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Riassunto esame Metodologia della ricerca in Psicologia Clinica, prof. Lo Coco, libro consigliato Metodi di ricerca in psicologia clinica, Alan E. Kazdin

Riassunto per l'esame di Metodologia della ricerca in Psicologia Clinica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Coco: Metodi di ricerca in psicologia clinica, Alan E. Kazdin.
Il riassunto riguarda i capitoli 1-2-3-4-5-6-11-13-14, ovvero quelli indicati dal Docente per lo studio della materia. Gli argomenti trattati riguardano:
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Esame di Metodologia della ricerca in psicologia clinica docente Prof. G. Lo Coco

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TIPI DI VALIDITÀ

Lo scopo della ricerca è quello di raggiungere conclusioni ben fondate (valide) in relazione agli effetti di un

dato i te e to e alle o dizio i all i te o delle uali esso ie e so i ist ato. I a i tipi di alidità

considerano questi scopi in diverse maniere. Sono stati identificati 4 tipi di validità: interna, esterna, di

costrutto e infine quella statistica. Ogni tipo di validità è importante. Tutte insieme forniscono le molteplici

informazioni delle quali i ricercatori necessitano nel momento in cui disegnano un esperimento.

i he odo l i te ento,

- Validità interna: piuttosto che altre cause, è responsabile dei risultati,

delle variazioni, o delle differenze tra i gruppi?

- Validità esterna: In che modo è possibile estendere i risultati, ottenuti in una particolare situazione

sperimentale, a tutte le persone, a tutti gli ambienti, tempi, misurazioni e altre caratteristiche?

“ta ilito he l i te e to e a il p i ipale espo sa ile della a iazio e

- Validità di costrutto:

osse ata, uali aspetti spe ifi i dell i te e to posso o esse e o side ati l age te ausale? Quale

la ase o ettuale ost utto he sottostà all effetto

- Validità statistica: in che modo è possibile dimostrare ed evidenziare una relazione tra variabili e

come è possibile rilevare, se esistono, gli effetti?

Non è facile stabilire quale, tra i vari tipi di validità, sia il più importante. Infatti, saranno forniti esempi in

cui è la vera natura degli interessi del ricercatore a dettare la priorità di un tipo di validità rispetto agli altri.

Nel disegnare un esperimento è importante che i ricercatori abbiano ben chiari gli scopi e le domande

spe ifi he a ui l espe i e to de e ispo de e e fatizza do le p o le ati he elati e alla alidità

all i te o del diseg o spe i e tale. Questa e essità de i a dal fatto he è difficile disegnare un

esperimento che consideri allo stesso modo ogni tipo di validità. Un esperimento viene considerato

metodologicamente debole quando le procedure usate per la sperimentazione non supportano il tipo di

inferenze che lo sperimentatore vorrebbe trarre. Iniziamo con la discussione della validità interna e della

alidità este a: o o side a li app ese ta u o degli e o i più g a i he si possa o o pie e ell a ito

della ricerca. VALIDITÀ INTERNA

uello di esa i a e l effetto di u pa ti ola e i te e to, i odo tale

Il compito della sperimentazione è

da evitare che fattori estranei interferiscano con le conclusioni che il ricercatore vorrebbe trarre. Più un

esperimento è ben disegnato, più è possibile evitare spiegazioni alternative dei risultati. Idealmente, per un

esperimento dovrebbe essere possibile una sola spiegazione dei risultati, cioè che sia la manipolazione della

variabile indipendente la sola responsabile della variazione osservata. Un solo esperimento non può

e se sia solo la a ia ile i dipe de te he si s elta ad esse e l effetti a e u i a agio e delle

determina

odifi azio i osse ate. Tutta ia, se l espe i e to e diseg ato le possi ilità he uesta sia la agio e

che determina certi risultati sono molto alte. Quando i risultati sono attribuibili in larga parte e senza

a iguità agli effetti della a ia ile i dipe de te l espe i e to può esse e defi ito o e alido

internamente. La validità interna è riferita a come un esperimento riesce a evitare che possano essere

fornite varie spiegazioni dei risultati ottenuti. I fattori o le interferenze che non siano relativi alla variabile

indipendente sono definiti minacce alla validità interna.

MINACCE ALLA VALIDITÀ INTERNA

Vari sono i tipi di minacce alla validità interna che sono stati identificati. È importante conoscere le minacce

alla validità interna perché è necessario considerarle quando si vuole disegnare un esperimento in modo 4

attento. Uno degli obiettivi che si vuole raggiungere quando si progetta un esperimento è rendere non

plausibili queste minacce. La misura in cui ognuna di queste minacce viene esclusa o resa non plausibile

determina la validità interna di un esperimento.

Questa minaccia alla validità interna fa riferimento a ogni evento che si presenta

La storia:

ell espe i e to e etto pe la a ia ile i dipe de te o al di fuo i dell espe i e to he pot e e esse e

o side ato o e ile a te pe l i te p etazio e dei isultati. La i a ia alla alidità interna definita

storia fa riferimento a tutti quegli eventi comuni a tutti i soggetti che contraddistinguono la loro vita

uotidia a ad ese pio, a asa, a s uola o al la o o . L i flue za di uesti e e ti sto i i pot e e alte a e la

soggetti e dete i a e e o i du a te le fasi del t atta e to e dell i te e to. Du a te u

prestazione dei

espe i e to i po ta te esse e i g ado di disti gue e l effetto de i a te dagli e e ti spe ifi i he

i o o o ella ia dei soggetti dall effetto de i a te dalla a ipolazio e spe i e tale o dall i te e to.

Sebbene la minaccia storia di solito faccia riferimento ad eventi che si presentano al di fuori

dell espe i e to , a olte può te e o to di e e ti he i so go o el o so della spe i e tazio e. Qua do

si considerano gruppi di soggetti, possono presentarsi eventi non preventivati ( ad esempio, un black-out,

u soggetto olto da alo e . Può esse e plausi ile he l e e to i fluis a egati a e te sul de o so

dell i te e to e idu a o au e ti l effetto he si sarebbe osservato in una situazione normale. Nel

momenti in cui tali eventi possono fornire spiegazioni alternativa dei risultati ottenuti, minacciano la

alidità i te a dell espe i e to.

certe variazioni nel tempo non solo possono derivare da specifici eventi ma anche da

La maturazione:

determinati intrinsecamente legati ai soggetti. Uno di questi processi è la maturazione riferita alle

processi

modificazioni nel tempo di certe caratteristiche dei soggetti come, ad esempio, la crescita,

l i e hia e to, la fo za di a atte e, la saggezza e se ci si sente stanchi o annoiati. La maturazione

diventa un problema se attraverso il disegno sperimentale non si possono separare gli effetti della

atu azio e dall i te e to he si i te de adotta e. “pesso la sto ia e la atu azio e si p ese ta o

insieme come minacce alla validità interna. Per esempio, il problema della storia e della maturazione può

essere osservato in uno studio disegnato per valutare gli effetti dei corsi di preparazione pre-parto sulle

donne che aspettano un figlio. Lo scopo era quello di esaminare le differenze tra due tipo diversi di corso

proposti per ridurre lo stato ansioso delle donne incinte. Uno dei corsi istruiva le future madri ad esercizi

pa ti ola i he a e e o fa ilitato l us ita del a i o etodo La aze ; l altro corso, invece,

semplicemente forniva informazioni riguardo i dolori pre-parto, il momento della nascita e le cure

necessarie al bambino (corso della Croce Rossa). In generale, entrambi i gruppi dimostrarono una

i a o l u o dall alt o. I isultati sa e e o olto i po ta ti se

diminuzione dello stato ansioso e non diffe

fornissero informazioni chiare riguardo quale trattamento adottare, dato che un altro aspetto di questo

studio ha dimostrato che vi è una relazione tra il livello ansioso riscontrato durante la maternità e il dolore

provato durante il parto. Sfortunatamente, però, non vi sono basi sufficienti per asserire che uno dei due

metodi sia responsabile per gli effetti osservati. È possibile che gli eventi storici che hanno caratterizzato la

vita delle future madri durante il periodo di gestazione (ad esempio, leggere libri sui bambini, le doglie, la

as ita oppu e i p o essi di atu azio e ad ese pio, esse e e o p eo upate dell i so ge za, el

tempo, degli stati ansiosi prima del parto) potrebbero spiegare i risultati ottenuti. Per evitare la possibile

influenza negativa di fattori come la storia e la maturazione, il ricercatore potrebbe considerare un

a pio e di ad i o sottoposto a essu t atta e to g uppo se za t atta e to . Quest ultimo gruppo

do e e aiuta e a sepa a e gli effetti del t atta e to dall a adi e to di e e ti e p o essi atu ali

estranei al trattamento. 5

L’effetto delle p ove: questa minaccia alla validità interna è riferita agli effetti che la prima

somministrazione di un test può avere sulla prestazione ottenuta in una somministrazione successiva dello

stesso test. In un esperimento, test effettuati prima e dopo la somministrazione potrebbero essere usati

per valutare come la misura della prestazione di un individuo migliora o peggiora nel tempo. La prestazione

nella seconda sessione sperimentale potrebbe essere influenzata dalla pratica o familiarità raggiunta

durante la prima sessione. Le diversità osservate a seguito della 2 somministrazione potrebbero non essere

dovute alla manipolazione sperimentale o al tipo di intervento adottato, ma agli effetti della

somministrazione ripetuta. Un gruppo che viene sottoposto a sessioni continuate senza però che gli venga

somministrato nessun intervento, come nel caso di un gruppo di controllo senza trattamento, può aiutare a

verificare se la somministrazione continuata del test spiega le modificazioni osservate nel gruppo sul quale

si effetti a e te p odotto l i te e to.

questa minaccia riguarda le variazioni nel tempo che si possono osservare nella

La strumentazione:

strumentazione utilizzata per misurare la variabile dipendente o nelle procedure utilizzate per tale

misurazione. I modelli o i criteri di assegnazione dei punteggi che i terapisti utilizzano per valutare od

osservare certi comportamenti possono cambiare nel tempo. Queste variazioni della variabile dipendente

durante il trattamento possono essere causate dai criteri di valutazione piuttosto che dalle modificazioni

osservate nel comportamento. I comportamenti casuali dello sperimentatore durante la somministrazione

di un test possono influire sulla prestazione del soggetto e quindi alterare la natura stessa del test e di

conseguenza come vengono fornite le risposte.

Come minaccia alla validità interna, la regressione fa riferimento alla tendenza

La regressione statistica:

osservata per i punteggi estremi, o per ogni altra misura, di tornare (o regredire) verso al media di una

distribuzione quando lo stesso test è effettuato una seconda volta. In altre parole, se un gruppo di individui

viene selezionato per un esperimento in base alla loro capacità di fornire una prestazione ai massimi livelli

in un certo test, sulla base della statistica si potrebbe inferire che i punteggi ottenuti dallo stesso gruppo

dopo una seconda somministrazione tenderanno verso la media. Cioè i punteggi saranno meno estremi al 2

test. La regressione diviene una minaccia alla validità interna se le variazioni osservate e dovute al tipo di

e disti te dall effetto dei pu teggi he si aggiusta o i to o alla

intervento effettuato non possono esse

media. questa minaccia alla validità interna riguarda i criteri di selezione dei

Le influenze sui criteri di selezione:

gruppi sperimentali. Questi potrebbero portare a differenze sistematiche nei gruppi nel momento in cui è

necessario selezionare o assegnare i soggetti alle varie condizioni sperimentali. Ovviamente, gli effetti di

una variabile indipendente tra i gruppi può essere considerato in modo non ambiguo solo se vi sono

assicurazioni che i gruppi non varino tra loro sistematicamente prima che la variabile sia applicata.

L asseg azio e asuale dei soggetti la p o edu a più o u e e te utilizzata pe i i izza e ueste

influenze sui criteri di selezione. La minaccia alla validità interna di un esperimento spesso si presenta

ell a ito delle i e he di tipo li i o, del ollo uio psi ologi o e ell a ito edu ati o do e g uppi di

soggetti sani sono selezionati per essere confrontati con pazienti che provengono da vari reparti

ospedalieri, oppure in ambito educativo certi campioni sono selezionati da scuole differenti.

L’a a do o o la o talità spe i e tale: la perdita dei soggetti nel corso di un esperimento può

identificarsi come una minaccia alla validità interna. La perdita dei soggetti negli esperimenti di psicologia

non è riferita al loro reale decesso, sebbene anche questa evenienza rientri nella casistica delle minacce alla

alidità i te a. Di solito, l a a dono è riferito a quei soggetti che rinunciano a partecipare

all espe i e to du a te il suo s olgi e to. “e i u pa ti ola e g uppo di soggetti he ie e testato i 6

diversi momenti del tempo, le variazioni osservate nella prestazione del gruppo generale potrebbero essere

dovute alla perdita graduale di soggetti i cui punteggi suggerivano una determinata ipotesi e non a causa

del tipo di i te e to adottato. l a a do o da pa te dei soggetti della situazio e spe i e tale di ie e

i te a se u a pe dita diffe e ziale dei soggetti t a i g uppi. L a a do o di

una minaccia alla validità

tipo differenziale si ha per esempio quando le condizioni sperimentali, in una ricerca, sono interessanti o

efficaci in modo diversificato. Di solito i soggetti sono più collaborativi e disponibili se il trattamento che

stanno per ricevere è interessante, non prevede nessuna spesa o effetti collaterali ed è efficace, rispetto a d

u t atta e to he , i ge e ale, e o deside a ile. L a a do o dei soggetti dalla situazio e

sperimentale ha forti implicazioni in ogni tipo di validità sperimentale.

nei disegni sperimentali in cui i gruppi non sono

La combinazione degli effetti di selezione e altre minacce:

fo ati att a e so l asseg azio e asuale, possi ile he le p o edu e utilizzate pe selezio a e i soggetti

portino a varie combinazioni tra le varie minacce alla validità interna descritte precedentemente. Più

selezio e dei g uppi he so o già fo ati p i a dell espe i e to pot e e po ta e a

specificatamente, la

p o le i he o i a o la selezio e e alt e i a e alla alidità i te a. L espe ie za di u o dei g uppi

che partecipano allo studio ( ad esempio, la storia, la maturazione) può diversificarsi sistematicamente da

uella dell alt o g uppo. L i flue za diffe e ziale di uesta i a ia t a i g uppi ife ita all i te azio e o

la selezione (ad esempio, Selezione x Storia, Selezione x Maturazione) e può produrre differenze tra i gruppi

he si a ifesta o su essi a e te ei isultati he sa a o, poi, e o ea e te att i uiti all i te e to

utilizzato. Le interazioni tra Selezione x Storia e Selezione x Maturazione producono i fattori confondenti

più frequenti derivanti dalla selezione, comunque è bene ricordare che sono possibili anche altre

combinazioni. Ad esempio, se i soggetti che compongono i diversi gruppi non sono testati nello stesso

momento, i risultati ottenuti potrebbero essere dovuti alle variazioni nelle procedure di valutazione o nei

criteri per la misurazione del comportamento nel tempo (Selezione x Strumentazione). In generale, se ogni

singolo fattore che produce una certa influenza sui risultati (storie, prove) ha effetti solo su uno dei gruppi o

ha effetti che si manifestano in modi diversi sui diversi gruppi, la minaccia comprende la selezione a livello

di interazione. i u a i e a i ui l i te e to, il t atta e to o il

Trattamento speciale o le reazioni dei controlli:

programma terapeutico è riferito al gruppo sperimentale, una particolare attenzione va rivolta al gruppo di

controllo, a cui non viene somministrato alcun trattamento. Questo avviene in ambienti applicativi come le

s uole, gli ospedali e l i dust ia. Ad u g uppo ie e so i ist ato il p og a a spe iale he ie e isto

generalmente come positivo. Il gruppo di controllo può ricevere un per

trattamento di compensazione

evitare disparità tra i gruppi. I soggetti che fanno parte del gruppo a cui non viene somministrato alcun

t atta e to posso o a he o i e e e l i te e to spe ifi o oggetto della i e a, a posso o i e e e

soldi, un controllo del loro stato di salute o altri particolari privilegi. I privilegi che vengono forniti al gruppo

di controllo hanno lo scopo, solitamente, di bilanciare le apparenti ineguaglianze con il gruppo

a lo o o e ga so i ist ato l i te e to. Dal pu to di ista

sperimentale e per compensare il fatto che

della validità interna, il gruppo di controllo, quello cioè che non riceve il trattamento, riceve in ogni caso un

he os u a l effetto del p og a a fo ito al g uppo spe i e tale.

intervento Anche se al gruppo di

controllo non viene elargita nessuna somma o fornita attenzione particolare, la sola assenza del

trattamento, che viene somministrato al gruppo sperimentale, può determinare certe caratteristiche nella

prestazione. In qualche modo i soggetti di controllo possono entrare in competizione con i soggetti che

fanno parte del gruppo sperimentale. Ad esempio, gli insegnanti di scuole di controllo o manager di una

grande agenzia di affari che sanno di non ricevere nessun intervento potrebbero divenire particolarmente

motivati a fare bene e dimostrare così che sono bravi come quelli che ricevono un programma di istruzioni 7

particolari. Per contro, i soggetti di controllo piuttosto di impegnarsi a fondo potrebbero demoralizzarsi,

dato che non ricevono il trattamento. La consapevolezza di partecipare ad un esperimento può influenzare

sia il gruppo sperimentale che quello di controllo. Dal punto di vista della validità interna si ha una minaccia

quando il livello di consapevolezza è diverso tra il gruppo sperimentale e quello di controllo, in modo da

as he a e gli effetti dell i te e to. Alla fi e della i e a le diffe e ze o l asse za di effetti t a i due

gruppi potrebbero essere dovute alle risposte atipiche del gruppo di controllo piuttosto che agli effetti

dell i te e to.

COMMENTI GENERALI

Molte delle minacce alla validità interna possono essere prontamente rilevate nelle ricerche che

comprendono un solo gruppo di soggetti (o solo un soggetto) che riceve il trattamento. In molte ricerche in

cui viene verificato un trattamento, la condizione minima richiesta prevede un gruppo sperimentale a cui

viene somministrato il trattamento ed un gruppo di controllo a cui il trattamento non viene somministrato.

Lo scopo di usare un gruppo di controllo, naturalmente, è quello di eliminare la possibilità di insorgenza

delle minacce citate precedentemente. Le minacce alla validità interne descritte sono la fonte principali di

spiegazioni alternative ai risultati sperimentali. Gli esperimenti devono essere disegnati considerando

ueste pote ziali i a e. I p ati a, utile de ide e i a ti ipo se l espe i e to, u a olta o pletato,

può essere oggetto di queste minacce e, se questo è il caso, provvedere a rettificare la situazione.

o i so ge e du a te l espe i e to e t asfo a si i i a e ad ese pio,

Naturalmente, i problemi posso

la st u e tazio e o l a a do o . Ciò o osta te, a he se si ha o i e te olti p o le i, p i a di

iniziare la ricerca è necessario prendere precauzioni specifiche per ottimizzare la chiarezza dei risultati.

VALIDITÀ ESTERNA

La validità interna considera se un esperimento riesce a fornire una relazione interpretabile tra le variabili

di interesse. La validità esterna, invece, considera una problematica più ampia. Essa fa riferimento alla

misura in cui i risultati di un esperimento possono essere generalizzati oltre le condizioni sperimentali

p e iste ad alt e popolazio i, a ie ti, e o dizio i spe i e tali. Le a atte isti he dell espe i e to he

potrebbero limitare la generalizzazione dei risultati sono considerate come minacce alla validità esterna.

MINACCE ALLA VALIDITÀ ESTERNA

Le minacce alla validità esterna sono numerose. Di solito, i fattori che potrebbero limitare i risultati ottenuti

in un esperimento non si conoscono sino a che una ricerca successiva non espande quelle situazioni

attraverso le quali i risultati originali sono stati ottenuti e quella particolare relazione esaminata.

I u e to espe i e to l effetto di u i te e to di ost ato o u

Le caratteristiche del campione:

particolare campione di soggetti. In che misura i risultati ottenuti possono essere estesi ad altre persone

che variano per età, razza, etnia, educazione o qualsiasi altra caratteristica? È possibile che i soggetti di un

certo studio siano in qualche modo più reattivi (o non reattivi) al trattamento. Questa minaccia insorge di

frequente nelle ricerche psicologiche. In generale, si traduce nella diffusa preoccupazione che assale

quando si conduce un esperimento con gli studenti universitari come soggetti. Gli studenti universitari

rappresentano un campione molto speciale nei termini del tipo di soggetto, delle caratteristiche

de og afi he, della lasse so ioe o o i a, del li ello di i tellige za, dell espe ie za, e alt e a atte isti he.

Potrebbe essere plausibile che alcune di queste particolari caratteristiche siano correlate alla variabile

indipendente di interesse. Le preoccupazioni nei riguardi delle caratteristiche del campione e le implicazioni

che sorgono dalla necessità di allargare i risultati ad altri soggetti vengono ben illustrate nella ricerca di tipo

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edi o i ui l i te e to ad es. il o su o di e a de legge e o di u pa ti ola e i o so i ist ato ai

soggetti (ad es. i ratti da laboratorio), ed è inteso a dimostrare che provoca il cancro. Senza dubbio i ratti

non da laboratorio gradirebbero sapere se questi risultati possono essere estesi anche a loro e alla loro

dieta giornaliera. È chiaro, comunque, che anche gli esseri umani condividono questa preoccupazione. In

particolare, questi risultati possono essere estesi a persone che si differenziano per alimentazione, attività,

metabolismo, longevità e altri fattori? I ricercatori che agiscono in ambito medico, naturalmente, sono ben

coscienti di questa minaccia e spesso selezionano specie che possono essere associate ad altre in modo da

poter meglio generalizzare i risultati.

Le caratteristiche dello stimolo: La preoccupazione più comune ha a che fare con le caratteristiche del

campione. Meno discussa, ma senza dubbio di grande rilevanza, è la misura in cui i risultati coprono le

a atte isti he dello sti olo dell espe i e to. Le a atte isti he dello sti olo so o uelle a atte isti he

iate all i te e to o ad u a pa ti ola e o dizio e. Le a atte isti he

che possono essere asso

dell a ie te i ui a ie e l espe i e to, gli spe i e tato i, gli i te istato i, o alt e a atte isti he degli

stimoli alle quali sono esposti i soggetti possono restringere la possibilità di generalizzazione dei risultati.

A he l a ie te spe i e tale i ui ie e o dotto il t atta e to u fatto e he li ita la

generalizzazione dei risultati. Ad esempio, i risultati di studi condotti nelle cliniche universitarie per

verificare certe terapie potrebbero non essere estendibili a pazienti che si curano al di fuori della clinica.

I fatti, i pot e e o esse e al u e diffe e ze t a l a ie te i ui si s olto l espe i e to e si so o

e la e ifi a degli stessi effetti ella o u ità. L a ie te

verificati gli effetti del trattamento nel tempo

sperimentale è solo un esempio delle condizioni dello stimolo che potrebbero essere rilevanti. La

p eo upazio e ge e ale he al u e a atte isti he delle o dizio i dello sti olo all i te o della ricerca,

indipendentemente dal fatto che vi sia un solo sperimentatore, vari sperimentatori, soggetti tutti studenti

universitari, e altre caratteristiche, potrebbero restringere la generalizzazione.

: Il o testo all i te o del uale ie e eseguito l i te e to pot e e po e

Le caratteristiche contestuali

una serie di restrizioni alla generalizzazione dei risultati. Il contesto riguarda tutte quelle situazioni in cui si

l i te e to. Di e se situazio i pot e e o plausi il e te o t i ui e alla elazio e t a il tipo di

attua La eattività dell’a ie te

intervento e il comportamento restringendo così la estensibilità dei risultati.

come minaccia alla validità esterna, la reattività di un ambiente sperimentale fa riferimento

sperimentale:

all i flue za he la o sape olezza del soggetto di pa te ipa e ad u a i e a può a e e sui isultati. I

risultati potrebbero essere influenzati dal fatto che i soggetti sanno di essere studiati o che lo scopo è

quello di verificare una determinata ipotesi. Il problema riguardante la validità esterna è se i risultati

L’i te fe e za

ottenuti sarebbero gli stessi se i soggetti non fossero consapevoli di essere oggetto di studio.

in certi disegni sperimentali i soggetti sono esposti a più di una condizione

dovuta al trattamento multiplo:

sperimentale. Infatti, i soggetti potrebbero ricevere due o più interventi diversi o situazioni alternate di

i te e to o o i te e to. L i te fe e za do uta al trattamento multiplo nasce quando è necessario

trarre conclusioni circa un certo trattamento che deve essere valutato nel contesto di altri trattamenti. La

conclusione che si può trarre circa un particolare trattamento o intervento potrebbe essere ristretta alla

somministrazione di trattamenti avuti precedentemente. I trattata menti effettuati in precedenza possono

esse e iti i pe defi i e l effetto della VI. come minaccia alla validità esterna, la

Gli effetti della novità:

novità fa riferimento alla possibilità che gli effetti di un intervento possano dipendere in parte dal senso

i o ati o o dalla o ità di u a e ta situazio e. È possi ile he gli effetti dell i te e to dipe da o dal

fatto che esso venga somministrato in condizioni in cui sia particolarmente saliente, infrequente, o

altrimenti, in qualche modo, una novità. Per es, una ricerca ha dimostrato che gli incidenti automobilistici,

più spe ifi a e te i ta po a e ti, so o sig ifi ati a e te idotti dall a e e le lu i di stop i i o al 9

lunotto sopra il cofano posteriore. Presumibilmente, meno tamponamenti accadono perché con questo

tipo di luci le sto montante vicino al lunotto sono più visibili ai motociclisti che viaggiano immediatamente

diet o le auto o ili. È possi ile tutta ia he l effetto dovuto alla posizione delle luce nel ridurre il numero

di incidenti sia in parte originato dal fatto che il posizionamento delle luci vicino al lunotto era una novità

per il motociclista. La presenza degli effetti dovuti alla novità è difficile da valutare. Così quando viene

proposto un nuovo trattamento esso può sembrare molto efficace. Tuttavia, nel progettare e interpretare

esperimenti potrebbe accadere che i trattamenti, così come i prodotti che sono nuovi al pubblico e

vengono presentati come nuovi e migliorati, tipo i saponi, i cereali, le automobili, saranno efficaci, in parte,

solo per la loro novità.

Le caratteristiche della valutazione: Vi sono diversi aspetti della valutazione degli effetti di un trattamento

e sulla ge e alizzazio e dei isultati. Nell a ito della i e a di tipo

o di una terapia che potrebbero influi

li i o, e go o alla e ta le a ie o dizio i della alutazio e he pot e e o li ita e l este si ilità dei

risultati ottenuti ad altre situazioni. per molte delle misure che vengono

La reattività di valutazione:

utilizzate ell a ito degli espe i e ti di psi ologia, i soggetti o i lie ti so o o sape oli del fatto he

vengono valutati alcuni aspetti del loro comportamento. Le misure possono essere una serie di questionari

o test che i soggetti devono completare. Se i soggetti sono consapevoli che la loro prestazione sta per

essere valutata, le misure sono dette Le misure invadenti sono una fonte di preoccupazione per

invadenti.

la validità esterna, dato che la consapevolezza di essere valutati potrebbe alterare la prestazione dei

soggetti. Se la consapevolezza della valutazione porta le persone a rispondere in modo differente da come

farebbero normalmente, le misure sono dette Nella ricerca clinica, il fatto che i clienti siano

reattive.

consapevoli delle procedure di valutazione solleva un problema importante circa la generalizzazione dei

risultati. Se i risultati di uno studio , basato sulla somministrazione di un particolare trattamento, sono

evidenti dopo la somministrazione di un test carta e panna o in base ad una intervista svolta dal terapista in

clinica, si potrebbe dubitare della estensibilità degli effetti di quel dato trattamento. In altre parole, in che

i eatti e all i te o del la o ato io o i

maniera gli effetti del trattamenti dimostrati in base a misurazio

ambiente clinico possono essere estese a misure che non sono reattive e somministrate al di fuori

dell a ie te spe i e tale? i olti espe i e ti, pa ti ola e te ell a ito

Sensibilizzazione al test:

della ricerca sugli effetti delle varie terapie, i pre-test sono somministrati comunemente. Lo scopo è di

misurare la tolleranza del cliente ad una particolare variabile prima di somministrare la manipolazione

sperimentale o il trattamento. La somministrazione del pre-test potrebbe in un qualche modo sensibilizzare

i soggetti i odo he l i te e to a ia effetti diffe e ziati, u fe o e o uesto defi ito sensibilizzazione

Consideriamo come esempio il desiderio di un ricercatore di esaminare il punto di vista della

pre-test.

ge te ei igua di della iole za. L ipotesi pot e e esse e uella he la isio e di fil iole ti po ti ad u

aumento dei pensieri aggressivi e ad una valutazione positiva della violenza. Il ricercatore potrebbe voler

testare il punto di vista delle persone riguardo questo problema dopo la visione, al cinema, di un film di

gue a. Il i e ato e, ui di, fo is e u uestio a io alle pe so e ell at io del i e a i ediata e te

prima che esse entrino nella sala e poi ancora a film terminato. In questo caso il ricercatore è interessato

all i patto he la isio e di u fil iole to p odu e sulla isio e della iole za i ge e ale. Co u ue,

possibile che la somministrazione di un test prima del film, cioè il pre-test, porti le persone a vedere e a

reagire al film in modo diverso da come farebbero normalmente. La prestazione nel post-test non è

se pli e e te i fu zio e dell a e isto il fil , a a he do uta i pa te all effetto se si ilizza te del

pre-test. La somministrazione di un pre-test non necessariamente limita la generalizzazione dei risultati.

Comunque, fa sì, almeno, che si ponga la domanda se gli individui che non sono stati pre-testati, di solito la

popolazio e di i te esse, ispo de e e o all i te e to allo stesso odo delle persone pre-testate. Anche

quando non viene utilizzato un pre-test è possibile che la valutazione possa influenzare i risultati. Il post- 10

test pot e e se si ilizza e il soggetto all i te e to p e ede te he essi ha o i e uto ed e ide zia e

risultati che senza la valutazione non sarebbero evidenti. Questo effetto, denominato sensibilizzazione

è molto simile alla sensibilizzazione pre-test attraverso la quale la somministrazione del test può

post-test,

cristallizzare una particolare reazione da parte del soggetto. Essenzialmente, gli effetti del trattamento

potrebbero essere latenti o incompleti e apparire solo quando viene somministrato un sistema di

alutazio e eatti a. L effetto della se si ilizzaizo e post-test è leggermente più difficile da valutare

rispetto alla sensibilizzazione pre-test dato che richiede una valutazione non reattiva degli effetti del

trattamento e un confronto dei risultati tra misure che variano per reattività. Di sfuggita, è importante

notare che gli effetti di sensibilizzazione non sono visti necessariamente come artefatti o minacce alla

alidità este a. Questi effetti sugge is o o he u p ea iso eatti o pot e e au e ta e l i patto di u

i te e to sussegue te. U o studio ha di ost ato he la se si ilizzazio e au e ta l impatto

dell i te e to. i risultati di un esperimento

Il momento della misurazione e gli effetti del trattamento:

possono dipendere dal particolare momento in cui avviene la valutazione. Per esempio, una ricerca

potrebbe rivelare che un tipo particolare di psicoterapia è particolarmente efficace o che una terapia è

supe io e ad u alt a i ediata e te dopo la fi e del t atta e to. U a do a da he igua da la alidità

esterna e che potremmo porci è la seguente: avremmo ottenuto lo stesso risultato se la somministrazione

fosse stata effettuata i u alt o o e to, ad ese pio, pa e hi esi dopo il t atta e to? Nell a ito

della i e a i psi ote apia, l effi a ia di u t atta e to ie e alutata, di solito, i ediata e te dopo la

fine della seduta (valutazione post-trattamento). È possibile, a questo punto, che le conclusioni tratte in

quel momento non siano estendibili ad un periodo successivo. Possono essere citati vari studi che

considerano sia adulti che bambini per dimostrare che le conclusioni raggiunte su un particolare

trattamento o sulla efficacia relativa di trattamenti alternativi, solo occasionalmente variano da un post-

trattamento ad una valutazione catamnestica.

COMMENTI GENERALI

Solo ricerche successive possono attestare se la potenziale minaccia alla validità esterna limita realmente

la generalizzazione dei risultati e produce realmente una differenza pratica o teorica. Naturalmente, non vi

è dimostrazione più esaustiva che svolgere parecchi studi attraverso i quali vengono ottenuti risultati simili

con una certa consistenza, testando diversi tipi di soggetti (ad esempio, pazienti, studenti universitari), in

diversi ambienti (ad esempio, il laboratorio universitario, la clinica, la comunità), e altri campi (ad esempio,

diversi ricercatori, nazioni). Il valore di una scoperta non è sempre determinato dal suo livello di

generalizzazione ad altre dimensioni. Più precisamente, alcuni risultati sono importanti perché la loro

generalizzazione è molto limitata. Per esempio, la prestazione ottenuta in un particolare compito di

laboratorio o test psicologico potrebbe aiutare a distinguere i pazienti schizofrenici da soggetti sani presenti

nella comunità. Potrebbe essere di un qualche interesse dimostrare una non-generalizzazione dei risultati

ad altri gruppi diagnostici. Se si dimostra attraverso ricerche successive che il test o il compito ha una ampia

possibilità di generalizzazione tra diverse popolazioni, la procedura potrebbe permettere di distinguere gli

alcolisti, i tossicodipendenti, travestiti e professori universitari dagli individui che sono normali. Il valore

della scoperta originale è quindi fortemente attenuato. La generalizzazione potrebbe essere così ampia da

identificare tutti i tipi di disfunzione. Così la misura in cui la validità esterna è importante o desiderabile, è

in funzione del problema specifico della ricerca.

RELAZIONE TRA VALIDITÀ INTERNA E VALIDITÀ ESTERNA

La validità interna d un esperimento viene considerata come più importante, o almeno prioritaria per

importanza, della validità esterna. Prima di porsi dei problemi riguardosa generalizzazione dei risultati, è 11

bene avere un risultato non ambiguo. Data la priorità della validità interna, le considerazioni iniziali nei

confronti di un esperimento riguardano la progettazione di quelle condizioni che faciliteranno le relazioni

t a le a ia ili i dipe de ti e dipe de ti. U espe i e to e diseg ato assi izza l oppo tu ità di t a e

i fe e ze alide sulla ase dell i te e to adottato. e fatizza do la alidità i te a, o l intenzione di

minimizzare la validità esterna. Nel contesto dei risultati della ricerca con risvolti applicativi, come spesso è

il aso ell a ito della psi ologia li i a, del ollo uio psi ologi o e dell edu azio e, la alidità este a

riveste grande importanza. Una ricerca ben disegnata con un alto grado di validità interna illustra ciò che

può a ede e ua do l espe i e to p ogettato i u e to odo. Tutta ia al ua to di e so di ost a e

che un intervento che determina un certo effetto si mantiene anche al di fuori della situazione

sperimentale. 2. CAPITOLO

COME TRARRE INFERENZE VALIDE: VALIDITÀ DI COSTRUTTO E VALIDITÀ STATISTICA

La validità interna e la validità esterna sono fondamentali per la ricerca e ci informano sulla struttura

intrinseca delle pratiche metodologiche. Tuttavia, per trarre inferenze valide sono stati individuati altri due

e uella statisti a, a h essi di g a de i po ta za ell a ito del

tipi di validità: la validità di costrutto

disegno sperimentale. VALIDITÀ DI COSTRUTTO

La validità di costrutto riguarda le interpretazioni delle relazioni causali di base che sono dimostrate

all i te o dell espe i e to. Il significato del termine costrutto richiede una attenta delineazione della

validità interna. La validità interna si focalizza su come alcuni interventi siano responsabili delle variazioni

e, le p o e espo sa ili dell effetto

osservate o se siano altri fattori (ad esempio , la storia, la maturazio

osservato. Assumiamo per un momento che queste minacce siano state escluse assegnando i soggetti

casualmente al gruppo sotto trattamento e al gruppo di controllo, valutando entrambi i gruppi nello stesso

modo e allo stesso tempo, e così via. Ora possiamo presumere che le differenze osservate non derivano

dalle i a e alla alidità i te a, a piuttosto all i te e to. È a uesto pu to he può i izia e la

dis ussio e sulla alidità di ost utto. Che osa l i te ento e perché produce un effetto? La validità di

costrutto considera le cause presunte o la spiegazione della relazione causale. È plausibile la sola

spiegazione o interpretazione fornita da un ricercatore? I motivi forniti dallo sperimentatore per giustificare

la elazio e t a l i te e to e le a iazio i di o po ta e to osse ati so o do uti al ost utto

(spiegazione, interpretazione)? Le risposte a queste domande riguardano specificamente la validità di

ost utto. Vi so o pa e hie a atte isti he all i te o dell espe i e to he posso o i te fe i e o

l i te p etazio e he ie e fo ita i ase ai isultati otte uti. Queste so o spesso defi ite o il te i e di

confusioni. Si può affermare che un esperimento è confuso, o che vi è confusione nel considerare la

possi ilità he sia u o spe ifi o fatto e a a ia e o o a ia e a seguito dell i te e to ua do uesto

fattore potrebbe non essere interamente o solo in parte responsabile della variazione. In un esperimento,

varie componenti, oltre a quelle di interesse per lo sperimentatore, potrebbero essere responsabili della

variazione osservata. Queste caratteristiche vengono considerate come minacce alla validità di costrutto.

MINACCE ALLA VALIDITÀ DI COSTRUTTO

Attenzione e rapporti con i clienti: un tipo di minaccia alla validità di costrutto riguarda la

so i ist azio e dell i te e to e l i patto he uest ulti o ha sul lie te. L atte zio e i olta al lie te e

il rapporto instaurato con esso oppure una attenzione di questo tipo distribuita in modo diversificato tra i

12

soggetti che fanno parte del gruppo sperimentale e di quello di controllo potrebbero essere alla base delle

diffe e ze t a i g uppi. L i te e to pot e e a e ese itato la sua i flue za p i ipal e te i ase alla

quantità di attenzione devoluta ai soggetti piuttosto che alle caratteristiche uniche e particolari

dell i te e to. U ese pio, o ai fa ilia e, he p o ie e dalla i e a i psi hiat ia, l effetto pla e o

he si appli a ell a ito della so i ist azio e dei fa a i. Supponiamo che i ricercatori somministrino

ad alcuni pazienti un farmaco per la depressione e ad altri pazienti nessun farmaco. Assumiamo, inoltre,

he i g uppi sia o fo ati att a e so l asseg azio e asuale dei soggetti ai g uppi e he le i a e alla

validità interna siano state superbamente affrontate. Al termine della ricerca, i pazienti a cui viene

somministrano il farmaco dimostrarono un forte miglioramento e differiscono significativamente per il

livello di depressione da quei pazienti che non ricevettero alcun farmaco. Accettiamo quindi il fatto che

l i te e to sia espo sa ile dei isultati alidità i te a . Noi sappia o he p e de e ualsiasi edi i ale

potrebbe diminuire la depressione. Ciò accade perché vi è un forte senso di aspettativa da parte del

paziente e da parte di chi somministra il farmaco. Infatti, tali aspettative possono esercitare marcati effetti

te apeuti i su u e to u e o di disfu zio i psi ologi he e edi he. L i te e to pot e e esse stato

efficace considerate queste aspettative e le variazioni che esse generano. In questo esempio, questi effetti

o so o esa i ati osì he il i e ato e o può ide tifi a e hia a e te la spiegazio e dell effetto. Pe

esaminare le basi sulle quali si reggono gli effetti (validità di costrutto), sarebbe essenziale includere un

terzo gruppo che riceva un placebo con la stessa programmazione di somministrazione. Un è una

placebo

sostanza che non ha nessuna proprietà farmacologica attiva dalla quale ci si attende la produzione di una

variazione. La somministrazione di un placebo ad un altro gruppo sarebbe estremamente utile in questa

ricerca per affrontare il problema della validità di costrutto. Coloro che somministrano il farmaco (medici o

infermieri) e quelli che ricevono il farmaco non dovrebbero essere a conoscenza (ciechi) delle condizioni

sperimentali alle quali i soggetti sono stati assegnati. Così le aspettative di miglioramento potrebbero

essere le stesse per il gruppo che assume il farmaco e per quello a cui viene somministrato il placebo. Con

u g uppo di o t ollo pla e o, l atte zio e ed il o tatto o il lie te e le aspettati e da pa te degli

sperimentatori o dei clienti e dei costrutti, divengono attori meno plausibili per spiegare gli effetti che il

ricercatore desidererebbe attribuire al farmaco. In generale, esiste una minaccia alla validità di costrutto

ua do l atte zio e, il o tatto o i soggetti e le lo o aspettati e pot e e o esse e plausi il e te

all i te o del diseg o spe i e tale.

responsabili dei risultati ottenuti, e non sono stati controllati o valutati

Comunque un disegno sperimentale che non consideri questi fattori non è detto necessariamente errato.

L i te zio e del i e ato e, le p o edu e di o t ollo e la spe ifi ità delle o lusio i he il i e ato e

desidera trarre, determinano la misura in cui la minaccia alla validità di costrutto può evidenziarsi.

il odo att a e so il uale l idea ie e

Le singole operazioni e la limitazione del campione dello stimolo:

operazionalizzata può influenzare anche la validità di costrutto. Ipotizziamo che si recluti un terapeuta

esperto per la somministrazione del Trattamento A ed un altro abile terapeuta per la somministrazione del

trattamento B. In questo modo terapeuti diversi somministrano trattamenti diversi. Ciò è ragionevole alla

luce del fatto che si richiedano esperti che possano applicare le loro tecniche speciali. Alla fine dello studio,

assumiamo che i risultati raggiunti con il campione testato dimostrino che è migliore la Terapia A. Dato che

a o di e si o possia o sepa a e l i patto dei te apeuti dal t atta e to. Pot e o ui di

i terapeuti e

dire che il Trattamento A era meglio del trattamento B. Di più, un collega a conoscenza degli effetti dovuti

alla validità di costrutto potrebbe affermare che i terapeuti che somministrarono il Trattamento A erano

migliori di quelli che somministrarono B e che questo è il motivo che ha generato i risultati ottenuti. Quindi,

la confusione tra trattamento e terapeuti crea una ambiguità significativa. La validità di costrutto potrebbe

esse e iglio ata effettua do u a pio a e to att a e so u a pia ga a di sti oli, i odo he gli

effetti del t atta e to possa o esse e alutati all i te o del diseg o spe i e tale. “i pot e e o 13

includere, ad esempio, 2 o più terapeuti, ognuno dei quali dovrebbe somministrare entrambi i trattamenti.

I uesto odo, alla fi e della i e a, l i patto do uto ai te apeuti pot e e esse e sepa ato dall i patto

do uto al t atta e to i u a a alisi della a ia za . “e l effi a ia del t attamento varia tra i terapeuti, ciò

pot e e esse e e ide ziato dall i te azio e T atta e to Te apeuta . I ge e ale i po ta te

p ese ta e gli sti oli i odo he pote ziali i app op iatezze possa o esse e sepa ate dall i te e to o

dalla variabile di interesse. Senza separare queste in appropriatezze, le conclusioni della ricerca sono

li itate. L uso di u ist etto u e o di sti oli e le li itazio e he tale uso i po e, i o da o e te

caratteristiche classiche della validità esterna. Di più, il campionamento di un ristretto numero di stimoli

può essere considerato come una minaccia sia alla validità esterna che alla validità di costrutto. Se il

ricercatore desidera generalizzare i suoi risultati ad altre condizioni di stimolazione, il basso numero di

condizioni di stimolazione può essere discusso come una minaccia alla validità esterna. Per generalizzare

tra le diverse condizioni di stimolazione di un esperimento si richiede il campionamento attraverso tutte

queste condizioni nel caso si ritenga plausibile che le condizioni stesse possano influenzare i risultati. Se il

ricercatore desidera descrivere perché una certa variazione accade deve considerare la validità di costrutto,

dato che lo sperimentatore non può separare il costrutto di interesse (ad esempio, il trattamento o i tipi di

descrizione del trattamento) dalle condizioni con cui esso viene somministrato (ad esempio, il terapeuta o il

caso delle diapositive).

Le aspettative dello sperimentatore: sia nella ricerca di laboratorio che in quella clinica è abbastanza

probabile che le aspettative, le conoscenze e i desideri di ottenere certi risultati da parte dello

sperimentatore influenzino la prestazione dei soggetti. Talvolta si fa riferimento a questi effetti come effetti

o i te zio ali dell aspettativa, per enfatizzare il fatto che lo sperimentatore non compie nulla di

p oposito pe i flue za e la isposta del soggetto. Gli effetti legati all aspettati a dello spe i e tato e so o

una minaccia alla validità di costrutto se offrono una plausibile interpretazione alternativa degli effetti che

alt i e ti sa e e o att i ui ili solo all i te e to adottato. “o o degli effetti he so o state olti

attenzionati negli anni 60 nel contesto della ricerca in psicologia sociale. La nozione di aspettativa dello

sperimentatore, come minaccia alla validità di costrutto, non viene frequentemente invocata per almeno

due ragioni. La prima, è che il costrutto così come la modalità attraverso la quale esso raggiunge i suoi

effetti non sono chiari. La seconda, è che vi sono molte interpretazioni che possono essere considerate

come fattori confondenti prima che la nozione di aspettativa debba essere invocata.

I segnali provenienti dalla situazione sperimentale: i segnali della situazione sperimentale fanno

uei fatto i appa e te e te ausilia i he asso iati all i te e to posso o o t i ui e ala

riferimento a

definizione dei risultati. Questi segnali sono stati definiti come le caratteristiche di ciò che si desidera

ottenere attraverso la situazione sperimentale. Le caratteristiche di queste richieste possono essere

i o s ia e te este ate e o p e do o fatto i he pot e e o i flue za e l i te a situazio e

sperimentale, come ad esempio le informazioni comunicate ai possibili soggetti prima della loro eventuale

e all espe i e to ad ese pio, fa o e e o i sul tipo di espe i e to, i fo azio i

partecipazio

sull espe i e to du a te il e luta e to dei soggetti , ist uzio i, p o edu e, e og i alt a a atte isti a

dell espe i e to he do e e appa i e asuale ell a ito della a ipolazio e spe i e tale. L i flue za

di seg ali di uesto tipo, he si disti guo o dalla a ia ile i dipe de te all i te o dell espe i e to fu o o

illust ati da O e e “ hei e he esa i a o o il uolo gio ato dall e ide zia e le a atte isti he di ciò che si

vuole verificare con una certa situazione sperimentale, nel caso di un esperimento di deprivazione

sensoriale. La deprivazione sensoriale consiste nel minimizzare il più possibile le fonti sensoriali dei

soggetti. L isola e to degli i di idui dalle stimolazioni di tipo visivo, acustico, tattile e altre, per un periodo

di te po p olu gato, asso iato ad u a pe ezio e disto ta e ad allu i azio i isi e, all i apa ità di 14

concentrarsi e al disorientamento. Queste reazioni di solito sono attribuibili agli effetti fisici che derivano

dall esse e dep i ati dalla sti olazio e se so iale. O e e “ hei e sugge i o o he i seg ali p o e ie ti

dalla situazio e spe i e tale, all i te o della uale e go o eseguiti gli espe i e ti, pot e e o

contribuire alle reazioni osservate. Essi completarono un esperimento nel quale i soggetti furono esposti

alle procedure classiche di un esperimento di deprivazione sensoriale, ma non furono effettivamente

deprivati dalla stimolazione. Ai soggetti vennero dati una serie di segnali per comunicare che si stavano

progettando strane situazioni. Alla fine del periodo di isolamento, il gruppo sperimentale mostrava un

deterioramento nella prestazione per un certo numero di misure che evidenziava la sintomatologia classica

degli esperimenti di deprivazione. Dato che la deprivazione sensoriale non era stata somministrata, appare

chiaro che i segnali, di solito associati agli studi di deprivazione, possono contribuire o essere responsabili

dei risultati.

COMMENTI GENERALI

Nella casistica generale, le minacce alla validità di costrutto non sono facilmente enumerabili. Il motivo di

iò isiede el fatto he le i a e so o i elazio e o l i te p etazio e del isultato di u espe i e to.

In questo modo, divengono rilevanti anche la visione teorica e la conoscenza sostanziale di come

funzionano la manipolazione sperimentale o i meccanismi responsabili per certe variazioni,

indipendentemente da ciò che riguarda le confusioni sperimentali. Le domande che ci si pone riguardo la

di ost utto so o esse zial e te: <Che osa l i te e to?> e <Pe h uesto tipo di i te e to

validità

porta a certe variazioni?>. VALIDITÀ STATISTICA

La validità statistica è riferita a quegli aspetti della valutazione quantitativa che influenzano le conclusioni

he si aggiu go o a se o da della o dizio e spe i e tale e l effetto he uesta p odu e. La alutazio e

statistica viene spesso vista e insegnata sotto due diversi punti di vista. Il primo di questi riguarda la

comprensione dei test e le loro basi. Questo aspetto può enfatizzare ciò che si vuole ottenere attraverso la

somministrazione dei test, le formule e le eventuali modificazioni. Il secondo punto di vista riguarda gli

aspetti statistico computazionali dei test. In questo caso i test statistici sono visti come strumenti

matematici e metodi alternativi che aiutano a sintetizzare i risultati e a raggiungere conclusioni. Vi è un

altro aspetto, più generale, che va ricordato: il ruolo della valutazione statistica in relazione al disegno

sperimentale e come trarre, attraverso queste valutazioni, inferenze corrette. La validità statistica agisce a

questo livello, attraverso la valutazione quantitativa. Dato che questo tipo di validità è spesso trascurata, il

non considerarla spesso mina la qualità e la solidità di una ricerca. Vi sono varie caratteristiche dei risultati

e della alutazio e statisti a he posso o os u a e l i te p etazio e di u espe i e to. Queste e go o

definite come minacce alla validità statistica.

PANORAMICA SUI CONCETTI ESSENZIALI

I test statistici e il processo decisionale: prima di discutere le minacce alla validità statistica, è vene

rivedere i concetti essenziali della valutazione statistica. Nella ricerca psicologica, le conclusioni che si

fo te e te dalla alutazio e statisti a e dalla e ifi a dell ipotesi.

traggono da un esperimento dipendono

L ipotesi ulla spe ifi a he < o i so o diffe e ze t a i g uppi> ad ese pio, g uppo sottoposto a

trattamento confrontato con un gruppo a cui non viene somministrato nessun trattamento). I test statistici

sono utilizzati per valutare se le differenze ottenute sono affidabili, quindi significative. Se non troviamo

u a diffe e za statisti a sig ifi ati a, possia o ifiuta e l ipotesi ulla, oppu e a etta la. Il p o esso 15

decisionale che precede la scelta di un livello di probabilità (alfa) specifica il rischio in cui si può incorrere, di

raggiungere una conclusione <falsa>. Se le differenze statistiche tra i gruppi oltrepassano questa soglia,

ile e app ese ta u effetto dell i te e to. “e la diffe e za

possiamo affermare che la differenza è affida

non supera questa soglia, diciamo che la differenza non è significativa dal punto di vista statistico e che di

fatto i gruppi non si differenziano realmente. Se Ho (ipotesi nulla) è vera, ciò significa che non ci sono

differenze del gruppo nel mondo. Se Ho è falsa, ciò significa che ci sono differenze del gruppo nel mondo.

La nostra decisione:

- Si, sono state trovate differenze tra i gruppi (Ho rifiutata). La decisione corretta è quella di rifiutare

Ho che è falsa. La decisione errata è invece quella di accettare Ho che è falsa. Errore di 2 tipo.

- Non vengono trovate differenze tra i gruppi (Ho accettata). La decisione corretta è quella di

accettare Ho che è vera, la decisione errata è quella di rifiutare Ho che è vera. Errore di 1 tipo.

Concetti importanti in relazione alla validità statistica:

la p o a ilità di ifiuta e u a ipotesi l ipotesi ulla ua do uesta e a. Questo aso ie e a he

Alfa:

definito come errore di primo tipo.

la p o a ilità di a etta e u a ipotesi l ipotesi ulla ua do falsa. Questo aso ie e a he

Beta:

definito come errore di secondo tipo.

la p o a ilità di ifiutate l ipotesi ulla ua do falsa o la p o a ilità di t o a e diffe e ze t a

Potenza:

diverse condizioni quando, di fatto, le condizioni sono realmente diverse. Questa probabilità è 1-B

Di e sio e dell’effetto: un modo per esprimere le differenze tra condizioni alternative (ad esempio,

trattamento opposto a controllo) nei termini dei una metrica comune tra le misure e tra diverse ricerche. Il

etodo si asa sull otte e e la diffe e za t a le edie di i te esse pe u a pa ti ola e isu a e di ide la

per la somma della deviazione standard.

una misura di variazione o variabilità della media.

Deviazione standard:

Di e sio e dell’effetto: tra questi concetti, la dimensione dell0effetto, in termini generali, considera il

modo di descrivere la grandezza della differenza tra le condizioni o il livello di impatto che ha ottenuto un

di e sio e dell effetto fa ife i e to alla g a dezza delle diffe e ze t a due o più

certo intervento. La

condizioni o gruppi. Questa grandezza è espressa in unità di deviazione standard.

ES: m1 m2/s, dove m1 e m2 sono le medie del campione per i due gruppi o condizioni (ad esempio,

gruppo sotto trattamento e gruppo di controllo), e s è la somma della deviazione standard di questi gruppi.

Consideriamo uno studio che riguarda due gruppi di soggetti e che valuta il trattamento di pazienti che

soffrono di stati ansiosi. I pazienti sono assegnati a due condizioni, una che prevede un trattamento,

u alt a he o lo p e ede. Alla fi e della i e a ai pazie ti e i a i hiesto di o pleta e u test pe la

isu azio e dell a sia. A pu teggi alti o ispo de a u alto li ello dello stato ansioso. Supponiamo che i

soggetti trattati abbiano ottenuto nel test post trattamento un punteggio medio di 10, mentre i pazienti di

controllo un punteggio medio di 16. Inoltre supponiamo che la deviazione standard sia stata di 8. La

effetto uguale a , de i ato da e o di iso pe . Ciò sig ifi a he i u ità di

dimensione dell

deviazione standard, la media per il gruppo sotto trattamento era 0,75 più alta della media dei soggetti di

o t ollo. La di e sio e dell effetto u o etto iti o ell a ito della alutazio e statisti a. “pesso si

assume che rifletta la grandezza della differenza nella misura in cui questa differenza esiste in natura. Così,

se un ricercatore sta esplorando una tecnica efficace o una certa variabile, ciò produrrà un marcato effetto

16

di e sio e e isultati sig ifi ati i. La di e sio e dell effetto dipe de dal diseg o spe i e tale e dalla

etodologia dello studio. La di e sio e dell effetto sta alla ase della alidità statisti a he la st ada he

e t a e ei p o le i etodologi i, i uelli elati i all i a u atezza, ell e o e, e elle

permette di

variazioni incontrollate che potrebbero evidenziarsi nei risultati. Possiamo ora iniziare a parlare delle

minacce alla validità statistica.

LE MINACCE ALLA VALIDITÀ STATISTICA

Bassa potenza statistica: di importanza centrale alla valutazione statistica è la nozione di potenza

statistica,la quale è riferita alla misura in cui una ricerca può evidenziare le differenze tra i gruppi, quando le

diffe e ze esisto o all interno della popolazione. La potenza statistica è il livello di probabilità che ci

pe ette di ifiuta e l ipotesi ulla ua do uell ipotesi falsa. Detto i alt e pa ole, la pote za la

probabilità di trovare differenze tra i diversi trattamenti quando i risultati ottenuti per un trattamento sono

significativamente diversi da quelli ottenuti per un altro trattamento. La bassa potenza statistica è una

minaccia alla validità statistica se la ricerca propone un test debole per verificare le ipotesi. Il risultato

senza differenze potrebbe essere dovuto ad una bassa potenza statistica piuttosto che alla reale assenza

di differenze tra i gruppi. Un argomento centrale della psicologia clinica è il confronto tra le diverse

tecniche di psicoterapia che molto spesso non hanno portato nessuna differenza tra gli effetti dei diversi

interventi. Ciò potrebbe essere facilmente imputabile alla debole potenza statistica delle ricerche, al

u e o elati a e te pi olo di a pio i e alla i o e di e sio e dell effetto he esiste tra i gruppi. La

potenza statistica di un esperimento è un criterio necessario per la selezione del livello di significatività

(alfa), la grandezza del campione (n), e le differenze che esistono tra i gruppi (effetto dimensione). Sebbene

il metodo più diretto per aumentare il potere statistico sia quello di aumentare la dimensione del

a pio e, l alfa e l E“ so o sotto il o t ollo del i e ato e.

l idea di di e sio e dell effetto utile pe dis ute e ulte io i i a e alla

La variabilità nelle procedure:

validità statistica. Consideriamo come esperimento ipotetico un confronto tra due trattamenti A e B, i quali

di e sio e dell effetto. Il

sono somministrati a gruppi diversi. Riconsideriamo la formula per la

denominatore include una misura della variabilità (deviazione standard). In questo modo qualunque

differenza presente nella nostra ricerca tra il trattamento A e il trattamento B, sarà, in parte, in funzione

della variabilità e soggetta a molte influenze. I fattori che influenzano la variabilità comprendono le

differenze individuabili tra i soggetti, le fluttuazioni casuali presenti durante la prestazione e relative alle

azio e dell i te e to t a di e si spe i e tato i

misure adottate, le differenze nella modalità di somminist

o terapeuti ed altre fonti. Una fonte di varianza considera il modo in cui sono introdotte ed eseguite le

procedure sperimentali o di intervento. Idealmente, le procedure saranno mantenute relativamente

costanti e implementate in modo da minimizzare la variabilità tra i soggetti. Ciò significa che le procedure

saranno applicate in modo consistente e per questo gli sperimentatori saranno istruiti a somministrare le

te e osì ia. La o siste za ell ese uzio e delle p o edu e

istruzioni e le altre procedure in modo costa

ha una responsabilità diretta sulla validità della conclusione statistica. La variazione non può essere

eliminata, principalmente in relazione a quegli aspetti della ricerca che coinvolgono come partecipanti gli

esse i u a i ad ese pio, o e soggetti , lie ti, spe i e tato i.. e aluta i all este o del la o ato io.

Comunque, in ogni esperimento, la variazione estranea può essere minimizzata facendo attenzione ai

dettagli che caratterizzano lo studio che viene eseguito. Se la variabilità è minimizzata, aumenta la

probabilità di notare una reale differenza tra i trattamenti o tra il trattamento o le condizioni di controllo.

Nei te i i della fo ula della di e sio e dell effetto, le diffe e ze tra i gruppi saranno divise da una

misura di variabilità; questa misura sarà più grande quando vi è una variazione incontrollata rispetto a

ua do i u a a iazio e i i a. Più g a de la a ia ilità, più assa sa à la di e sio e dell effetto 17

evidenziata dalla differenza tra i gruppi. Qualche volta, già da odo in cui un esperimento è disegnato, è

possibile predire che vi saranno livelli di variabilità relativamente alti e che conseguentemente vi sarà una

grande difficoltà nel dimostrare le differenze tra le condizioni. Per esempio, parecchi anni fa, una ricerca

confrontò la terapia comportamentale e la psicoterapia come tecniche di trattamento in persone adulte.

Specificamente, le linee guida riguardo le modalità di somministrazione del trattamento furono fornite

precedentemente ai terapeuti comportamentali e agli psicoterapeuti. Queste linee guida fornivano

indicazioni generali e permettevano al terapeuta una notevole libertà durante le sedute. I terapeuti

godevano di una considerevole libertà, così da trattare il caso come meglio credevano e secondo la loro

espe ie za all i te o di ueste a pie li ee guida. Le a atte isti he i di iduali dei te apeuti e iò he essi

fe e o el o so del t atta e to a ia a o la ga e te all i te o di og i o dizio e. Siamo in presenza di

u a g a de a ia ilità, he pot e e po ta e ad u a di i uzio e della di e sio e dell effetto e alla i o e

possibilità di ottenere una significatività statistica tra le condizioni. In generale, i risultati dimostrarono

poche o nessuna differenza tra la terapia comportamentale e la psicoterapia. È importante considerare

l alta a ia ilità all i te o del t atta e to, he di solito do e e esse e o t ollata sta da dizza do il

trattamento, che di solito è somministrato liberamente.

L’eterogeneità u alt a i a ia alla alidità statisti a. I u a i e a i soggetti posso o

dei soggetti:

disti gue si pe olte a atte isti he o e ad ese pio, il sesso, l età, l espe ie za, la azza, lo stato i ile e

alt i. I ge e ale, più g a de l eterogeneità o la diversità delle caratteristiche del soggetto, minore è la

p o a ilità di t o a e u a diffe e za t a le di e se o dizio i spe i e tali. D alt a pa te, i lie ti

potrebbero variare tra loro anche per severità o durata del problema clinico, impiego, classe

socioeconomica, e per la presenza di altri problemi (ad esempio, depressione, malattia cronica) di nessun

i te esse pe lo studio. Pe ò, uesti fatto i pot e e o i flue za e l i patto del t atta e to e la

prestazione sulle misure dipendenti . Tuttavia, che questi fattori influenzino i risultati non è di per sé

problematico e nemmeno indesiderabile. Questa variabilità sarà riflessa nel denominatore della formula

e essa ia pe aluta e l effetto della di e sio e. Più g a de uella a ia ilità, minore sarà la probabilità

di trovare differenze statisticamente significative tra le medie calcolate. Questa particolare minaccia alla

validità statistica può essere affrontata in diverse maniere. La prima, naturalmente, è scegliere campioni

L o oge eità o u ue appli a ile a di e si li elli. Pot e o ole li ita e il fatto e età, il

omogenei.

tipo di p o le a li i o, il li ello di s ola ità, e alt e a ia ili all i te o di al u i agio e oli li iti. U a

a pio i ete oge ei esse do si u i he l i patto o l effetto delle

seconda alternativa è quella di scegliere

caratteristiche può essere valutato nel disegno. Per esempio, possono essere inclusi soggetti di età e tipo di

dep essio e di e si. Nel diseg o spe i e tale della i e a e ell a alisi dei dati possono essere valutati gli

effetti dell età e il tipo di dep essio e. Qua do uesti atto i so o a alizzati ell a alisi o e effetti

sepa ati, o ostituis o o più u e o e all i te o dei soggetti o a ia za e o se e au e ta e il

denominatore per valutare le differenze del trattamento. Questa punto sarà ulteriormente elaborato nella

discussione dei disegni fattoriali (capitolo 4).

l affida ilità fa ife i e to alla isu a i ui le a atte isti he di i te esse

Inaffidabilità delle prove:

e tale so o al olate i u a a ie a o siste te. L affida ilità , atu al e te, u fatto e

speri

soggettivo ed è riferita alla grande variabilità della risposta. Gli strumenti, a volte, non permettono una

misurazione consistente. Quando la misura è inaffidabile, la porzione più grande della prestazione del

soggetto è dovuta alla non sistematicità e alla variazione casuale. Nelle ricerche con misure relativamente

i affida ili, l effetto di e sio e otte uto te de ad esse e asso. La selezio e di isu e diseg ate

i a u ata e te, i ui so o i du io l affida ilità e la alidità, e ui ale ad a da e i o t o a uesta

particolare minaccia alla validità statistica. 18

ti ultipli e f e ue ze dell’e o e:

Confro non tutte le minacce alla validità statistica riguardano la

variabilità. Può accadere che vi siano problemi separati ma interrelati che riflettono una minaccia alla

validità statistica. Uno di questi ha a che fare con il numero saranno eseguiti. Più test

di test statistici che

sono eseguiti, maggiore sarà la possibilità di trovare differenze significative, anche se non vi sono reali

differenze tra le condizioni. In questo modo il ricercatore può concludere, erroneamente, che vi sia una

diffe e za t a i g uppi ed u eale effetto do uto all i te e to e o e di primo tipo). La possibilità che ciò

avvenga è evidente in ogni esperimento. Il rischio di tale errore (errore di primo tipo) è specificato da alfa o

dal criterio di probabilità che viene utilizzato per la significatività statistica. Quando vi sono confronti

ultipli, l alfa più g a de, a se o da del u e o di test. Il p o le a o sta se pli e e te el u e o

di o f o ti, a a he el fatto he i o f o ti o so o eal e te i dipe de ti l u o dall alt o. Pe

esempio, tutte le misure possono riflettere la prestazione dei clienti. Di più, per molte misure colui che

calcola i punteggi può essere lo stesso. Così le misure possono essere intercorrelate. La valutazione

statistica dovrebbe considerare il fatto che le misure sono interrelate. Il non farlo può generare differenze

statisticamente significative tra misure che non sono veramente indipendenti. In generale, il numero di

confronti nella ricerca e la non indipendenza di questi confronti, date, inoltre, le relazioni tra le misure,

possono portare a conclusioni errate nei confronti delle reali differenze riscontrate tra i gruppi. A questo

punto è importante menzionare queste come minacce alla validità statistica. Le strategie che considerano

gli a go e ti statisti i du a te l ese uzio e della i e a so o riportati nel capitolo 11.

COMMENTI GENERALI

La domanda iniziale che ci si pone nel disegnare un esperimento è la seguente: i gruppi e le condizioni sono

diversi? Questa domanda enfatizza i significati di alcune misure o una serie di misure. La domanda seguente

è riferita alla validità statistica: se esiste realmente una differenza, questa ricerca sarà in grado di

e ide zia la? Quest ulti a do a da po ta a o side a e pa e hie a atte isti he del diseg o

sperimentale (ad esempio, la selezione, la dimensione del campione) e delle procedure (ad esempio,

l i ple e tazio e dell i te e to, l espe ie za dello spe i e tato e . Molti aspetti della i e a o e la

scelta dei soggetti, la preparazione e la somministrazione delle istruzioni sperimentali, i metodi di raccolta

dei punteggi e il controllo dei dati, divengono tutte potenziali fonti incontrollate di variazione e possono

introdurre ambiguità nei risultati. Abbiamo discusso la variabilità e la variazione come se fossero nemici del

nostro esperimento. In un certo senso potrebbe essere vero, ma è necessaria una grande attenzione

ell affe a e iò. L o ietti o della ost a i e a o uello di eli i a e la a ia ilità a piuttosto di

api la. Ciò sig ifi a he oi deside ia o ela o a e l i te a ga a di fatto i he i flue za o la pe so alità

e il comportamento, compreso il nostro intervento (ad es. un nuovo trattamento), quegli interventi naturali

che non sono sotto il nostro controllo sperimentale (ad es. le metodologie per allevare i bambini) e le

differenze individuali (ad es., il temperamento).

RELAZIONI TRA TIPI DI VALIDITÀ

A livello del disegno sperimentale, ogni tipo di validità necessita di essere considerato con le proprie

minacce. Non tutti i problemi che possono sorgere ed interferire con la possibilità di trarre inferenze valide

possono essere previsti o controllati in anticipo ( per es. la perdita dei soggetti nel tempo). Comunque,

olti di essi posso o esse e aff o tati du a te le fasi di pia ifi azio e ed ese uzio e dell espe i e to. È

meglio chiarire il fatto che è impossibile considerare ogni possibile minaccia. Il motivo principale è che

spesso considerare un tipo di validità compromette un altro tipo di validità. È utile, però, considerare la

relazione inversa e occasionale tra le validità alternative. In generale, le minacce alla validità interna

possono essere eliminate distribuendo casualmente i soggetti tra le condizioni sperimentali e controllando

19

le potenziali fonti di influenza ( ad esempio, la strumentazione, la mortalità) che potrebbero presentarsi

du a te l espe i e to. Di più, mentre si progettano gli esperimenti, di solito i ricercatori sono interessati a

qualcosa di più che ad eliminare le minacce alla validità interna; essi sono anche interessati a somministrare

il test, per misurare la variabile indipendente che si vorrebbe il più sensibile possibile. Il problema di

massimizzare la probabilità di evidenziare una relazione, porta ad affrontare alcuni argomenti che hanno a

che fare con la validità statistica. Una delle cose che il ricercatore desidera fare è quella di minimizzare le

i flue ze est a ee e le fo ti di a iazio e i elazio e a o e i soggetti ispo do o ell espe i e to. U

aumento della precisione si raggiunge mantenendo costanti le fonti potenziali di influenza sul

comportamento dei soggetti piuttosto che sulla variabile indipendente. Le condizioni sono mantenute

costanti se sono identiche o molto vicine a quelle sperimentali. Naturalmente e realisticamente non

possiamo aspettarci di implementare un esperimento in cui tutte le condizioni siano le stesse eccetto che

per la variabile indipendente. Per citare un problema ovvio, i soggetti nella ricerca variano per le loro

differenze a livello genetico, di esperienze infantili, di capacità fisiche, di intelligenza. Ognuno di questi

o a iazio i ell espe i e to ei te i i di o e i soggetti ispo do o

fattori e molti altri introduco

all i te e to. Ideal e te, le o dizio i di so i ist azio e dell i te e to ai soggetti all i te o di u a

certa situazione non dovrebbero assolutamente variare. Alcune caratteristiche della manipolazione

sperimentale potrebbero essere mantenute costanti come ad esempio la spiegazione delle istruzioni o il

fatto i est a ei all espe i ento

mostrare materiale ai soggetti usando audio o videoregistratore. Altri come

l o a del gio o, il tempo, come viene implementata la variabile indipendente e così via, possono

contribuire ad aumentare le fonti di variazione. Questi fattori possono essere controllati facendoli variare

in modo non sistematico tra i gruppi. Se non vi è una influenza sistematica di queste fonti di variazione,

possia o di e he l espe i e to o t ollato. Co u ue, i fattori costanti , può essere anche

mantenere

meglio dal punto di vista della dimostrazione delle relazioni tra la variabile dipendente e la variabile

indipendente. Rimuovendo le fonti di variazione, viene fornito un test più sensibile (potente) per la

variabile indipendente. A prima vista, potrebbe sembrare che gli sperimentatori debbano massimizzare

e de do osì l espe i e to il più p e iso

automaticamente la sensibilità di tutti i test sperimentali,

possibile, nei termini di minimizzare le fonti estranee di variazione. Comunque, la precisione sperimentale

ha il suo osto ell a ito della ge e alizzazio e dei isultati spe i e tali. Co e egola ge e ale, le

caratteristiche del disegno sperimentale che rendono un esperimento più sensibile come test delle variabili

indipendenti e dipendenti, tendono a limitare la generalizzazione dei risultati. Per contro, le caratteristiche

di un esperimento che accrescono la generalizzazione dei risultati tendono ad aumentare la variabilità e a

diminuire la sensibilità del test sperimentale. Il problema per un ricercatore è quello che più le condizioni

dell espe i e to asso iglia o alla situazio e atu ale, e o fatto i sa a o mantenuti costanti

ell espe i e to. E se e o fatto i so o a te uti osta ti, aggio e la pote ziale a ia ilità ella

ricerca. In un esperimento la variazione di altre condizioni e non solo della variabile indipendente

costituisce un errore di varianza o <disturbo> che può diminuire le probabilità di ottenere un risultato

statisticamente significativo. Non è sempre il caso che un attento controllo sperimentale necessariamente

restringa la generalizzazione di un fenomeno nella ricerca clinica. Ancora, sembra esserci una relazione tale

che vi possa essere un vantaggio sia nella precisione che nella generalizzazione sperimentale che però

i hiede u sa ifi io da pa te di u a o dell alt a. U a olta he u isultato stato o fe ato att a e so

e o t ollate e alide i te a e te, l e fasi della i e a può este de si alla alidità este a. La

ricerche

validità esterna è valutata allargando i campioni dei soggetti, il tipo di ambiente sperimentale nel quale il

trattamento viene somministrato, le variazioni del trattamento che vengono tentate, il tipo di misure e

costrutti utilizzati per valutare i risultati e così via. 20

SOMMARIO E CONCLUSIONI

I quattro tipi di validità necessitano di essere considerati a livello del disegno sperimentale di una ricerca

non è possibile, in ogni esperimento, considerare tutte le minacce bene o ugualmente bene e comunque

o u o ietti o he i si de e sfo za e di aggiu ge e. Piuttosto, l o ietti o uello di aff o ta e le

questioni di interesse primario che possano fornire risposte chiare riguardo questi specifici problemi.

Comunque, alla fine della ricerca, nuovi problemi potrebbero emergere circa altri tipo di validità. La

necessità di ulteriori informazioni non è necessariamente un errore ma piuttosto una linea continua di

indagine alla quale deve condurre invariabilmente una buona ricerca.

3. CAPITOLO

CRITERI PER LA SELEZIONE DELL’ARGOMENTO DI UNA RICERCA E DISEGNO SPERIMENTALE

LE IDEE E LE OPERAZIONI DELLA RICERCA

Le fonti delle idee:

L i te esse pe u a dete inata ricerca viene stimolato da una idea iniziale che dà la spinta necessaria per

condurre lo studio. Una ricerca inizia con una idea . Ciò che si vuole dimostrare con la ricerca è qualcosa che

nasce da molte cause. Punto primo molte idee nascono dalla semplice curiosità che si ha nei confronti di un

e to fe o e o. Tutta ia, la u iosità o u a spiegazio e suffi ie te pe giustifi a e l i izio di u a

ricerca. Comunque, essa innesca le motivazioni che spingono gli scienziati a porsi particolari domande nel

contesto della sperimentazione. Il secondo punto, è correlato al primo e afferma che la teoria è spesso

concepita per spiegare un certo fenomeno osservato attraverso la ricerca. La teoria o il modello possono

i te elati l u o o l alt o e o elati ad alt i e e ti. La i e a

spiegare diversi costrutti e come questi sono

viene eseguita per verificare le relazioni previste e le altre possibili condizioni che rivelano come operano le

variabili o i processi. Per esempio, una teoria potrebbe proporre che vi sono certi stili di comportamento

(ad esempio, il chiudersi in se stessi, il conformismo) o opinioni (ad esempio, idee non adattive) che sono

responsabili di una varietà di fenomeni. Una ricerca potrebbe essere concepita in modo tale da inserire le

persone in una certa situazione sperimentale per verificare se si evidenzia il tipo di prestazione previsto.

u g a de u e o di i e he i psi ologia li i a o side a l osse azio e delle patologie

Punto terzo, i e e e di api e a i tipi di p o le i ad ese pio, l a sia, la

cliniche. In questo caso, la ricerca tenta di des

depressione), come emergono, il loro decorso nel tempo e altre caratteristiche. Punto quarto: qualche

volta la ricerca è stimolata dagli sforzi di operazionalizzare o misurare vari costrutti. Lo sviluppo di

strumenti per la verifica è di importanza centrale, dato che la misurazione è una condizione fondamentale

pe la i e a. U i e ato e può esse e i te essato allo studio dell i edesi azio e, al li ello di

assunzione di rischi.. Come si può notare, la ricerca sta iniziando a sviluppare e a convalidare nuove misure.

Punto quinto,la ricerca è spesso stimolata da altri studi. Gran parte delle ricerche pubblicate è diretta a

migliorare, espandere o rispiegare i risultati di altri studi. Infine, in psicologia clinica una fonte consistente

di ipotesi è stata formulata attraverso lo studio del caso singolo. Di solito, uno studio di questo tipo consiste

nella valutazione continuata nel tempo di un individuo che mostra particolari caratteristiche di interesse

per lo sperimentatore. I casi singoli possono generare molte ipotesi riguardo gli aspetti del comportamento.

La fonte di una idea per la sperimentazione psicologica non è ristretta soltanto a queste opzioni. Questa

te delle idee o aff o ta, pe ò, la ualità dell idea. È diffi ile giudi a e u a

breve discussione sulla fo 21

buona idea per la ricerca dato che il giudizio si basa su una valutazione soggettiva, sulle preferenze teoriche

e infine sul suo contributo empirico. Nonostante questa difficoltà nel giudicare la qualità delle idee, sono

sempre professionisti ad essere interpellati per la formulazione di un giudizio. Esperti del campo sono

regolarmente chiamati a verificare se una ricerca già completata o una proposta di ricerca sia significativa,

nel senso che affronta un problema importante, aggiunge informazioni al materiale esistente sul problema

t attato, si fo alizza su u p o le a della ui i po ta za, ell a ito di uell a ea di i e a, so o tutti

d a o do. e e l’idea di u a ice ca

I livelli di comprensio

Qua do si i izia il la o o ell a ito della i e a, i po ta te a e e o e guida la o os e za di tutta la

letteratura possibile sino a quel momento su un determinato argomento. Questa conoscenza serve per

identificare il tipo di lavoro sul quale concentrarsi e che può ulteriormente contribuire a migliorare il livello

di comprensione del problema. Il livello di comprensione può essere discusso nei termini di ciò che è

conosciuto di un certo problema, il modo attraverso il quale esso opera, le variabili o fattori dei quali esso è

una funzione, le condizioni attraverso le quali esso si evidenzia oppure no. La ricerca inizia solitamente ad

un livello rudimentale che può essere largamente descrittivo. Allo stadio iniziale, il compito potrebbe essere

quello di identificare o descrivere le relazioni tra le variabili. Per esempio, uno studio potrebbe voler

dimostrare che due variabili sono correlate. Emerge, tuttavia, un livello di comprensione più elevato

quando si può andare oltre la relazione di 2 o più variabili per identificare le caratteristiche di quella

relazione. Un altro fattore che aumenta la comprensione di una relazione è conoscerne la direzione ( ad

ese pio, se u a a ia ile p e ede l alt a el te po o il e a is o di operazione ( ad esempio, come e

perché sono correlate). La ricerca passa dalla descrizione alla spiegazione di un fenomeno elaborando i

meccanismi, la direzionalità e altri fattori correlati alle variabili. Questo movimento di fattori si riflette

ell au e to della comprensione. Questa progressione è evidente nella ricerca in psicologia clinica. Per

esempio, nel caso di una relazione già ben definita come quella tra le punizioni adottate dai genitori e

l agg essi ità dei a i i si di ost ato he i ge ito i di bambini aggressivi spesso puniscono in modo

inutile usando punizioni forti, frequenti, e inefficaci. Questa correlazione (punizioni da parte dei genitori e

comportamento dei bambini) è importante a livello descrittivo. Un livello più alto di comprensione del

problema è stato raggiunto dimostrando che punizioni forti possono portare a comportamenti aggressivi da

parte dei bambini, cioè vi è per questa relazione una direzione. Con questo non si vuole affermare che tutti

i comportamenti aggressivi siano causati da genitori incapaci e nemmeno che il comportamento dei

bambini non influenzi il modo attraverso il quale i genitori crescono i figli. Questi risultato dimostrano che

u a a ia ile la pu izio e ese itata dai ge ito i o elata ad u alt a la devianza dei bambini) e che

una variazione nella prima porta ad una variazione nella seconda. La ricerca della direzione di influenza tra

due a ia ili, i e a is i o i p o essi he o ela o le due a ia ili, l esiste za o e o di u a o essio e

e l i flue za di alt e a ia ili sulla elazio e, app ese ta o i li elli più p ofo di della o os e za di

causale

un fenomeno. La teoria gioca un ruolo critico nel processo di ricerca e quindi merita un commento

particolare. La teoria, in senso ampio, fa riferimento alla concettualizzazione del fenomeno di interesse. La

concettualizzazione può comprendere opinioni circa la natura, gli antecedenti, le cause, i correlati e le

conseguenze di un particolare aspetto della funzionalità umana. Ancora, la teoria può specificare le

relazioni di vari costrutti tra loro. Vi sono diversi livelli di teoria. Nella ricerca, il ricercatore formula una

predizione o ha una sua aspettativa circa la relazione della variabile dipendente con la variabile

indipendente. La connessione teorica o concettuale tra queste variabili è importante perché suggerisce le

basi della relazione e, idealmente, le implicazioni che queste basi offrono per altre aree del comportamento

che vanno oltre quelle esaminate in una particolare situazione. Come obiettivo per la comprensione del 22

comportamento non vorremmo semplicemente accumulare fatti o risultati empirici, ma farli concatenare

tra loro e con altri fenomeni. Per esempio, un ricercatore può dimostrare che vi sono differenze sessuali per

quanto riguarda una particolare caratteristica della personalità oppure nello stile della risposta. Tuttavia, di

per sé le differenze sessuali non sono necessariamente interessanti. Una comprensione teorica del

fenomeno dovrebbe spiegare come si sviluppa questa differenza, quali implicazioni può avere la differenza

per poterne capire lo sviluppo e così via. Dal punto di vista della ricerca, la spiegazione teorica guida verso

ulteriori sviluppi di un certo risultato.

Co e defi i e l’idea di u a ice ca

ualu ue sia l idea o igi ale he s ate a l i pulso pe la i e a, essa de e

Definizione operazionale:

essere descritta in modo concreto così da poter essere successivamente verificata. Non è sufficiente avere

una nozione astratta o porsi una domanda. Per esempio, a livello generale ci si potrebbe porre una

domanda del tipo: Le persone ansiose tendono ad evitare le attività socializzanti? I concetti inclusi nella

ozio e ast atta de o o esse e ope azio alizzati, io i se iti all i te o di defi izio i ope azio ali. Le

definizioni operazionali fanno riferimento alla definizione di un concetto sulle basi delle operazioni

spe ifi he utilizzate ell espe i e to. Pe ese pio, u a defi izio e ope azio ale di a sia ife ita alle

p o edu e o ai etodi usati pe isu a e l ansia sperimentalmente. Per esempio, la domanda di prima,

richiede un certo criterio operazionale per designare individui ansiosi ed individui non ansiosi e per definire

la mancata partecipazione ad attività socializzanti. Il termine ansioso può essere operazionalizzato facendo

ife i e to ad u a pe so a he ottie e pu teggi ele ati su u a s ala sta da d pe la isu azio e dell a sia.

I non ansiosi o persone con un livello basso di ansia potrebbero essere definite come quelle che ottengono

un punteggio relativamente basso della stessa scala. Allo stesso modo deve essere identificata la misura

per definire la mancata partecipazione alle attività sociali. Sebbene le definizioni operazionali siano

essenziali per la sperimentazione, esse introducono certe limitazioni. Per cominciare, sebbene il ricercatore

possa i izia e o u a ozio e ast atta, he de e esse e su essi a e te ope azio alizzata, l uso di u a

definizione operazionale può essere incompleto o semplificare fortemente il concetto di interesse. Per

esempio, una definizione operazionale di amore potrebbe basarsi su una misura auto dichiarata

dell esp essio e di a o e o su u a e ide te di ost azio e fisi a di affetto. Ma la defi izio e ope ati a o

può essere così completa e comprendere ciò che tutte le persone intendono per amore nei discorsi di tutti i

giorni. Una seconda limitazione è che la definizione operazionale può comprendere caratteristiche

i ile a ti o o o esse al o etto o igi ale. Pe ese pio, l a sia pot e e esse e ope azio alizzata

includendo persone che stanno per essere ricoverate e si lamentano di vari sintomi. Questa definizione

i lude alt e o po e ti di i te esse olt e all a sia he pot e e o i flue za e le o lusio i dello studio.

Il ricovero ospedaliero può essere caratterizzato da vari fattori, come ad esempio il tipo di servizio

ospedalie o, la p eo upazio e pe la spesa a ui si a d à i o t o e . Qui di se p e u a possi ile

preoccupazione che ogni operazione utilizzata per definire il costrutto sia inadeguata o incompleta oppure

che includa componenti che sono irrilevanti per il concetto originario. Una terza limitazione delle definizioni

ope azio ali igua da l utilizzo delle si gole isu e pe defi i e u ost utto. Vi so o li itazio i a tutti i

dispositivi di misurazione legati alle particolari caratteristiche del dispositivo stesso. La prestazione del

soggetto su una misura singola è determinata da più fattori oltre a quello che è stato misurato. Per

ese pio, se e e l auto alutazio e dello stato a sioso att averso un questionario sia relativa allo stato

a sioso attuale, la isu a i ui l a sia ie e ipo tata pot e e esse e i fu zio e a he di alt i fatto i

come, ad esempio, gli scopi per i quali viene usato il test o come i soggetti si sentono quel giorno, in che

odo so o a ti olate le do a de, le a atte isti he dell i di iduo he so i ist a il test, i fi e, la oglia

del soggetto di ammettere caratteristiche considerate socialmente indesiderabili. In altre parole, una 23

misura singola non fornisce una valutazione esauriente del costrutto di nostro interesse. Usando una

misura singola per definire un costrutto ci si potrebbe precludere la possibilità di osservare le relazioni più

generali tra diversi concetti. Le inadeguatezze riscontrate nel momento in cui si cerca di definire un

ha po tato all utilizzo di

concetto con una singola misura o operazione (inteso come operazionismo singolo)

misure multiple od operazioni (operazionismo Anche se un concetto può essere misurato in

multiplo).

modo imperfetto attraverso operazioni individuali, le similarità tra diverse misure possono convergere nel

o etto di i te esse. La o i azio e di a ie isu e, he aff o ta l esplo azio e dei o etti att a e so

operazioni diverse, può permettere ad un ricercatore di essere più sicuro durante la fase di valutazione dei

risultati. È possibile che le diverse definizioni operazionali portino a conclusioni diverse

Discrepanze tra definizioni:

i a il fe o e o di i te esse. Pe ese pio, u a delle a ee di i e a più atti a all interno della psicologia

clinica riguarda la natura della depressione tra i bambini. Ci sono molti modi attraverso i quali la

depressione è stata operazionalizzata. Vengono utilizzate varie misure e diversi osservatori (genitore,

insegnante, collega) i quali assegnano i punteggi necessari per la definizione dello stato ansioso del

bambino. I metodi comunemente utilizzati sono tre e consistono in una valutazione del genitore o del

i o i ase ad u a s ala sta da dizzata Child s Dep essio I e to e i una diagnosi psichiatrica

(questa diagnosi viene formulata in base alle informazioni raccolte attraverso interviste separate di

genitore e bambino). Una ricerca fu disegnata per valutare i tre modi più comuni per definire la

depressione e le differenze tra questi. I criteri diagnostici furono utilizzati come indici dei tre metodi

indipendenti. Questi criteri furono applicati ad un campione che comprendeva degenti psichiatrici bambini,

bambini sani e genitori. I risultati furono discordanti nello stabilire i casi di depressione. I bambini definiti

come depressi attraverso un criterio operazionale erano diversi da quelli definiti come depressi attraverso

un altro criterio. Inoltre, le differenze tra i bambini depressi e i bambini che non lo erano variavano a

seconda del metodo attraverso il quale la depressione era operazionalizzata. In base a questi risultati non si

vuole, tuttavia, suggerire che ogni metodo utilizzato per operazionalizzare un costrutto porti ad un risultato

unico e specifico. Tuttavia, sono possibili differenze tra i vari modi alternativi di operazionalizzare i costrutti

e quindi anche questi necessitano di essere esaminati. Si potrebbe dubitare della ricerca in genere, se

diversi modi di definire un costrutto portassero a risultati diversi. Tuttavia diverse definizioni non portano

invariabilmente a risultati diversi. Inoltre, è importante capire quali discrepanze potrebbero emergere.

Come appare evidente nella sezione

Operazioni multiple per la rappresentazione dei costrutti:

p e ede te, l uso di una misura o operazione singola può limitare la definizione di un costrutto. Ogni

metodo di operazionalizzazione non è infallibile dato che può dipendere da caratteristiche uniche e

specifiche della misura. Molte ricerche in psicologia clinica utilizzano una serie di misure diverse per

operazionalizzare costrutti diversi. Ciò che fa il ricercatore è osservare la consistenza tra le diverse misure di

u dato ost utto. ‘e e ti p og essi ell a ito del diseg o spe i e tale e dell a alisi statisti a ha o

permesso di espandere i metodi per la valutazione dei costrutti e la combinazione tra misure multiple.

All i te o di u e to studio, isu e ultiple due o più posso o esse e usate pe defi i e u ost utto.

Possono essere osservate le relazioni delle misure tra loro e con il costrutto in generale, così come con altre

stato o iato pe iflette e l idea di u ost utto

misure o i risultati. La nozione di variabile latente

rappresentato da parecchie misure. Le misure specifiche sono definite variabili rappresentano il

osservate e

costrutto di interesse. Le analisi che si basano sulle correlazioni possono valutare le associazioni tra le

variabili osservate e la misura in cui essi rappresentano una singola variabile latente di interesse. Dato che

ile late te defi ita da pa e hie isu e di e se, essa o o p esa ell e o e al olato pe

la varia

una misura singola. Consideriamo un esempio sui metodi di operazionalizzazione delle variabili latenti. 24

Newcombe e Bentler erano interessanti a identificare le strade che portano a comportamenti devianti nel

o so dell adoles e za e ei gio a i adulti o pa ti ola e ife i e to al uolo gio ato dall uso p e o e

delle droghe essi testarono un gruppo di giovani per un periodo di 4 anni, in modo da poter capire i fattori

che li avrebbero portati a predire i comportamenti di questi giovani necessari per identificare le vie causali

verso la devianza. Parecchi costrutti o ambiti di funzionamento (variabili latenti)furono verificati durante

l adoles e za, og u o app ese tato da isu e ultiple. Questi a iti o p e de a o l uso di d oga, il

o fo is o a li ello so iale, l atti ità i i ale e alt e. Co side ia o i aggio dettaglio il ost utto, io

l uso di d oghe, il uale e a di i te esse p i a io. Fu o o e ificate tre misure per operazionalizzare questo

ost utto: la f e ue za di uso dell al ol i a, i o, li uo i , della a apa i dia a a ijua a e hashish e

l uso di d oghe pesa ti t a uilla ti, sedati i, e oi a e . . Fu assu to he le t e isu e iflettessero una

te de za ge e ale e so l uso di d oghe. Dati spe ifi i di ost a o o he le a ia ili osse ate e a o

fortemente connesse e riflettevano in modo affidabile il costrutto di interesse.

COMMENTI GENERALI: Di solito la ricerca inizia con una nozione astratta o un concetto che riflette il

costrutto di interesse. Per gli scopi della sperimentazione il concetto è operazionalizzato attraverso una o

più misure o procedure. I costrutti che costituiscono sia la variabile dipendente che quella indipendente

so o t adotti i p o edu e spe ifi he e ope azio i di isu azio e. L espe i e to di ost a u a elazio e t a

la variabile indipendente e quella dipendente che viene specificata molto concretamente. Dopo

l espe i e to il i e ato e di solito deside a andare oltre le operazioni specifiche e tornare ad un livello

concettuale più astratto. Così un esperimento può dimostrare una relazione particolare,in determinate

condizioni ambientali con definizioni operazionali concrete, delle variabili dipendenti e indipendenti. Vi

sono un infinito numero di modi attraverso i quali un costrutto potrebbe essere operazionalizzato.

Nell a ito di e te i e he, utilizza e isu e ultiple del ost utto di i te esse u a o gi e to

prezioso per valutare la generalizzazione delle scoperte che emergono tra diverse misure o operazioni e le

fo ti di isu azio e dell e o e. LE VARIABILI DA STUDIARE

Tipi di variabili

Defi i e l idea di u a i e a i te i i ope azio ali u passo i po ta te e so l i ple e tazio e della

ricerca vera e propria. Un altro modo per considerare lo stadio iniziale di una ricerca consiste nel definire i

L idea spe ifi a o l ipotesi esp essa i odo tale he al u e a ia ili

tipi di variabili che saranno studiati.

indipendenti possano essere alterate e valutate. La variabile indipendente fa riferimento alle condizioni che

sono manipolate in modo da produrre variazioni o più in generale fa riferimento alle differenze tra le

condizioni che ci si aspetta possano influenzare la prestazione del soggetto. I tre tipi di variabili

indipendenti che saranno elencati di seguito sono le variabili ambientali o situazionali, le variabili relative

alle istruzioni e le variabili relative ai soggetti.

molte variabili alterano le condizioni ambientali o situazionali di un

Le variabili ambientali o situazionali:

esperimento. La manipolazione di una variabile ambientale consiste nel variare ciò che è fatto al, con o dal

soggetto. Le variabili ambientali o situazionali fanno sì che una data condizione o compito venga fornita ad

alcuni soggetti e non ad altri (ad esempio, trattamento e nessun trattamento,medicazione e nessuna

medicazione). Alternativamente, possono essere manipolate parti diverse di una data variabile (ad

esempio, un periodo di trattamento più lungo ad alcuni soggetti piuttosto che ad altri). La variabile

ambientale consiste nel fornire ai soggetti condizioni qualitativamente differenti (ad esempio, un 25

trattamento e un diverso tipo di trattamento). Le seguenti domande illustrano il tipo di manipolazione

ambientale o situazionale:

1. Misurare il consumo di calorie e pesarsi dopo ogni pasto altera le abitudini alimentari? In questo

tale do e e esse e l autoosse azio e, la uale pot e e esse e

caso la variabile ambie

rilevante per alcuni soggetti ma non per altri.

2. Un corso pre-parto fa aumentare il peso alla nascita e diminuire le complicazioni alla nascita? In

uesto aso l i te e to spe iale ad esempio, le visite a casa, i consigli sulla dieta, gli esami clinici

mensili) è una variabile ambientale

3. Le varie forme di psicoterapia sono efficaci in modo diverso con i pazienti depressi? In questo caso

il tipo di trattamento somministrato è la variabile ambientale.

queste variabili sono riferite a un tipo specifico di manipolazione

Variabili relative alle istruzioni:

ambientale o situazionale. Le variabili relative alle istruzioni considerano le informazioni fornite ai soggetti

riguardanti un esperimento e le modalità della loro eventuale partecipazione. Queste informazioni possono

essere dette liberamente oppure fatte sapere attraverso una precisa modalità sotto forma di parola o di

uno scritto. Nella più semplice delle situazioni, quando le variabili relative alle istruzioni vengono

manipolate, sono mantenute costanti altre variabili ambientali. Di solito le variabili legate alle istruzioni

hanno lo scopo di alterare la percezione o la valutazione di una certa situazione o condizione del soggetto.

Le seguenti domande considerano la manipolazione delle variabili relative alle istruzioni:

Dire ai soggetti che stanno partecipando ad un progetto che prevede un trattamento che dovrebbe

1. alterare il loro comportamento piuttosto che dire ai soggetti che stanno partecipando ad un

esperimento dal quale non ci si aspetta alterazione nel comportamento aumenta gli effetti di una

particolare tecnica di trattamento? In questo caso la procedura del trattamento è costante tra i

se ist uzio i pe esa i a e l i flue za delle aspettati e

gruppi. Tuttavia, vengono confrontate dive

del soggetto sul risultato ottenuto con il trattamento.

I terapeuti interpretano i risultati dei testi in modo differente quando viene loro riferito che le

2. risposte sono state prodotte da pazienti piuttosto che da persone senza anomalie nel

comportamento quotidiano? Il campione di risposte fornito ai diversi terapeuti potrebbe essere

identico, ma le istruzioni fornite al terapeuta riguardo chi le ha completate potrebbero variare.

Informare i soggetti che le loro risposte ai test psicologici saranno mantenute anonime piuttosto

3. che pubbliche, influenzerà la loro ammissione di eventuali comportamenti socialmente

indesiderabili? Il compito presentato al soggetto consiste di una serie di domande o argomenti che

portano i soggetti a credere che i loro punteggi siano anonimi oppure no.

queste variabili sono riferite agli attributi e alle

Variabili relative al soggetto o alle differenze individuali:

caratteristiche individuali dei soggetti, le quali non possono essere manipolate. Piuttosto, esse sono variate

in un esperimento selezionando i soggetti con diverse caratteristiche, attributi o tratti. Le variabili relative

ai soggetti posso o o p e de e a atte isti he o ie o e l età, l edu azio e, la lasse sociale. In

psicologia clinica, vengono studiati campioni di soggetto come, ad esempio, gli adulti depressi, i bambini

violentati, fisicamente o sessualmente, coppie in conflitto e altri. In questi tipi di ricerche le popolazioni di

soggetti citati vengono confrontate con popolazioni di persone che presentano alcune o nessuna di queste

caratteristiche. Il fatto che questo tipo di variabili siano definite come variabili non

relative ai soggetti,

significa che siano studiati gli attributi degli individui che di solito servono come soggetti. Anche le

caratteristiche dei terapeuti, degli intervistatori, e degli sperimentatori sono variabili che appartengono allo

stesso tipo e possono essere materia sperimentale. La ricerca sulle variabili relative al soggetto può cercare

di elaborare le differenze e le similarità tra gruppi alternativi di soggetti. Per esempio, possono essere

identificati genitori depressi o non depressi e poi confrontati per il modo attraverso il quale interagiscono 26

con i loro neonati, bambini o tra loro. Le seguenti domande illustrano il tipo di approccio della ricerca per lo

studio della variabile relativa alle caratteristiche del soggetto:

I clienti con un buon livello di scolarità traggono maggiori vantaggi dalla psicoterapia verbale

1. rispetto ai clienti con un livello di scolarità bassa? In questo caso il livello di scolarità è la

variabile relativa al soggetto. I soggetti possono essere categorizzati nella ricerca come laureati

contrapporti a non laureati, oppure diplomati contrapposti a non diplomati.

Le pe so e he so o isultate positi e al test dell AID“ ha o u au e to del li ello di st ess

2. rispetto a quelli non testati o che sono risultati negativi? In questo caso i diversi gruppi sono

selezio ati pe aluta e il pote ziale i patto dell i fo azio e diag osti a.

L o di e i ui si as e i flue za il su esso p ofessio ale he si aggiu ge elle fasi su essi e

3. della vita? In questo caso saranno considerati gli adulti con, diciamo, due fratelli. Gli adulti

potrebbero essere porti in uno dei tre gruppi relativamente al fatto se essi erano nati per primi,

secondi, o terzi in relazione ai loro due fratelli.

Lo studio di variabili multiple:

Le variabili così come sono state descritte potrebbero far pensare che molte ricerche sono confinate allo

studio di u solo tipo di a ia ile. Tutta ia, u i e ato e all i te o di u si golo studio può esa i a e

variabili multiple di un particolare tipo o di diversi tipi. Infatti, in una ricerca la combinazione delle variabili

tra diverse categorie è una strategia eccellente e permette di affrontare un gran numero di problematiche.

Pe ese pio, ell a ito della i e a i psi ote apia o si uole se pli e e te esa i a e l effi a ia di

trattamenti alternativi. Può verificarsi che gli effetti di un dato trattamento dipendano da una varietà di

altri fattori, come ad esempio, le caratteristiche del cliente, le caratteristiche del terapeuta. Per capire il

a e l effi a ia delle appli azio i otti ali, de o o esse e studiate

trattamento, così come per identifi

contemporaneamente diverse classi di variabili multiple. In generale uno studio che manipola una singola

variabile o una classe singola di variabili affronta una problematica in modo insoddisfacente.

LE OPZIONI DEL DISEGNO SPERIMENTALE

Co e già e ide ziato i p e ede za, lo stadio i iziale della i e a igua da lo s iluppo dell idea,

l ope azio alizzazio e e la selezio e delle a ia ili spe ifi he di i te esse. O a, pe ò, i i a e da analizzare

u a a ietà di opzio i, e essa ie pe st uttu a e la i e a, he o side a o il li ello dell idea e le

condizioni in cui è condotto lo studio.

I tipi di ricerca

Principalmente, la ricerca in psicologia clinica si può classificare in tre tipi di studi: i veri esperimenti, i quasi

esperimenti e la ricerca osservazionale. Nel caso dei veri esperimenti si tratta di ricerche eseguite in

laboratorio che permettono il massimo controllo sulla variabile indipendente o sulla manipolazione di

interesse. In questo caso il ricercatore è in grado di assegnare i soggetti alle diverse condizioni in modo

casuale e di includere condizioni alternative (ad esempio, condizioni con trattamento e condizioni di

controllo) come richiesto dal disegno sperimentale, e controllare possibili fonti non previste che potrebbero

i flue za e egati a e te l espe i e to p e lude do e la alidità i te a. Pe di ost a e l i patto di

una particolare variabile, i veri esperimenti offrono le basi più consistenti per trarre inferenze corrette. Il

ricercatore non può controllare tutte le componenti che caratterizzano i veri esperimenti. Infatti, alcuni

aspetti dello studio o posso o esse e asualizzati o e ad ese pio l asseg azio e dei soggetti alle

dell a ie te spe i e tale. I uasi-esperimenti

condizioni o le caratteristiche fanno riferimento a quei 27

disegni sperimentali in cui le condizioni di controllo classiche degli esperimenti veri sono considerate in

modo più approssimativo. Per esempio, ad un ricercatore può essere richiesto di valutare un programma di

i te e to ella s uola diseg ato pe p e e i e l a uso di d oga o la g a ida za adoles e ziale. I uesto

caso il ricercatore utilizza un gruppo di controllo senza intervento, dato che il passare del tempo e lo

sviluppo (ad esempio, la storia, la maturazione, la valutazione e altre minacce alla validità interna) possono

produrre una variazione. Supponiamo ora che per una serie di motivi non sia possibile esaminare un gruppo

di o t ollo all i te o della s uola he i hiede l applicazione di questo programma. Il ricercatore, quindi,

cerca altre scolaresche in altre scuole che aderiscono al progetto avendo così un gruppo di controllo senza

intervento testato nel tempo a scopo di confronto. Però, nonostante queste scolaresche presentino

caratteristiche simili (ad esempio, grandezza della popolazione, geografia) si sono perse alcune

a atte isti he dei e i espe i e ti. I fatti, l asseg azio e dei a i i o delle s uole alle o dizio i o

casuale, e un numero elevato di fattori (ad esempio, la motivazione che potrebbe derivare da diversi

educatori) può differire notevolmente tra le condizioni. A questo punto il disegno sperimentale è meno

ideale di ua to si o e e. Tutta ia i so o olte opzio i all i te o del diseg o spe i entale e della

metodologhe che permettono di trarre, nonostante tutto ciò, inferenze valide. I veri e i quasi-esperimenti

fanno riferimento a quegli studi dove una variabile indipendente è in qualche modo manipolata, come

illust ato ell ese pio i ui u trattamento o una condizione sperimentale viene fornito ad alcune persone

e o ad alt e. Tutta ia pe g a pa te delle i e a li i a l i te esse p i a io o uello di a ipola e

u a a ia ile i dipe de te, piuttosto, l i te esse p i a io uello di studiare una variabile che la <natura>

ha, in qualche modo, manipolato. Il ricercatore è interessato allo studio di persone che si discostano dalla

normalità per una certa caratteristica esperienza. Per esempio, si potrebbero studiare le differenze tra

fumatori e non fumatori, tra depressi e non depressi. Questi studi possono fornire informazioni importanti

circa la natura del problema e delle sue caratteristiche. Comunque, in questo caso, il ricercatore non ha

a uto u eale o t ollo sull e e to. Pe ui uesto tipo di ricerca si differenzia dai veri o quasi-esperimenti.

Gli studi fanno riferimento alla ricerca in cui sono osservate ma non manipolate le

passivo-osservazionali

relazioni tra le variabili. Non vi è un termine universalmente accettato per i disegni sperimentali passivo-

osservazionali. Storicamente il disegno sperimentale fa riferimento alla ricerca correlazionale, enfatizzando

il fatto che gli studi esplorino le relazioni tra fenomeni così come esse si manifestano, cioè senza la

manipolazione sperimentale. Le analisi correlazionali erano le basi principali di analisi. La differenza tra

ricerca sperimentale e correlazionale fu proposta in un articolo storico in cui si parla di queste due distinte

tradizioni di fare ricerca. La ricerca correlazione unisce un tipo di analisi dei dati (la correlazione) con il

disegno sperimentale (la non manipolazione di variabili indipendenti) e per questa ragione è stato criticato.

I disegni passivi possono essere valutati in molti modi oltre che con le tecniche di correlazione. Quindi, è

uo a i tù e ita e di is hia e l a alisi dei dati o la lassifi azio e del diseg o spe i e tale. U o studio

passivo-osservazionale enfatizza il fatto che lo sperimentatore non interviene, manipola, o controlla

l i te e to di i te esse. L uso più o u e di uesto tipo di studio, i psi ologia li i a, u a i e a

soggettivo-selettiva. Il ricercatore manipola la variabile indipendente selezionando i soggetti con

caratteristiche diverse (ad es, persone che hanno avuto esperienza di traumi opposti a persone che non le

hanno avute) oppure variando i livelli delle caratteristiche ( ad es, persone con un alto, medio, o basso

punteggio per capacità di assumersi rischi, depressione, o disperazione). In un altro tipo di disegno passivo,

il i e ato e esa i a le elazio i ad es, le o elazio i t a di e si g uppi di isu e ad es, l a ettazio e

dei o pag i e l agg essio e t a a i i . U ese pio uello i ui ueste elazio i so o esa i ate el

tempo, come negli studi basati sulla previsione nei quali un gruppo è seguito (studiato) longitudinalmente.

“i pot e e, pe es, ole studia e uei fatto i dell i fa zia e dell adoles e za he po ta o a p edi e u

at i o io p e o e. I fatto i alutati du a te l i fa zia e l adoles e za ad es, l asse za dei ge ito i, a usi

sessuali) ovviamente non possono essere manipolati dallo sperimentatore. Spesso accade che i veri 28

esperimenti, quando messi a confronto con gli studi passivo osservazionali, sembrano essere la sola e solida

base per poter trarre inferenza causali nella scienza, la sola e chiara dimostrazione che la variabile

indipendente produce effetti sulla variabile dipendente. La potenza dei veri esperimenti è senza dubbio

uella di di ost a e l i patto di u a a ia ile i dipe de te e le modalità attraverso le quali i controlli

escludono spiegazioni alternative dei risultati ottenuti. Tuttavia, un vero esperimento, comunque sa

controllato, non fornisce le basi per la certezza della scoperta. Comunque, gli studi passivo-osservazionali

non sono semplicemente da considerare esperimenti invariabilmente errati e nemmeno assolutamente

i apa i di fo i e u i fo azio e ausale. I p og essi ella etodologia e ella statisti a ad ese pio,

path analysis, i modelli causali, modelli a equazione strutturale) hanno aumentato la forza delle inferenze

che si possono trarre attraverso le ricerche passivo-osservazionali.

Le strategie del disegno sperimentale

La ricerca in psicologia clinica utilizza diversi tipi di disegni sperimentali. I disegni sperimentali che studiano

un gruppo di soggetti oppure un caso singolo evidenziano la diversità dei metodi impiegati nella ricerca

clinica. Nei disegni studiati parecchi soggetti. In un normale esperimento che

sperimentali per gruppo sono

utilizza questo tipo di disegno, i gruppi sono formati dal ricercatore il quale assegna i soggetti alle

condizioni. Le condizioni dipendono dal livello della variabile indipendente che dovrebbe variare ( ad

esempio, trattamento opposto a nessun trattamento). Di solito ogni gruppo riceve solo una delle

condizioni. Occasionalmente, il disegno sperimentale è tra i soggetti dato che sono utilizzati gruppi diversi

di soggetti e ogni gruppo riceve solo una delle condizioni di interesse. Un disegno sperimentale tra i

soggetti comprende almeno tanti gruppi quante sono le condizioni sperimentali o trattamenti. Inoltre, a

se o da della p o le ati a o dell ipotesi di i te esse del i e ato e pot e e o aggiu ge si dei g uppi di

controllo al numero di gruppi già presenti nello studio. Gli effetti delle diverse condizioni sperimentali o di

o t ollo so o alutate statisti a e te o f o ta do i g uppi sulle a ie isu e dipe de ti. L asseg azio e

preliminare dei soggetti ai gruppi è di solito determinata casualmente in modo da produrre gruppi

equivalenti in relazione alla variabile indipendente (intervento) oppure per non determinare differenze tra i

gruppi sulle misure adottate (variabile dipendente). Se i gruppi sono equivalenti prima della manipolazione

sperimentale o trattamento, si assume che ogni differenza tra i gruppi osservata dopo la manipolazione sia

stata dete i ata dagli effetti delle di e se o dizio i spe i e tali. Nell a ito della i e a li i a

utilizzata una vasta gamma di disegni sperimentali per gruppo e la diversità di questo tipo generale di

ricerca solleva diversi argomenti metodologici. Oltre ai disegni sperimentali per gruppo sono considerati,

all i te o di uesto a po di i e a, a he i diseg i spe i e tali pe aso si golo. Questi diseg i

considerano la sperimentazione che viene effettuata su un solo individuo, pochi individui, o un gruppo di

i di idui el te po. L app o io alla i e a he utilizza diseg i spe i e tali pe g uppo e pe aso si golo

uguale; in particolare, questa similarità si evidenzia nel momento in cui si implementano le condizioni che

permettono di trarre inferenze valide circa la variabile indipendente. Tipicamente, sono studiati uno o

pochi soggetti. Le misure dipendenti di intesse sono studiate continuamente nel tempo (ad es, ogni giorno

per parecchie settimane). Il modo nel quale è implementata la variabile indipendente viene esaminato in

relazione alla serie di dati ottenuto nel tempo dal soggetto o dal gruppo di soggetti.

Il disegno sperimentale per caso singolo può essere utilizzato per affrontare diversi argomenti e

problematiche della ricerca. I disegni sperimentali giocano un ruolo particolare in questo campo, dato che

nel lavoro clinico una delle preoccupazioni principali è stabilire il trattamento di tipo individuale per i

clienti. I disegni sperimentali per caso singolo possono essere utilizzati per valutare sperimentalmente

l i patto di u e to i te e to o i te e ti alte ati i. Co e a ade pe i diseg i spe i e tali pe gruppo,

vi sono molti disegni sperimentali per caso singolo. 29

Le condizioni della sperimentazione

Le condizioni in cui viene condotta la sperimentazione possono variare notevolmente. Per comunicare

queste diversità consideriamo la Un esempio di ricerca

ricerca di laboratorio opposta alla ricerca applicata.

di laboratorio potrebbe essere la valutazione della prestazione di studenti universitari che ricevono

istruzioni tali da alterare il loro umore, la loro prestazione per un dato compito. Contrariamente, la ricerca

svolta in una situazione di tipo applicativo è quella effettuata, per esempio, nella clinica in cui è ricoverato il

paziente. La ricerca può valutare diversi tipi di trattamento o valutare diverse popolazioni (ad esempio, le

persone affetto da un certo tipo di problema clinico opposte a quelle con un altro tipo di problema). Nella

ricerca clinica e di laboratorio, le differenze sono consistenti e non comprendono semplicemente il luogo in

cui si effettua la ricerca. Infatti, possono variare notevolmente le caratteristiche dei soggetti, la natura della

variabile dipendente così come i problemi che possono emergere dalla ricerca stessa. Un altro tipo di

ricerca è quella che viene definita ricerca , cioè una ricerca che valuta il trattamento in condizioni

analoga

che solo approssimativamente assomigliano alla situazione clinica. Pensiamo alle ricerche sulla

psi ote apia. La o plessità della psi ote apia spesso e de la i e a all i te o della li i a i p ati a ile

o proibitiva. Spesso è molto difficile, irrealizzabile o sconsigliabile esaminare le variabili isolatamente o

a alizza e l i patto delle o po e ti di u t atta e to i u a ie te li i o, dati i di e si osta oli di tipo

pratico ed etico che pone la sperimentazione. E quindi in questi casi la ricerca è condotta in condizioni

analoghe a quelle possibili in clinica o in altri ambienti di applicazione. Uno studio analogo di solito è

incentrato su una ricerca la cui problematica è stata definita molto attentamente in una condizione ben

controllata. Lo scopo della ricerca è di evidenziare un particolare processo o di studiare un trattamento che

può esse e i po ta te ell appli azio e li i a.

Il tempo di attuazione di una ricerca

Il tipo di ricerca spesso varia nei tempi di attuazione. La maggior parte della ricerca è condotta in un tempo

all i te o del uale le a ia ili i dipe de ti di i te esse e le isu e pe aluta la so o so i ist ate e

completate in un periodo relativamente breve. Un esempio potrebbe essere un esperimento di laboratorio

nel quale i soggetti sono esposti ad una variabile indipendente e completano le misure nel corso di una o

due sessioni di laboratorio. Contrariamente, la ricerca può essere condotta per un periodo prolungato,

anche di parecchi anni. Una distinzione fatta di frequente è quella tra studi trasversali e studi longitudinali.

Gli studi trasversali di solito confrontano gruppi diversi in un certo momento nel tempo. Gli studi

longitudinali permettono di confrontare lo stesso gruppo per un periodo molto lungo, spesso parecchi anni.

I risultati possono essere molto diversi nonostante in entrambi i casi siano affrontate le stesse

problematiche. Per esempio, durante lo sviluppo del bambino la ricerca ha indicato che molto spesso si

verificano comportamenti che causano problemi sia ai bambini che ai genitori. Diversi problemi si

p ese ta o di ta to i ta to el o so dello s iluppo, aggiu go o l api e di atti azio e i e ti pe iodi e

poi, di solito, nei soggetti senza problemi di tipo patologico diminuisce la loro frequenza di apparizione. Nel

o so dello s iluppo, l a da e to di e ti o po ta e ti può esse e e ifi ato esa i a do a i i di e si

in vari momenti durante la crescita. In questo caso la ricerca sarebbe di tipo trasversale e permetterebbe di

verificare comportamenti caratteristici delle diverse età. Attraverso uno studio longitudinale non avremmo

ottenuto lo stesso risultato, infatti con uno studio longitudinale lo stesso gruppo di bambini (ad es, di 2

a i seguito e alutato pe pa e hi a i ad es, i alutato all età di , , e a i . Lo studio

longitudinale permette di dimostrare come effettivamente si modificano certi comportamenti nel tempo in

stessi a i i. U tipo di studio o di pe s supe io e all alt o.

un campione di soggetti composto dagli

Infatti, entrambi sono caratterizzati da diversi tipi di problematiche. Per esempio, uno studio trasversale

età. Co u ue, i uesto

può suggerire che i bambini dimostrano diverse caratteristiche a seconda dell 30

caso si potrebbe parlare di un possibile effetto gruppo. Questo effetto considera la possibilità che i gruppi di

soggetti di diversa età possano avere caratteristiche peculiari che potrebbero essere confuse con la

variabile di interesse. In uno studio longitudinale, la storia del gruppo è controllata, dato che lo stesso

gruppo o più di un gruppo è seguito nel tempo. Ma anche gli studi longitudinali hanno i loro problemi dato

che è spesso difficile seguire gli stessi soggetti nel tempo. Il logoramento o la perdita dei soggetti nel tempo

può diminuire, nel momento in cui il campione si riduca notevolmente, la potenza delle conclusioni.

Molti studi non sono né trasversale né longitudinali nel senso che non rispondono ai criteri illustrati

precedentemente. Piuttosto, essi variano nella loro evoluzione nel tempo. Per esempio, gli studi sul

trattamento di solito valutano i risultati della terapia immediatamente dopo il termine del trattamento. Ma

queste ricerche variano moltissimo nel momento in cui è necessaria una valutazione degli effetti dopo un

certo periodo di tempo e in particolare queste variazioni dipendono dalla lunghezza di questo periodo. Il

periodo di tempo è importante da considerare perché le conclusioni spesso variano in funzione del

momento in cui viene condotta la prima valutazione e quella a lungo termine.

SOMMARIO E CONCLUSIONI

L idea he alla ase della spe i e tazio e può esse e o igi ata da a ie fo ti, t a le uali la u iosità i a

un determinato fenomeno, la necessità di risolvere un problema di tipo applicativo, la soluzione di

problematiche sollevate da altre ricerche, le predizioni che emergono dalla teoria psicologica e altri.

Qualu ue sia l idea i iziale, essa e essita di esse e specificata in termini operazionali. Quando inizia

l espe i e to o il o etto ge e ale he ie e a ipolato, a piuttosto la a ia ile spe ifi ata

ope azio al e te. Le a ia ili ell a ito delle i e he li i he di solito i ludo o a ia ili a ie tali,

quelle basate sulle istruzioni fornite al soggetto, e le variabili relative alle caratteristiche del soggetto. Le

variabili ambientali permettono di manipolare ciò che viene offerto, presentato, o fatto al cliente. Le

variabili relative alle istruzioni fornite al soggetto sono di fatto una sottocategoria delle variabili ambientali,

e fanno riferimento a ciò che viene detto al soggetto. Le variabili relative alle caratteristiche del soggetto

sono riferite agli attributi, tratti o caratteristiche dei soggetti, degli sperimentatori, dei terapeuti e altri.

Queste variabili soggettive sono esaminate selezionando i soggetti con specifiche caratteristiche piuttosto

he a ipola do o dizio i spe ifi he. Lo s iluppo dell idea della i e a osì o e ope azio alizzare e

selezionare le variabili specifiche sono stadi iniziali dello studio. Un gran numero di opzioni del disegno

spe i e tale e e go o i elazio e a o e ie e effetti a e te esa i ato l effetto delle a ia ili. I e i

esperimenti, i quasi-esperimenti e gli studi passivo-osservazionali sono stati discussi per definire i principali

tipi di ricerca. Le strategie che caratterizzano i disegni sperimentali alternativi sono relative alla distinzione

tra la ricerca che utilizza gruppi di soggetti e il caso singolo. Le condizioni della sperimentazione possono

variare e comprendere situazioni di laboratorio e applicate, in ambiente clinico. La ricerca comparativa è

stata discussa per illustrare il contesto in cui va inserita la ricerca che si occupa della somministrazione della

terapia. Infine, il periodo in cui si svolge la ricerca è stato discusso come una condizione che può variare tra

diversi esperimenti. Si è parlato della ricerca trasversale e longitudinale per evidenziare le strategie

comportamentali e come variano nel corso del tempo.

4. CAPITOLO

DISEGNI SPERIMENTALI ALTERNATIVI

Disegnare un esperimento in modo da poter trarre inferenze valide può essere fatto in diversi modi.

Tuttavia, il metodo migliore e più usato in psicologia clinica è quello di confrontare gruppi di soggetti a cui

vengono somministrate condizioni sperimentali e di controllo. Questa strategia generale considera diverse

31

situazioni che dipendono dal tipo di gruppo considerato, da come viene pianificata la valutazione degli

e ua do ie e so i ist ato l i te e to. I uesto apitolo sa a o o side ate di e se

effetti e da chi

st ategie alte ati e ell a ito dei diseg i pe g uppo.

L’ASSEGNAZIONE

1. DEI SOGGETTI E LA FORMAZIONE DEI GRUPPI

l asseg azio e dei soggetti. Le diffe e ze do ute al

Un fattore fondamentale nei disegni per gruppi è

gruppo, osservate dopo la manipolazione sperimentale, sono considerate le basi sulle quali inferire una

relazione causale tra la manipolazione sperimentale e la prestazione ottenuta nelle misure dipendenti.

Dunque, è rilevante essere abbastanza sicuri che i gruppi non si differenzino anche per caratteristiche

indipendenti dalla manipolazione sperimentale o dagli interventi. Tuttavia, il modo attraverso il quale i

soggetti sono selezionati e assegnati ai gruppi permette di essere abbastanza sicuri che le differenze che si

verificheranno riflettano effettivamente gli effetti della manipolazione.

La selezione casuale

Un fattore fondamentale nei disegni sperimentali per gruppi è la selezione casuale dei soggetti da

assegnare poi ai vari gruppi. I soggetti che poi verranno studiati e che faranno parte del campione devono

essere selezionati casualmente dalla popolazione, in modo tale che ogni membro della popolazione abbia le

stesse probabilità di essere scelto. La selezione casuale dei soggetti è importante per generalizzare in

seguito i risultati sperimentali, perché in questo modo il campione scelto rappresenterà anche gli individui

che non partecipano alla sperimentazione, cioè il resto della popolazione. Ovviamente la popolazione deve

essere definita in termini molto ristretti. Per es. si potrebbe ottenere un campione casuale per una

popolazio e di stude ti del p i o del o so di lau ea i psi ologia dell U i e sità di Pale o. “i de o o,

dei sottog uppi della popolazio e he ifletto o la a atte isti a di i te esse e all i te o

cioè, individuare

di questi sottogruppi selezionare casualmente i soggetti. La selezione casuale dei soggetti è un argomento

che riguarda la generalizzazione (validità esterna) dei risultati sperimentali. La generalizzazione dei risultati

sperimentali dipende dalla misura in cui il campione scelto rappresenta anche gli individui che non

partecipano alla sperimentazione, cioè il resto della popolazione. La selezione casuale deve essere

effettuata sull i te a popolazio e di i te esse e i odo tale he og i e o della popolazio e a ia le

stesse p o a ilità di esse e s elto. C u p o le a o io el e a e di otte pe a e a uesta i hiesta.

Infatti, in un esperimento i soggetti non possono essere selezionati da una popolazione a meno che la

popolazione non sia definibile in termini molti ristretti. Per es. , si potrebbe ottenere un campione casuale

per una popolazione di <studenti di questa università, tutti partecipanti ad un corso di introduzione alla

psicologia, iscritti ad un certo anno>. Tuttavia potrebbe non essere facile ottenere un campione casuale di

<stude ti pa te ipa ti ad u o so i t odutti o alla psi ologia i ge e ale>. Pe a pio a e uest ulti a

popolazione si richiede la possibilità di selezionare tra tutti gli individui che hanno già partecipato ad un

corso di introduzione alla psicologia, compresi quelli già morti, quelli correntemente iscritti, quelli che

ancora si devono iscrivere. Naturalmente, non è possibile campionare considerando tutti i soggetti di una

popolazione compresi gli individui morti o che non sono ancora nati.

In certi casi la selezione casuale è di importanza centrale. Per esempio, la ricerca epidemiologica identifica

la dist i uzio e di a ie o dizio i all i te o di u a popolazio e ad esempio, le diverse patologie, le

malattie mentali). In questi studi, sono utilizzate procedure speciali di campionamento per essere sicuri che

il campione rappresenti la popolazione di interesse. Di solito, sono identificate diverse frange o sottogruppi

di una popolazione che riflettono le variabili demografiche di interesse quali la classe sociale, la geografia e

la eligio e. All i te o di uesti g uppi le pe so e so o selezio ate asual e te i odo he il a pio e

finale rifletta questa distribuzione. Il campionamento della popolazione condotto in questo modo è di 32

grande importanza nelle indagini e nei sondaggi di opinione per assicurare la generalizzazione per quella

popolazio e all i te o di u e to a gi e di e o e. Il a pio a e to asuale di u a determinata

popolazio e o o side ato esse ziale ell a ito della psi ologia se si o side a o pazie ti, stude ti

u i e sita i, o a pio i di soggetti selezio ati all i te o di o u ità. U a assu zio e ge e ale uella he

le relazioni derivanti dagli esperimenti che considerano un certo campione di individui si mantengano con

altri individui che presentino caratteristiche simili. Per esempio, ci si attende che risultati ottenuti con

alt a u i e sità he a ia o le stesse

studenti di una certa università siano confermati per studenti di un

caratteristiche. Naturalmente, potrebbero portare a delle differenze nei risultati sperimentali molte delle

variabili che si assume essere non rilevanti, come ad esempio la collocazione geografica. La

generalizzazione dei risultati sperimentali non è giustificabile solo sulle basi della selezione casuale operata

su una popolazione di soggetti. La giustificazione per la generalizzazione dei risultati può venire dalle

estensioni sperimentali dirette o dalle inferenze circa la probabilità che i processi di base dimostrati nella

ricerca varino in funzione di soggetti differenti o altre variabili.

L’asseg azio e casuale

Una volta ottenuto il campione di soggetti, un altro fattore importante nei disegni per gruppo è

l assegnazione casuale dei soggetti ai gruppi. I soggetti vanno cioè collocati nei gruppi casualmente in modo

tale he og i soggetto a ia le stesse possi ilità di esse e asseg ato ad u o dei due g uppi. L asseg azio e

dei soggetti può asa si pe es. sull est azio e di u e i a, pe assi u a e he i gruppi siano composti

dallo stesso numero di soggetti (3 gruppi composti tutti da 20 soggetti), i soggetti possono essere

raggruppati in blocchi. In questo modo si assicura che il numero dei soggetti da assegnare ai vari gruppi sia

uguale. Nell a ito della ricerca svolta in ambienti come le cliniche, gli ospedali e le scuole, il criterio di

asseg azio e asuale spesso i e ita il e te iolato o se pli e e te o ealizza ile. L a go e to

e t ale ella i e a pe g uppi l asseg azio e dei soggetti ai gruppi. Una volta specificato il campione di

soggetti, og i e o può esse e asseg ato i di idual e te ai g uppi i odo o etto. L asseg azio e

casuale consiste nel collocare i soggetti nei gruppi in modo tale che ogni soggetto abbia le stesse possibilità

di essere assegnato ad uno dei due gruppi. Ciò viene raggiunto, di solito, determinando il gruppo al quale il

soggetto è assegnato attraverso una tabella di numeri casuali. Il modo classico per essere quasi sicuri che i

soggetti p i a dell i izio dell esperimento siano assegnati casualmente è di determinare i gruppi ai quali i

soggetti sa a o asseg ati. Pe ese pio, se ell espe i e to i so o t e g uppi, può esse e utilizzata u a

tabella in cui casualmente e per un certo numero di volte sono riportati i numeri 1,2, e 3 che corrispondono

a ognuno dei gruppi. I numeri dovrebbero essere listati nello stesso ordine ed estratti a caso. Nel momento

i ui i soggetti e go o e lutati pe l espe i e to, essi e go o asseg ati ai g uppi i ase al u e o

L est azio e di u e i asuali pe dete i a e l asseg azio e ai g uppi o ga a tis e he lo

estratto.

stesso u e o di soggetti sa à asseg ato ad og i g uppo. Nell ese pio p e ede te, il u e o pot e e

essere stato estratto più volte dei numeri 1 e 2, e così, in questo caso, più soggetti sarebbero assegnati a

questo gruppo rispetto agli altri gruppi. In relazione alla potenza statistica di un test e alla convenienza che

consegue al condurre varie analisi statistiche, è meglio avere gruppi composti da un numero uguale di

soggetti piuttosto che diverso. Ciò può essere raggiunto senza violare il criterio di assegnazione casuale dei

. Nell espe i e to og i lo o o siste di u u e o

soggetti ai gruppi raggruppando i soggetti in blocchi

e o di g uppi. L asseg azio e dei soggetti, he si asa sull est azio e dei u e i,

di soggetti uguale al nu

assi u a he du a te il p og edi e dell espe i e to e il suo o pleta e to, il u e o di soggetti asseg ato

a ogni gruppo sarà uguale.

L asseg azio e asuale o assi u a e essa ia e te he i g uppi sia o e ui ale ti. Di più, ell a ito

della ricerca svolta in ambienti come le cliniche, gli ospedali e le scuole, il criterio di assegnazione casuale è

33

spesso inevitabilmente violato o semplicemente non realizzabile. Ciò accade nei casi in cui, nonostante si

adotti un criterio di assegnazione casuale, le differenze tra i gruppi potrebbero essere dovute alle

caratteristiche del soggetto piuttosto che alla manipolazione sperimentale. Per esempio, un ricercatore può

assegnare i soggetti necessari allo svolgimento del primo stadio della ricerca ad un gruppo piuttosto che ad

un altro. Forse il ricercatore in quel momento non sapeva se ci sarebbero stati soggetti sufficienti per un

alt o g uppo di o t ollo, la ui a essio e all espe i e to sa e e stata auspi a ile. Qui di, og i g uppo

sperimentale era formato con i soggetti disponibili al momento. Un gruppo di controllo avrebbe potuto

comprendere soggetti divenuti disponibili dopo che gli altri gruppi erano già stati formati. Ancora peggio, i

soggetti di controllo potrebbero essere stati estratti da un campione completamente diverso. Nelle

situazio i i ui l asseg azio e dei soggetti all espe i e to o asuale, olto diffi ile t a e

conclusioni che non rivelino una certa ambiguità. Le differenze tra i gruppi oppure le non differenze

e dei soggetti ai g uppi piuttosto he all i te e to.

potrebbero essere dovute alla modalità di assegnazio

In termini di validità sperimentale, una possibile spiegazione dei risultati è che la selezione diviene una

minaccia alla validità interna.

L’e uivale za del g uppo

L asseg azio e asuale ie e o siderata delle volte come il modo per produrre gruppi equivalenti, cioè

gruppi che non differiscono tra loro. Si assume cioè che le diverse variabili di disturbo siano distribuite

u ifo e e te t a i g uppi. Ma l asseg azio e asuale o assi u a he i g uppi siano equivalenti,

sop attutto ua do il a pio e di pi ole di e sio i. Co l asseg azio e asuale, le p o a ilità he i

gruppi siano equivalenti aumenta in funzione della grandezza del campione. Più il campione è grande e più

è probabile che i gruppi siano equivalenti, anche se possono comunque differire per alcune caratteristiche.

U a taggio dell asseg azio e asuale uello di o i hiede e al i e ato e di esse e o sape ole di

tutte le a ia ili i po ta ti he pot e e o esse e o esse all esito dell espe i e to. “u u u e o

sufficiente di soggetti, si assume che le diverse variabili di <disturbo> siano distribuite uniformemente tra i

g uppi. Qual he olta l asseg azio e asuale ista o e u odo affida ile pe p odu e g uppi

Ma l asseg azio e asuale fa ife i e to solo al etodo pe ollo a e i soggetti ei g uppi e

equivalenti.

o ha essu a e essa ia o essio e o u pa ti ola e esito. L asseg azio e asuale dei soggetti può

produrre gruppi che differiscono in varie misure. Le differenze tra i gruppi emergono più facilmente quando

i a pio i so o pi oli e ua do all i te o del a pio o si p ese ta o pu teggi est e i. Pe es, se i so o

l età, lo stato

15 soggetti da collocare in 3 gruppi e i soggetti variano grandemente per caratteristiche come

ansioso e altre variabili soggettive, è possibile che i gruppi possano differire significativamente per queste

a ia ili a he dopo l asseg azio e asuale. È i po ta te e ide zia e he l asseg azio e asuale o

e ui ale ti. Co l asseg azio e asuale, la p o a ilità he i g uppi sia o

produce necessariamente gruppi

equivalenti aumenta in funzione della grandezza del campione. Ciò significa che con campioni di piccole

dimensioni non si può assumere una equivalenza tra i gruppi. Questo fatto è particolarmente rilevante

ell a ito della i e a li i a o e pe es. el aso degli studi i psi ote apia, ei uali la g a dezza dei

campioni può essere relativamente piccola. I ricercatori possono affermare che i gruppi sono equivalenti

dopo he l asseg azio e asuale a e uta i ase a a ia ili o e l età, il sesso, il

confrontandoli

uozie te i telletti o e osì ia. L asse za di diffe e ze può fo i e u a e tezza fasulla sull e ui ale za dei

gruppi. Quando i campioni sono relativamente piccoli i test statistici non sono adeguati per rilevare le

differenze tra i gruppi per le variabili che potrebbero influenzare i risultati. Il motivo risiede nel fatto che la

potenza (sensibilità) di tali test per rilevare eventuali differenze è bassa quando i campioni sono piccoli.

Così la situazio e ella uale, o osta te l asseg azio e asuale, si ha o po he p o a ilità di otte e e

l e ui ale za t a i g uppi a pio e pi olo a he uella i ui più diffi ile ile a e diffe e ze. Co 34

l asse za di diffe e ze t a g uppi pe e te a ia ili soggetti e e sulle isu e e ifi ate

campioni più grandi

p i a del t atta e to fo is e u assi u azio e aggio e sull e ui ale za t a i g uppi. No osta te iò, i

gruppi potrebbero ancora differire per alcune variabili rilevanti o irrilevanti alla manipolazione

sperimentale e per la prestazione sulle misure dipendenti che il ricercatore non verifica.

Raggruppare soggetti con caratteristiche simili (<Matching>).

Delle volte, il ricercatore può voler raggruppare i soggetti sulla base di una particolare caratteristica

(procedura chiamata matching). Crea così dei gruppi equivalenti in riferimento a questa caratteristica di

interesse. Il modo migliore per assicurare che i gruppi siano equivalenti su una particolare dimensione è

quello di riunire i soggetti in base a quella determinata dimensione e poi assegnare i soggetti in modo

casuale ai gruppi. Il raggruppamento dei soggetti per certe caratteristiche è una procedura sperimentale

ampiamente utilizzata e molto valida.

e ato e spesso o uole las ia e al aso l e ui ale za dei g uppi, ui di o side a a he solo u a

Il ri

particolare caratteristica del campione. Se si è a conoscenza del fatto che una specifica variabile legata al

soggetto è connessa ai punteggi relativi alla misura dipendente, è importante assicurarsi che i gruppi non

differiscano per questa variabile prima del trattamento. È sconsigliabile avere gruppi che si differenzino

p i a dell i te e to su u a a ia ile he fo te e te o essa alla p estazio e. Questo è

particolarmente evidente se la differenza è già emersa nella misura pre-test del trattamento. Ovviamente,

tali differenze iniziali possono influenzare le conclusioni che saranno avanzate. Il modo migliore per

assi u a e l e ui ale za dei g uppi pe una particolare dimensione è quello di riunire i soggetti in base a

quella determinata dimensione e poi assegnare i soggetti in modo casuale ai gruppi. Quindi i soggetti

possono essere riuniti in base alle loro similarità per una particolare caratteristica o varie caratteristiche.

Questo obiettivo può essere raggiunto in diversi modi. Consideriamo, per esempio, un esperimento con

due g uppi pe sato pe esa i a e l effi a ia dei t atta e ti pe la dep essio e. P i a della

somministrazione del trattamento i soggetti completano una scala per la valutazione della depressione. Un

modo per riunire i soggetti è di cercare coppie di soggetti con punteggi pre-trattamento identici. Tuttavia, è

un compito abbastanza proibitivo trovare serie di punteggi identici per accoppiare i soggetti, poiché ciò

significherebbe che molti soggetti che non hanno un punteggio identico a quello di un altro soggetto non

sarebbero utilizzati. In questo modo dovrebbe essere esaminata una grande quantità di soggetti per

trovare il numero di soggetti sufficiente per completare i gruppi. Una procedura comunemente utilizzata è

quella di ordinare per ranghi i punteggi di tutti i soggetti, in questo caso dal punteggio che indica il livello di

dep essio e più alto a uello più asso. “e ell espe imento vengono considerati tre gruppi i primi tre

soggetti con il punteggio più alto formeranno il primo blocco. Questi tre soggetti sono assegnati

casualmente in modo che un membro di questo blocco appaia in ogni gruppo. I tre soggetti successivi con il

punteggio più alto formeranno il prossimo blocco e saranno assegnati casualmente a ogni gruppo, e così via

sino a che non siano stati utilizzati tutti i soggetti. Questo metodo di assegnazione utilizza tutti i soggetti

estraendoli dai ranghi in blocchi di tre e assegnandoli poi casualmente a ognuno dei gruppi.

L a oppia e to, ua do seguito dall asseg azio e asuale, può e de e i g uppi si ili pe ua to

riguarda le caratteristiche di interesse. Il vantaggio di questa procedura è che non lascia al caso

e ui ale za dei g uppi pe le a atte isti he di i te esse. Natu al e te o se p e possi ile

l atta e to. I olt e, alla ase dell a i a e to i pot e e o

somministrare un test per la valutazione pre-t diag osi, età,.. . Di pe s l a i a e to o esse ziale o

essere altre variabili correlate ai risultati (ad es.,

valido. Un ricercatore accoppia i gruppi quando sa o sospetta che le caratteristiche dei soggetti potrebbero

influenzare la prestazione nelle misure dipendenti. 35

Raggruppamento di soggetti con caratteristiche diverse (<Mis-matching>)

Il raggruppamento dei soggetti per certe caratteristiche è una procedura sperimentale ampiamente

utilizzata e olto alida. La o po e te iti a del agg uppa e to l asseg azio e asuale. I soggetti

sono prima accoppiati e poi assegnati casualmente ai gruppi. Occasionalmente, il raggruppamento per

determinate caratteristiche è stato anche utilizzato per rendere simili gruppi per i quali non era possibile

eseguire una assegnazione casuale. Per esempio, in un certo esperimento possono essere utilizzati come

soggetti i pazienti psichiatrici di due diverse corsie ospedaliere. A seconda della corsia, ai paziente viene

somministrato un trattamento diverso. Data la pre-assegnazione dei pazienti alle corsie, il rigore

sperimentale del ricercatore può essere limitato. Infatti, ragionevolmente, il ricercatore desidera valutare il

trattamento in pazienti che offrono lo stesso livello di disabilità. Assumiamo che il ricercatore valuti il livello

di severità della disfunzione del paziente in base ad una misura della psicosi, ottenuta, forse, in base ai

punteggi forniti dalle infermiere. I pazienti nelle due corsie differivano nel livello di psicosi (ad es, molto

grave, pazienti cronici). Nonostante ciò furono notati alcuni risultati in comune tra i pazienti delle due

corsie. I pazienti della Corsia 2 hanno una gamma di punteggi più ampia e presentano in generale punteggi

pià alti (che indicano un pià alto livello di severità sintomatologica). La distribuzione dei punteggi tra la

Corsia 1 e la Corsia 2 si sovrappone. Il ricercatore può normalizzare la severità della psicosi valutando il

t atta e to o solo uei pazie ti di u a o sia he ha o pu teggi all i te o di uesta lasse e he,

i olt e, so o si ili ai pazie ti dell altra corsia. In un certo modo, i pazienti sono stati appaiati poiché quelli

usati in ogni corsia hanno approssimativamente la stessa media di punteggi per quanto riguarda il livello di

le ati a. L e o e ella

psicosi. Sfortunatamente questa procedura di accoppiamento è alquanto pro

isu azio e si iflette el fatto he i pu teggi da u a sessio e all alt a so o o elati i odo o pe fetto.

I punteggi che sono estremamente alti un giorno potrebbero essere leggermente più bassi il giorno dopo.

Per contro, i punteggi che sono estremamente bassi un giorno potrebbero essere più alti nella sessione

successiva. Solitamente, come regola generale, il più estremo dei punteggi ritorna nella direzione della

media del gruppo nella sessione successiva. Comunque non tutti i punteggi bassi si trasformano in punteggi

alti, ma in media i punteggi per ognuno di questi estremi ritornerà o regredirà verso la media. La

regressione verso la media è un fenomeno statistico. Il problema di accoppiare soggetti che appartengono

a gruppi pre-assegnati è che i punteggi in ogni gruppo possono regredire verso una media differente. Anche

se i soggetti nei diversi gruppi sono selezionati in base alla similarità dei loro punteggi, i gruppi possono

ed esse e posizio ati di e sa e te ell a ito della

provenire da popolazioni con medie differenti

distribuzione dei punteggi nelle loro rispettive popolazioni. Inoltre, sessioni successive potrebbero portare il

gruppo a differenziarsi semplicemente perché i gruppi regrediscono verso le rispettive medie. La

regressione può essere responsabile delle differenze a livello post-trattamento anche quando il

t atta e to o ha effetto. Nell ese pio appe a illust ato, i pazie ti selezio ati pe l espe i e to da due

diverse corsie potrebbero essere esaminati nuovamente in momenti diversi nel tempo. Sulla base della

regressione, per ognuno dei , campioni i punteggi ottenuti nella seduta di verifica dovrebbero tendere

nuovamente verso la media del rispettivo gruppo. Se fossero stati somministrati trattamenti diversi a

seconda delle corsie, il ricercatore avrebbe potuto concludere che il trattamento somministrato alla Corsia

1 porta i pazienti ad un miglioramento, mentre il trattamento somministrato alla Corsia 2 porta ad un

peggioramento. Sfortunatamente questa variazione notata durante la sessione di verifica potrebbe essere

dovuta semplicemente alla regressione, indipendentemente dal tipo di trattamento. In generale la

regressione può essere fonte di preoccupazione per il ricercatore quando i soggetti sono selezionati in base

ai loro punteggi estremi. In questo caso i soggetti con punteggi estremi tendono a ritornare verso la media.

La regressione verso la media può avvenire con qualsiasi caso estremo selezionato e nel caso in cui non sta

troppo elevata la correlazione tra il test di valutazione e l successiva sessione di valutazione/verifica. In 36

questo caso la regressione potrebbe portare a punteggi che sovvertono la media. Tuttavia, se i soggetti

so o asseg ati asual e te ai g uppi, o oti o di ede e he vi sia una diversa regressione tra i

gruppi. Ci si dovrebbe attendere che la regressione sia la stessa per ogni gruppo così che le differenze tra i

g uppi possa o esse e att i uite all i te e to piuttosto he alla eg essio e.

2. DISEGNI SELEZIONATI PER GRUPPI

Asseg a e i soggetti ai g uppi i odo o disto to u a delle a atte isti he più ile a ti ell a ito degli

esperimenti condotti con gruppi di soggetti. Per descrivere i disegni sperimentali utilizziamo la simbologia

proposta da Campbell e Stanley. I simboli utilizzati per rappresentare i disegni comprendono: R che sta per

l asseg azio e asuale dei soggetti alle di e se o dizio i; O he sta pe osse azio e o alutazio e della

prestazione; e X che sta per manipolazione sperimentale o trattamenti. I simboli sono presentati in ordine

temporale in modo che, per esempio, O1 X O2 significa che la prima osservazione o pre-test (O1) era

seguita da un intervento (X), seguito dalla seconda osservazione o post-test (O2).

2.1 Disegni con gruppi di controllo e condizioni pre-test e post-test

Il disegno sperimentale che prevede condizioni pre-test e post-test deve consistere di almeno 2 gruppi. Un

g uppo i e e il t atta e to, l alt o o. La a atte isti a esse ziale del diseg o he i soggetti so o testati

p i a e dopo l i te e to. Così l effetto dell i te e to iflesso ella isu a di a iazio e osse ata t a la

sessione pre-intervento e quella post-intervento. In questo disegno i soggetti sono assegnati casualmente

Questo diseg o olto utilizzato ell a ito

ai gruppi sia prima che dopo il completamento del pre-test.

della psicologia clinica. La somministrazione di un pre-test e di un post-test permette di valutare la misura

delle diffe e ze osse ate i fu zio e dell i te e to. “e e e la alutazione della misura delle differenze

sia rilevante per tutta la sperimentazione, questa è particolarmente importante per la ricerca che si occupa

dei vari tipi di trattamento. La ricerca sul trattamento viene eseguita per determinare il livello di

modificazione del comportamento a seguito del trattamento stesso e il numero di clienti che denota

variazioni di una certa entità. Inoltre, la severità patologica valutata prima del trattamento può essere una

fonte di informazione importante per predire se i clienti trarranno profitto da certi tipi di trattamento. Per

Co side azio i sull’utilizzo del diseg o:

questi motivi un pre-test è essenziale. per gruppi ha parecchi

vantaggi. Per cominciare esso controlla le minacce alla validità interna. Se i periodi che intercorrono tra la

valutazione pre e post-trattamento sono gli stessi per ogni gruppo si possono controllare le minacce come

la sto ia, la atu azio e, le sessio i ipetute e la st u e tazio e. I olt e, l asseg azio e asuale all i te o

della stessa popolazione riduce la plausibilità che le differenze tra i gruppi risultino da una selezione

condotta non correttamente o dalla regressione. La mortalità sperimentale non è un problema inerente al

disegno sperimentale sebbene, come accade in ogni esperimento, la perdita differenziale dei soggetti

pot e e i te fe i e o la possi ilità di t a e e te o lusio i igua do l i te e to adottato. L uso di u

pre-test fornisce parecchi vantaggi. Primo fra tutti, i dati ottenuti attraverso un pre-test permettono al

ricercatore di accomunare i soggetti in base a diverse variabili e di assegnare i soggetti casualmente ai

gruppi. Ciò permette al ricercatore di avere gruppi simili sulla base della prestazione pre-test. Il secondo

pe etto o la alutazio e dell effetto osse ato ai

vantaggio è quello che i dati ottenuti con il pre-test

All i te o di og i g uppo i di e si li elli di p estazio e otte uti el

diversi livelli della prestazione pre-test.

pre-test possono essere usati nel disegno sperimentale come una variabile separata. In questo modo il

i e ato e può esa i a e se l i te e to ha u i patto di e sifi ato i fu zio e della p estazio e i iziale

Te zo, l utilizzo di u p e-test pe ette a taggi statisti i pe l a alisi dei

ottenuta nelle misure pre-test.

si idu e la a ia ilità all i te o dei g uppi e posso o esse e osì utilizzati test

dati. Usando un pre-test

statisti i più pote ti o e l a alisi della a ia za o a iata o a isu e ipetute ispetto a ua do o dizio i

37

pre-test non sono utilizzate. Quarto, il pre-test permette al ricercatore di compiere precise affermazioni

i a le a iazio i osse ate. Così, ell a ito della i e a li i a do e la p estazio e i di iduale olto

importante, il pre-test permette di avere informazioni che vanno oltre le semplici differenze notate

possia o aluta e l a a do o dei soggetti

attraverso il post-trattamento. Infine, utilizzando un pre-test

dalla situazione sperimentale in modo più analitico rispetto a quando il pre-test non viene somministrato.

Se i soggetti si perdono nel corso della ricerca, possono essere eseguiti confronti tra i gruppi utilizzando i

punteggi pre-test di questi soggetti che si sono ritirati. Naturalmente non vi sono procedure di controllo in

grado di valutare se i soggetti che sono andati perduti per ogni gruppo differiscono su alcune delle misure

rilevanti per i risultati, in particolar modo se si ritira solo un numero limitato di soggetti. Comunque,

possiamo confrontare i punteggi pre-test di tutti i gruppi escludendo i punteggi di quelli che pur avendo

completato un pre-test falliscono nel completare un post-test. Tale confronto non chiarisce se i soggetti

ritirati dai gruppi erano già diversi, per quanto riguarda caratteristiche rilevanti, tra i gruppi oppure diversi

espe i e to. Tutta ia, il p e-test

dai soggetti che rimanevano nell permette di esaminare la plausibilità di

queste diverse alternative. Vi sono alcuni lati deboli nel disegno sperimentale per gruppi che prevede

situazioni pre e post-trattamento. La restrizione principale da considerare è la possibile influenza

Pot e e a ade e he l i te e to a ia effetto dato he

determinata dalla somministrazione del pre-test.

se si ilizza i soggetti all i te o. Questo o i a ia la alidità i te a dei isultati. Piuttosto u

il pre-test

effetto di sensibilizzazione pre-test significa che i risultati dello studio possono essere generalizzati solo a

quei soggetti a cui è stato somministrato il pre-test. Con questo disegno, se vi è un effetto di

sensibilizzazione pre-test, non può essere valutato. La possibilità che avvenga una sensibilizzazione dipende

da a i fatto i. “e la alutazio e e l i te e to o so o i i i el te po o pe lo e o o lo so o

percettibilmente per il soggetto, la sensibilizzazione appare con meno frequenza. Inoltre, una

i ediata e te p i a dell i te e to, he a ie e el o testo

somministrazione pre-test

dell espe i e to, pot e e po ta e più fa il e te ad u a se si ilizzazio e ispetto ad u a alutazio e

eseguita i u a ie te o pleta e te est a eo all espe i e to ad esempio, in una classe) parecchie

settimane prima del trattamento. Quindi, più il tempo e il luogo di somministrazione del pre-test sono

diversi da quelli del post-test, meno adeguato potrebbe essere il pre-test. I processi e gli eventi (ad

esempio, la storia, la maturazione) che intervengono tra il pre-test e il post-test oscurano gli effetti che

possono altrimenti essere attribuiti alla manipolazione sperimentale.

2.2 Disegno con gruppi di controllo e una sola condizione post-test

o siste ell i se i e to di due g uppi: u g uppo

Il disegno sperimentale ad una sola condizione post-test

sperimentale che riceve il trattamento e un gruppo di controllo che non lo riceve e che funge da termine di

paragone nei confronti del gruppo sperimentale. In questo disegno, i soggetti sono assegnati ai gruppi

casualmente, viene somministrato un trattamento al gruppo sperimentale e successivamente viene

effettuata una osservazione in entrambi i gruppi, sia in quello sperimentale sia in quello di controllo che

non riceve alcun trattamento. Le eventuali differenze presenti tra i due gruppi, quando vengono osservati,

so o o side ate i di ati e dell effetto dell i te e to. L effetto dell i te e to ie e e ifi ato solo sulle

te e to. L fa sì he uesto diseg o sia po o utilizzato ell a ito della

misure post-i assenza del pre-test

ricerca in psicologia clinica. Questo perché in psicologia clinica somministrare il pre-test è essenziale per

dell i te e to. I olt e i asse za del p e-test,

conoscere qual è il livello di disabilità dei soggetti prima non

è possibile essere sicuri che le differenze osservate tra i gruppi dopo il trattamento siano da attribuire al

t atta e to, pe h ueste diffe e ze pot e e o esse e p ese ti p i a dell i te e to. Naturalmente

l asseg azio e asuale dei soggetti pe ette di otte e e u a e ta si ila ità t a i g uppi. Lo s a taggio

principale è legato al non utilizzo del pre-test: il ricercatore non ha la possibilità di conoscere qual è il livello

38

del soggetto p i a dell i te e to, la possi ilità di sape e se l i te e to ha u

di prestazione iniziale

impatto diverso in funzione della prestazione iniziale. Il vantaggio principale è legato al controllo delle

minacce classiche alla validità interna.

del diseg o: questo disegno ha la funzione di controllare le minacce classiche

Considerazioni sull’utilizzo

alla alidità i te a allo stesso odo dei diseg i già itati. L asse za del p e-test sig ifi a he l effetto

i te e to pot e e o e e ge e da u a se si ilizzazio e i iziale. Nell a ito della psi ologia li i a

dell

non sempre è possibile la somministrazione del pre-test. In molti casi lo sforzo che si compie per la

valutazione è enorme in termini di energie, e un pre-test potrebbe essere proibitivo. Per esempio, una

batteria intensiva di test psicologici potrebbe essere utilizzata per misurare la prestazione. Il tempo

necessario per somministrare e interpretare una batteria di valutazione può essere di parecchie ore, il che

potrebbe rendere il pre-test inutile considerando il costo e lo sforzo. Inoltre, da un punto di vista pratico

non vi potrebbe essere altra alternativa che omettere il pre-test. Infine, anche dal punto di vista etico, nel

de e pe l o issio e.

caso in cui un pre-test potrebbe essere stressante per i soggetti è meglio prope

L i o siste za del diseg o spe i e tale o u a sola o dizio e post-test deriva dagli svantaggi di non

T a le o segue ze, l i possi ilità di assi u a si he i g uppi sia o e ui ale ti sulla ase

usare un pre-test.

del pre-test, di accoppiare i soggetti in relazione alla prestazione ottenuta nel pre-test prima

dell asseg azio e asuale, la possi ilità di studia e la elazio e t a la alutazio e p e-test e la variazione

comportamentale, la difficoltà di ben valutare i motivi che portano i soggetti ad abbandonare i gruppi di

studio e infine una riduzione della potenza statistica.

2.3 Disegno sperimentale di Solomon per quattro gruppi

Il disegno sperimentale di Solomon è un disegno di ricerca complesso ma molto potente. Si tratta di una

combinazione di due esperimenti: ovvero del disegno con condizioni pre-test e post-test e del disegno che

Ve go o eati g uppi att a e so a do izzazio e, l asseg azio e

prevede una sola condizione post-test.

casuale, e di questi 4 gruppi solo 2 ricevono il trattamento, mentre gli altri due fungono da gruppi di

o t ollo. Gli effetti del t atta e to posso o esse e attestati da u o f o to all i te o dei g uppi o da

parecchi confronti tra i gruppi. Il confronto incrociato tra i diversi risultati ottenuti permette di stabilire la

presenza di un effetto del trattamento sperimentale. Le dimostrazioni che vengono fornite con questo

disegno sono molto più potenti delle dimostrazioni che vengono fornite con gli altri disegni sperimentali.

Questo disegno viene spesso definito ideale, perché è in grado di tenere sotto controllo diversi fattori di

distu o. I pa ti ola e, olt e al o t ollo delle i a e alla alidità i te a, può esse e alutato l effetto

della somministrazione del pre-test. Si può valutare cioè se i soggetti sono stati sensibilizzati al pre-test così

da fa sì he l i te e to a ia effetti di e si da uelli he a e e a uto i asse za del p e-test. E questo

pe h i uesto diseg o la p ese za e o te po a ea asse za del p e-test. Lo scopo di questo disegno

Co e fatto ota e, l espe i e to

sperimentale è proprio quello di valutare gli effetti delle sedute pre-test.

può essere concettualizzato come due piccoli esperimenti. Lo sforzo e i costi si raddoppiano così come il

numero di soggetti da testare, il numero di dati acquisiti e altro. La giustificazione a così tanto lavoro è da

ricercarsi nel fatto che il ricercatore desidera valutare la sensibilizzazione pre-test.

Lo scopo principale del disegno sperimentale di Solomon è quello di valutare gli effetti delle sedute pre-test

sulla base degli effetti ottenuti con un particolare intervento. Nel disegno sperimentale con condizioni pre-

test e post-test esiste la possibilità che la sensibilizzazione legata al pre-test limita la validità esterna del

l effetto do uto alla

risultato. Invece, nel disegno sperimentale che prevede una sola condizione post-test

sensibilizzazione non esiste, non essendoci una condizione pre-test. Nel disegno sperimentale di Solomon

39

l effetto delle sedute p e-test viene verificato direttamente. Per ottenere ciò si richiede un minimo di 4

gruppi. Il disegno può essere capito considerandolo come una combinazione dei due disegni precedenti.

side azio i sull’utilizzo del diseg o:

Co questo disegno controlla quelle che sono ritenute essere le più

probabili minacce alla validità interna. Gli effetti legati alla sessione sperimentale di per sé possono essere

valutati confrontando i due gruppi di controllo, i quali differiscono solo per aver ricevuto il pre-test (ad

il o f o to di O e O . Più i po ta te da o side a e he può esse e e ifi ata l i te azio e

esempio, e l i te e to o f o ta do i g uppi p e-testati

tra la sessione pre-test e no (ad esempio, il confronto tra O2

pe aluta e gli effetti del tipo di seduta e dell i te azio e

e O5). Di fatto i dati possono essere analizzati

Tipo di Seduta x Trattamento. Per ottenere ciò, la valutazione dei dati post-trattamento per ogni gruppo

sono ordinati in un disegno fattoriale 2X2 e analizzati con una analisi della varianza a due vie. In questo caso

e go o utilizzate solo le segue ti osse azio i: O , O , O e O . I fatto i dell a alisi so o il tipo di sessio e

sperimentale (pre-test e post-test) e il trattamento (trattamento oppure nessun trattamento). Comunque

ili a he alt i etodi pe a alizza e i dati otte uti att a e so uesto diseg o. U alt a

sono possi

caratteristica del disegno è quella che esso include la replica del trattamento e delle condizioni di controllo.

da u o f o to all i te o dei g uppi ithi ; O

Gli effetti del trattamento possono essere attestati

opposto a O1) o da parecchi confronti tra i gruppi (between, ad esempio 02 opposto a 04; O5 opposto a O6

O5 opposto a O3 o O1). Se da questi confronti emerge una serie consistente di risultati, la potenza della

dimostrazione aumenta grandemente rispetto alla potenza dei disegni che prevedono solo confronti

si goli. La est izio e ell uso di uesto diseg o o dipe de da u a de olezza di tipo etodologi o.

Infatti, questo disegno racchiude in sé proprietà eccellenti che forniscono dimostrazioni molto più

persuasive di quelle fornite da altri disegni sperimentali. Ciò è dovuto principalmente alla possibilità di

replicare gli effetti del trattamento e alla valutazione del contributo della condizione pre-test. La potenza

statisti a e l elega za he o t addisti guo o le i fe e ze t atte o il diseg o spe i e tale di “olo o

sono certamente bilanciate dai maggiori costi in termini di tempo e calcoli. Come fatto notare,

l espe i e to può esse e o ettualizzato come due piccoli esperimenti. Lo sforzo e i costi si raddoppiano

così come il numero di soggetti da testare, il numero di dati acquisiti e altro. La giustificazione a così tanto

lavoro è da ricercarsi nel fatto che il ricercatore desidera valutare la sensibilizzazione pre-test. Dato che gli

effetti legati alla se si ilizzazio e a a e te e go o o side ati ell i te p etazio e teo i a dei fe o e i

di tipo clinico, questo disegno sperimentale può apparire come un qualcosa di esoterico. Tuttavia, solo

occasionalmente la sensibilizzazione ha implicazioni importanti che vano oltre le considerazioni generali sul

diseg o. Pe ese pio, il diseg o di “olo o fu utilizzato pe aluta e l i patto di u p og a a pe

l i fo azio e sulle p o le ati he he o du o o al suicidio, su un gruppo di studenti delle scuole

supe io i. L i te e to o siste a i u p oto ollo diseg ato pe fa au e ta e le o os e ze i a il

suicidio e per prevenire o diminuire la probabilità di suicidio. Alcuni studenti ricevettero il protocollo, altri

o. All i te o di uesti g uppi al u i e a o p e-testati su alcune misure relative alla conoscenza circa le

attitudini verso il suicidio e la disperazione. Gli effetti erano molto più marcati per quei soggetti che

ricevevano il pre-test, dimostrando così un effetto di sensibilizzazione pre-test. Nel disegno di Solomon, i

soggetti vengono assegnati casualmente alle condizioni. Nello studio di Spirito e colleghi i soggetti che non

erano presenti il giorno in cui veniva somministrato il pre-test erano assegnati alla condizione senza pre-

I uesto odo l effetto do uto

test,; quelli che erano presenti erano assegnati alla condizione pre-test.

e gli effetti do uti all i te azio e o il t atta e to pote zial e te o fuso dai

alla sessione pre-test

criteri di selezione, cioè le diverse possibilità che i soggetti non siano presenti. In questo caso la replica

necessaria per dimostrare che alla base della scoperta vi è la seduta pre-test piuttosto che il criterio di

selezione dei soggetti. 40

2.4 I disegni fattoriali

I disegni sperimentali presentati consistono principalmente nella valutazione di una sola variabile

indipendente. Inoltre, sempre nei disegni precedenti vi sono parecchie variazioni della stessa variabile

indipendente. Per esempio, la variabile indipendente (ad esempio, il trattamento) può essere fornita a un

gruppo e non a un altro. Alternativamente, diverse forme di trattamento potrebbero essere fornite a gruppi

diversi. Essenzialmente, qualunque sia il tipo di variazione questi studi valutano una variabile indipendente.

Lo studio di u a sola a ia ile all i te o di u espe i e to ha le sue li itazio i. La li itazio e p i ipale

che spesso i quesiti che vengono sollevati circa la variabile di interesse sono relativamente semplici. Un

esperimento che considera una singola variabile potrebbe evidenziare se un particolare trattamento

fu zio a eglio ell a ito di u a pa ti ola e p o le ati a li i a oppu e se l i patto ese itato da u

terapeuta esperto è maggiore di quello esercitato da un terapeuta inesperto. Problematiche più complesse

potrebbero essere studiate includendo più di una variabile. Per esempio, certi trattamenti sono più efficaci

o e ti te apeuti o o e ti lie ti? Quest ulti o tipo di uestio e ual osa di più spe ifi o e comporta

la valutazione di effetti separati e combinati di due o più variabili. I disegni permettono

fattoriali

l i estigazio e si ulta ea di due o più a ia ili fatto i i u solo espe i e to. Ve go o so i ist ate

due o più condizioni per ogni variabile. Nel più semplice dei disegni fattoriali ci sono due variabili (ad

ese pio, l espe ie za del te apeuta e il tipo di t atta e to og u o delle uali o siste di due li elli ad

esempio, terapeuta esperto opposto ad un terapeuta inesperto e il trattamento A opposto al Trattamento

B). In questo disegno 2x2 vi sono 4 gruppi che rappresentano ogni possibile combinazione dei livelli dei due

fattori. A con un terapeuta esperto B con un terapeuta esperto

A con un terapeuta inesperto B con un terapeuta inesperto

Naturalmente un disegno fattoriale non è un disegno singolo, ma piuttosto una famiglia di disegni che

variano nel numero e nel tipo di variabili e nel numero di livelli che caratterizza ogni variabile. La variazione

dall utilizzo di u p e-test

dei disegni fattoriali è influenzata anche oppure no. Negli esperimenti che

considerano le singole variabili, una manipolazione è quella di interesse, ma sono controllate tutte le altre

variabili che altrimenti potrebbero influenzare i risultati. In un esperimento fattoriale sono incluse variabili

multiple per affrontare questioni circa gli effetti separati e combinati delle diverse variabili. Le variabili che

sono comprese nel disegno fattoriale non sono semplicemente controllate; il loro effetto è valutato come

delle a ia ili disti te el diseg o. Pe ese pio, u diseg o fatto iale pot e e aluta e l i flue za

quello

delle caratteristiche del soggetto (ad esempio, il sesso del cliente), del terapeuta ( ad esempio, livello di

confidenza durante la seduta terapeutica), le variazioni del trattamento (ad esempio Trattamenti A, B, o C)

e le condizioni della somministrazione della terapia (ad esempio, il numero di sessioni). Uno dei motivi

p i ipali pe esegui e u espe i e to fatto iale l i te esse legato all effetto combinato di due o più

a ia ili, io la lo o i te azio e. L fa ife i e to all effetto si e gi o he isulta alla

interazione

o i azio e delle a ia ili. Esse zial e te u a i te azio e de ota he l effetto di u a a ia ile dipe de

ui ie e so i ist ata. P e ede te e te l i te azio e stata dis ussa i te i i di

dalle condizioni in

alidità este a. I uest otti a, l i te azi e sig ifi a he l effetto di u a a ia ile può o o può esse e

ge e alizzato att a e so tutte le o dizio i. Piuttosto, l impatto di quella variabile avviene solo sotto certe

condizioni o opera in modo diverso in quelle condizioni. 41

Co side azio i sull’utilizzo del diseg o: la potenza di un disegno fattoriale consiste nel fatto che può

valutare, in un singolo esperimento, gli effetti di variabili separate. Una delle caratteristiche di questo

diseg o uella dell e o o ia, dato che le diverse variabili possono essere studiate con pochi soggetti e

osservazioni, mentre negli esperimenti separati viene studiata ogni variabile singolarmente. Inoltre, il

disegno fattoriale fornisce informazioni uniche riguardo agli effetti combinati delle variabili indipendenti.

Qua do si o du e u a i e a, l i po ta za delle i te azio i o può esse e t as u ata. Pe ese pio, el

contesto del trattamento un dato intervento potrebbe semplicemente essere codificato come efficace o

inefficace piuttosto che essere codificato in base ad una serie di fattori come ad esempio chi somministra il

trattamento, quale tipo di problema presenta il cliente e così vita. Questi fattori fanno riferimento alle

variabili che potrebbero interagire con il trattamento. In generale, i disegni fattoriali possono affrontare

questioni molto più complesse e sofisticate rispetto agli esperimenti con una variabile singola. Le

preoccupazioni che potrebbero sorgere nel momento in cui si utilizza un disegno fattoriale sono sia di

ordine pratico che interpretativo. Dal punto di vista pratico bisogna ricordare che il numero di gruppi

ell espe i e to au e ta apida e te osì o e si posso o aggiu ge e uo i fatto i o uo i li elli di u

certo fattore. Per esempio, un disegno sperimentale nei suoi vari stati concettuali potrebbe iniziare

semplicemente come un disegno fattoriale 2x3 per osservare gli effetti del tipo di trattamento (la

meditazione opposta al biofeedback) e la gravità della sindrome ansiosa (alta, media, bassa). Questo

disegno include già 6 (2x3)gruppi. Tuttavia , potrebbe essere interessante studiare se vi sono differenze a

seconda che il trattamento sia somministrato da un terapeuta in persona oppure attraverso un nastro

contenente istruzioni registrate. Questa 3 variabile, cioè il modo attraverso il quale viene somministrato il

trattamento, che in questo caso comprende due livelli, porta il disegno ad essere del tipo 2x2x3 e ad avere

12 gruppi. In generale, in una ricerca, il numero di gruppi potrebbe divenire rapidamente proibitivo in

elazio e all au e ta e del u e o dei fatto i e dei li elli. I p ati a i so o li itazio i el u e o di

soggetti che possono essere inclusi in uno studio e il numero di fattori (variabili) che possono essere

p o le a legato all i te p etazio e dei isultati degli espe i e ti a fatto e

studiati facilmente. U

multiplo. I disegni fattoriali sono molto informativi quando il ricercatore predice una relazione interattiva

t a due o più a ia ili. L i te azio e se pli e he o p e de due o tre variabili è spesso relativamente

facile da interpretare. Tuttavia quando interagiscono variabili multiple il ricercatore, lasciato solo ad offrire

una spiegazione informativa o teoricamente plausibile, potrebbe perdersi nel descrivere tutte queste

relazioni complesse in modo coerente.

2.5 I DISEGNI QUASI-SPERIMENTALI

I disegni sperimentali presentati in precedenza costituiscono i disegni sperimentali tra i gruppi. Questi sono

definiti veri esperimenti poiché possono essere controllati parecchi aspetti della ricerca in modo da

eli i a e le i a e alla alidità i te a. La pote za dei diseg i de i a dall a ilità del i e ato e el

controllare quale tipo di trattamento deve essere somministrato, a chi e quando. Ancora più importante, i

soggetti possono essere assegnati casualmente alle condizioni, riducendo con ciò la potenziale plausibilità

delle minacce alla validità. Comunque vi sono molte situazioni nelle quali il ricercatore non può esercitare

questo tipo di controllo sui soggetti, e la loro assegnazione oppure la somministrazione del tipo di

trattamento a gruppi particolari. Nella ricerca clinica, pedagogica e del counseling i ricercatori non possono

asualizza e l asseg azio e dei lie ti o degli stude ti i odo da assol e e alle i hieste di un vero

espe i e to. Qui di de o o la o a e all i te o di p e isi o fi i a i ist ati i e u o ati i e

occasionalmente anche in ambienti anti-ricerca. I disegni sperimentali in cui il ricercatore non può

esercitare il tipo di controllo richiesto dai veri esperimenti vengono definiti come disegni quasi-

sperimentali. 42

2.5.1 Disegno sperimentale con condizioni pre-test e post-test

Il disegno quasi-sperimentale con condizioni pre-test e post-test è un disegno di ricerca dove vengono

impiegati due gruppi: un gruppo sperimentale che riceve il trattamento e un gruppo di controllo che non lo

riceve e che funge da termine di paragone. In questo disegno, i soggetti non sono assegnati casualmente ai

gruppi, perché i gruppi sono già formati. Pensiamo alle classi scolaresche, alle squadre sportive, ai pazienti

di diversi ospedali: in questo caso quindi i gruppi sono preesistenti e il ricercatore non può garantire il

ite io dell asseg azio e asuale. La a atte isti a esse ziale del diseg o he i soggetti so o testati prima

e dopo l i te e to. Questo ale sia pe i soggetti del g uppo spe i e tale he i e e il t atta e to sia pe

i soggetti del g uppo di o t ollo he o lo i e e a he e go o testati p i a e dopo l i te e to he

viene somministrato al gruppo di controllo. In questo modo, è possibile fare un confronto prima e dopo tra

il gruppo sperimentale, che riceve il trattamento, e il gruppo di controllo, che non lo riceve, e valutare se

l i te e to ha a uto u effetto. o possi ile di ost a e he il gruppo di controllo è simile al gruppo

sperimentale. Solitamente ciò è dovuto al fatto che essendo i gruppi già formati, questi potrebbero differire

p i a dell i izio della i e a. Il i e ato e de e hiede si se i so o delle diffe e ze t a i g uppi che

possono essere notate con la somministrazione del pre-test. Il pre-test dà la possibilità di avere una fiducia

aggio e ispetto all e ui ale za dei g uppi. A he se al p e-test i soggetti offrono prestazioni equivalenti, i

fattori storici o maturazionali potrebbero essere responsabili delle differenze osservate. Ciò che sfugge al

controllo del ricercatore sono gli effetti di interazione che differenze preesistenti da un lato e fattori sorici e

atu azio ali dall alt o ha o o il t atta e to.

Vi sono molti disegni quasi-sperimentali tra-i-gruppi, i più comuni dei quali sono simili ai disegni

sperimentali che prevedono condizioni pre-test e post-test o a quelli che prevedono solo condizioni post-

test. Per ognuna delle situazioni quasi-sperimentali equivalenti a questi disegni non è possibile dimostrare

che il gruppo di controllo è simile al gruppo sperimentale. Solitamente ciò è dovuto al fatto che essendo i

g uppi già fo ati, uesti pot e e o diffe i e p i a dell i izio della i e a. Qui di dato he i gruppi sono

già o posti i pot e e o esse e delle diffe e ze p i a he l i te e to sia so i ist ato. Ciò pe ette

di spiegare perché i disegni sono stati definiti come <disegni per gruppi non equivalenti>. La versione più

utilizzata di un disegno sperimentale per gruppi non equivalenti è quella che ricorda il disegno sperimentale

per gruppo di controllo con condizioni pre-test e post-test.

Non R O1 X O2

Non R O3 O4

In questa versione vengono confrontati soggetti non assegnati casualmente (ad esempio, soggetti che

e a o già i di e se o sie, di e se li i he, di e se s ola es he . U g uppo i e e il t atta e to l alt o o.

La potenza del disegno dipende direttamente dalla similarità tra il gruppo di controllo e quello

spe i e tale. I uesto aso il i e ato e de e hiede si i he odo l asseg azio e o igi a ia dei soggetti

he p i a della so i ist azio e dell i te e to. Pe

ai gruppi potrebbe aver portato a differenze sistemati

esempio, per valutare un certo intervento potrebbero essere utilizzate come campioni due scuole

ele e ta i. I uesto ese pio l i te e to ie e fo ito ad u a s uola a o all alt a. I a i i delle due

scuole potrebbero variare per status socioeconomico, quoziente intellettivo o per un numero imprecisato

di caratteristiche. È possibile che i risultati possano essere interpretati in base alle differenze iniziali notate

nella valutazione pre-test, oppure in base alle diverse caratteristiche dei gruppi nel caso che si evidenzino

L e ui ale za sulla ase di u a isu a p e-test

differenze, oppure no, nella sessione pre-test. non significa

pe l i te e to, a e ta e te

che i gruppi siano confrontati bili per tutte le dimensioni rilevanti 43

aumentano la fiducia in questo senso. Nella versione del disegno schematizzata precedentemente i risultati

potrebbero non esser facilmente attribuibili a fattori che potrebbero variare tra i gruppi come la storia, la

maturazione, il tipo di seduta sperimentale, la regressione, la mortalità. Comunque è possibile che queste

minacce possano differire tra i gruppi (interazione Selezione x Storia o interazione Selezione x

Maturazione). Queste interazioni significano che particolari effetti confondenti possono influenzare un

gruppo piuttosto che un altro e inoltre potrebbero essere responsabili delle differenze riscontrate tra i

g uppi. Pe ese pio, u g uppo pot e e a e e espe ie za di al u i e e ti a a atte e sto i o all i terno

della scuola) o differenziarsi per grado di maturazione (miglioramento senza trattamento). Anche se al pre-

test i soggetti offrivano prestazioni equivalenti, i fattori sopracitati potrebbero essere responsabili delle

diffe e ze osse ate all i te o dei g uppi. La eg essio e diffe e ziale e so la edia pot e e a h essa

essere responsabile per le differenze tra i gruppi se entrambi i gruppi fossero stati selezionati sulla base dei

punteggi estremi ottenuti nella prestazione post-test. Spesso al regressione differenziale potrebbe essere

causata da ciò che fa il ricercatore piuttosto che da un effetto involontario classico di una situazione non

controllabile. Come menzionato precedentemente, quando si è parlato delle situazioni in cui è impossibile

accoppiare i soggetti, un ricercatore può tentare di ottenere gruppi simili selezionando coppie di soggetti

(se ci sono due gruppi) simili. Procedendo in questo senso e confrontando i soggetti tra gruppi che hanno i

rispettivi partner, il ricercatore può creare gruppi numericamente equivalenti sulla base dei punteggi pre-

test, dell età, della diag osi, deg i a i di i o e o e alt o. Tutta ia, o uesta p o edu a pot e e o

essere più evidenti le differenze nella regressione tra i gruppi.

2.5.2 Disegno sperimentale con una sola condizione post-test

Un disegno con un gruppo di controllo non equivalente non necessita di un pre-test. Il disegno quasi-

sperimentale con una condizione post-test può essere schematizzato così:

non R X O1

non R O2

Ovviamente il problema di questo disegno, così come quello del suo corrispondente sperimentale, è che

o può esse e e ifi ata l e ui ale za dei g uppi p i a he e ga so i ist ato l i te e to. Nel diseg o

dis usso p e ede te e te, l asse za di u p e-test

sperimentale con una sola condizione post-test, poteva

o esse e e essa ia e te p o le ati a dato he l asseg azio e asuale au e ta la p o a ilità di

equivalenza tra i gruppi, in particolare quando il campione è molto grande. In un quasi-esperimento il

gruppo potrebbe differenziarsi grandemente tra le varie dimensioni prima che venga somministrato il

t atta e to. I olt e att i ui e all i te e to le differenze notate nel gruppo può essere particolarmente

poco convincente. A parte i problemi derivanti dalla probabile diseguaglianza del gruppo prima del

t atta e to e uelli legati all asse za di u p e-test per stimare le differenze nel gruppo, questa versione

del disegno per gruppo di controllo non equivalente è esposta ad ognuna delle possibili minacce alla

validità interna di cui soffre lo stesso disegno anche nella versione con pre-test. I disegni per gruppo di

controllo non equivalente condividono gli stessi effetti di sensibilizzazione pre-test ed anche in questo caso

il lo o o t ollo dipe de dall utilizzo o e o di u p e-test. Sebbene il quasi-esperimento con una sola

condizione post-test sia poco convincente, occasionalmente, questo disegno può essere il più attuabile. Per

ese pio, ell a ito di u a i e a i e t ata sulla alutazio e di u p og a a pe il e upe o degli

adoles e ti dipe de ti da a ie sosta ze. L i te e to o siste a i u p og a a ultidis ipli a e s olto

all i te o dell ospedale ad ese pio, te apia i di iduale, di g uppo e fa iglia . Il i e ato e esa i a a se

olo o he o pleta a o il p og a a iglio a a o ispetto a uelli he o lo i e e a o. L asseg azio e

44

casuale dei soggetti ai gruppi non era possibile. Di conseguenza, il ricercatore completava una valutazione

dei pazienti sotto trattamento e delle persone in lista di attesa. I risultati erano compatibili con

l aspettati a, io he il p og a a po ta a ad u iglio a e to. Chia a e te pa e hie do a de

rimangono senza risposta. Al tempo stesso questo test iniziale fornisce informazioni importanti e suggerisce

che il programma può offrire alcuni benefici. Un quasi esperimento permette un eccellente metodo per

iniziare una investigazione in particolar modo se visto in alternativa ad una impossibilità di fornire una

alutazio e. Co dizio e uest ulti a he a atte izza la aggio pa te dei p og a i di i o e o.

2.5.3 Le variazioni

Prima di completare la discussione sui disegni sperimentali con un gruppo di controllo non equivalente è

importante menzionare le variazioni dei disegni precedenti che potrebbero essere utilizzate. Una variazione

del disegno con un gruppo di controllo non equivalente con un pre-test potrebbe essere schematizzata

come segue: non R O1 X O2

non R O3 O4

Il diagramma indica che i gruppi ricevevano valutazioni pre e post trattamento in diversi momenti nel

tempo. Ovviamente questi disegni mostrano più di un problema rispetto ai disegni nei quali le misure sono

so i ist ate ai g uppi si ulta ea e te. Co uesta e sio e, l e ui ale za dei g uppi ella p estazio e

pre-test non può essere realmente determinata perché quando un gruppo è testato non vi sono le basi per

i fe i e sul li ello dell alt o g uppo a he se le isu e a uisite ello stesso o e to so o le stesse.

Inoltre diversi eventi storici, la maturazione e la strumentazione decadono attraverso i gruppi aumentando

la plausi ilità di ipotesi alte ati e pe l i te p etazio e dei isultati o e, ad ese pio, l ete oge eità del

momento in cui avviene la valutazione dei diversi gruppi. Come rappresentato nel diagramma precedente,

occasionalmente sono verificati il gruppo sperimentale e quello a cui viene somministrato il trattamento, in

momenti diversi, sfalsando le condizioni. Questa procedura non influenza, necessariamente, le conclusioni

che si possono trarre. Le condizioni di trattamento e di controllo degli esperimenti che hanno come soggetti

pazie ti ospedalizzati spesso so o st uttu ati i odo da e ita e l i te azio e t a i pazie ti i di e se

condizioni. Per esempio, un quasi-esperimento di questo tipo è stato utilizzato per valutare gli effetti

dell i seg a e to del a pazienti ospedalizzati alcolisti maschi. I pazienti sotto trattamento

problem solving

e a o sottoposti a sedute di te apia di g uppo della du ata di u o a du a te le uali e i a o a ituati a

riconoscere e definire problemi. Lo scopo era quello di preparare le persone ad affrontare i problemi della

ita eale. L asseg azio e dei soggetti e a s aglio ata: i g uppi o e a o testati o alutati allo stesso

tempo. Le prime 32 ammissioni erano assegnate al gruppo di controllo. Le successive 32 ammissioni erano

desig ate al g uppo sotto t atta e to. Questa iolazio e dell asseg azio e asuale si asa a sull i te esse

dell auto e el fa sì he i soggetti di o t ollo uelli he i e e a o u t atta e to quotidiano di corsia)

non avessero contatto diretto con il gruppo sperimentale. Infatti, i soggetti sperimentali non iniziavano il

loro trattamento sino a che i soggetti di controllo non erano stati dimessi. I risultati dimostrarono che

questo addestramento al problem solving porta ad un effettivo miglioramento di questa abilità. Il disegno

potrebbe essere condotto senza un pre-test. Un gruppo di controllo ed uno sperimentale potrebbero

essere valutati in diversi momenti senza che siano fornite in anticipo informazioni riguardo la loro

equivalenza su alcune delle misure. Naturalmente in questi casi aumentano i problemi che sorgono nel

momento in cui si vogliono trarre inferenze non ambigue circa il trattamento. Di più, sono presenti i

sto ia, alla atu azio e e all usu a della st u e tazio e e pot e e o esse e

problemi relativi alla 45

responsabili delle differenze tra i gruppi. Nonostante gli svantaggi di utilizzare gruppi di controllo che sono

alutati i te pi di e si dal g uppo spe i e tale, l aggiu ta del gruppo di controllo rende questi disegni

iglio i di uelli he utilizza o solo u g uppo he i e e l i te e to. “e fosse stato usato u solo g uppo

con una valutazione pre e post intervento saremmo in presenza di uno studio non controllato e molte

minacce alla validità esterna non potrebbero essere evitate.

2.5.4 Commenti generali

Le caratteristiche generale di questi disegni riguardano i limiti relativi alla situazione che impedisce al

ricercatore di incontrare i requisiti del vero esperimento. Ciò significa di solito che il ricercatore non può

assegnare i soggetti casualmente alle condizioni e che molte minacce alla validità interna concorreranno

o la a ipolazio e all i te p etazio e dei isultati. L i possi ilità di ea e le o dizio i lassi he dei e i

esperimenti non significa invariabilmente essere in presenza di una dimostrazione di ambiguità. Quindi i

i e tali o so o pe lo o atu a e ati. L a go e to he desta p eo upazio e o siste

disegni quasi-spe

el g ado di plausi ilità assu to dalle ipotesi alte ati e ell i te p eta e i isultati. “pesso il aso he

obbliga il ricercatore ad utilizzare i disegni quasi-sperimentali,. In questi casi è richiesta una certa

i geg osità pe pe sa e uali a i etodologi he utilizza e o t o l a iguità. Le i a e alla alidità

interna possono essere regolate utilizzando i vari gruppi di controllo che possono essere usati nella

situazione. Questi gruppi possono aiutare ad indebolire una o più minacce alla validità interna e a

rappezzare un disegno imperfetto. Infatti i gruppi che vengono aggiunti ai disegni per limitare le eventuali

spiegazioni alternative dei risultati sono definiti come gruppi di controllo <aggiuntivi> che saranno poi

discussi. 3. DISEGNI A TRATTAMENTO MULTIPLO

La caratteristica che permette di definire il disegno a trattamento multiplo è quella che ad ogni soggetto

vengono somministrati tutti i diversi trattamenti che vengono considerati nella ricerca. Sebbene la

alutazio e dei t atta e ti sia <all i te o dei soggetti>, di solito el diseg o so o p ese tati g uppi di

t atta e to ultiplo, ell a ito della i e a i psi ologia li i a,

soggetti separati. In molti dei disegni a

sono utilizzati gruppi separati in modo che i diversi trattamenti possano essere bilanciati tra i soggetti. Così

facendo i trattamenti possono essere presentati in diversi ordini. Le versioni dei disegni a trattamento

multiplo sono diverse e dipendono dal numero di trattamenti e dal modo attraverso il quale sono

presentati. Tutti questi disegni potrebbero essere definiti come poiché essi provano a

disegni bilanciati

ila ia e l o di e dei trattamenti tra i soggetti.

3.1 Il disegno incrociato

U o spe ifi o diseg o spe i e tale a t atta e to ultiplo, utilizzato ell a ito della i e a he aluta i

diversi trattamenti, è quello definito come disegno Questa denominazione deriva dal fatto che

incrociato.

i u e to o e to du a te l espe i e to, di solito a età, tutti i soggetti <si i o ia o> t a le a ie

o dizio i spe i e tali. Questo diseg o utilizzato o due di e si t atta e ti. Att a e so l asseg azio e

g uppi di soggetti. I g uppi diffe is o o pe l o di e att a e so il uale i e o o i

casuale sono formati due

due trattamenti

R O1 X1 O2 X2 O3

R O4 X2 O5 X1 O6 46

Dato il numero dei diversi interventi (X1 e X2) e le diverse osservazioni (da O1 a O6) il diagramma può

apparire complesso. Tuttavia il disegno è relativamente semplice. Essenzialmente ogni gruppo viene

fo ato att a e so l asseg azio e asuale ‘ . Pot e e esse e fornito un pre-test per verificare la

prestazione prima di ogni intervento. Il pre-test (schematizzato nel diagramma come O1 e O4) non è

obbligatorio, ma viene incluso dato che viene comunemente utilizzato e fornisce tutti i benefici classici dei

pre-test che sono stati discussi prima. La caratteristica principale del disegno è quella che i gruppi ricevono

gli interventi (X1 e X2) in ordini diversi. Inoltre, il comportamento viene verificato dopo ogni intervento.

o e to i ui i o ia o i g uppi, l alt a dopo he

Così si hanno due valutazioni, una a metà nel

terminato il secondo e ultimo trattamento. Ad esempio, Hackmann e McLean utilizzarono un disegno

incrociato per confrontare due diversi trattamenti per 10 pazienti affetti da pensieri e rituali ossessivi. I due

trattamenti erano definiti di Stop e di Inondazione. Nel primo caso la terapia consisteva nel richiedere

all i di iduo di i agi a e situazio i he p o o a a o ituali e pe sie i ossessi i. Co e il pazie te

seg ala a he l i agi e o il pe sie o erano chiari, il terapeuta colpiva il tavolo con un righello e urlava

<stop>. Lo scopo di questo trattamento era quello di interferire e interrompere il completamento del

pe sie o. L i o dazio e o siste a ell espo e i pazie ti a situazio i di fo te paura che facevano

p e ipita e l a sia he appa e te e te po ta a all ossessio e. I pazie ti e a o esposti a e e ti eali ella

situazione di inondazione. I 10 pazienti erano divisi in due gruppi di 5. Il primo gruppo riceveva la situazione

di inondazione seguita poi dalla situazione di arresto dei pensieri. Il secondo gruppo riceveva i trattamenti

ell o di e opposto. Og i t atta e to e a so i ist ato i sessio i. La alutazio e delle ossessio i e a

completata inventariandole prima del trattamento, dopo il primo trattamento e ancora dopo il secondo.

E t a i i t atta e ti e a o asso iati o u a a iazio e e o e a o diffe e ze t a i t atta e ti.

3.2 Disegni bilanciati a trattamento multiplo

I disegni incrociati così come sono stati discussi appaiono come un disegno semplice, utilizzato di solito con

due trattamenti che ogni cliente riceve in un diverso ordine; cioè i trattamenti sono bilanciati. Se aumenta il

numero dei trattamenti le procedure di bilanciamento divengono più complesse. Con trattamenti

ali l o di e att a e so il uale e go o so i ist ati i t atta e ti più diffi ile da ila ia e. Pe

addizio

ese pio, o side ia o l espe i e to ipoteti o el uale e go o o f o tati t atta e ti A,B, C e D .

È i po ta te de ide e l o di e di so i ist azio e dei

Ogni soggetto riceverà tutti i trattamenti.

trattamenti. Un metodo è quello di determinare casualmente per ogni soggetto la sequenza di

somministrazione dei trattamenti. In questo modo la sequenza per ogni soggetto dipenderà dal caso.

Questa procedura sarebbe adeguata per un largo numero di soggetti. Comunque è possibile in particolare

o u u e o di soggetti li itato he l o di e dei t atta e ti o sia ila iato. I alt e pa ole, u o dei

trattamenti può apparire ad un certo punto della sequenza (ad esempio, il primo trattamento) ma non in

altri punti. Più precisamente, i diversi trattamenti non appariranno per un numero uguale o

approssimativamente uguale di volte nella sequenza. Questa ineguaglianza potrebbe interferire con le

conclusioni che possono essere tratte circa gli effetti del trattamento. Per esempio, in una ricerca furono

valutati gli effetti delle tre forme classiche della terapia comportamentale (desensibilizzazione sistematica,

i plosio , e i fo zo pe idu e l a sia di 14 pazienti fobici in una struttura che accoglieva pazienti

psi hiat i i. Pe og i pazie te l o di e delle o dizio i e a dete i ato asual e te. La p ati a del i fo zo

te de a ad esse e la più effi a e ell a ito delle isu e o po ta e tali. U a o siderazione

importante riguardo il disegno considera se i trattamenti erano distribuiti in modo approssimativamente

uguale tra le varie posizioni nella sequenza (primo, secondo o terzo trattamento). Da sola la semplice

assegnazione casuale potrebbe portare ad asserire che una larga percentuale dei pazienti ricevevano la

condizione di rinforzo in una particolare posizione della sequenza (ad esempio, prima). Inoltre lo studio 47

evidenzia che il trattamento somministrato per primo tendeva ad essere il più efficace indipendentemente

da quale fosse. Così la posizione nella quale il trattamento era somministrato contribuiva ai suoi effetti. Se

non si conosce attraverso quale ordine i trattamenti sono stati somministrati ai soggetti non è possibile una

spiegazione alternativa dei risultati. Questi potrebbero riflettere una interazione Trattamento x Ordine,

piuttosto di un semplice effetto dovuto solo al trattamento. Una procedura utile per ordinare i trattamenti

in un disegno a trattamento multiplo è quella di selezionare in anticipo una serie di sequenze e di assegnare

i soggetti ai diversi ordini casualmente. Per esempio supponiamo che vi siano 4 gruppi di soggetti e ogni

soggetti riceva ognuno dei 4 trattamenti. In questo caso potrebbero essere preselezionati alcuni ordini o

sequenze ai quali i soggetti sono casualmente assegnati.

_____________ ______________________

Ordine

Sequenze 1 2 3 4

I A B C D

II B A D C

III C D A B

IV D C B A

La caratteristica di questo ordine è quella che ogni gruppo ha una sequenza che include ognuno dei quatto

trattamenti. Inoltre, ognuno dei trattamenti è somministrato una volta in ognuna delle possibili posizioni.

Questa disposizione viene chiamata a Nel quadrato latino il numero dei gruppi,

Quadrato latino.

(rappresentato dalle righe nella tabella) gli ordini delle posizioni (rappresentati dalle colonne) e i

trattamenti (rappresentati da A sino a D) sono uguali. Alla fine della ricerca, le analisi permettono di

e se i so o effetti do uti ai g uppi ighe o all o di e olo e o

confrontare trattamenti diversi e valuta

al trattamento (A opposto a B opposto a C opposto a D). Un effetto che rimane ancora incontrollato è la

particolare sequenza attraverso la quale si presenta il trattamento. La sequenza di somministrazione dei

trattamenti presentata in tabella non rappresenta tutte le sequenze possibili. Non ogni trattamento è

preceduto e seguito da ognuno degli altri trattamenti. Per esempio, al trattamento B non segue mai

immediatamente il trattamento D. Inoltre, con il disegno presentato è realmente impossibile eliminare le

possibili influenze delle diverse sequenze che potrebbero contribuire a rendere ambigui i dati ottenuti per

un certo trattamento. Ci può essere una , tra gli effetti del trattamento e la posizione in cui il

interazione

trattamento appare nella sequenza. Questa interazione è un possibile fattore confondente e potrebbe

essere evitata se venissero rispettati tutti i possibili ordini di somministrazione del trattamento con gruppi

di soggetti separati. In un ogni trattamento viene presentato lo stesso

disegno completamente bilanciato

numero di volte, in ogni ordine e ogni trattamento precede e segue tutti gli altri. Il problema con questo

tipo di disegno è che potrebbe richiedere un numero proibitivo di gruppi e di soggetti. In generale, è

relativamente rara la somministrazione di trattamenti multipli allo stesso soggetto. Quando negli studi sul

trattamento si utilizzano disegni a trattamento multiplo la versione più comune confronta due trattamenti.

L aggiu ta di più t atta e ti può i hiede e u pe iodo elati a e te lu go di t atta e to o ti uato e i

questo modo a ogni trattamento viene data la possibilità di influenzare il comportamento. Inoltre, il

problema discusso precedentemente delle variazioni ottenuti a seguito di trattamenti multipli rende le

sessioni sperimentali una avventura molto incerta. Conseguentemente vari trattamenti sono valutati molto

48

i f e ue te e te all i te o dei soggetti, iò a ie e di solito ua do i diseg i non sono completamente

bilanciati e quindi non includono tutte le possibili sequenze del trattamento.

3.3. Co side azio i pe l’utilizzo dei diseg i

L utilità dei diseg i a t atta e to ultiplo dipe de da a i fatto i i lusi gli effetti a ti ipati di diversi

trattamenti, il tipo di variabile dipendente e di variabile indipendente e la misurazione degli effetti

cumulativi del trattamento quando si utilizzano gli stessi soggetti.

Effetti dovuti all’o di e e alla se ue za: side azio e da fa si ell a ito

forse la più importante delle co

dei disegni a trattamento multiplo riguarda il come vengono ordinati i trattamenti. Di fatto possono essere

distinti vari problemi. Per cominciare, se un esperimento consiste di un gruppo di soggetti che riceve due

diversi trattamenti (A e B) in un certo ordine non bilanciato i risultati potrebbero essere completamente

non interpretabili. Per esempio, se il trattamento B porta a una serie di variazioni più evidenti del

trattamento A, potrebbe essere impossibile determinare se B era più efficace considerate le sue particolari

ualità te apeuti he o pe h stato se p e so i ist ato pe se o do a tutti i soggetti. Così l o di e

attraverso il quale viene presentato il trattamento, che considera un solo gruppo, potrebbe essere il

responsabile delle differenze riscontrate tra i trattamenti e dunque servire come plausibile spiegazione

alte ati a dei isultati. Qua do l o di e di so i ist azio e dei t atta e ti espo sa ile dei isultati si

parla di Questo effetto fa riferimento al fatto che sia responsabile dei risultati ottenuti il

effetto ordine.

momento nel tempo in cui viene presentato il trattamento e non lo specifico trattamento. Nonostante con

il ila ia e to si e iti he l o di e sia o fuso o il t atta e to, i potrebbero ancora essere fattori che

i flue za o i isultati. O asio al e te, i i e ato i ipo ta o gli effetti dell o di e di p ese tazio e he

permette di identificare quando i trattamenti sono più efficaci a causa delle loro caratteristiche rispetto a

quando il trattamento è somministrato indipendentemente dalle sue caratteristiche peculiari. È possibile

che il motivo sia correlato agli effetti soffitto e pavimento che saranno discussi dopo, cioè nel momento in

ui ie e p ese tato l ulti o t atta e to di u a se ie di t atta e ti, l a o ta e delle a iazio i

osse ate sulle isu e dipe de ti fo te e te atte uato. L o di e di so i ist azio e dei t atta e ti

t atta e to all alt o o lo stesso pe og i t atta e to. i e e e il t atta e to A seguito poi dal

trattamento B può non essere lo stesso che ricevere il Trattamento B seguito dal trattamento A. Quando la

disposizione sequenziale dei trattamenti contribuisce ai loro effetti si parla di effetti La natura del

sequenza.

so alt i te i i o e l

problema è comunicata attrave o gli

interferenza da trattamento multiplo effetti di

Come assunto generale, i disegni a trattamento multiplo sono abbastanza suscettibili

trascinamento.

all i flue za degli effetti se ue za. Questi effetti so o isti o e se atu e a seconda dello scopo che ha l

ricercatore. Gli effetti sequenza rappresentano interazioni complesse ( ad esempio, Trattamento x Ordine

di Apparizione) e possono essere di qualche interesse. Nella vita tutti gli eventi accadono nel contesto di

altri eventi. Gli effetti sequenza abbracciano problematiche circa il contesto nel quale accadono gli eventi e

gli effetti della esperienza precedente sulla prestazione successiva. A seconda dello scopo può essere di

importanza centrale che si verifichino gli effetti sequenza. Comunque, per quanto riguarda la valutazione

del trattamento gli effetti sequenza si notano raramente. Lo scopo è quello di produrre variazioni

terapeutiche e di determinare quale tra i trattamenti alternativi permette effettivamente di raggiungere

questo scopo. le considerazioni relative alle variabili che

Restrizioni dovute a diverse variabili dipendenti e indipendenti:

devono essere studiate possono stabilire se un disegno a trattamento multiplo è appropriato o utile per

l espe i e to i uestione. In un disegno a trattamento multiplo alcune variabili di interesse per il

ricercatore non possono essere studiate facilmente. Per esempio, a seconda del tipo di manipolazione 49

sperimentale le istruzioni sperimentali o le aspettative del soggetto possono presentare problemi

particolari. Il problema è nel riuscire a fornire al soggetto interventi separati che possano presentare

informazioni o procedure conflittuali. Per esempio, la terapia individuale e la terapia famigliare possono

o f o ta ili all i te o di u pa ti ola e a pio e di soggetti. Il fo da e to logi o su

essere difficilmente

cui si basano i rispettivi trattamenti potrebbe fornire ai soggetti informazioni conflittuali circa lo scopo,

app op iato, dell i te e to. Il se o do t atta e to potrebbe sembrare strano se andasse a contraddire le

basi teoriche e le reali operazioni del primo trattamento. Probabilmente essere a conoscenza del

fondamento logico su cui si basano i trattamenti e ricevere prima una di queste procedure potrebbe

e le aspettati e ell alt a. Qual he olta il p o le a di u a pote ziale o flittualità di

influenza

informazione tra i diversi trattamenti può essere risolto. La soluzione potrebbe risiedere nelle diverse

logiche fornite dal ricercatore in modo da non far apparire in conflitto i diversi trattamenti. In questo modo

il i e ato e, att a e so la sua eati ità, he ette i du io l assolutezza delle egole he i di a o he

u t atta e to può o o può esse e a oppiato ad u alt o ell a ito del diseg o a t attamento

ultiplo. Ca atte isti he sta ili o e la pe so alità, l aspetto de og afi o e alt e o so o studiate

all i te o dei soggetti dato he solita e te i u espe i e to esse o a ia o all i te o dello stesso

soggetto. O ia e te, all i te o dello stesso esperimento i soggetti non sono sia maschi che femmine o

pazie ti psi hiat i i e o pazie ti. “pesso possi ile p ese ta e situazio i all i te o dell espe i e to he

modificano il modo attraverso il quale il soggetto reagisce a determinate varabili. Un soggetto potrebbe

avere una esperienza di successo o fallimento nel tentativo di raggiungere, in queste situazioni, una certa

prestazione sulle misure dipendenti. Le caratteristiche stabili dei soggetti possono essere studiate

facilmente con i disegni fattoriali che combinano il gruppo e le caratteristiche del trattamento multiplo. A

parte le restrizioni sulle variabili indipendenti, ci sono restrizioni sulle misure dipendenti che possono

essere facilmente valutate in un disegno a trattamento multiplo. Le misure dipendenti che riguardano le

a ilità og iti e e uelle oto ie o ifletto o fa il e te gli effetti del t atta e to all i te o dei

soggetti. Quando un trattamento altera una certa abilità (ad es., andare in bicicletta) gli effetti relativi ad

altri trattamenti sono più difficili da valutare rispetto a quando sono osservate variazioni transitive nella

prestazione. un possibile problema che insorge durante la valutazione

Effetti soffitto (<ceiling>) e pavimento (<floor>):

al i te o degli stessi soggetti uello he igua da gli effetti soffitto e pa i e to he

di diversi interventi

possono limitare il livello di variazione osservato. Gli effetti ceiling e floor sono relativi al fatto che la

variazione osservata nelle misure dipendenti può raggiungere rispettivamente un limite massimo o minimo

e che a causa di questi limiti non possono manifestarsi ulteriori variazioni. Assumiamo, per esempio, che

due trattamenti siano presentati in un disegno a trattamento multiplo e valutati attraverso una ipotetica

misura che varia nei punteggi da 0 a 100. In questo caso un punteggio 0 corrisponde ad una bassa

adattabilità, che sta a significare che un individuo nei suoi giorni migliori è costantemente depresso,

teggio o ispo da al fatto he l i di iduo sia

ansioso, ubriaco a apatico. Assumiamo che il pu

perfettamente adattivo, contento e propositivo. Nella valutazione pre-trattamento i soggetti sono

selezionati sulla base della scala di valutazione per la loro bassa adattabilità. Successivamente vengono

forniti ai due gruppi di soggetti i due trattamenti in ordine bilanciato. Supponiamo che il trattamento

iniziale faccia salire i punteggi sino a raggiungere una media di 95. Probabilmente dopo questa grossa

modificazione iniziale un secondo trattamento potrebbe non fornire ulteriori evidenze di miglioramento. La

conclusione che si potrebbe trarre è al seguente: i trattamenti sono efficaci allo stesso modo e uno non

aggiu ge ulla all alt o. U a da e to di e so pot e e e e ge e el aso o i fosse o pu teggi

massimi tra le misure. Cioè, se anche i punteggi più alti fossero permessi e fosse stato dimostrato un

ammontare più elevato di variazione nel comportamento, sarebbero state raggiunte conclusioni diverse. 50

Per esempio si potrebbero ottenere risultati diversi se la scala di adattabilità permettesse punteggi oltre il

100 e ulteriori livelli intermedi. Una eventualità è quella che i trattamenti, alla loro prima presentazione,

potrebbero aver attivato stati diversi. Il trattamento A potrebbe aver portato ad un punteggio medio di 95,

a il T atta e to B ad u pu teggio di . I tal aso, ua do l alt o il se o do t atta e to e i a

applicato a ogni gruppo si sarebbero potute evidenziare ulteriori variazioni, al limite nel momento del

passaggio da A a B. In generale il problema degli effetti ceiling e floor non è ristretto ai confronti tra i diversi

t atta e ti. L asse za di diffe e za t a i g uppi può de i a e dall e tità dei li iti defi iti pe u a e ta

misura. Se i punteggi per i diversi gruppi si concentrano ai limiti massimi e minimi della scale, è possibile

che le differenze siano evidenti se la scala permette una maggior dispersione di punteggi. Sebbene il

problema degli effetti ceiling e floor può essere presente in ogni disegno, esso è esacerbato nel caso dei

disegni a trattamento multiplo poiché trattamenti diversi operano nel senso di un continuo aumento (o

diminuzione) dei punteggi. Nei disegni a trattamento multiplo gli effetti ceiling e floor sono facilmente

evitabili quando una variazione è transitoria. Per esempio, un intervento per migliorare una certa

prestazione a base di farmaci e incentivi può produrre effetti solo mentre gli interventi sono in atto. La

valutazione del comportamento può essere compiuta mentre questi interventi sono effettuati. Una volta

us iti dall i te e to pe u pe iodo tale da o se ti e di eli i a e gli effetti del fa a o o degli i e ti i,

forse, può essere implementato il secondo intervento. Se gli effetti di un intervento sono transitori ed

l i te e to effetti o, il iglio a e to he isulte à da u t atta e to o li ite à i

evidenti solo quando

pu teggi he posso o esse e aggiu ti el se o do t atta e to. Lo studio dell i te e to o effetti

transitivi risolve il problema degli effetti ceiling e floor nelle misure dipendenti. Comunque, lo scopo da

raggiungere nelle aree di ricerca clinica o applicata come la psicoterapia è quello di produrre una variazione

o t a sito ia. “e l o ietti o uello di u a a iazio e del o po ta e to he si p ot ae el te po non è

ragionevole selezionare gli interventi con effetti transitori per scopi legati al disegno.

SOMMARIO E CONCLUSIONI

I olte i e he ell a ito della psi ologia li i a, edu ati a e del ou seli g, lì i te e to ie e alutato

facendo un confronto tra i gruppi. È quindi necessaria molta attenzione nel momento in cui si assegnano i

soggetti ai gruppi. Nella ricerca sperimentale i soggetti vengono assegnati in modo tale che ogni soggetti ha

a e te si utilizza l asseg azio e asuale.

la stessa probabilità di partecipare alle varie condizioni. Tipi

Co e p o edu a aggiu ti a all i izio dell espe i e to i soggetti posso o esse e a oppiati pe u a data

a ia ile e asseg ati asual e te alle o dizio i. L a oppia e to seguito dall asseg azio e asuale u

odo e elle te pe ga a ti e l e ui ale za dei g uppi su u a isu a he elati a alla a ia ile

dipe de te. Qua do l o ietti o uello di ide tifi a e i soggetti t a i g uppi he so o uguali sulla isu e

p e ede te al t atta e to, o asio al e te l a inamento è utilizzato con gruppi intatti o preesistenti.

“e e e l i te to di uesta p o edu a di a oppia e to sia e sta ilito esso pot e e p odu e g uppi

he eg edis o o e so edie di e se da uelle del g uppo stesso. I dipe de te e te dall i te ento i

gruppi potrebbero diversificarsi a causa di questo effetto di regressione. Considerando il possibile artefatto

legato alle differenze nel gruppo, tentare di omogeneizzare il gruppo in questo modo fa riferimento alla

situazione, vista precedentemente, in cui si cerca di raggruppare soggetti diversi. Sono stati discussi vari

disegni come il disegno che comprende un gruppo di controllo e condizioni pre-test e post-test, quello che

prevede una sola condizione post-test, il disegno di Solomon per 4 gruppi, i disegni fattoriali e i disegni

quasi-sperimentali. Il gruppo di controllo pre-test/post-test è particolarmente vantaggioso data la potenza

che il pre-test riesce a fornire per demarcare un livello iniziale di comportamento (pre-intervento), la

e della a iazio e el o po ta e to, e l au e to della pote za e essa ia pe le a alisi

valutazio

statistiche. Sono stati evidenziati anche i disegni fattoriali dato che permettono lo studio simultaneo degli

51

effetti di 2 o più variabili in un solo esperimento. Inoltre questi disegni permettono la valutazione delle

i te azio i t a le a ia ili, io se gli effetti di u a a ia ile dipe do o dai di e si li elli di u alt a a ia ile.

Sono stati discussi anche i disegni a trattamento multiplo. Sebbene in questi disegni siano inclusi gruppi

separati di soggetti, la caratteristica che li contraddistingue è la presentazione agli stessi soggetti di

trattamenti diversi o condizioni diverse di trattamento e controllo. Nei disegni a trattamento multiplo i

gruppi di soggetti separati sono utilizzati in modo che i diversi trattamenti siano bilanciati. Il bilanciamento

diseg ato pe esse e si u i he gli effetti dei t atta e ti possa o esse e sepa ati dall o di e el uale essi

sono presentati. Nel più semplice dei disegni a trattamento multiplo, quello definito come disegno

incrociato, due trattamenti sono somministrati a due gruppi di soggetti ma con un diverso ordine. Nelle

versioni più complesse, parecchi trattamenti possono essere distribuiti e presentati a gruppi di soggetti

composti casualmente sia con un ordine casuale sia con un ordine predeterminato. Un disegno a Quadrato

ife ito alle odalità pe sate pe dist i ui e i t atta e ti ultipli all i te o dei soggetti el aso i

latino

cui il numero dei trattamenti è uguale al numero dei gruppi e in cui ogni trattamento appare una volta in

ogni posizione della sequenza nella quale sono disposti i trattamenti. Vi sono parecchie considerazioni da

fa e sull utilizzo dei diseg i a t atta e to ultiplo. Gli effetti o di e e sequenza sono controllati in modo

da assi u a si he og i t atta e to sia so i ist ato ell o di e giusto ad es, p i o, se o do, te zo, e .

Gli effetti sequenza sono molto difficili da controllare, a meno che ogni trattamento preceda e segua tutti

alt i t atta e ti el diseg o. Quest ulti a i hiesta di ila ia e to p oi iti a o i t atta e ti

gli

multiplo. Se si lasciano incontrollati gli effetti sequenza, il problema è che gli effetti dovuti ad un

trattamento possono essere influenzati dagli effetti dei trattamenti precedenti. In altre parole, ci può

esse e u effetto di t as i a e to de i a te da u t atta e to p e ede te. U alt a o side azio e,

ell a ito dei diseg i a t atta e to ultiplo, tie e o to delle est izio i dettate dalle a ie ariabili

dipendenti e indipendenti. Le variabili indipendenti come ad esempio le caratteristiche dei soggetti o i

trattamenti, che sembrano presentare informazioni o procedure conflittuali al soggetto, potrebbero essere

da studia e all i te o dei soggetti. Le a ia ili dipe de ti he ifletto o

impossibili o estremamente difficili

dete i ate a ilità posso o esse e diffi ili da aluta e ell a ito dei diseg i a t atta e to ultiplo.

Diversamente, molte misure transitive del livello di prestazione e abilità non riflettono gli effetti cumulativi

dei trattamenti multipli sulla base dei dispositivi di misurazione. Infine, lo studio dei trattamenti multipli

può introdurre i problemi legati agli effetti Rispettivamente, questi effetti fanno

soffitto e pavimento.

riferimento ai livelli più alti e più bassi della misurazione della risposta che non permettono interventi

successivi in grado di evidenziare ulteriori variazioni nella prestazione. Quindi ci devono essere assicurazioni

che le misure dipendenti non limitino la gamma della prestazione del soggetto in base alle risposte fornite

nei trattamenti precedenti. 5. CAPITOLO

GRUPPI DI CONFRONTO E DI CONTROLLO

GRUPPI DI CONTROLLO ALTERNATIVI

I gruppi di controllo, di solito, sono utilizzati per affrontare le minacce alla validità interna come ad esempio

la storia, la maturazione, la selezione e altre. Il controllo di queste e altre minacce viene raggiunto

assi u a dosi he all i te o del disegno un gruppo condivida queste caratteristiche con il gruppo

sperimentale pur non ricevendo nessun tipo di intervento o manipolazione sperimentale. Le minacce alla

validità interna vengono di solito affrontate se il gruppo sottoposto ad intervento e i gruppi di controllo

sono formati in base ad una assegnazione casuale e valutati nello stesso momento. Spesso, in psicologia

clinica, sono utilizzati vari gruppi di controllo. 52


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AleCas

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Metodologia della ricerca in Psicologia Clinica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Coco: Metodi di ricerca in psicologia clinica, Alan E. Kazdin.
Il riassunto riguarda i capitoli 1-2-3-4-5-6-11-13-14, ovvero quelli indicati dal Docente per lo studio della materia. Gli argomenti trattati riguardano:
- i quattro tipi di validità - interna, esterna, di costrutto e statistica;
- i criteri per la selezione dell'argomento di una ricerca e il disegno sperimentale;
- i disegni sperimentali alternativi;
- i gruppi di confronto e di controllo;
- i disegni sperimentali per lo studio del caso clinico e del caso singolo;
- i metodi alternativi per la valutazione dei dati;
- l'etica e le linee guida per la conduzione della ricerca;
- la pubblicazione e la comunicazione dei risultati.
Il riassunto è completo di Introduzione e del Sommario e delle Conclusioni, previsti alla fine di ogni Capitolo, che si rivelano molto utili per la comprensione degli argomenti trattati nel testo. Inoltre, ho inserito delle tabelle che riguardano la descrizione degli esperimenti.
Materia superata con votazione 30!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Psicologia clinica
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleCas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca in psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Lo Coco Gianluca.

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