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DISABILITÀ

Può essere vista secondo due approcci:

1. questione biologica idea della “normalità del sistema” a cui il disabile deve sottostare

2. condizione sociale

Esistevano persone disabili già nell’antico Egitto; sono presenti nell’opere di omero.

Ma la disabilità e la sua percezione sono cambiate nel tempo da eliminazione (pensando allo sterminio

nazista) oggi si è passati a parlare di inclusione contiene in sé il rapporto equo tra persona e ambiente

Secondo le cifre delle Nazioni Unite le persone con disabilità erano:

1980 500 milioni

2008 650 milioni

2011 oltre 1 miliardo

Non bisogna considerare chi è disabile un incapace e un inetto ad esempio “è disabile e scala il

kilimangiaro” e non “è disabile ma scala il kilimangiaro”

Costretto su una sedia a rotelle non si usa! Le persone sono costretti a usare la sedia a rotelle ma per il

resto ben venga la possibilità di muoversi con le ruote.

La sedia a rotelle è diventato l’emblema della disabilità, oggetto della vergogna, uno stereotipo

erroneo, sposta la disabilità (la mancanza di mobilità fisica) proprio su quel mezzo, la carrozzina, che

consente a chi ne fa uso di muoversi.

Disabile è un aggettivo anche se oggigiorno viene percepito come un sostantivo.

 E’ un evoluzione di handicappato

 Termine generico

 Non offensivo

 Il portale dell’Inail si chiama “Super Abile” gioco di parole inventato dal giornalista Franco

Bomprezzi

 Termine accettato nei titoli

 

Persone con disabilità art. 1 si intendono coloro che presentano menomazioni fisiche, mentali,

intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed

effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

 

Persona termine neutro e universale

 

Con particella che rende esplicita che la disabilità è responsabilità sociale

Normodotati definizione senza senso. Cos’è la normalità?

Falsi invalidi ci sono invalidità che non si vedono, il non riconoscere la disabilità equivale a non

accettarla, non considerarla.

Oggigiorno è un capo espiatorio. NON esistono i falsi invalidi Ma le false certificazioni di invalidità.

Medici con certificati falsi non medici ladri

I veri invalidi risentono dei falsi

 

Invalido termine che negli anni 90 veniva collegato alla Grande Guerra mutilati di guerra; e a questo

fatto veniva associato il termine burocratico “persone con validità”

Diversamente abile definizione “politicamente corretta”. Secondo questo processo il sordo diventa non

udente e poi diversamente abile.

Termine che nasce negli Usa; in italia l’ha inventata Claudio Imprudente che sostiene che nonostante la

parola contenga un po’ di ipocrisia ma tende a mettere in secondo piano il deficit.

Alcuni però la considerano un paradosso è come se il povero si considerasse diversamente ricco

Secondo Bomprezzi se continuiamo a pensare che la disabilità sia qualcosa di diverso facciamo un torto

alle persone che si battono per far approvare i loro diritti di cittadinanza, l’avverbio “diversamente”si

sofferma sulle differenze nell’uso dell’abilità 1

Handicappato svantaggio rappresentato da minorazioni di tipo motorio o intellettuale ecc ecc ai fini di

un normale inserimento nella vita sociale in tutte le sue manifestazioni condizione di svantaggio

determinata da un deficit fisico o psichico

Storia

deriva dall’inglese “hand in cap” la mano nel cappello nel 17 secolo

Poi alla fine dell’800 si utilizza nell’ippica per indicare un peso extra imposto al cavallo superiore

Oggi deriva dall’inglese “to handicap” ostacolare

Il termine veniva usato anche come forma più scientifica per sostituire parole come “storpio, mongoloide”

DEFICIT(1) DIVERSO DA HANDICAP(2)

1 mancare nel senso motorio, fisico, sensoriale

Non è una malattia

È incurabile resta invariato

 

2 risultato dell’incontro tra la persona disabilità + ambiente

Esempio di Bomprezzi lui è su una carrozzina, entra in un bar e ci sono 3 gradini. In questo caso il mio

deficit resta invariato, mentre il mio handicap aumenta. Se invece di fronte al bar trovo una rampa il mio

deficit rimane sempre uguale e il handicap diminuisce. quando entro nel bar tutti si girano a guardarmi con

occhi pieni di curiosità, anche in questo caso il mio deficit resta invariato, ora vi chiedo: l’handicap di chi è?

Solo di chi guarda, che non sa come rapportarsi tra me e il mio deficit. Il DEFICIT è SOLO MIO,

L’HANDICAP COINVOLGE TUTTO IL CONTESTO INTORNO A ME.

Motivi per cui non usare handicappato:

1. non designa una malattia specifica

2. sinonimo di svantaggio

3. termine che sposta l’attenzione sulla persona, e in realtà non è interno, ma esterno

4. è entrato nel parlato comune come significato di derisione “sembri un handicappato”

5. unico contesto in cui è ammesso: tra gli handicappati stessi ognuno di se stesso può dire ciò che

vuole

6. è contenuto nella legge italiana numero 104

-classificazione del 1980 basata su 3 concetti:

1. menomazione qualunque perdita o anomalia delle strutture anatomiche

2. disabilità limitazione o mancanza di normale capacità di compiere azioni

3. handicap svantaggio o difficoltà incontrate a casa della disabilità che limita o impedisce qualcosa

 

- 2001 nuova classificazione che considera l’individuo “essere sociale” è QUI che si introduce il

termine “persone con disabilità”

-nessuno si ferma a pensare quale sia il vero nome delle cose: perché così tutti capiscono, l’importante è la

sostanza e non la forma. La forma non è importante perché comunque raggiungo l’obiettivo di farmi capire.

- clichè giornalistico secondo il quale per evitare ripetizioni è necessario ricercare continuamente sinonimi.

Problema fondamentale ogni parola connessa alla disabilità diventa negativa

Gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, i tumori incidono sulla percezione collettiva del fenomeno

facendo vedere la disabilità come una minaccia che può riguardare tutti.

Uso di eufemismi come non vedente, non udente al posto di sordo, cieco determinano:

 L’esigenza di controllare la paura

 Sottolineano la mancanza

In Italia prevale una connotazione di solidarietà e pietà

ALTERNATIVE CONSIGLIATE PERSONA CON DISABILITA’

GENERE E ORIENTAMENTO SESSUALE

Delitto passionale espressioni con cui il giornalismo racconta la morte delle donne per mano della

violenza maschile. Linguaggio che rimanda al delitto d’onore.

Nel 1993 la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite ha definito la violenza di genere come “qualsiasi atto

che comporta una sofferenza qualsiasi alla donna” 2

Femminicidio quando le donne sono uccise per il loro genere; uccise in quanto donne.

Termine diffuso in riferimento ai fatti di Ciudad Juarez

Sono molto i titoli che contengono l'espressione “delitto passionale” e altre parole come gelosia e follia →

scorciatoie linguistiche per raccontare la paura dell'abbandono.

Si parla anche di raptus → parola che consegna il gesto assassino alla pazzia lasciando in ombra le cause

sociali e culturali della violenza sulle donne

Delineando in questo modo il delitto passionale si rischia di normalizzare la violenza e considerarla sempre

meno importante.

Secondo Russell le vittima hanno trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione.

Delitto / omicidio passionale → fanno riferimento alla movente e distolgono l'attenzione dalla vittima. I

media tendono a incentrare il racconto su un unico punto di vista: quello del carnefice, per legittimarlo.

In caso di stupro, gli articoli fanno molto caso ai dettagli es. abbigliamento o le abitudini della donna

ponendo l'accento sul fatto che la vittima in fondo quella violenza se l'è cercata.

In realtà questo è un problema criminale e culturale che trova le sue radici nella disuguaglianza

uomo/donna.

La federazione internazionale dei giornalisti ha stilato un decalogo per evitare di trattare con preconcetti e

distorsioni il fenomeno, rispettando la privacy delle donne e collocando la violenza nel suo contesto con

informazioni accurate. È necessario evitare di colpevolizzare la persona sopravvissuta alla violenza o di far

intendere che è responsabile degli attacchi subiti.

ALTERNATIVE CONSIGLIATE → FEMMINICIDIO

GENTIL SESSO

Nel passato significava amabile e garbato; oggi giorno si usa in riferimento alle donne soprattutto negli

articoli di costume, moda e cultura.

Nel linguaggio delle scienze sociali → stereotipi di genere → attribuire preconcetti a uomini e donne.

Genere → insieme di attributi che in una certa cultura e società si ritengono adeguati a un uomo e a una

donna. Il genere è innanzitutto quello grammaticale. Questo ha effetti su come gli uomini e le donne fin

dall'infanzia iniziano a concepire e rappresentare se stessi. Il linguaggio esprime il grado di sessismo →

termine coniato negli anni 60-70 : tendenza a discriminare qualcuno in base al sesso di appartenenza che si

traduce nella discriminazione delle donne

sessismo è diverso da misoginia → atteggiamento di odio delle donne

esistono dei termini come “chirurgo” che si usano al maschile anche se ci si sta riferendo a una donna.

Questo è dovuto al ritardo storico con cui le donne hanno avuto accesso alle posizioni lavorative.

L'avanzamento sociale delle donne negli studi e nelle professioni è un dato che contrasta lo stereotipo del

sesso debole.

Alle donne tuttavia vengono attribuite diverse virtù morali rispetto ai maschi: amorevolezza, aiuto degli altri,

gentilezza …

in italia il dibattito delle quote rosa (in europa gender quotes) → posti riservati alle donne; espressione

imprecisa e fuorviante che induce a credere che abbiano diritto a questi posti a prescindere dal merito, dalle

competenze e dalle capacità. Per questo i movimenti in favore delle donne hanno sostituito il concetto di

quota con quello di demolizione paritaria.

Sabatini fa delle proposte per risolvere il problema: invita all'uso di parole al femminile quali ministra,

assessora, procuratrice, la vigile, la capofamiglia, la capostazione. Il suo lavoro non fu trasformato in un atto

ufficiale

ALTERNATIVE CONSIGLIATE: puntare a trovare il femminile di ogni termine, promuoverne l'uso,

evitando il maschile universale. 3

LGBT – LESBICA GAY BISESSUALE TRANSESSUALE

1969 → moti di Stonewall a NY considerati il momento della nascita del LGBT → gay è divenuto un

termine dal significato liberatorio

Lesbica → proviene dal nome dell'isola di Lesbo dove anticamente diffusa l'omosessualità femminile. Versi

della poetessa greca Saffo.

Gay → nel 700 significa libertino

nell' 800 carica negativa divenendo il simbolo di lussurioso riferito sia agli uomini che alle donne =

prostitute

anni 20-30 del 900 si diffuse negli USA con il termine di omosessuale

numerosi termini dispregiativi nel linguaggio popolare esempio frocio, finocchio, invertito.

Gay e lesbica rappresentano quindi il superamento di un lessico dispregiativo ed escludente.

Anni 70 nascita termini come:

bisessuale → orientamento sessuale definito come l'attrazione erotica e affettiva per entrambi i sessi

– transessualità → rimanda all'identità di genere. Modificano la conformazione dei loro genitali

– attraverso l'iter di riassegnazione chirurgica del sesso.

Trasgender → coloro che non appartengono in maniera rigida a un genere preciso.

– Travestiti → persone che assumono per piacere abbigliamento e atteggiamento del genere opposto

omofobia, lesbofobia,transfobia → forme di avversione irrazionale basate sul pregiudizio.

Il linguaggio dei media aumenta le discriminazioni con rappresentazioni stereotipate: es. parrucchieri, artisti,

i personaggi televisivi effemminati, o il fatto che i gay sono più sensibili. Altri pregiudizi nascono dall'idea

che le identità diverse da quella eterosessuale non devono apparire in pubblico. Esprimono la convinzione

che vi sia un diritto alla vita privata, oltre tale ambito non si possa andare.

Sono circa 3 milioni in italia gli omosessuali o bisessuali → indicatore del cambiamento culturale in atto. La

percezione dell'aumento è data dalla maggiore visibilità.

Gay pride → occasione di protagonismo pubblico. La parola orgoglio corrisponde al desiderio di affermare e

rivendicare il proprio diritto in quanto lgbt rivelando un buon rapporto con la loro diversità. Ogni anno

questa festa solleva molte polemiche di una parte dell'opinione pubblica che evidenzia i tratti di ostentazione

→ accusa di essere esibizionisti

questione di fondo → coming out → momento nella quale la persona rivela la propria omosessualità

non da confondere con l'outing → rivelazione da parte di terze persone senza il consenso dell'interessato.

Dibattiti su unioni civili e matrimonio omosessuale → si teme che possano esercitare un'influenza nociva sui

valori della famiglia eterosessuale.

In italia abbondano i pregiudizi da cui nascono le distorsioni e gli errori in ambito giornalistico:

genere: uno o una? Cosa è meglio usare? Situazioni di discordanza → ciò indica una NON

– accettazione.

regola → si declina al femminile se “Male To Female” e al maschile se è FtM

sovrapporre prostituzione e transessualità → coinvolge una parte minoritaria delle persone che

– vengono chiamate viados.

I pregiudizi alimentano forme di pesante discriminazione

IMMIGRAZIONE

Badante → termine di origine incerta e dialettale.

Nato per disperazione per rappresentare un mutamento sociale nel 1989

nel 2002 entra tra le parole nuove dell'Accademia della Crusca

“colei che bada a una persona”

oggi badante è la parola più usata per indicare persone, nella maggior parte immigrati, che si occupano di

anziani disabili soprattutto privati. Deriva dal verbo badare che nel latino significava aprir bocca, guardare

con stupore e quindi avere cura di qualcuno.

significa delegare un compito di assistenza

In romeno, badante è un termine intraducibile perché in quel paese non esiste come lavoro.

In Italia la Carta di Roma vieta la parola badante, la definisce offensiva. Ma non importa, si continuerà ad

usare comunque. 4

Serva è diventata domestica poi colf. Colf → Collaboratrice familiare

ma il lavoro domestico non è ancora considerato lavoro. In sardegna il termine viene rifiutato perché indica

chi guarda le pecore. La regione Toscana ha preferito il termine assistente familiare.

Non bisogna dimenticare il prezioso contributo che svolgono con anziani e disabili togliendo ansie e

preoccupazioni alle famiglie.

Criticità:

mancanza di contratto

• orario di lavoro molto lungo

• assenza di ferie

Nei media sono viste nel ruolo di chi assiste truffando. Le notizie che parlano di badanti insistono sulla

sicurezza, una sorta di ossessione per la criminalità degli immigrati che può includere qualunque cosa.

ALTERNATIVE CONSIGLIATE: COLLABORATRICE FAM

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher macchia17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione giornalistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bartoli Carlo.
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