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I riduzionismi anti-conoscitivi e anti-scientifici Addestramento, secondo l’”Epistemological Training”, a gestire la complessità del nuovo

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CAPITOLO 1 vertice reticolare epistemologico dal quale diviene possibile integrare le diverse conoscenze

specialistiche rispettando la complessità del fenomeno o del processo da indagare.

Epistemologia professionista ed epistemologia generalista. L’ipotesi generalista della conoscenza tra continuità e cambiamento.

Epistemologia generalista. Kuhn afferma che la resistenza e il preconcetto sono stati visti di solito come estranei alla scienza,

come il risultato di inevitabili limiti umani. In uno sviluppo scientifico maturo il preconcetto e la

Per epistemologia generalista intendo l’insieme delle analisi, riguardanti le scienze e le teorie resistenza sembrano essere la regola piuttosto che l’eccezione. Essi caratterizzano la ricerca migliore

scientifiche, avanzate su basi astratte, con lo sguardo di chi si pone dall’esterno rispetto alla fatica del e più creativa. Kuhn ipotizza che alla base di questo fenomeno vi sia “l’istruzione scientifica”, che

fare effettiva ricerca, con lo scopo prioritario di dare a queste analisi l’organizzazione più funzionale inculca ciò che la comunità scientifica aveva precedentemente ottenuto con difficoltà. L’ipotesi

a propagandare i criteri e le regolarità dell’ideale unico e astratto di scienza. L’epistemologia kuhniana dello sviluppo scientifico vede “fronteggiarsi” l’idea dominante di influenza baconiana e

generalista si muove nell’ottica prevalente della generalizzazione. Asseconda, per inerzia mentale e cartesiana, che vuole la scienza guidata dal metodo scientifico come insieme di regole da seguire, con

non sulla base dell’effettiva ricerca sul campo, la presunzione che eguali criteri debbano valere ed l’idea che i problemi irrisolti contengono il reale potenziale creativo capace di scalfire la rigidità

essere assunti in tutti i settori scientifici, e quindi, anche nelle scienze psicologiche, a prescindere professionale e abbattere preconcetti e resistenze. Secondo Kuhn la conoscenza è il risultato della

dalle differenti metodologie da queste adottate e dal diverso ambito di applicazione e di intervento. “tensione essenziale” tra continuità e cambiamento. Frequentemente, concetti dalla forte

Gli epistemologi generalisti, lavorando sui libri e sulle teorie, intervengono dopo che i singoli connotazione semantica, di spessore allusivo e di innegabile tradizione culturale, sono

scienziati hanno dato forma di comunicazione alle conoscenze cui sono giunti. Si pronunciano sulla decontestualizzati per essere usati a effetto, per suscitare suggestioni piuttosto che dare informazioni

coerenza logica degli asserti o delle proposizioni scientifiche. Sono lontani dal “campo”, dal “luogo” o comunicare dati di conoscenza. Anche il concetto di epistemologia viene spesso adoperato in modo

e dai “tempi” nei quali si svolgono le procedure di ricerca. “preconcetto” per difendere lo status quo della ricerca. In molti casi oggi si ricorre al termine

“epistemologia” o “epistemologico” adoperandolo al posto di “scienza” o “scientifico”. Da quando

Epistemologo professionista. Ferrier, a metà Ottocento, introduce il concetto di epistemologia (epistème=scienza e logos=discorso)

Egli opera confrontandosi di continuo con il lavoro che svolgono gli scienziati nel mentre conducono nel linguaggio filosofico, lo si vede adoperare come termine interscambiabile con “filosofia della

ricerche “sul campo”. Partecipa a tutte le fasi del processo di ricerca. Egli collabora “sul campo” scienza” o “teoria della conoscenza”, ecc… In tutti i casi, ciò cui il concetto di epistemologia

all’istituzione del “laboratorio-contesto di ricerca”. Il laboratorio riguarda le operazioni di base rimanda è l’impegno a perseguire, senza soluzione di continuità, la conoscenza.

necessarie a raggiungere la forma mentis indispensabile per fare ricerca. Nell’assolvere a questo

impegno egli decide di essere “dentro la scena”, “sul campo” della ricerca concreta e reale. Si L’inganno della monocultura fisicalista.

confronta con gli scienziati in tempo reale nel corso della ricerca, è profondamente implicato nella Le domande che l’epistemologia generalista pone in modo ricorrente riguardano:

rete delle dinamiche intenzionali e apprensionali. Contribuisce a impiantare il metodo scientifico e a 1) Il modello di scientificità l’ipotesi che il modello di scientificità delle scienze fisico-

creare le condizioni perché esso sia mantenuto consapevolmente e responsabilmente in tutto lo naturali sia l’unico in grado di fondare qualsiasi tipo di ricerca;

svolgimento della ricerca. Particolare impegno l’epistemologo professionista dedica a smascherare i 2) I criteri di scientificità è ritenuto indispensabile individuare e fissare, una volta per tutte e

riduzionismi anti-conoscitivi e anti-scientifici, le modalità con cui si manifestano e le spinte non astrattamente, a quali criteri dovrebbero sottostare le ricerche e quali conoscenze possano

sempre consce alla loro reiterazione. Si prefigge di elaborare il rischio che le conoscenze acquisite in essere omologate;

astratto sui libri monopolizzino ogni iniziativa conoscitiva e siano adoperate dai ricercatori per 3) I criteri di osservabilità “primato dell’osservazione naturale”. Attorno ad esso nasce e si

alimentare argomentazioni volte a “difendere” le proprie posizioni e “sconfiggere” punti di vista alimenta il dibattito sulla neutralità dell’osservatore. Si vuole accreditare l’idea della

contrari. Vive il clima lavorativo insieme agli scienziati, nello stesso “luogo” nel quale la comune maggiore scientificità del metodo induttivo, la maggiore incidenza della pratica sulla teoria e

intenzionalità attiva dinamiche di confronto costruttive. Egli contribuisce a smascherare le spinte il ruolo inerte dell’osservatore nella valutazione dei dati. A mettere in crisi l’illusione

separatiste dei linguaggi specialistici, crea le premesse per la convergenza dei saperi così come dell’osservazione neutra non è solo l’ormai condivisa acquisizione epistemologica

richiede la conoscenza scientifica di processi complessi. L’epistemologo professionista interviene a popperiana che l’osservazione è pregna di teoria. Si aggiungono altri fattori esterni, tra i quali

creare le pre-condizioni idonee a formare la “Mind Group” (mente di gruppo) dei ricercatori che sono la dipendenza dagli enti finanziatori e la spinta alla visibilità mediatica sia del ricercatore sia

intenzionalmente implicati nel comune progetto di ricerca interdisciplinare e contribuisce a ridurre i dei risultati, la consapevolezza che ogni ricerca è immessa nel quadro generale dei problemi

rischi che derivano dalla distorsione comunicativa fra ricercatori. Epistemologo professionista è chi, delle “tecnologie del sé” e che il ricercatore è a sua volta esposto al rischio di diventare lo

già specialista in un settore disciplinare, dispone di più livelli differenziati di formazione: strumento del disegno tracciato dalla “nuova tecnologia politica”. Nel campo delle scienze

Addestramento al “Neuartige Einstellung” (nuovo atteggiamento) fenomenologico

- psicologiche a metodologia analitica, si aggiunge il dato rilevante che la specificità

husserliano, secondo l’iter messo a punto nel CIRLaGE; dell’osservazione clinica avviene nella relazione contestuale. Si interviene a discutere anche

Addestramento a riconoscere la presenza dei fattori responsabili della “distorsione percettiva

- sulla “validità dei dati” basati sulla videoregistrazione, se la neutralità delle osservazioni

e comunicativa” nella ricerca, secondo la didattica interattiva abercrombiana della “Free prodotte dal ricercatore possa essere garantita dal fatto che i dati da lui raccolti siano stati

Group Discussion”; videoregistrati.

Addestramento all’atteggiamento analitico secondo la metodologia psicoanalitica di gruppo e

- gruppoanalitica specifica; 1 2

Il dualismo cartesiano di ritorno. Attacco riduttivistico alle scienze psicologiche.

Rispetto al campo di ricerca psicologico-clinica, le domande generaliste sono formulate secondo il Nella fase in cui l’epistemologia generalista aspira a darsi uno statuto disciplinare si scontrano

linguaggio del pensiero dividente e sulla base di un inavvertito dualismo di ritorno. Esse Popper, Kuhn, Lakatos e Feyerabend. Si tratta di un parlare “su”, mai un parlare “con” coloro che

presuppongono l’operazione della divisione propria di quella che definisco l’ “epistemologia fanno ricerca, e tanto meno con coloro che fanno ricerca “sul campo” all’interno delle scienze

implicita cartesiana”. Il pensiero dividente ha avuto buon gioco nell’orientare in alcuni momenti psicologico-cliniche a metodologia analitica. Scienziati di settore, a un certo momento, scelgono di

l’attenzione sul processo che porta alla conoscenza, in altri ha concentrato l’analisi sul risultato di esercitarsi in campi che non conoscono, nei quali non operano e di cui, in alcuni casi, hanno

tale processo. Facendo perdere di vista che, ad esempio, per Cartesio i quesiti sul metodo sono interni solamente conoscenze per sentito dire o libresche. La loro cosiddetta critica epistemologica si basa su

al processo conoscitivo e che questi richiedono capacità di maggiore integrazione piuttosto che conoscenze indirette. La critica che costoro rivolgono alle scienze psicologiche riflette prese di

separazione. Su questo ha avuto una qualche incidenza l’etimologia del concetto di “epistemologia” posizioni aprioristiche o esprime prese di posizioni avanzate a posteriori. Con la conseguenza che

che lo vuole derivante dalla sommazione dei due termini della lingua greca “episteme”+ “logos”. In tutte le annotazioni che costoro riescono a formulare sono ridotte a quesiti di metodologia aventi

un caso il verbo epi-ìstamai allude alle capacità intellettive, di ragionamento logico e di giudizio che connotazioni fortemente prescrittive. In ogni caso la critica dell’epistemologia generalista alle

il processo conoscitivo richiede e indica il diventare capaci di un’azione e di un comportamento. Nel conoscenze psicologiche è riferita a frammenti o passi di comunicazioni scientifiche. Nella fase

secondo caso, l’attenzione è rivolta prevalentemente all’ epistème, cioè alla conoscenza che assembla iniziale dell’epistemologia generalista la critica rivolta alle scienze psicologiche è funzionale a dare

in sé le procedure (gnosis), le acquisizioni o abilità (praxis), le capacità e le competenze (epìstamai). all’epistemologia generalista una visibilità mediatica oltre che un assetto organico e autoreferenziale.

Questa ha i criteri dell’universalità e della necessità, fissa e detiene in sé i principi che la Le disquisizioni interne all’epistemologia generalista hanno avuto scarse, se non nulle, ricadute sul

garantiscono. Rispetto alla conoscenza come modalità mediante cui rendere manifesto ciò che è non piano operativo della ricerca e dell’intervento. La dittatura della monocultura fisicalistica veicolata

osservabile, il pensiero greco assegna un forte valore istitutivo al logos nel duplice significato di dall’epistemologia generalista apre a tutta una serie di programmi conoscitivi riduzionistici. Ne sono

discorso ma anche di ragione. Per raggiungere la conoscenza espressa mediante il discorso parlato o un esempio le ricerche condotte da Changeux sulla “mente” frammentata in “oggetti mentali”. Se

scritto, è richiesta la capacità di individuare le leggi del movimento della realtà (logos eracliteo) o la nella fase iniziale alcuni di questi epistemologi hanno una qualche preparazione specifica in un

capacità di individuare le strutture costanti che si celano dietro l’apparente fluire del molteplice campo scientifico, oggi a definirsi “epistemologo” è sempre più frequentemente il docente di

(logos parmenideo). In tutti e due i casi comunque la scienza è epistème, ovvero indagine volta a filosofia della scienza che non ha idea alcuna dell’organizzazione e costruzione della pratica

trovare le leggi di ciò che “permane” o di ciò che “si muove”, condotta non sulla base scientifica “sul campo”. In molti casi è scambiata l’epistemologia con l’epistemica che al contrario

dell’osservazione ma mediante il solo uso della ragione. L’epistème è la conoscenza come prodotto rappresenta il tentativo condotto dai ricercatori di accreditare la metodologia utilizzata dalla propria

finito, risultato di procedure che hanno superato lo status di opinabilità, di incertezza. Una volta scienza di riferimento e l’impegno a consolidare, dall’interno, il linguaggio condiviso dagli scienziati

raddoppiati i piani della conoscenza in seguito all’assunzione dei due termini greci di della stessa area disciplinare di appartenenza.

epistème=scienza, scienza del sapere e logos=discorso, argomentazione sulla scienza,

l’epistemologia generalista radicherebbe la specificità del suo campo di intervento in questo Incongruenze dell’epistemologia generalista.

raddoppio, individuandone i confini nella regolamentazione su base omologativa delle procedure

conoscitive che aspirano a essere scientifiche. Karl Popper accusatore e vittima del “ragionamento per induzione”.

Grunbaum afferma che l’epistemologia popperiana deve la sua fortuna non a quello che Popper

scrive, bensì al fatto che la presa di posizione popperiana si sia trasformata in una sorta di “mito

L’epistemologia generalista rispetto alle “scienze”.

Le teorie dell’epistemologia generalista si arrogano di dover svolgere compiti rispetto alle scienze esegetico”. Il tratto fondamentale attorno al quale nasce e si manterrebbe in vita questo mito

psicologiche che sono inadeguati rispetto alla ricerca sul campo svolta in questo ambito. A esegetico, è l’idea, tra l’altro già presente nella letteratura, che pone nella falsificabilità il criterio

denunciare come illusoria l’immagine monolitica dell’epistemologia, immagine favorita della scientificità. Alcune incongruenze nelle quali è inciampato il Popper generalista riguardano il

dall’epistemologia generalista che tende a proporla come complesso di conoscenze metodologiche “ragionamento per induzione” e l’ “osservativismo”. Il ragionamento per induzione indica

astratte, formalmente organizzato e rigidamente strutturato, contribuiscono in modo significativo le un’operazione di tipo logico che consiste nel risalire dall’osservazione di casi particolari ad affermare

analisi di Bachelard. Epistemologo francese del Novecento, introduce, tra i compiti specifici del la presenza di regolarità che possono essere generalizzate, con la conseguenza di passare da

lavoro epistemologico, quello di recuperare la storia della scienza come dimensione culturale e di proposizioni che descrivono situazioni particolari all’enunciazione dei principi generali che le

indagare i problemi di metodo e di linguaggio all’interno del processo con il quale le singole scienze governano. L’applicazione del ragionamento per induzione svolge un ruolo fortemente propulsivo

li teorizzano. Le osservazioni critiche che egli sviluppa investono quelle che chiama le condizioni per la ricerca empirica in quanto presuppone l’esperienza e l’osservazione. Per l’induttivismo una

psicologiche del progresso della scienza, le lentezze e i problemi che appaiono nell’atto stesso del teoria non può essere accettata finchè di essa non siano fornite delle prove adeguate a conferma.

conoscere. Su queste basi Bachelard ipotizza una sorta di psicoanalisi della conoscenza oggettiva. Le Benchè Karl Popper sia stato fra i più accaniti nel respingere il ragionamento per induzione, ne

analisi epistemologiche bachelardiane intervengono quando le fasi processuali della ricerca sono già rimane imbrigliato ed egli stesso vittima, proprio nel tentativo di suffragare le sue convinzioni

concluse, investono le scienze come prodotti finiti. Molti degli interrogativi epistemologici che rispetto a un sapere scientifico di cui non ha conoscenza: quello della psicologia clinica

solleva investono problematiche teoriche, riguardanti il linguaggio della scienza, la continuità tra psicoanalitica che egli ritiene non sia annoverabile tra le scienze della natura. In tutte le occasioni in

pensiero comune e pensiero scientifico o le rotture con le teorie scientifiche precedenti e gli ostacoli cui ne parla, Karl Popper mostra infatti di ignorare del tutto gli sviluppi che la nuova scienza

epistemologici. Nel momento stesso in cui l’epistemologia generalista propaganda il modello unico psicoanalitica ha prodotto negli anni. La presa di posizione di Popper sembra soltanto reiterare le

di scienza, essa induce ad attivare nei riguardi delle scienze psicologiche procedure riduzionistiche. critiche che alla nuova scienza provengono dall’area medica. Il minimo ruolo che di fatto Popper ha

avuto nel confronto sull’epistemica della psicoanalisi è stato sovradeterminato.

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gli individui hanno le caratteristiche Y). Il procedimento induttivo può basarsi sul “ragionamento

esplicativo o ipotetico” (l’osservazione di un certo numero di indizi porta a formulare l’ipotesi

La metodologia della ripetitività osservativa. indiziaria). Karl Popper arriva alla conclusione che le procedure delle “prove” funzionano come

Per Karl Popper l’unico criterio osservativo è quello delle scienze fisiche. Nelle pagine in cui Popper

nomina la psicoanalisi, il ragionamento che egli imbastisce sembra oscillare tra l’adesione passiva al criterio di demarcazione per garantire la scientificità delle conoscenze fisiche e naturali, per

pregiudizio e la costruzione di prove ad hoc che

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

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