Relativismo culturale prima del relativismo culturale
Origini del relativismo culturale
Il relativismo culturale nasce nei primi anni del '900 in relazione a due ambiti:
- Particolarismo storico statunitense di Boas
- Funzionalismo britannico di Malinowski
Franz Boas
Franz Boas fu il primo antropologo di origine statunitense che si oppose alle teorie evoluzioniste. Gli evoluzionisti ritenevano che la cultura fosse unica, conformandosi presso tutti i popoli della terra nella stessa sequenza di sviluppo. Il concetto di progresso permetteva agli evoluzionisti di utilizzare una legge universale secondo cui tutte le società potevano essere messe su una scala e interpretate come la rappresentazione vivente di stadi che la società occidentale aveva attraversato e superato in un periodo più o meno lontano.
Boas, in un articolo del 1896, “I limiti del metodo comparato in antropologia”, sostituisce il metodo nomotetico degli evoluzionisti con il particolarismo storico e la sua concezione ideografica (specificità). Dà molta attenzione ai processi psicologici, cioè attenzione per le modalità attraverso le quali gli individui si rappresentano e reagiscono ai modelli di comportamento proposti dalla cultura. Introduce la prospettiva emica (osservare la cultura dal proprio interno e rimettere sempre in discussione il proprio punto di vista).
Nell’“Uomo primitivo” Boas sostiene che individui appartenenti alla stessa società tendono a condividere e a riconoscersi in un insieme di credenze, norme e rappresentazioni della realtà, a tal punto da provare reazioni di forte sorpresa, nel momento in cui si trovano a confrontarsi con individui di altre società che si comportano diversamente.
Durante la seconda guerra mondiale, l’insegnamento di Boas fu il centro della riflessione teorica e della pratica etnografica di antropologi americani che rifiutavano il presupposto di superiorità della cultura occidentale.
Malinowski
Negli stessi anni si affermò il funzionalismo britannico e l’osservazione partecipante che cambia il sapere antropologico. Malinowski, cittadino austriaco di origini polacche, trascorre un lungo periodo di vita e di ricerca presso i nativi, inserendo poi queste esperienze nelle sue opere. La più nota è “Argonauti del Pacifico Occidentale” del 1922, che propone la prospettiva funzionalistica olistica: la cultura è vista come un organismo vivente in cui ogni parte concorre al funzionamento del tutto.
Melville Herskovits
Padre fondatore del relativismo culturale, Melville Herskovits fu il primo a utilizzare il termine in un articolo di “American Anthropologist” nel 1947. La prospettiva relativista, con l’autore, diventa una vera e propria teoria. Egli preparò una bozza “Statement on Human Rights” introducendo il tema dell'indicibilità.
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