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Benessere, libertà, virtù

Accrescere al massimo il benessere, rispettare la libertà, favorire un comportamento virtuoso sono idee che concepiscono diversamente la giustizia.

Leggi antispeculazione

I fautori delle leggi antispeculazione sostengono che chi compra sotto coercizione non è libero. Pensiamo agli acquisti di beni di prima necessità (es. alloggio sicuro) che sono obbligati. Nel 2000 sul golfo del Messico si abbatté un uragano, il che fece lievitare i prezzi. Somigliava a un’estorsione e non a uno scambio volontario. Crist parla di avidità per chi lucra su chi patisce. È un vizio ingiusto, non solo privato, perché i membri di una società buona non cercano di procurarsi il massimo vantaggio ma a proteggersi a vicenda. Le leggi antispeculazione possono limitarne alcune manifestazioni. Dichiarando che la società le disapprova, affermando il valore della virtù civile, sacrificio condiviso in nome del bene comune.

Società giusta e virtù

Una società giusta deve adoperarsi a promuovere la virtù nei suoi cittadini? O rimanere neutrale, consentendo ai cittadini di essere liberi di scegliere il modo migliore di vivere? Aristotele insegna che giustizia è dare a ciascuno ciò che merita. E per stabilire chi merita e cosa, dobbiamo determinare quali sono le virtù degne di essere onorate. Secondo Aristotele, la legge non può rimanere neutrale. Kant, nel 700, e Rawls nel 900 sostengono che i principi di giustizia non dovrebbero fondarsi su nessun concetto di virtù o migliore forma di vita. Una società giusta rispetta la libertà di ciascuno di scegliere la vita buona secondo lui.

Purple Heart: onorificenza e dibattito

Quali ferite valgono una Purple Heart? (*si intende un'onorificenza con un cuore viola). Una medaglia che dal 1932 gli Stati Uniti attribuiscono ai soldati rimasti feriti o uccisi in battaglia per l’attacco nemico. Conferisce il diritto a un trattamento privilegiato negli ospedali riservati agli ex combattenti. Tali colpiti da stress post traumatico o depressione sono almeno 300 mila da quando sono iniziate le guerre in Iraq e Afghanistan. I promotori delle loro cause sostengono che dovrebbero poter ricevere questa medaglia. Nel 2009 il Pentagono, una commissione di consulenti annunciò che era riservata a chi aveva subito lesioni fisiche.

  • I disturbi da stress non sono l’effetto di un’azione nemica mirata a provocarli.
  • Si prestano difficilmente a una diagnosi oggettiva.

Era giusta la decisione? La lesione psichica può essere più grave e persistente. È comunque un sacrificio onorevole. La Purple Heart riconosce il sacrificio non il coraggio. Un’associazione di reduci, la Military Order, afferma che ciò l’avrebbe svilita. Era necessario lo spargimento di sangue. Un ex capitano dei Marines era favorevole e forniva una spiegazione: negli ambienti militari, lo stress post traumatico è considerato una debolezza. Quindi logica aristotelica: per stabilire chi merita e cosa dobbiamo prima stabilire quali virtù intende onorare la medaglia.

Tre modi di concepire la giustizia

Sono tre modi di concepire la giustizia:

  1. Idea di mirare al massimo benessere: Perché pensiamo che il benessere economico ci avvantaggi come individui e come società. La prosperità conta perché contribuisce al benessere generale (utilitarismo).
  2. Idea di libertà: I libertari, fautori del libero mercato, convinti che la giustizia consiste nel rispettare e sostenere le scelte volontarie compiute da adulti consenzienti. I teorici dell’egualitarismo invece, sostengono che i mercati privi di vincoli non sono né giusti né liberi. A loro avviso la giustizia richiede di stabilire regole di condotta capaci di compensare le disparità sociale ed economiche e di offrire ad ogni individuo un'equa possibilità di riuscita.
  3. Idea di virtù: Una società giusta deve affermare determinate virtù e concezioni di vita buona. Bisogna dare alle persone ciò che meritano per le loro qualità morali.

Problema etico: fare la cosa giusta

Dilemma ipotetico

Immaginate di essere il manovratore di un tram fuori controllo. Di fronte a noi ci sono 5 operai sul binario. I freni non funzionano. Ipotizziamo che sappiamo per certo che moriranno tutti se vengono travolti. A destra vi accorgete che si dirama un binario laterale. Lì, c’è un solo operaio. Deviando ne uccidete 1 e ne risparmiate 5. Cosa fare? La maggioranza direbbe, svolta! Sembra che la cosa giusta è svoltare. Uccidere 1 e salvarne 5.

Se invece non siamo il conducente ma un osservatore e non c’è il binario laterale? Dare una spinta a un uomo corpulento per arrestare la corsa del tram e salvare i 5 operai è giusto? La maggioranza direbbe di no!

Dilemma morale: perché nel primo caso è giusto e nel secondo no? Se i numeri contano qualcosa perché non applicare lo stesso principio? Si potrebbe dire che gli operai assumono di propria volontà rischi a cui i passanti non sono esposti. La differenza morale è nell’intenzione della persona che decide. Avremmo raggiunto lo scopo anche se per un colpo di fortuna i 5 operai fossero stati risparmiati perché ad esempio si accorgono dell’arrivo del tram e si spostano. Avremmo risparmiato così 6 persone. I dilemmi morali sorgono perché non sappiamo per certo come si svolgeranno gli eventi e diamo per scontato alcune conseguenze. Forse si esita a spingere l’uomo giù dal cavalcavia perché causare la morte di un uomo a mani nude è crudele. Fare la cosa giusta non è sempre facile. I ragionamenti morali non sono solo un modo per persuadere gli altri ma un modo per chiarire le nostre stesse convinzioni etiche.

Dilemma autentico

Nel 2005 una squadra di forze speciali della marina degli Usa era partita per una missione segreta in Afghanistan con l’intento di catturare un capo talebano. Si trovarono di fronte a 2 contadini afghani, civili, disarmati. Non avevano corde per legarli e lasciarli lì e fuggire. Avevano 2 scelte: ucciderli o lasciarli andare. Il rischio era che segnalassero la loro presenza. Uno era a favore di ucciderli per salvarsi. Luttrel, era combattuto e decise di lasciarli andare. Nel giro di poco furono circondati e morirono. Si salvò solo Luttrel che, potendo tornare indietro, non avrebbe più rifatto la stessa scelta. Come dargli torto tenendo conto della strage seguita. Qui ucciderli era giustificato rispetto all’omone del tram perché erano simpatizzanti dei talebani.

Tornando al tram. Se quell’omone avesse disattivato lui i freni del tram per uccidere gli operai, qui mandarlo giù per salvare loro sembra una scelta moralmente obbligata. A mano a mano che ci imbattiamo in situazioni nuove, ci spostiamo dai giudizi e principi.

Utilitarismo

Nel 1884, 4 marinai inglesi, dispersi nell’Atlantico, avevano trovato ricovero in una piccola scialuppa senza provviste, senza acqua potabile. Digiunarono per molti giorni. Un giorno il capitano propose di tirare a sorte per stabilire chi sarebbe dovuto morire per far vivere gli altri. Decisero di sacrificare Parker. Quando arrivarono i soccorsi in Inghilterra furono arrestati e processati. La difesa sosteneva che altrimenti sarebbero morti tutti. E Parker era debilitato e non lasciava moglie e figli. Bisogna chiedersi se i vantaggi della scelta di uccidere superassero i costi. Se anche così fosse, la felicità dei superstiti e famiglie avrebbe potuto avere conseguenze negative per l’insieme della società. Come attenuare il rigore della norma che vieta l’assassinio.

  • Un atto risulta morale o non esclusivamente in base alle conseguenze che produce. La decisione giusta è quella che produce lo stato di cose più positivo.
  • Le conseguenze non esauriscono tutti gli aspetti di cui tener conto. Esistono doveri e diritti che dovremo rispettare per ragioni indipendenti dalle ripercussioni sulla società.

Utilitarismo di Bentham

Bentham affermava che il supremo principio dell’etica è accrescere al massimo la felicità in modo che nel bilancio complessivo il piacere superi i dolori. Secondo lui è giusto fare tutto quel che può accrescere al massimo l’utilità. Ragionamento: tutti siamo governati dal dolore e piacere che sono i nostri supremi padroni, ci governano in qualunque cosa facciamo. Nel decidere quali leggi approvare e quali politiche perseguire il governo deve adottare qualunque comportamento serve a rendere il più possibile felice una comunità nel suo insieme. Per il filosofo dovremmo puntare al massimo piacere e minimo dolore (maxmin).

Radunare i mendicanti

Altro progetto di Bentham, autofinanziato dai poveri. Ridurre la presenza dei mendicanti nelle strade che riduce la felicità della società in quanto una persona dal cuore duro prova disprezzo e una persona dal cuore buono compassione, riduce l’utilità della popolazione. Chiunque si imbatteva in essi poteva farli rinchiudere in degli ospizi dove Bentham applicava la stessa logica: metteva sordi e muti vicino a pazzi, donne anziane vicino a prostitute in modo da ridurre al minimo il disagio. Perché la somma delle sofferenze patite dalla collettività è superiore all’infelicità del mendicante. Mai stato applicato.

Obiezioni alla teoria di Bentham

  • Il difetto dell’utilitarismo è che non rispetta i diritti individuali. È capace di passare sopra ai singoli per la felicità della collettività. Una tale logica potrebbe giustificare ciò che avveniva nell’antica Roma per divertire le masse: gettare in pasto ai leoni i cristiani.
  • La seconda obiezione dubita in merito all’idea dell’utilitarismo di misurare, addizionare e calcolare la felicità. Valutare le preferenze senza giudicarle misurandole con un'unica scala di valori.

La tortura può essere giustificata?

Immaginiamo di essere a capo della CIA e di aver catturato un sospettato terrorista che ha collocato una bomba ad orologeria che esploderà in giornata. Sarebbe giusto torturarlo se non parla? Per gli utilitaristi sì, perché se dovesse esplodere la bomba morirebbero migliaia di vite innocenti. Alcuni ritengono sia inattendibile la tortura e quindi potrebbe infliggere dolore ad uno senza mettere al riparo la collettività.

La città della felicità

Un racconto di Ursula Gin del 1979 parla di una città, Omelas, dove regnava la felicità, convivenza civile. Ma in un seminterrato era rinchiuso un bambino malato di mente, malnutrito e abbandonato. L’intera felicità di una città basta sulla infelicità di un bambino. Sarebbe accettabile? No!

Benefici del cancro polmonare

La Philip Morris produce sigarette e ricava profitti cospicui dalla Repubblica Ceca. Il governo ceco, preoccupato per l’aumento della spesa sanitaria dovuto al fumo, aveva considerato di aumentare le imposte sulle sigarette.

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gute89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Ricciardi Mario.
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