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EX JUGOSLAVIA (=terra degli Slavi del sud)

Nella penisola balcanica ci sono numerosi confini religiosi (cattolici vs ortodossi + islam) e

linguistici.

La Jugoslavia fu assemblata arbitrariamente e dopo la guerra lasciata da sola sanare i suoi

problemi. Tito si limitò a nascondere e a reprimere le ribellioni interne. Milosevic governò a

favore dei Serbi che volevano essere i più forti della Jugoslavia, fecero una pulizia etnica dei

musulmani che si allearono coi croati contro i serbi. Nel1993 nacquero nuovi paesi: Slovenia,

Croazia, Serbia e Montenegro (nel 2006 con un referendum votò l'indipendenza), Macedonia,

Bosnia Erzegovina.

Nel 1999 la Serbia fece pulizia etnica dei musulmani albanesi del Kossovo che volevano

l'indipendenza. Nel 2000 alcuni stati riconobbero l'autonomia (Russia e Serbia no).

8. LA GEOGRAFIA POLITICA

1. DAL PUNTO DI VISTA POLITICO COM'E' ORGANIZZATO LO SPAZIO IN STATI E

NAZIONI?

Geografia politica= studio dell'organizzazione politica del Pianeta.

Su scala planetaria il pianeta è suddiviso in stati.

Stato= entità che ha popolazione, sovranità e territorio; ne esistono circa 200. La divisione in

stati risale ad almeno quattro secoli fa.

Il concetto di territorialità è stato studiato da due studiosi:

-Sack= la t. è l'azione di un individuo o un gruppo tesa ad influenzare o controllare persone,

fenomeni e relazioni, delimitando e affermando il controllo su un territorio. la t. è un elemento

fondamentale nella costruzione degli spazi politici e sociali, e dipende dal contesto sociale e

geografico.

-Ardey= la t. umana è analoga all'istinto animale di controllare e difendere il territorio.

Oggi il concetto di territorio è legato a quello di sovranità, che è il controllo politico e militare

del territorio, per questo gli stati hanno il diritto di difendere la propria integrità territoriale

contro le aggressioni degli altri stati.

IL CONCETTO DI STATO MODERNO

Il concetto europeo di Stato può essere fatto risalire a 2000 anni fa vicino alle coste

sudorientali del Mar Mediterraneo, ma anche nell'Antica Grecia e nell'Antica Roma.

nel XVII sec. esistevano già lo stato Pontificio, il Regno d'Ungheria, la Serenissima

Repubblica di Venezia ecc. ma avevano ancora confini mal definiti.

La nascita dello stato politico fu accompagnata dal mercantilismo, che determinò l'accumulo

di ricchezza attraverso il saccheggio, la colonizzazione e la protezione delle industrie

nazionali e dei mercati esistenti.

Nella storia europea la nascita dello stato moderno si fa risalire alla pace di Westfalia del

1648 (fine g. dei 30 anni), con la quale non sono più le società a definire i territori ma sono i

territori che definiscono le società: il territorio diventa un elemento fisso nell'identificazione

politica e gli stati definiscono territori esclusivi che non possono essere sovrapposti nemmeno

parzialmente a quelli degli altri stati.

LE NAZIONI

Nazione= gruppo di individui che basano la propria appartenenza al gruppo stesso su un

senso di cultura e storia condivisa, aspirando a un certo grado di autonomia politica e

territoriale. Una Nazione è identificata dal sentimento collettivo della propria appartenenza.

es. In Belgio ci sono due nazioni: i Fiamminghi e i Valloni.

LO STATO-NAZIONE

Stato-nazione= una regione organizzata politicamente nella quale Nazione e Stato occupano

lo stesso spazio.

L'obiettivo di creare uno stato-nazione risale alla rivoluzione francese, i rivoluzionari infatti lo

credevano come la giusta espressione della sovranità.

Nell'Europa del XIX sec questa aspirazione fu accompagnata da sentimenti di nazionalismo

forte: il popolo è leale verso la Nazione e crede in essa, e tale lealtà non coincide

necessariamente con i confini dello stato. I governi nel XIX e all'inizio del XX secolo

lavorarono per rafforzare il concetto di nazione nei cittadini anche attraverso la

colonizzazione, cioè con l'identificazione contro un altro stato.

NAZIONI MULTISTATALI, STATI MULTINAZIONALI E NAZIONI SENZA STATO

Stato multinazionale= in uno Stato ci sono più Nazioni (es. Belgio, ma quasi tutti gli Stati in

pratica)

Nazione multistatale= una Nazione si estende in più Stati.

Nazioni senza stato= Nazioni che non hanno uno Stato (es. i Palestinesi o i 27 milioni di

Curdi che vivono nel Kurdistan, distribuito fra sei Stati).

IL COLONIALISMO EUROPEO E LA DIFFUSIONE DEL MODELLO STATO-NAZIONE

Con 2 ondate di colonialismo l'Europa ha esportato i concetti di Stato, sovranità e

aspirazione a Stati nazionali:

1) Sedicesimo secolo, Spagna e Portogallo espandono la loro influenza, seguiti da GB,

Francia, Paesi Bassi e Belgio ->esportano il sistema capitalistico

2) Fine diciannovesimo secolo, GB, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germani e Italia con la conf.

di Berlino (1884-1885) disegnarono la carta coloniale dell'Africa.

Durante il colonialismo le potenza imperiali controllavano i domini e li sfruttavano

economicamente.

LA COSTRUZIONE DELL'ECONOMIA CAPITALISTICA PLANETARIA

Gli europei traevano ricchezza e stabilivano un rapporto di servitù del colonizzato nei

confronti del colonizzatore. La concentrazione di ricchezza che il colonialismo portò in Europa

e nelle sue colonie (USA, Canada, Australia) è causa della non omogenea distribuzione del

potere che vige ancora oggi. Tuttavia le potenze coloniali ebbero un ruolo fondamentale nel

connettere le economie di regioni molto distanti, dando origine all'economia planetaria.

Wallerstein è un sostenitore della TEORIA DEI SISTEMI-MONDO: il pianeta è molto di più

della somma degli stati che lo compongono, per comprendere l'insieme dobbiamo studiare

come ciascun punto influenzi l'altro (questo è uno dei modi in cui i geografi considerano la

scala e utilizzano la trans-scalarità):

I tre principi di questa teoria sono:

1)L'economia planetaria ha un unico mercato e una divisione generale del lavoro

2)Esistono più stati ma tutto avviene nel contesto dell'economia planetaria (fin dal 1900 ca)

3)L'economia planetaria ha una struttura stratificata in 3 zone (centro, periferia e

semiperiferia).

secondo W. il capitalismo (=scambio sul mercato di beni tra individui, imprese e stati al fine di

realizzare un profitto) è sorto intorno al 1450 e abbracciò tutto il mondo nel 1900. I produttori,

inoltre, cercano più profitti tramite lo sfruttamento di paesi dove la forza lavoro costa meno e

con la mercificazione (commodification), intesa come la trasformazione di beni e servizi in

beni economici.

Le economie planetarie restano connesse anche se nel 1962 l'ONU ha creato il comitato

speciale per la Decolonizzazione allo scopo di garantire l'indipendenza dei paesi coloniali.

L'economia planetaria è stratificata in 3 zone:

1)Centro=livelli di istruzione, salari e tecnologia superiori, i processi centrali generano più

ricchezza nell'e. planetaria.

2) Periferia= livelli di istruzione, salari e tecnologia inferiori, i processi periferici generano

meno ricchezza.

3) Semiperiferia= si svolgono sia i processi del centro che quelli della periferia perché da un

lato sono regioni sfruttate dal centro, dall'altro sfruttano le regioni della periferia.

SISTEMI MONDO E POTERE POLITICO

Potere economico=ricchezza

Potere politico= capacità di influenzare gli altri per raggiungere i propri obbiettivi. ciò è

possibile tramite l'hard power (potere coercitivo) o tramite la diplomazia.

L'IMPATTO A LUNGO TERMINE DEL CONCETTO DI STATO-NAZIONE

I principali attori delle relazioni internazionali continuano a giudicare valida la creazione di

Stato-Nazione, perché credono che porterebbe la pace di lungo periodo.

2. IN CHE MODO GLI STATI ORGANIZZANO SPAZIALMENTE I LORO GOVERNI?

R. Hartshorne in Prespective on the Nature of Geography ha distinto tra forze centripete e

forze centrifughe all'interno dello Stato, sostenendo che la sopravvivenza di una Nazione

dipende dal bilanciamento tra le due forze. I governi, tuttavia, invece di creare un bilancio tra

le due forze, tendono a unificare lo Stato costruendo la nazione e definendo/difendendo i

confini.

FORME DI GOVERNO

Stato unitario= stato fortemente centralizzato, la capitale è al centro del potere e la cultura

della capitale è definita come la cultura della nazione. L'organizzazione amministrativa è

progettata in modo da assicurare l'autorità del governo centrale su tutte le parti dello stato.

Stato federale= il territorio è organizzato in unità federate (regioni, singoli stati, province o

cantoni). In uno stato federale forte le regioni hanno un grande controllo sulle politiche del

governo centrale, a differenza degli stati federali deboli. Tuttavia la maggior parte dei sistemi

federali si situa in una posizione intermedia: il governo centrale federale esercita i suoi poteri

sull'intero stato federale mentre i governi delle unità federate li esercitano sulle singole unità.

secondo Kenneth Wade Robinson la federazione è il sistema politico geograficamente più

espressivo perché si basa sull'esistenza e sull'accoglimento delle differenze regionali.

LA DEVOLUTION

La devolution è il "decadimento" cioè il trasferimento di alcuni poteri e competenze dal

governo centrale ai governi locali.

La devolution è ottenuta:

-Modificando la costituzione per creare un sistema federale

-Decentrando i poteri e competenze senza modificare la costituzione, come fosse un

esperimento

I decentramenti possono avere diverse origini:

1) DECENTRAMENTO DI ORIGINE ETNOCULTURALE: molti movimenti si sono originati da

Nazioni che in uno Stato si definiscono diverse per etnia, lingua o religione

es. La Cecoslovacchia dopo il crollo dell'Unione Sovietica si è divisa in Repubblica Ceca e

Slovacchia nel 1993.

Non sempre però la devolution alimenta le richieste di indipendenza: in GB la Scozia è

riuscita a insediare il proprio parlamento senza creare un nuovo Stato.

2)DECENTRAMENTO DI ORIGINE ECONOMICA

es. In Italia le richieste di autonomia per la Sardegna sono radicate nelle condizioni

economiche dell'isola, che accusa il governo di trascurarla.

Alcuni politici italiano hanno sfruttato questa insofferenza per formare organizzazioni per

promuovere gli interessi del Nord, quali la devolution: la Lega Nord propone da anni la

secessione del nord, la Padania.

DECENTRAMENRO E TERRITORIO

Le spinte verso la secessione spesso avvengono ai margini dello stato, lontano dalla capitali.

E' importante notare, infatti, come spesso le aspirazioni separatiste sorgano nelle isole.

Il geografo politico Cohen ha teorizzato che le entità politiche situate nelle zone di confine

possono diventare "stati ponte" (gateway), assorbendo e assimilando culture e tradizioni

diverse ed emergendo come nuove entità, non dominate dall'una o dall'altra potenza.

LA GEOGRAFIA ELETTORALE

Il voto può essere influenzato dalla posizione dell'elettore su territorio. La costituzione degli

USA, ad es., stabilisce un sistema di rappresentanza territoriale nella Camera dei

Rappresentanti, in cui ogni rappresentante è eletto da un distretto. Ogni 10 anni si fa un

censimento della popolazione per riattribuire il numero di rappresentanti a ogni Stato

(processo di reapportionment). Una volta finito il reapportionment di attua in redistricting,

cioè si adattano i confini dei distretti, in base al criterio della equal rapresentation.

L'organizzazione territoriale delle circoscrizioni è, insomma, un fenomeno fondamentalmente

geografico, che può determinare chi sia o non sia rappresentato.

3.COME SI CREANO I CONFINI E PERCHE' SORGONO LE DISPUTE DI CONFINE?

Il confine tra stati è un piano verticale che taglia il suolo, il sottosuolo e lo spazio aereo

dividendone il territorio.

LA CREAZIONE DI CONFINI

La creazione di confini implica 4 stadi:

1)Definizione del confine, si definiscono punti nel paesaggio o punti di latitudine e

longitudine in un documento giuridico.

2) Delimitazione del confine, disegnandolo sulla carta.

3) Demarcazione del confine con pali d'acciaio, pilastri, muri...

4) Amministrazione del confine, si decide la procedura atta a mantenere il confine e a

regolare il flusso di persone e merci attraverso esso.

I TIPI DI CONFINI

Confini geometrici= confini basati sulla latitudine/longitudine o sul township and range

(come negli USA)

Confini fisico-politici= confini che seguono un elemento del paesaggio (come montagne,

fiumi..). Un limite di questi tipi di confini è che sono mutevoli, non sono statici.

LE DISPUTE DI CONFINE

Le risorse situate a cavallo di un confine possono essere oggetto di contesa.

Ci sono 4 tipologie di dispute:

1) Dispute di definizione, vertono sulla formulazione giuridica dell'accordo confinario

2) Dispute di ubicazione (o localizzazione), s'incentrano sulla delimitazione e forse sulla

demarcazione del confine

3) Dispute di gestione, che riguardano la funzione del confine

4) Dispute di ripartizione (o allocazione) per le fonti come gas o petrolio.

4. IN CHE MODO LA GEOPOLITICA AIUTA A COMPRENDERE I RAPPORTI FRA LE

POPOLAZIONI?

LA GEOPOLITICA CLASSICA

I geopolitici classici della seconda metà del diciannovesimo secolo si dividono in:

-SCUOLA TEDESCA= cercano di spiegare perché certi stati sono potenti e come lo sono

diventati. Il più importante esponente fu Ratzel che influenzato da naturalismo darwiniano

assimilò lo Stato a un organismo che per vivere ha bisogno di "nutrimento": deve acquisire

nuovi territori appartenenti a competitori meno potenti. Se uno Stato è relegato entro confini

permanenti e statici è destinato all'atrofia. Le teorie di Ratzel furono strumentalizzate per

giustificare il nazismo.

-SCUOLA AMERICANA= cercano si offrire consigli strategici e di spiegare perché e come si

svolgano le relazioni internazionali. L'esponente più importante fu Sir Halford John

Mackinder, che sostenne la TEORIA DELL'HEARTLAND che sarebbe stata una potenza

terrestre, non una potenza marittima (come era l'impero britannico all'epoca), a dominare il

Pianeta. Nel cuore dell'Eurasia, infatti, esisteva un'area perno (pivot area, termine che poi

sostituirà con heart-land) inespugnabile e ricca di risorse che si estende dall'Europa Orientale

alla Siberia Orientale, egli disse che se quest'area fosse divenuta influente sarebbe diventata

un grande impero. Teoria prima ignorata e poi rivalutata con la nascita dell'unione sovietica

nel 1922.

L'INFLUENZA DEI GEOPOLITICI SULLA POLITICA

Geopolitici come Ratzel e Mackinder hanno influito sulle relazioni internazionali, tuttavia

questa disciplina è uscita di scena dopo la seconda guerra mondiale e acquisì una

connotazione negativa (Ratzel infatti influenzò Hitler e Haushonfer ispirò le strategie della

Germania Nazista), oggi si sta rivalutando.

LA GEOPOLITICA CRITICA

La geopolitica critica si basa sul concetto che i politici degli Stati più potenti costruiscano idee

in grado di influenzare comportamenti e scelte politiche, condizionando la visione dei cittadini.

O'Tuathail, studiando la geopolitica statunitense, ha rilevato come essa si basi su un "Noi"

contrapposto a un "loro": durante la Guerra Fredda, Ronald Reagan (presidente dal 1981 al

1989) usò il termine Evil Empire per Unione Sovietica per la prima volta, presentando gli USA

come the shining city on a hill. Durante le ultime due presidenze il terrorismo ha preso il posto

dell'unione sovietica come "loro".

La geopolitica critica cerca di esplorare idee e conoscenze che stanno alla base degli

approcci politici, l'obiettivo è comprendere le radici ideologiche e le loro implicazioni.

L'ORDINE GEOPOLITICO PLANETARIO

L'ordine geopolitico planetario è un periodo di stabilità nella conduzione della politica

internazionale, se esso viene meno si compie una transizione per giungere a un nuovo ordine

stabile.

Nella storia si creano vari ordini politici planetari. Ad es. nella guerra fredda c'era un ordine

bipolare URRS vs USA. Per alcuni ora si dovrebbe parlare di UNILATERALISMO con a capo

gli Stati Uniti i quali, però, sono diventati più deboli per la diffusione dell'arma nucleare,

comparsa della Cina e dell'India come potenze planetarie, gruppi terroristici e

antiamericanismo.

5. CHE COSA SONO LE ORGANIZZAZIONI SOVRANAZIONALI E QUAL'E' IL FUTURO

DELLO STATO?

Organizzazioni sovranazionali= entità costituire da tre o più stati che formano una struttura

amministrativa per il mutuo vantaggio e per il perseguimento di obiettivi comuni.

DALLA SOCIETA' DELLE NAZIONI ALL'ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (ONU)

1919= nascita della Società delle Nazioni, su proposta di Wilson (presidente usa dal 1913

al 1921). Comprendeva 63 Stati ma gli USA non aderirono mai per colpa di alcune correnti

isolazioniste, molti paesi ne uscirono in vista della seconda guerra mondiale (Germania nel

'33, Unione sovietica nel '34) e di fatto l'organizzazione si dissolse senza aver intrapreso

azioni concrete.

1922=Corte permanente di giustizia internazionale, che doveva pronunciarsi su vertenze

giuridiche tra Stati quali dispute confinarie e rivendicazioni dei diritti di pesca.

1945=ONU, organizzazione per incoraggiare la sicurezza e la cooperazione internazionale in

materia di diritto, sicurezza, sviluppo economico, progresso sociale, diritti umani,

perseguimento della pace...oggi fanno parte dell'ONU 192 Stati (solo gli Stati sovrani

possono entrarvi).

LE ORGANIZZAZIONI SOVRANAZIONALI REGIONALI

Spesso gli stati si riuniscono in organizzazioni sovranazionali per rafforzare la propria

posizione economica, politica e militare.

es. Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo durante la seconda guerra mondiale stabilirono tasse

doganali comuni ed eliminazione di licenze e quote d'importazione. Nel '44 firmarono a

Londra una petizione che stabiliva l'unione doganale tra i 3 paesi e successivamente

istituirono l'unione economica chiamata Benelux.

L'UNIONE EUROPEA

1952= CECA (comunità europea del carbone e dell'acciaio) >Belgio, Francia, Germania

occidentale, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia)

1958= CEE (comunità economica europea).>Germania occidentale, Francia, GB, Italia,

Spagna, Portogallo, Grecia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Irlanda.

1992=UNIONE EUROPEA, nata con il trattato di Maastricht (entrato in vigore nel '93)

2002= euro moneta comune

L'entrata nell'unione Europea richiede aggiustamenti e costi elevati: i più ricchi devono aiutare

i più poveri.

E' un mosaico di vari stati che funziona pacificamente fino a che c'è benessere economico,

sociale...

L'UE si occupa di relazioni estere, politiche interne e militari; la sovranità su certe materie si

sta trasferendo dagli stati all'UE.

IL SOVRANAZIONALISMO INFLUENZA LO STATO?

Ormai la facilità con cui si viaggia ha reso insignificanti i confini statali-> la diffusione

planetaria di mezzi e informazioni ha prodotto geografie che soverchiano la struttura degli

stati, comunque è improbabile che il sistema degli stati scompaia presto.

Secondo alcuni, però, le divisioni emerse dagli eventi recenti potrebbero portare a un nuovo

sistema internazionale bipolare, che contrappone il mondo islamico al mondo giudaico-

cristiano.

9.GEOGRAFIA URBANA

1. QUANDO E PERCHE' GLI UOMINI INIZIARONO A VIVERE IN CITTA'?

Città= agglomerato di persone ed edifici aggregati per fungere da centro di politica, cultura ed

economia.

Oggi vivono più persone nelle città che nelle aree rurali, l'urbanizzazione, infatti, sta

avvenendo ovunque (anche se la sua distribuzione non è uniforme).

L'urbanizzazione, oggi così veloce, durò inizialmente migliaia di anni: le prime città sorsero

solo 6000 anni fa e soltanto negli ultimi 2 secoli le città hanno assunto una dimensione e una

struttura simili a quelle attuali.

I NUCLEI DI URBANIZZAZIONE

Quando avvenne la transizione dalla caccia all'agricoltura, gli uomini si riunirono in villaggi

agricoli, che poi divennero città.

I villaggi agricoli avevano una popolazione e un'estensione contenuti, ogni abitante viveva di

agricoltura in uno stato di sussistenza (=producevano giusto giusto il necessario). A un certo

punto, invece, gli abitanti hanno iniziato a creare un surplus agricolo e a stratificarsi

socialmente; questi due elementi sono stati fondamentali nella formazione della città. Ma

come si è creato il surplus agricolo e la stratificazione sociale? Ipotesi:

-Progressi tecnologici (irrigazione) ->surplus agricolo-> classe dirigente per controllare il

surplus

-Un re/re sacerdote centralizza il potere politico-> aumenta la richiesta di forza lavoro->

surplus agricolo

In ogni caso il legame tra surplus e classe dirigente è chiaro!

La prima rivoluzione urbana, cioè l'innovazione della città, avvenne indipendentemente in 5

nuclei separati:

1) Mesopotamia, nel 3500 a.C. nella mezzaluna fertile, tra il Tigri e l'Eufrate. C'era una

classe dirigente che aveva fatto costruire palazzi e cinte murarie e anche una classe di re-

sacerdoti.

2)Valle del Nilo, nel 3200 a.C., questa popolazione non fece costruire mura intorno alla città

3) Valle dell'Indo, nel 2200 a.C. , città pianificate in modo complesso quindi c'era una classe

dirigente. La città aveva fognature e pozzi, mura spesse e commerciava con città molto

lontane.

4) Confluenza del fiume Giallo e del fiume Azzurro, nell'attuale Cina

5) Mesoamerica, nel 200 a.C. le antiche città erano centri religiosi nei quali la classe

dirigente accresceva ola propria autorità attraverso templi e santuari.

IL RUOLE DELLE CITTA' ANTICHE NELLA SOCIETA'

Le città antiche erano le ancore della cultura e della società, i punti focali del potere,

dell'autorità e del cambiamento; esse richiamavano talenti, commercianti e viaggiatori da

grandi distanze.

Le città antiche non erano grandi, al massimo 10.000 o 15.000 abitanti.

LA DIFFUSIONE DELL'URBANIZZAZIONE

L'urbanizzazione si diffuse dalla Mesopotamia in varie direzioni. Tale diffusione avvenne

presto, ancor prima che l'agricoltura si sviluppasse indipendentemente in qualche altro

nucleo.

LE CITTA' DELL'ANTICA GRECIA

Più di 3500 anni fa sorse la civiltà minoica nell'isola di Creta.

Nel 500 a.C. l'antica Grecia aveva raggiunto il massimo dell'urbanizzazione, con oltre 500

città grandi e piccole. Le città avevano sempre una acropoli (parte altra della città dove vi

erano gli edifici religiosi)) e un'agorà, piazza aperte e spaziosa.

LE ANTICHE CITTA' ROMANE

Il sistema urbano romano è il più esteso di tutta l'antichità, con una vasta serie di trasporti

(strade, rotte marittime e stazioni commerciali). I pianificatori romani si mostrarono abili nel

scegliere il sito di Roma (sito=posizione assoluta, scelta spesso per esigenze commerciali,

difensive o religiose).

I romani pianificarono le loro città con un impianto ortogonale. Essi combinarono le funzioni

dell'acropoli e dell'agorà in un unico spazio, il foro.

LA CRESCITA URBANA DOPO LA GRECIA E ROMA

Nel V sec., con la caduta dell'impero romano, l'Europa entrò nel Medioevo e la crescita

urbana fu veramente modesta, gli unici sviluppi si ebbero nei luoghi di sosta lungo la via della

seta, tra l'Europa e l'Asia. Durante il medioevo l'urbanizzazione proseguì fuori dall'Europa, in

Africa Occidentale (margine meridionale del Sahara) e in America (con i Maya e gli Aztechi).

SITO E SITUAZIONE DURANTE LE ESPLORAZIONI EUROPEE

Le prime aree urbane eurasiatiche si estendevano in una regione a forma di mezzaluna

dall'Inghilterra al Giappone, che comprendeva moltissime città interne, collegate da vie

commerciali interne, come la via della seta e le vie carovaniere dell'Africa occidentale.

Con le esplorazioni marittime e la colonizzazione oltremare le vie commerciali interne persero

importanza e iniziò l'epoca del commercio internazionale transoceanico. Nel XV sec le città

interne declinarono, mentre quelle sulle coste acquistarono importanza perché cambiò la loro

situazione (SITUAZIONE= posizione relativo all'interno di una regione).

LA SECONDA RIVOLUZIONE URBANA

Con la rivoluzione industriale (fine diciottesimo secolo), migliaia di persone migrarono nelle

città e gli insediamenti dovettero adattarsi alla popolazione in rapida crescita, alla

proliferazione di fabbriche e degli impianti di distribuzione, all'espansione dei sistemi di

trasporto e alla costruzione di alloggi per la forza lavoro.

Con l'industrializzazione le città divennero accozzaglie non regolamentate di attività (anche

se non tutte le città mercantili divennero industriali, ma molte città industriali sorsero da piccoli

villaggi): i sistemi igienico-sanitari erano insufficienti, le case sovraffollate, gli spazi aperti

diventarono discariche a cielo aperto, i sistemi di distribuzione dell'acqua erano spesso

inquinati.

A metà del diciannovesimo secolo Marx e Engels pubblicarono il manifesto del partito

comunista per esortare i proletari a unirsi per migliorare le proprie condizioni. A quel tempo le

condizioni cominciavano gradualmente a migliorare, furono riconosciuti dei diritti ai lavoratori.

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10. LO SVILUPPO

1.CHE COSA SI INTENDE PER SVILUPPO?

Lo sviluppo implica il progresso, quindi un miglioramento della tecnologia, della produzione e

del benessere socioeconomico. Un paese si dice in via di sviluppo quando sta facendo

progressi in tutti questi campi.

La nostra nozione di sviluppo è legatissima alla rivoluzione industriale e all'idea che la

tecnologia migliori la vita.

IL REDDITO NAZIONALE LORDO (RNL)

Negli ultimi 50 anni si misurava lo sviluppo del paese tramite il PNL (Prodotto Nazionale

Lordo), cioè la misura del valore totale di beni e sevizi ufficialmente prodotti dai residenti e

dalle imprese di un Paese in un anno.

In anni recenti, invece, gli economisti hanno preferito usare come riferimento il RNL (Reddito

Nazionale Lordo), cioè il valore della produzione all'interno del paese aumentato e diminuito

dei flussi di reddito che il paese invia all'estero.

Questa misurazione del RNL ha dei limiti:

- Il RNL calcola solo l'economia formale, cioè le transizioni economiche registrate nella

contabilità nazionale, e trascura l'economia informale, cioè le transizioni economiche che

sfuggono alla contabilità nazionale.

-Il RNL misura solo la produzione senza calcolare i costi di produzione, che gravano

sull'ambiente causando l'esaurimento delle risorse e l'inquinamento dell'aria e dell'acqua.

Per misurare lo sviluppo alcuni analisti valutano il ruolo della TECNOLOGIA, misurando:

- La struttura occupazionale della forza lavoro (es. più lavoratori impegnati nella

produzione di alimenti base, meno è sviluppato il paese; più lavoratori sono impegnati nei

servizi ad alta tecnologia, più il paese è sviluppato)

-Le infrastrutture di trasporti e comunicazioni pro capite.

Altri analisi, invece, tengono in considerazione il BENESSERE SOCIALE, misurando:

-L'indice di dipendenza, ossia il numero di individui a carico di ogni 100 persone occupate

I MODELLI DI SVILUPPO

Il modello classico di sviluppo è il MODELLO DI MODERNIZZAZIONE di Walt W. Rostow

(1971), che presuppone che tutti i paesi seguano un percorso simile per giungere allo

sviluppo, percorrendo 5 fasi:

1) Società tradizionale, l'attività predominante è l'agricoltura di sussistenza, la struttura

sociale è rigida e la tecnologie si evolve lentamente.

2) Precondizioni per il decollo, la nuova classe dirigente fa avanzare il paese verso una

maggiore flessibilità e apertura.

3)Decollo, nel paese si afferma una crescita sostenuta, aumenta l'urbanizzazione e

l'industrializzazione.

4) Spinta verso la maturità, le tecnologie si diffondono, l'industria si specializza e il

commercio internazionale si spande.

5)Consumo di massa, redditi elevati e produzione diffusa di molti beni e servizi.

Questo modello è noto anche come scala di sviluppo perché le sue 5 fasi si possono

raffigurare come gradini che ogni paese sale uno alla volta.

DA CHE COSA DIPENDE LO SVILUPPO?

Lo sviluppo avviene nel contesto, rispecchia cioè che avviene per effetto delle forze che

operano simultaneamente su più scale.

Gli studiosi dello sviluppo sostengono che i paesi poveri sono soggetti a un neocolonialismo

economico seppur indipendenti->teoria della dipendenza dei paesi poveri da quelli ricchi.

LA TEORIA DELLA DIPENDENZA

Gli strutturalisti hanno formulato la teoria della dipendenza: le relazioni politiche ed

economiche tra paesi e regioni limitano lo sviluppo delle aree più povere.

Molti paesi poveri usano al posto della propria monete quella di un altro paese ricco, creando

un legame economico (es. El Salvador ha subito la dollarizzazione: il colòn salvadoregno è

stato sostituito dal dollaro USA).

La teoria della dipendenza vede scarsa speranza di prosperità economica nelle regioni e nei

paesi dominati tradizionalmente da potenze esterne (attraverso il "Neocolonialismo"). Questo

aspetto della teoria è stato criticato perché alcune regioni tradizionalmente dipendenti hanno

ottenuto vantaggi economici.

LA GEOGRAFIA E IL CONTENSTO

Sia il modello di modernizzazione che la teoria della dipendenza sono modelli che non

rispecchiano troppo fedelmente la realtà perché considerano lo sviluppo economico

separatamente dal contesto politico e sociale. In risposta a questi evidenti limiti Wallerstein

elaborò la teoria dei sistemi-mondo (1983 e 2001), che con la descrizione del pianeta come

una struttura in 3 zone (centro, periferia e semiperiferia), aiuta a spiegare le connessioni tra

territori nell'economia planetaria. Questo modello rende chiare le relazioni di potere e non

presuppone, diversamente dal modello di modernizzazione, che i cambiamenti sociali ed

economici debbano avvenire ovunque in egual modo, ma è sensibile al contesto geografico.

2. QUALI SONO LE BARRIERE ALLO SVILUPPO ECONOMICO E I SUOI COSTI?

Per misurare lo sviluppo si usa l'ISU, cioè l'indice di sviluppo umano, che combina tre

dimensioni: una lunga e sana esistenza, l'istruzione e il tenore di vita.

2000= Millennium Summit, vi parteciparono 189 capi di stato

L'Assemblea generale dell'ONU adottò in seguito a ciò la United Nations Millennium

Declaration (UNMD) per migliorare le condizioni dei paesi con basso ISU, stabilendo degli

obiettivi di sviluppo del millennio (entro 2015):

1) Sradicare la povertà e la fame

2) Istruzione primaria universale garantita

3) Parità generi e progressione sociale donne

4) Ridurre mortalità infantile

5) Migliorare salute materna

6) Combattere AIDS, malaria e altre malattie

7) Garantire la sostenibilità ambientale

8) Favorire le relazioni planetarie per lo sviluppo

LE BARRIERE DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Gli ostacoli dello sviluppo sono le condizioni della periferia, quali gli elevati tassi di crescita

demografica, i bassi livelli di istruzione, l'elevato debito estero, l'instabilità politica e le

malattie.

LE CONDIZIONI SOCIALI

I paesi della periferia hanno numerosi problemi demografici, economici e sociali

Demografici: tassi di natività elevati ma bassa speranza di vita alla nascita ed elevati tassi di

mortalità infantile (dovuti a malnutrizione e mancanza di sistemi fognari pubblici, acqua

potabile e assistenza sanitaria)

Sociali: mancanza di istruzione femminile e traffico di minori, specialmente di bambine.

IL DEBITO ESTERO

Su molti paesi della periferia e della semiperiferia grava un alto debito estero. Negli anni '80 e

'90 la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale prestarono denaro a questi paesi a

patto che questi attuassero riforme nell'economia o nella pubblica amministrazione (es.

privatizzazione degli enti pubblici, apertura del paese al commercio con l'estero, l'apertura dei

dazi doganali...)->PRESTITI DI AGGIUSTAMENTO STRUTTURALE.

I prestiti di aggiustamento strutturale rientravano nella tendenza, tipica della seconda metà

del ventesimo secolo, al neoliberismo: l'intervento del settore pubblico nei mercati è

inefficiente e indesiderabile e dovrebbe essere quindi evitato.

LE MALATTIE

Nella periferia economica un grande problema è rappresentato dalle malattie e dalla

mancanza di una adeguata assistenza sanitaria. In particolare solo numerose le malattie

trasmesse da vettori nelle regioni caldo-umide, i cui climi caldo-umidi favoriscono l'attività

biologica (es. malaria, malattia infettiva endemica causata da parassiti il cui vettore è una

zanzara; la malaria si manifesta con accessi febbrili ricorrenti, anemia e splenomegalia)

L'INSTABILITA' POLITICA

L'instabilità politica è un grande impedimento allo sviluppo economico.

I paesi del centro hanno istituito per sè delle democrazie liberali; dalla fine della seconda

guerra mondiale tutti hanno indetto elezioni democratiche a scadenza regolare.

I paesi della periferia e della semiperiferia hanno dovuto superare maggiori difficoltà per

istituire e mantenere la democrazia: in molti paesi si sono alternati ripetutamente un governo

quasi democratico e un governo militare...secondo alcuni senza ricchezza è impossibile

mantenere una democrazia liberale!

Nei paesi a basso reddito i governanti corrotti possono rimanere al potere per decenni,

perché i cittadini non insorgono dopo aver assistito alla persecuzione e all'uccisione degli

oppositori. Quando i governi diventano troppo corrotti, altri paesi e organizzazioni non

governative riducono gli aiuti allo sviluppo.

L'INDUSTRIALIZZAZIONE

Allo scopo di attirare nuove industrie i governi di molti paesi della periferia e semiperiferia

hanno istituito speciali export processing zones (EPZ), che offrono alle imprese straniere

condizioni fiscali, normative e commerciali particolarmente favorevoli. Nei primi anni duemila

grazie agli EPZ sono sorte molti importanti centri manifatturieri, le maquiladora messicane e

le special economic zones (SEZ) della Cina e di altri paesi.

Nel 1992 Stati Uniti, Messico e Canada istituirono il NAFTA (North American Free Trade

Agreement) che entrò in vigore il 1 gennaio 1994. Il NAFTA ha promosso un'ulteriore

industrializzazione della regione di confine: oltre agli stabilimenti manifatturieri ha facilitato il

trasferimento dagli USA al Messico anche di servizi (come l'elaborazione di dati):

L'AGRICOLTURA

Nei paesi della periferia, l'agricoltura soddisfa generalmente i consumi personali o le

necessitò di un grande conglomerato agricolo. Dove invece sono state introdotte tecniche

agricole avanzate e si coltiva su vaste aree, le derrate alimentari sono destinate al mercato

estero, spesso con scarso beneficio per i terreni circostanti.

Nella periferia l'ignoranza delle tecniche agricole sta portando alla desertificazione per

erosione dei suoli, specialmente in Africa.

IL TURISMO

Il turismo porta ricchezza e occupazione ma i benefici sono limitati perché possono esserci

effetti negativi sulle culture e sugli ambienti, come:

-Rilevanti investimenti che il paese ospitante deve affrontare per avviare il turismo.

- Bassa retribuzione e scarsa sicurezza dei posti di lavoro creati dal turismo

- Svilimento della cultura locale: gli abitanti locali possono covare risentimento e antipatia

verso i visitatori più ricchi, oppure si sentono costretti a soddisfare i gusti dei visitatori anche

con comportamenti disprezzati dalla comunità locale (come ad esempio manifestazioni di

amicizia o di servilismo che considerano offensive).

Inoltre il paesaggio culturale spesso presenta aspri contrasti (es. alberghi di lusso vs alloggi

poveri degli ab. locali).

3. LE ISTITUZIONI POLITICHE ED ECONOMICHE INFLUENZANO LO SVILUPPO

ALL'INTERNO DEGLI STATI?

La povertà non è confinata alla periferia: anche nei paesi del centro ci sono regioni più povere

di altre.

Al tempo stesso in alcune regioni dei Pesi periferici vi è una rapida crescita economica.

Tali contrasti regionali ci ricordano che il reddito nazionale lordo pro capite non descrive

accuratamente lo sviluppo economico!!

IL RUOLO DEI GOVERNI

Le azioni dei governi determinano se, come e dove si produca ricchezza attraverso

l'imposizione di dazi doganali, accordi commerciali internazionali, imposizione fiscale, norme

fondiarie, norme ambientali ecc.

La sola azione dei governi non produce ricchezza e povertà, ma è quasi sempre

determinante.

LE ISOLE DI SVILUPPO

Sia nella periferia che nel centro i governi spesso favoriscono la creazione di ricchezza nella

capitale, cioè nella sede dell'autorità di governo. Nella maggior parte degli stati la capitale è la

sede del capo dello stato e degli organi supremi del governo.

In molti paesi della periferia la capitale è la città di gran lunga più grande e più influente sotto

l'aspetto economico. Alcuni stati di recente indipendenza hanno costruito una nuova capitale,

lontana dai quartieri generali coloniali, allo scopo di separarsi dai colonizzatori e riunire gruppi

in n unico stato: la capitale deve rispecchiare una cultura comune e promuovere lo sviluppo

economico dello stato.

Anche le società di capitale possono costruire città come punti focali dello sviluppo,

concentrando in una particolare luogo le attività (di solito in prossimità di risorse o centri

manifatturieri). Quando una società o un governo costruiscono e concentrano lo sviluppo

economico in una città, il territorio prende il nome di isola di sviluppo.

es. la Elf e la Shell in Gabon hanno trasformato la piccola città coloniale di Port-Gentil nella

seconda città più popolosa del paese, espandendo la città in prossimità dei giacimenti

petroliferi.

CREARE SVILUPPO NELLA PERIFERIA DELLA PERIFERIA

Nelle regioni rurali e povere dei paesi in via di sviluppo, alcune ONG (Organizzazioni Non

Governative) tentano di migliorare le condizioni della popolazione, generalmente senza fini di

lucro (no profit).

Un tipo di programma che ha avuto particolare successo in Asia meridionale e in America

Meridionale è il programma di microcredito: si concedono piccoli prestiti ai poveri, in

particolare alle donne, per favorire lo sviluppo di piccole imprese.

11. L'AGRICOLTURA

1.CHE COS'E' L'AGRICOLUTRA E DOVE DI E' ORIGINATA?

Agricoltura= coltivazione di piante e allevamento del bestiame. Con industria e commercio

costituisce il fondamento dell'economia umana.

E' classificata come industria primaria

->Classificazione delle attività economiche

1) PRIMARIE= riguardano la produzione che si volge sul suolo o nel sottosuolo

2) SECONDARIE= utilizzano un prodotto primario e lo sottopongono a trasformazione

industriale per ottenere dei manufatti

3) TERZIARIE= fanno parte dell'industria dei servizi, connettendo produttori e consumatori e

facilitando il commercio nazionale e internazionale

4) QUATERNARIE= servizi specializzati legati all'informazione o allo scambio di denaro e

beni.

5) QUINARIE= servizi specializzati che riguardano il settore della ricerca o dell'istruzione

superiore.

La meccanizzazione e l'efficienza dell'agricoltura hanno determinato una diminuzione del

numero di lavoratori necessari (negli USA la produzione agricola ora è al massimo storico

mentre la percentuale di forza lavoro impiegata è al minimo storico). Ci sono paesi, tuttavia,

che restano ancora molto dipendenti dal lavoro perché manca ancora la meccanizzazione

(es. Guatemala).

CACCIA, RACCOLTA E PESCA

Prima di praticare l'agricoltura gli uomini primitivi praticavano la caccia, la raccolta e la pesca.

La dimensione dei gruppi di cacciatori-raccoglitori variava secondo i climi e la disponibilità di

risorse.

IL TERRENO E GLI STRUMENTI

I cacciatori-raccoglitori si dedicavano al perfezionamento degli utensili, all'uso del fuoco e

all'adattamento dell'ambiente alle proprie necessità. I primi utensili utilizzati nella caccia erano

mazze e rami, poi l'uso dell'osso e della pietra hanno permesso lo sviluppo di lance. La

lavorazione della pietra per fabbricare asce a mano e asce con manico fu un'innovazione

cruciale.

Un altro importante risultato fu l'uso controllato del fuoco per rendere commestibili i cibi e per

cacciare gli animali spingendoli nelle trappole.

Oltre a cacciare, gli esseri umani raccoglievano molluschi e crostacei, catturavano pesci con

fiocine, ami e nasse (gabbiette di giunchi intrecciati).

Mediante questi utensili e il fuoco le comunità umane modificarono i loro ambienti, si

assicurarono approvvigionamenti alimentari combinando caccia e pesca con qualche forma di

raccolta e sfruttando i cicli migratori di pesci.

LA PRIMA RIVOLUZIONE AGRICOLA

Sauer credeva che gli esperimenti necessari per creare agricoltura e insediarsi in un luogo

fossero stati condotti in terre opulente, perché solo in una condizione simile si sarebbe potuto

permettere di fare questi esperimenti.

Secondo Sauer la domesticazione delle piante avvenne in Asia sudorientale e meridionale più

di 14000 anni fa. In quella regione erano presenti insediamenti umani, margini forestali e corsi

d'acqua dolce, elementi che combinandosi hanno dato origine alla prima coltivazione

pianificata di piante da radice.

La coltivazione pianificata di piante da seme è un processo più complesso, che implica la

selezione delle sementi, la semina, l'annaffiatura e la raccolta in tempi appropriati.

Secondo alcuni la prima domesticazione di piante da seme può essere avvenuta nella valle

del Nilo oppure, più probabilmente, nella Mezzaluna fertile. Ciò segnò quella che è stata la

prima rivoluzione agricola.

L'agricoltura forniva una fonte alimentare affidabile e le eccedenze di cereali potevano essere

immagazzinate, consentendo l'insediamento stanziale.

La diffusione delle piante da raccolto e dei loro semi fu notevolmente accelerata dal

commercio internazionale e dalle reti di comunicazione, istituiti da mercantilismo e

colonialismo.

LA DOMESTICAZIONE DEGLI ANIMALI

La cosiddetta domesticazione degli animali secondo alcuni avvenne prima di quella delle

piante, per altri, invece, iniziò solo 8000 anni fa, in epoca molto più tarda rispetto alla

coltivazione delle piante.

La domesticazione degli animali è avvenuta per stadi successivi: ebbe inizio quando l'uomo

divenne sedentario, gli animali inizialmente erano allevati per affezione o per altri motivi (es.

scopo cerimoniale), venivano usati talvolta come spazzini (mangiavano la spazzatura) o

come protettori da predatori.

Nell'iniziale domesticazione i nostri antenati scelsero gli individui più docili e piccoli, per

proteggersi da loro. Gli archeologi cercano i siti dove si trovano le ossa più piccole e risalgono

nel tempo, poiché ciò è di solito simbolo di una domesticazione iniziale.

Jared Diamond nel 1997 ha spiegato in una sua opera come solo cinque mammiferi siano

importanti: il bovino, la pecora, la capra, il maiale e il cavallo.

Ci sono 148 specie di grandi erbivori, di queste soltanto 14 sono state domesticate con

successo e ciascuna è stata domesticata con successo e almeno 4500 anni fa.

L'AGRICOLTURA DI SUSSISTENZA IN ETA' CONTEMPORANEA

Centinaia di milioni di coltivatori praticano l'agricoltura di sussistenza producendo solo quanto

occorre per la propria sopravvivenza.

Gli agricoltori di sussistenza hanno spesso terreni in comune e le eccedenze sono vendute

da tutti i membri della comunità. Lo scienziato inglese Bunting (1970) sosteneva che le

società basate sull'agricoltura di sussistenza, dovendo sopportare molte privazioni, fossero

costrette a stare molto unite e a non differenziarsi troppo socialmente. Nonostante siano

cambiate molte cose da quando condusse questi studi, tuttavia il forte senso di comunità

tra gli agricoltori di sussistenza è rimasto.

Alcuni agricoltori sono sedentari, altri invece praticano una forma di agricoltura itinerante,

soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali: dopo aver sfruttato i terreni questi diventano

sterili (perché privati della copertura vegetale e dell'apporto di nutrienti e per il dilavamento

dell'acqua piovana), si spostano in un altro appezzamento, tagliano la vegetazione,

dissodano il terreno e riprendono la coltivazione.

L'agricoltura itinerante permette oggi il sostentamento di 150/200 milioni di persone in Africa,

America centrale e meridionale e parte dell'Asia sudorientale.

Una particolare forma è l'agricoltura taglia e brucia che si basa sull'uso controllato del fuoco.

Scelto il terreno appropriato, si estirpano gli arbusti e con coltelli si tagliano gli alberi. Prima

dell'arrivo delle piogge di incendia il materiale vegetale secco, uno strato di ceneri così si

deposita sul terreno rendendolo fertile.

L'INDEBOLIMENTO DELL'AGRICOLTURA DI SUSSISTENZA

Durante il colonialismo le potenze europee tentarono di modernizzare l'economia delle

colonie, mettendo fine all'agricoltura di sussistenza. Gli europei pretesero gli agricoltori a

pagare delle imposte, costringendoli quindi a vendere parte del loro raccolto per procurarsi il

contante-> cash crop= riservare una parte del proprio raccolto alla vendita.

Il cash crop costrinse a applicare schermi di coltivazione forzata.

Se non fossero stati disponibili nuovi terreni, gli agricoltori avrebbero dovuto rinunciare al food

crop (agricoltura di sussistenza) per favorire il cash crop obbligatorio. In molte regioni ne

conseguirono gravi carestie e l'economia locale si disgregò.

In nome della "Modernizzazione" e del "progresso" molti agricoltori sono stati distolti dai loro

tradizionali metodi di sussistenza.

2.COME E' CAMBIATA L'AGRICOLTURA CON L'INDUSTRIALIZZAZIONE?

Seconda rivoluzione agricola= serie d'innovazioni, miglioramenti e tecniche nell'agricoltura

finalizzate a generare eccedenze alimentari per migliaia di persone che lavoravano nelle

fabbriche e non più nei campi. Questa rivoluzione agricola è quindi strettamente legata a

quella industriale. Avvenne in GB, nei Paesi Bassi e in Danimarca...

Gli agricoltori aumentarono l'estensione delle fattorie, unirono appezzamenti contigui,

recintarono le terre e istituirono l'avvicendamento e la rotazione delle colture. I governi

contribuirono a stimolare questa rivoluzione con delle leggi (es. GB-> Inclosure Act).

Venne inventata la macchina seminatrice e i progressi nell'allevamento permisero di creare

nuove razze di bovini da latte e da carne.

Le ferrovie aiutarono a portare l'agricoltura in nuove regioni quali le Grandi Pianure negli

USA.

LA DISTRIBUZIONE DELL'AGRICOLTURA

Johann Von Heinrich Thunen studiò il modello di distribuzione delle attività agricole

intorno alla città di Rostock, notando il cambiamento graduale nelle colture allontanandosi

dalla città:

- Colture ortofrutticole e industrie lattiero-casearie

- Fascia di foresta che serviva a fornire legna da ardere e legname per l'edilizia

- Colture in campo aperto (cereali e patate)

- Allevamento

L'uso delle terra è legato al costo dei trasporti.

LA TERZA RIVOLUZIONE AGRICOLA

La terza rivoluzione agricola è nota anche come rivoluzione verde, risale agli anni '30 quando

gli scienziati agricoli del Midwest degli Stati Uniti cominciarono a sperimentare sementi

geneticamente modificate per aumentare le colture.

1940=creazione di sementi di mais che riuscisse a crescere meglio in Messico.

1982= miglioramento della produzione di riso con la varietà IR36 in India.

Oltre a migliorare la produzione di mais e riso, la rivoluzione verde portò a nuove varietà ad

alto rendimento di frumento e cereali dagli USA al resto del pianeta, in particolare in Asia

meridionale e sudorientale.

Alcuni sostengono gli OGM perché hanno la possibilità di migliorare la vita di quasi 1 miliardo

di persone che soffrono di malnutrizione, altri però temono per i rischi per la salute e per

l'ambiente: i fertilizzanti e pesticidi chimici possono far diminuire la sostanza organica

presente nel terreno e causare l'inquinamento delle acque sotterranee.

NUOVI ALIMENTI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM)

Gli OGM costituiscono ormai l'interesse principale di un campo della biotecnologia. Alcune

regioni hanno accettato gli OGM, mentre altre li hanno proibiti. Molti paesi poveri, inoltre, non

hanno capitali e tecnologie necessari per gli OGM.

Nei paesi europei occidentali molti hanno resistenze ideologiche verso gli OGM e temono per

la propria salute e per le caratteristiche organolettiche di tali prodotti.

IL CAMBIAMENTO REGIONALE E LOCALE

Judith Carney ha evidenziato come il cambiamento delle pratiche agricole abbia modificato

non solo l'ambiente e l'economia ma anche i rapporti tra uomini e donne..

(...?)

3. QUALI IMPRONTE LASCIA L'AGRICOLTURA SUL PAESAGGIO CULTURALE?

I sistemi catastali tentano di regolamentare l'insediamento per legge:

-Rectangular survey system: sistema catastale degli USA e del Canada, si presenta sotto

forma di scacchiera. L'unità di base è una sezione (section) di 1 miglio quadrato: le aziende

agricole sono poste a intervalli di una, mezza e un quarto di section.

-Metes and bund system: usa elementi fisici come fiumi o alberi per demarcare

appezzamenti di terreni irregolari (usato nella costa orientale degli USA). Il termine metes si

riferisce a un confine definito dalla misurazione di ogni tratto rettilineo, mentre bounds è

riferito al confine più generale 8come un fiume, un muro, una strada..).

-Long-lot system: sistema che dalla Francia è stato importato in America settentrionale,

divide le terre in lunghi e stretti appezzamenti a partire da fiumi o strade o canali.

I VILLAGGI

I villaggi agricoli stanno scomparendo.

In Giappone le case sono addossate le une alle altre per risparmiare spazio, nel Midwest

invece le fattorie sono a grande distanza (MODELLO DI INSEDIAMENTO SPARSO), mentre

in Indonesia i villaggi sono collocati a 800 metri di distanza lungo la strada rurale

((INSEDIAMENTO A NUCLEI).

-Villaggio lineare= segue in corso di argini (Europa)

-Villaggio aggregato= si sviluppa attorno a un casale per accrescimento (spesso in cima a

una collina)

-Villaggio fortificato= per difendersi dai nemici, sorto in regioni dal passato turbolento.

-Villaggio reticolare= sono i più moderni, sono insediamenti rurali pianificati.

-Villaggio rotondo

LA DISTINZIONE DELLE FUNZIONI ALL'INTERNO DEI VILLAGGI

In molti paesi sta aumentando la popolazione rurale, in cina il 60% della popolazione vive in

villaggi e casali.

I villaggi hanno caratteristiche comuni:

-Testimonianze della stratificazione sociale (es. case più belle di altre)

-Distinzione degli edifici (azzonamento del villaggio)

4. COME SI DISTRIBUISCE L'AGRICOLTURA SUL PIANETA?

Le radici della moderna agricoltura commerciale si possono far risalire ai vasti imperi coloniali

creati dalle potenze europee tra 18° e 19° secolo: l'Europa divenne un mercato per prodotti

agricoli provenienti da tutto il pianeta: vendevano anche nelle proprie colonie merci prodotte

con materie prime importate.

I rapporti tra le regioni di produzione e quelle di trasformazione sono diventati più stretti con le

innovazioni nei sistemi di trasporto e conservazione delle merci (es. l'industria della carne

argentina è diventata importante a livello mondiale grazie alle navi refrigerate).

Un'importante conseguenza dell'agricoltura coloniale fu la creazione della monocoltura

(singolo prodotto destinato all'esportazione).

IL PLANISFERO DEI CLIMI

Il sistema di classificazione dei climi fu creato da Koppen-Geiger in base alle temperature e

alle precipitazioni annue e mensili medie.

A) Climi umidi caldi o molto caldi: comprende le foreste pluviali equatoriali e i climi monsonici.

B) Climi secchi

C) Climi temperati umidi, sono quelli mediterranei, con estati calde

D) Climi freddi umidi

E) Climi polari: prevalgono la tundra, i ghiacciai e le nevi perenni.

H) Climi degli altipiani

IL PLANISFERO DELL'AGRICOLTURA

Relazione clima/agricoltura

Cash crop e agricoltura di piantagione nei paesi poveri l'agricoltura non di sussistenza è

un residuo coloniale. I paesi produttori talvolta formano un cartello per presentare un fronte

unito ai paesi importatori imponendo un prezzo più favorevole, come fece negli anni settanta

l'OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries)

L'agricoltura di piantagione è il sistema di produzione in cui i raccolti destinati alla vendita

sono prodotti su terreni molto estesi, eredità del colonialismo: queste piantagioni sono

sopravvissute alla decolonizzazione e riforniscono continuamente i paesi ricchi.

America centrale e meridionale= piantagioni di banane, zucchero, caffè e cacao

Africa occidentale o orientale= gomma, cacao e tè

Asia meridionale e sudorientale= gomma e tè

Il cotone e la gomma colture promosse dalla colonizzazione.

COTONE= l'India iniziò a coltivare cotone durante il dominio britannico. Durante il

diciannovesimo secolo tale coltivazione si estese notevolmente con la rivoluzione industriale

che produsse macchine per la sgranatura, filatura e tessitura. Oggi i paesi ricchi continuano a

comprare cotone e queste vendite restano importanti per alcune ex-colonie (anche se

rivaleggiando con USA, Cina nordorientale e Asia centrale) e il cotone compete con nylon e

rayon, fibre sintetiche.

GOMMA= compete con quella sintetica. Nel passato era coltivata in Congo e a Manaus

(Brasile), poi venne piantata in nuovi territori in Malaysia, in Indonesia e nelle colonie vicine

non tanto per fattori ambientali ma per la disponibilità di manodopera.

Le colture di lusso sono quelle di tè, cacao, caffè e tabacco, create dalle potenze coloniali

perché l'ambiente favorevole si combinava con la disponibilità di manodopera.

L’America centrale produce il 70% del caffè mondiale, la coltivazione del caffè tuttavia sta

cambiando perché sempre più consumatori entrano nel commercio equo solidale. Il tè rispetto

al caffè è consumato anche nelle regioni in cui è coltivato (India, Cina, Sri Lanka, è la

bevanda predominante nelle regioni dell’Eurasia).

L'agricoltura di sussistenza esistono 3 tipi di a. di sussistenza:

-Agricoltura e allevamento di sussistenza

-Agricoltura di sussistenza intensiva, principalmente riso

-Agricoltura di sussistenza intensiva, principalmente frumento e altri cereali.

L'agricoltura mediterranea è un tipo di agricoltura specializzata praticata solo dove c'è il

clima mediterraneo, con estate calda e secca (coste del mediterraneo, California, Oregon,

Cile, Provincia del Capo in Sudafrica e Australia sudoccidentale e meridionale) ->viti, olivi,

fichi, agrumi, datteri, verdure...

Le droghe illegali Molti agricoltori della periferia trovano più redditizio coltivare piante dalle

quali si ricavano droghe perché la richiesta di stupefacenti è alta: papavero da oppio, la coca

e la canapa indiana soprattutto.

L'INFLUSSO DELL'AGRICOLTURA COMMERCIALE SULL'AMBIENTE

L'agricoltura commerciale causa rilevanti cambiamenti ambientali. La domanda di alimenti

proteici sta causando un eccessivo aumento della pesca e in molte regioni la disponibilità di

pesce sta diminuendo rapidamente. Le risorse ittiche hanno iniziato a scarseggiare già dagli

anni settanta e ottanta per l'eccesso di pesca, ormai gran parte del danno è fatto e alcuni tipi

di pesce sono scomparsi.

Nell’Europa mediterranea molte foreste sono state sottoposte al taglio già molti secoli fa per

facilitare l'agricoltura (ci sono infatti molti terrazzamenti). Oggi l'industrializzazione e la

commercializzazione dell'agricoltura hanno accelerato il ritmo e l'entità dell'influsso

dell'agricoltura sull'ambiente. Oltre al taglio degli alberi altri problemi sono l'uso di fertilizzanti

e pesticidi chimici e l'erosione del suolo (causata anche dalla diffusione recente dei fast-food:

la richiesta di allevamenti di carne aumenta e così molte aree vengono deforestate per creare

pascoli).

IL CAMBIAMENTO DELLA GEOGRAFIA NELL'AGRICOLTURA

La commercializzazione della produzione agricola e lo sviluppo di nuove tecnologie ha

stimolato la crescita dell'AGROBUSINESS (insieme di attività agricole propriamente dette e

dei settori che producono e vendono attrezzature e macchine agricole, forniscono servizi

all'agricoltura e trasformano i prodotti agroalimentari).

L'agrobusiness sta condizionando la distribuzione planetaria dei sistemi agricoli commerciali

e la loro relazione con l'agricoltura di sussistenza.

?

LA PERDITA DEI TERRENI AGRICOLI PRODUTTIVI

Con l'espansione delle città molti terreni agricoli produttivi sono andati persi perché convertiti

in sobborghi. La conversione dei terreni agricoli in zone residenziali non è limitata alle aree

vicine alle città principali: alcuni terreni agricoli altamente produttivi sono stati convertiti in

regioni di seconde case.

12. INDUSTRIA E SERVIZI

1.DOV'E' COMINCIATA LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E COME SI E' DIFFUSA?

Molto tempo prima della rivoluzione industriale, esisteva già la produzione industriale ( o a

domicilio o nei laboratori artigiani).

L'espansione coloniale europea fu preparata dalle imprese commerciali (come la compagnia

olandese delle indie orientali e la compagnia inglese delle indie orientali), che assunsero il

controllo delle industrie locali e trassero profitto dal caos politico dei paesi.

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

18° sec= mercati crescono, urgono macchine migliori specialmente per filatura e tessitura

->RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Inizialmente come fonte energetica si continua a usare l'energia idraulica, poi si passò all'uso

del carbone, grazie al quale si costruirono macchine più complesse con migliori rendimenti.

Durante la r. industriale ci furono molte innovazioni anche nella siderurgia (macchine a vapore

e altri prodotti di ferro, ghisa e acciaio, oltre a materiali come rame, bronzo e ottone). La

macchina a vapore permise di azionare pompe idrauliche per estrarre l'acqua dalle miniere di

carbon fossile, permettendo ai minatori di giungere in giacimenti più profondi.

Venne migliorato il sistema dei trasporti con l'avvento della ferrovia e della nave a vapore-> la

GB ottenne il monopolio su prodotti richiesti ovunque ed era l'unica ad avere il know how e il

capitale per finanziare la costruzione di macchine che li fabbricavano = influenza

internazionale massima!

LA DIFFUSIONE ALL'EUROPA CONTINENTALE

Nel diciannovesimo secolo le zone industriali si collocarono in prossimità dei giacimenti

carboniferi e dei porti -> acquistò importanza la fascia dell'Europa continentale che si estende

da ovest a est: Francia settentrionale, Belgio meridionale, Paesi Bassi, Bacino della Ruhr,

Boemia occidentale e Slesia.

Dopo la creazione di collegamenti ferroviari efficienti, una parte della produzione industriale si

trasferì o crebbe nelle aree urbane con grandi mercati quali Londra o Parigi.

Londra attirava l'industria perché vicina al Tamigi. Parigi, invece, era la più grande città

dell'Europa continentale e aveva una forza lavoro qualificata, una posizione regionale ideale

per la distribuzione dei prodotti finiti, sedi di enti governativi e un porto oceanico vicino (Le

Havre), così diventò un importante centro industriale (nonostante la mancanza di giacimenti.

2. COME SI SPIEGA LA DISTRIBUZIONE DELLE INDUSTRIE?

Le attività economiche primarie attingendo alla terra devono trovarsi in prossimità delle

risorse.

Le attività secondarie, invece, con i miglioramenti dei trasporti e delle comunicazione, è meno

dipendente dalla vicinanza alle risorse.

Un grande filone di ricerche, in geografia economica, riguarda la teoria della localizzazione,

che si propone di prevedere dove le imprese saranno, o dovrebbero essere, collocate,

partendo dall'assunto che i decisori tentino di ottenere i massimi vantaggi sui competitori per

realizzare il massimo profitto possibile.

La posizione delle industrie secondarie dipende dal comportamento e dalle decisioni umane,

da fattori culturali, economici, politici, o anche dall'intuizione e dal capriccio.

Un concetto di cui si tiene spesso conto è quello dell'attrito con la distanza: all'aumentare

della distanza aumenta anche il tempo e il costo. Un corollario di questo concetto è il

fenomeno del decadimento con la distanza, cioè l'aumento o la diminuzione dell'influenza di

una funzione o attività con l'aumento/diminuzione della distanza dal punto di origine-> gli

stabilimenti tendono a servire i mercati vicini più di quelli lontani.

IL MODELLO WEBER

L'economista tedesco Weber costruì un modello di distribuzione per le industrie

secondarie. La sua teoria del minimo costo spiega la posizione fisica in termini di desiderio

del proprietario di ridurre al minimo 3 categorie di costi:

-costi di trasporto

di lavoro

-costi quando un numero di attività si aggrega nella stessa area (es. città

-Agglomerazione:

industriale) e le imprese si aiutano reciprocamente condividendo personale qualificato, servizi

e impianti.

Questo terzo fattore è particolarmente delicato perché se avviene un'agglomerazione

eccessiva aumentano gli affitti e i salari, nonché i problemi di circolazione. Questi risvolti

negativi hanno indotto molte industrie alla DEGLOMERAZIONE, cioè ad abbandonare i centri

urbani affollati della megalopoli statunitense orientale.

IL MODELLO DI HOTELLING

Hotelling coniò il termine interdipendenza localizzativa (locational interdipendence)

chiedendosi dove due gelatai possano collocarsi su una spiaggia occupata da persone

distribuite uniformemente: si disporrebbero uno vicino all'altro al centro della spiaggia per

limitare il più possibile il territorio di vendita dell'altro, così da ottenere il massimo del profitto.

Questa analisi semplificata ci mostra come non si possa comprendere la posizione fisica di

un'industria senza considerare quella delle altre industrie dello stesso tipo.

IL MODELLO DI LOSH

Losh nell'opera Economia della localizzazione, pubblicata nel 1940, cerò di determinare le

posizioni che gli stabilimenti dovrebbero scegliere per ottenere il massimo dei profitti, tenendo

conto dell'influenza della posizione dei consumatori e dei costi di produzione. Egli individuò

una zona di redditività oltrepassata la quale le vendite non erano più redditizie, quindi le

imprese se ne terranno lontane.

PRINCIPALI REGIONI INDUSTRIALI PRIMA DEL 1950

Prima del 1950 i maggiori costi per le industrie erano legati al trasporto delle materie prime e

alla spedizione dei prodotti finiti.

Le quattro principali regioni industriali (costituite da uno o piò nuclei centrali di sviluppo

industriale) prima del 1950 sono:

1)Europa occidentale e centrale

I principali giacimenti carboniferi sono nella fascia che attraversa Francia occidentale, Belgio,

Germania centrosettentrionale, repubblica ceca nordoccidentale e la polonia meridionale; qui

si svilupparono le industrie dalla fine del 18° all'inizio del 20° sec., per poi espandersi

nell'Europa continentale (Italia settentrionale, Catalogna, Spagna settentrionale, Svezia

meridionale e Finlandia meridionale).

Tre distretti industriali sono situati in Germania:

-Bacino della Ruhr, basato sui giacimenti carboniferi della Westfalia->industria pesante

-Sassonia, industria incentrata su Dresda e Lipsia->industria leggera

-Slesia, basata su giacimenti di carbone fossile di elevata qualità e minerali di ferro

L'industria tedesca fu ridotta in cenere con la seconda guerra mondiale, poi con i programmi

americani per la ricostruzione dell'Europa in Germania sorsero nuove fabbriche con

tecnologie più recenti e capaci di competere sui più vecchi stabilimenti nordamericani.

2) America nordorientale

Inizialmente la produzione industriale si sviluppò nell'America settentrionale nel New England

nel tardo periodo coloniale, ma era una regione povera di risorse militari (Ad eccezione del

carbone fossile che risultò molto utile come risorsa energetica). Dopo la grande depressione

del '29 sorse un distretto manifatturiero nordamericano, l'American Manufacturing Belt, che si

estende dalla costa nordorientale degli Stati Uniti allo Iowa e dalla valle del fiume San

Lorenzo alla confluenza dei fiumi Ohio e Mississipi.

3)Federazione Russa e Ucraina

Durante il periodo del regime comunista all'industria leggera già presente dal periodo zarista

si aggiunse anche l'industria pesante.

In Siberia si estraeva carbone e minerali di ferro; nella regione dei corridoi Krasnojarsk-Bajkal

si ricavava carbon fossile, legname e acqua; la regione del Volga vide negli anni '30 molte

industrie trasferirsi dall'Ucraina e dall'area di Mosca, per proteggersi dalla guerra.

Nel 1921 la pace di Riga segnò la fine della guerra russo-polacca e l'Ucraina fu divisa tra

Polonia e Unione Sovietica. Dal 1929 Stalin procedette alla nazionalizzazione sistematica

delle piccole imprese agrarie ucraine e alla collettivizzazione dei terreni. Nel 1932 attuò un

ammasso sistematico delle derrate alimentari e dei raccolti, provocando una carestia che

causò circa dieci milioni di morti. L'Ucraina produceva circa il 90%di tutto il carbon fossile

dell'URSS, grazie al quale divenne a metà del ventesimo secolo uno dei principali complessi

industriali mondiali.

4) Asia orientale

Il Giappone divenne una delle principali potenze industriali mondiali nel secolo successivo

alla rivoluzione industriale. Il Giappone dipende da materie prime importate e il suo sviluppo

economico si costruì su capitale proveniente dalla colonizzazione e su politiche governative

volte a sviluppare le industrie.

Tra 1866 e 1869 sotto la bandiera della Restaurazione Meiji i rinnovatori meccanizzarono le

industrie, trasferirono il capitale dall'interno alla costa organizzarono le forze armate e

chiesero consigli a esperti britannici su varie questioni, dall'istruzione ai trasporti. Ben presto

anche il Giappone creò un impero coloniale (Corea, Taiwan, Cina continentale) dal quale

ottenere materie prime e capitale. La regione più industrializzata del Giappone è la pianura di

Kanto che ospita 1/3 della popolazione e comprende l'area metropolitana Tokyo-Yokohama-

Kawasaki, possiede un porto naturale a Yokoama e si trova in una posizione centrale rispetto

all'intero paese. Il secondo complesso industriale del Giappone è il distretto di Kansai, che si

estende dall'estremità orientale del Mare Interno di Seto all'area di Nagoya, ha molte industrie

con acciaierie, fabbriche automobilistiche, cantieri navali, fabbriche tessili e altri tipi di

produzione.

Il Giappone aveva una scarsa reputazione di qualità industriale ma era anche noto per i

prezzi bassi (la manodopera era davvero a basso prezzo), dagli anni '50 le fabbriche

giapponesi iniziarono a eccellere anche nella qualità, entrando in competizione con gli altri

paesi.

3. COM'E' CAMBIATA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE?

La più importante innovazione nel processo di produzione fu la produzione in seri, elaborata

da Ford e applicata all'industria automobilistica nel 1913.

Nella maggior parte dei paesi industrializzati dalla fine del ventesimo secolo domina il

postfordismo, un sistema di operazioni produttive più flessibili nel quale i componenti dei

prodotti sono fabbricati in differenti regioni e poi riuniti e trasformati in prodotti finiti. Questo

metodo avvicina i luoghi nel tempo e nello spazio più di quanto fosse immaginabile agli inizi

del ventesimo secolo.

David Harvey nel 1989 ha coniato l'espressione compressione spazio temporale per

riferirsi all'accelerazione che il capitalismo ha impresso nel ritmo della vita, modificando le

relazioni tra i territori al punto da far sembrare il pianeta imploso.

Questa compressione spazio temporale ha modificato la divisione del lavoro: prima si

produceva vicino a dove si consumava, oggi invece i principali attori dell'economica sfruttano

i bassi costi di trasporto, le norme favorevoli della pubblica amministrazione e la tecnologia

dell'informazione per costruire vaste reti economiche in cui differenti fasi produttive si

svolgono in differenti paesi per sfruttare i vantaggi di particolari siti.


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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bismark di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Lucchesi Flavio.

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