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Capitolo 1: Il contesto socio-economico

L’impresa, cellula fondamentale del sistema economico-produttivo, opera all’interno di un ambiente più vasto con cui scambia risorse e crea ricchezza. Sotto il profilo economico-sociale, l’ambiente è inteso come il contesto generale all’interno del quale l’impresa svolge le sue funzioni. Questo contesto è definito da particolari condizioni politiche, sociali, culturali ed economiche.

Microambiente e macroambiente

Tale ambiente può essere suddiviso in:

  • Microambiente: ogni impresa tende a ritagliarsi, nell’ambito del macroambiente, un ambiente specifico. Questi riguarderanno l’acquisizione delle risorse e la cessione dei beni prodotti, e formeranno:
    • Ambiente transazionale, definito da Williamson, che afferma che ogni impresa deve risolvere il problema dei confini della sua organizzazione e del ricorso al mercato per l’approvvigionamento delle risorse di cui ha bisogno. Il tipo di risorse dipenderà dalle comparazioni di convenienza tra il produrre all’interno i materiali, le parti, i componenti da utilizzare per la produzione dei beni e il procedere al loro acquisto all’esterno. Se si orienteranno verso il problema dei confini dell’organizzazione, questi si amplieranno e crescerà il grado di autonomia. Invece, più si farà ricorso al mercato, più si amplierà l’ambiente transazionale con il quale dovrà formare le sue relazioni di scambio.
    • Ambiente competitivo dipenderà dalla scelta delle porzioni di mercato da soddisfare. Sarà l’impresa a definire l’ambiente competitivo di riferimento. All’interno di questo microambiente vi saranno degli interlocutori (stakeholder) con cui dovrà unirsi per ottenere delle risorse o cedere dei prodotti. Gli stakeholder dovranno raggrupparsi in categorie, dando origine a dei mercati con i quali l’impresa dovrà attivare un sistema di scambi. È indispensabile la conoscenza dell’ambiente competitivo nel quale si ha intenzione di entrare.
  • Macroambiente: contesto socio-economico in cui l’azienda svolge le sue funzioni regolato da una serie di condizioni e di vincoli-opportunità di varia natura. È influenzabile per l’impresa ma non può essere scelto. Si può scomporre in quattro sub-sistemi:
    • Sistema politico-istituzionale, definito dalla forma di governo e dall’ordinamento legislativo, influenza in modo importante la vita delle imprese.
    • Sistema culturale-tecnologico, è il contesto in cui si affermano le manifestazioni tradizionali della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo. Influenza coloro che operano all’interno dell’impresa ed i gruppi esterni. I suoi effetti si hanno sul sistema di valori della società, sull’avanzamento delle conoscenze e sul migliore uso delle risorse disponibili.
    • Sistema socio-demografico, definito dalla struttura della popolazione residente e dalle relazioni tra gli individui, tiene conto del tasso di natalità e invecchiamento della popolazione media e del tasso di immigrazione. Tutto ciò si riflette sul consumo. L’aspetto demografico è importante quando si affermano delle tendenze di grande cambiamento nella struttura della popolazione che provocano evidenti ripercussioni sui modelli di consumo.
    • Sistema economico, è il sistema delle macro variabili economiche, che regola la vita di una collettività. Il sistema economico va distinto dal mercato.

Mercato e globalizzazione

Mercato: in termini economici, si ha quando vi sono due o più contraenti disposti a scambiare tra di loro i beni rispettivamente posseduti. Sono le strategie aziendali che definiscono l’ambiente transazionale e competitivo. L’impresa non può scegliersi il macroambiente ma può scegliersi l’ambiente transazionale e competitivo all’interno del quale operare. L’impresa può condizionare il microambiente e di rado anche il macroambiente. Nei casi in cui grandi imprese godano di poteri politici possono condizionare anche il macroambiente, si ha dunque il potere extramercato.

L’ambiente determina il sistema di vincoli-opportunità entro cui si svolge la gestione aziendale. I vincoli possono dipendere da leggi e provvedimenti amministrativi, dal modello di cultura prevalente, dalla composizione e dalla mobilità delle classi sociali, dal tipo di governo dell’economia e dal grado di benessere della popolazione. Discendono, dunque, dei condizionamenti che restringono l’area di manovra dell’imprenditore.

Il progresso tecnologico influenza in modo considerevole la struttura di un settore industriale e la posizione competitiva delle imprese. Le innovazioni concorrono a modificare il sistema di barriere di entrata e di uscita. Col diffondersi del progresso tecnologico, si modificano il tipo, il modo e l’organizzazione delle produzioni. Il progresso tecnologico contribuisce ad appagare nuovi bisogni e ad aprire a nuove classi di consumatori bisogni già avvertiti, mediante una riduzione del prezzo dei beni.

Per economia di mercato si intende un sistema a decisioni decentrate, regolato cioè da leggi di mercato; in questo tipo di economie prevale il principio della libera iniziativa e quello della proprietà privata dei mezzi di produzione, per cui si parla di economie liberiste. Per economia di piano si intende un sistema in cui le decisioni sono prese al centro mediante l’elaborazione di piani governativi nazionali; in questo tipo di economie tutto è regolato dal piano, anche l’uso dei mezzi di produzione che sono prevalentemente di proprietà della collettività, per cui si parla di economia di piano o di economia collettivista.

Internazionalizzazione dell’economia: a causa dello sviluppo mondiale degli scambi, della diffusione sul piano internazionale delle informazioni e dell’interdipendenza delle economie, le imprese devono proteggersi dalla concorrenza delle imprese straniere per poter concorrere all’acquisizione delle risorse e al collocamento delle produzioni. La globalizzazione è un processo di convergenza degli aspetti culturali, politici ed economici della vita. Può essere intesa come superamento delle barriere geografiche, per effetto del quale il mercato aziendale è rappresentato dai gruppi di consumatori caratterizzati da comportamenti di acquisto simili, a prescindere dai Paesi in cui risiedono. Per industria globale si intende un settore produttivo all’interno del quale la posizione competitiva di un’impresa di un certo Paese viene influenzata in modo rilevante dalla posizione che essa è in grado di conquistare e di mantenere in altri Paesi.

Capitolo 2: L’impresa come sistema

Per impresa si intende l’organizzazione economica che, mediante l’impiego di un complesso differenziato di risorse, svolge processi di acquisizione e di produzione di beni o servizi, da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito. Quattro elementi distintivi:

  • Presenza di un’organizzazione;
  • Svolgimento di processi di produzione;
  • Relazioni di scambio con entità esterne;
  • Finalità imprenditoriale di produzione di reddito.

L’impresa è un’organizzazione di persone e di beni rivolta ad uno scopo produttivo. Sono le aziende che, organizzate in varie forme e specializzate per tipi di attività, producono beni e servizi indispensabili per il soddisfacimento dei bisogni umani. L’impresa è contraddistinta da requisiti comuni. Il principale è il contenuto economico dell’attività e degli obiettivi che essa si prefigge di raggiungere. Questa si caratterizza perché mediante l’impiego di un complesso differenziato di risorse svolge processi di produzione, cioè crea ricchezza. L’impresa ha bisogno di conseguire un reddito, cioè un divario positivo tra il ricavo ottenuto dai beni ceduti e il costo delle risorse impiegate nella produzione, per poter soddisfare chi ha investito i suoi capitali in un’attività a rischio e per potersi sviluppare in conformità dell’evoluzione del mercato in cui opera. Per fare ciò, ha bisogno di un’organizzazione, ossia di una struttura specializzata e coordinata, in grado di svolgere i processi di trasformazione e di scambio.

L’impresa è la cellula fondamentale del sistema economico-produttivo, ma opera in sistemi più vasti (mercato e ambiente). L’impresa può essere considerata come sistema socio-tecnico aperto e dinamico:

  • È un sistema sociale poiché al suo interno operano risorse umane e tecniche e il suo funzionamento è legato all’operare di molti gruppi interni ed esterni all’organizzazione (stakeholder), tra i quali si sviluppano rapporti di collaborazione e di contrasto;
  • È un sistema tecnico poiché, per il suo funzionamento, necessita di strumenti che incorporano tecnologie;
  • È un sistema aperto poiché, per funzionare, deve intrattenere continue relazioni di scambio con sistemi più ampi (mercato e ambiente) e con altri sistemi o entità esterne: sono relazioni di input (cioè di approvvigionamento di risorse necessarie per la sua alimentazione) e di output (cioè di cessione a terzi del prodotto);
  • Per questo motivo è anche un sistema dinamico.

La teoria d’impresa evolutasi nel tempo, riconosce nella conoscenza la componente più importante. Infatti, la teoria aziendalistica afferma che la vera ricchezza di un’impresa non è costituita dal suo patrimonio materiale o tangibile, ma dalle sue risorse immateriali o intangibili, l’avviamento di mercato e la capacità di produrre innovazioni. Si tende dunque a definire l’impresa come sistema cognitivo, cioè un insieme di conoscenze atte a produrre nuova conoscenza. L’impresa deve essere in grado di produrre innovazioni in virtù della capacità di apprendere, di mettere a frutto le conoscenze che derivano dall’esperienza e al formarsi di valori di sviluppo all’interno dell’impresa, che potrà apprendere lavorando (learning by doing).

Il vero patrimonio aziendale è rappresentato dall’immagine di essa verso l’interno e verso l’esterno, i valori diffusi nella struttura organizzativa e il know-how accumulato nel tempo. Per know-how si intende il bagaglio di esperienza posseduto per realizzare determinati scopi.

Tipologie di impresa

Il concetto d’impresa piccola, media e grande, può essere qualificato in base alla posizione dell’azienda nel mercato in cui opera:

  • Una piccola impresa è quella che non riesce ad influenzare le variabili di mercato ed è esposta al mutamento della domanda e dell’offerta;
  • Una media impresa appare meno definibile, ma nel rapporto con il mercato è simile alla piccola impresa;
  • Una grande impresa è quella in grado di esercitare un controllo del mercato, e che con le sue politiche riesce ad influenzare il comportamento delle altre imprese.

Responsabilità sociale dell'azienda

Responsabilità sociale dell’azienda (Corporate social responsibility, CSR): fondato sul contratto sociale che ogni impresa stipula con il contesto esterno per definire obblighi e diritti connessi con il proprio funzionamento, ovvero le imprese non solo devono produrre beni o servizi per una certa collettività di consumatori, ma al contempo devono necessariamente migliorare la qualità della vita nel contesto in cui operano. L’impresa, infatti, mediante il continuo scambio di risorse, influenza in misura spesso rilevante le condizioni di vita della collettività, rendendosi protagonista e responsabile del contributo prodotto. Corporate: impresa ad alti livelli. L’impresa non è solo un’iniziativa esclusivamente imprenditoriale, ma anche un sistema economico e sociale, in cui prendono parte una pluralità di attori, guidato in funzione di un giusto equilibrio tra obiettivi economici e responsabilità sociali.

L’impresa rappresenta una realtà complessa intorno a cui si sviluppa una rete di rapporti complessi di scambio, di collaborazione, d’informazione e di interessi. Essa svolge diversi ruoli nei confronti di chi vi partecipa, del mercato e dell’ambiente socio-economico e costituisce una realtà sociale, giuridica, economica e organizzativa. Le funzioni dell’impresa sono strettamente complementari e rispondenti ad interessi sempre più limitati, da quelli della collettività nel suo complesso a quelli dei partecipanti all’organizzazione e a quelli del solo imprenditore. Il fenomeno “impresa”, ai fini dello studio dei comportamenti imprenditoriali, ha tre profili di maggior rilievo:

  • Organizzazione economica: il suo scopo è il soddisfacimento di bisogni umani mediante la messa a frutto di risorse rivendibili in natura in misura limitata;
  • Sistema sociale: rappresenta uno strumento per distribuire la ricchezza creata per il soddisfacimento delle necessità di coloro che operano al suo interno;
  • Struttura patrimoniale: è un complesso di beni organizzato per lo svolgimento di processi produttivi finalizzati alla produzione di reddito.

Queste tre funzioni sono strettamente collegate perché se l’impresa trova il suo spazio nel mercato, cioè soddisfa i bisogni dei consumatori, può remunerare i vari fattori della combinazione produttiva. Il sistema è qualcosa che ha una nuova identità rispetto alle parti che lo compongono. Non è la somma delle parti. L’impresa che non è in grado di inserirsi positivamente nell’ambiente e di soddisfare bisogni della collettività, è un’organizzazione inutile, che non risponde a finalità economiche e che non acquisisce alcuna legittimazione a sopravvivere. Un’organizzazione che non assicura corrispettivo alle persone che operano in essa, è destinata a disgregarsi. Un’azienda che non è in grado di generare profitto di gestione, non può riuscire ad aumentare i suoi processi di rinnovamento e di sviluppo.

Dunque, ci sono alcuni concetti fondamentali per chi deve gestire un’azienda. In sintesi questi concetti sono:

  • L’impresa è un sistema aperto perché vive in simbiosi con un ambiente esterno;
  • L’impresa è un’organizzazione economica e sociale;
  • L’impresa deve svolgere una triplice funzione in rapporto al suo essere organizzazione economica, sistema sociale e struttura patrimoniale;
  • L’impresa, in quanto sistema cognitivo, deve produrre conoscenza per promuovere l’innovazione;
  • L’impresa, quale sistema cooperativo-conflittuale, deve essere gestita migliorando i rapporti di collaborazione e riducendo le occasioni di conflitto con i suoi interlocutori.

Capitolo 3: I protagonisti nella vita dell’impresa - la teoria degli “stakeholder”

Tra i soggetti che operano all’interno dell’impresa e ai gruppi con i quali l’impresa entra in contatto durante lo svolgimento della sua attività, distinguiamo: gli organi di governo, cioè coloro che mirano al conseguimento degli obiettivi di gestione; e coloro che agiscono in posizione subordinata. L’impresa è un’istituzione sociale con finalità plurime, cioè il suo compito è quello di creare valore in senso ampio, non solo valore economico ma anche valore sociale. Un’impresa per durare deve saper interpretare e rispondere ai bisogni collegati al suo funzionamento. L’impresa si pone al centro di una serie di rapporti con differenti gruppi sociali, con i quali ha relazioni di scambio, di informazione e di rappresentanza.

Stakeholder

  • Primari: hanno un interesse diretto nella vita dell’impresa e sono collegati alla stessa mediante contratti.
  • Secondari: possono incidere soprattutto sul clima sociale delle relazioni aziendali e possono influenzare i comportamenti di lungo termine.

Il governo dei rapporti con tutti gli stakeholder rappresenta una responsabilità primaria per l’imprenditore o il manager, perché influenza direttamente i risultati della gestione aziendale. È importante individuare gli stakeholder, stabilirne il peso, valutarne gli interessi e orientare la mission aziendale. Con la teoria degli stakeholder vi è una nuova definizione di impresa: organizzazione economica legata ad un complesso di interlocutori interni ed esterni, che mediante la combinazione di risorse differenziate, svolge processi di produzione e acquisizione di beni o servizi allo scopo di creare valore e distribuire valore tra di essi. Non in tutte le imprese gli stakeholder hanno la stesso rilevanza, questa varia a seconda dell’attività esercitata, della dimensione della struttura, dell’organizzazione e della natura della proprietà.

L’individuazione degli stakeholder e il grado di influenza esercitabile sulla gestione dell’impresa, avviene secondo dei criteri:

  • La forza da essi detenuta in virtù del ruolo ricoperto;
  • La legittimazione da parte di particolari soggetti economici, sociali e politici;
  • L’attualità dell’interesse difeso, cioè l’urgenza di dare risposte da parte dell’azienda e la criticità di queste ultime.

La classificazione degli stakeholder è continuamente mutevole poiché questi criteri possono variare. Da questi criteri, si comprende che la classificazione degli stakeholder è continuamente mutevole. Sotto questo profilo, gli interlocutori aziendali possono essere classificati in 4 gruppi:

  • Stakeholder amichevoli, dai quali si può ottenere un sostegno decisivo per l’attività dell’impresa;
  • Stakeholder avversari, dai quali si generano difficoltà sostanziali per l’attività aziendale;
  • Stakeholder non orientati, da cui si potrà avere un sostegno o un atteggiamento negativo;
  • Stakeholder marginali, il cui peso nei confronti dell’impresa risulta del tutto modesto.

Questa divisione consente di individuare la strategia di volta in volta più efficace per amministrare le relazioni con le diverse categorie di stakeholder.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher help_yoUniversity di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Sorrentino Mario.
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