Esame Psicologia Clinica
Il guaritore e il ciarlatano
Mesmer è stato il primo medico a tentare di curare con metodi curativi differenti da quelli organistici della medicina, dando origine a una diatriba per l’ossessione della medicina del ciarlatano che guarisce con pratiche di cura che non sono né verificabili né generalizzabili. Non si può applicare la distinzione riguardo il parametro della capacità di guarire, dato che con la suggestione o la relazione terapeutica si possono produrre dei miglioramenti, in quanto la malattia psichica è difficilmente definibile.
Nel V secolo in Grecia, Ippocrate fonda delle pratiche di cura e guarigione definite pratiche razionali, secondo cui ogni malattia è leggibile secondo il modello di funzionamento corporeo (anche l’epilessia "male sacro"). La medicina laica e razionale si sviluppa contemporaneamente alla cura religiosa nei santuari di Asclepio. Data la mancanza di un danno organico nelle malattie mentali, è difficile stabilire metodi scientifici.
Freud si propone di curare le isteriche, definite come "malate immaginarie". Inizialmente usa i metodi ipnotici basati sulla suggestione, successivamente, con la psicoanalisi, utilizza le libere associazioni, segnando una netta distinzione tra la psicoanalisi e le tecniche suggestive. Il conflitto tra medico e ciarlatano si sposta sul piano della psicoterapia, dove la guarigione dell’individuo è connessa a un numero non controllabile di variabili, e lo stesso oggetto di cura non trova una definizione univoca.
La ragione come fondamento nell’indagine psicologica e medica
Il mancato fondamento epistemologico ha portato all’importazione ateorica di modelli esplicativi della medicina. La tradizione associa la sofferenza umana alla colpevolezza, in cui la sofferenza è vista come punizione per una colpa. La follia inizialmente veniva considerata come assenza di ragione, il che incrinava l’assunto di animale razionale, e successivamente viene connotata come metafora delle minacce che la ragione può incontrare.
La malattia viene definita come oggetto di sapere razionale, conoscibile nelle sue caratteristiche oggettive. È impossibile una conoscenza obiettiva, ma è conoscibile la relazione tra osservatore e oggetto. La conoscenza della malattia diviene sapere delle cause, le quali, se rimosse, condurranno alla guarigione. L’impossibilità della conoscenza delle cause del disturbo psichico concentra l’attenzione sulla malattia personale.
I concetti di malattia e salute: verso una lettura multipersonale
Le esperienze psichiche disfunzionali sono classificate secondo criteri sintomatici e sindromici di tipo statistico. La sofferenza psichica diventa malattia quando si considera il conflitto tra ragione e irrazionalità. Il malato di mente, prima rinchiuso, giudicato e colpevolizzato, viene in epoca moderna considerato come persona.
Nell’antichità, Ippocrate, riguardo alla malattia psichica (a fianco alle malattie organiche), dà delle descrizioni delle modificazioni visibili del corpo, annotando le alterazioni psichiche che ne costituiscono i sintomi. Nel mondo della tragedia, l’uomo è sofferente, e la conoscenza avviene tramite l’esperienza del dolore.
Nel '700, la medicina classificava gerarchicamente la malattia, considerando delle specie ideali, in cui l’individuo inseriva il suo ordine essenziale, atto a condurre la cura da parte del medico. Nell'800, la psichiatria considera il cervello come la sede della malattia psichica e la lesione ne è la causa. La malattia mentale è determinata dalla deviazione dalle leggi morali e dall’influenza negativa delle passioni, e trattandosi di un effetto psicologico di colpa morale, nella cura vengono utilizzati rimedi morali.
Dalla distinzione di disturbi organici e funzionali, nasce la psichiatria dinamica e la psicoanalisi. Nel '900, contro i metodi oggettivanti della psichiatria, Jaspers oppone alla spiegazione la comprensione come strumento interpersonale fondato sulla sintonia emotiva ed empatica. Una corrente sociale studia le relazioni interpersonali come possibili cause della sofferenza psichica, e l’intervento si sposta dal singolo individuo al sistema di cui fa parte.
Il movimento dell’antipsichiatria propone il reinserimento sociale del malato piuttosto che l’esclusione. Il concetto sacro/salvezza riprende il concetto immunitario dell’organismo, sano fino a quando sotto protezione. La società propone la salute sia organica che psichica, data non dall’assenza della sola patologia ma dalla possessione di capacità adattive rispetto a cambiamenti, sofferenze ed eventi che compongono il ciclo vitale. Se la medicina è riuscita a trovare dei valori normali che indicano la salute, lo stesso non è avvenuto per... [testo interrotto].
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