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Manuale di bibliografia

Che cos'è la bibliografia

Il significato del termine “bibliografia” ha sempre avuto molta ambiguità, ed essa non ha riguardato solo la sua disciplina ma anche la cosa che ne costituisce l'oggetto. Si sono perciò formati molti pareri discordanti fra gli studiosi: tra questi troviamo Blum il quale ci fa notare come l'ambiguità della parola risiede già nella sua origine. Infatti, il termine bibliografia è composto da due radicali greci (biblio e graph) che però i greci mai combinarono insieme, perciò questo ci fa capire già che il termine non deriva dal greco.

Stokes invece ha cercato di dare una delle sintesi più equilibrate e cioè per lui le varie e spesso anche contrapposte specializzazioni della bibliografia presentano comunque molti tratti in comune e perciò si possono comunque ricondurre a uno stesso elemento. Magari cambieranno le metodologie usate e gli obiettivi, ma alla fine si tratta sempre di bibliografia, sono fasi di lavorazione connesse con l'attività bibliografica.

Invece la questione è più semplice perché secondo lui si deve escludere dal termine bibliografia (ogni categoria) tutto ciò che non fa riferimento al libro come sistema materiale di segni (quindi ad esempio la bibliografia storica che indaga sull'evoluzione della stampa, la rilegatura, ecc).

Infine troviamo Harmon che semplifica ancora di più il discorso dividendo la bibliografia in: bibliografia analitica e bibliografia enumerativa. In ogni caso, nonostante le ambiguità sul termine siano andate avanti per secoli, l'unica certezza che si ha è che la bibliografia è intorno al libro, cioè qualsiasi cosa sia parte del libro è competenza della bibliografia. È importante ricordare poi che non tutto ciò che riguarda il libro è oggetto specifico della bibliografia, infatti esistono discipline che hanno come interesse comune il libro ma che sono discipline distinte e separate dalla bibliografia (un esempio ne è la “bibliofilia” che si occupa delle questioni affettive e di gusto legate alla collezione di oggetti librari).

Le tre discipline del libro in Italia

In Italia le tre discipline del libro comunemente intese sono:

  • Bibliologia: Studio scientifico del libro (tende a ricostruire le caratteristiche fisiche dei libri) come prodotto della tecnica, dell'arte tipografica e dell'elaborazione culturale di una determinata società – quindi studia gli aspetti fisici dei libri ovvero dettagli sulla loro produzione, caratteri, impaginazione, carta, ecc, quindi il libro come oggetto materiale (detta anche “bibliografia analitica o critica”).
  • Bibliografia: Di solito viene definita in due modi:
    • Disciplina che studia la catalogazione sistematica dei libri (definizione data a un livello medio colto) cioè le tecniche, le metodologie, i principi per produrre liste di libri (detta anche “bibliografia enumerativa o sistematica”). Esiste poi la bibliografia “descrittiva”; la bibliografia “testuale”; la bibliografia “storica”; la bibliografia “catalografica” (che usa i metodi e le procedure della catalogazione); la bibliografia nazionale “corrente” (che registrano le pubblicazioni contemporanee); la bibliografia nazionale “retrospettiva” (registrano le pubblicazioni di un periodo passato più o meno remoto); le bibliografie “segnaletiche” (che contengono una semplice elencazione di titoli); le bibliografie “analitiche” (che oltre ai titoli delle pubblicazioni elevano a rango di notizie bibliografiche i singoli contributi con indicazione di autore) o “ragionate” (in cui i titoli sono accompagnati da note critiche, valutative); “rassegne critiche” (nelle quali vengono riportate parti essenziali o particolarmente importanti di un’opera); le bibliografie “complete” (quando l’elencazione, all’interno di limiti prefissati, non ammette esclusioni); le bibliografie “selettive” (quando i testi sono scelti secondo criteri di qualità o di rilevanza o di livello o di grado di aggiornamento); le bibliografie “primarie” (che estraggono le notizie di prima mano dall’esame obiettivo del testo); le bibliografie “secondarie” (che prendono le notizie dalle bibliografie primarie); le bibliografie terziarie e così via.
    • Qualsiasi lista di libri su un certo argomento (definizione data a un livello medio).
  • Biblioteconomia: Studio dei principi e dei processi scientifico-tecnici alla base dell’organizzazione di una biblioteca nel suo insieme.

Le parti della bibliografia

La bibliografia inoltre si compone di quattro parti:

  • Historical: Si occupa della storia della produzione del libro, della scrittura, della stampa, della rilegatura, ecc.
  • Bibliothecal: Si occupa della raccolta e dell’organizzazione dei libri nelle biblioteche.
  • Enumerative: Si occupa di ogni genere di lista di libri.
  • Practical: Si occupa dei metodi di lavoro, preparazione del manoscritto per la stampa, della pubblicazione, ecc.

Inoltre, la bibliografia si occupa sia di indicare scritti (e in questo caso si parla di “bibliografie generale”) che di informare sui contenuti degli scritti (e sono le “bibliografie speciali”).

Come abbiamo detto, la bibliografia è la disciplina che studia le tecniche e i metodi per produrre liste di libri, cioè studia la catalogazione sistematica dei libri. Dobbiamo sottolineare il fatto che possono rientrare in questi elenchi non solo libri ma anche manoscritti, spartiti musicali, carte geografiche, cd-rom e dvd di contenuto non musicale e non filmico, ecc. (cioè liste di questi), purché rientrino nello standard ISBD (cioè quello che può essere descritto da uno standard ISBD può essere oggetto di una descrizione bibliografica o di un'enumerazione).

Sintetizzando, quindi, il fulcro, il nucleo della disciplina che viene chiamata bibliografia è la produzione di liste di libri (che prendono il nome esse stesse di bibliografie). Tutte le attività connesse con il libro perciò diventano bibliografie solo quando danno luogo a liste di libri. Di conseguenza, di bibliografia quindi possono occuparsi tutti coloro che a vario titolo hanno a che fare con il libro e le liste di libri e non soltanto perciò bibliografi di professione ma anche studenti, ricercatori, traduttori, librai, editori, ecc.

Il dibattito tra la scuola inglese e quella italiana

Nell'ultima parte del capitolo, l'autore ci presenta il dibattito sorto fra la scuola inglese e quella italiana nel campo della bibliografia. Si è creato un dibattito su concetti e termini propri della bibliografia fra la scuola anglosassone e la scuola italiana e sul fatto di chi abbia avuto il primato in bibliografia. Non è da mettere in discussione il fatto comunque che la scuola anglosassone abbia da tempo voluto e perseguito un fondamento davvero scientifico e dimostrato della bibliografia analitica, delle sue partizioni e delle discipline da essa scaturite.

Diversi studiosi hanno partecipato a tale dibattito: Innocenti riconosce il primato della bibliografia analitica alla scuola anglosassone, Harris invece ci ricorda alcuni casi isolati (e che sono rimasti all'interno dei confini nazionali) di un metodo analitico (applicato agli stampati) anche in Italia da parte di tre nomi: Colombo, Manzoni e Bongi che però appunto sono stati dei casi isolati (prima della seconda guerra mondiale poche persone in Italia erano in grado di parlare o capire l'inglese per cui per molto tempo questo ambito di ricerca rimase sconosciuto) e non hanno costituito per lui una vera scuola o tradizione nella bibliografia analitica.

In particolare, Manzoni già da tempo si era reso conto del significato innovativo del termine “analitico” attribuito alla bibliografia, quindi questo ci fa capire come già un secolo e mezzo prima della bibliografia inglese tale termine fosse utilizzato in quella italiana. Riassumendo, per Innocenti il primato della bibliografia analitica spetta alla tradizione anglosassone, per Harris invece no perché ci sono casi isolati di autori italiani e così anche Manzoni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia e biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Marquardt Luisa.
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