Gestione delle imprese
Il contesto socio economico
I concetti di ambiente e mercato. L'impresa, quale cellula fondamentale del sistema economico e produttivo, vive all'interno di un ambiente più vasto con il quale scambia risorse e crea ricchezza. Questo ambiente può scomporsi in due contesti:
- Un micro-ambiente, definito dai mercati con cui l'impresa attiva lo scambio di risorse (in entrata e in uscita);
- Un macro-ambiente, da cui derivano le condizioni e i vincoli entro cui questo scambio può verificarsi.
Il micro-ambiente, a seconda delle diverse transazioni attivate, può essere scomposto in:
- Ambiente transazionale (scambi in entrata), che sarà tanto più ampio quanto l'impresa si approvvigionerà nel mercato esterno, invece di produrre i beni internamente;
- Ambiente competitivo (scambi in uscita), che riguarda la scelta dei mercati di collocamento dei beni e servizi prodotti.
Si ha un mercato in tutti i casi in cui vi siano due o più contraenti disposti a scambiare tra di loro i beni rispettivamente posseduti. Ogni impresa si collegherà con:
- Il mercato del lavoro, costituito dall'offerta di risorse umane;
- Il mercato della produzione, composto dai produttori di materie prime, semilavorati, impianti e macchinari;
- Il mercato finanziario, rappresentato dalle Borse Valori, dagli intermediari finanziari e da altri prestatori di capitale;
- Il mercato di vendita, costituito dai potenziali acquirenti dei beni o servizi prodotti.
L'ambiente quale contesto generale di riferimento per l'impresa
L'ambiente può essere inteso come il contesto socio-economico all'interno del quale l'impresa è chiamata a svolgere le sue funzioni. Questo contesto è regolato da condizioni politiche, legislative, sociali, culturali ed economiche, che determinano il sistema di vincoli-opportunità sviluppo l'attività aziendale.
L'ambiente può essere scomposto in altri quattro sub-sistemi generali:
- Sistema politico-istituzionale: rappresentato dalla forma di governo e dall'ordine legislativo prevalenti nel territorio considerato;
- Sistema culturale-tecnologico: la tecnologia influenza prevalentemente ma non esclusivamente l'impiego di risorse, mentre la cultura si riflette anche sul loro consumo sotto forma di beni e servizi prodotti;
- Sistema demografico-sociale: definito dalla struttura della popolazione residente e dalle relazioni tra gli individui e i gruppi che la compongono;
- Sistema economico:
- Economia di mercato regolato dalle leggi di mercato;
- Economia di piano, cioè sistema in cui le decisioni sono prese solo dal centro mediante l'elaborazione di piani;
- Economia mista, all'interno della quale la presenza del pubblico e quella del privato s'intrecciavano in varie forme.
I rapporti tra l'impresa, il micro-ambiente e il macro-ambiente
Si genera, così, un sistema di interconnessioni che si compone, innanzi tutto, di rapporti tra macro-variabili e micro-variabili, e successivamente, tra queste e le caratteristiche di struttura e gestione dell'impresa. L'impresa può influenzare, con le sue scelte, il micro-ambiente e, in alcuni casi, anche il macro-ambiente.
L'impresa non può scegliersi il macro-ambiente, mentre può scegliersi l'ambiente transazionale e competitivo all'interno del quale operare. Per le aziende più grandi il macro-ambiente può rappresentare, però, una variabile e non un vincolo da rispettare (potere extramercato).
L'ambiente determina il sistema di vincoli-opportunità entro cui si dipana la gestione aziendale. Nell'interpretazione dei rapporti impresa-ambiente due sono i principali fili conduttori:
- Il progresso tecnologico: influenza in modo considerevole la struttura di un settore industriale e la posizione competitiva delle imprese. Le innovazioni concorrono a modificare il sistema di barriere sia di entrata sia di uscita e possono creare difficoltà o nuove opportunità per chi è già operante nel settore o per chi vuole entrarvi;
- L'equilibrio politico internazionale: in un mondo interconnesso e globalizzato, i fenomeni economici risultano influenzati in larga misura dalla stabilità politica e dalle condizioni di sicurezza dell'economia mondiale.
Gli effetti dell'internazionalizzazione e della globalizzazione
Le modificazioni avvenute nell'ambiente negli ultimi anni hanno toccato tutti gli aspetti della vita sociali, economica e politica. Il filo conduttore di questa evoluzione è stato la "compressione" del tempo e dello spazio. Da ciò è derivato un processo di forte interrelazione all'interno del mercato dei capitali, delle materie prime, delle fonti di energia e dello stesso lavoro, con la ricerca di sempre nuovi equilibri di tipo dinamico.
La maggior complessità dell'ambiente non è dovuta solo ai diffusi fenomeni di turbolenza (il mutamento dei valori e il cambiamento strutturale improvvisi), ma anche da processi di internazionalizzazione dell'economia (lo sviluppo mondiale degli scambi e la diffusione sul piano internazionale delle informazioni) e di globalizzazione dei mercati (superamento delle barriere geografiche).
Si parla oggi di industria globale per intendere un settore produttivo all'interno del quale la posizione competitiva di un'impresa di un certo paese viene influenzata in modo rilevante dalla posizione che essa è in grado di conquistare e di mantenere in altri paesi.
In questo ambiente caratterizzato dalla turbolenza ambientale si richiede un nuovo tipo di impresa, contraddistinta dalla felice combinazione di caratteristiche di flessibilità e efficienza, per farle scegliere liberamente l'ambiente competitivo in cui inserirsi. Il concetto di flessibilità si lega all'adattabilità delle risorse, cioè alla capacità di modellare queste ultime in funzione delle condizioni esterne più idonee a favorire lo sviluppo aziendale.
L'impresa come sistema
L'impresa come sistema socio-tecnico. L'impresa è stata definita tradizionalmente come un'organizzazione di persone e di beni rivolta ad uno scopo produttivo. Sono le aziende (qui usato come sinonimo di impresa, ma l'azienda è il complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, mentre l'impresa è l'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi) che, organizzate in varie forme e specializzate per tipi di attività, producono l'insieme di beni e servizi indispensabili per il soddisfacimento dei bisogni umani.
Un'impresa è sempre contraddistinta da alcuni requisiti comuni, che ne giustificano l'inquadramento come sistema a se stante. Si può definire l'impresa come l'organizzazione economica che, mediante l'impiego di un complesso differenziato di risorse, svolge processi di acquisizione e di produzione di beni o servizi, da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito.
Ora definiamo il concetto di azienda quale sistema, operante in stretto collegamento on sistemi più ampi (mercato e ambiente). Il carattere fondamentale di un sistema è quello di essere costituito da un complesso interrelato di parti, interrelato perché le singole parti sono interdipendenti rispetto ad un obiettivo comune da raggiungere. I sistemi di carattere economico e sociale operano in relazione ad un ambiente esterno: da questa relazione nasce la loro caratteristica di dinamismo, dovuto da una realtà in continuo mutamento.
L'impresa è un sistema dinamico, che muta nella dimensione e combinazione delle sue risorse: il suo ciclo di vita si sviluppa con il passaggio da una situazione ad un'altra, mediante un processo evolutivo che non può né deve far perdere il coordinamento tra i vari elementi componenti. Se ciò avvenisse si perderebbe il concetto di impresa come complesso ordinato di risorse rivolte ad un fine condiviso. Un'impresa può essere caratterizzata come un sistema sociale di tipo aperto, poiché, per operare, deve intrattenere continue relazioni di scambio con altri sistemi o entità esterne: queste relazioni sono del tipo input (ingresso), cioè di approvvigionamento di risorse necessarie per la sua alimentazione, e del tipo output (uscita), ossia di cessione a terzi del prodotto (beni o servizi) del suo funzionamento.
Scartato il parallelo meccanico, cioè la considerazione dell'azienda quale meccanismo caratterizzato da un automatismo di funzionamento, perché non rispondente alla concezione di organismo operante in simbiosi con sistemi esterni, anche il parallelo biologico non appare soddisfacente: l'impresa è stata a volte paragonata ad un organismo vivente, costituito da un complesso di parti, ciascuna con un compito preciso e insostituibile, e deve essere alimentato mediante risorse attinte da sistemi esterni, e a cui è destinata a cedere il frutto della sua operatività. Questo ciclo metabolico viene così a rinnovarsi secondo un concetto di equilibrio dinamico, cioè di raggiungimento di posizioni sempre migliori mediante un surplus positivo tra le risorse spese (costi) e quelle ottenute per la cessione delle produzioni poste in essere (ricavi). L'azienda deve adeguare la sua struttura e le sue strategie all'evoluzione dell'ambiente e del mercato in cui opera. L'uguaglianza tra costi e ricavi è una situazione anomala, che denota uno squilibrio nel ciclo vitale, in grado di compromettere, nel lungo periodo, la funzionalità del sistema.
Tenendo presente che l'impresa è un sistema all'interno del quale operano risorse umane e tecniche (mezzi di produzione), si può pervenire ad una sua classificazione quale sistema aperto di tipo socio-tecnico. Il concetto di sistema socio-tecnico pone in evidenza che occorre organizzare il lavoro (il fattore umano), ma anche operare un'organizzazione tecnica (impianti, attrezzature e tecnologie produttive). L'aspetto di maggior rilievo è quello sociale poiché il funzionamento dell'azienda è legato all'operare coordinato di una molteplicità di gruppi interni all'organizzazione (stakeholder), tra i quali si sviluppano rapporti di collaborazione e di contrasto. Il carattere cooperativo-conflittuale dell'organizzazione aziendale è uno dei concetti di base per comprendere l'operare di qualsiasi struttura organizzativa.
La visione sociale dell'impresa
Il concetto economico d'impresa non può essere disgiunto da quello sociale: le imprese sono governate da uomini e operano per soddisfare bisogni umani. La loro funzione deve estendersi anche al miglioramento della qualità della vita nel contesto in cui operano: in ciò si traduce il concetto di responsabilità sociale aziendale (corporate social responsibility). Un'impresa va correttamente considerata come un'istituzione sociale a finalità plurime, il cui compito è di creare valore in senso ampio, ovvero non solo valore economico, ma anche valore sociale.
Le molteplici funzioni dell'impresa
L'impresa rappresenta una realtà complessa intorno a cui si sviluppa una rete di rapporti non solo di scambio, ma anche di collaborazione, d'informazione, di interessi. Essa svolge una varietà di ruoli nei confronti di chi vi partecipa, del mercato e dell'ambiente socio-economico e costituisce una realtà sociale, giuridica, economica ed organizzativa. Ogni azienda può essere vista come:
- Organizzazione economica: il suo scopo è il soddisfacimento di bisogni umani mediante la messa a frutto di risorse rinvenibili in natura in misura limitata o comunque in modo non idoneo a farle utilizzare tal quali;
- Sistema sociale: l'impresa, in quanto centro di raccolta degli sforzi di un insieme di gruppi sociali, va vista anche come distributrice della ricchezza creata;
- Struttura patrimoniale: l'impresa è vista come complesso di beni organizzato e retto per lo svolgimento di processi produttivi.
Una prima conclusione di ciò riguarda la molteplicità di funzioni dell'impresa in rapporto ai differenti ruoli da essa assunti nel sistema economico-sociale. Tale conclusione deve essere tuttavia completata della complementarità esistente tra le funzioni indicate, ciascuna delle quali è essenziali per l'espletamento delle altre, e quindi, per la continuità della stessa vita aziendale. Un'azienda che non sia in grado di inserirsi positivamente nell'ambiente e di soddisfare bisogni della collettività è un'organizzazione inutile, che non risponde a finalità economiche e che non acquisisce alcuna legittimazione a sopravvivere.
L'impresa quale sistema cognitivo
L'impresa può essere inquadrata in un'ottica intesa a privilegiare i fattori immateriali alla base del suo sviluppo: la vera ricchezza di un'impresa non sarebbe costituita dal suo patrimonio materiale (impianti, macchinari, ecc.), ma dalle sue risorse immateriali o intangibili, connesse con l'immagine positiva dei confronti dell'ambiente, l'avviamento di mercato, la capacità di produrre innovazioni. Perciò si tende a definire l'impresa come sistema di conoscenze atto a produrre nuova conoscenza.
La vita aziendale si muove secondo procedure ripetitive, frutto dell'esperienza sedimentata nel tempo, e in virtù di fenomeni di cambiamento, indotti dalla capacità di tradurre segnali provenienti dall'ambiente. Questa capacità è legata all'accumulo del sapere e al formarsi di valori di sviluppo secondo un processo autopropulsivo che sarà tanto più efficace quanto più nell'organizzazione si potrà apprendere lavorando (learning by doing) e quanto più facilmente si incorporeranno e si trasmetteranno nell'organismo sociale valori sorretti di gestione.
La quantità e qualità di conoscenza dell'impresa è legata al contributo degli uomini che ne hanno fatto parte e ne fanno parte, perché in certa misura divine patrimonio comune, mediante le routine (procedure) organizzative (conoscenza esplicita), mentre in altra parte è strettamente incorporata nella professionalità di coloro che operano all'interno dell'organizzazione (conoscenza tacita). La vera ricchezza di un'impresa è il sapere condiviso e quello degli individui che per essa lavorano: l'immagine dell'impresa verso l'esterno e l'interno, i valori diffusi nella struttura organizzativa, il know-how (bagaglio di esperienze possedute per realizzare determinati scopi) accumulato nel tempo, rappresentano il vero patrimonio aziendale.
In conclusione, l'impresa è definibile come un sistema complesso all'interno del quale s'intrecciano elementi tangibili e intangibili, immobilizzazioni materiali e immateriali, mezzi tecnici ed intelligenze, risorse finanziarie ed umane secondo un disegno finalizzato, in ogni caso, alla produzione e diffusione di valore.
Gli aspetti tipici dell'impresa
- L'impresa è un sistema aperto perché vive in simbiosi con un ambiente esterno;
- L'impresa è, allo stesso tempo, un'organizzazione economica e sociale;
- L'impresa deve svolgere una triplice funzione in rapporto al suo essere organizzazione economica, sistema sociale e struttura patrimoniale;
- L'impresa in quanto sistema cognitivo, deve produrre conoscenza per promuovere l'innovazione;
- L'impresa quale sistema cooperativo-conflittuale, deve essere gestita migliorando i rapporti di collaborazione e riducendo le occasioni di conflitto con i suoi interlocutori.
Dalla complessità della realtà deriva la difficoltà di gestione.
I protagonisti nella vita dell'impresa: la teoria degli stakeholder
Gli organi di governo nell'impresa: imprenditorialità e managerialità
Nell'impresa la figura centrale è quella dell'imprenditore ovvero del soggetto economico che decide di rischiare i propri capitali e di dedicare le sue capacità professionali alla produzione di beni o servizi da cedere a terzi. Nelle imprese medio-piccole prevale la figura dell'imprenditore-proprietario; mentre per imprese più grandi troviamo figure quali i manager professionisti: nella realtà è difficile identificare un soggetto proprietario.
Shumpeter, nel distinguere i ruoli del finanziatore e del gestore delle produzioni, individuò nella promozione delle innovazioni il focus dell'imprenditorialità. Poiché la complessità dell'ambiente richiede la flessibilità, secondo Shumpeter, l'imprenditore deve possedere le seguenti qualità:
- Capacità di previsione, razionalità consapevole, intuito;
- Spirito d'iniziativa, forte volontà, libertà intellettuale;
- Autorevolezza e capacità di leadership nei confronti dei collaboratori.
Se con il termine imprenditorialità si definisce l'attitudine ad assumere decisioni rischiose finalizzate all'innovazione dei comportamenti aziendali, per managerialità (o direzionalità) si deve intendere la capacità di sviluppare queste decisioni e di attuarle in modo razionale.
Da ciò deriva che il dirigente organizza e disciplina l'uso delle risorse aziendali, dando attuazione alle decisioni imprenditoriali. La dottrina anglosassone distingue la funzione imprenditoriale (entrepreneural role), da quella amministrativa (administrative role), attribuendo alla prima il compito di creare il valore e alla seconda quello di impedire le perdite.
Il successo di un'impresa è il risultato della combinazione di efficacia (bontà delle decisioni) ed efficienza (rendimento dell'uso delle risorse). L'efficacia è il valore più proprio dell'imprenditorialità, cioè dell'
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