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Der Dieb - Georg Heym

L'espressionismo si auto-teorizza come un movimento di giovani: la figura principale è il figlio che si ribella all'autorità paterna (paterna come istituzione, società borghese, governo), un padre omicida. Il padre è sempre una minaccia e il figlio ribelle deve difendersi da ciò. Questo movimento generazionale antiborghese esplicita una critica, che non è particolarmente politicizzata: infatti si esprime in termini assolutizzanti e non implica che nella generazione espressionista ci sia impegno politico o che tenda a creare nuove forze politiche.

Nonostante ciò, durante gli anni della guerra, la rivista espressionista Der Sturm diventa il punto di raccolta di scrittori e artisti più impegnati dal punto di vista politico, tra cui pacifisti quindi contro la guerra. Il movimento espressionista è quindi apolitico, è superiore al gioco politico esistente in quanto fa parte delle convenzioni ipocrite della generazione dei padri, rifiutando ciò che rappresenta lo scendere a compromessi con le dinamiche esistenti. Ciò fa sì che la generazione crei delle metafore che esprimano la critica, ossia la ribellione nei confronti della società, il bisogno e la necessità di proiettarsi verso una nuova umanità.

Critica alla società e ispirazione nietzschiana

Dunque, la critica alla società è ispirata vagamente al pensiero di un filosofo, Friedrich Nietzsche, principale ispiratore di tutte le generazioni intellettuali. Nietzsche ispira sia conservatori che movimenti d'avanguardia. Gli espressionisti, in particolare, ne ricavano gli aspetti in cui si manifesta la critica alla società, ossia lo smascheratore delle ipocrisie della società borghese di fine Ottocento. Nietzsche provocatoriamente scrisse una lode della follia spiegando che il folle è colui che mostra audacia di pensiero maggiore a quella degli altri uomini, quindi la capacità di andare oltre, di pensare in modo audace al di là degli schemi tradizionali.

La follia viene esaltata come una forma superiore di conoscenza che conduce allo smascheramento di uno stile di pensiero atrofizzato. Da Nietzsche così si ricavano figurazioni varie sul tema dell'outsider: il folle, il malato, l'animale, la prostituta, il mendicante, il criminale, il prigioniero, l'artista ed il reduce di guerra. Queste figure/metafore, in letteratura ed in pittura, sono variazioni sul tema dell'outsider, quell'uomo eccezionale che si pone al di fuori della società e va oltre le apparenze, soffrendo le conseguenze di questo suo essersi spinto oltre i confini, ossia figurazioni a cui ricorrono gli scrittori espressionisti per criticare la società e presentare lineamenti visionari di un mondo nuovo.

Georg Heym e la sua opera

Il ladro venne pubblicato nel 1913 ma scritto nel 1911, insieme ad un gruppo di altri racconti, in una pubblicazione che prende il titolo dal racconto stesso. Quest'ultimo non riveste una posizione particolare in quanto la pubblicazione è postuma, ossia dopo la morte dell'autore. Georg Heym, esponente principale espressionista, nato nel 1987, muore nel 1912 annegando nel fiume ghiacciato Havel di Berlino nel tentativo di salvare un amico. Heym viene considerato uno degli esponenti che principalmente “saluta la guerra che deve ancora arrivare” con possibilità di rinascita e rigenerazione futura: infatti, quando Heym muore, la guerra è abbastanza lontana, ma dedica molte poesie ad essa.

Heym aderì nel 1910 ad un'associazione d'avanguardia dal nome Neuer Club rompendo in quello stesso anno con la famiglia, interrompendo gli studi e dedicandosi all'attività letteraria che aveva già cominciato a svolgere. Scrive molte poesie interessanti in quanto colloca le forme vecchie della tradizione con i contenuti nuovi creando un effetto di rottura notevole. I temi sono dedicati a figure di outsider che raffigurano in forma visionaria la fine del mondo. La più famosa, Der Gott der Stadt, presenta la fine del mondo; un’altra è Krieg, la guerra-apocalisse, quasi una poesia preveggente.

Heym è ossessionato anche dal tema della rivoluzione francese: la interpreta come una sorta di apocalisse, una colossale catastrofe naturale. Forse per questo o per il tema della follia, dedica un culto a Büchner: nel suo diario ci sono annotazioni al poeta presentato come un “fratello maggiore” per l’affinità del ribelle, l’esule, colui che è costretto a morire in esilio (infatti quando Heym scrive queste note ha 23 anni e Büchner 23).

  • Due filoni di recezione büchneriana: rivoluzione francese. Infatti, Heym dedica delle poesie alla rivoluzione francese ispirandosi alla Morte di Danton. Una poesia dedicata alla figura di Danton, quindi una specie di concentrato di motivi e riprese dal dramma di Büchner: il Danton in questione è presentato in chiave espressionista ed è il Danton deluso, autocritico, incerto, incapace di agire, incredulo rispetto alla sua sorte e profetico (sa che Robespierre che lo ghigliottinerà verrà a suo volta ghigliottinato, grande elemento profetico suggestivo per un espressionista).
  • Woyzeck e Lenz, considerati dalla generazione espressionista le prime opere che presentano il soggetto moderno nella sua scissione, presentano la soggettività moderna come qualcosa di patologico. Sia Lenz che Woyzeck sono considerate patografie di descrizioni accurate e scientificamente corrette di uno stato abnorme che diventa però emblema della condizione della soggettività moderna.

Büchner fu criticato, a posteriori, perché i lettori dell'800 degli anni '50 si resero conto che l'autore concentrava la sua attenzione non sull'umanità sana ma su condizioni patologiche presentandole come se fossero esemplari, senza eccezioni bensì come prototipo di quello che nascostamente tutti gli esseri umani sono nel mondo moderno (ad esempio in Woyzeck la follia trascina tutti, es capitano).

La capacità di Büchner di rappresentare in modo lucido le condizioni patologiche fa sì che diventi modello per gli espressionisti: Büchner dà voce ai folli. Büchner si identificherebbe con lo sguardo visionario dell'uno e dell'altro: i suoi personaggi non sono descritti dall'esterno (ottica naturalistica) ma lasciati parlare. È quello che Heym e gli espressionisti cercano di imitare: l'acquisire una prospettiva che dia voce alla follia dall'interno.

I racconti di Heym

I racconti di Heym sono variazioni dello stesso tema: malato-criminale-folle. Di solito si sottolinea il legame tra Lenz e Der Irre, il folle, di Heym: in realtà il collegamento è formale e significativo in quanto con questo racconto si introduce un altro aspetto, quello del ladro. Ma il racconto più importante non è di Heym ma di Doblin, autore di Berlin Alexanderplatz, che scrive nel 1911 un racconto dal titolo Die Ermordung einer Blatter Blume, l'assassinio di un ranuncolo. Qui descrive la giornata di un impiegato borghese, un uomo comune ed anonimo che tornando a casa impazzisce immediatamente ed inizia a fare la...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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