Sunto per l'esame di economia e gestione delle imprese
Prof. M. Colurcio - Tregua
Libro consigliato: Le gestione dell'impresa
Capitolo primo
I concetti di "ambiente" e "mercato"
L’impresa vive all’interno di un ambiente più vasto con il quale scambia risorse e crea ricchezza. Questo ambiente può scomporsi in due contesti: micro-ambiente, definito dai mercati con cui l’impresa attiva lo scambio di risorse, e un macro-ambiente da cui ne derivano le condizioni e i vincoli entro cui questo scambio può verificarsi. Il micro-ambiente può a sua volta essere diviso in due gruppi: ambiente transazionale e ambiente competitivo.
Ambiente transazionale
Ogni impresa avrà bisogno di attingere certe risorse dall’esterno collegandosi nei vari mercati con un insieme di transazioni o atti di scambio. Il tipo di risorse dipenderà dalle comparazioni di convenienza tra il produrre all’interno i materiali o il procedere all’acquisto all’esterno. Più l’impresa si orienta nella prima soluzione più si renderà autonoma nei confronti del mercato. Al contrario, più si farà ricorso al mercato più si amplierà l’ambiente transazionale con il quale l’impresa dovrà interagire.
Ambiente competitivo
Dipenderà dalla scelta delle porzioni di mercato a cui cedere beni e servizi prodotti. L’impresa definirà l’ambiente competitivo di riferimento. Opera in un micro-ambiente inserito nel macro-ambiente dove vi saranno più interlocutori (stakeholder) a cui dovrà rivolgersi per le risorse. Questi interlocutori si raggrupperanno formando dei mercati con il quale l’impresa dovrà attivare un sistema d’impresa. Ogni impresa si collegherà dunque con:
- Il mercato del lavoro: costituito dall’offerta del lavoro
- Il mercato della produzione: composto dai produttori di materie prime, semilavorati, impianti macchinari, ecc.
- Il mercato finanziario: composto dalle Borse Valori, dagli intermediari finanziari ed altri prestatori di capitale
- Il mercato di vendita: costituito dai potenziali acquirenti dei beni o servizi prodotti
L'ambiente quale contesto generale di riferimento per l'impresa
L’ambiente può essere inteso come il contesto socio-economico all’interno del quale l’impresa è chiamata a svolgere le sue funzioni. Questo contesto è regolato da una serie di condizioni politiche, legislative, sociali, culturali ed economiche che determinano il sistema di vincoli-opportunità entro cui dovrà trovare sviluppo l’attività aziendale. L’ambiente sul piano teorico può essere scomposto in quattro sub-sistemi generali:
- Il sistema o ambiente politico-istituzionale
- Il sistema culturale-tecnologico
- Il sistema demografico-sociale
- Il sistema economico
Il sistema o ambiente politico-istituzionale è rappresentato dalla forma di governo e dall’ordinamento legislativo prevalenti nel territorio considerato. Esercita delle influenze di primaria importanza sulla vita dell’impresa, il cui ruolo e le cui alternative di gestione possono essere più o meno vincolate dalle leggi, dagli interventi e dai controlli dei poteri pubblici. Poi sussistono delle influenze indirette relative al rapporto tra sistema politico e sistema economico.
L’ambiente culturale-tecnologico può essere inteso, sotto il profilo culturale, come il contesto entro cui si affermano le manifestazioni tradizionali della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo. La cultura è definibile secondo una molteplicità di aspetti, in quanto trova espressione nei vari modi di vivere e di pensare che caratterizzano una società. Si compone di una serie di elementi ciascuno dei quali concorre ad influenzare il sistema di valori del singolo individuo e della società nel suo complesso. Influenza sia coloro che operano all’interno dell’impresa sia i gruppi esterni. Scienza e tecnologia rappresentano un prodotto della cultura. La tecnologia influenza l’impiego delle risorse mentre la cultura si riflette anche sul loro consumo sotto forma di beni e servizi prodotti. La prima è considerata da molti un sottosistema dell’ambiente culturale.
L’ambiente demografico-sociale è definito dalla struttura della popolazione residente e dalle relazioni fra gli individui e i gruppi che la compongono. L’aspetto demografico è divenuto ancora più importante in un’epoca nella quale si vanno affermando delle tendenze di profondo mutamento della struttura della popolazione. Sotto il profilo sociale ciascun individuo, in funzione della professione svolta, delle capacità intellettive possedute, dei sentimenti, degli interessi, delle aspirazioni tende a collocarsi in una certa classe sociale e a muoversi all’interno di essa per raggiungere posizioni via via superiori. L’ambiente sociale risente in misura determinante del modo in cui si presenta il contesto politico e culturale. La stratificazione sociale determina i modelli di riferimento per i singoli, sulle cui scelte incide non solo l’aspetto psicologico ma anche quello sociologico. Il rapporto tra il singolo e il gruppo sociale finisce per esercitare un ruolo determinante nelle scelte e può creare opportunità o minacce.
L’ambiente economico coinvolge la sfera di rapporti che vede l’impresa protagonista nei confronti dell’aggregato politico-sociale. Rappresenta il complesso delle macro-variabili che compongono l’ordinamento economico prevalente in un ambito territoriale. Si ha la distinzione fra economia di mercato, cioè un sistema a decisioni decentrate, regolato dalle leggi di mercato, e economie di mercato, cioè un sistema in cui le decisioni sono prese solo al centro mediante l’elaborazione di piani governativi nazionali. Nell’economie di mercato prevale il principio della libera iniziativa e quello della proprietà privata dei mezzi di produzione, quindi sono economie liberiste mentre nell’altro tipo di economie tutto è regolato dal piano, anche l’uso dei mezzi di produzione, che sono di proprietà della collettività. Per questo motivo si adoperano economie di piano. Dunque l’impresa è un organo dello Stato, cioè una struttura con limitata autonomia decisionale per quanto attiene alle strategie da perseguire. Oggi nel nostro Paese molti servizi pubblici sono stati privatizzati e sono di fatto esercitati in regime di concorrenza mentre per altri si auspica da anni la privatizzazione. Questo perché si fa discendere tre benefici: il miglioramento dell’efficienza nella prestazione del servizio, l’accentuazione della concorrenza, con conseguente riduzione delle tariffe, e l’ottenimento di risorse finanziarie per lo Stato e gli Enti Locali.
I rapporti tra impresa, il micro-ambiente e il macro-ambiente
Non è infrequente che l’impresa, con le sue scelte, possa influenzare il micro-ambiente e il macro-ambiente. Opera in un contesto esterno che si specifica in funzione delle caratteristiche dei comportamenti di gestione adottati. L’impresa non può scegliersi il macro-ambiente mentre può scegliersi l’ambiente transazionale e competitivo all’interno del quale operare. Per le aziende più grandi il macro-ambiente finisce per essere una variabile e non un vincolo da rispettare. L’ambiente determina il sistema dei vincoli-opportunità entro cui si dipana la gestione aziendale. I vincoli sono connessi con ciascun ambiente descritto prima. Non poche sono le influenze che le stesse imprese esercitano verso l’ambiente in cui vivono. È intuibile che i maggiori centri di potere economico detengono un rilevante potere politico. Questo potere extramercato finisce per incidere su tutte le variabili ambientali secondo uno schema di interrelazioni. Tale schema consente di intravedere un nesso assai stretto fra evoluzione dell’ambiente e trasformazione dell’organizzazione aziendale. Nell’interpretazione dei rapporti impresa-ambiente due sono i principali fili conduttori: il progresso tecnologico e l’equilibrio politico internazionale. Il progresso tecnologico influenza in modo considerevole la struttura di un settore industriale e la posizione competitiva delle imprese. A mano a mano che si diffonde il progresso tecnologico si modificano il tipo, il modo e l’organizzazione delle produzioni; mentre, a misura che procede lo sviluppo economico, migliora il livello di vita delle società, aumenta il reddito pro-capite, cresce in misura proporzionalmente più elevata la quota di reddito discrezionale a disposizione del consumatore e le scelte di quest’ultimo si rivolgono non tanto alla selezione di beni, quanto a quella di ampliamento dei bisogni. Il progresso tecnologico contribuisce anche ad aprire a nuove classi di consumatori bisogni già avvertiti, mediante una sostanziale riduzione del prezzo del bene. I fenomeni economici risultano influenzati in larga misura dalla stabilità politica e dalle condizioni di sicurezza dell’economia mondiale. Questi fenomeni si propagano con immediatezza da un Paese all’altro, determinando situazioni di crisi, di prosperità, di incertezza nello svolgersi dei rapporti economici. Si può osservare che gli eventi di politica economica internazionale che hanno contrassegnato l’ultimo ventennio, hanno modificato le caratteristiche dell’ambiente socioeconomico. Turbolenza, ostilità, diversità, complessità e insicurezza sono i connotati ambientali che l’impresa deve imparare a fronteggiare.
Gli effetti dell'internalizzazione e della globalizzazione
Le modifiche avvenute negli ultimi anni, avvenute a seguito della "compressione" del tempo e dello spazio, hanno fatto sì che si diffondessero mezzi di trasporto e comunicazione sempre più veloci ed efficienti, per eliminare il fatto "distanza". Proprio questi mutamenti hanno fatto sì che vi fosse bisogno di flessibilità ed efficienza nell’impresa. La maggiore complessità non è dovuta solo ai fenomeni di turbolenza, ma anche ai processi di internazionalizzazione dell’economia e di globalizzazione dei mercati. Ciò significa che anche le piccole e medie imprese hanno dovuto imparare a proteggersi dalla concorrenza agguerrita delle imprese straniere, per poter concorrere su scala internazionale all’acquisizione delle risorse e al collocamento delle produzioni realizzate, su scala internazionale. Il concetto di "globalizzazione" deve essere inteso come processo di convergenza, a livello mondiale, degli aspetti culturali, politici ed economici e come il superamento del controllo sociale degli Stati nazionali sull’economia (globalizzazione del capitalismo: sottrazione della forza e delle logiche del capitale al controllo sociale degli Stati nazionali). L’oggetto della protesta dei "no global" è quindi la possibilità di un distacco sempre più marcato tra paesi ricchi e paesi poveri. Nel caso dell’economia di impresa il concetto deve essere approfondito sotto l’aspetto dell’interrelazione su scala mondiale di certi mercati, che ampliano la concorrenza a livello internazionale, e sotto l’aspetto dell’omogeneità della domanda, che rende possibile la standardizzazione delle politiche aziendali nei vari Paesi serviti. In altre parole, la globalizzazione si riferisce ad un mercato senza confini geografici, piuttosto che ad un mercato mondiale omogeneo. Oggi si parla di industria globale per intendere un settore produttivo all’interno del quale la posizione competitiva di un’impresa di un certo Paese viene influenzata in modo rilevante dalla posizione che essa è in grado di conquistare e di mantenere in altri Paesi. Ciò rende più difficile la delimitazione dei settori industriali e impone all’impresa una maggiore mobilità.
Capitolo secondo
L'impresa quale sistema socio-tecnico
Impresa: organizzazione di persone e beni rivolta a uno scopo produttivo. Ogni impresa ha una struttura specifica, ma tutte hanno come fine quello di mettere a profitto risorse scarse creando ricchezza. Come ottiene ricchezza?
- Bisogna soddisfare dei bisogni umani;
- Le risorse vengono trasformate;
- Con le risorse trasformate, si soddisfano i bisogni umani;
- L’uomo paga per avere quella risorsa;
- Attraverso lo scambio si genera un utile o reddito.
Quindi è lo scambio, il fulcro del concetto di impresa perché è per lo scambio che l’impresa prende le risorse e le trasforma. Per trasformarle l’impresa sostiene dei costi, che recupera attraverso il reddito, cioè il divario positivo tra ricavi e costi. Per trasformare le risorse in modo da farle valere più del prezzo di acquisto (principio di marginalità), l’impresa deve essere organizzata in modo specifico e efficiente. Quindi l’impresa è un'organizzazione economica che, usando diverse risorse, svolge dei processi di acquisizione di beni e servizi per scambiarli con entità esterne per generare reddito. L’impresa può essere vista come un sistema che opera con altri sistemi in cui è inserita, l’ambiente e il mercato. Un sistema è un complesso interrelato di parti, cioè le parti che lo compongono sono dipendenti tra loro. Per cui l’impresa è un sistema ordinato, fatto da molte parti che sono interdipendenti tra loro rispetto a un obiettivo condiviso, è inserito in un macro-ambiente, dato da ambiente + mercato e per questo deve essere dinamico, cioè cambia dimensione e risorse per adattarsi all’ambiente.
I sistemi possono essere più o meno complessi, Boulding ne individua nove tipi e secondo la sua classificazione si può dire che l’impresa è un sistema sociale di tipo aperto: un sistema perché è fatto da parti e ogni parte svolge una funzione ma tutte sono coordinate tra loro per raggiungere un unico obiettivo. Aperto perché per operare deve interagire con altri sistemi attraverso lo scambio, che può essere di input (approvvigiono), e di output (prodotti finiti). Per queste caratteristiche l’impresa è spesso avvicinata a un corpo vivente, ma questo parallelo non è corretto perché l’impresa prima di tutto, vuole perdurare nel tempo e quindi oltre la morte del fondatore, e poi l’impresa ha un fine e i suoi sforzi sono mirano a quello, mentre un corpo cresce anche senza volerlo. All’interno dell’impresa operano persone e mezzi tecnologici, ed entrambi vanno organizzati, per cui si può parlare di sistema aperto di tipo socio-tecnico.
La visione sociale dell'impresa
L’impresa non scambia solo beni e servizi, ma deve anche migliorare l’ambiente in cui opera (corporate social responsibility) e quindi stringe con l’ambiente degli accordi su come deve o può funzionare. Dato che il continuo scambio di risorse influenza la vita della collettività, l’impresa diventa protagonista e responsabile del contributo che produce.
Le molteplici funzioni dell'impresa
L’impresa rappresenta una realtà complessa intorno a cui si sviluppa una rete di rapporti di scambio, collaborazione, informazione e interessi. Essa infatti svolge diversi ruoli nei confronti di chi vi partecipa, del mercato e dell’ambiente socio-economico e costituisce, allo stesso tempo, una realtà sociale, giuridica, economica ed organizzativa.
Le imprese vivono mediante i rapporti interpersonali tra le persone operanti nell’impresa. Il successo o la crisi aziendale trovano quasi sempre origine nella capacità o incapacità di creare i rapporti giusti tra i vari interlocutori o "stakeholder" e nel governare tali rapporti in modo favorevole allo sviluppo o producendo fenomeni involutivi dell’organizzazione.
Ogni azienda può essere vista sotto tre diversi profili:
- Organizzazione economica: in quanto organizzazione economica il suo scopo è il soddisfacimento di bisogni umani mediante la messa a frutto di risorse trovabili in natura in misura limitata o non completamente idonee a soddisfare i bisogni umani. Mediante la funzione aziendale si genera maggiore utilità delle risorse per la collettività, che dovrebbe concorrere al miglioramento delle condizioni dell’ambiente socio-economico, poiché l’impresa opera a beneficio dell’intera società;
- Sistema sociale: l’impresa, come centro di coagulazione degli sforzi di un insieme di gruppi sociali, va vista anche come distributrice della ricchezza creata, rappresentando uno strumento per il soddisfacimento delle necessità soprattutto di coloro che operano al suo interno. La vita aziendale infatti si dirama intorno ad una serie di rapporti di scambio. È evidente che la funzione primaria è quella di rappresentare una fonte di lavoro e di sostentamento per coloro che fanno parte della sua organizzazione;
- Struttura patrimoniale: l’impresa può essere vista come struttura patrimoniale, ossia il complesso di beni organizzato e retto per lo svolgimento dei processi produttivi. Questo aspetto richiama due fattori importanti nella vita di qualsiasi organismo aziendale: il capitale e la capacità imprenditoriale. Infatti la funzione principale dell’impresa e quella di investire il proprio capitale e le proprie capacità imprenditoriali, soggetti a certi coefficienti di rischio, per produrre reddito.
Ovviamente i tre profili devono coesistere, anche se a volte si tende a privilegiarne alcuni rispetto ad altri. Potrebbe esistere un ordine di importanza, ma spesso lo sviluppo aziendale sconvolge il suddetto ordine in base alle esigenze dell’impresa, poiché la funzione più importante è quella di produrre reddito.
L'impresa quale sistema cognitivo
Questa teoria si basa sul concetto che il vero patrimonio dell’impresa è dato dall’accumulo continuo delle sue conoscenze (sia quelle di chi vi lavora, sia quelle prodotte lavorando, know-how) e non da ciò che possiede a livello materiale. Le immobilizzazioni immateriali, come i brevetti, sono qualcosa...
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