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La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio

Il ruolo della biblioteca nella società contemporanea

La società contemporanea produce una quantità enorme di documentazione e informazione, di cui ha bisogno in modo immediato, completo e affidabile in ogni settore della propria vita: per esercitare i propri diritti di cittadinanza, per poter svolgere la propria professione, le proprie attività, per poter partecipare alla vita collettiva, per poter utilizzare in modo intelligente il proprio tempo libero, ecc. Perciò si ha necessità costante di essere informati su tutto e tutti (sapere finalizzato definito "Know how", che non ha più solo come in passato un valore d'uso cioè un valore dato dalla valutazione che un individuo poteva darne in base alla soddisfazione di alcuni bisogni, ma anche un valore di scambio), informandosi e documentandosi durante tutto l'arco dell'esistenza (l'apprendimento di conoscenze e competenze infatti non è più legato solo alla fase scolastica). La nostra società è stata perciò definita: "società dell'apprendimento".

Altra particolarità della nostra società attuale è il ricevere tutta questa conoscenza per mezzo degli strumenti tecnologici; la rete in particolare ha modificato il modo di produrre e diffondere la conoscenza e il sapere (la circolazione del sapere in rete avviene attraverso tantissimi strumenti diversi come i blog, virtual community, ecc. grazie al fatto che la rete permette di rendere subito pubblico e accessibile ciò che viene prodotto).

Il ruolo della biblioteca come supporto all'apprendimento

Il fatto che l'apprendimento oggi avviene durante tutto l'arco della vita ha determinato la necessità di un servizio di documentazione in grado di offrire un valido supporto all'apprendimento, che non è più l'istituzione scolastica o altre agenzie formative, ma la biblioteca (in particolare le biblioteche territoriali che permettono di raggiungere tutti i cittadini). In tutto questo, che ruolo mantiene la biblioteca, come luogo tradizionale del sapere? Questo è il quesito che si pone l'autore, ovvero capire le trasformazioni che sta subendo (e che deve mettere in atto) la biblioteca in quest'era digitale.

La biblioteca come luogo tradizionale del sapere: un po' di storia

La biblioteca rappresenta forse meglio di altre istituzioni il luogo in cui si può svolgere "mediazione culturale". La storiografia ci parla della biblioteca nelle diverse epoche come ambiente in cui di volta in volta prevalgono le funzioni di conservazione, uso o produzione del sapere e di conseguenza di un assetto dello spazio (teorico e funzionale) in cui si realizza la mediazione. Nel passato l'aspetto e la fisionomia delle biblioteche era in gran parte legato alle motivazioni che spingevano l'uomo a voler raccogliere libri.

Il primo modello di biblioteca del mondo greco non nacque come istituzione pubblica ma come luogo in cui depositare libri (lo stesso vale per le Biblioteche di Alessandria e di Pergamo; motivazione rimasta intatta almeno fino al Rinascimento) in quanto l'attività di lettura veniva effettuata in qualsiasi luogo. Anche in epoche successive possiamo vedere questa distinzione fra gli spazi della conservazione e gli spazi della lettura (ad esempio il chiostro nelle biblioteche monastiche in cui i religiosi si rifugiavano per poter leggere e studiare trasportandovi i libri dal luogo del deposito). Solo più tardi troveremo biblioteche con sale di consultazione (la lettura acquista quindi il ruolo primario nella biblioteca) e servizio di prestito.

Se all'inizio poi sono strutturate con una serie di volumi ben disposti sulla base di un sapere stabile e immutabile, più tardi le cose cambiano e con la perdita di certezze assolute e l'incessante sviluppo scientifico, con l'affacciarsi di nuove fasce di utenza la biblioteca è costretta ad effettuare un riassetto delle proprie funzioni e del modo di esercitarle. Perciò vi è un ampliamento e una maggiore articolazione dello spazio bibliotecario.

Il servizio di reference (cioè servizio di orientamento personalizzato erogato dal personale di biblioteca verso l'utente) invece nacque ancora più tardi, quando nell'Ottocento si verificarono dei mutamenti dell'organizzazione universitaria a seguito dell'aumento di studenti. E in questa situazione le biblioteche universitarie si trovarono a dover venire incontro alle esigenze non più solo degli strati alti della società ma di tutta la popolazione che aveva maggiori necessità di mezzi e assistenza nell'organizzazione dello studio.

In Italia, al contrario dell'America che si è trovata a dover adeguare i propri servizi bibliotecari all'uso di tutti gli strati della popolazione, invece ci si è occupati per lo più di garantire un servizio a un elite di utenti (ci si è occupati infatti per lo più di istituire sale di consultazione riservate agli studiosi più qualificati): perciò da noi la biblioteca viene vista più che come servizio come patrimonio da salvaguardare (non è estranea a ciò probabilmente il fatto che le nostre biblioteche conservino molto materiale antico e pregiato).

In generale comunque la diversa evoluzione delle biblioteche nei vari paesi europei rispecchia le idee e i movimenti culturali di queste. A questa diversa organizzazione delle biblioteche poi ha corrisposto anche una diversa elaborazione dell'informazione bibliografica. In particolare in Gesner e Possevino, con i due repertori "Bibliotheca Universalis" l'uno e con "Bibliotheca Selecta" l'altro, (da usare come guida per la formazione di una biblioteca e come traccia per lo studio, ispirati a visioni molto lontane fra loro) possiamo vedere due orientamenti ideologici opposti relativi sia all'organizzazione fisica della biblioteca che allo scopo e all'organizzazione ideale delle opere nei repertori bibliografici: Gesner (considerato il padre della bibliografia) intende contribuire alla salvezza delle testimonianze scritte della civiltà umana, non solo attraverso la loro conservazione concreta nel luogo della biblioteca ma anche attraverso la loro citazione in un repertorio che è il maggiore e più importante di tutti i tempi.

Il suo scopo comunque è quello di orientare il lettore, con le sue valutazioni critiche, verso le opere qualitativamente migliori disponibili (all'epoca). Possevino invece (il più grande bibliografo cattolico del '500) vuole prescrivere a ciascuno le letture più appropriate in base alle sue condizioni sociali. Gesner e Possevino hanno fortemente influenzato la storia della bibliografia e della biblioteconomia moderne. Altra figura importante è stato Naudé il quale vede la biblioteca come luogo in cui l'uomo può accedere tranquillamente, cercare ciò di cui ha bisogno e poi abbandonarla di nuovo.

Perciò fondamenti del suo pensiero sono libertà di ricerca e di conoscenza e confronto delle idee (da qui quindi l'accostamento proprio fisico negli scaffali della biblioteca di diversi e a volte contrastanti commenti di uno stesso classico collocati di seguito ad esso, l'accostamento ad ogni autore per così dire del proprio oppositore, di opere antiche e di opere moderne).

Cambiamenti del libro nell’era digitale

  • Luogo di conservazione e luogo di lettura non devono più necessariamente coincidere.
  • Il lettore di fronte al testo non è più personaggio passivo, ma può intervenire direttamente sul testo (può sottomettere il testo ad operazioni diverse: in qualsiasi momento può modificarlo, riscriverlo, farlo proprio).

La missione della biblioteca: la "mediazione"

Oggi funzione della biblioteca non può essere considerata più solo quella di raccogliere e immagazzinare documenti ma anche e soprattutto quella di erogazione di un servizio agli utenti, alla comunità. Tale servizio (servizio di "reference", che è uno fra i servizi e gli strumenti di mediazione (altri servizi sono oggi anche i cataloghi di risorse in rete o gli stessi motori di ricerca), che permette la mediazione fra i documenti e gli utenti facendo una selezione sia di tipo quantitativo che qualitativo fra i milioni di documenti disponibili - si pensi che in Italia si pubblica un nuovo libro ogni 10 minuti!)) consiste in un aiuto personalizzato e in una guida agli utenti nel vasto materiale documentario (docuverso: l'intero universo dei documenti disponibili) per scopi che possono essere diversi quali studio, ricerca, interessi personali, occupazione del tempo libero, ecc., che nasce e viene confezionato nel momento in cui si manifesta la domanda e per il quale va effettuata una specifica ricerca che molto spesso va ben oltre il materiale posseduto da quella biblioteca.

In ogni caso le due funzioni (quella di conservazione della produzione umana e quella di aiuto e supporto agli utenti) della biblioteca sono complementari e devono essere in sintonia per far sì che la biblioteca riesca ad essere luogo che permette la diffusione della conoscenza.

Si parla di mediazione sia per indicare il lavoro di catalogazione che il servizio di reference e di informazione bibliografica, ovvero la costruzione di repertori bibliografici. (oggi rientrano nei suoi servizi oltre quello di reference anche i cataloghi di risorse in rete e gli stessi motori di ricerca)

Tipologie di biblioteche e la loro mission

La mission della biblioteca in generale è questa costituita da queste due funzioni, ma poi diventa specifica in base al territorio in cui essa è situata e agli utenti che a lei si rivolgono, ovvero la sua funzione specifica le viene attribuita dal sistema in cui va ad inserirsi (es. le esigenze di un settore di studi o di attività, la vita di una comunità scientifica, locale o scolastica, ecc.), andando così poi a costruire la sua peculiare fisionomia e i suoi obiettivi specifici. Ciò vuol dire che non esistono biblioteche identiche o biblioteche speciali in quanto ognuna è caratterizzata dal contesto in cui nasce e si sviluppa e dal proprio modo di essere (ogni biblioteca viene plasmata in modo diverso dalla propria storia, dal rapporto con i propri utenti, ecc).

Se ciò è vero lo è però altrettanto il fatto che si possono individuare in linea generale alcuni tipi comuni di biblioteche:

  • Biblioteche a supporto della ricerca: sono biblioteche che possono operare all'interno di dipartimenti universitari, accademie, centri di studio, ecc. e hanno il compito di documentare e raccogliere la produzione scientifica ed editoriale su un determinato settore disciplinare e di fornire assistenza e gli strumenti di lavoro agli studiosi di quel settore per le loro ricerche. Tali biblioteche talvolta conservano materiale antico di particolare pregio e perciò per tutelarlo talvolta ne permettono l'uso solo a una certa categoria di utenti o soltanto a coloro che abbiano effettiva necessità di utilizzare quel determinato materiale (possono essere assimilate a tale categoria le biblioteche nazionali).
  • Biblioteche di scuole e università: che offrono gli strumenti per la didattica e per lo studio individuale, infatti talvolta possono essere presenti anche biblioteche per i docenti che possono così attingere per lo svolgimento delle lezioni e per l'aggiornamento individuale.
  • Biblioteche di enti, amministrazioni pubbliche, aziende, ecc.: servono per soddisfare i bisogni individuali di chi lavora in queste strutture e come supporto per lo svolgimento di determinate attività ad es. per prendere decisioni, scelte strategiche, ecc.
  • Biblioteche pubbliche (territoriali): esse hanno il compito di soddisfare le esigenze della comunità con una varietà di mezzi di comunicazione, le esigenze più svariate che possono essere di studio, di ricerca, di sviluppo personale, di svago e impiego del tempo libero, ecc. Sono le prime biblioteche con le quali di solito si entra in contatto e sono concepite e progettate (fanno capo ai Comuni) per soddisfare i bisogni di tutti, di tutti gli strati e le categorie della popolazione.

Le cinque leggi di Ranganathan

Le funzioni della biblioteca (cioè ciò che dovrebbe offrire la biblioteca ai propri utenti) possono essere individuate nelle cosiddette "Cinque leggi" di Shiyali Ramamrita Ranganathan (bibliotecario indiano che pose tali leggi alla base della biblioteconomia e sviluppò anche la cosiddetta "Classificazione bibliografia Colon" cioè a faccette, in alternativa alla "Classificazione decimale Dewey", una classificazione bibliografica per argomenti, chiamata in questo modo per il fatto che usa la numerazione decimale per catalogare i vari documenti, permettendo di tradurre direttamente in cifre le varie informazioni e dal nome del suo inventore. Tramite tale sistema ogni documento ha un codice numerico personale ed è oggi un sistema molto diffuso fra le biblioteche in quanto permette di determinare in modo univoco la distribuzione dei libri nei vari settori):

  • I libri esistono per essere usati
  • A ogni libro il suo lettore
  • A ogni lettore il suo libro
  • Risparmia il tempo del lettore
  • La biblioteca è un organismo che cresce

Tali leggi ispirano l'azione della biblioteca e sono alla base delle discipline praticate dai bibliotecari. La prima legge ci dice che la vita delle biblioteche non avrebbe senso se non fosse tutto orientato al fornire un servizio all'utente. La seconda e terza invece significano che la biblioteca ha il compito di creare una comunicazione fra i documenti e gli utenti, costruendo raccolte di documenti che siano coerenti con i bisogni informativi degli utenti e creando un servizio di sostegno e supporto agli utenti stessi nella ricerca. Risparmiare il tempo del lettore significa mettere l'utente al primo posto e porsi l'obiettivo di generare in lui la massima soddisfazione (che deriva nell'utente dal non impiegare troppo tempo per trovare ciò che sta cercando, poter usufruire eventualmente dell'aiuto di una persona competente, ecc). La quinta legge è l'ultima e sintetizza un po' le altre, ovvero indica che la biblioteca è appunto un organismo che cresce ma non soltanto in quantità di documenti disponibili ma anche e soprattutto nei suoi servizi, nella qualità di questi, nell'uso della rete, ecc.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia e biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Marquardt Luisa.
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