Estratto del documento

La santa anoressia: Digiuno e misticismo dal medioevo a oggi

Descrizione delle sante medievali

Alcune sante del tardo medioevo sono descritte in termini molto simili alle descrizioni cliniche dei moderni ammalati di anoressia nervosa. Un'analisi di un gruppo di 261 sante ufficialmente riconosciute dalla chiesa cattolica di Roma come sante, beate, venerabili o serve di Dio, vissute tra il 1200 e i giorni nostri, mostra che per un terzo di questi personaggi i documenti storici sono così scarsi da non poter trarre conclusioni utili. Tuttavia, 170 mostrano chiari segni di anoressia nervosa ed erano donne che suscitavano discussioni, imponevano attenzione e permangono come modelli eroici e protettrici.

Le donne medievali sono difficili da studiare, date le limitazioni che comportava il loro ruolo sociale. È difficile trovare documenti storici adatti a uno studio psicologico in profondità a meno che non entrassero in ordini religiosi o fossero accusate di stregoneria o eresia. Un numero storicamente significativo tenne un comportamento anoressico in risposta alle strutture sociali patriarcali in cui si trovavano irretite.

Diagnosi e trattamento

Nel 1969, Morton individuò il primo caso, distinguendo l'anoressia nervosa dalla vaga diagnosi per consunzione e sintomatologia della tubercolosi. Alcuni riferimenti sparsi a dimagrimenti auto-provocati appaiono nei trattati medici del XVIII secolo. Le incertezze di Morton nel trattare una paziente decisa a lasciarsi morire di fame lo indussero a considerare le basi emotive e psichiche delle malattie nervose. Giorgio Baglivi, dalla cattedra di Teoria Medica di Roma, aveva una considerazione meccanicistica del corpo umano, ma credeva che le passioni dell'anima potessero essere causa di malattie fisiche, sostenendo che i disturbi mentali si manifestassero con sintomi gastrointestinali come disappetenza e disaffezione verso il cibo.

All'inizio del XIX secolo, gli autori descrivono sintomatologie tipiche dell'anoressia nervosa e si rifanno a trattati più generali sull'isteria e nevrosi genitali femminili. Ad esempio, Pinel descrive un modello di alternanza tra periodi di anoressia con amenorrea e periodi di ninfomania. Con Gull e Lasegue (1868) si arriva alla diagnosi e nomenclatura specifica. Gull parla di anorexia nervosa e di sintomi come rifiuto del cibo, perdita di peso notevole, amenorrea, costipazione, debolezza del polso, respirazione rallentata, assenza di malattie somatiche e attivismo. Suggerisce che la malattia possa risultare da uno stato mentale morboso delle giovani in età in cui i disturbi emotivi possono ripercuotersi sull'appetito. Lasegue pubblica un'ampia relazione su 8 casi definiti di anoressia isterica, sostenendo che sia dovuta a qualche trauma emotivo che il soggetto tende a nascondere.

Nel decennio seguente, l'anoressia nervosa fu ovunque diagnosticata come malattia specifica di origine psichica. Charcot sottolinea la necessità di queste pazienti di fissare un'identità personale e desiderio di autonomia. Sebbene Freud non si sia occupato specificatamente di anoressia nervosa, le sue teorie ebbero enorme influenza. Sia lui che il collega Breuer ebbero a che fare con casi di anoressiche, come il notissimo caso di Anna e Frau Emmy. Freud interpreta questi casi come manifestazioni di abulia, sottolineando che l'elemento sessuale è quello che provoca il trauma, sostenendo la stretta connessione tra rifiuto del cibo e pulsione sessuale. Il rifiuto del cibo della paziente anoressica è la proiezione del rifiuto di una fantasia di fecondazione orale connessa al fallimento del padre.

Nel 1906/7, Pierre Janet dedica una conferenza all'anoressia isterica e la descrive come costituita da tre fasi distinte: stadio gastrico (paziente estremamente docile, disponibile a cambiare dieta e prendere medicine), stadio morale (in conflitto coi familiari, ostinata, capricciosa, iperattiva, vomita tutto ciò che è costretta a ingoiare), inedia (tutti i sintomi dell'anoressia nervosa più pericolo di morte).

Nel 1914, Simmonds pubblica un'associazione tra anoressia nervosa e lesioni alla ghiandola pituitaria. Per i successivi 20 anni, i fattori psicologici furono totalmente ignorati e si trattarono tutte le forme di estrema denutrizione come disturbi endocrini. Nel 1940, Waller fa riferimento alla fecondazione mediante l'ingestione di cibo, suggerendo che, reprimendo queste fantasie, resterebbero nell'inconscio e in adolescenza potrebbero provocare una regressione allo stadio orale. Hilde Bruch offre una visione interattiva che mette in rilievo i temi dell'identità, autonomia, perfezione, descrivendo la famiglia tipica e sostenendo che alla base dell'anoressia nervosa ci sia il bisogno psicologico di trovare una propria identità. Cancellare ogni sensazione umana di dolore, fatica, fame, desiderio sessuale significa essere padroni di se stessi.

Anoressia e cultura

Il legame tra anoressia nervosa e santa anoressia dipende dalla cultura in cui si trova la giovane che lotta per acquisire il dominio della sua vita. In entrambi i casi, sorge quando il soggetto tende a un fine socialmente molto apprezzato, come salute corporea, magrezza, autocontrollo, salute spirituale, digiuno, e auto privazione. La ragazza emerge da una situazione di paura o insicurezza, mascherata dal desiderio di diventare un modello di perfezione fisica o spirituale. In entrambi i casi, si persegue con ostinazione i propri obiettivi socialmente approvati finché il comportamento autodistruttivo richiama l'attenzione altrui.

Nel medioevo, non si era certi della capacità umana di controllare gli eventi e ci si domandava se si trattasse di opera divina o diabolica. Vi sono esempi di sante anoressiche processate per stregoneria.

Caterina da Siena

Caterina da Siena non mangiava quasi nulla, inducendo alcuni suoi contemporanei a pensare che fosse posseduta dal demonio. La sua astinenza andava molto al di là dei severi e rituali digiuni a cui si sottoponevano gli uomini santi del tempo e spesso in diretto contrasto con gli ordini espliciti dei suoi confessori. Fin da giovane, si era sottoposta a digiuni rigorosi ma non eccessivi. All'epoca della sua conversione, a 16 anni, ridusse la dieta a pane, vegetali crudi e acqua; dopo 5 anni, con la morte del padre, perse l'appetito e rinunciò a mangiare pane. Intorno ai 25 anni, le biografie dicono che non mangiava nulla, si sentiva più forte e sana quando non mangiava, pur essendo stanca e ammalata, e diceva che era meglio morire di fame che a causa del cibo. Si limitava a masticare erbe che poi sputava. Era iperattiva e non si stancava mai, traeva forza solo dall'ostia.

Secondo le credenze dell'epoca, la capacità di vivere senza cibo significava che era nutrita dal diavolo. Il cibo le provocava dolori acutissimi e si liberava col vomito. Il punto in comune con le anoressiche moderne è che entrambe dicono di non poter mangiare e negano che ciò dipenda dalla loro volontà o ostinazione.

Caterina intraprende il digiuno inizialmente come ispirazione religiosa, ma a un certo punto sfugge al controllo. Come le moderne anoressiche, era molto attiva, dormiva poco e assicurava che avrebbe mangiato volentieri ma non aveva appetito. Quando la sua notorietà crebbe, fu accusata di essere bugiarda e indemoniata. Gli sforzi degli amici non riuscirono a modificare il suo comportamento e si lasciò morire di fame.

Spiegazione: Caterina era gemella. Entrambe erano cagionevoli di salute, ma la madre teneva Caterina per l'allattamento al proprio seno, mentre l'altra veniva mandata da una balia. Caterina si rafforzò e diventò più sana, mentre la sorella rimaneva debole.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 12
Riassunto esame Storia delle religioni, prof. Bonanate, libro consigliato, La santa anoressia, Bell Pag. 1 Riassunto esame Storia delle religioni, prof. Bonanate, libro consigliato, La santa anoressia, Bell Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle religioni, prof. Bonanate, libro consigliato, La santa anoressia, Bell Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle religioni, prof. Bonanate, libro consigliato, La santa anoressia, Bell Pag. 11
1 su 12
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle religioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bonanate Ugo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community