NASCITA DELL’ANTROPOLOGIA
1799 Société des Observateurs de l’Homme di Jauffret. Prima di questo progetto ‘scientifico’ letteratura sui selvaggi era
carica di esotismo, pregiudizio e moralismo ed era funzionale a polemiche politiche: religione, battaglia antischiavista,
critica del potere assolutistico. Mito del buon selvaggio. Jauffret grazie al clima favorevole (patrimonio
dell’illuminismo) fonda l’idea di scienza come servizio sociale, e come base della nuova scienza l’osservare e il
confronto con la differenza. Da a questa nuova scienza dell’uomo carattere istituzionale che gli consentono un’attività
sistematica di ricerca: filosofo viaggiatore. Ma clima cambia, la scienza viene subordinata a necessità burocratiche e a
metà del 1800 si sviluppa il degenerazionismo che ritiene che il progresso umano sia dovuto a Dio e che i selvaggi
riflettano la degenerazione e l’oggettivazione del peccato originale. Sul finire degli anni 1850 creazionismo e
evoluzionismo erano le opposte interpretazioni della storia naturale e della storia umana. Ma in quegli anni in Gran
Bretagna le scienze della natura e dell’uomo vennero rivoluzionate dall’uniformismo (scienza del vivente, unisce
geologia, biologia, archeologia) che sostiene l’invarianza delle leggi che caratterizzano lo sviluppo culturale [beneficia
del generale clima di fiducia nel progresso materiale e sociale data dal positivismo]: da qui nasce l’idea di manufatti
come “misuratori di progresso”.
EVOLUZIONISMO BRITANNICO età vittoriana (seconda metà dell’800)
Tylor: prima definizione di cultura in “Cultura primitiva”: “la cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più
ampio, è quell’insieme complesso che include conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume e qualsiasi altra
capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società” = la si ritrova ovunque, è acquisita, non
connaturata a una razza: esistono tante culture quante società, gli esseri umani sono soggetti culturali. Passaggio
dall’uso individualistico a quello collettivo del concetto di cultura. Cultura come insieme complesso, scomponibile in
diversi elementi: in questo modo si possono estrarre elementi e studiarne lo sviluppo e riscontrarne l’identica
evoluzione in tutti i popoli. Per Tylor popoli selvaggi erano rappresentanti degli stadi culturali precedenti. Tylor parla di
animismo in due accezioni: 1. base delle religioni [credenza che anche oggetti inerti posseggano un’anima]: nasce dal
sogno (momento in cui vive un nostro “doppio”), spiegazione “speculativa”, attitudine riflessiva dell’individuo 2. tutto
ciò che non è pensiero scientifico, materialista e razionale. Centrale concetto di sopravvivenza: credenza, idea, pratica il
cui significato originario è perito e si riferisce allo stadio culturale precedente. Fossili sociali. Per gli evoluzionisti era
fondamentale il metodo comparativo per dimostrare che tutte le storie potevano essere ricondotte a uno sviluppo
cumulativo della cultura > viaggio intellettuale attraverso le culture, tenendo presente le possibilità divergenti.
Robertson Smith: natura sociale del fenomeno religioso, dimensione collettiva in particolare dell’attività rituale.
Dimensione pubblica si antepone a quella individuale e si esprime nei riti comunitari; omologia tra attività religiosa e
rituale e attività politica e sociale. Mito deriva dal rito e non viceversa. Il sacrificio è un rituale di comunione tra società
e una divinità che rappresenta simbolicamente l’unità della società stessa: divinità come nume tutelare del gruppo.
Religione è quindi fattore regolativo dei rapporti sociali e spinge gli individui a uniformarsi agli standard collettivi di
comportamento. [Beduini come patriarchi biblici].
Frazer: magia > religione > scienza come tappe dello sviluppo intellettuale dell’uomo che cerca di dominare la natura.
Evoluzionista molto tipico: storia come successione di fasi, idea del progresso da una all’altra, sopravvivenze tra una e
l’altra.
ORIGINI ANTROPOLOGIA STATUNITENSE (metà 800)
Morgan: si concentra sugli indiani per l’interesse di cui godevano al tempo in America [tra nemici e esemplari semplici
e vigorosi Nuovo Mondo] “La lega degli Irochesi” prima descrizione scientifica di una tribù, sei ‘nazioni’ della
federazione irochese. Sistema di parentela indiani: ogni nazione era divisa in tribù con nomi di animali che si
ritrovavano uguali in altre nazioni, i componenti della stessa tribù sono ‘fratelli’: mantenimento relazioni pacifiche,
supposti selvaggi hanno carattere democratico; paragone con lo spirito egualitario dell’Atene democratica. Poi passa ad
altri indiani e studia il loro sistema terminologico di parentela e lo lega a un sistema di relazioni: una volta entrato in
funzione, è meno soggetto a cambiare di quanto non sia la lingua. Studiando altri sistemi di parentela giunge a trovare
due grandi gruppi di sistemi di parentela: classificatori e descrittivi [classificatori parenti in linea collaterale non distinti
da linea diretta: padre=padre, fratello del padre=padre; descrittivi distinti] che si riflettono in due distinti tipi di società:
classificatori organizzazione sociale basata su rapporti di parentela, descrittivi basata su rapporti politici. La prima è
ancora “barbara”, la comparsa della politica porta la civiltà ed è indissolubilmente legata alla comparsa di diritti di
proprietà privata della terra: ancora schema evoluzionistico. Per Morgan si passa da classificatori a descrittivi perché
dalla situazione di promiscuità originaria (non si distingue di chi sono i figli per poliandria adelfica) si passa alla
famiglia monogamica. Quindi i sistemi ancora classificatori oggi sono delle specie di sopravvivenze! “ La società
antica”: periodi etnici, selvaggio-barbaro-civilizzato con 3 sottoperiodi inferiore-intermedio-superiore. Invenzioni e
scoperte rappresentative del diverso grado di progresso di ogni fase, riconoscibili per la presenza di specifiche tecniche
di sussistenza. [America come “laboratorio dello storico”. Sistema delle riserve].
[3 MACROPERIODI: Evoluzionista (1850-1915), Classico (1910-1950), Contemporaneo (1950-2000)]
ETNO-SOCIOLOGIA FRANCESE (prima metà ‘900)
1
Durkheim: in Francia l’antropologia si sviluppa più tardi come disciplina singola a causa della dipendenza dalla
sociologia, a sua volta legata alla filosofia positivista di Comte. Durkheim: idea di una coscienza collettiva, insieme
delle credenze e dei sentimenti comuni; presenza quindi di un livello sociale sovraindividuale applicabile a tutte le
società. Primi interessi puramente etnologici si ritrovano nella distinzione tra solidarietà meccanica e solidarietà
organica > nelle prime la coscienza collettiva è così forte da essere coestensiva delle coscienze singole, individuo quasi
meccanicamente guidato dalle norme sociali; invece in quelle organiche l’individuo tende a differenziarsi dal gruppo a
cui aderisce volontariamente. La solidarietà meccanica è legata a un tipo di società definita ‘segmentaria’ a base di clan
di natura mista familiare/politica (totem è clan) ; invece quella organica è caratterizzata dall’interdipendenza e dalla
divisione del lavoro. “Le forme elementari della vita religiosa”= individuazione elementi che entrano a far parte di tutti
i sistemi religiosi e sociali, fenomeno religioso come fatto sociologicamente universale, ci sono quindi delle
rappresentazioni fondamentali e atteggiamenti rituali che rivestono ovunque lo stesso significato e adempiono ovunque
alle stesse funzioni. Totemismo, totem come simbolo del gruppo in quanto rappresentante dell’antenato. Proiezione del
gruppo sociale su un piano ideale, “idealizzazione” delle propria unione, culto del totem copre il culto della società.
Simili disposizioni intellettuali agiscono ovunque in qualunque stadio evolutivo: religioni, dalle più primitive alle più
sofisticate, sono un fenomeno unitario. Non vuole però teorizzare un “culto della società” ma sottolineare il dominio
esercitato alla dimensione sociale, collettiva, su comportamento e il pensiero individuale. Natura sociale del pensiero > i
fatti sociali hanno il potere di esercitare una costrizione sugli individui, sono indipendenti dalla psicologia del singolo, i
concetti sono sociali.
Hertz: “La rappresentazione collettiva della morte”: la morte distrugge sia il corpo fisico che l’essere sociale, recide il
rapporto dell’individuo con il gruppo, per questo la comunità avverte la morte di un suo membro come una minaccia
alla propria coesione, e deve ristabilire quell’equilibrio con dei rituali atti allo scopo: i riti funebri. Interessante l’uso
della doppia sepoltura in Borneo: morte come transizione da una condizione all’altra, dalla comunità dei vivi a quella
dei morti. Riti funebri come riti di nascita e matrimonio, favoriscono una transizione da una condizione sociale ad
un’altra. Lo scandalo della perdita di un membro si traduce nella sua reincorporazione nella comunità dei morti:
affermazione di continuità. “La preminenza della mano destra: studio sulla polarità religiosa”: preminenza del lato
destro come istituzione sociale di cui bisogna analizzare la portata in termini di rappresentazioni collettive. Distinzione
tra sacro e profano spinge a strutturare l’intero universo secondo un principio bipolare: prodromi dei sistemi dualisti,
individua un principio di opposizione fondamentale.
Van Gennep: i riti di passaggio. Vita degli individui scandita da una serie di riti che celebrano pubblicamente il
passaggio da una condizione sociale ad un’altra (man mano che si retrocede nella scala della civiltà i riti investono
aspetti sempre più numerosi e ai nostri occhi ‘profani’). Struttura tripartita dei riti: separazione (preliminari) margine
(liminari) e aggregazione (postliminari). Importante quella centrale, attenua il carattere traumatico della transizione ma
è delicata perché è una fase indefinita, di sospensione e portatrice di forze giudicate pericolose per la comunità
[momento di pausa tra le due esequie in Borneo]. Comparativismo spiccato di Van Gennep cerca similitudini o
ricorrenze formali da una vasta comparazione è un cedimento alla tradizione evoluzionista. Van Gennep si oppone a
Durkheim e Mauss nel considerare il totemismo come origine di qualsiasi forma di classificazione della realtà: per lui,
l’attitudine classificatoria è un elemento primordiale di tutte le organizzazioni sociali e quindi precede il totemismo.
Mauss: ultimo grande allievo di Durkheim. A) forme primitive di classificazione (in opposizione a Van Gennep); gli
individui raggruppano le cose del mondo avendo in mente la ripartizione degli esseri umani in gruppi sociali
[antropologia cognitiva]. La società proietta il proprio ordine sul sistema delle rappresentazioni, e ad una variazione
della società corrisponde una variazione nel sistema di classificazione > omologia strutturale tra dimensione sociale e
dimensione simbolica. B) fatto sociale totale: ricerca di quegli elementi del sociale suscettibili di coinvolgere nel loro
accadere la pluralità complessiva dei livelli sociali. Es: eschimesi viaggiano per la caccia e la disposizione morfologica
che la società tende ad assumere nelle diverse stagioni dell’anno è legata al variare dell’intensità della vita sociale:
natura bipolare e ciclica della vita che si realizzava nell’alternanza di fasi di ‘collettivismo’ e ‘individualismo’ > questa
bipolarità dovuta alla caccia permeava i vari livelli del sociale ed era talmente forte che si rifletteva a livello simbolico:
qualunque cosa veniva ad essere definita in base al riferimento che essa aveva con uno dei due termini di questa
opposizione. C) “Saggio sul dono” costruito sui lavori di Boas sul potlatch e di Malinowski sullo scambio kula:
fenomeni interpretati da Mauss come fatti sociali totali che impregnano la società di principio della reciprocità.
Raggruppate sotto la categoria del “dono” prestazioni di carattere apparentemente libero e tuttavia obbligato e
interessato. Tre regole alla base del fenomeno del dono: dare, ricevere, ricambiare; il principio della reciprocità diventa
una qualità intrinseca agli oggetti scambiati e esercita addirittura un’azione > teoria dello hau.
ANTROPOLOGIA CLASSICA STATUNITENSE (prima metà ‘900)
Boas: particolarismo, studio delle singole culture, condizione preliminare per ogni progett
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