Percorsi negli studi di cultura materiale
Note introduttive tra oggetti, immaginari e desideri
Luca Ciabarri. Il volume ha finalità didattiche e presenta la traduzione di alcuni studi sul tema della cultura materiale apparsi su prestigiose riviste di antropologia tra il 1990 e il 2000. Questi contributi hanno fatto evolvere il tema delle discipline antropologiche. La questione della cultura materiale si colloca al centro della discussione attorno al ruolo, agli oggetti e ai metodi dell'antropologia.
L'antropologia nasce a metà dell'Ottocento come antropologia della religione e della parentela. E.B. Tylor (inglese) e H.L. Morgan (americano) sono i padri fondatori della disciplina nei rispettivi paesi. Queste tematiche rispecchiano due grandi dibattiti: quello tra creazionismo ed evoluzionismo e quello evoluzionista che vede nelle istituzioni umane la possibilità di una storia basata sulle speculazioni teologiche e filosofiche. Negli USA gli studi di parentela si legano alla differenza culturale.
L'antropologia nasce in un contesto di cultura materiale fatto dalla raccolta, il collezionismo, lo studio e la catalogazione di oggetti esotici e primitivi. L'antropologia è legata ai viaggi, alle esplorazioni scientifiche e geografiche ottocentesche e alla nascita di musei etnografici.
Per gli antropologi evoluzionisti, gli oggetti hanno un ruolo particolare: sono indicatori dello stadio evolutivo della società a cui appartengono. Si riconosce un legame tra produzione materiale e intellettuale. Cruciale è il ruolo svolto dall'archeologia preistorica e dagli studi di Lubbock con cui gli oggetti diventano misuratori di progresso. Pitt-Rivers costruì un museo dove le collezioni di oggetti esotici potessero mostrare l'evoluzione umana.
Taylor e Frazer descrissero le tappe del pensiero umano con ricostruzioni evolutive; Morgan vide la storia universale scandita dall'evolversi delle tecniche di sussistenza, invenzioni e scoperte determinate dai livelli tecnologici.
La categoria oggetto etnografico
Nell'interesse evoluzionista emerge la categoria oggetto etnografico per ordinare le stranezze e le meraviglie esotiche che si trovavano nelle collezioni europee tra il '700 e l'800. Raccogliere e collezionare danno il via al sapere che costituirà l'antropologia. Questo alimenta una riflessione sui luoghi di provenienza e sui contesti d'uso degli oggetti. Collezionare l'esotico diventa una passione; sul piano scientifico diventa un imperativo per ogni viaggiatore.
È il periodo delle grandi spedizioni che portano oggetti ma anche osservazione e documenti. La seconda metà dell'Ottocento è immersa nella cultura esotica e l'idea stessa di progresso ed evoluzione vittoriana include la cultura materiale. È la cultura materiale che determina le differenze nel grado di avanzamento e civiltà delle singole culture. Spesso l'elemento descrittivo è mischiato con quello ideologico e, come ricorda Thomas, il collezionare è anche legato alla dominazione. Thomas studia il colonialismo inglese alle isole Figi e mette in relazione il dominio coloniale con la volontà di agire in un contesto che va conosciuto e descritto.
Relazione tra sapere e potere
Per Kuklick la relazione tra sapere e potere diventa contraddittoria ed ambigua quando in Europa si diffonde l'interesse per gli oggetti esotici legati all'evoluzionismo. La prospettiva evoluzionista contribuì al riconoscimento sociale dell'antropologia. Per l'élite, l'evoluzionismo, soprattutto nelle sue forme volgarizzate, esprimeva il senso di classe e nazione in ascesa che portava a legittimare il colonialismo.
L'evoluzionismo e il ruolo dimostrativo degli oggetti esotici piacevano moltissimo alla popolazione e questo si trasformava in consenso al colonialismo. Inoltre rendeva meno acute le disparità che si stavano creando con l'industrializzazione: tutti, alla fine, erano parte di una nazione egemone. Nelle forme volgarizzate, l'evoluzione si aggancia al razzismo, da cui gli antropologi vittoriani prendevano le distanze salvo poi avere un ruolo attivo nella scienza positivista del tempo. Il legame tra evoluzionismo e culture nazionali si sviluppa con l'esibizione dell'Altro primitivo che comprende sia oggetti che esseri umani. Si assiste ad una deriva ideologica-nazionalista dell'evoluzionismo scientifico.
L'evoluzionismo si spezza in varie correnti: ad esempio l'esotico diventa il fulcro delle avanguardie come promotore della rivoluzione delle forme artistiche. Ci sono anche correnti di regressione che usano il primitivo per giustificare la categorizzazione della società e i processi di marginalizzazione iniziati con la rivoluzione industriale. L'arretratezza viene spiegata con parametri del darwinismo sociale e antropometrici. Con queste nuove derive, si perde il valore scientifico e la positività.
Il progresso materiale entra nella descrizione dello sviluppo e modernizzazione delle culture: tutte le culture del pianeta si trovano in un viaggio verso la modernità Occidentale.
La rivoluzione etnografica
Finito il periodo evoluzionista, l'attenzione va a Malinowski e ai suoi studi sullo scambio kula e a quelli di Boas sul potlatch. La rivoluzione etnografica del 1900 si concentra sulle reti di relazioni sociali in cui sono avvolti gli oggetti. Gli oggetti e la loro circolazione creano le relazioni sociali. Mauss costruisce l'idea di hau come di spirito della cosa donata che condensa le relazioni sociali e la loro circolazione alimenta queste relazioni. Sono le relazioni sociali a determinare il valore dell'oggetto in cui sono comprese.
Vengono compiuti nuovi studi a fondamento della teoria dello scambio e della reciprocità. Lo scambio costituisce la società perché crea un sistema di legami e di obbligazioni sociali. La Munn riprende lo studio di Malinowski relativo ai kula e circoscrive lo scambio entro una regione con un sistema di gerarchie e relazioni reciproche che lo scambio stesso va a costruire. Se si guarda retrospettivamente, la ricerca di Malinowski anticipa i tempi: l'antropologia classica si occupava delle connessioni dei mondi attraverso la circolazione dei materiali, prevedendo una globalizzazione, un sistema di scambio a lunga distanza che sarebbe diventato l'oggetto dell'antropologia moderna.
L'antropologia classica però non porta avanti l'interesse verso gli scambi kula e continua a pensare le società come isolate e a condurre studi localizzati e circoscritti. Lo studio si basa sulla ricerca in campo, con un'osservazione diretta e il passaggio dai dati generali a quelli specifici adatti sul campione di studio, che è pensato come omogeneo e depositario di una specifica diversità culturale. La teoria dello scambio e della reciprocità segna un importante punto di cesura nell'antropologia come studio delle culture materiali.
Riflessioni sulla cultura materiale
Le riflessioni sulla cultura materiale si staccano dal mondo delle collezioni e dei musei: la scuola di Boas è quella che per prima si stacca. Da curatore dell'American Museum of Natural History, Boas propone di inserire gli oggetti in ricostruzioni fedeli dell'ambiente da cui provengono per legare la pratica museale a forme che non decontestualizzino l'oggetto.
Gli studi sullo scambio e la reciprocità sono incentrati più sul simbolo e le relazioni sociali, mentre l'oggetto in sé passa in secondo piano. Per Lévi-Strauss la teoria dello scambio è l'analisi dello scambio di donne e reciprocità nella teoria di parentela; si interessa alle maschere. La Douglas conduce studi sui simboli naturali e i sistemi di classificazione.
Il mondo delle cose è il volume della Douglas dedicato al consumo e al ruolo delle merci nelle società contemporanee. Qui il consumo è legato ad oggetti che determinano una distinzione sociale che porta alla costruzione di un sistema e all'inclusione sociale in base agli oggetti “consumati”. Bourdieu sostiene che il conflitto sociale non sia la lotta di classe ma la lotta per l'appropriazione delle cose e del consumo.
Leroi-Gourhan è un archeologo e antropologo francese, studioso di preistoria che elabora una particolare prospettiva della tecnologia culturale per cui gli oggetti tecnici sono in relazione ad un sistema di azione e di pensiero di cui ne fanno parte. Lo sviluppo intellettivo del genere umano è legato alla sua possibilità di costruire e manipolare oggetti e non viceversa. La conquista della posizione eretta libera le mani e riduce gli sforzi della volta cranica, a vantaggio del linguaggio e delle facoltà simboliche. Dei sottolinea che c'è un divario tra gli studi anglofoni, che fino al 1980 tratteranno gli oggetti solo per la loro valenza simbolica, e gli studi francesi.
Discussioni attuali
Le discussioni attuali si compongono delle ricerche dei Leach, della Munn e della Weiner. Weiner mette in rilievo le proprietà inalienabili che vanno conservate perché costituiscono un'identità. Godelier riprende, ne L'enigma del dono, le teorie della Weiner: vendere significa separare le cose dalle persone; donare significa mantenere sempre qualcosa della persona che dona nella cosa donata; custodire significa non separare le cose dalle persone perché su questo si afferma un'identità storica che va trasmessa. Non è la qualità degli oggetti a stabilire se sono o no doni, ma è il processo generale in cui sono immerse le società.
Miller ridiscute i confini tra doni e merci nel contesto della società capitalista e delle rigide opposizioni tra dono e mercato. Miller sostiene anche che la diffusione globale della tecnologia non avvenga attraverso principi di omologazione ma di differenza. Miller vede nel consumo di massa esclusivamente una forma di alienazione che rende passiva la società.
Appadurai dà una lettura culturale delle dinamiche economiche e studia la produzione del valore come risultante di dati rapporti politici e non di dinamiche economiche. Il valore delle merci è definito dal processo sociale di cui fanno parte e non dalle loro qualità. Se tutto può essere merce, un oggetto può anche perdere questo status. Esistono un contesto e un processo sociale specifici che trasformano un oggetto in una merce. Se si segue la vita sociale delle cose e le loro trasformazioni, si possono svelare i processi sociali, il modo in cui si produce valore.
Kopytoff analizza i processi di mercificazione e demercificazione. Lattas e Graeber studiano la circolazione degli oggetti come punto di partenza per lo studio dei rapporti tra mondi. Graeber studia la diffusione di mezzi di scambio particolari che consente la transazione tra regimi di valori differenti. Lattas parla degli oggetti nei culti cargo per produrre senso nelle nuove relazioni tra mondi e i rapporti di dominazione tra gruppi. Il cargo arriverà quando i neri si saranno appropriati dei segreti dei bianchi e avranno prodotto una nuova immagine di sé entro una guerra di visioni e di oggetti/tecnologie per la visione.
Weiss riprende il tema della mercificazione nella categorie di alienabilità ed inalienabilità. Bestor studia la produzione e il consumo del sushi entro un'ampia gamma di fenomeni culturali, sociali e tecnologici. Il mondo delle merci è legato a quello della moda, dei consumi. Myers descrive il processo di mercificazione attraverso la transazione di forme d'arte australiana: è il bisogno post-coloniale di affermazioni di determinanti gruppi sociali attraverso i manufatti artistici.
Concetto di agency
Nel corso degli anni '90 si sviluppa il concetto di agency ovvero la capacità di azione applicata al mondo degli oggetti. Munn sottolinea il reciproco costruirsi di cose e uomini nel sistema kula, il riconoscimento di un potere di azione degli oggetti è centrale in Gell e Latour. Negli anni 2000, i temi della cultura materiali sono passati legati al tema della soggettività.
Warnier rilegge i classici dell'antropologia per analizzare i modi in cui il movimento del corpo entra in relazione con il mondo materiale circostante. L'oggetto viene incorporato attraverso le condotte motorie. L'oggetto è il luogo di riflessione per il sé sociale e individuale e costruisce l'azione sociale. Il percorso di Warnier dovrebbe portare alla definizione degli oggetti e delle azione come punti di un percorso che porta alla definizione dell'identità. L'oggetto è la formazione del sé, di una distinzione sociale e definisce gerarchie nella società. L'oggettivazione è un processo centrale ed è legato al tema dell'alienazione che Warnier sottostima.
Antropologia e contemporaneità
L'antropologia della contemporaneità punta allo studio dei significati sociali della percezione, della rappresentazione e dell'occultamento delle forme di relazione tra i mondi. La cultura materiale risulta protagonista in ogni fase di rinnovamento dell'antropologia. Ci sono quattro temi importanti: il tema dell'agency e della soggettività; la riflessione sulla contemporaneità; la riflessione sui fenomeni di connessione tra i mondi mediati dalla circolazione di oggetti; la riflessione sul tema della connessione tra concetti.
Costruire mondi regionali nell'esperienza
Lo scambio kula, la stregoneria e gli eventi locali a Gawa. (Nancy D. Munn) (Lo scambio kula è uno scambio simbolico di doni basato su rapporti di fiducia. I doni si portano in canoa: verso nord si scambiano collane di conchiglia rossa e verso sud si scambiano bracciali di conchiglia bianca. Gli oggetti ricevuti restano poco ai loro "proprietari" perché vanno barattati dopo poco tempo con apposite cerimonie.)
Nello studio di Anderson Comunità immaginate. Origine e fortuna dei nazionalismi del 1983 si esaminano alcune forme culturali e processi che aiutano a comprendere le relazioni sociali tra persone che non si sono mai conosciute direttamente. Vuole cogliere le forme particolari che costituiscono l'esperienza di connessione translocale e transtemporale, centrale per lo sviluppo di una moderna concezione di nazione.
Lo studio di Anderson solleva un problema antropologico più ampio che porta ad analizzare i modi in cui eventi, mondi, relazioni sociali distanti tra loro possono emergere nel mondo immediato di qualcuno. Ci si chiede come la comprensione di un mondo distante sia costruita attraverso i processi culturali che lo rendono evidente nell'orizzonte presente. Presente e immediato si riferiscono allo spazio-tempo di un soggetto, distanza è relativa al posizione spazio-temporale del soggetto. Giddens per la distanza non considera i processi simbolici.
La regionalità è importante per la costruzione dell'esperienza di un mondo vissuto e sottolinea che per il soggetto il mondo regionale non è dato ma vissuto. Questo mondo si crea perché viene vissuto. Succede che eventi specifici si dilatino fino a comprendere un livello sociale più ampio. Il problema sta nel circoscrivere la regionalità in una cornice che contenga anche coscienza storica indigena. L'esempio della Munn riguarda lo scambio kula della Papua Nuova Guinea e consiste in un caso in cui una transazione kula tra diverse isole e le relazioni con i compagni d'oltremare hanno ripercussioni sugli eventi e sulle relazioni tra gli isolani. L'isola in questione è Gawa, nel settore nord-est dell'anello kula. La Munn vuole dimostrare come degli eventi locali abbiano significati translocali sviluppatisi diversamente nel corso di sei anni.
I gawani considerano Gawa la loro terra-madre e si definiscono come una comunità singola in opposizione con l'eterogeneità delle altre isole: questa è un'unita locale. Quindi gli eventi locali solo tutte le interazioni sociali e attività che avvengono a Gawa. Di contro, gli eventi translocali sono quelli che coinvolgono partecipanti provenienti da isole diverse. Translocale è diverso da regionale perché la regionalità è la sintesi di una concatenazione tra eventi locali e translocali. Altro problema è quello della coscienza storica, ovvero ai modi che i Gawani connettono tra loro gli eventi, sviluppando una "storia di eventi". L'analisi della Munn si concentra sul processo con cui i Gawani creano alcune connessioni spazio-temporali nell'esperienza e l'analisi di queste connessioni in un caso specifico.
Il caso Manutasopi e la malattia di Silas
(sono pseudonimi. A Gawa molti hanno anche un nome occidentale che però non è conosciuto. La Munn usa questa strategia per rendere meno riconoscibile il soggetto esposto, nonostante alcuni si possano comunque riconoscere nei fatti elencati.)
Nel 1974 un importante capo kula, Silas, si ammalò improvvisamente: venne organizzato il rituale pubblico di guarigione che si tenne all'esterno della sua casa con l'obiettivo di imporre agli stregoni di smettere le loro attività omicide. Durante questi incontri, chi si sente sospettato prende la parola per difendersi e per esortare gli stregoni a desistere: i sospettati non confessano mai e i loro nomi non possono essere pronunciati pubblicamente.
Nel caso della malattia di Silas, alcuni grandi capi kula esposero il racconto di alcune transazioni di conchiglie, sottolineando il loro disinteresse ad avere in particolare il bracciale Manutasopi, di grande valore. Silas aveva ottenuto il Manutasopi a seguito di uno scambio irregolare ed era chiaro ai partecipanti che chi aveva preso la parola potesse essere stato in competizione con Silas per il bracciale. Infatti tutti avevano un rapporto separato con John, isolano di Boagis, che decise di donare il bracciale a Silas e ad un compagno influente dell'isola di Kitava.
Thomas, un anziano capo kula e il più importante cacciatore di streghe e curatore dell'isola, insinuò che il sentiero kula che lui stesso aveva con John non giustificasse un dono così prezioso e né mai si era aspettato di ricevere conchiglie così pregiate. Inoltre Thomas aveva avvertito Silas e i Kitavani sono bypassare nel loro comune sentiero il compagno dell'isola di Muyuw, facendo accorti illegali con John. Avendo permesso alla conchiglia di andare a Kitava senza...
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