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McLuhan - Capire i media (Gli strumenti per comunicare)

Nell’era della meccanica, avevamo operato un’estensione del nostro corpo in senso spaziale. Oggi, dopo la fase dell’elettricità, abbiamo esteso il nostro stesso sistema nervoso centrale in modo globale, tanto nello spazio quanto nel tempo, che sembrano aboliti. Il mondo occidentale è entrato in una fase di implosione, le innumerevoli estensioni tecnologiche del corpo umano e delle sue facoltà lo hanno contratto e trasformato quasi in un villaggio.

“Se l’ottocento è stato il secolo della poltrona, il nostro è il secolo del divanetto dello psichiatra”: ablativo assoluto del posteriore vs estensione dell’essere nella sua totalità. La nostra epoca è contrassegnata dalla necessità di comunicare il proprio essere in pura totalità, di esplorarlo nel profondo, e la tecnologia è il mezzo che estende le facoltà umane per farlo.

Il medium è il messaggio

Con lo slogan il medium è il messaggio, McLuhan intende che le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, ossia di ogni estensione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nella nostra vita da ognuna di tali estensioni. Il messaggio di un medium risiede nei mutamenti di proporzioni, ritmo e schemi che introduce nei rapporti umani. Con la frase il medium è il messaggio, McLuhan intende dire che è il medium, e non il suo contenuto ossia le sue utilizzazioni a plasmare le sue conseguenze sull’azione umana.

Per esempio la ferrovia non ha introdotto nella società movimento, né trasporto, né strada, ma ha accelerato e allargato le proporzioni di funzioni umane già esistenti. Il contenuto di un medium dunque, secondo McLuhan, è sempre un altro medium (es. il contenuto della scrittura è il discorso, la scrittura è a sua volta il contenuto della stampa e così via). Dunque per una corretta analisi dei medium occorre prendere in considerazione non solo il loro contenuto ma anche il medium stesso e la matrice culturale entro cui esso agisce.

Esempi

Il cinema: il messaggio del medium consiste nella transizione dalle connessioni lineari alle configurazioni.

Il cubismo: altro esempio in cui il messaggio consiste nel passaggio dalla prospettiva alla percezione simultanea di tutti i punti di vista, ossia ancora dalla sequenza alla configurazione.

La parola stampata: Alexis de Tocqueville fu il primo ad assimilare la grammatica della stampa. Egli ritiene che fu la parola stampata a rendere uniforme e omogenea la nazione francese nel Settecento, permettendole di superare le antiche suddivisioni feudali e orali; tale rivoluzione non è avvenuta analogamente in Inghilterra, in cui rimase predominante la dimensione orale e quindi una cultura imprevedibile e discontinua. Per McLuhan la stampa creò nel 1700 l’individualismo e il nazionalismo.

Conflitti e rivoluzioni: da mondo orale (tribale, analfabeta) a mondo visivo (isolato, alfabeta); da mondo visivo a mondo elettrico. Passaggio in India di Forster, analisi drammatica dell’incapacità della cultura orientale, orale e intuitiva, di accettare gli schemi occidentali, razionali e visivi. Per McLuhan il libro è una parabola dell’uomo occidentale nell’era elettrica, l’avvento del conflitto decisivo tra vista e suono, tra modo scritto e modo orale di vedere e percepire l’esistenza.

Dall’uomo tribale all’alfabetismo e la detribalizzazione della società: l’alfabetismo ha avuto un effetto traumatico sull’uomo tribale, staccandolo dalla dimensione collettiva per gettarlo nell’isolamento individuale.

Dall’uomo alfabeta e meccanico all’elettricità e la retribalizzzione della società: un altro cambiamento traumatico; l’uomo dell’età dell’alfabetismo, di fronte alle nuove tecnologie elettriche, si sente come l’uomo tribale di fronte all’avvento della scrittura. L’elettricità però, imprimendo una forte accelerazione degli scambi interpersonali, può servire a ristabilire uno schema tribale di intenso coinvolgimento (radio, tv).

Gli effetti della tecnologia non si verificano a livello delle opinioni o dei concetti o dei contenuti, ma alterano costantemente le reazioni sensoriali o le forme di percezione. Soltanto il vero artista può essere in grado di fronteggiare la tecnologia, perché la sua esperienza lo rende in qualche modo consapevole dei mutamenti che intervengono nella percezione sensoriale.

I media come prigioni senza mura

Il problema dell’epoca contemporanea è che l’accettazione docile e passiva dell’influenza dei media li hanno trasformati in prigioni senza mura per gli uomini che ne fanno uso. Perciò diventa importantissimo capirli, al fine di considerarli come nostre stesse estensioni e recuperare quindi una posizione predominante nel loro uso. Solo controllandoli possiamo usarli mantenendoci liberi dalla loro influenza.

Media caldi e media freddi

McLuhan distingue media caldi, come la radio o il cinema, o media freddi come il telefono o la tv.

  • È caldo un medium che estende un unico senso fino a un’alta definizione, ossia fino ad uno stato in cui è colmo di dati. Ad esempio, una fotografia è un medium caldo, mentre un cartoon, contenendo una quantità limitata di informazioni visive, è un medium freddo.
  • È caldo un medium che richiede un limitato contributo di partecipazione, perché non lascia molto spazio che il pubblico possa colmare. Dunque la radio è un medium caldo mentre il telefono è un medium freddo; l’alfabeto fonetico è un medium caldo, il geroglifico o l’ideogramma sono medium freddi. Una conferenza, un libro sono media caldi, un seminario, un dialogo sono media freddi. Il valzer è caldo, il twist è freddo.
  • La forma calda esclude, la forma fredda include. Perché una tecnologia calda, essendo caratterizzata da alta definizione, genera specializzazione e frammentazione, dunque inevitabilmente distrugge la tecnologia fredda che la precedeva.
  • Le tecnologie specialistiche detribalizzano, quelle specialistiche retribalizzano

Ad una svolta tecnologica si crea un grande sconvolgimento a causa del ritardo culturale che la accompagna, ossia la gente si rapporta alle situazioni nuove come se fossero ancora quelle vecchie. Ed è ciò che accade alla società di oggi: vive il ritorno ad una retribalizzazione ma continua a pensare frammentariamente e su piani distinti. La nuova configurazione elettrica della vita si oppone agli antichi schemi frammentari e lineari dell’era meccanica. Paradossalmente le culture arretrate, che non hanno avuto una grossa rivoluzione meccanica, sono avvantaggiate nell’affrontare la rivoluzione della tecnologia elettrica, poiché si tratta in fondo di mantenere la tendenza totale e unificata insita nella loro stessa tradizionale cultura orale.

Come i media, anche paesi e culture possono essere definite fredde o calde: ad esempio, l’uomo di città è caldo, l’uomo di campagna è freddo; città calde sono le città strutturate in modo ordinate, specializzate e intensamente popolate, quelle fredde sono strutturate casualmente, nel quale sopravvivono abitudini di vita democratiche, quasi da partecipazione di villaggio.

McLuhan ipotizza che ci si stia avvicinando ad un mondo automaticamente controllato, in cui si possa calibrare il clima emozionale di intere nazioni attraverso i medium elettrici (radio, tv), a seconda che sia necessario un maggior contributo da parte di media caldi, o di media freddi. Cambia molto a seconda che un medium caldo sia usato in una cultura calda o fredda: una cultura fredda o a basso livello di alfabetismo, ad esempio, non può accettare media caldi come la radio come puro svago, ma essi diventano fatti radicalmente sconvolgenti, così come il medium freddo della tv è stato coinvolgente nel nostro mondo ad alto livello di alfabetismo.

Capovolgimento del medium surriscaldato

L’accelerazione della velocità dalla forma meccanica a quella istantanea dell’elettricità capovolge l’esplosione in implosione; gli schemi espansionistici tradizionali sono sempre usati, ma si scontrano con le attuali energie contraenti dell’epoca. In questo capitolo McLuhan vuole dimostrare che ogni sistema ha un limite di rottura nel quale esso muta bruscamente in un altro o supera nel suo processo dinamico il punto dal quale non è più possibile tornare indietro.

Per aiutarsi a chiarire il concetto fa l’esempio degli intellettuali e degli artisti, in diverse epoche considerati estraniati dal potere e oggi assunti a gradi elevati della società. Un esempio di superamento del limite di rottura riguardante la strada trasforma le città in autostrade mentre le vere autostrade assumono sempre più un carattere urbano, un capovolgimento; un altro esempio risiede nel fatto che le città da centri di svago e riposo si sono trasformati in centri di lavoro, mentre le campagne, un tempo centri di lavoro, hanno capovolto la loro natura.

Fra le componenti che conducono alla rottura in un sistema, il processo di reciproca fertilizzazione con qualche altro sistema, come è accaduto alla stampa nel suo rapporto con la radio ed il cinema. Con l’avvento dell’elettricità infatti la parola stampata viene ad assumere buona parte del carattere artigianale un tempo attribuito al manoscritto, mentre ai suoi tempi la stampa era stata il punto di rottura più importante nella storia dell’alfabetismo fonetico, il quale a sua volta aveva rappresentato il limite di rottura tra l’uomo tribale e l’uomo individualistico.

Così mentre nell’Ottocento i processi meccanici e dissociativi derivati dalla frammentazione tecnologica tendevano ad aggredire la dimensione tribale e collettiva dell’uomo, l’attenzione degli uomini iniziò a dirigersi verso l’opera collettiva e associata (Marx, i preraffaelliti, ecc); il limite di rottura dell’era meccanica era ormai stato superato e si stava aprendo la strada all’era elettrica.

L’amore degli aggeggi. Narciso come narcosi

McLuhan analizza il mito di Narciso sostenendo che il suo significato è che tutti gli esseri umani sono soggetti all’immediato fascino di ogni estensione di sé riprodotta da un materiale diverso da quello stesso di cui sono fatti. Cadono come Narciso in uno stato di torpore (come attesta l’etimologia di Narciso, dal greco narcosis, appunto, torpore). Le ragioni per cui un’estensione di noi stessi determina in noi uno stato di torpore sono molte. Studiosi di medicina come Selye e Jonas sostengono che queste estensioni non sono che tentativi di conservare l’equilibrio (piacere e comfort) e le considerano autoamputazioni, ritenendo che l’uomo vi ricorra quando non riesce a trovare la causa dell’irritazione, del disagio. McLuhan ritiene che essi abbiano ragione: l’uomo estende le varie parti del suo corpo quando il suo sistema nervoso entra in tensione fisica dovuta ad un qualche sovrastimolo, e allora provvede ad amputare o isolare l’organo, il senso o la funzione molesta al fine di proteggersi. Riesce a superare la tensione solo nel torpore, bloccando la percezione da cui proviene. L’autoamputazione appare quindi il sollievo immediato alle tensioni del sistema nervoso centrale e si può applicare all’origine di qualsiasi invenzione tecnologica. Un esempio è quello della ruota come estensione del piede, nata in corrispondenza alla pressione di nuovi carichi a causa dell’accelerazione degli scambi dovuta ai media del denaro e della scrittura.

Allo stesso modo allora il mito di Narciso è da leggere così: l’immagine del giovane è un’autoamputazione o un’estensione determinata da pressioni irritanti. Il torpore di Narciso è motivato dalla vista traumatica della sua immagine “amputata”, proiettata cioè fuori da se stesso. Con l’avvento della tecnologia elettrica l’uomo estese al di fuori di se stesso il suo stesso sistema nervoso centrale; McLuhan ipotizza che le meccanizzazioni dei vari organi fisici iniziate con l’invenzione della stampa abbiano costituito un’esperienza troppo violenta e stimolante perché il sistema nervoso centrale fosse in grado di sopportarla. In conseguenza al senso che si estende o si autoamputa, è prevedibile la ricerca di un nuovo equilibrio da parte degli altri sensi. Ad esempio, se si intensifica il suono, ne risultano subito influenzati anche vista, gusto e tatto: l’introduzione della radio sull’uomo alfabeta ebbe l’effetto di ridestare le sue memorie tribali. Ogni invenzione tecnologica è un’estensione o autoamputazione del nostro corpo che impone nuovi rapporti o equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo. Ad esempio la tv ha generato nuovi rapporti tra i sensi a seconda della cultura in cui è stata introdotta: in Europa ha portato a modi di vestire di presentarsi di tipo americano; in America, ha aperto la percezione audio-tattile al mondo non visivo dei linguaggi parlati o delle arti plastiche. Ciò che oggi ci confina in una condizione di torpore è l’ininterrotta ricezione delle nostre estensioni tecnologiche nella quotidianità: ci rapportiamo a queste nostre estensioni come fossimo noi stessi i loro servomeccanismi e non il contrario. L’uomo è perpetuamente modificato dall’uso normale della tecnologia e trova a sua volta modi sempre nuovi per modificarla. È l’organo sessuale della macchina, ne permette il processo fecondativo e l’evoluzione.

Sul piano sociale, è l’accumulazione delle pressioni di gruppo che suscita invenzioni e innovazioni. Ad esempio guerra e paura sono sempre stati i maggiori incentivi delle estensioni tecnologiche dei nostri corpi. L’era elettrica impone il principio di torpore come qualunque altra: il nostro sistema nervoso centrale deve intorpidirsi per venire esteso e scoperto, altrimenti moriremmo. Perciò l’era dei media elettrici è anche quella dell’apatia. Tuttavia è anche l’era della consapevolezza, poiché l’uomo per la prima volta ha capito che la tecnologia è un’estensione del suo corpo.

Energia ibrida. Les liaisons dangereuses

Tra le grandi unioni ibride che generano energia, nessuna supera per importanza l’incontro tra culture letterarie e culture orali: l’alfabetismo sulla società tribale è sfociato in una esplosione sul piano sociale e politico. Ora invece con l’implosione elettrica l’Occidente alfabeta ritorna ad una cultura acustica, orale e tribale. L’uomo tribale inoltre secondo McLuhan è molto più complesso dell’uomo alfabeta e frammentato dell’era meccanica: è un groviglio di emozioni e sentimenti complessi che il pratico uomo d’Occidente ha cancellato in nome del principio di efficienza e praticità. Ciò che l’uomo deve fare per superare lo shock è allora affrontare la realtà del fenomeno a livello cosciente.

Proviamo a considerare alcuni effetti degli ibridi dei media.

  • I media si presentano a coppie, dei quali l’uno è il contenuto dell’altro.
  • I media in quanto estensioni dei nostri sensi, quando agiscono l’uno sull’altro istituiscono nuovi rapporti tra loro.

Ad esempio la radio muta con il sonoro l’immagine cinematografica, così come la tv provoca mutamenti nella programmazione radiofonica. O la radio e la tv che amplia l’esperienza poetica (i poeti sentono il bisogno di recitare con la propria voce, di apparire al pubblico). Altri esempi, applicare all’idea di articolo la tecnica della sceneggiatura cinematografica; il tandem che associa il principio della ruota a quello tipografico lineare per creare un equilibrio aerodinamico. L’ibrido è l’incontro tra due media, un momento di verità e rivelazione dal quale nasce una nuova forma. Inoltre il momento di incontro ed ibridazione tra due media ci chiama ad un urto diretto, ci trascina fuori dal sonno ipnotico in cui ci aveva trascinati la narcosi narcisistica che i media avevano precedentemente imposto ai nostri sensi.

I media come traduttori

La traduzione è un’espressione semplificata delle forme della conoscenza. Ad esempio, quella che noi chiamiamo meccanizzazione, è una traduzione della natura e delle nostre nature personali in forme amplificate e specializzate. La parola parlata è stata la prima tecnologia usata dall’uomo per tradurre l’esperienza sensoriale in complessi sistemi di metafore e simboli che costituiscono l’informazione. Di conseguenza la tecnologia elettromagnetica è la traduzione del nostro sistema nervoso centrale. McLuhan si domanda se sia possibile, dopo aver esteso il sistema nervoso centrale, sia possibile anche estendere al di fuori di noi la nostra coscienza, in modo da evitare che venga intorpidita o distratta quando l’umanità nel mondo si incontra con i suoi stessi prolungamenti. Immagina come sarebbe unificare la coscienza del mondo intero e della specie umana.

Sfida e crollo. La nemesi della creatività

Ogni estensione di noi stessi costituisce anche un’enorme operazione chirurgica collettiva eseguita sul corpo sociale e senza precauzioni antisettiche, ossia con ogni operazione si deve prendere in considerazione la possibilità di infettare l’intero sistema. Ogni operazione sposta i rapporti tra i sensi; quando la vita sociale è colpita da una nuova tecnologia, interviene un censore che porta all’intorpidimento in modo da non farci sentire l’impatto del colpo e riorganizzare rapidamente tutte le nostre facoltà e strutture. Solo gli artisti, secondo McLuhan, riescono a cogliere in anticipo il messaggio della sfida culturale e tecnologica decenni prima che essa cominci a trasformare.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camilla.marazzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fenomenologia degli stili e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tusini Gian Luca.
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