Michael Sandel: Giustizia - Il nostro bene comune
Fare quello che è giusto
Dopo l’uragano Charley in Messico, si è sollevata una polemica sulla maggiorazione speculativa dei prezzi dei beni di consumo che mancavano e di cui c’era più bisogno. Ha senso parlare di speculazione, di prezzo giusto o esagerato?
- Medioevo: scambio di merci governato dal giusto prezzo stabilito dalla tradizione o dal valore intrinseco delle cose
- Società di mercato: prezzi fissati dal rapporto domanda/offerta. Il giusto prezzo non esiste.
Thomas Sowell (economista fautore del libero mercato) afferma che parlare di speculazione non ha senso in economia. Si parla di speculazione quando i prezzi superano i livelli a cui siamo abituati. I prezzi riflettono il valore che i consumatori danno alle cose in un certo momento. I prezzi esorbitanti sono benefici perché incentivano i produttori a produrre i beni in maggiori quantità.
Crist ritiene che i prezzi esorbitanti non rispecchiano la vera libertà di scambio. In una situazione di emergenza, i soggetti non sono liberi di scegliere di comprare. Sono obbligati ad acquistare i beni di prima necessità. Nascono interrogativi etici e giuridici:
- I produttori possono trarre profitto da una catastrofe?
- Se no, la legge dovrebbe intervenire? Come?
- Lo stato deve vietare la speculazione anche ledendo alla libertà di compratori e venditori?
Il benessere, la libertà e la virtù
Come dovrebbe essere la legge? Come dovrebbe essere organizzata la società? Bisogna analizzare il concetto di giustizia.
Tesi a favore del libero mercato poggia su due considerazioni:
- Benessere: I mercati promuovono il benessere della società (spingono le persone a lavorare per fornire i beni richiesti).
- Libertà: I mercati rispettano la libertà individuale (permettono ai singoli di decidere quale valore attribuire alle cose).
Tesi contro il libero mercato:
- Il libero mercato nei periodi di crisi non promuove il benessere. Sui meno abbienti l’onere dei prezzi pesa troppo e non possono accedere ai beni di prima necessità.
- In alcune condizioni il libero mercato non è veramente tale. Chi compra sotto coercizione non ha nessuna libertà. Non è un vero scambio volontario.
- Lo scandalo suscitato dai profittatori non è solo cieco furore, ma si richiama a una tesi etica. È la reazione all’ingiustizia.
Argomento della virtù: una società avida è una società ingiusta. Castigando il comportamento avido la società afferma il valore della virtù civile (sacrificio in nome del bene comune). In gioco non ci sono solo benessere e libertà, ma anche la virtù. Cioè bisogna anche decidere come coltivare i comportamenti su cui si fonda la società buona.
L’argomento della virtù è a volte ritenuto frustrante perché obbliga a emettere un giudizio personale (l’avidità è male), a differenza del benessere e della libertà. Problema: chi deve giudicare cosa è un vizio e cosa una virtù? È giusto che la società promuova la virtù nei suoi cittadini? Oppure la legge dovrebbe restare neutrale rispetto alle concezioni di virtù in modo che i cittadini possano essere liberi di vivere come meglio credono?
Questione che divide il pensiero politico moderno da quello antico:
- Pensiero antico: la legge non può rimanere neutrale. Aristotele afferma che giustizia è dare a ognuno ciò che merita. Teorie partono dalla virtù.
- Pensiero moderno: principi di giustizia non devono fondarsi su concetti di virtù. La società deve rispettare la libertà di ciascuno. Kant, Rawls. Teorie partono dalla libertà.
In realtà anche nell’età contemporanea resta l’inclinazione della giustizia a emettere giudizi (non riesce a occuparsi solo di prosperità e libertà). Continuiamo a pensare a quale sia il modo migliore di vivere.
Quali ferite valgono una Purple Heart?
L'onorificenza istituita da George Washington per i soldati ha suscitato un dibattito su quali ferite (fisiche o psicologiche) meritano di ricevere la medaglia. Quali virtù la Purple Heart intende onorare? Alcuni non vogliono che sia attribuita a chi subisce lesioni psichiche. Lo stress post traumatico negli ambienti militari è visto come una forma di debolezza.
Il nocciolo del discorso è: contrapposizione fra due modi di concepire la forza di carattere e l’eroismo. Per stabilire chi meriti la medaglia, bisogna prima stabilire quali sono le virtù che intende onorare e bisogna valutare la concezione che ognuno ha dello stesso tipo di virtù.
Lo scandalo per i “salvataggi” a Wall Street
La crisi finanziaria provoca perdite agli investitori. Per salvare le grandi banche, che altrimenti avrebbero fatto tracollare tutta l’economia, Bush stanzia dei fondi. I contribuenti vivono la situazione sentendo che questo non è giusto. In più le società che beneficiano dei fondi iniziano ad assegnare bonus ai loro dirigenti. Reazione furibonda dell’opinione pubblica.
Perché la reazione dell’opinione pubblica è indignata:
- I salvataggi e i bonus sembrano premiare l’avidità di chi ha fatto investimenti azzardati. Ma allora perché non si urlava allo scandalo anche quando questi avidi investitori ottenevano elargizioni dal mercato? La loro avidità, se ritenuta negativa, non avrebbe dovuto essere premiata neanche in quell’occasione. Se l’avidità è il motivo per cui non meritano quei soldi oggi, su cosa ci fondiamo per dire che allora li avevano meritati?
- I salvataggi e i bonus premiano il fallimento. La mentalità americana denigra il fallimento. I frutti del successo invece sono meritati. Questa è la vera ragione dell’indignazione. Ma è giusto attribuire la crisi finanziaria ai dirigenti di banche e società di investimenti? Loro non volevano fallire e hanno fatto di tutto per impedirlo. Gli amministratori delegati per sostenere ciò hanno detto che ci sono forze economiche che soverchiano le possibilità di controllarle.
Dunque anche i successi degli anni precedenti alla crisi potrebbero non essere solo frutto dell’abilità degli investitori e dunque essi non dovrebbero meritare gli immensi profitti che ne hanno ricavato.
Tre modi di concepire la giustizia
Chiedersi se una società sia giusta significa chiedersi come distribuisce le cose a cui diamo valore. Esistono tre modi di vedere il problema della distribuzione dei beni e della giustizia:
- Benessere: Si mira alla prosperità perché si crede che essa contribuisca al nostro benessere generale. Utilitarismo mira al massimo della felicità per il maggior numero di individui.
- Libertà: Rispetto per i diritti individuali. Contrapposizione fra i fautori del libero mercato (giustizia è rispettare e sostenere scelte volontarie) vs. fazione dell’equità (i mercati senza vincoli non sono giusti né liberi, giustizia deve compensare le disparità sociali ed economiche).
- Virtù: Patrimonio del conservatorismo. Rischio: cadere nell’intolleranza. Ma si sono ispirati a valori etici e religiosi anche i progressisti.
Come si passa da giudizi dati a situazioni concrete a principi di giustizia generali? In cosa consiste il ragionamento morale?
Due situazioni per capire come procede il ragionamento morale:
- Ipotesi fantasiosa: Il tram fuori controllo. I ragionamenti su temi morali sono un modo per fare chiarezza sulle nostre stesse convinzioni etiche. Ipotesi in cui si suppone di conoscere già la conseguenza di ogni singola azione, mentre nella realtà non è così.
- Vicenda reale: I caprai afghani. Impossibilità di prevedere con sicurezza l’evoluzione degli eventi.
Dilemmi morali
Provare a risolvere dilemmi morali ipotetici serve a capire come condurremmo la discussione morale nella nostra esistenza. Il contrasto fra diverse posizioni non è determinato solo dall’educazione o dalla fede, altrimenti sarebbe impossibile la persuasione in ambito morale. Il ragionamento razionale può far cambiare idea.
Riconoscendo la difficoltà che una decisione in campo etico ci pone, siamo spinti verso la filosofia, riconosciamo che il problema non è semplice come sembrava e va analizzato, eventualmente cambiando il comportamento che avremmo adottato. La riflessione etica si muove dal mondo dell’azione a quello delle ragioni.
Ma se la riflessione morale consiste nel cercare corrispondenza fra i giudizi che diamo e i principi, come si può arrivare alla giustizia? Non è più probabile che si arrivi solo a una massa di pregiudizi? La riflessione etica non è un’impresa solitaria, è un’impresa collettiva. Platone, mito della caverna (il filosofo è l’unico che riesce a vedere la luce): per cogliere il significato della giustizia dobbiamo sollevarci al di sopra dei pregiudizi. La riflessione etica però ha anche bisogno di opinioni e convinzioni da cui partire. Quando la riflessione da etica diventa politica, si cala nella realtà.
Il principio della massima felicità: l'utilitarismo
Dopo un naufragio restano su una scialuppa 4 marinai. Uno viene ucciso perché gli altri tre potessero mangiare. I tre marinai sopravvissuti vengono processati. Problemi:
- Davvero i vantaggi di scegliere di uccidere il marinaio superano i costi? (es. conseguenze negative sulla società: si dà meno peso all’assassinio, ci si fa giustizia da soli ecc.)
- L’etica si basa su vantaggi e costi (utilitarismo)? Esistono diritti e doveri da rispettare a prescindere dalle conseguenze che la scelta ha sulla società?
Due modi di impostare la questione sulla giustizia. Etica: si risolve soppesando costi e benefici o ci sono diritti e doveri superiori a qualsiasi calcolo? Come possono essere identificati questi diritti e doveri, se esistono? Cosa li rende fondamentali?
L'utilitarismo di Jeremy Bentham
Bentham (1748-1832) disprezzava l’idea dei diritti naturali. Formula la dottrina dell’utilitarismo: principio dell’etica è accrescere la felicità in modo che il piacere superi il dolore. Bisogna accrescere l’utilità. Utilità è quello che produce piacere ed evita il dolore. Tutti noi siamo governati da sensazioni di dolore e di piacere. Tutti amiamo il piacere e tutti rifiutiamo il dolore. Questi sono dunque i criteri di bene e male a fondamento della vita morale e politica.
Il principio dell’utilità vale anche per i legislatori che hanno come scopo quello di rendere felice la comunità nel suo insieme. Comunità è la somma degli individui che ne fanno parte. Per decidere come dev’essere una legge bisogna chiedersi se sommando i benefici e sottraendo i costi, il risultato è una felicità maggiore di quella ottenuta con un altro procedimento.
Non esistono motivi validi per respingere l’utilitarismo perché ogni tesi morale punta a massimizzare la felicità dell’uomo (anche quando si tenta di combattere il principio di utilità lo si fa basandosi su quello stesso principio). Il dissenso nasce sul modo in cui applicare questo principio. L’utilitarismo è l’unico punto di partenza su cui fondare l’argomentazione etica.
Bentham formula progetti per rendere la pena detentiva più efficace e umana (es. Panopticon, prigione affidata a gestione esterna di ditte private che guadagnano grazie al lavoro dei reclusi).
- Radunare i mendicanti: Fondare un ospizio per poveri autofinanziato per ridurre la presenza dei mendicanti per le strade. L’incontro con i mendicanti riduce l’utile/felicità dei passanti. Anche la maggior parte dei mendicanti sarebbe più benestante stando in ospizio, dunque la felicità di molti supera l’eventuale infelicità di uno che non vuole stare nell’ospizio.
Per fare in modo che il progetto non gravi sui contribuenti, Bentham propone l’autofinanziamento da parte dei poveri e un premio in denaro ai cittadini che consegnano i mendicanti all’ospizio. Anche l’assegnazione degli alloggi nell’ospizio poggia su logica utilitaristica: le classi sono disposte in modo da minimizzare il disagio arrecatosi a vicenda (pazzi di fianco a sordi…).
Il pensiero di Bentham è criticabile? Se sì, su quali basi?
Obiezione n. 1: i diritti individuali
Difetto dell’utilitarismo: non rispetta i diritti individuali. Poiché conta solo la somma delle felicità, si rischia di trascurare la felicità dei singoli individui. La logica utilitaristica potrebbe giustificare comportamenti che riteniamo contrari ai parametri fondamentali di decenza e rispetto. Esempi:
- Gettare i cristiani in pasto ai leoni: In base all’utilitarismo questa pratica potrebbe essere giustificata perché la massa trae piacere dal dolore di pochi. Forse però l’utilitarista si preoccupa anche di possibili futuri effetti negativi. Ma se sono solo i conteggi le motivazioni per condannare questa pratica, non manca qualcosa di importante sul piano morale?
- La tortura può mai essere giustificata? Torturare uno per salvare molti (es. terrorista piazza una bomba a orologeria in una grande città). L’utilitarista però potrebbe sostenere che le informazioni ricavate con la tortura non sono attendibili. Altri invece respingono la tortura perché sono convinti che non rispetti i diritti fondamentali dell’uomo.
L’esempio della bomba però è fuorviante perché non dimostra che la tortura su un innocente è accettabile se si vogliono salvare molte vite. Il singolo preso in esame anzi è percepito come colpevole o comunque coinvolto in un atto criminale. Nel caso in cui dovesse essere torturato un innocente (es. figlia del terrorista) forse anche l’utilitarista vacillerebbe. Con questo ultimo esempio potrebbe essere valutato il calcolo utilitarista in sé e per sé.
- La città della felicità: Ipotetica città che vive felice solo a patto che un bambino viva denutrito e infelice in un sotterraneo. Le tesi contro l’utilitarismo considererebbero queste condizioni moralmente inaccettabili perché verrebbero violati i diritti fondamentali del bambino.
Obiezione n. 2: una moneta corrente in cui esprimere tutti i valori
Utilitarismo si propone come scienza dell’etica che vuole calcolare la felicità. Valuta le preferenze senza giudicarle perché le preferenze di ciascuno hanno pari importanza. Utilitarismo ha spirito di neutralità. Per sommare le preferenze è necessario misurarle su un’unica scala di valori, la moneta comune.
È possibile che tutti i beni morali siano espressi in un’unica moneta senza che si perda qualcosa? Tutte le scelte, tutte le preferenze hanno lo stesso valore? L’analisi utilitaristica cerca di esprimere benefici e costi in termini monetari per mettere a confronto le scelte possibili.
- I benefici del cancro polmonare: Un calcolo fatto dalla Philip Morris per non far aumentare le imposte sulle sigarette dimostra che lo Stato ricava più utili che perdite dalla diffusa abitudine di fumare. Le spese sanitarie dei fumatori in vita aumentano, ma questi ultimi vivono di meno e fanno guadagnare lo Stato.
Un utilitarista considererebbe questo calcolo una scelta errata perché non tiene conto di molte conseguenze più ampie che sarebbero un costo per la collettività. Questo esempio ci fa ragionare sul fatto se sia possibile o no riportare tutto in termini monetari.
- L’esplosione dei serbatoi di carburante: La Ford Pinto era una delle macchine più vendute. Aveva un difetto di fabbricazione: se tamponata il serbatoio di benzina tendeva ad esplodere. Quando una vittima di questo incidente fece causa alla Ford, la Ford rese noto di aver svolto una ricerca sul rapporto tra costi e benefici. Dalla ricerca emergeva che la spesa per produrre auto sicure era maggiore di quella che la Ford avrebbe dovuto pagare per risarcire le famiglie delle persone morte a causa dell’incidente. Domanda: quale sarebbe la stima più adeguata del valore monetario di una vita umana?
- Sconto per la terza età: Ente governativo per la protezione ambientale cercò di rispondere a questa domanda suscitando scandalo: assegnò alla vita degli ultrasettantenni un valore minore rispetto alla vita delle persone più giovani. Questa scelta rispondeva a un criterio utilitaristico secondo cui salvare un individuo giovane produce un utile maggiore rispetto a salvare la vita di un anziano.
I critici dell’utilitarismo sostengono che attribuire alla vita umana un valore monetario è ottuso da un punto di vista morale. Invece chi sostiene la validità di questa analisi dice che è frequente prendere decisioni in cui si considerano costi e benefici e che la vita umana ha un prezzo. Secondo gli utilitaristi la riluttanza ad attribuire un valore monetario alla vita umana è un tabù che dovremmo superare per compiere scelte più razionali. Invece i critici dell’utilitarismo ritengono che questa riluttanza derivi dall’idea che sia impossibile comparare tutti i valori in base a una graduatoria comune.
- Dolore a pagamento: Edward Thorndyke cercò di dimostrare un assunto dell’utilitarismo, cioè che è possibile tradurre desideri e avversioni in una valuta corrente espressa nei termini universali di piacere e dolore. Chiese ad alcuni giovani quanto avrebbero preteso di essere pagati per vivere certe esperienze. Secondo lui i risultati della ricerca dimostrano che ogni beneficio può essere calcolato e messo a confronto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Filosofia del diritto, prof. Ricciardi, libro consigliato Giustizia, il nostro bene comune ed. 2010…
-
Chimica (sunto)
-
Sunto di indologia, prof. Pieruccini, libro consigliato: Viaggio nell'India del nord
-
Geometria (sunto)