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Reputation Economy, come ottimizzare il capitale delle nostre impronte digitali di Michael Fertik

Capitolo 1

La reputazione stabilisce chi saranno i nostri interlocutori e cosa faranno con noi e per noi. La reputazione

oramai ha un enorme potere e grazie ai rapidi sviluppi della tecnologia digitale, la reputazione diventerò

permanente e disponibile a livello mondiale. Infatti, ovunque siamo, gli altri potranno accedere

immediatamente alle informazioni sulla nostra reputazione, a prescindere dal nostro consenso. La nuova

economica della reputazione dipende da ciò che viene chiamato Bug Analysis, ovvero il potere dei nuovi

sistemi di ricavare da tale mole di dati, previsioni sulla nostra persona e trasformarle in azione. Prima

dell’avvento dell’Economia della Reputazione, la reputazione si guadagnava lentamente tra pari e di

disperdeva con il passare del tempo, poiché era limitata alla memoria umana. Oggi, invece, con la

tecnologia digitale è possibile raccogliere, salvare, analizzare e distribuire ogni tipo di informazione che ci

riguarda. Questo cosiddetto data mining (espressione che indica la tendenza a reperire enormi quantità di

dati su quasi ogni argomento immaginabile) esiste perché la tecnologia ha azzerato i costi per la raccolta e

l’archiviazione delle informazioni. Grazie all’archiviazione quasi gratuita, vengono messi a punto enormi

dossier digitali su ogni persona, che arrivano ad includere i siti web visitati e i link su cui clicchiamo. Se i Big

Data non valgono nulla di per sé, essendo solo una serie di 1 e di 0, è con la Big Analysis che il futuro sarà

dominato dalle aziende ed individui che ne sapranno trarre il massimo profitto. Inoltre, i motori di

reputazione permetteranno alle aziende di cercare le nostre tracce digitali per avere informazioni su ogni

nostra attività e interazione online e offline. Le imprese che si sono già mosse per fornire dati a chiunque è

disposto a pagare per ottenerli sono Intelius, grossista, e Spokeo.com, dettagliante.

La reputazione inoltre è fondamentale anche per le aziende, professionisti e individui privati. Infatti nel

business, il 75% del valore di mercato di un’attività dipende dalla sua reputazione e nella vita privata, la

reputazione è fondamentale al 100%.

L’economia della Reputazione è la descrizione di un mondo in cui la reputazione di ognuno è

istantaneamente analizzata, archiviata e usata come passaporto per speciali trattamenti e benefici. Infatti

con una buona reputazione si può godere di offerte speciali in vari ambiti senza nemmeno saperne il

motivo così come con una cattiva reputazione, si perderanno delle opportunità. Inoltre nell’Economia della

Reputazione, potremo usare la nostra reputazione come contante, garanzia dei debiti e per effettuare

operazioni altrimenti impossibili. Tuttavia vi è da dire che la reputazione non è importante solo per se

stessi, ma anche per chi entra in relazione con noi. Infatti, si noti come i professionisti avanti un’eccellente

reputazione digitale, abbiano maggiori offerte di lavoro. Facendo un esempio, i programmatori

professionisti vengono giudicati con non punteggio di reputazione da siti come Stack Overflow e Coderwall.

Servizi come Klout vogliono invece identificare gli utenti più influenti su titi come Twitter e i punteggi Klout

sono già comparsi su cv.

Esempio: navigare su internet a tarda notte, notiamo un banner pubblicitario che promette di perdere di

peso e clicchiamo. In termini di Big Data, si è condannati a settimane di banner promozionali sui metodi di

dimagrimento, ma in termini di Big Analysis, oltre a visualizzare più spesso questi tipi di pubblicità, il clic

influirà anche sul punteggio di reputazione in vari modi. Punti per essere ritenuti sensibili ai messaggi

promozionali. Punti per l’insonnia o per l’operosità (se il computer ritiene che navigate per lavoro).

Notiamo infatti che l’impatto di questi punteggi va ben oltre gli annunci visualizzati su internet. Se nel

mondo dei Big Data, solo l’azienda della pubblicità sa della nostra presenza su quel tipo di mercato,

nell’Economia della Reputazione, qualsiasi azienda o individuo alla ricerca di queste informazione lo verrà a

sapere.

Capitolo 2

L’archiviazione dei dati digitali è diventata quasi gratuita su piccola scala e notevolmente economica su

scala più vasta, tanto che ora è possibile salvare enormi quantità di informazioni nel “cloud”. Infatti, si

dovrebbe supportare che oggi qualsiasi azione compiuta elettronicamente sarà registrata e archiviata per

sempre. L’inizio della rivoluzione dei dati digitali risale al censimento statunitense del 1890, in cui Herman

Hollerith propose di sostituire i registi scritti a mano con le schede perforate. La scoperta che la vita di una

persona poteva essere riassunta su tali strumenti preannunciò in vari modi la rivoluzione dei dati digitali

che si sarebbe verificata un secolo più tardi. Hollerith infatti fondò una società che divenne poi IBM.

Importante è stato Brand, il quale riteneva che l’archiviazione digitale di massa dei dati avrebbe

democratizzato l’accesso alle informazioni e alla loro elaborazione. Il suo contributo più importante in

tema di reputazione fu nel 1984 quando pronuncio tale frase: “ l’informazione vuole essere libera”. L’idea

di Brand aveva così gettato le basi per la condivisione istantanea dei dati a livello globale. Tuttavia, nel

frattempo emerse il problema che le schede perforate occupavano uno spazio enorme. In quegli anni IBM

introdusse il 350 Disck Storage che salvava i dati su una pila di cinquanta enormi dischi magnetici rotanti. La

macchina era effettivamente troppo grande e appena sufficiente per salvare una foto. Inoltre il suo prezzo

era esorbitante. Contemporaneo al lancio del primo hard disck dell’IBM, la stessa società era anche

impegnata nell’aggiornamento del suo prodotto di punta, ovvero l’unità a nastro 727 che salvava i dati su

un nastro identico a quello usato nei mangiacassette. Il vantaggio era legato alla capacità limitata

esclusivamente alla lunghezza del nastro che può essere inserito nella macchina.

Attualmente, grandi e piccole aziende possono però memorizzare sempre più informazioni nel cloud

praticamente a costo zero. Grazie soprattutto a un servizio prestato dal retailer online Amazon.com,

qualsiasi società o individuo, ovunque si trovi, dotati di carte di credito, possono creare un enorme sistema

di memorizzazione con un solo clic. Tutto ha avuto inizio nel 2006 quando il CEO di Amazon.com Jeff Bezos

si ritrovò con due problemi: raggiungere un mercato di massa in cui crescere e trovare uno sbocco per un

loro nuovo software su misura. L’idea era di offrire in locazione la potenza di calcolo di Amazon

( Elastic Compute Cloud o EC2) e la sua capacità di archiviazione online (il Simple Storage System o S3)

consentendo a singoli clienti di effettuare il login, creare un account e istruire la server farm di Amazon per

elaborare o salvare qualsiasi tipo di dato sulla nuvola della società. Quindi usò il nuovo software per

raggiungere un mercato di massa fatto di persone che avevano la necessità di un’enorme capacità di

calcolo ma che non volevano comprare e gestire un proprio hardware. Anche se l’S3 E L’EC2 sono una

piccola rivoluzione in termini di volume di archiviazione e di accessibilità, essi sono relativamente costosi,

quindi nel 2012 Amazon annuncia un nuovo servizio per il backup a basso costo chiamato Glacier, il quale

però ha un piccolo problema: ovvero i dati potrebbero non essere subito disponibili quando se ne ha

bisogno. Oltre a Glacier, si ha anche Dropbox, Google Drive e Flickr.

Oggi quindi le aziende possono archiviare enormi masse di dati che ci riguardano a partire dalla cronologia

delle pubblicità cliccate, fino a una cronologia delle operazioni del nostro telepass.

Tuttavia però la vera conseguenza del crollo dei prezzi di archiviazione dei dati è che oggi risulta più

conveniente e semplice conservare la maggior parte delle informazioni anziché cancellarle. La loro

eliminazione implica infatti difficili decisioni aziendali da prendere. Prima, dati i costi, cancellare le

informazioni aveva un senso come strategia per conservare spazio, ma ora se il supporto di memoria si

riempie, acquistarne uno sostitutivo sarà sicuramente più conveniente rispetto alla selezione tra migliaia di

vecchi file per individuare quali cancellare e quali salvare. Paragoniamo i dati al terriccio. Il terriccio gratis è

ovunque ed è praticamente impossibile disfarsene; sembra rimanere in giro per sempre. I dati sono

ugualmente destinati a durare poiché è semplice accumularli e difficile sbarazzarsene.

La conseguenza di questa rivoluzione dell’archiviazione è che la reputazione potrebbe essere macchiata per

sempre. Infatti ogni documento salvato e riguardante la nostra vita può saltare fuori in qualsiasi momento

e contesto poiché nell’Economia della Reputazione, i confini tra i vari mondi stanno scomparendo. Tuttavia

però possiamo proteggerci in qualche modo dagli onnipresenti agenti dei Big Data e della Bug Analysis.

Il primo modo è presumere che qualsiasi cosa facciate elettronicamente sia registrata e archiviata per

sempre e presupporre che tale pratica si estenda a qualunque attività fuori casa, a prescindere dal fatto che

sia online.

In secondo luogo, si deve prestare molta attenzione quando si vuole confessare qualsiasi tipo di misfatto

poiché anche le più piccole ammissioni fatte potrebbero restare in giro per sempre. Inoltre, essere

registrati per aver confessato un misfatto di cui in realtà non si è colpevoli, può avere conseguenze accora

più gravi.

Infine, vi sono modi per creare cortine fumogene digitali per la rimozione di determinate informazioni dai

risultati di ricerca che ci riguardano. La prima fase consiste nell’identificare il tipo di dati che stanno

creando il problema. Se si tratta di risultati pubblici di ricerca, questi si possono nascondere postando il

maggior numero possibile di disturbi positivi, così da elaborare un mucchio di contenuti positivi che ci

riguardano, cosicché i motori di ricerca e di reputazione saranno sopraffatti da tali informazioni positive

tanto da ignorare quelle negative considerandole errore o un’anomalia. Creare profili su piattaforme come

Twitter, Facebook e LinkedIn o qualsiasi altro sito rilevante per gli interessi che si intende inserire. Ci si deve

poi assicurare che tali profili abbiano le stesse informazioni idonee perché un sistema automatizzato le

colleghi tra loro (indicare la stessa aerea geografica o un datore di lavoro) e poi continuare ad aggiornarli.

Costruirsi un’immagine pubblica che non ci faccia sentire a disagio oppure offesi quando altre persone o

computer la visualizzeranno.

Per quanto è possibile, dobbiamo tutelare la nostra privacy e interrompere il flusso di informazioni

dannose. E’ necessario inoltre che le proprie idee rimangano tali assicurandosi che le informazioni private

su Twitter e Faceboook siano difficilmente rintracciabili. Bisogna ricordarsi che anche se le note negative

presenti nel nostro registro non potranno mai essere eliminate, esistono sistemi per non farle scoprire

facilmente.

Capitolo 3

Tuttavia l’insieme di dato raccolto, di per sé non è significativo, poiché ciò che conta è l’uso che ne verrà

fatto. Dato che l’utilizzo ne è consentito ogni giorno, le nuove tecnologie emergenti stanno rendendo più

semplice e conveniente analizzare e quantificare tali dati per trarne delle conclusioni. Pe prevedere però i

nostri comportamenti futuri, è necessario raccogliere, filtrare e analizzare quei dati con un livello di

precisione e sofisticazione che è diventato possibile solo recentemente; infatti prima si applicava una

smisurata potenza di calcolo con metodi di forza bruta che non erano del tutto accurati. Non esistevano

computer che potevano rispondere a domande complesse o fare previsioni affidabili.

La svolta arriva nel 12014 con due ingegneri di Google, Dean e Ghemawat, che trovarono un modo per

usare centinaia/migliaia di piccoli computer per rispondere a domande difficili partendo da enormi insieme

di dati. Il processo di suddivisione delle domande e di elaborazione è stato denominato Map, mentre quello

del raggruppamento delle risposte è stato chiamato Reduce. Il sistema è stato configurato in modo tale che

qualsiasi computer potrebbe svolgere entrambe le funzioni separatamente.

Poco tempo dopo l’ingegnere Cutting costruì un motore di ricerca libero e open source che facesse

concorrenza a Google, ma invece di usare il software closed source di Google, avrebbe messo a disposizione

di chiunque volesse il proprio codice sorgente e il proprio motore di ricerche operativo. Chiamò il sistema

Nutch. Cutting e il collega Cafarella decisero di utilizzare MapReduce per incrementare la velocità del

motore Nutch che poteva così leggere e analizzare centinaia di milioni di pagine. Tuttavia Nutch non

divenne mai concorrente di Google, ma esiste ancora come progetto software open source anche se ha

avuto un reale influsso sul mondo del digitale tramite un prodotto derivato, ovvero il software Hadoop che

rese disponibile per un pubblico di massa l’analisi di dati di dimensioni nell’ordine di grandezza dei

terabyte. Nel 2007 Facebook cominciò ad usarlo per organizzare la quantità elevata di dati degli utenti ed

estrarne informazioni significative. Oltre a Facebook, altre aziende come Amazon.com, LinkedIn, Yahoo! Ed

eBay iniziarono ad usare Hadoop. Quindi grazie all’azzeramento quasi totale dei costi per l’analisi di enormi

quantità di dati, aziende e singoli individui possono esplorare le nostre tracce digitali con maggiore velocità,

precisione e minuzia, ottenendo così un mondo fatto di punteggi legati alla reputazione. Infatti ben presto

ci verranno assegnati punteggi numerici per qualsiasi caratteristica che chiunque desideri misurare.

Chiunque può assegnarci un punteggio di reputazione facendo riferimento a migliaia di ambiti che vannp

dalla nostra credibilità alla coscienza sociale, fino al coinvolgimento politico o alla compatibilità come amico

o partner sentimentale. Un punteggio sulla reputazione può essere un modo semplice per sintetizzare

migliaia di preferenze e scelte individuali; consente alle persone di prendere decisioni sulla base di fattori

quantitativi senza tutta la confusione insita nella parzialità del giudizio umano. Tuttavia vi è il problema che

i punteggi di reputazione possono essere fuorvianti, infatti qualcuno potrebbe aver preso in prestito il

vostro laptop.

Inoltre è inevitabile che i punteggi in materia di lavoro saranno tra quelli maggiormente pubblicizzati. Infatti

i datori di lavoro analizzeranno ben presto i punti dati per elaborare punteggi predettivi sul nostro livello di

fedeltà e produttività.

Le aziende invece già elaborano dei punteggi sul valore del cliente, ovvero una misura della probabilità che

effettuiate acquisti di qualsiasi tipo. Ben presto invece sempre le aziende metteranno punteggi di credibilità

usati per stabilire la nostra idoneità ad usufruire di servizi di condivisione sociale come il car sharing, lo

scambio di appartamenti e altro.

Vi sono poi i punteggi sulla salute e sulla longevità emessi da tantissimi soggetti, come assicuratori,

investitori e datori di lavoro. Esempio è la Rigi Capital Partners che assegna punteggi per identificare

potenziali clienti che con molto probabilità moriranno prima di altri e rileva le polizze sulla vita di tali

soggetti. Il cliente riceve subito una somma in contanti, mentre la società Rigi ottiene il rimborso

assicurativo alla sua morte. Ciò è possibile poiché gli algoritmi analizzano i dati medici, ma anche le foto e i

posti presenti su Facebook per cogliere segnali della vitalità del cliente. Esistono poi anche aziende che

cercano di identificare i malati sulla base delle loro abitudini per poi vendere tali informazioni alle aziende

sanitarie.

Con la crescita dei dati a disposizione, saranno sempre più elaborati punteggi analoghi, sulla base dei quali

un numero sempre maggiore di aziende arriverà a concedere o no benefici.

Attualmente digitando qualcosa nel campo di ricerca Google viene calcolato un punteggio per tutte le

pagine Internet che le contengono. Quelle con i punteggi più elevati sono mostrate in cima ai risultati,

mentre in fondo ci sono quelle con i punteggi inferiori. Tuttavia tali motori di ricerca non si basano solo su

fatti oggettivi, ma anche sul modo in cui sono calcolati e ponderati dal computer.

Negli anni Novanta, i primi motori di ricerca come AltaVista sommavano il numero di volte che una parola

compariva in una pagina web ed usavano tale dato per assegnare un punteggio di qualità alla pagina in

questione. Ciò però comportava un problema di risultato indesiderato, ovvero i proprietari delle pagine

potevano anche ripetere un termine più volte a fine pagina per ingannare i motori di ricerca. Svolta

fondamentale arriva nel 1997 con Brin e Page, due dottorandi che idearono un nuovo metodo per

assegnare i punteggi alle pagine web. Il loro algoritmo, che divenne poi primo motore i ricerca di Google,

contava effettivamente i link a una pagina come voti per la sua rilevanza.

Attualmente il sistema di assegnazione punteggi di Google si è evoluto e si basa su una gran quantità di

calcoli matematici estremamente complessi ed istantanei. Così come Google, anche le aziende hanno

capito come usare le grandi quantità di informazioni per assegnare punteggi alle persone, aziende, rapporti

ed altro. Yelp.com è un sito di recensioni, chiaro esempio della versione 1.0 di punteggi di reputazione,

dato che richiede ai clienti di ristoranti, hotel e altre attività di pubblicare recensioni e di assegnare da 1 a 5

stelle. L’algoritmo prende questi punteggi e mostra poi un punteggio complessivo. Tuttavia ben presto Yelp,

e i suoi concorrenti, passeranno all’assegnazione di punteggio 2.0, cioè ad una valutazione completamente

personalizzata basata sulle caratteristiche dell’attività e di coloro a cui è rivolta. I punteggi saranno abbinati

alle nostre preferenze personali.

Un’evoluzione analoga riguarderà anche i servizi come Klout che impiegano un’analisi matematica di fattori

come l’impegno delle persone su Twitter e Facebook per misurare il loro livello di influenza. In un mondo di

punteggio 2.0 la nostra popolarità e influenza saranno valutate tra le persone che contano nella nostra

cerchia. Il futuro ci giudicherà nell’ambito del nostro gruppo di appartenenza.

Infatti oltre al nostro comportamento, verranno giudicati anche i nostri amici, pari e colleghi nel momento

in cui entriamo in relazione con loro. Le aziende devono considerare l’impatto delle persone che

frequentiamo poiché i nostri amici possono influenzare con decisione qualsiasi cosa, anche la nostra salute.

Infatti secondo alcune ricerche, è emerso che se un soggetto diventa obeso raddoppia la probabilità che lo

divengano anche i suoi amici e lo vale per l’inadempienza. Tutto ciò perché gli amici condividono spesso

valori simili, preferenze di consumo, abitudini di spesa e molto altro.

Dato inoltre che con lo sviluppo dell’Economia della Reputazione i punteggi diventino di dominio pubblico e

consultabili da chiunque, piuttosto di nascondere le notizie negative dai computer e dai loro algoritmi, sia

meglio curare attentamente le proprie tracce digitali in modo che le informazioni positive oscurino quelle

negative. Inoltre bisogna assicurarsi che i computer possano cogliere i risultati tangibili così come quelli

intangibili e che essi siano in una forma digitale, consultabile e memorizzabile. Bisogna poi evitare di

inserire online contenuti negativi o per lo meno proteggere tali messaggi negativi con le massime

impostazione di privacy. In ambito lavorativo è consigliabile aggiornare le pagine LinkedIn con un flusso

costante di progetti e responsabilità.

Dobbiamo poi tenere a mente che possiamo anche usare in prima persona questi motori di reputazione e

sfruttare a nostro vantaggio le informazioni a disposizione sulla fama altrui.

Capitolo 4

Lo sviluppo dell’Economia della Reputazione modificherà profondamente il modo in cui i talenti vengono

scoperti. Lo screening informatico della reputazione sta rapidamente trasformando le modalità di

selezione, assunzione, promozione, declassamento e licenziamento dei dipendenti di ogni grado. La

reputazione digitale influenzerà il percorso professionale di quasi ogni individuo. Attualmente i computer

sono in grado di prendere decisioni importanti, che una volta erano di competenza degli uomini. Sono

decisioni prese interamente dalle macchine (decisions almost made by machines e il relativo processo

DAMMeD). Alle macchine vengono quindi delegate decisioni per le quali è prevista una minima

supervisione umana. Tuttavia la crescita del DAMM non escluderà completamente gli essere umani dal

processo decisionale, infatti, talvolta gli uomini saranno chiamati in causa, anche se solo all’ultimo stadio

del processo per prendere la scelta finale. E’ inoltre possibile che spesso il DAMM riesca a far avanzare la

nostra carriera in modo improvviso. In caso di una cattiva reputazione, il DAMM può agire in senso

contrario. Il processo e la reputazione digitale esercitano un impatto sempre più potente sulla nostra

professione.

Uno dei modi più efficaci e diretti in cui la reputazione ha cominciato ad esercitare un’influenza, riguarda il

processo di assunzione; infatti oggi è la selezione a opera dei computer che stabilisce quali candidati

otterranno un posto di lavoro. I sistemi informativi possono analizzare migliaia di decisione al secondo,

infatti, ottimizzano e velocizzano il processo di assunzione, ma anche permette una riduzione dei pregiudizi.

Infatti, molte aziende per evitare discriminazioni e conseguenti cause e spese legali hanno affidato la prima

fase della selezione all’informatizzazione per individuare i requisiti minimi. L’azienda quindi invia tutti i cv a

un servizio di screening oppure acquista il software per svolgere le stesse funzioni internamente. Il

computer esamina le parole chiave sulla base dei requisiti stabiliti dall’azienda reclutatrice e la società

valutatrice invia poi un elenco dei cv idonei in modo che il responsabile del persona possa esaminare solo

una piccola parte dei tanti cv iniziali. In tal ambito, le aziende possono chiedere ai propri sistemi informativi

di rifiutare automaticamente tutti i pregiudicati o di eliminare i canditati che hanno omesso i precedenti

datori di lavoro. Alcuni programmi escludono le persone che di recente hanno dichiarato fallimento,

mentre altri più avanzati rintracciano segnali che ne indichino la qualità; la crescita professionale è più

importante dell’attuale posizione. Dall’altra parte è consigliabile inserire astutamente sinonimi e termini

correlati alle parole chiavi, così come evidenziare le esperienze uniche. Tuttavia la decisione finale di

assunzione verrà presa da un essere umano. Quello da tenere a mente è che il computer sia incapace di

riconoscere i riferimenti indiretti e perciò bisogna assicurarsi che possa stabilire facilmente la nostra

domanda riporta le qualifiche minime per il lavoro in questione e tutte le caratteristiche ricercate dagli

algoritmi.

La storia di Pineda illustra i 3 principi necessari per avere successo nel mondo DAMM.

1. Pineda ha lanciato una ricerca su vasta scala, caricando i propri video su YouTube e rivolgendosi a un

pubblico globale. Ha cercato la massima visibilità per le proprie esibizioni cosicché molti potenziali datori di

lavoro e partner avrebbero potuto trovarlo e apprezzarne la qualità.

2. Si è pubblicizzato in modo onesto, autentico e appropriato, postando video in cui si esibiva con gli altri

membri della sua brand promuovendo se stesso e la sua band.

3. Pineda era pronto ad agire non appena si fosse presentata l’opportunità, infatti, quando capì che il

colloquio con i Journey non era una bufala, lasciò perdere tutto quello che stava facendo per andare in

California.

Così come Pineda, chi saprà ottimizzare la propria immagine e sfruttare il mondo DAMM, godrà di

opportunità che al momento potranno sembrare limitate o insignificanti.

Come si si può attirare l’attenzione dei selezionatori in un mondo DAMM?

1. Diventare presentatori di noi stessi: diffondendo i nostri contenuti, mettendoli a disposizione dei motori

di reputazione che scandaglieranno Internet in qualsiasi momento alla ricerca di materiale. Fare quindi

commenti intelligenti, condividere articoli interessanti e dimostrare di essere informati sulle ultime

tendenze e collegarsi a personaggi influenti e opinion leader.

2. Dare il via alla propria attività digitale: costruire profili online, aggiornarli con contenuti professionali che

ci riguardano, aprire un blog settoriale e pubblicare post sugli ultimi sviluppi o tendenze. Assicurarsi sempre

di aggiornare regolarmente i propri contenuti.

3. Il mondo online e il mondo offline non si devono contraddire. Le affermazione offline, cioè della vita

reale, devono corrispondere a ciò che si può trovare online e viceversa. In tal modo sarà anche più

probabile che le persone commentino i nostri contenuti e li sostengano allineandosi ai nostri messaggi e li

rafforzino. Di conseguenza le informazioni in circolazione devono essere vere.

4. Essere abili con i social media: ripulire gli account e bloccarne gli accessi. Cancellare i post che

potrebbero essere offensivi o fraintesi.

5. Scrivere in modo adeguato: non deve essere perfetto, altrimenti si rischia di usare una lingua in via di

estinzione. Si devono evitare errori banali.

6. Dimostrare di essere cresciuti nel tempo

7. Fare attenzione a come apparire: spiegare al mondo le proprie competenze e il proprio valore. Mettere

in campo qualcosa di unico e di cui un giorno qualcuno avrà bisogno.

Infine va ricordato che solo perché le prospettive professionali della maggior parte delle persone non

cambiano in modo repentino, ciò non significa che il DAMM non le influenzi.

Capitolo 5

Nella Silicon Valley si è imposta una pratica in grado di aiutare le aziende a trovare più facilmente ingegneri

e progettisti software, fornendo a questi ultimi un’opportunità di essere assunti da società appetibili. Dei

team di progettisti creano la propria piccola stat-up e non appena vi affluiscono migliaia di clienti, i

fondatori presentano il nuovo prodotto alle grandi aziende tecnologiche come Google, Yahoo! E Microsoft.

Se il lavoro di ingegneria è sufficientemente buono e gli ideatori sono abbastanza seguiti, allora sarà

raggiunto un cosiddetto accordo di acqui-hire (dall’unione di parole, acquisition e hiring. Si tratta del

processo di acquisizione di una società atto ad assumere i suoi impiegati, senza necessariamente mostrare

interesse per i suoi prodotti e servizi). Il colosso tecnologico rileverà la start-up e io fondatori saranno

assorbiti come ingegneri e progettisti, mentre la loro attività sarà chiusa dopo pochi mesi. Quando nel 2009

Facebook aveva la necessità di assumere progettisti per migliorare le pagine dei profili è ricorsa a un

acqui-hire di Drop.io, un servizio di condivisione dei contenuti di Lessin; entrambi con una buona

reputazione. Nel 2010 Facebook acquista Drop.io in cambio di azioni per un valore compreso tra i 5 e i 20

milioni di dollari, a seconda della data del conteggio. Dopo l’acquisto, il servizio è stato chiuso

definitivamente e Facebook ha mantenuto per sé il team d’ingegneri, trasformando di fatto la creazione

della piattaforma in un grande colloquio di lavoro per il signor Lessin.

L’acqui-hire è una soluzione classica dell’Economia della Reputazione per ottenere talenti nel campo

dell’ingegneria.


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.mazz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bonani Gian Paolo.

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