosa è giusto e cosa non è giusto (le fonti variano a seconda dei singoli individui). Etico è ciò che si conforma agli standard di condotta di una professione o gruppo. Ciò che consideriamo etico è una questione d’accordo tra membri di un gruppo. È l’accordo generale tra i ricercatori di cosa è appropriato o non appropriato fare.

La partecipazione volontaria: la ricerca sociale è il più delle volte un’intrusione nella vita quotidiana, può scompigliare le regolari attività delle persone e potrebbe riguardare la vita privata, quindi nessuno deve essere obbligato a partecipare.

Non danneggiare i partecipanti: ad esempio, la diffusione di informazioni imbarazzanti può causare angoscia personale; il ricercatore deve avere seri motivi scientifici. Le norme etiche sono formalizzate nel consenso informato (i soggetti devono dare la disponibilità sulla piena comprensione di tutti i rischi ammessi).

Anonimato e riservatezza: ANONIMATO significa che i ricercatori e i lettori non conoscono l’identità di una persona e non possono associare la risposta a un rispondente. RISERVATEZZA è quando un ricercatore potrebbe identificare risposte e rispondente, ma si impegna pubblicamente a non farlo, attraverso l’impegno etico di rimuovere informazioni identificative non appena non sono più necessarie.

Inganno: può essere complicata anche la gestione dell’identità dell’intervistatore. Opzioni: (1) Dichiararsi ricercatori (2) Non dichiararsi ricercatori (3) Dichiararsi ricercatori ma non l’argomento della ricerca. DEBRIEFING successivo all’esperimento in cui si dichiarano gli intenti e si spiega perché si è dovuto mentire.

Analisi e presentazione dei risultati: obblighi nei confronti della comunità scientifica e degli altri ricercatori. È necessario documentare anche i risultati negativi, non usare ipotesi immaginarie o per scoperte fortuite, raccontare insidie e problemi, evitando negligenza e trascuratezza.

Commissioni istituzionali di valutazione

La questione etica nelle indagini che riguardano le persone è regolata dalla legge. Ad esempio, negli USA esiste l’Institutional Review Board (IRB), un comitato apposito composto da facoltà che valutano le proposte di ricerca che coinvolgono persone con lo scopo di garantire diritti e interessi dei soggetti coinvolti. La principale responsabilità di un IRB è assicurare che i rischi affrontati dai soggetti siano minimi. In alcuni casi, l’IRB potrebbe negare l’approvazione o chiedere al ricercatore di rivedere il progetto. Quando i rischi sono minimi, il ricercatore deve creare un modulo per il consenso informato in cui descrive chiaramente tutti i possibili rischi.

Codici ed etica professionale

Le questioni etiche nella ricerca sociale sono importanti e ambiziose. Molte professioni associate alla ricerca sociale hanno elaborato codici di condotta. Tuttavia, l’adozione e la pubblicazione di codici professionali di condotta non hanno risolto completamente la questione dell’etica nella ricerca. I ricercatori non hanno ancora trovato un accordo su alcuni principi generali.

  • Problemi nella stanza da tè (Laud Humphreys) -> enorme invasione della privacy dopo aver preso la targa
  • Osservazione dell’obbedienza (Stanley Milgram) -> critiche a livello etico e morale

Le politiche della ricerca sociale

Sia l’etica sia la politica dipendono da punti di vista ideologici. È utile distinguerle in due modi:

  • L’etica della ricerca riguarda soprattutto i metodi adottati, mentre le questioni politiche si occupano più della sostanza e dell’uso della ricerca.
  • Non esistono codici formali di condotta politica accettati da tutti. Il ricercatore deve tenere le proprie idee politiche al di fuori della ricerca.

Obbiettività e ideologia

La scienza, grazie alla sua natura collettiva, può raggiungere l’equivalente dell’obbiettività attraverso l’intersoggettività: differenti scienziati con diverse visioni soggettive possono ottenere gli stessi risultati quando utilizzano tecniche di ricerca comunemente accettate. Ciò può avvenire nella misura in cui i valori e le visioni personali sono rimossi durante la ricerca.

Max Weber raccomandò che la sociologia avrebbe dovuto rimanere sgombra dai valori personali se voleva dare il suo contributo alla società. I progressisti e i conservatori dovrebbero riconoscere i “fatti” delle scienze sociali a prescindere da come si accordano con le loro convinzioni politiche. Gli studiosi marxisti e neo-marxisti sostengono che le scienze sociali e le azioni sociali non possono essere separate.

La ricerca sociale e la razza

Lo studio delle relazioni razziali contiene una forte commistione tra ricerca sociale e politica. I ricercatori sociali hanno studiato questo argomento per molto tempo.

  • Dibattito James Coleman, sociologo che pubblicò una ricerca su razza/istruzione.
  • Jensen afferma che i punteggi bassi ottenuti a scuola dagli afro-americani sono causati da “mancanze genetiche” (fu rimproverato di essere razzista e accusato di utilizzare metodi inadeguati).

Le politiche della ricerca sul sesso

Gli americani tendono a essere molto sensibili riguardo le ricerche sulla sessualità, come dimostrato dallo scandalo delle ricerche di Alfred Kinsey. Nel 1987 l’Istituto Nazionale USA della Salute trovò che era necessario disporre di dati sulle pratiche sessuali. La richiesta di proposte di ricerca risultò in un sofisticato progetto di Edward O. Laumann e i suoi colleghi, che ricevette una critica molto favorevole dai consulenti NIH. La ricerca fu però respinta dal governo e trovò fondi nel settore privato.

La politica e il censimento

Esiste una dimensione politica in ogni tentativo di studiare il comportamento sociale umano. Consideriamo il censimento decennale degli USA. Lo scopo originario era registrare la popolazione dei vari stati. La preoccupazione per la sottostima delle persone più povere delle città è diventata una questione politica. Quando gli scienziati sociali hanno sostenuto l’utilità di sostituire il tentativo di un conteggio esaustivo di tutta la popolazione con moderni sondaggi e metodi di campionamento, hanno raccolto il maggior supporto tra i democratici, piuttosto che dai repubblicani.

Politiche con la “P” minuscola

A volte le ideologie politiche si confondono con la ricerca sociale, ma le “politiche” più personali della ricerca sociale possono agire in maniera ancora più profonda. La ricerca sociale in relazione alle questioni del contesto sociale non può rimanere obbiettiva e asettica. Lo stesso avviene quando la ricerca è chiamata in causa per dispute fra persone con interessi contrapposti. Come i consulenti tecnici, può capitare di testimoniare soltanto perché il nostro giudizio onesto e scientifico coincide con gli interessi della parte che ci chiede di testimoniare. Dopo aver giurato di dire la verità, ci troveremo in un mondo estraneo agli ideali della riflessione obbiettiva. La regola sarà improvvisamente vincere o perdere. Dobbiamo essere consapevoli che gli scienziati sociali agiranno come esseri umani e, nel valutare i loro risultati, dobbiamo tenere conto anche di questo aspetto.

Politiche in prospettiva

Anche se in linea di principio le dimensioni etiche e quelle politiche della ricerca sono distinte, in realtà si intersecano. Oggi la “politicizzazione della scienza” è un tema particolarmente delicato. Da un lato, possiamo vedere rinnovate obiezioni all’insegnamento del evoluzionismo, mentre richieste per l’insegnamento del creazionismo scientifico sono state sostituite dal sostegno per il progetto intelligente. La scienza è vista come una minaccia alle visioni che si fondano sulla religione.

Negli USA esiste una lunga tradizione di investimenti nella ricerca scientifica e nel rispetto dell’indipendenza degli scienziati. In generale, il risultato è stato un aumento del progresso economico e della salute, ma ha anche favorito alcuni settori a discapito di altri. Possiamo trarre dalla storia quattro insegnamenti:

  • La scienza non è integra dalle ingerenze della politica;
  • La scienza procede all’interno di controversie politiche e ostilità;
  • La consapevolezza delle implicazioni ideologiche arricchisce lo studio e la pratica dei metodi della ricerca sociale;
  • I ricercatori dovrebbero fare sì che i loro valori non interferiscano con la qualità e l’onestà delle ricerche; ciò non significa che essi non possano o non debbano partecipare ai dibattiti pubblici esprimendo le loro conoscenze scientifiche, ma anche i valori personali.

Gli esperimenti

La situazione sperimentale controllata

La situazione sperimentale controllata è un metodo di ricerca usato soprattutto nelle scienze naturali, utile per illustrare gli elementi fondamentali della logica della ricerca. La comprensione della logica dell’esperimento fornirà ai lettori un bagaglio prezioso per comprendere anche le altre tecniche della ricerca.

Gli esperimenti comportano il prendere un’iniziativa e l’osservare le conseguenze di quest’azione. Di solito, i ricercatori sociali selezionano un gruppo di soggetti, fanno qualcosa con loro e osservano gli effetti.

Argomenti adatti agli esperimenti

Gli esperimenti si prestano meglio a studiare certi argomenti e scopi di ricerca rispetto ad altri. Si adattano in particolar modo ai progetti di ricerca che riguardano concetti e problemi relativamente limitati e ben definiti. Secondo la visione tradizionale della scienza, il modello sperimentale si presta molto bene al controllo delle ipotesi. Inoltre, sono utili per l’analisi esplicativa più che per quella descrittiva.

L'esperimento classico

Gli esperimenti convenzionali riguardano tre coppie di componenti:

  • Le variabili indipendenti e le variabili dipendenti: un esperimento studia l’effetto di una variabile indipendente su di una variabile dipendente. Di solito, la variabile indipendente è uno stimolo sperimentale che può essere presente o assente. In altre parole, lo stimolo è una variabile dicotomica (composta da due attributi: presente, non presente). Il ricercatore confronta quello che succede quando lo stimolo è presente e con quello che accade quando è assente. Lo scopo dell’esperimento è controllare la validità dell’ipotesi somministrando lo stimolo ad alcuni soggetti. La variabile indipendente è la causa, quella dipendente l’effetto. Le variabili indipendenti e dipendenti possono essere infinite. Per poter usare una variabile dipendente o indipendente dobbiamo prima definirla operativamente.
  • Il pre-test e il post-test: Nel disegno sperimentale più semplice, il pre-test ha luogo prima dell’esperimento e serve a definire la posizione dei soggetti secondo la variabile dipendente. In seguito, i partecipanti sono esposti a uno stimolo rappresentato da una variabile indipendente. Infine, nel post-test la variabile dipendente è misurata nuovamente. Qualsiasi differenza fra la prima e l’ultima misurazione della variabile dipendente è attribuita alla variabile indipendente. Nell’analisi sperimentale degli atteggiamenti dobbiamo affrontare un problema pratico relativo alla validità.
  • I gruppi sperimentali e i gruppi di controllo: quando studiamo qualcosa possiamo anche cambiarlo. Gli esperimenti di laboratorio non riguardano quasi mai l’osservazione del solo gruppo sperimentale a cui è somministrato lo stimolo. I ricercatori osservano quasi sempre anche un gruppo di controllo cui somministrano lo stesso stimolo. Il gruppo di controllo permette di isolare qualsiasi effetto dovuto all’esperimento. Se il post-test mostra che il livello generale di pregiudizio del gruppo di controllo e quello del gruppo sperimentale sono diminuiti nella stessa misura, allora la riduzione del pregiudizio è una funzione dell’esperimento o di qualche fattore esterno. L’importanza dei gruppi di controllo nella ricerca sociale è emersa con forza negli studi condotti alla fine degli anni ‘20 e ‘30 (es. Esperimenti farmaceutici con GS -> farmaco e GC-> placebo).

Gli esperimenti in doppio cieco (double-blinded)

Talvolta gli sperimentatori tendono a formulare un giudizio anticipato sul risultato degli esperimenti, non trattando tutti allo stesso modo. Un esperimento in doppio cieco elimina questa possibilità perché i soggetti e lo sperimentatore non sanno quale sia il gruppo sperimentale e quale quello di controllo. Negli esperimenti sociali è possibile ridurre il pericolo della distorsione dovuta allo sperimentatore se la definizione della variabile dipendente è chiara e precisa. Non sempre è possibile sviluppare definizioni operative e misurazioni assolutamente precise e non ambigue. Per questo motivo, l’utilizzo di disegni sperimentali a doppio cieco si adatta a molti impieghi nella ricerca.

La selezione dei soggetti

Poiché gran parte dei ricercatori lavorano nelle università, è molto probabile che molti soggetti dei loro esperimenti di laboratorio siano studenti universitari. Gli studenti non rappresentano l’intera popolazione, il rischio è di studiare atteggiamenti e azioni limitate. Questo difetto è meno importante nella ricerca esplicativa che in quella descrittiva. In generale, i processi e i modelli di relazioni causali sono più generalizzabili e stabili delle caratteristiche specifiche come il livello individuale di pregiudizio. La regola principale della selezione dei soggetti riguarda la comparabilità dei due gruppi. Il gruppo di controllo dovrebbe rappresentare ciò che sarebbe stato il gruppo sperimentale se non fosse stato esposto allo stimolo. La logica dell’esperimento richiede quindi che questi due gruppi siano i più simili possibili.

  • Campionamento probabilistico: quando ogni soggetto o oggetto di cui è composta la popolazione ha probabilità diversa da zero di essere incluso nel campione. Questo tipo di campione garantisce la rappresentatività, ovvero il grado di somiglianza raggiunto dai due gruppi. -> Campionamento casuale semplice -> Campionamento causale in blocco -> Campionamento sistematico -> Campionamento stratificato -> Campionamento a grappoli -> Campionamento a due o più stadi.
  • Randomizzazione: è ottenuta attribuendo un numero progressivo a tutti i soggetti e selezionando i numeri da inserire in ciascuno dei due gruppi attraverso una tabella dei numeri casuali.
  • Matching: un altro modo per ottenere la comparabilità, simile al campionamento per quote.

Matching o randomizzazione?

Nell’assegnazione dei soggetti ai gruppi sperimentali e di controllo, il ricercatore dovrebbe essere consapevole di alcuni punti che rendono preferibile la randomizzazione:

  • Il ricercatore potrebbe sapere in anticipo le variabili
  • La maggior parte delle statistiche assume la randomizzazione
  • Possiamo randomizzare solo quando abbiamo un campione abbastanza ampio

Alcune variazioni sul disegno sperimentale

Disegno non-sperimentale: una serie di metodi usati molto spesso nelle ricerche non professionali. Nel primo di questi disegni, chiamato case report, un solo gruppo di soggetti è studiato attraverso la misurazione di una variabile dipendente dopo la somministrazione di uno stimolo sperimentale. Il secondo disegno non-sperimentale, chiamato prima-dopo senza gruppo di controllo discusso da Campbell e Stanley, aggiunge un pre-test per il gruppo sperimentale, ma è privo del gruppo di controllo. Uno dei problemi di questo tipo di disegno... (testo troncato).

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.marzucco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Di Fraia Guido.
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