Metodi di ricerca in psicologia clinica
Testo di Alan E. Kazdin
Introduzione
La metodologia della ricerca e il disegno sperimentale
Il concetto di metodologia fa riferimento a quei principi, procedure e modalità che governano la ricerca scientifica. All'interno di questa ampia definizione, si inserisce il disegno sperimentale, il quale fa riferimento alla struttura generale del piano di azione metodologico utilizzato per studiare il problema di interesse. Il disegno sperimentale e la metodologia ci forniscono i mezzi per prevenire l'insorgenza di quei fattori che potrebbero influire sui criteri attraverso i quali esaminiamo e interpretiamo determinati fenomeni.
A livello rudimentale, il disegno sperimentale prevede l'inclusione di un gruppo sperimentale e uno di controllo. Il gruppo sperimentale viene sottoposto a determinate condizioni sperimentali o di intervento, mentre il gruppo di controllo non viene sottoposto ad alcun tipo di intervento. Le eventuali differenze tra i due gruppi dovrebbero riflettere gli effetti della manipolazione sperimentale. Sebbene il confronto tra i due gruppi sia basilare e corretto dal punto di vista dei principi che guidano il disegno di una ricerca sperimentale, non è l'unica area da considerare nell'ambito della ricerca contemporanea e, in particolare, nell'ambito delle procedure di controllo necessarie in molti studi di psicologia clinica. Le ipotesi scientifiche sono formulate per spiegare, predire ed esplorare specifiche relazioni tra le variabili. Una volta che le ipotesi sono formulate, esse rappresentano il senso e il punto di un determinato fenomeno.
Il senso dell'ipotesi specifica spesso si riferisce alla variabile indipendente che viene variata o manipolata in vari modi, mentre il punto considera la variabile dipendente oppure i dati ottenuti. I dati ottenuti potrebbero essere considerati come prova assoluta per l'offerta di una certa ipotesi solo se nessuna altra plausibile ipotesi alternativa può essere avanzata alla luce degli stessi risultati. Se un'altra ipotesi può essere formulata per interpretare i risultati ottenuti, questa può rendere meno utile l'implementazione di nuove ricerche.
Filosofia della scienza, metodologia della ricerca e inferenza statistica
La sperimentazione comprende tre aree molto vaste interconnesse tra loro: la filosofia della scienza, la metodologia della ricerca e l'inferenza statistica. La filosofia della scienza considera la logica e l'epistemologia che sottostà al metodo scientifico. Storicamente, la sperimentazione ha avuto un legame molto stretto con il pensiero filosofico. La filosofia della scienza rivela che vi possono essere limitazioni fondamentali, da un punto di vista logico, nel come gli esperimenti possano essere fonte di conoscenza. La sfida filosofica punta alla natura della conoscenza empirica.
Tuttavia, ciò non ha distolto la ricerca dal progredire nell'elaborazione del fenomeno naturale. La metodologia della ricerca, piuttosto che la filosofia della scienza, subentra a questo punto per fornire opzioni in grado di massimizzare la chiarezza dei risultati. In generale, la metodologia considera le procedure e le metodiche per condurre e disegnare una ricerca in modo che possano essere identificate le corrette relazioni tra le variabili considerate. L'inferenza statistica integra internamente la sperimentazione. Ciò è dovuto al fatto che esiste una dipendenza dai test statistici per trarre conclusioni dai dati ottenuti. Inoltre, le tecniche statistiche possono essere utilizzate per chiarire ulteriormente le interpretazioni fornite in relazione ai risultati ottenuti. Il controllo statistico o l'analisi delle variabili studiate può aiutare a ridurre la plausibilità delle interpretazioni alternative rispetto a quella fornita dei risultati. Molto spesso, infatti, le analisi statistiche si integrano con le tecniche metodologiche. La valutazione statistica fornisce delle regole per normalizzare i criteri usati per trarre conclusioni, in modo che vi sia conseguentemente più uniformità.
Le caratteristiche della ricerca in psicologia clinica
La psicologia clinica prevede lo studio di varie popolazioni, come dimostrato dal fatto che gruppi di tutte le età, dai neonati agli anziani, sono oggetto di studio. Il campo di ricerca si è anche allargato allo studio dei processi che prevedono la nascita (ad esempio, le caratteristiche prenatali delle madri e delle famiglie) e che seguono la morte (ad esempio, l'impatto della morte sui parenti e il trattamento durante il lutto). Vengono considerate anche popolazioni con caratteristiche particolari che conseguono a esperienze particolari (ad esempio, i senza casa, i prigionieri di guerra), con patologie psicologiche o psichiatriche (ad esempio, bambini, adolescenti o adulti con depressione, ansia, stress postraumatico, autismo, schizofrenia) e con problemi di salute e gravi malattie (ad esempio, cancro, AIDS, danni alla colonna vertebrale, diabete).
Inoltre, anche le persone a stretto contatto con queste specifiche popolazioni sono spesso studiate (ad esempio, i figli di alcolisti, i coniugi di pazienti depressi, fratelli/sorelle di bambini con handicap fisici). Il campo è molto vasto. La ricerca in psicologia clinica viene condotta in ambienti diversi (ad esempio, laboratori, cliniche, ospedali, prigioni, scuole, industrie) o in ambienti non strutturati (ad esempio, lo studio dei senzatetto). La ricerca in psicologia clinica viene eseguita in concerto con altre discipline (ad esempio, medicina, psichiatria, neurologia, pediatria, criminologia).
Le principali aree di ricerca in questo campo di studio hanno allargato notevolmente gli argomenti trattati al loro interno. Ad esempio, ampie e ricche aree di ricerca comprendono le caratteristiche dello studio della personalità; la valutazione, la diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle disfunzioni di tipo clinico. La ricerca considera situazioni sperimentali in cui specifiche variabili sono manipolate (ad esempio i veri esperimenti) e situazioni in cui, invece, vengono osservate le caratteristiche dei soggetti (ad esempio, gli studi basati sull'osservazione passiva). Ancora, la ricerca in ambito clinico considera lo studio di vari tipi di gruppi sperimentali e lo studio di casi singoli.
Inoltre, le condizioni della ricerca sono varie: da un lato abbiamo studi brevi e altamente controllati di laboratorio dove la reazione è studiata in genere sugli studenti universitari, dall'altro lato la valutazione a lungo termine, tipica degli studi clinici o applicati (ad esempio, nelle scuole, negli ospedali e nelle prigioni) dove la popolazione e l'intervento sono meno facilmente controllabili. Questo campo di ricerca comprende quindi aree con diversi contenuti e metodi di studio. Lo scopo della ricerca è quello di formulare inferenze corrette e comprovate da una nuova evidenza scientifica relativa all'utilizzo di una particolare variabile indipendente. Ciò viene raggiunto impostando la situazione sperimentale attraverso fattori come il controllo, una attenta osservazione, una buona predizione e una corretta valutazione statistica, in modo da trarre inferenze esatte.
La ricerca in psicologia clinica condivide tutti quegli ostacoli che si affrontano nella ricerca e che si cerca di ovviare attraverso il disegno sperimentale. A volte, inoltre, vi sono determinati ostacoli che sorgono nel momento in cui il livello di approfondimento per un determinato argomento aumenta. Quindi, nonostante un ricercatore possa trarre profitto dall'ampia gamma di soluzioni proposte dal metodo sperimentale, è necessario ricordare che è fondamentale affrontare nuove procedure e pensare a nuove soluzioni. Le tecniche metodologiche che potrebbero definirsi ideali, ad esempio l'assegnazione casuale, non sempre sono possibili in psicologia clinica.
Determinati vincoli, ad esempio, un gruppo di controllo potrebbe non esserci; la possibilità di avere solo campioni con un basso numero di soggetti può limitare il numero delle opzioni a disposizione del ricercatore.
La "psicologia" della metodologia della ricerca
La metodologia racchiude in sé molti principi e strategie, così come specifiche procedure per fare ricerca. In particolare, le metodiche per la ricerca e gli obiettivi che si intendono raggiungere non considerano quei fattori legati ai soggetti che partecipano alla ricerca. È importante sottolineare che il disegno sperimentale e, più in generale, la scienza, è principalmente una iniziativa umana. Ciò non significa che i metodi e i risultati siano di tipo soggettivo. Prima di tutto, i ricercatori sono persone. Come uomini, abbiamo idee, ambizioni, storie individuali, esperienze. Queste caratteristiche naturali della specie umana sono di importanza centrale all'interno del contesto scientifico. La ricerca dipende da opinioni e persuasioni, ed è importante riconoscerlo.
Organizzazione del volume
Il disegno sperimentale può essere visto come un processo decisionale. Infatti, diverse decisioni devono essere prese a tutti i livelli di una ricerca: dallo stadio di concretizzazione dell'idea a quello di valutazione e interpretazione dei dati. Lo scopo della ricerca è quello di trarre inferenze valide e corrette dalle relazioni tra le diverse variabili sperimentali. La sperimentazione tenta di organizzare circostanze tali da minimizzare le ambiguità che potrebbero insorgere durante il raggiungimento di queste inferenze. Molti dei fattori che possono produrre interferenze possono essere prontamente identificati. Si fa riferimento a questi fattori come minacce alla validità e sono alla base del perché e del come conduciamo la ricerca.
L'esperimento inizia con un'idea che viene poi tradotta in una ipotesi o in un assunto. Per la fase di manipolazione vengono selezionate particolari serie di variabili. Nella ricerca, una delle decisioni preliminari da prendere è compiere una selezione tra le varie opzioni che presenta il disegno sperimentale. Tra queste, un gruppo di soggetti e i casi singoli offrono punti di vista differenti per valutare una certa variabile. Sono presentati, inoltre, i vantaggi e le potenziali limitazioni di ogni disegno sperimentale, così come le procedure di controllo per migliorare.
Un aspetto fondamentale dell'esperimento è quello di assicurarsi che la variabile indipendente sia effettivamente manipolata. Verificare la manipolazione sperimentale può rafforzare le conclusioni dedotte dalla ricerca. Nel capitolo 7 vengono elaborate le procedure per verificare l'efficacia della manipolazione sperimentale, l'interpretazione dei risultati ottenuti mediante l'utilizzo di queste tecniche e i problemi che potrebbero insorgere.
Capitolo 1: Come trarre inferenze valide: validità interna e validità esterna
Gli scopi della sperimentazione sono quelli di scoprire le relazioni tra quelle variabili che sarebbe difficile notare altrimenti e di verificare le eventuali relazioni che sono state ipotizzate. Senza la sperimentazione, le potenziali relazioni tra le variabili possono essere solo osservate nella loro complessità, così come appaiono in natura. Il disegno sperimentale e la valutazione statistica aiutano a semplificare una situazione in cui l'influenza di molte variabili, che spesso operano simultaneamente, può essere separata dalle variabili che interessano al ricercatore. Senza una semplificazione e un isolamento delle variabili, vi potrebbero essere molte, se non infinite, interpretazioni per spiegare un certo fenomeno.
Il contributo di un esperimento è quello di aiutare a estrinsecare o rendere non plausibili i diversi fattori che potrebbero fornire spiegazioni di un certo fenomeno. Non necessariamente un esperimento riesce a fornire tutte le spiegazioni possibili. Da un certo punto di vista metodologico, più un esperimento è ben progettato e più le varie ipotesi che potrebbero competere tra loro per spiegare i risultati sono rese meno plausibili.
Tipi di validità
Lo scopo della ricerca è quello di raggiungere conclusioni ben fondate (valide) in relazione agli effetti di un dato intervento e alle condizioni all'interno delle quali esso viene somministrato. I vari tipi di validità considerano questi scopi in diverse maniere. Sono stati identificati quattro tipi di validità: interna, esterna, di costrutto e infine quella statistica. Ogni tipo di validità è importante. Tutte insieme forniscono le molteplici informazioni delle quali i ricercatori necessitano nel momento in cui disegnano un esperimento.
- Validità interna: Piuttosto che altre cause, è responsabile dei risultati, delle variazioni, o delle differenze tra i gruppi?
- Validità esterna: In che modo è possibile estendere i risultati, ottenuti in una particolare situazione sperimentale, a tutte le persone, a tutti gli ambienti, tempi, misurazioni e altre caratteristiche?
- Validità di costrutto: Stabilito che l'intervento è il principale responsabile della variazione osservata, quali aspetti specifici dell'intervento possono essere considerati l'agente causale? Qual è la base concettuale (costrutto) che sottostà all'effetto?
- Validità statistica: In che modo è possibile dimostrare ed evidenziare una relazione tra variabili e come è possibile rilevare, se esistono, gli effetti?
Non è facile stabilire quale, tra i vari tipi di validità, sia il più importante. Infatti, saranno forniti esempi in cui è la vera natura degli interessi del ricercatore a dettare la priorità di un tipo di validità rispetto agli altri. Nel disegnare un esperimento è importante che i ricercatori abbiano ben chiari gli scopi e le domande specifiche a cui l'esperimento deve rispondere, enfatizzando le problematiche relative alla validità all'interno del disegno sperimentale. Questa necessità deriva dal fatto che è difficile disegnare un esperimento che consideri allo stesso modo ogni tipo di validità. Un esperimento viene considerato metodologicamente debole quando le procedure usate per la sperimentazione non supportano il tipo di inferenze che lo sperimentatore vorrebbe trarre.
Iniziamo con la discussione della validità interna e della validità esterna: sono considerate le rappresentazioni di uno degli errori più gravi che si possano commettere nell'ambito della ricerca.
Validità interna
Il compito della sperimentazione è quello di esaminare l'effetto di un particolare intervento, in modo tale da evitare che fattori estranei interferiscano con le conclusioni che il ricercatore vorrebbe trarre. Più un esperimento è ben disegnato, più è possibile evitare spiegazioni alternative dei risultati. Idealmente, per un esperimento, dovrebbe essere possibile una sola spiegazione dei risultati, cioè che la manipolazione della variabile indipendente sia la sola responsabile della variazione osservata.
Un solo esperimento non può determinare se sia solo la variabile indipendente che si sceglie ad essere l'effettiva causa unica delle modificazioni osservate. Tuttavia, se l'esperimento è ben disegnato, le possibilità che questa sia la maggiore causa dei risultati sono molto alte. Quando i risultati sono attribuibili in larga parte e senza ambiguità agli effetti della variabile indipendente, l'esperimento può essere definito come valido internamente. La validità interna si riferisce a come un esperimento riesce a evitare che possano essere fornite varie spiegazioni dei risultati ottenuti. I fattori o le interferenze che non siano relativi alla variabile indipendente sono definiti minacce alla validità interna.
Minacce alla validità interna
Vari sono i tipi di minacce alla validità interna che sono stati identificati. È importante conoscere le minacce alla validità interna perché è necessario considerarle quando si vuole disegnare un esperimento in modo attento. Uno degli obiettivi che si vuole raggiungere quando si progetta un esperimento è rendere non plausibili queste minacce. La misura in cui ognuna di queste minacce viene esclusa o resa non plausibile determina la validità interna di un esperimento.
La storia: Questa minaccia alla validità interna fa riferimento a ogni evento che si presenta durante l'esperimento e che è esterno alla variabile indipendente o al di fuori dell'esperimento, che potrebbe essere considerato come rilevante per l'interpretazione dei risultati. La minaccia alla validità interna definita storia fa riferimento a tutti quegli eventi comuni a tutti i soggetti che contraddistinguono la loro vita quotidiana (ad esempio, a casa, a scuola o al lavoro). L'influenza di questi eventi storici potrebbe alterare la prestazione dei soggetti e determinare errori durante le fasi del trattamento e dell'intervento.
Durante un esperimento è importante essere in grado di distinguere l'effetto derivante dagli eventi specifici che incorrono nella vita dei soggetti dall'effetto derivante dalla manipolazione sperimentale o dall'intervento. Sebbene la minaccia storia di solito faccia riferimento ad eventi che si presentano al di fuori dell'esperimento, a volte può tenere conto di eventi che insorgono nel corso della sperimentazione. Quando si considerano gruppi di soggetti, possono presentarsi eventi non preventivati (ad esempio, un black-out, un soggetto colto da malore). Può essere plausibile che l'evento influenzi negativamente sul decorso dell'intervento ed induca o aumenti l'effetto che si sarebbe osservato in una situazione normale. Nel momento in cui tali eventi possono fornire spiegazioni alternative dei risultati ottenuti, minacciano la validità interna dell'esperimento.
La maturazione: Certe variazioni nel tempo non solo possono derivare da specifici eventi, ma anche da processi intrinsecamente legati ai soggetti. Uno di questi processi è la maturazione riferita alle modificazioni nel tempo di certe caratteristiche dei soggetti come, ad esempio, la crescita, l'invecchiamento, la forza di carattere, la saggezza e se ci si sente stanchi o annoiati. La maturazione diventa un problema se attraverso i…
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