Il sistema finanziario
Definiamo sistema finanziario “Insieme dei mercati all’interno dei quali i vari operatori si scambiano strumenti finanziari e nei quali si realizzano le varie forme di finanziamento”; possiamo intenderlo in termini geografici: o intendendo un’area geografica limitata o internazionale (regione, nazione o area monetaria unificata in tal caso si può considerare o gli scambi tra singoli paesi o gli scambi che interessano l’economia internazionale).
Per analizzare il sistema finanziario inoltre occorre conoscere i seguenti aspetti e i loro legami:
- Strutture e agenti: sebbene dipenda dal livello di disaggregazione del sistema finanziario scelto:
- Mercati monetari e finanziari;
- Macro-operatori;
- Intermediari finanziari.
- Quadro istituzionale: intendiamo le istituzioni di regolazione e controllo operanti e tutti quegli strumenti di intervento a loro disposizione; possiamo intendere:
- Banca centrale, alla quale è deputata alla gestione della politica monetaria;
- Governo, al quale è deputata la gestione della politica fiscale;
- Autorità di vigilanza, alla quale è deputato il compito di monitorare il funzionamento dei mercati nonché il comportamento degli intermediari al fine di garantire stabilità del sistema finanziario;
- Quadro normativo, cioè l’insieme delle leggi, regolamenti, regole prudenziali e vincoli amministrativi.
- Quadro teorico: strumento che serve ad individuare i nessi causali tra le variabili osservate, al fine di determinare:
- Il comportamento degli operatori (risparmiatori, investitori, intermediari finanziari);
- Il comportamento delle autorità monetarie: in relazione specie agli obiettivi.
Interscambio: questo è:
- Interpersonale: almeno due entità/operatori devono interagire;
- Intertemporale: posso dare finanziamento oggi, per ricevere indietro un giorno.
La ricchezza
La ricchezza W, concetto fondamentale per l’economia monetaria, quale grandezza stock (consistenza/giacenza) da valutare in un dato momento storico, comprende:
- Componente e quindi ricchezza reale rappresentabile con lo stock di capitale K (tutto ciò che tocchiamo: fabbriche, impianti, terreni, case, ecc.). ≥ 0.
- Componente e quindi ricchezza finanziaria rappresentabile in forma lorda come sommatoria di tutte le attività finanziarie AF (contanti; depositi; titoli monetari con scadenza entro i 2 anni, attento BOT -> ANP; titoli a reddito garantito rientranti nelle obbligazioni che a differenza del reddito fisso non devono dare = −, una remunerazione) ma meglio al netto delle passività finanziarie quindi data dalla differenza tra le attività finanziarie AF (che quindi costituiscono la ricchezza finanziaria lorda) e le passività finanziarie PF (posso essere ricco di depositi, ma se li ho presi tutti a prestito non ho niente, anzi). <, >, = 0,
Si noti che può valere sì che le posizioni finanziarie stock di un n-esimo operatore può essere:
- > 0: >; operatore è creditore netto dato che possiede
- = 0: = operatore è in pareggio dato che possiede
- < 0: < operatore è debitore netto dato che possiede
Inoltre se aggreghiamo le posizioni stock di n operatori del sistema finanziario, posto che se nel bilancio di un operatore c’è una AF, nel bilancio di un altro ci deve essere una PF, otteniamo: (nel sistema finanziario ci deve essere uno che dà finanza ed un altro che riceve. Se compro un BOT, per me è una AF e sto finanziando la PA, mentre per lo stato è una PF).
Da cui: = + Comprendiamo allora che la ricchezza complessiva di un operatore o di un gruppo può essere anche negativa, qualora le PF sono > della somma tra le AF e K (se prendo un appartamento per K 100.000, inserendolo nella mia ricchezza; ma se per lo stesso ho acceso un mutuo di 100.000, fino a quando non ripago il mutuo non mi sono arricchito, chiaramente a AF nulle).
Il risparmio
Speculare alla ricchezza è il risparmio, quale variazione dello stock di ricchezza, il quale può aumentare (se il risparmio è positivo) o diminuire (se il risparmio è negativo). In termini più matematici, il risparmio S è una grandezza flusso che si genera dalla differenza tra reddito Y e consumo C: = −
Il flusso di risparmio può essere impiegato:
- In investimenti reali I (corrisponde a in effetti gli investimenti si finanziano come: = = + ∆ − ∆ Quindi o si utilizza S o si riduce lo stock AF (cioè il flusso di risparmio: si parla di autofinanziamento) o si aumenta lo stock PF o si combinano le varie opzioni;
- Nell’aumento dello stock AF;
- Nella riduzione dello stock PF;
- Come combinazione delle 3 precedenti soluzioni.
Dato A il valore della spesa complessiva in beni di consumo e di investimento (detto anche assorbimento di risorse reali, possiamo passare dalle diverse posizioni finanziarie stock alle diverse posizioni finanziarie flusso; dato: − = − −( ) − = − +− = − − = ∆ = ∆ − ∆
> 0:
- l’operatore è in surplus, che accumula cioè ricchezza finanziaria netta, dal momento che spende complessivamente (tra consumo e investimento) meno del reddito percepito o investe meno di − > 0 ℎ − > 0;
- quanto risparmiato: ∆ = 0: l’operatore è in pareggio;
- ∆ < 0: l’operatore è in deficit, che decumula cioè ricchezza finanziaria netta, dal momento che spende più del reddito percepito: − < 0 ℎ − < 0.
Inoltre se aggreghiamo le posizioni stock di n operatori del sistema finanziario, dato che se nel bilancio di un operatore c’è una nel bilancio di un altro ci deve essere una otteniamo: ∑ ∑ ∑∆AF, ∆PF, ∆ = ∆ = ∆
Altro problema di scelta intertemporale è la distribuzione del reddito Y, considerabile come flusso, tra consumi C e risparmi S. All’interno del flusso reddito, il risparmio S è in realtà quel flusso che permette di far variare la ricchezza (non posso risparmiare se non guadagno reddito e se non risparmio non accumulo).
I due pilastri cardine di una analisi finanziaria sono quindi lo stock di ricchezza e il flusso di risparmio. Il risparmio può essere positivo ma anche negativo, nel caso in cui io spenda più di quanto io consumi: se il risparmio è negativo, essendo una variazione di ricchezza, so che un risparmio maggiore di 0 mi fa aumentare la ricchezza, uno pari a 0 me la lascia inalterata, mentre uno minore di 0 me la riduce: in tale caso posso o attingere alle AF o aumentare le PF ed eventualmente ridurre K, sebbene questo sia l’ultima spiaggia: quindi in ordine attingo dalle AF poi mi indebito e poi vendo K.
Dato nel sistema finanziario lo Stock la ricchezza W, considerando come Flusso la variazione della ricchezza (∆W) il risparmio S, ottengo (nota che I sono gli investimenti reali, cioè aumento dello stock reale): − = = ∆ + ∆ − ∆ = + ∆ − ∆ = + ∆ − 2 = 0 NB: mentre è una equazione che è verificata per y=2, la identità è sempre vera, perché è identificata per infiniti valori. Quelle viste sono identità contabili e non equazioni.
Legami stock-flussi
La valutazione della posizione finanziaria di un operatore o di un gruppo di operatori, avviene sulle interazioni tra le posizioni flusso e le posizioni stock: ∆ → Pareggio = 0 ↓ Deficit (< 0) Surplus (> 0)
- Debitore netto (AF<PF) Pareggio = 0
- Pareggio = 0 ↓
- Creditore netto (AF>PF)
Da cui:
- Debito crescente: Debitore netto + Deficit
- Debito decrescente: Debitore netto + Surplus
- Credito crescente: Creditore netto + Surplus
- Credito decrescente: Creditore netto + Deficit
- Pareggio: Equilibrio/pareggio sia negli stock e sia nei flussi. Questa posizione si ha nella matrice nel punto di incrocio delle linee di pareggio verticale e orizzontale, e matematicamente quando: ∑ ∑ ∑ ∑ = ∆ = ∆.
Se questa situazione di doppio equilibrio (di flusso e stock) la immaginiamo per tutti gli operatori, possiamo ottenere due situazioni limite per l’evoluzione del sistema finanziario:
- Assenza di scambi finanziari, data da AF = PF = 0: implica quella situazione primordiale in cui non c’era un sistema finanziario ma l’economia operava tramite un regime di baratto: questo regime vincola gli operatori alla necessaria doppia coincidenza dei desideri di acquisto e di vendita e quindi a scambi di beni in pareggio; tale posizione dal punto di vista reale implica che o anche che quanto si guadagna tanto si spende La finanza del resto crea un rapporto interpersonale (che c’era nel baratto) e intertemporale (che non c’era nel baratto), entrambi elementi che rientrano nella fiducia.
- Presenza di scambi finanziari ma assenza di squilibri tra gli operatori. Si noti che la relazione causale del quando considero tutti gli operatori, quindi la sommatoria di AF e PF, deve necessariamente portare alla loro uguaglianza, perché come si è detto ad ogni AF deve corrispondere una PF di un altro operatore, sì che a livello aggregato tale uguaglianza esisterà comunque, ciò che cambia è la difficoltà che ci sia a livello individuale o di gruppo.
Per lo stesso ragionamento, se faccio l’aggregato della ricchezza globale ottengo una aggregazione di RFN pari a 0, sì che sommatoria W = sommatoria K. Per un Robinson Crusoe quindi in una isola, (5) è la posizione da guardare.
NB: nei paesi più avanzati dal punto di vista finanziario, si nota che le famiglie sono molto indebitate ma anche tante AF quindi in pareggio; in Italia invece si evitano i debiti il più possibile o accumulare AF per poi decumularle un giorno: questo è un concetto di sana prudenza, ma che non è necessario in un sistema finanziario evoluto, in quanto posso indebitarmi per poi rimborsarlo con future AF; o anche se le PF le ho prese in modo conveniente più che rimborsarle mi conviene aumentare le AF.
Evoluzione temporale delle posizioni stock flussi di operatori differenti
Matrice dei flussi e degli stock
- Impresa: considerando il ciclo di vita di una impresa, nella fase di avvio della attività produttiva la posizione finanziaria di questa sarà di Debito crescente (posizione finanziaria di stock e flusso negativa: probabilmente è perché mi sono indebitato per comprare lo stock di capitale K); operatore dal punto di vista reale ha prodotto reddito ma l’ha speso più di quanto l’abbia consumato, a scopo o di consumo o di investimento (si auspica questo dal punto di vista di chi dovrà finanziare: un conto che apro un'azienda e consumo per me e un conto che mi indebito per investire).
- Nel momento in cui l’impresa dovesse riuscire ad avere surplus correnti (matematicamente ha un reddito superiore ad A, o un S superiore agli investimenti) in tale situazione posso o ridurre le PF (tramite eventualmente anche finanziamenti esterni ora accessibili grazie al surplus) o aumentare le AF, pur essendo magari un operatore ancora in debito netto. Nel momento in cui la situazione di surplus corrente si dovesse protrarre, l’impresa potrebbe anche spostarsi (erodendo PF o aumentando AF) da una posizione stock di debito netto ad una di credito netto (con AF>PF), quindi una posizione di credito crescente Dal punto di vista reale implica che sta aumentando Y più delle spese complessive che sostiene, o anche che risparmia più di quanto investe sì che si può permettere o di prestare quindi AF o di restituire PF. Si badi che in genere, per fattori di ciclicità temporanee delle vendite o spese straordinarie per investimenti di ristrutturazione e innovazione, l’impresa nel corso della sua vita oscillerà tra il credito crescente e il credito decrescente: nell’ultimo caso l’azienda peggiora la sua posizione finanziaria, in quanto i deficit vengono finanziati o riducendo le attività finanziarie (autofinanziamento) e/o aumentando le passività finanziarie (finanziamento esterno), ottenendo un credito netto decrescente; qualora la situazione di deficit corrente si dovesse protrarre l’impresa potrebbe tornare ad una posizione di debito crescente e così via.
- Individuo: considerando il ciclo di vita, questo inizierà con una posizione di debito crescente nel periodo della gioventù, dovendosi avvalere del sostegno finanziario della famiglia; successivamente il soggetto quando otterrà un reddito, potrà passare alla posizione (2); nella fase dell’età attività probabilmente lo si troverà collocato nella posizione (3) e infine nella fase di dipendenza senile, quale ultima fase della vita, entrerà nella posizione (4).
- Nazione: ragionando sulle varie fasi di sviluppo ad es. degli USA, fino alla fine dell’800 questo era un paese in via di sviluppo collocato in (1), derivante da deficit strutturali nelle partite correnti e in particolare dai consistenti finanziamenti dall’estero, specie dalla Gran Bretagna. Al verificarsi delle potenzialità, sono passati da (2) a (3). La fine del secondo conflitto mondiale vede gli USA come creditore netto crescente del resto; successivamente con la delocalizzazione delle multinazionali USA, lo sviluppo europeo e giapponese gli USA sono entrati nella (4), dovuto al deficit strutturale nelle partite correnti.. dagli anni ’80 sono tornati in (1).
Compatibilità macroeconomiche (analisi “cross-section”)
Tale analisi permette di individuare le compatibilità macroeconomiche legate alle varie posizioni dei singoli o gruppi di operatori; in particolare, i vincoli delle posizioni finanziarie di tutti gli operatori sono:
- Gli operatori non possono stare tutti nella stessa casella (non possono essere tutti debitori e in deficit);
- Non possono collocarsi tutti su una stessa riga quindi in (1)(2) o (3)(4), in quanto pur soddisfatto il requisito della combinazione delle posizioni flusso (deficit/surplus) non sarebbe lo stesso per le posizioni stock (debitore netto / creditore netto); rispetterei la condizione dei flussi (sommatoria delta...) ma non per gli stock, quindi non rispetterei la prima condizione; allora tutti sarebbero debitori netti nella riga (1)(2) o tutti creditori netti nella riga (3)(4) e quindi non si soddisferebbe il requisito contabile.
- Non possono collocarsi tutti su una stessa colonna quindi (1)(4) o (2)(3), in quanto pur soddisfatto il requisito della combinazione delle posizioni stock, non sarebbe lo stesso per le posizioni flussi e quindi non si soddisferebbe il requisito contabile.
Quindi le combinazioni-base possibili possono essere solo 2, poste in diagonale:
- Dissociazione crescente (1)(3): se in (1) c’è un debitore crescente, deve esserci necessariamente in (3) un creditore crescente. Dal momento che i volumi di AF e PF crescono, cresce anche il sistema finanziario stesso; si pensi ad es. allo Stato che accumula debito crescente verso le famiglie (in credito crescente allora). Ci allontaniamo sempre di più dalla posizione di pareggio 5, quindi gli squilibri stanno aumentando: tale situazione rende la finanza pericolosa. Vantaggi della finanza: le posizioni degli operatori nei rapporti interpersonale e intertemporale sono squilibrate e si può prendere quindi tempo (come sta cercando di fare la Grecia); la finanza del resto si basa sulla possibilità di fare squilibri che impatta sul problema della fiducia. Scattano poi le misure di aggiustamento (c.d. dilemma o abbinamento tra finanziamento e aggiustamento: tra finanziare gli squilibri o aggiustarli: non posso essere tutta la vita debitore crescente ma deve al più diventare debitore decrescente, così come il creditore allora dovrà passare ad essere creditore decrescente; si pensi ad uno stato che vada in surplus aumentando la tassazione e diminuendo la spesa pubblica: in tal modo riduce il debito pubblico e diventa debitore decrescente, dall’altra parte portando meno titoli all’asta ci saranno creditori decrescenti.
- Dissociazione decrescente (2)(4): se in (2) c’è un debitore decrescente, deve esserci necessariamente in (4) un creditore decrescente. Si pensi allo stato che riduce l’indebitamento complessivo. Risulta anche che tanto più l’operatore accumula debiti, quindi (1), e tanto più il creditore accumula crediti, il sistema finanziario si allontana sempre più da (5), cioè dalla posizione di pareggio stock-flussi; si nota però che la dissociazione crescente può a lungo andare essere rischiosa: può crearsi una crisi di fiducia che può tramutarsi nella vendita massiccia di AF sui mercati, il crollo delle relative quotazioni, l’aumento dei tassi di interesse e corsa all’acquisto di beni di rifugio, il che provoca bolle speculative immobiliari e spinte inflattive.
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