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Sunto di medicina preventiva e psicopatologia forense

Prof. Villanova, libro consigliato Sindromi pedofile e sex offender dalla neuropsichiatria dell’età evolutiva alla pedagogia clinica e forense, Villanova.

Capitolo 1: Affettività e sessualità; il maltrattamento in età evolutiva; meccanismi di memoria; testimonianza del minore

Affettività e sessualità

L’affettività e la sessualità: iniziano insieme nello sviluppo pulsionale-libidico dell’individuo attraverso le varie fasi (orale, anale, sadico-fallica ed edipica) e nella relazione con la formazione della diade madre-bambino, perché la “libido” del piccolo, quale estrinsecazione dell’istinto primario della sopravvivenza, è incentrata sulla madre. Quest’ultima insegna ad amare, accogliendo e nutrendo incondizionatamente, mentre il padre insegna a vivere, mediante il rispetto di regole e norme sociali.

Maturazione affettiva e personalità

L’affettività è importante perché forma l’identità (che concorre alla formazione dell’immagine di sé e dei futuri modelli di rapporto interpersonale), ha origine con la vita stessa dell’individuo (è già presente nel corso della maturazione intrauterina) e lo accompagna per tutta la vita. La maturazione affettiva rappresenta l’ambiente soggettivo entro cui si struttura e acquista uno specifico significato ogni aspetto della personalità. La sessualità, la quale raggiunge la maturazione funzionale nel corso dello sviluppo puberale, costituisce un aspetto della dimensione affettiva di ogni persona.

Sessualità e cambiamento psico-affettivo adolescenziale

Quindi possiamo dire che l’affettività è una componente della personalità piuttosto stabile, strettamente legata alla costituzione e al temperamento, perciò relativamente indipendente dagli eventi esterni, attraverso la quale ogni individuo può esprimere in maniera soggettiva i propri stati d’animo. Le singole emozioni, ad es. piacere, dispiacere, felicità, irritazione, mentre nella prima infanzia sono facilmente scatenabili e poco inibite, con la maturazione, grazie ai processi di apprendimento e condizionamento, vengono progressivamente tenute sotto controllo e parzialmente inibite.

Ad oggi le trasformazioni socio-culturali concernenti la sessualità sono complesse poiché da un lato viene vista come un fatto privato, cioè qualcosa che ognuno pensa di poter consumare e gestire come meglio crede, specie da quando esiste il “rischio AIDS”, dall’altro viene sminuita e banalizzata da fenomeni di massa del mercato pubblicitario, delle mode ecc.

Inoltre la sessualità ha 3 funzioni:

  • Riproduttiva (la procreazione è alla base del mantenimento della specie);
  • Identificativa (serve a costruire e a mantenere il senso di sé e quindi all’identità);
  • Comunicativa (serve a instaurare e a mantenere le relazioni interumane significative).

Il patrimonio genetico cromosomico non è però di per sé sufficiente a determinare un normale sviluppo sessuale e neppure ad indurre l’accoppiamento e quindi la procreazione, ma occorre che vi sia l’integrazione con i modelli ideo-affettivi appresi, che forniscano apprendimenti concernenti l’interazione reciproca e l’accudimento. Il bambino, per es., impara a riconoscere la tenerezza delle figure genitoriali e quella condivisa e scambiata tra i membri del suo nucleo affettivo.

È impossibile pensare all’adolescenza come ad una fase della vita omogenea e caratterizzabile sia perché lo sviluppo psico-sessuale segue tappe diversificate, anche cronologicamente, a seconda del sesso e sia perché ogni adolescente vive il passaggio dalla fanciullezza all’adultità a modo suo, sulla base delle proprie caratteristiche e della propria organizzazione ideo-affettiva, attraverso la quale costruisce un suo particolare significato personale. Un adolescente è una persona, perciò assolutamente unica ed originale, che partecipa nella sua globalità ai cambiamenti in atto e che va ascoltata e compresa.

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Sessualità e relazione affettiva

Nel caso della “Sindrome abusato abusatore” assistiamo a una commistione tra affettività ed erotizzazione precoce con coinvolgimento condiviso dalla vittima che si sente oggetto d’amore e di attenzione da parte dell’adulto abusatore. Il minore riceverà dal profondo della personalità la spinta pulsionale a divenire a propria volta abusatore, controllando l’evento abusante nell’illusione di poterlo mettere in atto quando e come desiderato e questa volta da carnefice e non da vittima: si sceglierà un minore con le stesse caratteristiche di età, provenienza culturale ed anche somatica simile a sé stesso al momento dell’abuso, tutto ciò con funzione riparatrice per quella che un tempo è stata una vittima.

Attraverso il disformismo sessuale, ovvero la differenziazione tra maschi e femmine che culmina nel corso della prima adolescenza con la comparsa definitiva dei caratteri sessuali secondari, l’adolescente struttura la sua identità sessuale che non è solo espressione del sesso cromosomico ma soprattutto del sesso psichico, cioè del sentirsi uomo o donna e agire come tali. L’adolescente si accorge così di appartenere a pieno titolo ad uno dei due generi dell’unica natura umana.

Esistono sistemi di neuroni, sottoposti al controllo della corteccia cerebrale, la cui stimolazione provoca sensazioni piacevoli e altri invece quelle spiacevoli. La gratificazione psico-fisica rimane però fine a se stessa se non viene inserita nel processo maturativo dell’affettività e quindi non inserita in un adeguato progetto di vita aperto alla relazione con gli altri.

Problemi:

  • L’adolescente deve farsi carico della propria corporeità, non solo difendendo la propria identità personale, ma anche accettando ed integrando nell’immagine di sé la propria mascolinità o femminilità, compresi eventuali difetti;
  • L’adolescente sente il bisogno di dar vita ad un nuovo universo affettivo e nasce dal bisogno di autoaffermazione e di autodeterminazione che lo porta a vivere in prima persona le proprie esperienze, staccandosi dai modelli familiari e dalla visione che aveva del mondo e che dava sicurezza e continuità al suo senso di identità personale.

Sessualità e relazioni sociali

Accanto alla funzione riproduttiva e a quella del mantenimento del senso di sé, la sessualità ha anche la finalità di instaurare e mantenere relazioni interumane significative. Dalla consapevolezza del proprio sesso, cioè dell’immagine che l’adolescente si forma della propria sessualità, derivano nuove forme di interesse verso gli altri, che costituiscono l’immagine dell’ambiente umano, in modo da operare le prime scelte sessuali d’oggetto. La tendenza verso gli altri può orientarsi normalmente o, come accade in qualche caso, andare verso forme di devianza.

Nascono così i primi innamoramenti, le prime cotte, semplici fantasie platoniche di un personaggio dello spettacolo, del ragazzino con gli occhi azzurri oppure la formazione dei primi legami di coppia: “debutto affettivo”. Tale processo può rafforzare una buona immagine personale o al contrario può svalutarla; quest’ultima può essere dovuta ad un’insicurezza del proprio aspetto fisico e dei propri atteggiamenti, producendo isolamento, timore di esporsi, di rivelare ciò che si prova, di farsi giudicare, di non sentirsi adeguati alla situazione, di fallire.

La grande libertà sessuale nel contesto socio-culturale attuale mette in crisi l’adolescente, ponendolo di fronte a possibilità di scelta che necessitano di conoscenze, di sicurezze interiori, capacità di gestione e di modelli di riferimento non sempre facilmente disponibili.

Legami affettivi adolescenziali

La coscienza della propria sessualità spinge l’adolescente a sperimentare nuove modalità di comunicare con gli altri, di cui il legame affettivo rappresenta un’esperienza fortemente soggettiva in base alla propria personalità e al concetto che egli ha di se stesso. In un legame affettivo possono considerarsi tre aspetti:

1) Gli elementi costitutivi: sono le basi su cui si poggia qualsiasi legame e sono a loro volta costituiti da:

  • Intimità: è la capacità di aprirsi con l’altro, di condividere le proprie esperienze e di prendersi cura dell’altro;
  • Investimento affettivo: è l’importanza che viene data a quel legame;

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  • Amabilità: indica quanto ci si sente proponibili, amabili, affidabili attraverso il rapporto di coppia;
  • Autostima e senso di sé: attraverso il legame il soggetto ricava conferme o disconferme all’immagine che ha di sé, al proprio ruolo ed alla propria visione della vita e del mondo;
  • Capacità di socializzare: consente il passaggio, grazie al rapporto affettivo, dal bisogno egocentrico di possesso, tipico del bambino, ad un maturo senso di accoglienza reciproca.

2) Modalità di legame: costituite dall’insieme di comportamenti che vengono attuati da una coppia e che sono fortemente condizionate dalle mode e dalle consuetudini dell’ambiente e del contesto di appartenenza; esse sono costituite da:

  • Rituali di corteggiamento: volti a conquistare i favori e l’innamoramento dell’altro e in base ai reciproci approcci si fonderanno le premesse per la conoscenza dell’altro;
  • Messe alla prova: meccanismi attraverso cui si verifica l’affidabilità dell’altro e l’importanza del legame nella conferma della propria immagine e dei propri valori di vita;
  • Atteggiamenti di reciprocità: consentono di instaurare tra i due un codice esclusivo di comunicazione, come emozionale e verbale;
  • Simmetria: è espressione di quanto il rapporto tra i due è simmetrico e alla pari, rapporto equilibrato, oppure di quanto è sbilanciato, con uno che ha un ruolo attivo, dominante e l’altro è passivo e altalenante.

3) Andamento nel tempo: si articola nelle seguenti fasi:

  • Formazione del legame: per instaurare un rapporto affettivo occorre formarsi un’immagine dell’altro che entri a far parte integrante della concezione che si ha di se stessi. Si sceglie infatti una persona che si pensa ci faccia sentire bene, ci dia una mano e confermi l’immagine che si ha di sé e del mondo e inoltre ciò comporta una sincronizzazione di ritmi biologici e di abitudini, ci si telefona, si mangia e si esce insieme, ecc.;
  • Mantenimento del legame: una volta “messi insieme” è importante, affinché si mantenga il rapporto, che vengano instaurate delle regole di convivenza basate sui reciproci ruoli e atteggiamenti in cui il mantenimento di un legame non sia visto come una piatta routine relazionale ma come un andamento dinamico e attivo, con alti e bassi, con reciproco impegno a far evolvere il legame in modo maturo persino tramite discussioni che possono essere fonte di crescita e comprensione reciproca.
  • Eventuale rottura: un rapporto finisce quando uno dei due, in seguito a determinate esperienze, cambia l’immagine di sé e non è più compatibile con il modo di vivere il rapporto di coppia; la rottura può avvenire bruscamente o può far seguito a liti e incomprensioni attraverso cui ci si distacca sempre di più.

Perciò è importante che i legami adolescenziali vengano vissuti come esperienze alla ricerca del rapporto giusto: non occorre essere la “fotocopia” dell’altro per star bene insieme ma occorre vivere il rapporto con rispetto e attenzione reciproca.

Dalla sessualità alla persona

Come si è visto la sessualità è il risultato di una sequenza di tappe maturative volte alla conservazione della specie attraverso la riproduzione sessuata e il mantenimento dei legami sociali e si basano su una diversificazione tra sesso maschile e femminile. In questo percorso di crescita l’adolescente deve essere aiutato nello scoprire la propria sessualità ed eventualmente correggerne le alterazioni, deve essere rassicurato e supportato con chiarezza nei dubbi e nelle ansie che emergono ma soprattutto è necessario che sia rispettato come persona: tutto questo è possibile solo con una profonda sinergia dei principali agenti della Formazione primaria (famiglia, scuola, luoghi di aggregazione sociale e religiosa, mass media, social networks).

Maltrattamento in età evolutiva

Purtroppo nel corso degli ultimi anni il fenomeno dell’abuso si è sempre più diffuso. Il termine sta a indicare tutti gli atti e le carenze che turbano gravemente i bambini e le bambine, attentano alla loro integrità corporea, al loro sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di terzi. Abbiamo:

  • L’abuso fisico: inteso quale aggressione volontaria che comporta un danno fisico, oppure un conseguente atteggiamento omissivo che non lo previene e lo fa aggravare per cui dal ricovero in ospedale per ustioni, fratture, il minore finisce in rianimazione con gravi traumi interni fino alla morte; il trauma cranico rappresenta la conseguenza più comune dell’abuso nei bambini piccoli; es: “Sindrome del bambino scosso” (bambini con un’età inferiore ai nove mesi vengono scossi fortemente e ciò ne provoca morte o danni quali ritardo mentale, paralisi cerebrale o cecità), “Sindrome del bambino battuto” (bambini che mostrano ripetute e gravi lesioni alla pelle, al sistema scheletrico o a quello nervoso, fratture multiple a diversi stadi). È importante non farsi ingannare da chi, portando il bambino in ospedale, spaccia l’abuso per un evento accidentale e cercare di notare degli elementi che possono essere fonte di indizi, quali il ritardo nel cercare l’aiuto del medico, l’atteggiamento del bambino triste, impaurito, il racconto vago e povero di dettagli, descrizione dell’incidente non compatibile con la tipologia della lesione, della gravità, della sede, ecc.; per questo è fondamentale che il medico che si trova a curare il bambino compia un’anamnesi accurata della dinamica dell’incidente e un’osservazione attenta del comportamento spontaneo del bambino e dell’adulto che lo accompagna.
  • L’abuso psicologico: comprende tutti gli atteggiamenti dell’adulto che possono danneggiare il bambino, non solo tramite l’ostilità, il rifiuto, lo sfruttamento, la svalutazione ma anche una eccessiva e limitante iperprotezione; es: la sindrome da alienazione genitoriale (PAS) che consiste nella “distruzione” della figura genitoriale da parte dell’altro genitore in modo che il bambino voglia allontanarsi da lui e può essere di livello lieve, il bambino collabora per le visite con il genitore alienato e può esistere ancora una relazione affettuosa con lui, moderato, il genitore bersaglio viene visto come una figura del tutto negativa al contrario di quella alienante completamente positiva, grave, i bambini condividono le fantasie paranoiche del genitore alienante nei confronti dell’altro e provano terrore, piangono ed entrano nel panico quando vedono il genitore bersaglio.

Patologia delle cure

Carenza, assenza, distorsione di cure fisiche, affettive, emozionali e psicologiche per il raggiungimento di uno sviluppo equilibrato psico-fisico del bambino da parte dei genitori o delle persone legalmente responsabili di questi. Tale forma di maltrattamento comprende: l’incuria, somministrazione carente delle cure, discuria, somministrazione impropria delle cure in base all’età o alla fase di sviluppo del bambino, ipercuria, somministrazione in eccesso sproporzionata alla sua età connesse a preoccupazioni eccessive; es: medical shopping per procura, i bambini a causa di un disturbo materno di tipo ansioso-ipocondriaco vengono portati tantissime volte dai medici per problemi anche di minima entità, percepiti come gravi minacce per la vita del bambino; help seeker, il medico individua il disagio psichico nella madre e consiglia un sostegno psicoterapeutico per affrontare i suoi problemi di tipo ansioso depressivo; abuso chimico, inopportuna somministrazione di farmaci o chimici al bambino tale da comportare il ricovero ospedaliero; sindrome da indennizzo per procura, viene diagnosticato stavolta da entrambi i genitori nel bambino un pregresso trauma cranico per il quale è in corso una pratica medico legale di risarcimento danni che si risolve sempre con la totale e improvvisa guarigione una volta ottenuto il risarcimento.

Abuso sessuale

Afflizione di pratiche sessuali manifeste o mascherate subite dai minori e distinte in:

  • Intrafamiliare: tipo di relazione sessuale tra un bambino ed un adulto che condividono un legame di parentela come tra padre e figlia, padre e figlio, madre e figlio, madre e figlia, fratello e sorella, nonno e nipote, zio e nipote, definito anche “incesto”; questi abusi solitamente avvengono in modo non violento ma utilizzando una strategia seduttiva che sfrutta i sentimenti di obbedienza, fiducia e confusione del bambino e gli si offre affetto, regali e concessioni particolari: il minore è più fragile se vede nell’abusante una figura importante, sostitutiva per es. del padre-assente perché deceduto o separato dalla moglie come il patrigno o il convivente della madre, o anche da un fratello maggiore della vittima;
  • Abusi sessuali manifesti: sfruttamento sessuale e/o pornografico;
  • Abusi sessuali mascherati: pratiche inconsuete quali lavaggi frequenti, manipolazione dei genitali, attraverso cui i genitori mascherano l’esperienza corporea che il figlio/a subisce; e anche gli abusi sessuali assistiti cioè quando il bambino viene f
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Scienze mediche MED/43 Medicina legale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Franci0703 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina preventiva e psicopatologia forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Villanova Matteo.
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