Mara Selvini Palazzoli e la Scuola di Milano
La Scuola di Milano, influenzata dalla teoria sistemica e dall’approccio
Background teorico.
comunicazionalista di Watzlawick (Scuola di Palo Alto), non trasmette un corpus teorico consolidato, ma
piuttosto tende a suscitare un atteggiamento di apprendimento e di ricerca sull’eziopatogenesi relazionale dei
disturbi psichici gravi. Una delle finalità è quella di verificare l’ipotesi eziopatogenetica: il terapeuta nel
Finalità del trattamento.
della Selvini Palazzoli ritorna ad essere l’esperto, un esperto che prima di classificare il paziente
modello
formula delle ipotesi che sottopone continuamente a verifica attraverso i suoi interventi.
Indicazioni di rilevanza per il trattamento. Non vengono discusse.
Metodi per diagnosticare la disfunzione e unità d’interesse (individuale, diadica, triadica, sistemica). I metodi
colloquio e l’intervento a scopo sperimentale,
utilizzati sono il utilizzati con la finalità di offrire alla famiglia
processo patogeno e individuare così i cambiamenti necessari. L’unità di interesse è la
una ricostruzione del
famiglia, in quanto alle sedute dovrebbero partecipare tutti i componenti del gruppo.
Struttura del processo (setting, tecniche adottate e fattori di cambiamento). Quanto al setting, la terapia
familiare è condotta come un lavoro d’équipe paritetico: quando il clinico fa un intervento lo esplicita sempre
come proveniente dall’intera équipe, e mai a titolo personale. Le prime sedute sono condotte da una coppia di
terapeuti, mentre altri due osservano dietro uno specchio unidirezionale; successivamente partecipa alla
sessione un solo terapeuta e gli altri tre osservano. Il processo terapeutico si risolve in 10 sedute a cadenza
in cui l’équipe discute le informazioni a disposizione per
mensile, strutturate come segue: una pre-seduta
di un’ora che può essere interrotta in ogni momento dagli osservatori, una
impostare il trattamento, una seduta
in cui l’équipe decide come concludere l’incontro,
fase di discussione della seduta una fase di conclusione
della seduta, in cui si comunicano alla famiglia commenti, prescrizioni e rituali, e infine una fase di discussione
alla prescrizione, che avviene solo tra i membri dell’équipe.
sulle reazioni della famiglia al commento o
la Scuola di Milano contempla l’ipotizzazione, la circolarità e la
Parlando invece delle tecniche adottate,
neutralità. L’ipotizzazione è la capacità di formulare un’ipotesi sulla base delle informazioni in proprio
per la propria investigazione; qualora l’ipotesi risultasse errata,
possesso, cioè di stabilire un punto di partenza
se ne dovrà formulare una seconda sulla base delle informazioni emerse. Una delle funzioni fondamentali
dell’ipotesi è anche quella di garantire l’attività del terapeuta. Per s’intende la capacità del terapeuta
circolarità
di condurre la propria investigazione fondandola sulle retroazioni della famiglia; a proposito di retroazioni, tra
le varie tecniche circolari ce n’è una in cui si chiede a un membro della famiglia di riferire come vede la
relazione tra altri due. Tale situazione non solo infrange una regola ubiquitaria nelle famiglie disfunzionali,
ma elicita la retroazione di tutti i membri coinvolti, offrendo al terapeuta ulteriori informazioni. Per neutralità,
infine, s’intende la capacità di non schierarsi; pronunciare un qualsiasi giudizio implica inevitabilmente la
necessità di schierarsi, cosa che un terapeuta che adotti un’epistemologia sistemica evita di fare. I fattori di
cambiamento non vengono descritti, dal momento che manca una teoria eziologica delle patologie.
Quanto agli sviluppi recenti, già negli anni ’80 il gruppo sembra scindersi, in quanto se Prata
Sviluppi recenti.
e Selvini Palazzoli si concentrano sul sistema osservato, Boscolo e Cecchin si focalizzano sul sistema
osservante, cioè l’équipe terapeutica. Entrando più nel dettaglio, Prata e Selvini Palazzoli osservano il modo
in cui la relazione familiare può generare il sintomo di uno dei membri e si dedicano maggiormente alla
possibilità di offrire una diagnosi e una prognosi, mentre Boscolo e Cecchin trascurano questi aspetti per
dedicarsi alle premesse epistemologiche e ai significati sia del cliente ma che dell’équipe.
Salvador Minuchin e le terapie strutturali
Minuchin è l’ideatore della terapia strutturale, la quale parte, per l’appunto, dalla
Background teorico. Riprendere “La struttura familiare” dal libro Dinamiche relazionali nel ciclo di vita.
definizione di struttura.
Definizione di famiglia sana vs famiglia patologica. La famiglia patologica è per Minuchin quella
disfunzionale, cioè quella in cui si presenta una disfunzione in una delle tre dimensioni della famiglia: struttura,
sviluppo e adattamento. A livello strutturale, una famiglia può essere invischiata o disimpegnata, oppure può
presentare particolari coalizioni; a livello di sviluppo, la difficoltà riguarda la transizione da una fase del ciclo
di vita a quella successiva; a livello di adattamento, la famiglia non riesce a conformarsi a nuove situazioni,
quali la perdita dell’occupazione o il divorzio.
Indicazioni di rilevanza per il trattamento (per quali famiglie il trattamento sembra particolarmente rilevante).
La terapia strutturale viene spesso applicata quando il paziente designato è un bambino oppure un adolescente.
la disfunzione e unità d’interesse (individuale, diadica, triadica, sistemica). L’unità
Metodi per diagnosticare
d’interesse è il sistema, dal momento che alle sedute dovrebbe partecipare l’intera famiglia. Essendo il sistema
l’unità d’interesse, la valutazione diagnostica avviene a livello della famiglia, e consiste nella raccolta di
informazioni e nella formulazione di ipotesi circa la tipologia di disfunzione, ipotesi che saranno verificate
attraverso una serie di interventi probatori (ad esempio, allearsi momentaneamente con uno dei membri per
osservare la reazione degli altri).
Struttura del processo (setting, tecniche adottate e fattori di cambiamento). Quanto al setting, la terapia
strutturale è generalmente applicata da un singolo terapeuta; tuttavia, si riscontrano situazioni di coterapia nel
caso di famiglie particolarmente grandi, caotiche, rigide o conflittuali. Quanto alle tecniche, il terapeuta
strutturale è disponibile ed empatico, ma anche fermo e direttivo; sono utilizzate tre categorie di tecniche: a)
creazione di una transazione; b) unione con la transazione; c) ristrutturazione della transazione.
• La creazione di una transazione è data da un insieme di tecniche che incoraggiano la famiglia a identificare
i propri pattern e a costruire nuovi stili relazionali, e può essere compiuta attraverso: 1) la strutturazione della
famiglia, in cui nuove modalità comportamentali vengono elicitate a partire dal fatto che il terapeuta mette in
atto nei confronti di un membro comportamenti complementari a quelli che gli altri membri mettono
generalmente in atto nei confronti dello stesso membro; 2) il fornire linee guida, che a dispetto del nome non
ha la funzione di fornire suggerimenti, ma di stimolare la famiglia a identificare autonomamente i propri pattern
disfunzionali; 3) la definizione di obiettivi, in cui la famiglia è incoraggiata a provare stili alternativi.
• L’unione con la transazione fa riferimento alla capacità di comprendere le problematiche della famiglia, e si
realizza mediante le tecniche: 4) della sistemazione (in cui si accetta temporaneamente la struttura attuale della
(che consiste nell’approvazione dei modi impiegati dalla
famiglia, benché disfunzionale); 5) della mimesi
famiglia, quali il linguaggio o i tempi); 6) dell’inseguimento, il cui scopo è quello di aiutare il sistema a
raccontare la propria storia.
• può verificarsi anch’essa attraverso 3 tecniche: 7)
La ristrutturazione della transazione focalizzazione sul
sintomo, in cui si considera il problema presentato nei suoi aspetti adattivi; 8) ricomposizione del sistema, che
richiede l’aggiunta o l’omissione dei membri del sistema familiare (ad esempio, se un adolescente incontra
difficoltà di svincolo, può essere incoraggiato a sviluppare relazioni al di fuori della famiglia); 9) la
modificazione strutturale.
Infine, quanto ai fattori di cambiamento, la riorganizzazione delle interazioni può portare alla modificazione
della struttura, che è il nucleo della disfunzione in questo modello.
trasversali dei modelli d’intervento
Aspetti psicoanalitici in ambito familiare
Psicoanalisi, dice Freud, è il nome di un procedimento per l’indagine dei processi
Background teorico.
psichici, di un trattamento per le nevrosi e di una disciplina scientifica che nasce da questi due. Tutti i modelli
psicoanalitici convergono sul fatto che la soggettività e le esperienze di vita del soggetto siano la conditio sine
per la comprensione dell’individuo stesso, anche all’interno della famiglia. Sul piano degli aspetti
qua non l’inconscio, il conflitto e le difese.
teorici, sono tre i concetti che accomunano i vari modelli psicoanalitici:
Rispetto agli interventi psicoanalitici in ambito familiare, vengono individuate due tipologie di lavori:
riguarda modelli d’interpretazione
1. una prima tipologia del funzionamento di coppia, familiare e della
relazione genitore-figlio, che però vengono utilizzati esclusivamente per comprendere il funzionamento
intrapsichico individuale; all’intervento
2. una seconda tipologia di lavori si rivolge non solo alla comprensione, ma anche sulle relazioni.
Viene quindi ipotizzato che l’individuo influenzi la relazione familiare e che ne sia a sua volta influenzato, ed
è per questo che l’intervento è rivolto alla famiglia o a un suo sottosistema. In questi modelli, pertanto, si dà
peso sia all’individualità che alla relazione.
soggetti cui può essere diretto l’intervento
Sono tre i psicoanalitico a livello familiare: la relazione genitore-
relazione di coppia e le relazioni afferenti all’intera famiglia.
figlio, la
Le relazioni genitore-figlio nella teoria psicoanalitica. Fin dalle prime evoluzioni del modello psicoanalitico,
l’attenzione è stata spostata da una visione dell’uomo che ricerca soddisfazione pulsionale a quella di un uomo
in cui hanno un ruolo fondamentale le rappresentazioni e le aspettat
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