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Riassunto esame Filosofia del diritto, Prof. Romano, Libro consigliato “Diritto giuridico e diritto estetico di B. Romano Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Filosofia del diritto, basata su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente " Giudizio giuridico e giudizio estetico : da kant verso schiller", Romano. Gli argomenti trattati sono: L'a-priori della comunicabilità universale , disinteresse e sensus communis nel giudizio , il bello e il giusto , il sentire e il pensare... Vedi di più

Esame di Filosofia del diritto docente Prof. B. Romano

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dall’attività del magistrato che deve arrivare ad emettere un giudizio in base a

procedure definite e che cerca il giusto nel legale. Il dare a ciascuno il suo ,

secondo Nancy , significa considera dapprima il principio di uguaglianza , perché

“ciascuno” è considerato esattamente come tutti gli altri , e poi un principio di

differenza , perché ciò che è dovuto ad uno non è mai dovuto anche ad un altro.

Aristotele dispone che l’uomo , è l’unico a godere della parola , utile per esprimere

ciò che è giovevole e ciò che è nocivo e quindi il giusto e l’ingiusto , infatti solo

egli , rispetto agli animali , ha la percezione del bene e del male .

6. LA LIBERTA’ ESTETICA , NELLA LEGALITA’ E NELLA GIUSTIZIA

La giustizia e l’ingiustizia sono tipiche delle relazioni interpersonali tra gli uomini .

Tali elementi sono però assenti nel giudizio estetico , questo infatti è tale perché

non mira ad alcun vantaggio , situandosi oltre la scissione tra ciò che è mio e ciò

che è tuto ecc.

Il giudizio giuridico consiste in una sentenza che ha sempre dei destinatari e il

“decidere” non è mai un operazione meccanica , ma un atto del pensiero.

Heidegger sostiene che lo stato estetico è il fondamento su cui tutto riposa e che il

passaggio dallo stato sensibile allo stato estetico è l’elemento decisivo della

condizione umana . Stato sensibile e stato formale ,nell’uomo, sono elementi

essenziali ma l’uno contrapposto all’altro. Lo stato estetico garantisce al singolo il

passaggio dalla dimensione del semplice sentire a quella più complessa del

pensare-volere. Schiller parla di due versanti della determinazione : che può essere

fisica o naturalistica e spirituale . Lo stato estetico consente la formazione di giudizi

universalmente validi concepiti con il passaggio DALLA MATERIA ROZZA ALLA

BELLEZZA . Quel che l’io fa può essere relativo o allo stimolo sensibile o alla

consapevolezza di scegliere delle precise condotte. Così si può parlare della

connessione tra legalità e armonia del bello . La dimensione estetica è formativa

dell’opera d’arte ed Heidegger afferma che una legalità senza legge è un opera

d’arte , tale facoltà è la facoltà del bello.

Kant scrive che una poesia può essere molto elegante e garbata ma senza anima ,

come un discorso solenne può essere ornato ma senza anima, così come molte

conversazione sono inanimate. Per anima , si deduce , ciò che dà armonia alle

facoltà dell’animo , ossia la facoltà di esibizione delle c.d. idee estetiche , o meglio

di quelle rappresentazioni dell’immaginazione . L’immaginazione , nel pensiero di

Kant è libera e consente di esprime ciò che è inesprimibile , ossia di cogliere quello

che si può comunicare senza la costrizione di regole.

Lo stato estetico è detto anche stato di determinabilità attiva e passiva . La

determinabilità è quella condizione della libertà che qualifica l’essere umano come

un essere-aperto-a , o un essere-libero-per . Tale stato è niente di meno niente di piò

che l’immaginazione di cui parla Kant.

L’impulso oggettuale è la tendenza a venire assorbiti dal sensibile , quello formale

invece è l’aprirsi della possibilità oltre la realtà naturalistica già data. Il giudizio

estetico riguarda un giudizio che può scegliere tra l’alternativa del bello o del non-

bello , così il giudizio giuridico tra l’alternativa della giustizia o dell’ingiustizia.

7. REGOLE DELLE RELAZIONI LUDICHE E REGOLE DELLE RELAZIONI

GIURIDICHE.

La condizione umana è sostituita dalle due dimensione della passività e

dell’attività . La peculiarità dell’attività dell’IO è costruita nell’ambito del

DOMANDARE.

La volontà , che per Heidegger è l’unica potenza dell’uomo , è la modalità in cui

viene fondata la realtà effettiva dell’uomo , ossia la sua AUTONOMIA. Quando si

diche che una persona “apre un mondo” , significa che esiste nello stato estetico .

Quando l’io non coincide on le operazioni naturali e con le leggi che lo

costituiscono , si ha da “schiavo della natura “ qual è quando si limita al semplice

sentire , diviene , non appena pensa , “legislatore”. L’umanità è tale quando , per

Schiller , vi è un nesso tra opera legislativa e capacità di pensare.

Formare un mondo è un attività analoga a quella di formare un gioco. Lo stato

estetico si ha con l’attività del vedere-guarda dell’uomo . L’apparenza , l’inclinazione

all’ornamento e il gioco permettono al “selvaggio” di fare il suo ingresso

nell’umanità. Schiller afferma che l’apparenza è estetica , in quanto è SCHIETTA e

AUTONOMA. Anche nella dimensione del gioco l’impulso materiale e l’impulso

formale sono uniti. Anche il gioco non si trova come si trovano le cose in natura ,

ma anzi nasce grazie ad una creazione di senso . Schiller dice che l’uomo è

completo solo quando gioca , ossia quando decide di prendere distanza

dall’impulso sensibile presentando l’impulso formale. Essenziali nella dimensione

del gioco , sono le regole del gioco che non sono leggi trovate in natura come

quelle fisiche , chimiche ecc.

Le regole delle relazioni ludiche sono istituite come lo sono le regole delle relazioni

giuridiche .

Il giudizio estetico è tale perché non confina nella realtà ma non può fare a meno di

questa , così il giudizio giuridico non può fare a meno della realtà fattuale , ma

presenta contemporaneamente anche la dimensione della contro fattualità , ossia il

distaccarsi dalla fattualità formando un mondo . L‘impulso formale è costituito dalle

c.d. intenzioni e dagli ATTI. Impulso sensibile e impulso formale si coappartengono

nel c.d. ordine simbolico , dove abbiamo anche il giudizio giuridico e il giudizio

estetico.

8. BELLEZZA , UGUAGLIANZA , GIUSTIZIA

La formazione di giudizi universalmente validi si ha con il passaggio dalla materia

rozza alla bellezza. La persona può trasformare il proprio giudizio e la propria

volontà in giudizio generale solo se riesce a passare da un esistenza limitata e

mirare all’indipendenza della libertà . Deve quindi avvalersi delle leggi della bellezza.

Lo stato estetico e le diverse modalità del giudizio si manifestano quando la

persona riesce a distinguere dalle cose che lo ambientano.

Il giudizio giuridico si ha grazi alla c.d. LEGGE PRIMORDIALE , ovvero la legge che

sorge sulla distinzione tra la riproduzione della vita degli animali e la generazione di

persone che vengono alla vita. Tale legge riguarda il FILO DELLE DISCENDENZA,

ovvero l’esercizio del linguaggio nel nominare le parente e nel disciplinare i

rapporti.

9. LA PIETRA DI PARAGONE NELL’OPERA DEL GIUDICARE.

Lo stato estetico è mediatico. Nell’opera di mediazione lo stato estetico deve

trasformare il fisico stesso , e per fare questo deve inevitabilmente tornare allo stato

fisico, ossia alla sensibilità, infatti solo nel ripete la sensibilità l’uomo diviene uomo.

Il “passo indietro” di cui parla Heidegger a riguardo ,concretizza l’idea che lo stato

sensibile viene sempre prima . In questo stato la persona è un tutt’uno con il suo

ambiente , l’io non si distingue dal mondo , perché per lui non vi è ancora un mondo

. Gli appare un mondo con lo stato estetico , perché l’uomo cessa di essere un

tutt’uno con esso , perché ha compiuto quel passo indietro che conferisce

creativamente una forma alla fisicità naturalistica che lo circonda e in cui è gettato.

Il giudizio è possibile perché la persona compie una riflessione su di esso . Il

giudizio si presenta con la capacità creativa di pensare e di inscrivere una forma

che qualifica la fattualità , oggetto del giudizio emesso dalla ricerca del giusto nel

legale. Il giudizio giuridico in pratica inscrive nella fattualità la contro fattualità.

La condizione estetica si distingue dalla condizione scientifica perché nella prima si

ha la bellezza che si illumina con l’accesso al “mondo delle idee” , mentre nella

seconda vi è la formulazione generale di “leggi” continuamente riproducibili in un

laboratorio.

Nello stato estetico vi è la compresenza sempre di impulso sensibile e impulso

formale e tale unione conferisce armonia . Infatti la bellezza è forma perché la

contempliamo ed è insieme vita perché la sentiamo. Si presenta così nel solo stato

estetico l’unità ARMONICA di uno stato passivo e di uno stato attivo .

Il dialogo pubblico , che si compie nell’ordine del simbolico ,garantisce la libertà di

pensiero dei molti parlanti. La formazione di simboli , nell’ordine del simbolico , si

connette alla creazione di ipotesi , perché ipotizzare comporta la peculiarità dello

stato estetico e della bellezza , ovvero concepire una forma che si distacca dalla

realtà biologica-sensibile di cui però necessita per non perdersi in un VUOTO

FANTASTICARE.

Il magistrato compie un opera che può essere descritta con l’espressione

IRREALIZZA UN CRIMINE , ovvero interpreta il crimine , concependo delle ipotesi

riguardo le intenzioni volontarie e libere del criminale. Tale ricerca delle intenzioni

del criminale fa si che questo venga incontrato come una persona imputabile per le

ipotesi/condotte da lui scelte.

Quel che unisce e separa giudizio giuridico e giudizio estetico è chiamata da

Schiller PIETRA DI PARAGONE , ovvero un principio regolativo che permette di

analizzare ciò che è bello e ciò che non lo è , ciò che è giusto e ciò che è ingiusto.

Giudizio giuridico ed estetico sono accumunati dall’incidenza della forma sul

contenuto , dove per forma si intende il distacco dal mondo del solo sentire.

11. CASO E SENSUS COMMUNIS NEL GIUDIZIO

Il caso giuridico in genere è un fatto , imputabile come atto , ma perché questo

risulti rilevante per il giudizio giuridico necessità delle due dimensioni

dell’INDIVIDUALITA’ DELLA CONDOTTA e della GENERALITA’ DELLA LEGGE . In

assenza di queste due dimensioni è impossibile dare un giudizio giuridico.

Anche nel gioco , il giudizio riguarda non il fatto ma l’intenzione dell’autore dell’atto

che conferisce un senso al fatto.

Sia il gioco che il diritto non sono oggetti di una trattazione scientifica.

Il giudizio viene sempre esercitato su una ipotesi che si differenzia a seconda delle

intenzioni delle singole persone , quindi possono essere infiniti. Ma nel mondo non

c’è spazio per tutte le ipotesi delle persone così spesso l’una ipotesi può escludere

l’altra . Tale esclusione genera di norma conflitti o controversie , che vengono

giudicati da un giudice-terzo imparziale e disinteressato , in base a norme vigenti e

a tipologie di casi generali.

Il passaggio dalle aspettative cognitive alle aspettative normative permette le c.d.

relazioni interpersonali.

Nelle aspettative cognitive ogni persona rimane nello stato del semplice vedere ,

invece nelle aspettative normative , vengono definite le condotte o in modo positivo

o in modo negativo .

Il giudizio giuridico si basa sempre su una situazione personale che esige di essere

ricondotta ad una massima generale . Per arrivare alla formazione di un giudizio

sono necessarie le attività di IMMAGINAZIONE e di RAPPRESETAZIONE , che

consentono di trattare quello che non è presente qui ed ora. Tali attività rendono

possibile l’opera della riflessione .La riflessione è preparata dall’immaginazione che

ripropone quel che è stato ricevuto dall’attività dei cinque sensi e lo valuta con

distacco e disinteresse , lo giudica approvandolo o disapprovandolo . Il canone per

decidere è il senso comune. Kant distingue il “sensus communis” dal “sensus

privatus” , attribuendo alla perdita del primo la condizione di sofferenza del folle ,

che non è più in grado di svolgere un discorso , perché chiuso nella sua privatezza.

E’ proprio del senso comune la relazione discorsiva , il rispetto del principio

dialogico , del disinteresse e dell’imparzialità , che accomunano il giudizio giuridico

e il giudizio estetico nella ricerca rispettivamente della giustizia e della bellezza.

“La critica del giudizio” di Kant parla riguardo al senso comune descrivendolo

come l’idea di un senso che abbiamo in comune , cioè di una facoltà di giudicare

che nella sua riflessione tiene conto a priori del modo di rappresentare di tutti gli

altri. Il senso comune si differenzia dal senso privato per tre massime : Pensare da

sé , Pensare mettendosi al posto degli altri , Pensare in modo da essere sempre

d’accordo con se stesso . La prima è la massima del pensare libero dai pregiudizi ,

la seconda del modo di pensare largo e la terza del modo di pensare conseguente.

Se fossi convinto che l’altro è differente da me , inferiore o superiore , da non avere

la capacità ascoltarlo e di accoglierlo , non si avvierebbe nessuna forma di dialogo .

Il nucleo principale del senso comune è quindi il reciproco ed incondizionato

riconoscimento tra le persone che dialogano.

12. L’IMMAGINAZIONE , GENESI DELLA COMPARAZIONE DELLE IPOTESI NELLA

FORMAZIONE DEL GIUDIZIO

L’immaginazione dà la possibilità di far presente quello che è assente. In Kant

l’immaginazione è riproduttiva e simultaneamente creativa. Rende possibile

connettere la sensibilità all’intelletto e alla ragione.

Il senso comune rende possibile che il caso particolare sia comunicabile a tutti.

Il giudizio non può non avere ed esigere il rispetto di regole , perché senza un

immaginazione selezionata secondo regole, si avrebbe solo la successione di

immagini , come quelle della condizione di sofferenza della follia . Heidegger scrive

che il rispetto della legge costituisce la possibilità iniziale dell’azione , ossia il modo

di essere responsabile di fronte a se stesso. L’assenza dell’immaginazione rende

impossibile l’azione che rimarrebbe senza una forma, in una successione di

fenomeni che non hanno senso . La formazione di un giudizio giuridico su una

controversia però non è integralmente regolato da norme istituite da un legislatore ,

ma attraversa un insieme di ambiti anche non definiti giuridicamente , deve

rispettare , proprio come il senso comune , le tre massime esposte da Kant nella

Critica del giudizio. La formazione di un giudizio ha il suo nucleo centrale nel darsi

una molteplicità di interpretazioni dei fatti di una controversia. Nel diritto , nel

processo e nella decisione ultima del magistrato , i fatti sono rilevanti solo se

imputabili a degli atti , e dunque riferibili alle intenzioni volute e scelte dalle singole

persone chiamate a rispondere. Nel processo , le parti espongono le loro ipotesi

interpretatrici degli atti e dei fatti , su cui il giudice dovrà poi decidere in modo

imparziale e disinteressato.

Il principio del libero convincimento del giudice non significa che questi sia

svincolato dai criteri di razionalità che devono governare il suo ragionamento , ma

che il giudice possa valutare le prove facendo uso di un ampio potere discrezionale

, ma non che egli possa lasciarsi andare ad una sola intuizione soggettiva .

Ciò che accomuna giudizio giuridico e giudizio estetico è il principio di pensare a

partire dal punto di vista dell’altro.

L’imparzialità del giudizio giuridico non coincide in alcun caso con il sorteggio ,

perché la sorte non può in alcun modo decidere dato che la decisione è una scelta

tra possibilità , e quando si ha una possibilità si ha anche in “chi” davanti alla

pluralità di possibili decisioni. Il sorteggio invece è sempre senza un “chi”.

13. EDUCAZIONE ESTETICA , EDUCAZIONE GIURIDICA , ADDESTRAMENTO

TECNICO

La dimensione sensibile e la dimensione razionale sono analoghe rispettivamente

alle leggi trovate in natura e alle leggi istituite dai legislatori. Con le leggi trovate in

natura gli uomini e le donne sono in una condizione che non richiede loro una

partecipazione attiva , voluta , scelta e decisa . Le leggi istituite invece hanno una

loro genesi in una determinabilità illimitata , ovvero non delimitata da operazioni

naturalistiche .

Schiller indica come “stato intermedio” quello dell’animo umano che non è

costretto né fisicamente né moralmente , e questo stato è il c.d. stato estetico. E’

praticamente quella condizione umana nascente dal trovarsi del singolo tra i poli

opposti di sensibilità e razionalità , o meglio della fattualità ( che costituisce

l’insieme di quello che circonda l’uomo secondo leggi conoscibili scientificamente )

e della contro fattualità ( rappresenta quella forma che l’uomo crea tramite una

volontà creativa ) . Lo stato estetico impegna l’individuo a formare la sua

personalità nella bellezza dell’armonia . L’uomo , grazie all’educazione estetica ,

ossia alle leggi della bellezza, riuscirà ad elevarsi dalla cerchia dei fini naturali per

arrivare ai fini della ragione. Nei fini naturali non esiste il giudizio.

Le due figure del legislatore e del suddito nominano due condizioni umane , la

prima indica la dignità della persona , ossia la sua capacità ad istituire leggi , la

seconda indica invece la situazione di sudditanza davanti alla potenza cieca della

natura .

La bellezza sorge sulla “differenza estetica” che unisce e separa simultaneamente

impulso sensibile e impulso formale , così vale per la giuridicità che invece sorge

sulla c.d. “differenza nomologica” che unisce e separa la legalità e la giustizia. Per

quanto riguarda la giustizia , il giurista si comporta analogamente all’educazione

estetica , impegnandosi dunque nell’educazione giuridica . Ma cosa significa

letteralmente “educazione” ? Tale parola deriva dal latino e-ducere , ossia “portare

alla luce qualcosa che è nel buio”.

L’educazione estetica e l’educazione giuridica non sono una sorta di addestramento

tecnico, bensì la stimolazione di un opera creativa capace di manifestarsi nella

presentazione dell’armonia tra quel che è già dato e quel che viene cercato

dall’opera stessa ( la legalità è già data , mentre la giustizia è da e-ducere) .

Il giudizio estetico non si fonda su un concetto , ma sul sensus communis ,

giudicando quindi mediante un piacere o un dispiacere disinteressato. Sia il

giudizio giuridico che il giudizio estetico si presentano come una risposta a


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Riassunto per l'esame di Filosofia del diritto, basata su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente " Giudizio giuridico e giudizio estetico : da kant verso schiller", Romano. Gli argomenti trattati sono: L'a-priori della comunicabilità universale , disinteresse e sensus communis nel giudizio , il bello e il giusto , il sentire e il pensare , la libertà estetica , bellezza uguaglianza e giustizia , la pietra di paragone , forma e formalismi , caso e sensus communis nel giudizio , l'immaginazione , educazione estetica , giuridica e addestramento tecnico , giudizi tecnici e giudizi giuridici , la costituzione di Sparta e Atene , la legge mite e l'ansia di giustizia nella legalità , educazione estetica , regole e giudizi sovra le parti , il giudizio è possibile dove chi viene giudicato è in grado di giudicare e di essere giudicato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher romya di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Romano Bruno.

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