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Prima età del bronzo (3000-2000 a.C.)

L'Egeo era abitato fin dal paleolitico, con tracce di insediamenti nell'Epiro nordoccidentale che risalgono al 40mila a.C. La grotta Franchthi nell'Argolide (già dal 20mila a.C.) ha rivelato tracce di ossidiana originaria di Melo, dimostrando che i contatti nel Mar Egeo erano già attivi. Intorno al 6000 a.C sono arrivate nuove genti dall'Anatolia, stabilendosi in grotte o campagne, con abitazioni in mattoni crudi o fatte di canne, rami, foglie e pali di legno, mentre l'argilla era usata per gli utensili.

Inizio dell'età del bronzo

Nel 3000 a.C ha inizio l'età del bronzo, chiamata così per l'uso del bronzo e del rame, metalli più resistenti del legno e utili per diversi lavori, rappresentando anche una ricchezza e fonte di rivalità. Segna l'afflusso di nuove genti verso Creta e le isole Cicladi.

Cronologia e suddivisioni

Sulla base dello studio dello stile ceramico, gli studiosi hanno formulato una cronologia relativa, rifacendosi anche alla cronologia egizia, suddividendo l'età del bronzo in tre fasi: antico, medio, nuovo regno. Basandoci sui principali siti di insediamento di tale età (Creta, Cicladi e Grecia), suddividiamo l'età del bronzo in prima, media, tarda (dunque primominoico ecc). Ulteriori suddivisioni, sempre sullo stile vascolare, sono I, II, III di ogni periodo (addirittura per il Tardo Bronzo abbiamo IIIa, IIIb, IIIc). Questi periodi nelle diverse aree sono più o meno coevi fra loro.

La cronologia di Troia si stabilisce sulla base delle stratificazioni della città: I-V prima età del bronzo; VI media età del bronzo; VIII tarda età del bronzo.

Il secondo tipo di cronologia è quella al radiocarbonio, ossia studio della quantità di carbonio 14 sugli organismi (il C14 diminuisce gradualmente dopo la morte) e anche la dendrocronologia, ossia lo studio del numero di anelli di accrescimento degli alberi. Va detto che le datazioni fatte col C14 risultano essere troppo recenti, dunque sono state corrette con un grafico matematico e rimangono valide per il III millennio, mentre per i secoli successivi ci rifacciamo a monete e iscrizioni.

Altro metodo per stabilire la cronologia è la termoluminescenza, che consiste nell'usare la radioattività per misurare l'energia accumulata nei manufatti d'argilla, al tempo della cottura. Il nome deriva dal fatto che l'argilla riscaldata emette energia in forma di luce.

Insediamenti e cultura materiale a Creta

Creta: il PMII (2500 a.C – 2200 a.C.) è il periodo da prendere in considerazione. Vasilike, sito orientale con un insediamento composto da diversi edifici posti a est di un cortile occidentale lastricato. Sono molto piccoli, più che edifici sono vani, ma nel complesso l'insediamento è esteso. I materiali usati sono mattoni crudi e pietra per le pareti, rivestite con stucco ruvido (intonaco di calcare macinato e sabbia, poi dipinto di rosso) e il legno per le traversine che le sorreggono.

Myrtos, sito orientale vicino al mare: altro villaggio di una comunità contadina e artigiana con case in pietra simili a celle, con muri condivisi. Le strade erano poco più che stretti passaggi che collegavano le varie zone dell'insediamento. Ogni zona ha una sua specifica funzione: per esempio vi erano i magazzini di phytoi (vasi d'argilla contenenti le derrate), un santuario, aree di soggiorno e aree di lavoro. Vi si coltivava grano, viti, orzo e ulivo e si allevavano diversi tipi di bestiame.

Aspetto funerario

Nel PMIII le tombe potevano essere di tre tipi diversi:

  • A cista: rettangolari, scavate sul terreno e rivestite con lastre di pietra.
  • A camera: una o più camere rettangolari, in pietra e in questa fase costruite sopra il terreno.
  • Tholos: tomba di forma circolare usata soprattutto nella parte meridionale di Creta, di monumentali dimensioni.

Utensili in ceramica e pietra

Per quanto riguarda gli utensili in ceramica e pietra, vengono usate pietre locali e colori molto vividi e sono per lo più miniature per un uso funerario (corredo del defunto).

Brocca in pietra (PMII) il cui interno era lavorato con un trapano tubolare ad arco di rame, con l'uso di una polvere abrasiva; l'esterno era lavorato col martello di pietra e levigato con smeriglio e sabbia. Si sono sfruttate le venature naturali della pietra per dare un senso di movimento. Queste tecniche di lavorazione provengono dall'Egitto e dalle Cicladi.

Sigillo in avorio da Tholos Platanos (PMII) presenta un manico a forma di bue che denota un interesse naturalistico e un tentativo di vitalizzare forme prive di vita.

Brocca con beccuccio (PMI) in ceramica, con il fondo arrotondato: decorata con linee orizzontali, verticali e diagonali, creanti un motivo a losanghe, scuro su fondo chiaro. Questo stile vascolare è detto “aghios onouphrios” dal sito in cui fu rinvenuta.

Brocca di Vasilike (PMII) presenta un beccuccio molto lungo, decorato con un motivo lineare e con una pallina di argilla (occhio di uccello) → elemento zoomorfico e interesse naturalistico. Il colore era sul bruno/rosso, decorata con macchie simmetriche e avente un effetto di screziatura simile alle pietre (ottenuto con lo stucco rovente sul vaso caldo). Tale stile è detto “ceramica di Vasilike”.

Cicladi e insediamenti

Cicladi: i primi insediamenti furono quelli di Keos e Salyos. Oltre ai metalli, si faceva uso di marmo e ossidiana e anche qui il periodo da prendere maggiormente in considerazione è il PCII. Le abitazioni erano di pianta sia rettangolare che circolare, in pietra locale, con pareti molto fragili e tetti di rame e argilla. Presso le colline erano situati i cimiteri.

Statuaria e ceramica

Ma le Cicladi di questo periodo sono famose soprattutto per la statuaria di piccole dimensioni: qui per la prima volta si manifesta l'interesse verso la figura umana. Le statuette, maschili e femminili, erano generalmente in marmo. Il marmo era molto fragile e questo comportava la poca elaborazione di queste statue, producendo uno stile astratto ed essenziale e lasciando alla pittura la resa dei particolari. Sono state rinvenute statuette che presentano diversi stili e tipologie di figure, cosa che fa pensare alla presenza di diverse botteghe artigiane. La loro funzione poteva essere o quella di far compagnia ai defunti o quella di indicare avi, divinità, servi o giochi e quindi tenuti nelle case.

Tipi di statuette

  • Tipo di Spedos (PCII): figurine femminili con le braccia incrociate, il capo inclinato, naso a costa in rilievo, collo allungato, spalle cadenti, gambe piegate alle ginocchia. La figura è stilizzata, curvilinea e snella e i particolari del viso sono resi con la pittura. Forse si tratta di una prima rappresentazione della dea madre.
  • Tipo di Plastiras (PCI): testa ovale, naso aquilino, collo lungo, orecchie in rilievo e labbra accennate. Nelle figure intere l'ombelico veniva mostrato e le braccia non erano incrociate.
  • Tipo di Khalandriani (PCII): è il tipo più schematico: sagoma angolosa, forma rettangolare del capo, naso in rilievo e spalle formanti un angolo retto con il collo.

Utensili in ceramica e pietra

Per quanto riguarda gli utensili in ceramica e pietra:

  • Padella di terracotta: era un contenitore cilindrico per l'acqua (forse uno specchio). Ha i bordi decorati con due file di triangoli impressi e le due estremità simboleggiano i genitali femminili (forse era un talismano della fertilità).
  • Kernos della fine del PC: vaso multiplo per offerte simultanee alle divinità, formato da piccoli vasetti, ciascuno con un diverso motivo decorativo.
  • Riccio di terracotta (PCII): rende chiaro l'interesse per il naturalismo e le forme zoomorfe e presenta una decorazione scura.

Grecia: insediamenti e architettura

Grecia: era abitata da comunità sparse sul territorio in insediamenti di piccole o grandi dimensioni. Questi ultimi, soprattutto Lerna, Beozia e Eubea indicano la presenza di un potere centrale.

Città di Lerna

Città di Lerna (PEII) mostra due edifici: l'edificio BG e la casa delle tegole (25x12m), costruite nel medesimo luogo, l'ultima sulle rovine della prima. L'edificio BG era affiancato da un gruppo di case disposto casualmente e cinto da un muro di fortificazione circolare. Successivamente, sulle rovine di questo edificio, venne costruita la casa delle tegole, definita anche casa corridoio per la forma rettangolare. Possedeva quattro entrate, due scalinate che portavano a un piano superiore. Le fondamenta erano in pietra, le pareti stuccate e i pavimenti in argilla mentre il tetto presentava tegole di scisto e terracotta, che consentivano all'acqua piovana di scorrere. Nel 2200 a.C anche questo edificio venne improvvisamente distrutto. La sua funzione poteva essere quella di magazzino (come suggeriscono le 4 entrate) o di sede del governo (prototipo dei palazzi).

Tirinto

Tirinto: altro insediamento di grandi proporzioni, di forma circolare e a due piani. Forse era un granaio comunale (cfr granaio multiplo di Melo). Sono stati ritrovati resti di tegole, usate anche qui per la copertura.

Ceramica greca

Per la produzione ceramica abbiamo forme diverse da quelle rinvenute in area minoica e cicladica. Qui l'uso della ruota del vasaio (con l'ausilio di un apprendista per controllarne il movimento con un bastone) fu molto limitato in questo periodo:

  • Salsiera da Lerna (PEII): recipiente con una piccola maniglia e un beccuccio allungato verso l'alto, che poteva essere usata sia per versare liquidi, sia per bere. La superficie era in vernice scura e lucente (urfirnis – finitura originaria), forse derivata da prototipi metallici o forse, se si accetta l'ipotesi che la salsiera riprendesse la forma di una s tagliata obliquamente, tenta di riprodurre il colore della zucca. In ogni caso, le salsiere venivano cotte fino a raggiungere una certa durezza.
  • Boccale a due anse da Lerna (PEIII): fa parte di un gruppo di ceramiche della fine del primo bronzo, con una pittura scura e con la decorazione sulla bocca (bande orizzontali) e nello spazio delimitato dalle anse, con una decorazione a linee spezzate a forma di v (chevron). Oltre a questo, abbiamo anche ceramiche dalla superficie scura uniforme, senza decorazione.

Altre forme comuni della produzione vascolare greca sono coppe ouzo (piccole coppe cilindriche così chiamate per la loro somiglianza con i bicchieri delle taverne greche).

Media età del bronzo

Fu un'epoca di forti cambiamenti sociali e politici, soprattutto per Creta e le Cicladi. Creta vive un periodo molto prospero, si costruirono numerosi palazzi di grandi proporzioni, probabilmente sedi del potere politico (si pensa frammentario e non unico), che controllavano rigidamente tutti gli aspetti della società del tempo (economico e agricolo). Se si tiene conto della leggenda di Minosse, si può supporre l'unificazione politica di Creta sotto Cnosso. Le Cicladi, invece, rallentano il proprio sviluppo e subiscono l'influenza cretese (sparizione idoli di marmo). In Grecia continentale si ha una situazione di stasi (livello culturale/architettonico), dovuta all'arrivo di nuove genti di origine sconosciuta (probabilmente dall'Anatolia Occidentale), mentre a Troia viene costruita la VI cittadella fortificata (la Troia omerica).

Architettura e arte a Creta

Per l'architettura del MM ci rifacciamo ai palazzi di Cnosso, Festo, Mallia e Zakro (forse simili a quelli del TM), distrutti 1700 a.C dal terremoto, i primi ripresi, ristrutturati e ampliati e i secondi ricostruiti sulle rovine dei primi. Difficile distinguere elementi originari, tranne cortile centrale rettangolare con accessi sui 4 lati e corte occidentale esterna. Le facciate erano in pietra levigata e le pareti in pietrisco/mattoni crudi e le mura di fortificazione erano assenti, per permettere un futuro ampliamento dei complessi (a differenza dei palazzi di area orientale/mesopotamica). A Cnosso originariamente circondato da ambienti architettonici divisi, poi resi come struttura unitaria; rete di tubature terracotta e rete fognaria complessa. A Festo colonnato affianco alla corte centrale, collegata da un corridoio a quella esterna occidentale. Mallia pare non avere corte centrale e probabile funzione amministrativa (sigilli e iscrizioni geroglifiche rinvenute sui vasi); organizzato forse in nuclei architettonici a sé stanti, unificati dopo il terremoto, presenta diversi magazzini di ceramiche (struttura a ovest del palazzo tardo) e stanze di oggetti metallici (lato ovest del cortile costruito post terremoto); per la prima volta (in ambito egeo) presenza dei bacini lustrali, ridotti ambienti rettangolari ritenuti sacri e accessibili dall'alto tramite scalinata, e dei pozzi di aerazione, piccoli pozzi per far entrare aria e luce nei palazzi.

Oltre ai pozzi di aerazione e ai bacini lustrali, i palazzi cretesi presentano come novità l'uso di pietre ortostatiche (grandi lastre squadrate) per la parte inferiore delle mura, cavicchi di legno nella parte superiore, in modo da uniformare il tutto, strade lastricate e silos per contenere i prodotti (Cnosso/Festo) e si iniziarono a usare le colonne.

"Mosaico della città" (Cnosso, MM II): targhette policrome in faenza, ornamenti originari di una cassapanca e raffiguranti facciate di case in mattoni, più piani, tetto piatto, finestrelle simmetriche. Queste ci permettono di ricostruire le facciate delle vere case private affianco ai palazzi, dove le numerose finestre indicano la cura per la luce/aerazione.

Modello casa terracotta (TM I): modello tardo che serve per chiarire come dovevano essere costruite (con scale per i piani superiori).

Scultura

I cretesi avevano un forte interesse naturalistico, come si evince dalle diverse sculture MM. Al MMI risalgono le statuette in terracotta di figure umane, altre al max una ventina di cm, che mostrano grande attenzione per la gestualità e per le proporzioni.

La figura maschile è eretta, braccia sul petto in segno di rispetto, cintura e perizoma e a volte un pugnale. Quella femminile ha una gonna a campana, vita stretta, seno scoperto, braccia sollevate e tese innanzi a lei, copricapo elaborato.

Al MMII risalgono le più famose, la dea dei serpenti o donne del seguito, in faenza: classica posizione eretta, gonna a campana a balze, cintura stretta, seno scoperto, copricapo importante e serpenti attorcigliati al busto, copricapo e braccia (oppure, in quella con diversi colori, chiusi nelle mani). Esse sono state rinvenute a Cnosso, presso il Depositi del Tempio, ossia nelle tombe. L'interesse naturalistico qui cozza un po' con la resa simmetrica e geometrica della figura ben definita.

Al MMIII invece risalgono le famose figure di acrobati e altri ornamenti:

  • La prima figura mostra un acrobata in avorio nell'atto di compiere un movimento aerodinamico; si presuppone faccia parte di un compesso scultoreo rappresentante un momento della taurocatapsia, uno spettacolo in cui l'acrobata esegue capriole sul dorso del toro, reggendosi per le corna; c'è una forte resa realistica della muscolatura, delle vene e delle dita (grande abilità scultorea).
  • La seconda figura di acrobata si trova nella copertura in oro di un pomo di una spada da cerimonia del XVIII secolo a Mallia, in una posa particolarmente elastica, perché i piedi toccano la testa e ricopre tutta la circonferenza; anche qui una resa fortemente realistica dei riccioli, delle costole, delle pieghe della gonna e della cintura, e della muscolatura delle gambe.
  • Altro esempio è un gioiello pendente in oro, sempre da Mallia, raffigurante due calabroni uno fronte all'altro sopra un favo, con tre dischi pendenti a grani; per la lavorazione di questo gioiello, sono state usate tre tecniche nuove: la filigrana (lavorazione ad intreccio di sottili fili d'oro e/o d'argento, che vengono fissati su un supporto, creando un effetto di struttura traforata), la granulazione (saldatura di piccole sfere auree, denominate grani, ad un sottofondo, in genere lamina) e la goffratura (ottenere un decoro a rilievo sollevando la superficie in borchie o pomi).

Arte figurativa in miniatura

Abbiamo i sigilli e gli anelli, in cui emerge nuovamente il gusto per il naturalismo (figure di animali, umani); a partire dall'osso, steatite e avorio, nel corso del tempo si sono utilizzati altri materiali (bronzo, oro, calcedonio, agata) e diverse forme (disco piatto, disco convesso, cilindro appiattito): l'esempio che abbiamo (tardo) è un sigillo a cilindro appiattito in calcedonio azzurro montato in oro, in cui si raffigurano due uomini e un cane di grandi dimensioni e che dimostra come fosse grande l'abilità degli artisti cretesi sia nella resa dei soggetti, sia nell'uso dei materiali.

Ceramica

Sviluppo di nuovo stile (ceramica di Kamares, dal santuario presso Festo) e una nuova tecnica: la ruota del vasaio. Nei palazzi vi erano i laboratori dei diversi artigiani, tra cui anche i vasai, quindi la produzione artistica era interna al palazzo. Il nuovo stile di ceramica minoica si sviluppa in due tipi: uno sottile (a guscio d'uovo) per gli utensili da tavola e uno più robusto e rustico, per i contenitori di liquidi. La decorazione, in entrambi, è bianca su fondo nero, con l'aggiunta di colori come il rosso, il giallo o l'arancio, con l'insieme di motivi astratti e naturalistici che si estendono per tutta la superficie del vaso. La ceramica a guscio d'uovo è quella rappresentata dalla coppa a un'ansa (modello tazzina di caffè), con un motivo costituito da registri ripetuti e collegati fra loro, presenza di piccole decorazioni floreali in arancio/bianco ripetute e stilizzate; la ceramica dei vasi maggiori, invece, è rappresentata dalla brocca con beccuccio, che presenta la decorazione ripetuta per tutta la superficie del vaso: coppia di spirali unite da motivi ovali posti diagonalmente nella superficie (probabile decoro floreale) e nel beccuccio è presente un pallino d'argilla dipinto (elemento zoomorfo, occhio di un uccello).

La ceramica di Kamares veniva prodotta all'interno dei palazzi nella prima fase del bronzo e continuò anche dopo le ricostruzioni post terremoto, ma il decoro diventa un po' più rigido e formale. Erano esportati con successo non solo in ambito egeo, ma anche in Siria e Egitto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Antigone1988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Angiolillo Simonetta.
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