Estratto del documento

Civiltà dell'abitare

Introduzione

1. Spazio e arredo

L'arredamento è una cerniera sensibile tra architettura e design. Non a caso, nel XX secolo, il migliore design del mobile è stato quasi sempre opera di architetti, sia nell'occasione di interventi globali su un luogo domestico sia in quella di commesse limitate a singoli elementi da produrre in serie. Aperto all'accoglienza di chi abita, circoscritto da un margine ed attrezzato, lo spazio abitabile ci avvolge da tutti i lati, sia esso una stanza, un luogo urbano o un paesaggio aperto: ci siamo dentro. Tutta l'architettura è di interni e tutto l'arredamento potrebbe essere visto come quell'atteggiamento dell'architettura che è particolarmente attento alle necessità di chi vi abita. Un intervento progettuale di un arredatore riguarda la distribuzione, il dimensionamento e la definizione concreta di spazio, margini, attrezzature ed arredi, compresi gli aspetti connessi alla luce, al materiale, al colore ed alla decorazione.

2. Attualità del passato

Una storia dell'arredamento domestico si dovrebbe svolgere su più piani, riferiti a diversi contesti e periodi: i bisogni ed i modi di vita dei vari ceti sociali, le ideologie ad essi sottese e le loro connessioni con specifiche tendenze del gusto e teorie estetiche, le tipologie degli edifici e degli elementi di arredo, i materiali e le tecniche costruttive. Anche in questo campo, è presente l'arte poiché l'abitare è definito in risposta a un profondo desiderio di bellezza. La regola artistica ci rende comprensibili, con immediatezza, altri mondi che interagiscono con quello moderno occidentale. Scopriamo così altri modi di essere e altri valori e codici estetici; sono forme dell'abitare sempre rivisitabili.

3. L'abitare moderno

L'arredamento moderno è nato con la prima borghesia che nelle Fiandre e nei Paesi Bassi, godendo dei benefici delle sue attività economiche, ha maturato un senso di intimità personale e famigliare sconosciuto al mondo antico, più centrato sulla magnificenza. Questo nuovo atteggiamento si traduce nella particolare atmosfera degli interni con i grandi camini, i soffitti in legno dipinto e le pareti tappezzate. In realtà, è nella Francia del '600, che la civiltà ed il gusto moderno si affermano con una particolare connotazione di valore come qualcosa di più evoluto e positivo rispetto al passato, in una nascente idea di progresso che trionferà nell'Epoca dei Lumi e nell'800, per arrivare fino al postmoderno del '900. I termini moderno e moda sono accomunati dallo stesso ideale di superamento del passato e dell'affermazione del valore di ciò che è presente, in attesa e ricerca del maggior valore futuro. L'accelerazione di questa dinamica di progresso è tale, che la moda sembra girare sempre più velocemente ed a vuoto al superamento di se stessa. Inoltre, essa, non è più unidirezionale come nei decenni passati, ma sono emersi molti codici formali nell'arredamento e decorazione di interni che si affiancano e sono in lotta per l'egemonia culturale. Emerge così il significato sociale della moda come codice dell'appartenenza e della distinzione sociale, che serve ai piccoli gruppi per distinguersi dagli altri; essa corrisponde ad un'esigenza dell'essere e manifestare pienamente se stessi: cioè ad un'ideale di bellezza. La realtà di una casa costruita dall'arredamento è un vero poetico e metafisico che, a differenza della realtà fisica di tante case di forma o significato incerto e contraddittorio, diventa uno specchio dell'anima.

4. Lineamenti di una storia

La dinamica sociale che ha caratterizzato negli ultimi secoli il mondo occidentale, può essere riassunta nel campo dell'abitare domestico dal succedersi di alcune forme esemplari dello spazio e dell'arredo secondo un processo non lineare di innovazione radicali, semplici variazioni, ritorni all'indietro. Gli interni sono la cornice di modi di vita tipici, fondati su risorse e valori profondamente diversi, in particolare per quanto concerne i rapporti tra i principali soggetti della convivenza domestica. L'abitare della nobiltà, che rappresenta l'ancien régime fino alla rivoluzione francese, è caratterizzata da appartamenti privati e indipendenti di marito e moglie, posti al piano nobile dell'edificio, strutturati in sequenze interconnesse di sale senza corridoio laterale. Questi ambienti sono sontuosamente decorati con originali rivisitazioni degli ordini classici ed il più importante arredo fisso è il letto a baldacchino, oggetto di progetto da parte dell'architetto come i rivestimenti murari, le porte, i camini e le specchiere. Trionfa lo spazio vuoto. Nello stesso palazzo altri appartamenti sono riservati a consanguinei conviventi, mentre la servitù, che lavora nello zoccolo dell'edificio, dorme nei sottotetti. Mancano spazi o dispositivi evoluti per l'igiene personale. Sotto lo stesso tetto vive così una famiglia estesa, personale di servizio compreso. A fine '800 l'abitare della borghesia si fonda su un sistema di valori completamente diverso, così come sono diversi gli spazi e gli arredi. Mentre su strada la residenza urbana si presenta con gli stessi caratteri di quella nobiliare rinascimentale, il suo impianto spaziale interno è del tutto mutato. Singoli appartamenti indipendenti in cui vivono distinte famiglie si sovrappongono a vari piani ed in profondità lungo i cortili interni. Il proprietario dell'immobile occupa il piano nobile, mentre gli altri sono dati in affitto garantendo una rendita fondiaria all'investimento immobiliare effettuato. Nell'unicità di piano si ridefinisce la posizione reciproca fra locali di rappresentanza, privati famigliari e di servizio. Si evolvono rapidamente gli ambienti per l'igiene personale, fino a determinare i convenzionali bagni. Si fissano nuovi stereotipi arredativi, con un progressivo avanzarsi degli arredi al centro degli spazi, come nella sala da pranzo. Nella scomparsa dell'architetto che coordinatore nella realizzazione degli interni e degli arredi, c'è il trionfo del tappezziere. Tutti gli stili del passato vengono scoperti e rivisitati dall'eclettismo storicista, anche con materiali industriali che simulano quelli preziosi. È l'epoca dell'inautentico, del kitsch. Ma negli ultimi decenni dell'800, la borghesia europea trova il suo stile nell'art nouveau. I nuovi interni chiari e luminosi sono unificati dall'architetto progettista come opere d'arte d'assieme. Nel XX secolo fino a tutti gli anni '60, il tema centrale dell'architettura e dell'arredamento moderno si sposta sulla casa del proletariato operaio, dai singoli tipi edilizi agli arredi fissi e dati con la casa; mentre i singoli mobili sono oggetto di design autonomo orientato alla produzione industriale di serie e acquistano autonomia ed individualità (la sedia non è più in stile con il tavolo). Gli spazi sono confortevoli, grazie anche agli elettrodomestici e il fulcro della casa diventa il televisore. Negli ultimi decenni le varie tappe di questo processo di civilizzazione sono sostituite dalla compresenza di eterogenei modelli formali che corrispondono ad esigenze di individualizzazione di massa, già avvertite dall'eclettismo borghese di fine 800 e oggi favorite dai nuovi prodotti industriali che recuperano in forme più economiche tecniche di finitura del passato e realizzano nuove qualità formali degli oggetti d'uso. Più che le nuove edificazioni, sono gli interventi sul costruito che impegnano la progettazione d'interni nel recupero delle qualità spaziali e materiche.

5. Popolarità delle forme

Nel complesso dell'abitare, nei diversi tempi e luoghi, è possibile schematizzare alcune popolarità intrinseche a tutte le forme che corrispondono ai modi limite di risoluzione di problemi sempre ricorrenti nella progetto di spazi e arredi domestici. Vi sono quattro parametri che consentono di orientarsi nell'universo delle forme dell'abitare; il primo è l'impianto interno spaziale dell'abitazione che oscilla tra ideali di massima unitarietà e continuità o di massima articolazione e discontinuità dei luoghi. Gli spazi e gli arredi possono avere specifica identità materiale o sovrapporsi ed integrarsi in spazi polivalenti. Il secondo è il rapporto tra esterno ed interno oscilla nel tempo tra ideali di massima chiusura e di massima apertura relativi sia al rapporto tra pubblico e privato, tra costruito e natura e tra costruito e costruito. Il terzo riguarda il rapporto tra spazio e arredo che oscilla da una massima integrazione (l'involucro architettonico ingloba le attrezzature e gli arredi) a una massima distinzione (tutto l'arredo è mobile e determina gli spazi interni). Nonostante i ripetuti tentativi del '900, definire un nuovo equilibrio fra architettura, arredamento e design concettuale rimane un problema del tutto aperto. L'ultimo parametro riguarda la decorazione che può anche non essere presente come nell'architettura moderna in reazione al decorativismo vuoto di fine '800. In realtà l'eccesso di decorazioni viene sostituito dalle valenze decorative intrinseche dei materiali utilizzati che compensa l'estrema semplicità e povertà delle forme geometriche utilizzate. Ciò che distingue il movimento moderno, infatti, non è l'assenza di decorazione, ma la matrice figurativa geometrico-astratta adottata.

6. Tendenze dell'attualità

Negli anni '80, dopo la crisi delle utopie del Moderno e gli insuccessi dei programmi di edilizia economica, in molti interventi architettonici vi è la delega totale a chi abita di decidere come arredare la propria casa. Il postmoderno in architettura ed il neomoderno nel design hanno in diverso modo interpretato nuove esigenze comportamentali e di immagine: il primo con la rivisitazione degli stili del passato, con un classicismo ironico e colorato ed una ripresa del moderno ridotto a semplice codice; il secondo con un riallaccio alle avanguardie storiche non razionaliste (Futurismo, Cubismo ed Art Decò). Pochi episodi emergono come punti fermi di una ricerca meditata sugli interni: ad esempio la camera da letto di Sottsass alla XVII Triennale di Milano all'interno di una generica villetta di periferia, con letto a baldacchino in acciaio cromato, laminati plastici colorati e legni ricomposti. Negli anni '90, potremmo segnalare tre sole tendenze: da un lato una linea che estremizza gli assunti puristi del Moderno abbinati all'high-tech di materiali e sistemi di produzione industriale estranei alla tradizione domestica così da dare un'immagine minimalista o fredda del luogo dell'abitare; dall'altro lato una linea più etnica, che si vale a sua volta di nuovi materiali e tecnologie per dare una carica espressionista e forte personalizzazione agli ambienti (Pesce, Appartamento a Parigi, 1986); ed infine una linea di animazione degli spazi che associa le tecnologie industriali all'high-craft della tradizione delle arti applicate e decorative (Riva, Casa De Paolini, 1985).

7. Verso una nuova civiltà dell'abitare

Queste nuove forme dell'abitare per essere segno di una civiltà integrale e quindi anche estetica, cioè capace di adeguare i suoi valori alle forme che li ordinano, non possono esaurirsi nel luogo privato della propria casa, ma dovranno rispecchiare in esso una rinnovata cultura del luogo pubblico. Tutti i problemi dell'arredamento sembrano essere risolti con l'ampia libertà di scelta; ma dal mercato di massa emergono nuove esigenze di qualità e di giudizi selettivi sugli aspetti economici, materici e di gusto. Nella continua dialettica tra storia e progetto apprendiamo che la casa del futuro non deve essere di un unico linguaggio e di limitato repertorio di materiali e che neppure si debba disperdere nella molteplicità di prodotti privi di strumenti culturali.

Alle origini a metà Ottocento

Il design postmoderno ripropone gli interni e nei mobili tipologie oggettuali e stilemi derivati dall'antichità. Questa ripresa del passato si muove tra gli estremi della ricostruzione filologica e di una reinterpretazione che gioca più liberamente con gli elementi dei linguaggi storici, in particolare quello classico. Essa si presenta ciclicamente nel corso della storia dell'Arredamento, come nell'Umanesimo con le lesene e il soffitto decorato a cassettoni, oppure nel Neoclassicismo settecentesco di matrice pompeiana, fino all'Eclettismo ottocentesco che pone le molteplici esperienze del passato sullo stesso piano. Interessanti sunti di indagine derivano anche dalle altre civiltà, come quelle dell'Estremo Oriente che, con i loro principi di naturalità, semplicità e modularità, hanno interferito nell'evoluzione del Moderno e che oggi corrono il rischio di perdere la propria identità nell'inseguimento delle tipologie spaziali e oggettuali del mondo occidentale.

1880 - 1910

Alla fine dell'Ottocento, in un clima ottimistico di sviluppo economico e di rinnovamento culturale, la borghesia europea trova con l'Art Nouveau un proprio stile, dopo un secolo di ripresa storicista ed eclettica degli stili del passato. Gli interni sono caratterizzati dalla ricerca del comfort e del rapporto tra persone e cose (Einfuhlung). Il nuovo gusto promuove il recupero delle tradizionali tecniche decorative con la combinazione di materiali pregiati ad altri più poveri colti nelle loro valenze cromatiche e figurative, nonché l'utilizzo di materiali nuovi per l'ambiente domestico quali il ferro ed il vetro. Architettura, arredamento e arti decorative si fondono nell'opera d'arte totale. Negli interni di Horta pavimenti, soffitti e pareti sono strettamente correlati con gli elementi di arredo fisso e mobile, fino al più piccolo dettaglio costruttivo e decorativo. Essi si articolano dall'interno verso l'esterno con altezze differenziate e fulcri dinamici dati dai disimpegni, dalle scale, dove la luce naturale filtra attraverso gli alti lucernari, e dai grandi saloni entro cui vengono definiti delle nicchie camino e luoghi più intimi.

  • Horta, Casa Tassel, Bruxelles 1898: All'interno di un lotto stretto e profondo, la palazzina Tassel è la prima opera rappresentativa dello stile Art Nouveau. Salendo alcuni gradini dall'ingresso principale si arriva ad un pianerottolo di disimpegno che da un lato conduce alla scala principale e dall'altro si apre verso un giardino d'inverno arredato dalla grande specchiera a muro, da sedie e tavolino da the in bambù e vasi di palme. La luce naturale è filtrata dalle coperture in vetro risaltando le strutture in ghisa e acciaio dal disegno organico e verniciate in verde oliva.
  • Horta, Casa Solvay, Bruxelles 1899: La casa di 4 piani su lotto rettangolare è un'opera d'assieme in stile Art Nouveau. Lo scalone d'onore, illuminato da una cupola vetrata, collega il piano terra, destinato ad uffici con il piano nobile in cui si trova il grande soggiorno. Questo ambiente è suddiviso in tre ambienti da pareti mobili vetrate: una grande sala della musica, la sala centrale con balcone ondulato e la sala da biliardo. I disegni geometrici delle tarsie del parquet, le decorazioni floreali del soffitto e la continuità di trattamento tra boiserie delle pareti e serramenti conferiscono una notevole preziosità al progetto grazie alla cura del dettaglio.
  • Loos, Casa Loos, Vienna 1903: Nel proprio appartamento di un vecchio edificio nel centro storico, Loos realizza un grande ambiente soggiorno-pranzo che segna un passaggio significativo verso il gusto moderno dell'abitare. Lo spazio si articola in due parti a diversa altezza: uno più ampio e libero di arredi, con una panca a muro, tavolo, sedie Windsor ed una poltrona; l'altro, più piccolo, completamente arredato e caratterizzato da un grande camino in mattoni a vista. Il soffitto ribassato e la possibilità di separazione, tramite una tenda, dalla zona pranzo conferiscono alla nicchia del camino un carattere di intimità, di luogo privato.
  • Mackintosh, Casa Hill, Helensburg 1903: L'esterno della Hill House riprende la tradizione della casa scozzese e si contrappone all'interno, estremamente innovativo nella distribuzione e nell'arredamento, di cui Mackintosh progetta ogni singolo dettaglio. Lo spazio luminoso del soggiorno è caratterizzato dalla nicchia, sporgente in facciata, del bay-window con divano sottofinestra e mensole, e dalla nicchia per la musica con pianoforte. Il soffitto nero risvolta sulle pareti chiare, disegnate con un delicato motivo floreale, mentre il pavimento è completamente coperto da un unico grande tappeto grigio.
  • Hoffmann, Palazzo Stoclet, Bruxelles 1909: L'imponente Palazzo Stoclet si caratterizza per la definizione originale e la cura esecutiva di ogni dettaglio; circa 40 stanze si dispongono su tre piani intorno alla Halle a doppia altezza. La sala della musica (18 x 7 m) termina con un'abside destinata al palco e all'organo, le pareti sono rivestite da pannelli in marmo nero, mentre il pavimento, in legno di teak australiano, è intervallato da sottili strisce di coralli che formano un disegno geometrico. Il colore nero dominante è contrastato dalla vivacità cromatica delle sedie e delle cornici dorate, dal rosso della passatoia, dei tendaggi e del rivestimento e dai vetri decorati.

Anni Venti

Negli Anni Venti lo spirito nuovo che anima le avanguardie artistiche attua un rinnovamento radicale nella concezione della casa moderna: la costruzione di interi quartieri sperimentali propongono un nuovo modo di abitare rivolto ai valori espressivi e dinamici della forma astratta ed all'uso di tecnologie costruttive (cemento armato, acciaio) che conse...

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 21
Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 1 Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Architettura di interni, prof.Crippa,  libro consigliato Civiltà dell'abitare, Ottolini Pag. 21
1 su 21
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/16 Architettura degli interni e allestimento

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sgri90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura degli interni e allestimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Crippa Davide.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community