Rapporti produzione-popolazione prima della rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale e il mondo neolitico
Rivoluzione industriale → nasce il mondo neolitico. Questa rivoluzione agraria della Preistoria o rivoluzione neolitica segna l'inizio di un rapido progresso nell'evoluzione dell'umanità. L'inizio della crescita agraria sostenuta è dovuta all'apparizione di un nuovo sistema produttivo che costituì la rivoluzione, grazie anche all'adozione di alcune tecniche culturali con rese molto più elevate di quelle dell'agricoltura tradizionale. La rivoluzione agraria si basa su cambiamenti tecnici, ma anche trasformazioni importanti nelle strutture della proprietà.
L'antico regime
Antico regime → realtà europea dell'età moderna (500/700), società con notevoli sviluppi dal punto di vista culturale, sociale ed economico, ma è un mondo bloccato da vincoli che ne limitano lo sviluppo delle potenzialità. È una realtà contraddittoria dominata da elementi statici e dinamici allo stesso tempo. Società che ha già grandi capacità di sviluppo ma non si riesce ad andare fino in fondo perché servono i progressi. Si parla di sviluppo (= è una crescita ma cambiano le condizioni. Es: cavallo → treno) e non di crescita (= aumento del benessere, domanda...aumento delle condizioni date inizialmente), perché solo lo sviluppo produce un sistema nuovo.
Vincoli dell'antico regime
- Popolazione e risorse → non c'è corrispondenza tra crescita della popolazione e disponibilità delle risorse a causa dei sistemi economici deboli e dell'inefficienza dell'agricoltura che non riesce a soddisfare la domanda perché non ci sono i mezzi per soddisfarla. Nei tempi di prosperità si giunge ad una crisi di sovrappopolazione. Inoltre in questa società piramidale solo le persone ai vertici possono usufruire pienamente delle risorse, però la maggior parte della popolazione non è libera ma serve/servi della gleba, dunque la libertà personale è limitata (≠ schiavitù che finisce con la caduta dell'Impero Romano).
- Ruralità dominante → i contadini a stento producono per sé e per gli altri, condizione che non gli permette di cambiare lavoro.
- Debole manifattura → il settore secondario è debole perché le persone sono obbligate a lavorare nei campi.
- Vincoli ai commerci → strade non agibili e difficilmente percorribili, solo con carri o a piedi. Questo porta ad un commercio lento e di conseguenza costoso. Migliore è invece la navigazione via acqua però i progressi sono ancora limitati (vela...).
- Circuito reddito-domanda-investimento → la domanda dipende dalla richiesta di beni agricoli, manufatti, servizi...cioè da coloro che domandano e il numero delle persone diventa importante anche se bisogna prendere in considerazione anche il reddito. La società ha un'offerta limitata e debole a causa dei bassi rendimenti dell'agricoltura perché la terra in cui si coltiva rende poco e anche dalla produttività/lavoro che è difficile e pesante a causa della mancanza di attrezzi specifici. Questo contribuisce all'impossibilità di sostenere l'aumento della popolazione.
- Assetti politici → vincoli di natura politica legati al funzionamento della società e delle scelte dettate dalle persone che comandano.
Il modello demografico antico
Il modello demografico antico corrisponde all'insieme delle società preindustriali. La crescita della popolazione europea dal 1600 al 1700 è molto lenta alternata da salite e cadute dettate da elementi naturali come nuzialità, natalità e mortalità che lo caratterizzano, ma anche da aspetti sociali come l'immigrazione, mobilità ed emigrazione che restano contenuti. Però con lo sviluppo industriale la popolazione aumenta sempre di più e non diminuisce mai. Non c'è più il processo di reversibilità come accadeva nell'Antico Regime. L'Europa non conosce ancora il pericolo della sovrappopolazione e non si impongono freni all'eccesso di persone. La mancanza di eccesso si spiega con freni compulsivi ("Tesi di Malthus") che non dipendono dalla natura umana, ma da fattori naturali (peste); o freni preventivi che fermano la crescita della popolazione mediante la diminuzione del tasso di natalità come per esempio nei momenti di crisi un matrimonio viene rimandato. Sono scelte personali o familiari.
Limiti degli assetti agrari
Nell'economia tradizionale gli investimenti si riducono soltanto all'acquisto di attrezzi o animali da lavoro, alla riserva di alimenti e ai soldi necessari per arrivare al prossimo raccolto. Il fattore capitale è poco importante. Il fine ultimo dell'attività economica era la produrre per avere la propria sussistenza.
- Ineguale distribuzione della terra → dal punto di vista economico non è grave, ma il grande proprietario vive di rendita ed è disinteressato alla cura efficiente della sua terra. Il piccolo proprietario contadino è emarginato.
- Servitù
- Terre comuni → appartengono agli abitanti della comunità, i quali hanno dei diritti comuni su quella terra. È un sistema socialmente utile perché permette ai poveri di sopravvivere, ma dal punto di vista economico non è efficiente perché queste terre sono semi abbandonate.
- Open fields (campi aperti) → campi di proprietà privata fisicamente non recintati e parzialmente utilizzabili anche da non proprietari, i quali possono per esempio raccogliere le spighe rimaste dopo la mietitura. Il proprietario non gode dell'esclusività, ma queste terre sono un bene privato utilizzabile da altri per una regola sociale che nell'antico regime è far sopravvivere la comunità (regola comune). Socialmente equa ma economicamente poco efficiente. I proprietari non possono sfruttare a pieno la propria terra, inoltre si troverà ad avere una proprietà non compatta, come se ci fossero singole proprietà. Il problema è che bisogna decidere sempre con gli altri.
È necessario un cambiamento: passare da una logica comune ad una logica economica.
- Rotazione biennale → frumento – maggese (riposo);
- Rotazione triennale → frumento – maggese – orzo;
- Sistema di Norfolk (rotazione quadriennale) → frumento – radici raschiabili (patate, rape, barbabietole) – orzo – foraggere (trifoglio, erba medica). È un nuovo sistema molto efficiente. Le foraggere restituiscono azoto al terreno, mentre i cereali glielo tolgono. Grazie a questo sistema le rese aumentano e c'è più disponibilità di nutrire il bestiame. Per il contadino vi sono molti più prodotti da immettere sul mercato ed è un sistema elastico che permette di cambiare produzione in base al vantaggio personale. Si tende a rendere più efficienti anche le attrezzature come la seminatrice. Essendo il sistema più efficiente vi è meno bisogno di persone.
Le società feudali
Nell'antico regime i cambiamenti sono lenti. Un altro problema è la sussistenza del sistema feudale che supera però quello schiavistico. Il feudalesimo è il sistema politico, sociale ed economico predominante in Europa dal secolo XI fino alla formazione delle società industriali. I signori feudali, avvalendosi dell'esercizio del potere e della forza in aggiunta ai loro diritti sulla terra, imponevano ai contadini una serie di prestazioni di lavoro e di pagamenti in denaro o in natura, l'insieme dei quali costituiva la rendita feudale. La rendita feudale permetteva al signore di appropriarsi di una parte della produzione e del lavoro dei contadini: questi dovevano consegnare una quota del raccolto (censo) e piccole quantità di denaro. Un'altra imposizione feudale era la decima, un'imposta per mantenere la chiesa.
La differenza tra schiavo e servo era fondamentalmente giuridica: lo schiavo non era considerato una persona; il servo, anche se stava soggetto al suo signore, che lo poteva maltrattare, aveva personalità giuridica, cioè poteva formare una famiglia, andare in giudizio e disporre dei propri beni.
Questo sistema si sgretola perché il contadino non è schiavo, ma servo:
- A est del fiume Elba persiste e provoca un'alfabetizzazione dei contadini. Questo perché le terre sono tante e i contadini pochi;
- A ovest il sistema servile viene superato perché i contadini sono numerosi e possono affittare la terra.
L'eliminazione del sistema feudale non apporta un generale benessere in quanto i nobili sono ricchi e i contadini rimangono poveri. È una società poco equilibrata nella distribuzione della ricchezza.
Cambiamenti nelle agricolture europee
- Miglioramento degli attrezzi (aratro a ruote, collare per i cavalli, ferratura e mulino idraulico);
- Cambiano le coltivazioni con l'arrivo di nuovi alimenti;
- Estensione ai prodotti nuovi (soprattutto con la scoperta dell'America) come il granoturco e la patata.
Questi progressi non riescono a scardinare i vincoli perché bisognerebbe attivare una novità. Nei Paesi Bassi e nella pianura Lombarda siamo in presenza di terre costruite dall'uomo e dove l'acqua è molto abbondante. Utilizzo di una parte del maggese per coltivare leguminose o pascoli artificiali. Questo comporta:
- Possibilità di anticipare il ciclo di Norfolk (erba= terre più fertili e allevamento del bestiame);
- Bestiame → latte → formaggi = prodotti più durevoli.
Sono agricolture più efficienti e c'è una vastità di prodotti da immettere sul mercato. Nelle vicinanze vi erano centri urbani con molti consumatori. Si parla di agricolture forti a stretto contatto con mercati che riescono ad assorbire i prodotti.
Il sistema agricolo imponeva la grande azienda: i grandi proprietari fondiari dividevano i terreni in poderi. Il mezzadro doveva metà del raccolto al proprietario (mezzadria). In Olanda non si possono suddividere in questo modo, ma in grandi aziende, cioè è presente un affittuario che gestisce le aziende agricole e assume personale da salariarie (affittuario = imprenditore capitalista). Le innovazioni olandesi furono ben presto imitate e migliorate in Inghilterra:
- Cambiamento del sistema di rotazione;
- Selezione di sementi e di animali da riproduzione;
- Preoccupazione per il progresso agrario;
- Investimento dei capitali nelle migliorie dei campi tramite la vendita delle terre comuni, recinzioni dei campi aperti che comportano l'adozione di migliori tecniche, aumento dei capi allevati e incremento degli investimenti. Si ha così una concentrazione della proprietà e iniziano a diffondersi i grandi affittuari dotati di capitali. I lavoratori salariati, non sono liberi, ma è un rapporto subordinato al volere del padrone. Si ha così l'affermazione di una nuova società più conflittuale.
Rivoluzione nelle campagne inglesi
Le trasformazioni agrarie e il processo di enclosure portarono l'agricoltura inglese a essere la più avanzata dell'epoca e la commercializzazione dei suoi prodotti fu un fattore di primaria importanza per la trasformazione del sistema produttivo britannico in un'economia di mercato. Si creano le "enclosures parlamentari": venivano votate ed era un processo lungo, lento e costoso. Si diffondono le conoscenze agrarie e le società dei proprietari e dei conduttori. Si passa ad un'agricoltura dove l'uomo forza per migliorare l'aspetto economico, vi è di conseguenza un forte incremento delle rese e delle produzioni. Si ha un'agricoltura convertibile per il mercato. Nell'Inghilterra del '700 aumenta la popolazione.
Conseguenze sociali
- Scomparsa dei piccoli affittuari;
- Difficoltà dei piccoli proprietari (costo delle recinzioni, perdita dell'uso dei beni comuni);
- Crescita del lavoro salariato in forme diverse.
Si parla di rivoluzione agraria e industriale nella lettura di Marx. I villaggi che subiscono tali trasformazioni non perdono abitanti, ma cambia il lavoro. Si crea un assetto sociale nuovo, economicamente più efficiente e socialmente più complicato.
L'economia urbana preindustriale
Le economie preindustriali
Le economie preindustriali erano società eminentemente rurali ma avevano anche attività nei settori secondario e terziario radicate principalmente nelle città. In Europa l'instaurazione del feudalesimo avviene parallelamente al recupero della vita urbana. Verso l'anno 1000, accanto alle trasformazioni politiche che sfociarono nel feudalesimo, si produsse in Europa la rinascita della vita urbana in una doppia direzione:
- Recupero delle attività nelle antiche città romane;
- Comparsa di nuove città dove non ce n'erano mai state.
La rinascita urbana fu determinata dalla crescita della popolazione e delle rese agrarie.
Rapporto città - campagna
La città medioevale mantenne una stretta simbiosi con la campagna circostante: la città vive della campagna sotto gli aspetti:
- Demografico → l'aumento della popolazione delle città proviene dalla campagna;
- Economico → le città si alimentano con le derrate che le fornisce la campagna, lavora le materie prime che le offre il contadino e paga le uno e le altre con la vendita dei prodotti urbani al mondo rurale.
La campagna è fonte di uomini, derrate alimentari e mercato di sbocco. Si ha uno sviluppo urbano anche grazie ai surplus prodotti dalle campagne che permettono alle persone delle città di guadagnare da vivere. La vivacità e la forza del mondo urbano stimolano le campagne.
Il mercato è il punto d'incontro tra campagna e città, spazio di interscambio regolato e protetto legalmente, dove contadini e cittadini portano i rispettivi prodotti. Al mercato affluiscono soprattutto i contadini e i piccoli commercianti, invece gli artigiani aspettano i clienti nelle loro botteghe, dove spesso lavorano su ordinazione.
Esistono tre diversi livelli:
- Mercato locale → avvengono transazioni di maggior quantità e sono situati nella periferia;
- Mercato regionale → avvengono scambi e si creano le maggiori ricchezze. È centro economico finanziario;
- Mercato internazionale → scambi in Europa. Il commercio è dominato dall'offerta in cui viaggiare è molto pericoloso. Legato a prodotti di lusso (spezie, tessuti, gioielli). Con poca quantità si hanno grandi entrate.
Gli interscambi campagna-città sono fondamentali per il mantenimento della città, la crescita urbana dipende soprattutto dalla partecipazione al commercio a lunga distanza.
Commercio su lunga distanza
All'inizio il commercio a distanza molto lunga si riduceva a pochi mercanti ambulanti, venditori di prodotti di lusso. Era un commercio scarso e dominato dall'offerta in quanto bisognava comprare quando arrivavano i mercanti e acquistare quello che portavano, altrimenti poteva passare molto tempo prima di avere un'altra occasione simile. Era un commercio che risultava inesistente per la maggior parte della popolazione perché non disponevano del denaro per pagare i prodotti offerti. Dipendeva soprattutto dai contatti con i mondi bizantino e mussulmano, da dove provenivano i prodotti di lusso (spezie, tessuti di cotone e seta, profumi, gioielli...); la contropartita europea si riduceva a metalli, pelli e schiavi. Inoltre era molto arretrato rispetto ai commerci contemporanei dei mondi mussulmano, bizantino e cinese. Il commercio tradizionale era lento, pericoloso e caro. Per effetto di questi fattori era scarso, ma anche per la poca capacità di carico nel trasporto terrestre. Poco meglio era il commercio via acqua, sia marittimo e di cabottaggio, sia fluviale, anche se era stagionale e non mancavano pericoli naturali o pirateria e banditismo. Alle spese del viaggio andavano spesso aggiunti i pagamenti giustificabili (per barche e ponti) e le imposte delle autorità locali.
Cambiamenti del XII secolo
Nonostante queste difficoltà citate sopra, il commercio europeo sperimentò una grande crescita e importanti trasformazioni. Lo sviluppo fu possibile:
- Miglioramento dei trasporti;
- Costruzione e miglioramento di strade, ponti e moli di carico;
- Navi tecnicamente più avanzate, più grandi e maneggevoli con migliore disposizione delle vele;
- Invenzione del timone e della bussola che permisero le grandi scoperte della fine del XV secolo.
Mercati di riferimento
L'occidente europeo a partire dal secolo XII supera le vecchie potenze mediterranee e a partire dalle grandi scoperte del XV secolo raggiunge il predominio commerciale. Il più importante del Medioevo era l'asse commerciale Fiandre – Italia – Medio Oriente → a partire dal quale si organizzava il resto del commercio europeo. Quest'asse si trasformò nel tempo nei due lati estremi. In Europa perse importanza perché si aprì la rotta marittima diretta tra l'Italia e il Mare del Nord raggiunto il dominio dello stretto di Gibilterra. Genova era la potenza più importante, seguita da Venezia e Pisa. In Oriente, il grande asse commerciale si prolungò fino all'interno dell'Asia, attraverso la via della seta, che consentiva di entrare in contatto con il commercio cinese. L'Italia e le Fiandre continuarono a essere i grandi centri commerciali durante tutto il Medioevo, ma dopo la Peste Nera ne apparvero di nuovi:
- Inghilterra → principali trasportatori inter...
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