Modulo I: Geografia e letteratura
1. La letteratura come fonte geografica
1.1 Il contributo letterario alla geografia
I geografi si sono interessati al mondo letterario solo recentemente. Negli anni Sessanta il neopositivismo afferma che la ricerca geografica parte da un nucleo di supposizioni, procede per ragionamenti ipotetico-deduttivi e sottopone i risultati all’esperienza per verificare che non siano inventati; negli anni Settanta si afferma invece la teoria dei sistemi che afferma che la realtà geografica deve essere considerata come un geosistema che al suo interno comprende due sottoinsiemi: l’ecosistema e il sistema economico-sociale che sono legati l’uno all’altro e lo scopo della geografia è analizzare il legame tra i due e l’organizzazione dello spazio. Entrambe queste teorie però non tengono in considerazione la complessità dell’uomo, animato da intenzioni e progetti determinati dall’ambiente in cui vive e da altre motivazioni più complesse.
Negli anni Cinquanta Dardel dimostra che la geografia neopositivista ignora i problemi reali per gli uomini perché non tiene conto degli ideali per cui gli interessi umani agiscono e l’opera di Harvey del 1973 segna una svolta nel dibattito accademico perché afferma che bisogna sempre considerare i valori che animano gli esseri umani perché questi cambiano il mondo. La presa di coscienza che ogni individuo può percepire la realtà in modo diverso porta allo sviluppo di studi che si intrecciano con altre discipline e in particolare gli studi che si intrecciano con le lettere approfondiscono gli aspetti comuni agli atteggiamenti dei gruppi ed è rivolto in particolare alla cultura. Nella dicotomia natura-cultura l’attenzione è rivolta al territorio plasmato da forze sociali ed a individui diversi.
Gli orientamenti umanistici che nascono intorno agli anni Ottanta sono caratterizzati dall’idea che non esiste un’unica rappresentazione del reale, che è frutto delle società che hanno prodotto tre tipi di ricerche:
- Ricerche sulla diversità della superficie terrestre;
- Ricerche sulla regolarità delle distribuzioni umane e sui meccanismi naturali e sociali;
- Ricerche sugli atteggiamenti degli uomini nei confronti di natura, vita, morte, arte di abitare, vestirsi e cibarsi con la consapevolezza che nel mondo non tutti gli uomini vivono nello stesso modo.
In questo terzo tipo di ricerca l’obiettività non è importante, in quanto il risultato della ricerca è collegato alle società, ognuna delle quali produce geografie diverse. In questa prospettiva umanistica della geografia la centralità è assegnata all’azione umana e alla soggettività culturale. La letteratura, e in parte anche l’arte, costituisce quindi un’ottima area di investigazione per la geografia, in quanto permette di cogliere le reazioni dell’uomo di fronte all’ambiente e di capire come sono legati. Il contributo della letteratura non si esaurisce nella descrizione dei luoghi, ma configura una costruzione logico-concettuale che identifica sia le relazioni più nascoste, sia quelle più palesi che passano inosservate perché sempre in vista: la descrizione dei luoghi favorisce la conoscenza oggettiva di questi, ma anche la comprensione dei sentimenti che prima vivono nell’autore e poi vengono trasferiti al lettore. Un esempio di questo è la letteratura siciliana dell’Ottocento: la Sicilia è il tema centrale di numerosi autori che eleggono la regione a fonte di ispirazione per tramandare contesti storico-culturali e i tratti più salienti delle esperienze vissute su questo territorio, attraverso pagine ricche di emozioni espresse in parole.
Le opere letterarie possono essere lette anche per il taglio prospettico con cui presentano un’esperienza capace di trasmettere lo spirito, il tradizionale significato e il valore storico dei fatti territoriali, ma allo stesso tempo sono anche testimonianze valide delle radici culturali e dei profondi vincoli che legano una società ad un territorio.
1.2 Immaginazione, letteratura e rappresentazione del territorio
L’atto attraverso il quale si organizzano le immagini che derivano dall’esperienza percettiva si chiama immaginazione: essa è libera, svincolata dalla realtà perché, nonostante prenda i dati da questa, li combina in un modo del tutto innovativo. L’immaginazione è propria degli esseri umani e non è possibile dire certamente se dipenda dall’istinto o dalla consapevolezza, ma sicuramente soddisfa delle esigenze interiori. L’immaginazione anticipa fantasticamente il verificarsi degli eventi e prepara all’azione: quando si usa la fantasia c’è una rappresentazione e un’anticipazione di ciò che si suppone avverrà.
La pratica immaginativa degli uomini viene concretizzata dagli scrittori nelle opere letterarie: l’immaginazione letteraria a volte nasce dai dati di fatto, anche se spesso di procede con fantasia nella costruzione di paesaggi e vicende che neanche l’autore sa precisamente da dove provengano; il lettore, partendo dalle parole, rappresenta nella sua mente ciò che legge e l’immagine che si crea intorno al romanzo è una realtà virtuale che continua ad essere elaborata e può essere notevolmente diversa da ciò che l’autore aveva pensato. In questa realtà possiamo collocare anche noi stessi con tutti i nostri sentimenti. Questa elaborazione intellettuale e psicologica, definita quindi elaborazione psicogeografica, è utile per immaginare il mondo e le sue differenze territoriali, sociali e culturali.
I romanzi aiutano a capire le ideologie che plasmano il territorio e in base alle quali il territorio si organizza: le parole che descrivono il territorio assumono una grande importanza perché sono lo stimolo da cui nascono le rappresentazioni mentali dello stesso. In quest’ottica il romanzo d’avventura mette in scena il distacco dalle cose note, il viaggio, l’incontro con il nuovo, il superamento di prove e il ritorno finale. Nella lettura dei romanzi, oltre all’interpretazione dell’Altrove, è molto importante anche la rappresentazione dell’Altro, una pratica molto complessa ma densa di risultati in molti campi, come ad esempio il fatto di riconoscersi appartenenti ad uno stesso territorio, seppure con tradizioni culturali diverse: per accettare questo fatto bisogna sforzarsi di entrare nell’ottica dell’Altro per capirlo, ancora prima di immaginarlo. Riuscire ad immaginare il punto di vista antagonista al proprio è il primo passo per superare i contrasti e il passo successivo è l’accettazione dell’esistenza di idee diverse dalla propria, ma comunque legittime e accettabili.
Nell’esperienza letteraria uno degli aspetti più importanti è la lettura critica che accompagna la vicenda, in quanto fa riferimento agli aspetti fondamentali di cui sono fatti i territori. In questo contesto la capacità critica è molto importante in quanto la conoscenza prodotta dalla lettura può scaturire in stereotipi: un esempio è il fatto che i romanzi di avventura dell’Ottocento facevano spesso coincidere l’esperienza dell’avventura con il concetto di virilità, in quanto i libri veicolavano questa idea.
L’immaginazione fornisce alla geografia anche una funzione terapeutica: il lettore ha la possibilità di immaginarsi in terre lontane e sconosciute quando legge un libro, e questo gli dà la possibilità di evadere con la mente dalla realtà quotidiana.
1.3 Mappe letterarie e mappe geografiche
Le mappe producono informazioni che non possono essere definite neutre o oggettive perché la loro costruzione non è priva di implicazioni etiche e la sua utilizzazione non garantisce l’assenza di rischi; tuttavia la mappa letteraria prodotta da uno scrittore presenta una responsabilità etica meno consistente, in quanto il narratore può sempre ricorrere all’idea della letteratura come arte che non ha la pretesa di veicolare realtà oggettive: essa è un prodotto della mente dello scrittore che inquadra luoghi reali o fantastici senza la pretesa di veicolare anche realtà geografiche. Al contrario la mappa geografica è la somma di informazioni riguardanti il territorio, ma non è il territorio stesso in quanto sarebbe impossibile descriverlo nella sua totalità.
Caratteristica comune di questi due tipi di mappe è il fatto di veicolare come oggettivo qualcosa di parziale e interessato. Alcune acquisizioni convenzionali relative alla mappa valgono per entrambe le tipologie:
- Non è uno strumento neutro di registrazione della realtà;
- Produce implicazioni di esclusione, gerarchizzazione, omologazione sociale;
- L’accesso all’informazione è pregiudicato dalle scelte fatte da chi ha costruito il documento.
In quest’ottica il cartografo può essere paragonato allo scrittore in quanto sceglie a cosa dare importanza nella costruzione del suo documento. Mappe letterarie e mappe geografiche assumono valenze diverse all’interno del progetto trasformativo in cui si trovano: l’interpretazione della carta passa attraverso l’individuo che produce una rappresentazione mentale del territorio e termina con delle immagini che guidano le azioni future sull’idea del territorio: un esempio è l’esperienza turistica. Le mappe sono una rappresentazione semplificata della realtà che nasce o dalla penna dello scrittore o dagli strumenti del cartografo, ma entrambe sono caratterizzate dal processo di scambio di informazioni che si instaura quando inizia la lettura.
Le mappe letterarie prodotte dagli scrittori possono essere di tre tipi:
- Mappe che ritraggono luoghi fantastici;
- Mappe che identificano luoghi verosimili;
- Mappe che descrivono luoghi reali.
Solitamente mappa letteraria e mappa geografica non coincidono: la prima è mentale e l’autore, anche se parte da elementi concreti, li organizza in modo originale; la seconda è una rappresentazione del mondo che esprime in forma grafica qualità, quantità e relazioni riferite alla realtà esterna. Tuttavia, in un caso mappa letteraria e mappa geografica coincidono, ossia quando la mappa rappresenta un luogo fantastico creato dallo stesso scrittore: esempi sono "Il Signore degli Anelli" e "I viaggi di Gulliver". Esempi di luoghi inventati sono Macondo, spesso ambientazione delle vicende di Gabriel Garcia Marquez, e Vigata, luogo di residenza del Commissario Montalbano creato da Andrea Camilleri.
1.4 Letteratura, beni culturali e ambiente turistico
L’ispirazione poetica nasce di norma in luoghi naturali, dove la natura si esprime in tutta la sua magia ed è più facile rapportarsi con il divino: un esempio è rappresentato dalla Fonte Ippocrene ai piedi dei monti Elicona e Parnaso e di cui gli autori latini narrano il potere di ispirazione poetica per chiunque beva le sue acque. Da subito il legame tra letteratura e luoghi è stato molto stretto in quanto questi rappresentano fonti di ispirazione; molte opere letterarie sono ambientate in luoghi reali e le opere di successo spesso immortalano paesaggi e contesti naturali che si insediano nell’immaginario collettivo. Il rapporto tra scritti letterari e località ispiratrici vuole elevare queste a beni culturali e poi a risorse da valorizzare per dare vita a esperienze turistiche.
La conoscenza di un ambiente non si verifica necessariamente attraverso un viaggio, ma anche attraverso la lettura di romanzi in quanto l’arricchimento etico ed estetico che scaturisce dalla lettura è pari allo stupore fisico e metafisico che si prova facendo turismo. La tutela e la valorizzazione dei paesaggi letterari serve per avere presenti le nostre origini e per conservare la coscienza della nostra identità. Letteratura e paesaggio possono essere classificati come beni culturali perché esprimono l’identità di un popolo. La definizione di bene culturale non può essere univoca, in quanto plasmata da ogni popolo in base a valori diversi; negli anni Settanta una prima definizione identifica il bene culturale come qualsiasi manifestazione o prodotto dell’uomo in possesso di caratteristiche di eccezionalità o valore artistico, diffusamente riconosciuto in una comunità. I beni culturali si dividono in beni materiali e in beni immateriali; il paesaggio rappresenta un’eccezione e può essere definito bene culturale atipico perché al suo interno si possono individuare segni di natura, uomini e interrelazioni tra uomo e ambiente.
Per salvaguardare i luoghi di alcune opere letterarie recentemente sono nate delle aree di tutela culturale che hanno lo scopo di risvegliare nel visitatore la fantasia e per stimolarlo all’approfondimento. Un esempio di questo tentativo è la costruzione dei parchi letterari.
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