Estratto del documento

Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi

La biblioteca e la "Net generation"

Sempre più spesso nel mondo delle biblioteche si sente parlare di "Biblioteche 2.0" e di nuove modalità di comunicazione e di interazione con l'utenza. Tuttavia, queste nuove modalità presuppongono un ruolo molto più attivo dell’utente, che non è sempre facile attuare concretamente a causa di una serie di resistenze culturali ed ideologiche. Ciò è però possibile con i giovani, che sono molto più aperti alle novità e che sono nati con i chip, con la tecnologia; essi possono essere definiti i ragazzi della "Net generation" (chiamata da alcuni anche "Nintendo generation", "Google generation", "Digital generation", "Millennials" o anche "Next generation" – il passaggio da una generazione all’altra è velocissimo, questa generazione infatti detta anche "generazione y" sta per essere soppiantata dalla "generazione x" composta dai nati dopo il 1990 e che hanno caratteristiche ancora diverse).

Essi, in confronto ai loro coetanei di un decennio fa, hanno bisogni e richieste diverse, fanno domande diverse e hanno anche un modo diverso di fare ricerca. Internet e le nuove tecnologie hanno cambiato il loro modo di pensare e interagire. Inoltre, essi non hanno vissuto l’esplosione delle tecnologie ma ci sono nati e cresciuti dentro alle tecnologie già esistenti, perciò quello che nelle persone che appartengono a generazioni precedenti desta stupore è per i ragazzi della generazione attuale la quotidianità e senza la quale non hanno mai provato a vivere.

Bisogni informativi dei ragazzi

In particolare, riguardo ai bisogni informativi dei ragazzi, essi possono sorgere in modo spontaneo oppure possono essere generati dalla scuola. Lo studioso Walter ne ha individuati essenzialmente cinque:

  • I primi riguardano la realizzazione di sé, che sono collegati alle esigenze scolastiche, all’apprendimento per piacere, alla lettura per svago.
  • Al secondo livello ci sono quelli legati alla considerazione dell’altro: quindi alla conoscenza delle differenze culturali, delle emozioni, dei valori.
  • Bisogni d’affetto e sentimenti (l’educazione sessuale e sentimentale).
  • Bisogni legati alla sicurezza personale (conoscenza dei metodi di difesa e dei comportamenti da adottare in caso di pericolo).
  • Bisogni legati alla salute (prevenzione dalle malattie, consapevolezza dei rischi, ecc).

Una volta che l’individuo si rende conto del bisogno che ha in quel particolare momento, decide di agire ed è spinto a cercare qualcuno che possa soddisfare il suo bisogno di conoscenza. È in questa fase che si situa l’intervento della biblioteca e del bibliotecario. Spesso però l’adulto e quindi, in particolare modo, il bambino non si rende conto del bisogno informativo che ha e quindi alla categoria di questi bisogni andrebbero aggiunti i bisogni latenti, che sono avvertiti dal soggetto ma non.

La biblioteca può riuscire ad individuare tali bisogni non espressi in vari modi, ad esempio effettuando un’analisi statistica dei prestiti effettuati (anche se questa è utile parzialmente, perché comunque dà un’idea dei bisogni espressi perché si basa sul materiale che la biblioteca possiede, quindi non si può sapere se ci sono altri bisogni latenti che non possono essere soddisfatti perché la biblioteca non possiede il materiale che la persona sta cercando) espressi (es. possono esistere cose che il bibliotecario mai avrebbe immaginato costituissero il reale interesse del ragazzo in quanto non sono possedute da quella particolare biblioteca e quindi il ragazzo non può sceglierle perché non ci sono). Inoltre, c’è anche da dire che c’è uno scarto generazionale fra il bibliotecario e il ragazzo che rende tutto ancora più difficile.

Perciò quello che si dovrebbe fare è insegnare al ragazzo l’abilità di ricerca e recupero autonomo delle informazioni (attraverso libri, internet, e-book, ecc) ed un loro uso critico nell’ottica di una formazione per tutta la vita. Perciò il punto di svolta per una biblioteca più attuale è quello di una biblioteca che è centrata sull’utente e sui suoi bisogni. Un altro modo utile per capire i bisogni dei ragazzi è analizzare le loro modalità di ricerca dell’informazione, in particolare il luogo dove avviene, dal mezzo che si usa, da variabili quali l’età di colui che ricerca, il sesso, le capacità cognitive, la motivazione per cui ricerca, ecc.

Caratteristiche principali dei Net-geners

  • Multitasking: cioè il dedicarsi contemporaneamente a più attività (navigare su internet per la ricerca di materiale, chattare, mentre si scarica musica, ecc). Questo da una parte fa risparmiare tempo ma dall’altra porta all’incapacità di concentrarsi per periodi piuttosto lunghi. Tale tendenza che si riscontra spesso fra i bambini viene definita CPA cioè continuous partial attention. In particolare, le biblioteche scolastiche non possono ignorare questo dato di fatto e devono perciò progettare attività che permettano l’apprendimento integrando tra loro più tecnologie in maniera efficace.
  • Connessione continua 24 su 24: sono cioè abituati ad utilizzare internet a qualunque ora e in qualunque luogo, perciò non concepiscono gli orari rigidi di una biblioteca. Perciò si potrebbero progettare biblioteche online, che permettono questo.
  • Visivi: cioè sono abituati a ricevere informazioni non solo attraverso la parola scritta, e la biblioteca deve tenere conto anche di questo.
  • Tendono a un apprendimento attraverso l’azione e imparando dai propri sbagli (learning by doing): ad esempio attraverso i videogiochi.
  • Tendono al lavoro di gruppo: spesso infatti nell’uso delle tecnologie tendono a condividerle.

(Queste sono le principali caratteristiche riscontrate da un’analisi condotta da studiosi americani ma studi incrociati in altre parti del mondo hanno dimostrato che sono caratteristiche universali).

I bibliotecari anglo-americani si sono resi conto già da tempo di tutto ciò e hanno già attivato una serie di servizi che rispecchiano queste richieste dei giovani come blog, comunità virtuali, ecc. In Italia solo da poco si possono notare i segnali di questa tendenza. Le "biblioteche per ragazzi" comunque sono quelle biblioteche che servono una fascia d’età che va da 0 a 16 anni. In realtà, sarebbe molto utile (cosa che oggi ancora non avviene) effettuare una distinzione fra "biblioteche per ragazzi" e "biblioteche scolastiche", le prime infatti dovrebbero essere create per soddisfare i bisogni informativi che nascono spontanei nel bambino, dalle sue emozioni, paure, quelle scolastiche invece quei bisogni che sono indotti dalla scuola, dagli adulti in generale.

Il catalogo OPAC

Il catalogo è lo strumento principe che la biblioteca mette a disposizione dei propri utenti per poter fruire del materiale che possiede. Esso oggi è messo a disposizione degli utenti anche sul web. Si potrebbe pensare che creare un catalogo per i ragazzi e i bambini non è utile perché tanto non lo usano e che comunque possono usare quello messo a disposizione per gli adulti. Sicuramente ci sono fasce d’età come quella dei prelettori che possono fare a meno del catalogo, ma altre come quelle dei ragazzi della scuola dell’obbligo che iniziano ad aver bisogno di questo strumento. Gli adolescenti invece possono tranquillamente usare quello creato per gli adulti. Quindi è necessario creare un catalogo per un pubblico che va all’incirca dagli 8 ai 13 anni. Le parole d’ordine per un catalogo di questo tipo sono: flessibilità e personalizzazione.

Una prima cosa utile da considerare per creare un catalogo che risponda effettivamente ai bisogni informativi e alle richieste dei bambini e dei ragazzi è quello di coinvolgerli nella sua progettazione, creando così un gruppo di lavoro composto da adulti e bambini (ad esempio si è visto che i ragazzi cercano i libri secondo categorie che sono impensabili per l’adulto come il colore della copertina o il sentimento che susciti in loro quel determinato libro, perciò questi che sono i cosiddetti metadata emozionali vanno considerati nel momento della creazione del catalogo). Inoltre, si devono seguire alcune regole:

  • È inutile riportare la totalità della descrizione del libro, poche righe di testo sono sufficienti.
  • Deve essere riportato sempre il riassunto del libro che deve usare un linguaggio semplice, diretto e vicino al linguaggio del bambino.
  • Aggiungere immagini, un’anteprima del testo, ecc.
  • Per indicare la collocazione del materiale in biblioteca deve essere usato un linguaggio comprensibile, in modo che il bambino riesca facilmente a trovarlo da solo.
  • Nel caso in cui il catalogo è inserito sul web, il sistema di ricerca deve essere creato considerando alcuni elementi come il colore della copertina del libro, i metadata emozionali, ecc., in modo che il bambino in fase di interrogazione riesca a trovare effettivamente ciò che cerca (infatti come già detto i ragazzi cercano i libri secondo criteri diversi da quelli degli adulti) e inoltre deve permettere di ricercare il materiale inserendo poco testo.
  • Sempre nel caso di un catalogo per ragazzi sul web si deve cercare di rendere tutto il più semplice possibile, quindi il testo scritto deve essere posizionato al centro, ben leggibile, deve essere sempre previsto un sistema di correzione degli errori nella digitazione per effettuare la ricerca del materiale e si devono offrire dei suggerimenti o consigli nel caso in cui la risposta alla ricerca sia negativa (per evitare che questa possa risultare frustrante per il bambino).
  • Infine, se nel catalogo si aggiungono colori, immagini e qualche simpatico personaggio ciò attirerà di più i bambini e i ragazzi.

Lo scopo che deve avere il catalogo non deve essere solo quello di aiutare nella ricerca del libro ma anche di sviluppare il piacere e l’interesse per la lettura. Il progetto più significativo e diffuso in Italia di catalogo per ragazzi è il Sebina Open Library (SOL) che è nato nel 2005 dal lavoro congiunto della Regione Emilia Romagna e dal Data Management (produttrice del software gestionale per le biblioteche Sebina). Tutto è suddiviso in categorie rappresentate attraverso dei disegni, sono poi riportati elementi multimediali come la copertina del libro. Nonostante sia un apripista a nuove sperimentazioni in questo campo, ha però come limite il mancato coinvolgimento degli utenti nella sua creazione.

Il servizio di reference

Il Reference è l’istruzione all’uso o l’introduzione alla conoscenza del materiale presente nella biblioteca da parte di un membro della biblioteca. In sostanza il servizio di Reference... (continua)

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Riassunto esame Bibliografia, prof. Marquardt, libro consigliato Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi, Baudo Pag. 1 Riassunto esame Bibliografia, prof. Marquardt, libro consigliato Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi, Baudo Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Bibliografia, prof. Marquardt, libro consigliato Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi, Baudo Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Bibliografia, prof. Marquardt, libro consigliato Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi, Baudo Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Bibliografia, prof. Marquardt, libro consigliato Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi, Baudo Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bibliografia e biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Marquardt Luisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community