Un modello evolutivo-contestuale per le coppie che affrontano una malattia cronica nel ciclo di vita
Berg & Upchurch
Indice
- Qualità della relazione coniugale
- Introduzione
- Tipologie di malattia cronica
- Dal coping individuale al coping diadico - Linea temporale
- Due approcci al coping - Conseguenze
- La percezione dell’altro - Controllo
- Identità
- Coping negativo
- Configurazioni dell’appraisal diadico
- Difficoltà evolutive nel ciclo di vita: giovani e anziani
- Rappresentazioni di coppia
- Possesso della malattia
- Il processo temporale nel coping verso la malattia cronica
- Appraisal condiviso degli stressors
- Comprendere col modello evolutivo-contestuale
- Ampi fattori contestuali quando il coinvolgimento coniugale è benefico o dannoso
- Differenze culturali
- Differenze di genere
- Fattori di contesto prossimale
Introduzione
Nell’articolo viene presentato il modello evolutivo-contestuale del coping nei contesti di malattia cronica, modello che vede la malattia come qualcosa in grado di influenzare la regolazione di coppia e che esamina il coping del paziente in relazione a quello del coniuge e viceversa. Il modello evolutivo sottolinea come il coping possa modificarsi sia lungo il ciclo di vita che nei diversi stadi della malattia cronica, mentre quello contestuale illustra come il coping sia influenzato da ampi fattori socioculturali (cultura e genere) e da fattori di contesto prossimale (qualità della vita coniugale, interazione coppia-stressor ed esigenze della malattia in questione).
Inoltre, il modello vede il coping diadico come la prima scelta della coppia, contrariamente a Bodenmann, che ha sostenuto che gli individui ricorrono al coping diadico a seguito del fallimento degli sforzi individuali. In secondo luogo, il modello descrive come la coppia affronta la malattia e stabilisce quando il coinvolgimento coniugale è benefico o dannoso. Infine, gli autori auspicano che la ricerca futura si dedichi alla questione dell’applicabilità del modello a contesti che non riguardano la malattia.
Dal coping individuale al coping diadico
Il coping diadico è un processo in cui paziente e coniuge si trovano in un contesto in cui l’appraisal, il coping e la regolazione dipendono dall’altro: come afferma Bodenmann, non si può esaminare l’appraisal dell’uno senza considerarne gli effetti sull’altro. Il coping diadico, inoltre, si configura come un processo transazionale che si dispiega nel tempo in molteplici direzioni (cioè non solo il coping influenza l’adattamento, ma l’adattamento stesso può successivamente influenzare il coping).
La diagnosi di malattia cronica dà inizio a un periodo di stress e riadattamento significativi per la coppia, che deve prendere decisioni difficili sul trattamento, ridistribuire le responsabilità familiari e adattarsi alla minaccia di una malattia a lungo termine. Tradizionalmente, la ricerca ha esaminato l’adattamento alla malattia cronica con un approccio individuale; più recentemente, invece, è stato proposto un approccio diadico che evidenzia come e quanto i coniugi condividano gli stressors, considerandoli “nostri” piuttosto che “miei”.
Secondo una prospettiva diadica, quando la coppia affronta una malattia cronica, le risorse di gestione dello stress di entrambi possono attivarsi per mantenere uno stato di omeostasi nella relazione.
Due approcci al coping
Sono stati proposti due approcci al coping diadico: l’approccio coping congruence e la valutazione diretta della percezione che il paziente ha del coinvolgimento del coniuge. Entrambi si focalizzano sugli individui, piuttosto che sulla diade in sé.
Coping congruence
Nell’approccio coping congruence, il coping diadico è concettualizzato come l’interazione statistica (anziché percepita) tra le strategie del paziente e del coniuge, che vengono rilevate individualmente per identificare dei pattern attraverso analisi statistiche. Si è ipotizzato che la congruenza nel coping (ad esempio, l’utilizzo da parte di entrambi di strategie focalizzate sul problema) sia associata a uno stress minore rispetto all’incongruenza.
La percezione del coinvolgimento (modello della valutazione diretta)
In questo modello gli autori integrano le diverse categorizzazioni attualmente in uso in letteratura (coping supportivo, comune, iperprotezione ecc.) e concettualizzano il coping lungo un continuum di coinvolgimento che va dal disimpegno del coniuge (il paziente sente di affrontare il problema da solo) all’ipercoinvolgimento (il paziente sente che il coniuge controlla la situazione). Similmente, Berg, Meegan e Deviney hanno delineato 4 modalità in cui gli individui possono percepire il coinvolgimento dell’altro: disimpegno, supporto (il coniuge fornisce supporto emotivo o comunque non strumentale), collaborazione (il coniuge è più attivamente coinvolto in un problem solving comune) e controllo (il coniuge prende il comando e dice al paziente cosa fare).
La letteratura suggerisce che l’adattamento psicosociale del paziente aumenta quando i coniugi percepiscono l’altro come coinvolto nel supporto, rispetto a quando è percepito come controllante o non partecipante.
La percezione dell’altro
L’approccio diadico degli autori esamina: a) come il paziente percepisce il coinvolgimento del coniuge e come il coniuge percepisce il proprio coinvolgimento; b) come il coniuge sano percepisce il coinvolgimento del paziente e come il paziente percepisce il proprio coinvolgimento nel coping dell’altro. A tal proposito, generalmente si riscontra un accordo maggiore in quelle coppie che presentano una tendenza più forte all’intimità e all’interdipendenza.
Talvolta, invece, quando il paziente percepisce il partner come disimpegnato, il coniuge sano si vede come supportivo: si tratta del fenomeno del supporto invisibile. È degno di nota il fatto che nei giorni in cui si verifica il supporto invisibile, la regolazione del paziente sembra essere migliore rispetto ai giorni in cui questi percepisce il coniuge come supportivo. Diversi studi hanno mostrato gli effetti del supporto emotivo e strumentale sulla regolazione e sulla ripresa del paziente: ad esempio, il disimpegno correla con una scarsa ripresa in quanto aumenta l’umore negativo e ostacola un coping efficace; la partecipazione attiva del paziente è stata associata a un più elevato livello di autoefficacia, buonumore e soddisfazione relazionale. Al contrario, il coinvolgimento attivo della moglie è stato associato a un più elevato distress della stessa.
Coping negativo
I coniugi utilizzano talvolta strategie di coping che risultano disadattive in termini di regolazione di coppia. L’iperprotezione e il miscarried helping si riferiscono a strategie in cui il coniuge sottostima le capacità del paziente e fornisce un aiuto eccessivo, che generalmente implica una restrizione delle sue attività. Oltretutto, tali strategie veicolano un messaggio di incompetenza e sono particolarmente frequenti tra le coppie più anziane, probabilmente a causa del maggior grado di necessità che le caratterizza. La ricerca sugli effetti deleteri del controllo coniugale indica che le strategie di controllo (es. dire al partner di non fumare o di fare esercizio fisico) non sono efficaci nel promuovere la salute, e anzi possono avere effetti negativi sull’umore e sull’autostima.
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