Tomo II: Dall'Illuminismo all'età neoclassica
Presupposti allo sviluppo dell'illuminismo
Inizio del 1700, Locke: l'educazione è vista come uno strumento in grado di agire su una tabula rasa, negando dunque conoscenze innate.
Inghilterra: 1688 nascita della monarchia parlamentare, nascita del liberalismo politico-economico, eliminazione del regime feudale.
Due tendenze che influenzano le successive manifestazioni artistiche:
- Efficacia dell'educazione se messa in rapporto con l'umanità nel suo complesso. Lo stato dunque non deve chiudere i giovani nell'orizzonte limitato della nazione, ma deve sviluppare in loro il senso di appartenenza alla grande famiglia umana.
- Il potere politico è tutore del bene pubblico.
Francia: assolutismo, anche la produzione artistica (accademie e scuole d'arte) è posta sotto il controllo dello Stato. Luigi XIV incrementa la produzione e il commercio dei prodotti d'arte e avvia una scuola d'arte decorativa. Esigenza di un'educazione laica, che favorisca l'insegnamento delle scienze.
- Soppressione nel 1773 della Compagnia di Gesù.
- Nascita delle accademie: istituti laici che subentrano alle soppresse scuole religiose.
- L'apprendimento del "bello" diventa un fattore fondamentale nel processo educativo.
- Accademie d'arte: insegnamento tecnico e teorico, aggiornamento circa le nuove teorie artistiche, incitamento ai contatti internazionali.
- Sono sia centri di formazione artistica sia enti promotori del nuovo corso artistico, mediante le esposizioni.
- Potenziano l'assetto economico dello Stato sviluppando il commercio ed incrementando le esportazioni.
L'uomo e la natura
Fiducia dell'uomo di arrivare alla conoscenza attraverso il confronto con la realtà che lo circonda, senza preconcetti religiosi e sociali; la natura quindi non è più un'immagine religiosa, ma è soprattutto l'ambiente in cui l'uomo opera, e come tale è soggetta ai suoi interventi.
Nuova visione artistica della natura, che se lasciata a se stessa, non raggiungerà mai la perfezione; l'artista partendo dalla bellezza di singoli oggetti che si presentano in natura, potrà esprimere la vera armonia solo con il suo intervento.
Il pensiero illuminista: rivalutazione dell'uomo nei suoi rapporti con il mondo circostante contro ogni genere di condizionamento. Sviluppa in un'ottica pienamente borghese le influenze dell'empirismo inglese. Pone le capacità dell'individuo in primo piano:
- Giuridico: nega il diritto divino.
- Economico: reclama la libera circolazione delle merci.
- Intellettuale: afferma la funzione della ragione e della scienza come strumenti di conoscenza e emancipazione dalle superstizioni e dalle tenebre dell'ignoranza.
Encyclopédie: primo approccio scientifico e razionale con l'esistente con il fine di smantellare pregiudizi e gerarchie.
Arte: deve comunicare un alto contenuto morale e sociale. Ogni attività umana ha come valore imprescindibile l'utilità. Attribuzione all'arte di un alto valore pedagogico e quindi sociale.
Le teorie artistiche
Dal 1740: rifiuto del Rococò (arte frivola, priva di intenti educativi), delle sue linee curve e bizzarre e del suo privilegiare l'aspetto educativo a quello funzionale. In Germania e in Svizzera diventa reazione contro il predominio del gusto francese; in Italia settentrionale (nel sud non si era sviluppato) il Rococò viene associato alla cultura gesuita e viene quindi contestato.
Ricerca di un perfetto incontro tra forma e funzione: l'antichità greco-romana diventa il modello privilegiato per raggiungere il bello (l'esperienza tardo-barocca aveva contestato il valore paradigmatico dell'arte classica).
- Chinoiserie: gusto per l'Oriente, imitazione e evocazione dell'arte cinese.
- Ripresa delle forme gotiche: movimento neogotico si sviluppa in Europa dai primi decenni dell'800 (fino ad allora il gusto vincente è quello per l'arte classica).
Neoclassicismo: ripresa dei modelli greci e romani; termine coniato a fine 800 per indicare in modo negativo tale produzione. Nei modelli si ricerca non solo la forma ma anche l'ispirazione che aveva consentito agli antichi di raggiungere quella purezza e armonia che la sola imitazione della natura non avrebbe potuto dare. L'antichità è quindi studiata anche per i suoi valori umani e civili (che non si trovavano invece nel Rococò). L'imitazione della natura è l'unico modo per ritrovare la purezza della natura. Copia ≠ imitazione, che invece è creazione artistica autonoma.
Mengs: teorizza l'imitazione dei grandi maestri come strumento per raggiungere la bellezza; la bellezza non esiste in natura, ma è frutto di una scelta di distinti elementi che si trovano in natura. È considerato da Winckelmann come il miglior artista del suo tempo, in quanto le sue opere mirano a ricreare l'idea di perfezione classica.
Il parnaso (1760): eseguito per il cardinale Albani (si trova nella villa Albani), che è rappresentato come Apollo del Belvedere nell'affresco. Ricrea l'idea di perfezione classica attraverso citazioni e variazioni di sculture, dipinti (Parnaso di Raffaello). Il risultato è una composizione quasi priva di profondità e di complessi intrecci di volumi e figure. Presenti due fanciulle danzanti, che richiamano le Danzatrici ritrovate nella villa di Cicerone a Pompei, e che rappresentano un ulteriore omaggio alle teorie di Winckelmann, che aveva lodato quel dipinto.
Winckelmann: frequente il circolo di artisti e intellettuali che gravitano intorno alla figura del cardinale Albani (intorno al 1775). Considerato come l'iniziatore della moderna storia dell'arte: adotta il criterio dell'evoluzione degli stili cronologicamente distinguibili l'uno dall'altro e rompendo quindi con la tradizione precedente che trattava l'arte greca e romana come un'unità indistinta. L'arte è considerata come il prodotto di determinate contingenze politico-sociali. Entusiasmo per l'arte greca dopo l'arrivo a Londra dei fregi del Partenone: Winckelmann sostiene che i valori e le principali caratteristiche dell'arte greca siano la nobile semplicità e la quieta grandezza (teorizzata a proposito del Laocoonte), frutto di una continua imitazione del Bello. Tale imitazione del bello si ottiene o attenendosi ai soli elementi belli in un modello, o riunendo più particolari della natura in un solo soggetto (via che presero i greci).
Milizia: ribadisce la necessità dell'imitazione delle opere greche, poiché gli artisti si sono potuti ispirare alla natura e a una società non ancora corrotta. Si scaglia contro il secolo della corruzione, cioè il barocco, come fanno agli altri due teorici (Winckelmann definisce Bernini come il corruttore dell'arte). Definisce l'architettura come la più nobile delle arti poiché il suo fine è l'utile, il bene della comunità civile. In architettura si iniziano a cercare linee desunte dall'osservazione della natura, che avevano ispirato le prime costruzioni dell'uomo, con il fine di arrivare a forme sempre più adeguate allo scopo e alla funzione delle singole costruzioni. A partire dalla seconda metà del secolo acquista sempre più importanza poi l'attenzione riservata agli ambienti della vita privata e all'arredo delle abitazioni, andando nella direzione di un maggior comfort ed eleganza.
Il sublime e il pittoresco coesistono nello stesso periodo e nella stessa cultura.
La lezione dell'antico
Tra il 1738 e 48 si riportarono alla luce le città di Ercolano e Pompei. Si avvia la ricerca e lo studio in loco dell'arte greca, il che innesta la polemica tra i sostenitori della superiorità dell'arte greca e quelli della superiorità di quella romana. Piranesi aveva ribadito le origini etrusche e la superiorità della civiltà romana, che ha portato l'architettura alla perfezione; al contrario i filo-ellenisti vi vedevano solo il riverbero della cultura e dell'arte greca, che è vera sorgente dell'arte, mentre quella romana ne è solo derivazione. Entrambi traevano le proprie convinzioni da Vitruvio, che aveva affermato come i greci avessero derivato la loro architettura dall'Egitto per poi perfezionarla e come poi l'avessero passata a Roma.
Due modi di pensare al passato:
- Idea di un passato in grado di educare e da cui trarre ispirazione per il presente, per cui il modello antico viene considerato come un punto di partenza e riferimento, non come elemento paralizzante. Goethe: lo sbigottimento di fronte alla grandezza si unisce al sentimento di reverenza per la magnificenza dell'arte antica e alla riflessione che essa induce sul rapporto tra l'uomo e lo spazio e il tempo.
- Passato perduto per sempre che non fa che sottolineare la miseria del tempo presente, soprattutto per la seconda generazione di artisti neoclassici; il confronto è schiacciante per l'artista, che rimane dunque paralizzato al cospetto della grandezza antica; viene meno quindi il modello di imitare.
Piranesi: incisioni che rispecchiano questi sentimenti di grandezza del passato e anche dell'uomo che a quel passato è legato.
Fussli, La disperazione dell'artista davanti alla grandezza delle rovine antiche: i resti della statua di Costantino dominano contro uno sfondo di pietre, in un isolamento che rende impossibile la ricostruzione ideale della statua. Viene meno il modello da imitare, e resta solo la frustrazione per l'impotenza di fronte a un passato insuperabile e inattingibile.
Recupero decorativo e apprezzamento degli oggetti d'uso (razionalità e funzionalità + valore artistico). Roma è considerata da Winckelmann come il luogo dove è possibile realizzare il legame tra passato e la sua proiezione nel presente. Qui si sviluppa la moda dei souvenirs e la diffusione di piccole collezioni.
- Grand Tour: viaggio pedagogico-educativo dei giovani aristocratici per l'arricchimento personale derivato dalla diretta conoscenza dell'antichità.
- La mode à la grecque: moda che coinvolge le élite e le classi emergenti, interessati nella Grecia e nei suoi manufatti artistici. Contro questa moda si scagliano i philosophes, che vedono in essa la degenerazione di un processo positivo di ritorno e imitazione di un passato considerato migliore dell'epoca appena trascorsa.
- Piranesi sostiene che in nome della libertà creativa dell'artista, fosse possibile mescolare più stili (egizio, etrusco, romano e greco); perché, però, lo stile egizio diventi un gusto corrente, si dovrà aspettare il 98 (conquista napoleonica dell'Egitto), quando lo stile egizio diventerà sinonimo di decorazione esotica.
- L'intento didattico che pervade le teorie neoclassiche costituisce il fondamento per la nascita del museo, inteso come raccolta di beni di proprietà dello stato aperta al pubblico. In precedenza le raccolte private di sovrani e collezionisti erano state rese visibili solo per un pubblico ristretto e restando comunque sempre patrimonio privato. I musei nel 700 nascono a fianco delle Accademie, alle quali offrono i modelli indispensabili per l'esercitazione degli allievi. La conservazione delle opere del passato ha un duplice intento educativo: la formazione artistica delle nuove generazioni e la rigenerazione morale dell'individuo, oltre a emergere la volontà di salvare il patrimonio nazionale dal vandalismo degli anni della rivoluzione.
Inghilterra e Francia: le due rivoluzioni
- Rivoluzione industriale: entusiasmo degli intellettuali per lo sviluppo della scienza al servizio dell'uomo. C'è anche chi però intravede dietro i pericoli per l'uomo e per la natura. Turner: approfondisce la ricerca nel campo della rappresentazione del paesaggio; osservatore dei mutamenti della campagna inglese in conseguenza alla rapida trasformazione industriale.
- Rivoluzione francese: nella cultura illuminista l'arte è intesa non solo come strumento di conoscenza, di educazione, come mezzo di comunicazione di valori morali, ma anche come strumento in mano ai governatori per migliorare ed educare a un nuovo senso civico i sudditi. Durante la rivoluzione si attribuisce a questi concetti un ruolo di propaganda, e si conferisce all'artista un ruolo al servizio del bene e dell'utile pubblico; l'artista diventa un mediatore dei grandi ideali della rivoluzione, annullando la propria individualità. (David: si deve rendere conto alla nazione del dono ricevuto dalla natura). Estensione a tutti gli artisti della possibilità di partecipare al Salon ha come conseguenza da una parte l'aumento delle opere esposte e dall'altro la frequentazione di un pubblico sempre più vasto e interessato all'oggetto d'arte più che all'acquisto. A questi artisti viene però richiesto uno stile adeguato al grande compito sociale e politico che la rivoluzione gli ha attribuito. Si individua nella pittura di David, "dittatore artistico" della rivoluzione, la nuova forma e il nuovo stile. La nuova committenza (e di conseguenza anche gli aristocratici per moda) si rivolge al ritratto e chiede di essere ritratta in modo più realistico (valore dell'individuo che con le proprie capacità riesce a imporsi sulla realtà circostante è di derivazione illuminista). I teorici del neoclassicismo contrastano questo realismo perché nel loro tentativo di creare il bello, affermano come la natura se lasciata a se stessa, non posa raggiungere la perfezione: il ritratto quindi può solo offrire l'immagine di un uomo con le sue imperfezioni.
Antonio Canova
Arriva a Roma per completare la sua formazione artistica: studia la statuaria antica e frequenta la scuola di nudo dell'Accademia di Francia. Approfondisce le teorie neoclassiche, conservando però il virtuosismo tecnico che derivava dall'apprendistato veneziano di influenza Rococò. Comprensione e imitazione dell'arte classica, con il fine di creare forme in cui si incarni l'ideale neoclassico del bello. Adesione alla grazia razionale e sublime presente nelle opere dell'antichità classica: la grazia è intesa come connotazione intrinseca a tutta la produzione classica, perché inconciliabile come le passioni e i sentimenti troppo violenti.
- Dedalo e Icaro, 1777: naturalismo (frattura anatomica dei due corpi, diverso trattamento del marmo per esprimere le due età) + idealizzazione (composizione della figura e equilibrio dei pesi).
- Monumento funebre di papa Clemente XIV, 1783 - papa Clemente XIII, 1784: il primo è più mosso, anche se disciplinato dall'equilibrio classico, il secondo più compassato. Lo schema di entrambi (papa sopra il sarcofago + due figure dolenti ai lati) si rifà a precedenti beniniani. Presente un moto ascendente che dalla figure di destra arriva al papa. In Clemente XIV Temperanza piange e Umiltà si rassegna. In XIII ci sono Religione e Genio funebre.
- Monumento funebre di Maria Cristina d'Austria, 1798: forma piramidale (interesse del momento per l'Antico Egitto: spedizione di Napoleone e ritrovamento della Stele di Rosetta nel 98). Movimento ritmico ma continuo. L'apertura scura al centro non sembra condurci dentro un sepolcro ma verso uno spazio buio e infinito. Meditazione sul senso della morte. Pietà entra con le ceneri; sopra Felicità regge il ritratto con serpente=eternità, Genio si appoggia al Leone della Fortezza; tre età dell'uomo.
- Briseide consegnata da Achille, 90: basso rilievo, ripreso da Iliade. Contrapposizione giovani eroi-vecchi barbuti. Morte di Priamo: ucciso da Pirro. Abilità nell'uso del rilievo.
- Amore e Psiche, 1793: esprime meglio di qualsiasi altra opera la sua adesione all'insegnamento di Winckelmann. Rappresentato il momento prima del bacio, non esprime un amore passionale, ma grazia e purezza; amore tenero. Due archi + due cerchi che sottolineano il punto di intersezione degli assi. Il soggetto è tratto da Apuleio, mentre lo spunto compositivo deriva da un'opera ercolanense. L'ideale neoclassico di bellezza non è turbato dal trasporto delle passioni, ma è esaltato dalla reciproca contemplazione degli amanti. La ricerca di equilibrio si fa più complessa per la posa divergente delle figure, che però si uniscono armoniosamente nell'incrocio delle diagonali. Molteplicità dei punti di vista. La compresenza di pieni e vuoti fa sì che questi siano parte integrante della scultura, con la stessa importanza dei volumi.
- Napoleone come Marte Pacificatore, 1803: la statua raffigura Napoleone idealizzato come Marte, in posa Policletea; Canova riprende la consuetudine dell'arte imperiale romana di innestare teste-ritratto su corpi idealizzati di eroi e dei, e gli attribuisce il corpo di un dio, così come i romani avevano rappresentato Augusto. Alla nudità viene riconosciuto il ruolo che gli antichi le avevano riconosciuto: la bellezza ideale del corpo nasce dalla rispondenza di tutte le parti fra loro; la tradizione classica rappresentava l'eroe nudo, perché protetto dalla sola virtù.
- Paolina Borghese come Venere vincitrice, 1804: rappresentata con il pomo di Paride in mano, nella posa dei convitati romani. La ricerca di effetti chiaroscurali sfumati accentua la resa naturalistica del corpo. Il letto ruota per permettere l'osservazione da più punti di vista, risultando quindi più o meno illuminato.
Jacques-Louis David
Roma, dopo l'apprendistato Rococò, rappresenta per lui l'Accademia di Francia e l'incontro con l'antico. Rientrato in Francia, dipinge nel 1778 Belisario che riceve l'elemosina, trasformando un aneddoto in un insegnamento morale e politico, esprimendo il suo interesse per i valori civili e morali dell'antichità.
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