Modulo i geografia umana di Jerome Fellmann, Arthur Getis, Judith Getis
Interazione spaziale e comportamento spaziale
Le basi dell'interazione
L'interazione spaziale indica il movimento di popoli, idee e prodotti all'interno delle aree geografiche e tra di esse e ogni movimento ha uno scopo particolare che crea un compromesso atto a bilanciare il vantaggio del movimento con i costi che si sostengono per superare la distanza. Gli attori degli scambi non sono uniformemente distribuiti e i flussi di beni sono una risposta a queste differenze.
Il geografo Edward Ullman elabora un modello esplicativo sulle condizioni che influenzano le interazioni spaziali che secondo lui sono influenzate da tre fattori:
- Complementarità: Due luoghi interagiscono se uno ha ciò che l'altro desidera e questo si misura in termini di domanda effettiva di un determinato prodotto. Questa domanda è determinata dal desiderio del prodotto, dal suo potere d'acquisto e dai mezzi per trasportarlo. La complementarità di due luoghi non si misura solo in base ai deficit e ai surplus di determinati prodotti perché senza la domanda non si può attivare uno scambio.
- Trasferibilità: La trasferibilità esprime le relazioni mutevoli tra i costi di trasporto e il valore del prodotto da trasportare. Perché uno scambio abbia luogo, i costi dello scambio devono essere accettabili: il movimento nello spazio varia in base alle caratteristiche e al valore del prodotto, alla distanza intesa come incidenza di tempo e denaro e alla capacità del bene di reggere i costi del trasporto. La trasferibilità non è una questione costante e varia a seconda del luogo e del tempo.
- Opportunità interposta: L'opportunità interposta indica la complementarità a più breve distanza e mira a ridurre le interazioni tra domanda e offerte tra luoghi complementari distanti. Per motivi di costi e trasporti è improbabile che un acquirente preferisca comprare beni identici a distanza se ha a disposizione un'offerta vicina più conveniente.
L'interazione non può essere descritta attraverso l'esame di un singolo individuo o del flusso di un singolo bene, ma è stato necessario interessarsi a un movimento aggregato. La vita e le attività degli individui sono influenzate dall'attrito della distanza: la distanza ha un effetto ritardante sull'interazione dell'uomo. La maggior parte delle interazioni si verificano su breve distanza, cioè l'interscambio diminuisce all'aumentare della distanza: l'effetto decrescente della distanza descrive il calo di un'attività o di una funzione all'aumentare della distanza dal suo punto di origine.
Il modello che descrive la nostra attrazione verso realtà più grandi con la prospettiva di opportunità ad esse associata prende il nome di Modello Gravitazionale e fu elaborato da Henry Carey a metà Ottocento: sebbene l'interazione spaziale tenda sempre a diminuire all'aumentare della distanza tra determinati luoghi, a una data distanza essa tende a crescere all'aumentare della dimensione dei luoghi. L'osservazione di Carey per cui le grosse realtà hanno un maggiore potere di attrazione degli individui fu ripresa da William Reilly nella Legge di Gravità del Commercio al Dettaglio.
Entrambi questi modelli analizzati finora prendono in considerazione solo due luoghi alla volta anche se la realtà è più complessa: un Modello di Potenziale fornisce la stima delle opportunità di interazione a disposizione di un centro situato in una rete costituita da diversi centri. La regolarità dei flussi prende il nome di fattori di movimento: accanto al fattore della distanza troviamo il fattore della direzione che indica che i flussi non sono casuali, ma determinati luoghi hanno maggiore capacità di attrazione rispetto ad altri e questo fattore riflette l'orientamento e l'intensità del flusso.
Il comportamento spaziale dell'uomo
Con il termine mobilità si fa riferimento a tutti i tipi di movimento dell'uomo sul territorio, ma due aspetti sono particolarmente interessanti: la circolazione, ossia l'utilizzo quotidiano e temporaneo dello spazio, e la migrazione, ossia l'impegno più a lungo termine relativo alle decisioni di lasciare in modo permanente in luogo d'origine per trovare una nuova residenza in un altro luogo.
I gruppi e i Paesi tracciano confini e territori che vengono difesi se necessario e molti individuano questo comportamento sotto il concetto di territorialità che a livello più personale può essere inteso come spazio personale. Per molti di noi il senso di territorialità è moderato in quanto abbiamo uno spazio d'attività nel quale ci muoviamo liberamente. I tipi di spostamenti degli individui dipendono da almeno tre variabili: l'età che indica lo stadio della vita nel quale ci troviamo; la mobilità che indica la nostra possibilità di viaggiare; l'opportunità che indica la possibilità di valutazione e di scelta. Le attività sono anche limitate dallo spazio di consapevolezza, ossia la coscienza di poter compiere determinate attività anche in altri luoghi.
Tutte le attività quotidiane degli esseri umani si svolgono in uno spazio e un tempo e lo spazio d'azione di un individuo è ristretto perché non può trovarsi contemporaneamente in due luoghi diversi: i nostri limiti quotidiani spazio-temporali sono descritti da un prisma spazio-temporale che indica il volume di spazio e la durata di tempo in cui rientrano le nostre attività.
Gli individui tendono a compiere più spostamenti a breve distanza piuttosto che a lunga distanza: la frequenza degli spostamenti diminuisce molto rapidamente oltre la distanza critica di un individuo, ossia quella oltre la quale il costo, la fatica e i mezzi incidono sulla propensione a spostarsi. La distanza critica varia da individuo a individuo. Nel caso dei flussi informativi lo spazio ha un ruolo diverso che nello spostamento delle merci: la comunicazione non implica riallocazioni fisiche che richiedono tempi tanto che i flussi di informazioni sono istantanei indipendentemente dalla distanza. Possiamo individuare due tipi di flussi informativi:
- Comunicazione individuale: Questo tipo di comunicazione è antica quanto il genere umano e i contatti tra gli individui tendono ad aumentare man mano che l'organizzazione sociale si fa più complessa e che i centri sociali diventano demograficamente più grandi. Ogni individuo sviluppa un campo delle comunicazioni personali le cui dimensioni sono determinate dai contatti dell'individuo.
- Comunicazione di massa: Essa indica la trasmissione ufficiale e strutturata di informazioni in un flusso univoco tra singoli punti di origine e ampie aree di ricezione: ci sono quindi pochi emittenti e molti destinatari. I media elettronici hanno creato reti nazionali con società affiliate locali che sono gli usceri di notizie anche locali.
Le nostre azioni e decisioni di basano sulla percezione del luogo, ossia sulla nostra consapevolezza dei luoghi e sulle nostre convinzioni su questi. Siamo soliti conoscere luoghi più vicini a noi perché abbiamo più informazioni riguardo a questi e spesso innalziamo anche barriere per filtrare le informazioni che provengono da fonti esterne su luoghi che noi non conosciamo, anche per via dei fattori della direzione. La percezione del luogo è influenzata anche dalla percezione dei rischi naturali, che possono essere rimediabili a basso livello o meno frequenti ma con gravi conseguenze. Il primo tipo di rischi non rende negativa la percezione dello spazio. Tuttavia i rischi naturali non scoraggiano l'insediamento: le zone ad alto rischio spesso hanno una topografia allettante e bei panorami.
La migrazione
La migrazione è uno dei temi durevoli della storia umana e ha contribuito all'evoluzione e alla diffusione delle culture e la mescolanza di popoli diversi. Ultimamente i movimenti massicci di individui sono diventati fonte di preoccupazione. La migrazione volontaria è espressione della valutazione e dell'interazione spaziale. I flussi migratori possono essere analizzati su diversa scala e quindi è possibile individuare i movimenti intercontinentali, i movimenti intracontinentali e interregionali e la migrazione dalla campagna alla città.
Esistono diversi tipi di migrazione:
- Migrazioni forzate: La decisione di trasferirsi viene presa da individui che non sono i migranti. Un esempio sono i cittadini sovietici che negli anni Venti del Novecento sono stati trasferiti dalle campagne nei campi di lavoro in Siberia.
- Rilocalizzazione indotta: È una migrazione non completamente volontaria, ma dettata da cause di forza maggiore, come può essere nella situazione dei profughi o delle persone che chiedono asilo politico.
- Migrazione volontaria: È la risposta individuale ai fattori che influenzano tutte le decisioni spaziali ed è dettata dal fatto che i migranti ritengono che le condizioni di vita della loro meta saranno migliori rispetto a quelle attuali.
Spesso le migrazioni sono dettate da motivi economici di entità diversa in base al luogo in cui esse avvengono. Le migrazioni economiche internazionali spesso sono causate dalla sovrapposizione di una serie di meccanismi. Le condizioni negative del luogo d'origine che spingono a migrare sono definiti push factors, mentre le condizioni migliori della meta della migrazione vengono definiti pull factors. Il processo decisionale dei migranti è più facilmente comprensibile con il concetto di utilità locale, cioè il livello di soddisfazione percepito da un soggetto rispetto a una data residenza e le valutazioni fatte sono collegate al livello di aspirazione, che solitamente si adatta a ciò che è considerato raggiungibile: se le circostanze attuali sono considerate soddisfacenti, allora il comportamento di ricerca spaziale non ha neanche inizio. La riduzione dell'incertezza è possibile attraverso migrazioni di diverso tipo, come la migrazione graduale che prevede passaggi intermedi per il raggiungimento della meta finale, o la migrazione a catena che prevede la migrazione di gruppi successivi come se fosse in avanscoperta. È registrato che non tutti i migranti restano per tutta la vita nella terra meta di migrazione: è infatti possibile parlare di contromigrazione. Le coppie di luoghi di origine e migrazione spesso si ripropongono e quindi sono definiti bacini migratori, e alcuni di essi sono canalizzati, ossia è possibile evidenziare direttrici lungo le quali si svolge la migrazione.
Alla fine dell'Ottocento Ravenstein formalizza le Leggi della Migrazione e le più importanti sono:
- La maggior parte dei migranti percorre solo una breve distanza;
- La migrazione a lunga distanza predilige le grandi città;
- La maggior parte delle migrazioni procede passo a passo;
- La maggior parte delle migrazioni avviene dalla campagna alle città;
- Ogni flusso migratorio ha un controflusso;
- I migranti sono solitamente adulti e più raramente le famiglie sono attori delle migrazioni;
- La maggior parte dei migranti internazionali sono giovani uomini;
- Solitamente gli emigranti sono ben istruiti.
L'introduzione di Internet e dell'abbassamento dei costi di trasporto ha reso più facile il transito di informazioni e di persone in tutto il mondo e un esempio sono i mercati finanziari dove enormi quantità di denaro vengono spostate da una nazione all'altra in pochissimi secondi in via del tutto virtuale in base alle opportunità di investimento.
La popolazione: modelli mondiali e tendenze regionali
La crescita demografica
Tra il 1993 e il 2006 la popolazione mondiale è passata da 5,5 a 6,5 miliardi: questo aumento rapidissimo ha indotto i demografi a pensare a una crescita costante della popolazione mondiale. Questa teoria è stata però fatta vacillare nel 2005 quando si è registrato un drastico calo delle nascite nei Paesi in via di sviluppo densamente popolati. La continua crescita della popolazione desta conclusioni diverse tra gli esperti: alcuni credono che la popolazione terrestre non sarà mai messa a dura prova dallo sfruttamento delle risorse, mentre altri hanno una prospettiva più negativa. In ogni caso, sebbene la popolazione mondiale non registri più i tassi di crescita di una volta, il numero delle nascite supera sempre quello dei decessi.
Alcune definizioni in ambito demografico
La popolazione e il suo trend è controllata da un ampio numero di indicatori che partono tutti dalla quantità di individui in combinazione con altri fattori, quali le nascite, i decessi e i matrimoni. A questi conteggi vengono aggiunti degli indici per renderli più significativi: i tassi indicano la frequenza con cui si verifica un evento in uno specifico intervallo di tempo in una determinata popolazione, le coorti sono i dati che riguardano un particolare gruppo della popolazione con una caratteristica specifica.
- Tasso di natalità: È il numero di bambini nati vivi nell'anno considerato in un Paese. Il tasso di natalità è fortemente influenzato dalla struttura e dalla composizione di una popolazione per età e sesso, oltre che per la struttura della famiglia ideale e per le politiche adottate a livello statale; il tasso di natalità varia fortemente per area geografica. I tassi di natalità inferiori al 18‰ sono considerati bassi e sono tipici dei Paesi industrializzati e fortemente urbanizzati; i tassi di natalità tra il 18‰ e il 30‰ sono definiti transitori e sono tipici dei Paesi a economia meno avanzata e di recente industrializzazione. Paesi con la Cina e Singapore hanno adottato misure sulla natalità atte a ridurne il tasso con risultati sorprendenti.
- Tasso di fecondità: È l'indicatore più preciso ed esauriente che esprime la capacità riproduttiva delle donne in età feconda; esso indica il numero medio di figli che ogni donna potrebbe procreare secondo i valori del tasso di fecondità dell'anno corrente per la sua fascia d'età. Un importante concetto è quello di fecondità necessaria al rimpiazzo: è il numero di figli che ogni donna dovrebbe procreare per assicurare una nuova generazione in grado di procreare a sua volta.
- Tasso di mortalità: Si calcola relazionando il numero dei decessi avvenuti in un anno ogni 1000 individui. In passato si credeva che tasso di natalità e tasso di mortalità variassero in base al livello di sviluppo economico nazionale. I confronti tra tasso di natalità e di mortalità in diversi Paesi sono utili se questi presentano la stessa struttura sociale, altrimenti sono privi di significato, a meno che non vengano attuati all'interno delle stesse fasce d'età, come ad esempio come avviene con il tasso di mortalità infantile.
- Piramide demografica: Per visualizzare le caratteristiche della struttura per età e sesso della popolazione è stata creata la piramide della popolazione, ossia un diagramma a canne orizzontali costruito specularmente rispetto all'asse delle ordinate, mentre sull'asse delle ascisse si rappresenta la consistenza della popolazione per ciascuna classe, spesso in numero percentuale per facilitare i confronti. Nella parte sinistra si descrive la struttura della popolazione maschile, mentre nella parte destra quella della popolazione femminile. Il termine piramide deriva dall'idea di un grafico che rappresenti una popolazione che registra nascite e morti solo naturali e che ha quindi una base molto larga e una punta molto stretta, ma purtroppo tutte le popolazioni sono soggette anche ad eventi esterni che condizionano la sua composizione. Questa piramide mette in luce se è una popolazione è vecchia o giovane e questo permette di parlare dell'indice di dipendenza, ossia il rapporto percentuale tra la popolazione considerata produttiva (15-64 anni) e la popolazione dipendente.
- Incremento naturale: Il tasso di incremento naturale si ottiene sottraendo dal tasso di natalità quello di mortalità. Viene definito naturale perché non tiene conto degli incrementi o dei decrementi dovuti alle migrazioni.
- Tempo di raddoppio: È il numero di anni necessari a una popolazione che cresce secondo un dato tasso di incremento raddoppi la sua consistenza. Fino a poco tempo fa i tassi di incremento globale sono aumentati continuamente e quindi il tempo di raddoppio è diminuito.
La transizione demografica
Il modello della transizione demografica rappresenta la relazione che sussiste tra la crescita demografica e lo sviluppo economico: nel corso del tempo gli elevati tassi di natalità e mortalità si sono sostituiti con tassi meno elevati.
- Primo stadio: È caratterizzato da natalità e mortalità molto elevate, e di conseguenza la popolazione cresce molto lentamente. Questo primo stadio ha coperto la storia dall'anno 1 fino a circa il 1750 e quindi il tempo di raddoppio è stato molto lungo. Questa crescita non è però stata costante, ma è stata intervallata da momenti di calo demografico dovuti a fattori come la peste bubbonica che ha ucciso quasi la metà della popolazione europea.
- Secondo stadio: Si passa a questo stadio intorno al 1750 con l'industrializzazione che fece sentire i suoi effetti in tutto il mondo, sebbene non fu un'innovazione globale. In questo stadio la popolazione aumenta grazie alla crescita della speranza di vita: il tasso di mortalità diminuisce grazie alla diffusione di nuove pratiche sanitarie, all'aumento del reddito, alla distribuzione degli alimenti,
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Geografia Urbana e Regionale, prof. Dino Gavinelli, libro consigliato La Lombardia occidentale labo…
-
Riassunto esame Geografia culturale, prof. Dino Gavinelli, libro consigliato Geografia Culturale
-
Riassunto esame Geografia Culturale, prof. Dino Gavinelli, libro consigliato Geografia e Letteratura
-
Riassunto esame Geografia Culturale, prof. Dino Gavinelli, libro consigliato Manuale di Geografia Culturale