Il museo dell'oro di Bogotà e l'estrazione dell'oro
A Bogotà, al secondo piano del Banco de la República, c'è il Museo dell'Oro. Possiede 38.500 pezzi di oro lavorato che dà lustro e rispetto alla rapace banca. Dal Museo si capisce come per millenni l'oro abbia sorretto il denaro di tutto il mondo. Ma il Museo tralascia l'aspetto legato agli schiavi africani arrivati per lavorare. Fu l'oro estratto agli africani, con l'argento messicano e peruviano, a dare l'avvio al capitalismo europeo. Il Museo omette anche il fatto che oggi non è più l'oro a determinare la politica economica colombiana ma è la cocaina. Oro e cocaina sono intrisi di avidità e violenza. Oro e cocaina avevano una grande importanza presso gli indiani prima dell'arrivo degli Europei.
Il poporo e l'uso della coca
Gli oggetti del Museo ci sono i poporo d'oro che gli indiani riempivano di poltiglia fatta di conchiglie polverizzate e bruciate e di foglie di coca bruciate che facilita il rilascio di cocaina nell'intestino e nella circolazione. Si infila un bastoncino nel poporo, si tira fuori dell'impasto e lo si mette in bocca insieme alle foglie di coca. Lo facevano tutti insieme come ora fanno gli indiani della Sierra Nevada. Quando si tolgono il bastoncino di bocca e lo inseriscono nel poporo, per alcuni minuti lo girano come se scrivessero. La velocità e il ritmo di tutti i bastoncini creano dei suoni. Lo sputo secco attorno al buco si accresce con il tempo e viene modellato a forma di cilindro. È vietato alle donne consumare coca.
Quando un giovane viene iniziato, gli si dà il suo primo poporo e lo si riempie di impasto: deve penetrarlo con il bastoncino e questo ne fa un rivale della donna. Il poporo diventerà un'estensione del suo corpo. Secondo Mamo Luca, l'oro è così importante perché è il sangue mestruale della Terra e si può estrarre solo con certi riti che assicurano armonia. Essenziale è purificare e risarcire la Terra per la profanazione subita. Estrarre l'oro è pensare e al pensiero si arriva assumendo coca e scrivendo i pensieri nel poporo.
Storia e traffico di cocaina
Il museo della cocaina (titolo originale del libro) è collocato all'estremità remota del Paese dove vennero portati gli schiavi africani per estrarre l'oro dalle acque dei fiumi andini. Negli anni '70, quando l'oro divenne scarso, si iniziò a trafficare con la cocaina. Nel 1999 i trafficanti era arrivati nei maggior porti; essi facevano la bella vita insieme ai poliziotti locali. Anche le FARC (forze armate della rivoluzione colombiana) avevano campi di coca. Anche i paramilitari coltivano, con il supporto malamente dissimulato dell'esercito statale. Nel 2001 si seppe del massacro dei contadini da parte dei paramilitari per estendere i campi di coca, vennero uccisi anche operatori umanitari.
Oro e cocaina sono dei feticci: valgono di più di quanto effettivamente la materia prima non valga. Sono entità spirituali che ingannano la mente umana. Un intero fianco della collina dalla parte del fiume sta scomparendo per l'estrazione dell'oro da parte di una società estrattiva russa. Un meticcio fa la guarda armato, mentre delle donne con i bambini tornano a casa.
L'arte dell'estrazione dell'oro
Secondo Ricado Gruesco, un discendente degli schiavi africani, l'oro è soggetto all'ira divina: quando venne il Diluvio, il mondo si sconvolse e gli elementi di mescolarono. I fiumi finirono nel sottosuolo e si riempirono di oro. I minatori vanno alla ricerca di questi antichi fiumi e sanno che ci sono vicina dai resti fossili e dalla roccia durissima e nera. A volte le foglie fossilizzate ricoprono l'oro ma romperle significa ridurre in polvere anche l'oro.
Le donne usano per setacciare il fiume uno strumento detto batea. È un piatto di un metro di diametro ricavato da un unico blocco di legno e immerso da un bordo nel fiume, quindi ruotato per uscire l'acqua e setacciare la sabbia. È difficile perché la rotazione deve essere in sintonia con la corrente del fiume. Ora il fiume è loro ma fino a poco tempo fa c'era il divieto di setacciare come privati imposto dalla compagnia mineraria.
Ocoro guidò la rivolta e le donne ottennero il diritto di "andar spiagge" con figli e panni da lavare alla ricerca dell'oro. In media trovano l'equivalente di un dollaro al giorno di oro. Questo è l'equivalente di un grano: il bottegaio, su una bilancia rudimentale, pesa l'oro in base a quanti grani di mais equivale. 4 grani equivalgono ad un carato che è il titolo dell'oro. Ora l'oro di scambia in base ai fiammiferi. Se si chiede quanto oro trovano in un giorno, tutte rispondono la stessa cosa: un grano. Forse lo dicono perché è una cifra tonda; forse perché è quello che dice chi compra l'oro; forse perché non si vuole far sapere quanto davvero se trova.
Superstizioni e credenze
Molti infatti muoiono per stregonerie e sortilegi. Cercare l'oro è trasgressione ma ora il diavolo non ha più oro da dare e il villaggio potrebbe morire lentamente se non fosse per la cocaina. Il Dio ebraico e cristiano amò l'oro ma l'oro è il simbolo del male, di tutto quello che si desidera ma si sa che non si dovrebbe. Goethe sosteneva che il giallo oro è l'idea stessa del colore giallo ma basta pochissimo per contaminarlo. L'oro ha molti lati sinistri raccontati in miti e leggende, costruite per frenare la smisurata ricerca. L'oro ha distrutto imperi e nazioni: in primis la Spagna, in cui l'oro e l'argento della colonie minò il regno. In molte leggende l'oro è definito lo sterco del demonio.
I minatori russi sono in giro a torso nudo (fatto raro), ubriachi, fumatori e aggressivi. Non sono stati pagati diventando invasori-prigionieri. Sapevano due parole di spagnoli e i locali li disprezzavano. Quello che più piaceva della Colombia era la quantità di roba a buon mercato a Buenaventura. Si può cercare l'oro per giorni e anni senza trovare nulla ma per molti questo è l'unico mezzo di sussistenza. Per trovare l'oro in una terra in continua trasformazione è più efficacie una tecnologia semplice con i batea delle donne rispetto ai bulldozer russi. Quando si sente salire una musica dalle profondità di una pozza, è lì che l'oro è concertato.
Succedono brutte e strane cose; ci sono patti con il guardiano che poi finiscono in magie e avvelenamenti. Lilia aveva osservato che chi fa soldi troppo velocemente, diventa pazzo. Le donne non fanno patti col diavolo anche se una aveva fatto una magia per far andar via i russi. Se la superstizione riduce il livello di ansia, è anche vero che ne crea molta. La stregoneria è usata per l'invidia con lo scopo di ridurre le disuguaglianze; serve anche a mantenere l'armonia tra natura e persone.
Dio aveva dato l'oro a Satana e ma non è ovvio che prima o poi ci si allei con lui e ci si auto-distrugga. C'è una storia su un uomo che voleva rescindere il contratto con il diavolo. Questi gli disse che doveva indovinare la sua età. La moglie lo aiutò: si mise sul sentiero del diavolo a gambe aperte e colse il diavolo alla sprovvista, inducendo la dirle l'età. Questa storia è ripresa in molte culture. La comparsa della cocaina più a sud ha fatto rinascere l'industria dell'oro.
Il museo della cocaina
Dopo l'oro estratto viene venduto è portato al Banco de la República che lo vende ad altri Paesi. Dopo nessuno sa cosa succede. Secondo Lilia è per i gioielli e i soldi. Taussig inizia il suo museo della cocaina da una grande chiave inglese rossa che non è utile a nulla, è solo appariscente come il mondo della droga. I narcotrafficanti pagano i gioiellieri della 47esima strada per trasformare l'oro in attrezzi da mandare in Colombia. È dalla preistoria che coca e oro sono legati, nei poporo ad esempio. All'oro vengono date tutte le forme che il cliente desidera: l'oro è informe, come la cocaina e il cemento.
Nelle città ci sono uomini d'affari che vanno a comprare la coca e poliziotti che la cercano negli aeroporti, terrorizzando i colombiani che aspettano le loro valige. A volte arrivano i colombiani con la cocaina nei preservativi nel loro stomaco: la DEA li purga, solo che il lattice può scoppiare. Per la "guerra della droga" si buttano defolianti su tutte le coltivazioni, di sussistenza e di coca: i narcos si spingono all'interno e porta la guerriglia. Questa è seguita da paramilitari in una guerra per il controllo dei campi e dello stato colombiano.
Gli indiani facevano dei pipistrelli in oro, simbolo della malignità e provvedevano con dei sortilegi e veleni contro i nemici. Molti fanno fortuna con la cocaina ma poi vengono uccisi. I corpi vengono scaricati in auto nei fiumi o direttamente nei fiumi. I fiumi sono fondamentali per il commercio, l'acqua è ovunque sulla Terra. I corpi si buttano dai ponti.
Panama e l'importanza del calore
Nel XVI secolo si reputava una crudeltà far immergere gli indiani nei fiume per cercare le perle; ora lo si fa per la sabbia. Arriva la guerriglia che è identica all'esercito colombiano se non fosse per gli stivali economici e i machetes. A questi seguono i paramilitari che sono come l'esercito solo che lo uccidono davvero e torturano, lasciando visibili le loro vittime. I paramilitari arrivano in un villaggio e leggono sul PC la lista di quelli da uccidere fornita dal governo colombiano che ovviamente non sa nulla né li conosce. I paramilitari sono disponibili ma non vogliono farsi fotografare senza passamontagna. Il 70% delle loro entrate arriva dalla coca e dalla marijuana che vendono negli USA. La guerra voluta dagli USA contro la guerriglia è una guerra per il controllo della coca.
La città di Cali è stata trasformata dalla coca e per colpa sua ora è in decadimento. La cocaina velocizza i cicli economici. Una volta i contadini vendevano il terreno vulcanico, solo che oggi non ci sono più coltivazioni. Anche se in città ci fosse lavoro, nessuno lo accetterebbe perché sarebbe sfruttato e sottopagato. Ma che futuro c'è per chi vuole vivere più di 25 anni? A 14 anni si ha una moto e delle armi. Questo è il sogno difficile da raggiungere. Quindi si moltiplicano le bande che rubano scarpe e TV. La polizia non c'è mai; gli squadroni della morte locali uccidono tossici, gay e travestiti i cui corpi si trovano nei campi di canna da zucchero, di proprietà di due famiglie.
Il simbolismo dell'oro e del denaro
L'oro ha la caratteristica di essere un simbolo e una realtà di valore. Quando il capitano Amasa Delano visitò nel 1850 la Zecca di Lima, la trovò simile ad una fortezza. Il minerale aurifero grezzo veniva bagnato ed impastato dai neri a piedi nudi che ci versavano sopra il mercurio per separare l'oro. Questo veniva poi scaldato, fatto colare dal crogiolo con un bastone avvolto nella stoffa. Le barre ottenute venivano passate nei rulli che le riducevano allo spesso di una banconota. Una pressa taglia monete creava la forma e poi i pezzi venivano fatti ruotare per la zigrinatura dei bordi. Venivano pesate: se erano troppo pesanti, le si mandava avanti. Se erano troppo leggere, si forava la monete nel centro e si spingeva dentro un pezzetto d'oro per far raggiungere il peso. La gente portava i lingotti alla Zecca e prendeva le monete.
Qui scompare il senso del denaro come simbolo a favore dei dettagli pratici. Quando Marx sosteneva che il denaro è un feticcio, intendeva dire che il denaro sembra moltiplicarsi da solo. Ma in realtà è il lavoro dell'uomo che lo permette. Il denaro resta un feticcio e nel caso in cui questa dimensione scompaia, verrà sostituta dall'universo pratico e quotidiano del lavoro. Quando si passa dal feticcio di Marx al mondo materiale, si sostituisce un incantesimo con un altro. Il denaro è un oggetto surreale.
L'oro ama nascondersi: quando Pizzaro arrivò e vide l'oro inca finemente lavorato, lo fece fondere e scortò personalmente le 11 tonnellate fuse in 4 mesi. Quando vide il giardino di piante d'oro del Tempio del Sole a Cuzco, fece fondere tutto. L'oro si trasforma e Pizzaro fece fondere tutto in lingotti da mandare in Spagna. Gli indiani volevano l'oro perché è l'unico metallo che può imitare tutto; i finanzieri lo vogliono perché con esso si compra tutto. L'oro ha reso tutto quello che c'è nel mondo scambiale.
Gli esperimenti di Goethe si possono inserire come futura teoria del caos. Goethe era affascinato dai colori come qualcosa che trascende le teorie perché ciò che reale è già un teoria. I colori spingono Wittgenstein ad impegnarsi più a fondo nei misteri del linguaggio. Il colore beffa il linguaggio e per questo interessa a Burroughs che vede nello scontro immagini e linguaggio il mezzo per accelerare la demolizione della cultura. Il colore trasforma il linguaggio in polvere di parole. Grazie a Goethe, il miglior modo sperimentale è simile ad un gioco linguistico. Sulle bolle si possono vedere tutti colori che cambiano come quando si riscaldano i metalli.
Per Benjamin, il colore poteva liberare la fantasia. Non si trattava di contrapporre il colore alla parola scritta, quanto creare tra loro una maliziosa interazione. Il lettore penetra nel testo che legge. Trasmutazione è il termine giusto per descrivere la teoria dei colori di Goethe. Questa teoria deve molto all'alchimia che è un'arte e una scienza nata dai tintori di stoffa dell'Antico Egitto e poi applicata ai metalli. Le teoria di Goethe, dove i colori risultano una complessa contrapposizione di luci ed ombre, si accorda bene con i colori della costa del Pacifico.
Calore e consapevolezza
Il calore è una forza che crea nel corpo umano una nuova consapevolezza di sé. Questa consapevolezza dovrebbe riunire il corpo al cosmo, secondo l'idea di Fourier che voleva riorganizzare la società su una base anticapitalista, socialista dove però non mancava il denaro, il lavoro e la proprietà. In una terra rinvigorita, sosteneva, il calore si sarebbe riequilibrato.
Dove il calore è la componente principale, nei film o nei racconti non è mai citato o è solo lo spunto per dare il via alla narrazione. Di tutte le ricerche sul campo di luoghi torridi, solo un lavoro ha riservato due paragrafi al calore e all'umidità. Shore, l'autore dei due paragrafi, vede nella fiacchezza del calore un senso di colpa e infatti è solo preludio al dramma.
Malinowski scrisse pagine sul calore ma erano quelle dei suoi diari: curava il panico da calore eccessivo con iniezioni di arsenico, con la cocaina e la morfina. Malinowski si presentava sempre vestito di bianco come un tipo occidentale pronto per affrontare il calore. Nei suoi lavori però la realtà è rappresentata come se fosse una fotografia: il calore non è una parte della ricerca ma resta inserito solo nella sfera personale.
Benjamin, nel 1932 scrisse una lettera ad un amico di Berlino dallo torrida Ibiza, sostenendo che l'hashish e l'oppio amplificano il calore. Benjamin sostenne che quando si imita qualcosa si diventa la cosa stessa. Sosteneva anche se si assume hashish, le parole diventano lustrini. Queste osservazioni vengono classificate come percezioni ampliate per via dell'hashish ma raramente si pensa a quanto sia limitata la percezione normale.
Nel suo libro Dispacci su un anno di guerra in Vietnam, Herr fa pochi riferimenti al caldo e all'umidità che doveva essere micidiali. Quello che lo preoccupa di più è il caldo e l'umidità che hanno deformato una carta. Il calore per Herr crea un'atmosfera dove politica e storia naturale sono una cosa sola. Il calore intorpidisce e sovrastimola in un contesto di guerra e bugie. Il calore diventa presente quando ad Herr venne chiesto di scrivere una scenografia che adattasse Cuore di tenebra di Conrad alla guerra in Vietnam. Ne uscì il film Apocalypse Now dove il sudore è largamente raffigurato.
In un articolo di J.L. Anderson, stima scrittore di una megabiografia su Che Guevara, non c'è l'ombra del calore presente a Panama. C'è tanto oro ma poco calore. Perché l'oro e l'argento hanno significato Panama per secoli tra gli europei. Quando Cage arrivò a Panama City nel 1637 descrisse, nelle sue memorie, il caldo insostenibile dandogli tanto spazio quando riservò all'oro. In due settimane di imbarco dell'oro a Port Bello, morirono 500 persone per febbri e dissenteria da calore. Porto Bello era la peggior assegnazione che il Regno Spagnolo poteva dare. Porto Bello era stato preferito al precedente porto, Nombre de Dios, perché ritenuto troppo malsano.
In Cent'anni di solitudine viene portato il ghiaccio a Macondo dagli zingari, esseri magici che portano cosa magiche. Il ghiaccio in un paese tropicale è emblematico: è la pioggia.
Vento e tempo atmosferico
La conoscenza del tempo e del vento è stata essenziale per costruzione del mondo. Alla fine del 1600, il pirata inglese Dampier segnò gli alisei generali e costieri sulle mappe, senza la conoscenza dei quali non si sarebbe mai potuto uscire dall'Europa. Nel 1931, un comandante di marina britannica tornò ad elogiare il lavoro di Dampier dato che, con solo piccoli aggiustamenti, i suoi rilevamenti sono usati ancor oggi. Il lavoro di Dampier è stato fatto con pazienza senza la pretesa moderna di dominare la natura.
Secondo i cliché sul tempo, si parla del tempo per evitare di parlare d'altro. Si parla del tempo in modo sommesso e gentile come per ammettere la nostra estraneità alla natura. Secondo il concetto di Adorno della reificazione, esprimendo il calore in gradi lo si reifica. Solo quando si riconosce qualcosa che si può confrontare, gli si dà uno status speciale.
Le TV trasmettono le previsioni meteorologiche: perché non lo chiamano tempo, dato che meteorologico richiama più il senso della scienza?
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