Capitolo 1: Le norme sulla stampa
La legge sulla stampa abolisce qualsiasi previsione di carattere autorizzativo che viene sostituita da un semplice obbligo di registrazione.
Definizione di stampa
“Sono considerate stampe tutte le riproduzioni tipografiche in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione”.
Specificazioni obbligatorie
Ogni stampato deve indicare il luogo e l'anno della pubblicazione, il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell'editore.
Figura del direttore responsabile
Ogni giornale o altro periodico deve avere un direttore responsabile. Egli deve essere cittadino italiano e possedere i requisiti per iscriversi alle liste elettorali politiche.
Definizione delle figure coinvolte
- Proprietario: possiede un'impresa editoriale e la testata.
- Editore: colui che esercita l'attività d'impresa.
- Direttore: colui che impedisce che con la pubblicazione si commettano reati.
Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non è stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.
Registrazione obbligatoria
La registrazione deve quindi essere obbligatoria e occorre:
- Dichiarazione
- Documenti del possesso dei requisiti degli art. 3 e 4
- Iscrizione all'albo dei giornalisti
- Copia atto di costituzione o statuto
Il presidente del tribunale dopo aver controllato la regolarità dei documenti ordina entro 15 giorni l'iscrizione del giornale in apposito registro.
Mutamenti e decadenza della registrazione
- Mutamenti della registrazione devono essere fatti entro 15 giorni.
- Decadenza della registrazione avviene quando dopo 6 mesi dalla data di pubblicazione il periodico non sia stato pubblicato.
Comportamenti riguardo a risposte e rettifiche
Il direttore o il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente le rettifiche o le dichiarazioni dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri ritenuti lesivi per la loro dignità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto con incriminazione penale, non oltre i 2 giorni, per quelli settimanali non oltre il secondo numero successivo della settimana. Le notifiche devono essere pubblicate nella loro interezza con le medesime caratteristiche tipografiche.
È obbligo pubblicare le sentenze riguardanti reati commessi a mezzo stampa per le quali il giudice ordina in ogni caso la pubblicazione della sentenza nel periodico stesso.
Per i reati commessi con il mezzo stampa sono civilmente responsabili il proprietario della pubblicazione e l'editore.
Nel caso di diffamazione commessa con il mezzo della stampa, la persona può chiedere il risarcimento dei danni e una somma a titolo di riparazione. La somma è determinata in relazione alla gravità dell'offesa e alla diffusione dello stampato.
Diffamazione è aggravata se si verifica a mezzo stampa e con l'attribuzione di un fatto determinato.
Reati riguardanti la stampa
Riguarda gli stampati i quali descrivano o illustrano con particolari impressionanti avvenimenti realmente verificatisi o anche soltanto immaginari in modo da poter turbare il comune sentimento della morale. Reato di stampa clandestina viene punito con la reclusione fino a 2 anni o con una multa.
Chi si rende colpevole di “omissione o inesattezza” nel rispettare gli obblighi sugli stampati è soggetto a una sanzione amministrativa.
Le novità
- Direttore delle testate web rispetto alle sue responsabilità individuali; obbligo di esercitare il controllo sulla stampa ma può essere imputato solo a chi è un direttore di una testata cartacea.
- Le testate televisive sono escluse dall'obbligo di corrispondere, oltre al risarcimento del danno, anche una somma a titolo di riparazione.
- Newsletter, blog, forum non possono essere qualificati come un prodotto editoriale secondo la Cassazione essi sono una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il loro pensiero.
- Riguardo alle registrazioni delle testate esenta da obblighi le testate esclusivamente online, i cui editori non abbiamo chiesto contributi pubblici.
Capitolo 2: Ordinamento professionale
Nel 1963 viene istituito l'Ordine dei Giornalisti, un ente pubblico a struttura associativa a cui è obbligatorio iscriversi per svolgere attività giornalistica continuativa e retribuita. Ha compiti amministrativi e di aggiornamento professionale. La legittimità dell'ordine è stata messa più volte in discussione, ma la corte costituzionale ha ritenuto che la presenza di un Ordine non impedisca l'esercizio della libertà di pensiero. Secondo la corte è sua competenza accertare se la riserva della professione giornalistica ai soli iscritti all'Ordine ed il modo in cui la legge ha disciplinato il regime dell'albo comportino la violazione del principio costituzionale.
Inoltre, l'Ordine disciplina l'esercizio professionale giornalistico e non l'uso del giornale come libera manifestazione del pensiero.
Articolo 35
Conferma che l'appartenenza all'ordine non è condizione necessaria per lo svolgimento di un'attività giornalistica che non abbia la rigorosa caratteristica della professionalità. I professionisti NON possono essere sottoposti a misure limitative o coercitive della libertà, altrimenti si andrebbe contro l'articolo 21 della costituzione.
Ma l'ordine giornalistico e l'obbligo di iscrizione violano la libertà? Secondo la Corte no. L'ordine dei giornalisti mette in risalto l'opportunità che i giornalisti vengano associati in un organismo che, nei confronti del potere economico dei datori di lavoro, possa contribuire a garantire il rispetto della loro personalità e quindi della loro libertà. Il compito dell'Ordine dei Giornalisti è quello di vigilare sulla rigorosa osservanza della dignità personale che si traduce nel non abdicare mai alla libertà di informazione e di critica e nel non cedere a sollecitazioni che possono comprometterla.
La corte non abroga l'Ordine, ma gli dà un ulteriore compito: la difesa della libertà. Inoltre, l'Ordine ha pochi eguali all'estero e se venisse abolito si verificherebbe la caduta della potestà disciplinare dell'Ordine e una diminuzione delle regole e dei controlli sul corretto esercizio della professione svolti a garanzia dell'opinione pubblica, rimettendo in discussione il complesso insieme di norme deontologiche.
Definizione Ordine dei giornalisti
Secondo la legge 69, all'Ordine appartengono i giornalisti professionisti e i pubblicisti iscritti negli elenchi all'albo.
- Professionisti: coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista.
- Pubblicisti: coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni.
La distinzione fondamentale riguarda il requisito dell'esclusività che connota il professionista.
Articolo 2
È diritto dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata all'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della “verità sostanziale dei fatti”.
Limiti della libertà:
- Lealtà
- Buona fede
- Obbligo della rettifica come dovere morale
Inoltre, i giornalisti devono rispettare il segreto professionale e promuovere spirito di collaborazione e cooperazione tra giornalisti ed editoriale, e fiducia tra la stampa e i lettori.
Articolo 3
L'Ordine è articolato su base regionale e interregionale e da un consiglio nazionale.
Consiglio regionale (articolo 11)
- Osservanza della legge
- Tutela i diritti dei giornalisti
- Cura la tutela all'albo (iscritti e cancellazioni)
- Adotta i provvedimenti disciplinari
- Vigila sulla condotta degli iscritti
Competenze consiglio nazionale (articolo 20)
- Attività di promozione: promuove le attività culturali e crescita della categoria
- Attività di giudice: decide sui ricorsi riguardo iscritti e cancellazioni, materia disciplinare e le elezione del Consiglio degli ordini e quello dei revisori
Iscrizione negli elenchi
L'albo è costituito da 4 elenchi più 1 registro così suddivisi:
2 elenchi:
- Professionisti
- Pubblicisti
2 elenchi speciali:
- Giornalisti stranieri
- Direttori responsabili di periodici o riviste
Iscrizione elenco professionisti (articolo 29)
- Età: 21 anni
- Iscrizione al registro dei praticanti
- Pratica giornalistica per almeno 18 mesi
- Esito positivo prova di idoneità professionale: scritto e orale tecnica e pratica del giornalismo, conoscenza norme giuridiche.
Esame svolto a Roma davanti a 7 membri, il presidente della commissione è un magistrato della corte di appello.
- Prima bisogna essere iscritti al registro dei praticanti: iscritti coloro che hanno compiuto 18 anni e hanno superato un esame di cultura davanti a una commissione.
La pratica giornalistica (articolo 34) è molto importante e deve essere svolta presso un servizio giornalistico o un quotidiano o un'agenzia di stampa con almeno 4 redattori ordinari o presso un periodico a diffusione nazionale e con almeno 6 giornalisti professionisti. Il praticante non può rimanere iscritto per più di 3 anni al registro. Decorso il triennio di iscrizione il consiglio regionale o interregionale delibera la cancellazione del praticante, deliberazione notificata entro 10 giorni. Dopo 18 mesi, se il praticante lo richiede, il direttore rilascia una dichiarazione motivata dell'attività giornalistica svolta e non deve contenere alcun giudizio sulla idoneità professionale del praticante (articolo 43). Una volta fatta richiesta il direttore è tenuto all'immediato rilascio della dichiarazione, se non accade vengono messi in atto i provvedimenti dell'articolo 48.
Articolo 41
La pratica deve essere continuativa ed effettiva nei quadri organici dei servizi degli organismi giornalistici previsti. Modalità di svolgimento del praticantato fissate dal CNOG: il cittadino italiano che ha svolto attività giornalistica presso le pubblicazioni italiane edite all'estero o pubblicazioni estere aventi caratteristiche analoghe a quelle previste dall'articolo 34.
Iscrizione elenco pubblicisti (articoli 34-35)
- Domanda corredata dai documenti 1, 2, 4 articolo 31
- Giornali e periodici contenenti scritti firmati dal richiedente
- Certificati dei direttori delle pubblicazioni che dimostrino l'attività giornalistica per almeno due anni
- Accesso: verificare che l'attività NON sia stata esercitata occasionalmente e gratuitamente per il tempo richiesto dalla legge. Questo fatto però comporta che l'iscrizione all'albo non attesti il buon livello qualitativo dell'attività di giornalistica ma solamente il livello quantitativo dello scritto. Paradosso: tra i presupposti di cui l'ordine deve accertarsi non c'è la buona conoscenza della lingua italiana
Definizione di giornalismo
Secondo la Cassazione, il giornalismo è una prestazione di lavoro intellettuale volta alla:
- Raccolta
- Commento
- Elaborazione
Di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso gli organi di formazione. Il giornalista è un mediatore intellettuale tra il fatto e la diffusione della conoscenza di esso. La differenza con altre professioni è caratterizzata da:
- Tempestività
- Novità
- Attenzione
- Considerazione
Sono caratterizzati da: funzione informativa, mediazione intellettuale, diffusione contenuto attraverso un mezzo di informazione, attualità degli argomenti.
Cancellazione dall'albo
In caso di:
- Condanne penali
- Perdita esclusività personale
- Due anni di inattività
Il titolo di giornalista professionale può essere sospeso, non tolto. Motivo: la qualifica è acquisita tramite un esame di stato. Se un giornalista perde tale status, cosa accade? Diventa pubblicista. Se il pubblicista viene cancellato può reiscriversi dopo aver dimostrato di lavorare. Secondo l'articolo 47, i giornali possono essere diretti da persone non iscritte all'albo. Esempio: partiti politici, necessaria nomina di vicedirettore professionista.
Gestione disciplinare
Attività importante dell'Ordine, ma oggi l'organo che esercita tale funzione è stato modificato: “consigli di disciplina”. Questi consigli vengono nominati dal presidente del Tribunale e il funzionamento e le funzioni sono stati stabiliti dal CNOG.
Sanzioni disciplinari
- Avvertimento: punisce abusi o mancanze di lieve entità. È disposto dal Consiglio dell'ordine. È rivolto oralmente dal presidente e se ne redige verbale sottoscritto anche dal segretario. Entro i 30 giorni il giornalista può chiedere di essere sottoposto a procedimento disciplinare.
- Censura (articolo 53): casi di abusi o mancanze di grave entità. Consiste nel biasimo formale per la trasgressione accertata.
- Sospensione professione da 2 mesi a 1 anno (articolo 54): inflitta quando l'iscritto con la sua condotta abbia compromesso la dignità personale.
- Radiazione dall'albo: disposta nel caso in cui l'iscritto con la sua condotta abbia gravemente compromesso con la dignità stessa la sua permanenza all'albo, negli elenchi o nel registro.
Sistema di garanzie nel procedimento disciplinare
- 3 gradi di appello:
- Consiglio di disciplina nazionale
- Tribunale
- Corte d'appello
Punti critici della legge 69/63
- Qualificazione della redazione
- Contratti riconosciuti
- Differenti specializzazioni professionali
È emersa l'impossibilità di tener fermo il criterio dell'articolo 34: la pratica giornalistica deve svolgersi presso ecc ecc. Motivi:
- Formulazione stringente
- Sbarramento per la presenza di 4 o 6 redattori ordinari
La specificità come caratteristica dell'Ordine dei giornalisti è dovuta al fatto che per decenni i lavoratori avevano un vincolo di dipendenza per questo la definizione del praticante è un paradosso. Problema della mancanza della richiesta di un adeguato titolo di studio come criterio di accesso. Introduzione del praticantato free lance: riservato a chi è già iscritto all'albo come pubblicista e svolge attività giornalistica da almeno 3 anni con rapporti di collaborazione coordinata e continuata con una o più testate qualificate allo svolgimento della pratica giornalistica. La presenza di 4/6 professionisti dipendenti viene surrogata dalla sorveglianza di un tutor e l'apporto di esperienza di un professionista viene limitato alla mera presenza dell'organico di un semplice collaboratore. Inoltre, i consigli regionali possono procedere all'iscrizione nel Registro dei praticanti dei giornalisti assunti nelle aziende editoriali radiotelevisive locali. Contestualmente, vengono ammessi i contratti a termine con 3 condizioni:
- Completamento del tirocinio di 18 mesi
- Tempo pieno
- Svolto sotto la guida di un giornalista professionista
L'Ordine è intervenuto nei rapporti di lavoro sulla diffusione delle forme di precariato, spesso non riconosciute dalle aziende. Sono stati individuati una serie di criteri riguardanti l'effettiva natura giornalistica del lavoro, del suo svolgimento a tempo pieno, di prestazione quotidiana, nella modalità e negli orari. In sostanza, l'Ordine ha mantenuto la figura del pubblicista e questo è un aspetto positivo altrimenti migliaia di giornalisti sarebbero improvvisamente stati esclusi da qualsiasi riconoscimento professionale. Inoltre, l'intervento legislativo introduce l'obbligo dell'aggiornamento professionale, anche se non risolve i problemi per l'accesso alla professione.
Capitolo 3: Le carte deontologiche
Le carte deontologiche definiscono e precisano i comportamenti e l'azione di chi svolge attività di informazione. Articolo 2 della legge 69/1963 e art. 21 della costituzione sono gli articoli fondamentali sui quali è stato costruito un insieme di norme che danno concreta attuazione a quei principi di correttezza, autonomia e indipendenza a cui deve uniformarsi la professione giornalistica nella ricerca di un delicato equilibrio tra le esigenze di libertà di espressione e informazione e il rispetto della dignità dei soggetti coinvolti nei fatti di cronaca. Questo rapporto è stato profondamente influenzato dalle vicende politiche e sociali, dal mutamento dei costumi e dalla sensibilità della società.
Negli anni '90 si sono prodotte numerose carte deontologiche che rappresentano un codice a cui uniformarsi, una guida a cui ispirarsi. Non rispettarlo comporta sia sanzioni sia il fatto che il giornalista non sia più in sintonia con la società rispettando i soggetti e garantendo allo stesso tempo l'indipendenza, l'autonomia e la libertà dell'informazione. Secondo l'articolo 2, l'azione del giornalista deve attenersi alla legge e deve osservare i principi e i valori che vanno oltre la legge.
La carta dei doveri
Approvata l'8 luglio 1993:
- Diritto dei giornalisti di esercitare la libertà di informazione e di critica.
- Obbligo alla verità sostanziale dei fatti.
- Promuovere lo spirito collaborativo tra i colleghi.
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