Storia delle religioni
Max Muller iniziò a parlare e diffondere la disciplina della storia delle religioni. Tale disciplina è importante per quei paesi con potere coloniale, per conoscere meglio usi e costumi del popolo con cui si commercia e che si vuole sfruttare. Le ricerche del periodo non sono così tanto "contaminate" dal colonialismo, anche se c'è comunque un qualche tipo di interesse da parte dei ricercatori, ma non tutti a scopo coloniale.
Muller è interessato a studiare le religioni indiane – filologia comparata indo-europea: si possono comparare diversi gruppi linguistici e risalire alla famiglia linguistica. Ritrova la famiglia indo-europea, che si estende dal nord Europa sino alla valle dell’Indo. A questo punto sorge la domanda: tutte le popolazioni con lingue della stessa famiglia linguistica hanno anche culture in comune?
Muller a questo punto raccoglie i dossier e si occupa di ricercare quei termini che fanno riferimento a dei e miti. Cerca di capire se dietro le analogie dei nomi c'è anche un significato comune:
- Zeus – Jupiter – radice comune (luminosità) di tutte le divinità legate al cielo. Altra caratteristica comune è che tutte queste popolazioni hanno una sorta di pantheon con il dio del cielo come principale.
Malattia del linguaggio
L'uomo primitivo ha necessità di parlare e comunicare la propria realtà, attribuendo così nomi alle cose in base alle loro caratteristiche. Questi termini con il tempo vengono personificati e iniziano ad essere considerati come divinità per una cosiddetta degenerazione del linguaggio. Nomina Numina: i miti sono considerati diversamente dalla religione; infatti, c'è un genuino sentimento religioso che però non traspare nei miti, che non sono altro che degenerazioni di linguaggio. Il mito di Apollo e Dafne lo interpreta come sole e alba = alloro. Dunque, altro non è che un mito di fondazione dell’alloro, una pianta che brucia facilmente per il calore, e il mito non è altro che una rappresentazione figurata.
Fondatore della disciplina
Max Muller è considerato fondatore della disciplina perché applica il metodo comparativo scientifico alle religioni, che però è limitato:
- Considera solo le comparazioni scritte.
- Limite sul piano linguistico (solo indo-europeo).
Tale suo modello gli è fornito dall’antropologia: anch’essa nasce in ambiente britannico, come antropologia religiosa (classica). Presupposti:
- L'essere umano è lo stesso in ogni luogo ed epoca.
- Le civiltà si sviluppano secondo fasi uguali ad ogni società (evoluzionismo).
Qual è la religione primaria? I primi uomini primitivi sono come gli stessi dei primitivi di oggi (venivano chiamati selvaggi), ovvero civiltà orali. Queste civiltà vivono in un eterno presente.
Award Barnett Tylor
Award Barnett Tylor cerca la prima forma di cultura (non secondo un metodo etnografico), prendendo in esame quale possa essere la prima esperienza umana:
- Sonno – stato di perdita di attività momentanea. Vi rientra la sfera del sogno, che si traduce nell’idea che ci sia un collegamento tra vita e corpo, qualcosa che dia vitalità al corpo, ovvero l’anima – religione animista.
- Morte – stato in cui il corpo non è attivo, non c'è anima.
Taylor, dunque, identifica la prima forma di religione nell'animismo, che si evolve in politeismo e monoteismo. Queste fasi si troverebbero in ogni civiltà, anche se l’evoluzione può arrestarsi in ogni punto – concetto di sopravvivenza – le civiltà passano attraverso varie fasi evolutive, alcune caratteristiche rimangono fase dopo fase.
Maret e il concetto di mana
Maret va oltre Taylor, con una concezione preanimista - l’origine di tutte le forme religiose. Il mana è uno spirito indifferenziato che pervade tutto e quindi nella teoria evoluzionistica si differenzia in differenti spiriti, metafora dell’energia elettrica – quando il mana si incanala in una persona, animale o cosa assume differenti caratteristiche.
Toteismo
Toteismo, descritto per la prima volta dall’antropologo giurista McClean, è una forma di organizzazione sociale, per cui ogni clan fa riferimento a un totem che rispecchia delle caratteristiche: spesso è un animale ma può essere anche una pianta. All’interno delle società totemiche esistono dei divieti: non si uccide l’animale totemico, se non in occasioni rituali. Nei clan esistono forme di matrimoni come esogamia (al di fuori del clan) o endogamia (dentro il clan).
Magia
Magia non è un concetto come mana o totemismo, ma è comunque un passaggio precedente alle religioni. La storia delle religioni pionieristica esercita comparazioni non solo sulle civiltà primitive ma anche sulle civiltà antiche che avevano lasciato produzioni scritte, si cerca di dare un significato ai testi scritti delle religioni antiche.
W. Robertson Smith
W. Robertson Smith, religioso, studioso della civiltà ebraica precristiana, si chiede quale sia la caratteristica della religione ebraica antica. La pratica sacrificale era fondamentale prima che l’unico tempio adibito al rito fosse distrutto dai romani. Il sacrificio viene definito all’interno della Bibbia. Tramite le comparazioni, San Nilo descrive una popolazione del deserto che aveva una venerazione del dromedario, tranne che durante una festa annuale durante la quale tutta la comunità uccideva e mangiava questo animale. Smith trova in questa popolazione un nesso con il totemismo – il pasto comune è da sempre un simbolo per rinsaldare i legami sociali. La comparazione tra popolazione considerata “selvaggia” ed ebraismo (e di conseguenza cristianesimo, che origina dall’ebraismo) ha suscitato scalpore all’epoca.
Frazer e "Il ramo d'oro"
Frazer ha scritto “Il ramo d’oro”, in cui studia uno specifico rituale che si svolgeva nella Roma antica nella città di Aricia, nei pressi del Lago di Nemi nel santuario di Diana, eretto dal sacerdote “il Re del Bosco”. Tale rimane in carica finché non viene sfidato a duello da uno schiavo fuggitivo, che se lo uccide diventa il nuovo Re. Tale pratica è stata svolta fino all’età imperiale. Tale rituale è il concetto del libro di Frazer e si chiede cosa ci sia dietro questo meccanismo. Introduce due concetti:
- Magia. Considerata come una cosa con una sua logica e non come qualcosa di caotico, anzi ha leggi ben definite e quindi ha un nesso con la scienza. I presupposti sono errati, nella magia le cose che sono associate nella mente si crede siano associate anche nella realtà. Frazer inoltre approfondisce i testi di Taylor, e considera che ci sia un legame tra tutte le cose, un legame simpatico (dal greco sympatheia, affinità). All’interno di questa esistono dei sottogruppi.
- Magia omeopatica (simile, stesso) presuppone che al simile si faccia il simile. Esempio della bambola voodoo.
- Magia contagiosa, per cui le cose che sono state in contatto tra loro, sono influenzate l’una dall’altra.
Frazer utilizza queste informazioni per dire che le civiltà prima di essere religiose sono magiche, e che la religione sostituisce la magia quando si capisce che l’ultima non è così efficace, e la si sostituisce con divinità. Il pregare tali divinità è funzionale a ottenere ciò che prima si otteneva attraverso i rituali magici.
In questo periodo si sviluppano molto gli studi sulle tradizioni popolari, perché l’800 è pervaso dalle identità nazionali e non si fa riferimento all’identità cristiana ma a quella pagana, decisamente più caratterizzante localmente. Si incrementano gli studi sul paganesimo, soprattutto quello germanico, ma più vicino ancora c’erano appunto le tradizioni popolari. Esse non tendono ad universalizzare ma a caratterizzare. Le favole dei fratelli Grimm hanno fortemente contribuito in questo studio.
Wilhelm Mannhardt
Wilhelm Mannhardt ha cercato di ricostruire le tradizioni popolari della Germania tramite questionari mandandoli ai borghi mastri, sindaci ecc. Lui era interessato soprattutto ai riti sulla coltivazione e ha riscontrato molti riti riguardanti la falciatura.
Concezione animista del demone del grano, il campo di grano si falcia dalle estremità verso l’interno. Quando si arriva al centro i lavoratori chiedono un supplemento per falciare il grano centrale in cui risiede il demone del grano. Per rinascere il giorno prima deve completamente morire (tutto il grano falciato), e dunque non lo si può lasciare in vita il demone.
Frazer riprende la teoria di Mannhardt e la applica agli dèi come Osiride, Dioniso, Attis, Adone. Individua un pattern/modello del dio morente applicato a queste divinità – tale si spiega facendo riferimento alla natura, infatti nei loro miti si ritrova il tema della natura. (analogia anche con la questione cristiana).
Nel santuario di Diana, dunque, avviene il matrimonio sacro tra la dea e il sacerdote (Re), ovvero una iergamia che serviva a conciliare la fertilità dei campi. In sostanza il rituale del ramo d’oro è un rituale per promuovere la fertilità naturale attraverso un’istituzione che promuove la fertilità umana. Il fatto che la dea è immortale, fa sì che sia necessario per mantenere il rituale una continua successione di re, sopraelevati alla figura immortale. Tale matrimonio funziona proprio grazie al ruolo della magia. Lo schiavo fuggitivo prima di scontrarsi deve strappare dalla quercia il ramo d’oro, ovvero la pianta del vischio, che rappresenta il cuore della quercia che rappresenta ulteriormente il re in carica. La figura del sacerdote è costruita sulla base del dio morente. Tale studio viene criticato perché:
- Non ha una base storica, ma si sviluppa su analogie e comparazioni impressionistiche.
- Figura del dio morente -> accostate divinità ed eroi, per cui non è così eccezionale il concetto di morte (alcuni esseri legati alla natura, altri no).
- Il concetto di morte e resurrezione è troppo simile al modello cristiano, mostra una mentalità troppo cristiano centrica.
Adolf Jensen
Adolf Jensen è un antropologo che studia la cultura in Nuova Guinea -> coltivatori basici, fase di intermezzo, prima della scoperta dell’agricoltura. Tra le persone ci sono i sovrumani, chiamati dema. Prende dall’Indonesia un racconto mitico di fondazione: donna di nome Hainuwele cui le feci si trasformano in oggetti meravigliosi. Durante una festa cui le donne fanno doni agli dèi, lei fa ingelosire le altre e loro la seppelliscono viva per vendetta. Quando il padre la trova è ormai morta. A quel punto egli fa a pezzi il suo corpo e li seppellisce. Da questi crescono patate dolci e taro, cibi nuovi messi a disposizione della popolazione. Hainuwele è un dema -> essere con vicende di morte, fatto a pezzi e rinascita sotto forma di piante.
Jensen considera il dema come universale culturale nelle popolazioni precereali; dunque, tutte le civiltà hanno avuto questa fase (anche nella cultura greco-romana). Ha avuto molto successo negli anni '50, poi criticato:
- Sabbatucci – dema = dio morente di Frazer; dema = mana.
- Ugo Bianchi – partendo da uno studio sulla religione greca, individua due modelli: religione olimpica, per cui dèi e uomini ben distinti; religione dei misteri – dio in vicenda – un dio che conosce una vicenda di caduta e infelicità e a volte muore, dal quale poi si riscatta. Es. Dioniso, Demetra.
Finora la storia delle religioni si fonda sull’antropologia classica. Appena i suoi presupposti vengono sottoposti a critica sistematica, anche la storia delle religioni si deve rinnovare. Gli elementi critici sono:
- Uniformità dei primitivi -> principio che tutte le civiltà orali fossero molto simili e non cambiassero nel tempo.
Ratzel (1844-1904) è un geografo che rinnova tale concezione. Pensiamo che i primitivi siano tutti uguali perché non riusciamo a ricostruire la loro storia e le uniche testimonianze sono orali. Per poterla ricostruire, vanno studiati i manufatti. Mettendo a paragone lo stesso manufatto di diverse aree geografiche piano piano vengono delimitate le aree culturali. Considerando elementi comuni di diverse aree culturali si può risalire ad un’area culturale precedente, o presupporre una trasmissione. Introduce così diversità culturali e cronologiche. Si sviluppa da lui la scuola storica culturale/ scuola dei cicli culturali. Vi si rifanno gli antropologi che contestano il presupposto evoluzionista.
Lang Andrew
Lang Andrew svolge ricerche sul campo nell’Australia sud est, trova civiltà monoteiste nonostante si aspettasse civiltà animate, dunque trova una divinità padre e creatrice. Taylor, suo contemporaneo, dice che ciò fosse per influenza dei missionari, ma Andrew smentisce sostenendo che tali tracce monoteistiche le avessero rintracciate nelle pratiche iniziatiche. Sostiene allora che avere una religione monoteista è capacità delle facoltà razionali umane, non derivante da evoluzione della civiltà. Suo discepolo Schmidt porta avanti i suoi studi, definendo il monoteismo primordiale. Egli era un prete cattolico missionario, interessato al fatto che le civiltà avessero potuto sviluppare un monoteismo prima ancora del politeismo -> prende in esame solo alcune civiltà “più significative” -> la scuola individua alcune civiltà etnologicamente più antiche e primitive di altre, e lui cerca in queste testimonianze di monoteismo.
“Le origini dell’idea di Dio” è una raccolta di dodici volumi in cui cerca di dimostrare tali teorie. Teorizza un processo di devoluzionismo, per cui alcune civiltà sono regredite al punto da sfociare al politeismo. Questa teoria antropologica era perfetta per la Chiesa missionaria, che doveva contrastare anche l’Islam missionario -> fa di Schmidt etnologo ufficiale. La validità delle sue teorie sta nell’aver demolito il modello evoluzionista. Critiche:
- Visione etnocentrica, secondo categorie di spiritualità ottocentesco.
- Petazzoni: propone una lettura della nascita del monoteismo diversa. Si hanno così finora tre teorie:
- Taylor – evoluzione dal politeismo.
- Schmidt – origine del politeismo.
- Petazzoni – rivoluzione dal politeismo.
Diffusionismo
Diffusionismo è uno studio storico - teorie nelle quali si spiegano somiglianze di fatti religiosi tra due culture attraverso un contatto diretto, per una serie di mediazioni. Se così non fosse, le analogie sarebbero casuali. I casi che dimostrano prospettiva di Petazzoni: tre grandi monoteismi:
- Monoteismo ebraico, il primo cronologico.
- Monoteismo cristiano, succede quello ebraico.
- Monoteismo islamico, un po’ deriva da cristiano e un po’ da ebraico.
Presentano tutti dei personaggi di rottura. Nel caso ebraico si tratta di Mosè, mentre nel caso cristiano si tratta di Gesù, seppur in questo caso il personaggio agisce all’interno di un monoteismo preesistente: consideriamo in realtà il cristianesimo che si impone nell’impero greco-romano, dove persisteva una visione politeista. C'è un quarto monoteismo:
- Monoteismo zoroastriano (zoroastrismo/mazdeismo) – non solitamente considerato. Non è del tutto certo che si possa considerare come una forma di monoteismo (spesso considerato un dualismo) – fa riferimento alla figura di Ahura Mazda (tutte le cose, tutta la realtà), una sorta di entità spirituale originaria da cui vengono due entità spirituali, rappresentanti il principi del bene e del male. Storia dell’universo vede lo scontro tra queste due entità, e alla fine dei tempi prevarrà quella positiva, ritornando infine alla forma originaria. Colui che ha identificato tali forme si chiama Zarathustra. In principio si presenta come monoteismo, ma che successivamente diventa un dualismo in quanto si divide in due entità contrapposte in conflitto tra loro. Zarathustra si ritrova a contatto con antiche forme politeiste e porta a casa questa concezione pluralista.
Ciò che Schmidt considerava un dio monoteista in realtà era un dio supremo: più in alto rispetto ad altre divinità. Secondo Petazzoni, dunque, non regge la visione di Schmidt, in quando quei monoteismi considerati non lo erano. Le caratteristiche dell’essere supremo delle varie religioni sono fortemente legate al tipo di cultura. Esistono tre tipi di culture, legami a tre diverse modalità di sostentamento:
- Caccia – Signore degli Animali.
- Coltivazione, agricoltura – divinità della Terra, femminili (madre Terra).
- Pastorizia – divinità legate al cielo (dio celeste) – secondo Petazzoni il dio degli ebrei appartiene a questa categoria, in quanto sono originariamente un popolo pastorizio.
Per una società come quella ispirata o legata al cristianesimo, il quesito sulle origini era cruciale. La parola monoteismo deriva dal greco Monos= uno solo e theos= dio. In realtà in greco per dire “io” esiste anche il termine “Heis/en”, da cui deriva un altro termine – enoteismo. Il termine è stato introdotto da Max Muller, studioso dei Veda. Egli ha notato che ognuno degli hindi si rivolge ad una divinità sola come se fosse l’unica esistente, attribuendogli tutte le caratteristiche e tutti i poteri. Definisce questo tipo di rito con enoteismo: il contesto è politeista, vi sono pluralità di divinità, ma ognuno fa riferimento ad uno solo dei tanti. Se ci si rivolge ad un altro dio tra i tanti, gli si rivolge comunque come se fosse l’unico. Se invece, sempre in un contesto politeista, ci si...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia delle religioni, mod. 1, prof. Spineto, libro consigliato La Festa, Spineto, Laterza
-
Riassunto esame Storia delle religioni, Prof. Sbardella Francesca, libro consigliato Gli studi di storia delle reli…
-
Riassunto esame storia delle religioni, prof. Spineto, libro consigliato Religione e religioni di G. Filoramo
-
Riassunto esame Storia delle religioni Mod. 1 di Natale Spineto