Riccardo Tronconi STORIA ECONOMICA A.S. 2022/2023
STORIA ECONOMICA
Perché l’Europa ha cambiato il mondo (Zamagni)
CAPITOLO 1 (Le civiltà agricolo-mercantili avanzate tra medioevo ed età moderna):
Inizialmente l’uomo viveva in un regime economico basato su caccia e pesca; si parla di vita nomadica in quanto era
soggetto a continuo spostamento, incapace quindi di insediarsi.
Dal 9000 a.C. si mossero i primi passi verso una civiltà agricolo-pastorale, in cui si cominciava a coltivare la terra e ad
allevare gli animali. Questa civiltà ebbe la capacità di fondare i primi imperi e le prime città, nelle quali diveniva
importante la cultura.
Il passaggio successivo è la civiltà industriale, che nacque tra il XVI e XVIII secolo d.C. Questa civiltà ebbe la speranza
di vita triplicata, ma diminuì anche la mortalità infantile, e la popolazione raggiunse i 7 miliardi in pochissimo tempo
rispetto al passato.
Trappola Malthusiana: Malthus studia la relazione tra risorse e popolazione, soprattutto quelle alimentari. Se vi è
carestia (freni preventivi), l’uomo non mangia, e di conseguenza abbassa le sue difese immunitarie. La vita allora si
accorcia.
GRAFICO DI MALTHUS: nella seconda fase, la mortalità scende al livello dei tempi moderni, la natalità invece rimane
costante. La diminuzione della mortalità è dovuta all’attenuazione con la successiva scomparsa di epidemie, e dalla
diminuzione della mortalità infantile. Ruolo fondamentale lo giocano poi igiene e alimentazione.
Diminuisce la natalità per un fattore decisionale all’interno della coppia: a causa del reddito pro capite familiare.
La civiltà industriale riuscì a mutare tanto in poco tempo, ed è per questo che si parla di ‘rivoluzione industriale’.
Perché questa rivoluzione avvenne proprio in Europa?
Secondo gli studiosi ciò è stato favorito da più fattori:
• Clima mite
• Locazione geografica
• Risorse naturali, come corsi d’acqua, utili al trasporto e all’irrigazione.
• Visione filosofico religiosa
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• Istituzioni
Si conosce però anche l’esempio del Nord America, dotato di molte risorse come l’Europa; dunque, si può affermare
che la causa determinante che portò l’Europa a diventare il fulcro della rivoluzione industriale, sia stata la visione
filosofico-religiosa del mondo e istituzioni che si sono susseguite.
La spiegazione di ciò ci giunge da Douglass North e da Paul David: parlano di fattori immateriali, ovvero fattori non
misurabili, che solitamente non vengono considerati.
• Douglass North: pone l’attenzione al cambiamento istituzionale e alle istituzioni.
• Paul David: con la sua idea del ‘path dependance’, espone come l’uomo tenda a seguire le tradizioni e un
percorso che dipende fortemente dal suo inizio.
I concorrenti all’Europa erano Cina e Mondo Islamico. Si escludevano invece Aztechi e India, per la loro incapacità di
affermazione.
Le differenze principali tra Europa e concorrenti erano tassazione, ovvero l’Europa sviluppa un governo di tipo
inclusivo, che ha tasse alte ma offre molti beni pubblici, ma anche la libertà data ai commercianti, che in Europa
governavano città-stato, mentre in Cina e nel Mondo Islamico non avevano rappresentanze politiche rilevanti.
North spiega che l’Europa ha creato un ambiente favorevole alla crescita economica, in quanto la mancanza di
ordine politico aveva permesso di percorrere diverse strade.
Condizioni favorevoli per l’Europa:
• Istituzioni: estrattive, che permettono a un gran numero di persone di partecipare all’economia con pari
opportunità̀
.
• Ordine: l’Europa era organizzata in piccoli governi in competizione tra loro per egemonia: piccole entità che
cercavano di espandersi, non come la Cina che favoriva lo Status Quo (stato in cui era).
• Gli europei pagano tasse elevate, ma favoriscono lo sviluppo e sono rappresentati.
• università̀
L’Europa protegge le libertà individuali: attraverso istituzioni politiche e istituzioni culturali, come le
libere.
• Fondamenti filosofici-religiosi: persona umana come unico valore assoluto e conseguente uguaglianza tra gli
uomini: Ora et labora (non come schiavi), relazioni di fraternità tra uomini, idea del bene comune (anche in
economia), idea dell’homo faber (uomo superiore alla natura).
• Divisione dei poteri civili e religiosi.
Recupero del ritardo europeo:
L’Europa riesce a recuperare il ritardo accumulato dall’anno 1000
Il 1000 segna il passaggio dal basso medioevo all’alto. È un anno di sviluppo, in cui viene coinvolta la tecnologia
(università̀
(cinese ed islamica), la cultura , come Padova e Bologna) e c’è l’avvento di una rivoluzione scientifica.
Lo sviluppo riguarda anche la società ed il commercio, difatti l’Europa diventerà il leader del commercio mondiale.
CAPITOLO 2 (Dalle città-stato italiane alle esplorazioni geografiche):
Il nuovo sistema cittadino europeo:
Le città erano ovunque degli agglomerati di popolazione dedicata per lo più ad attività non agricole (manifattura,
servizi e burocrazia) in cui i mercanti avevano un ruolo economico predominante; ma in Europa esse erano anche
delle comunità che godevano di indipendenza politica o di vaste autonomie (gli uomini d’affari svolgevano ovunque un
ruolo politico di autogoverno portando innovazioni).
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Il sistema economico delle città si fondava su 2 piloni:
1. Corporazioni degli artigiani produttori: associazione di artigiani che regolano la vita dei produttori, e stabiliscono
i vincoli a cui i lavoratori devono sottostare (ex: il “moderno” albo dei notai).
2. Camere dei mercanti: il mercante dà ai produttori le materie prime, ed appalta la produzione degli artigiani (si
creano legami mercanti-artigiani sfruttando ognuno le proprie competenze core).
Molte innovazioni erano già presenti nel Mondo Islamico e in Cina precedentemente, ma gli ambiti nei quali la
tecnologia medievale europea ebbe i più importanti sviluppi furono la navigazione e l’orologeria.
L’Italia riuscì a creare nuove rotte commerciali con l’Oriente e con l’Africa grazie alla posizione strategica; così facendo
ottenne il primato nel commercio (superando Spagna e Germania).
Città come Venezia, Pisa e Genova divennero sempre più importanti e riconosciute come centri di attività
commerciale.
La peste aiuta i contadini dell’occidente, che riescono ad ottenere privilegi diversi da quelli dell’est Europa.
In ambito manifatturiero:
• Si cominciò a sfruttare la forza idraulica in vari ambiti.
• Tecnica: orologio meccanico ma anche carte nautiche, timone di poppa, l’astrolabio (Mondo Islamico) e la bussola
(Cina).
Vennero introdotte e si diffusero la bussola magnetica, le carte nautiche e le tavole trigonometriche che permisero
una navigazione più precisa e sicura anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli.
Importantissima anche la misurazione del tempo, fino ad allora stabilita con meridiane o clessidre, e da quel
momento attraverso movimenti meccanici degli orologi: questa novità permise di vedere il tempo in maniera ancora
più oggettiva (precedentemente si stabiliva solo nelle ore diurne con la presenza della luce solare).
Gli europei si specializzarono nel commercio estero poiché le loro città erano troppo piccole per offrire mercati
sufficienti alle capacità produttive e di scambio che furono in grado di sviluppare.
La grande libertà di cui godevano i mercanti generarono innovazioni significative anche nel campo delle istituzioni
economiche, nei contratti e nella gestione del denaro:
• Commenda: una forma di associazione di capitali sviluppatasi in Italia che permetteva anche a coloro che non
desideravano lavorare direttamente per un’impresa di finanziarla anticipando una parte di capitale e ricevendo
una remunerazione adeguata. Le imprese promettevano alti rendimenti ma con un certo grado di rischio
(responsabilità limitata). Nel XVII secolo arrivarono le società per azioni.
• Assicurazione: introdotta dalla Repubblica di Venezia, fu introdotta per affrontare i grandi rischi degli armatori
che trasportavano le mercanzie per mare (abbassare il rischio d’impresa).
• Banche: la banca medievale era strettamente legata all’attività del mercante (mercanti-banchieri): le attività
bancarie erano volte ad attivare dei flussi di credito per finanziare l’attività mercantile su aree vaste: questo
credito all’attività commerciale e produttiva rendeva la città ricca (aumentava il lavoro e permetteva migliori
condizioni di vita). Il credito al consumo venne dato in mano ad appositi istituti con capitale donato (Monti di
Pietà) con modici tassi d’interesse arrivando alle prime forme di “microcredito”. Nacquero inoltre i Banchi
pubblici: banche specializzate nel concedere prestiti agli stati sotto forma di titoli di “debito pubblico”. Limitata
l’usura e apertura da parte della Chiesa verso queste forme di credito moderne e vantaggiose.
• Partita doppia: è un modo per tenere la contabilità, redigendo libri-giornale e annotando ogni entrata e uscita
per capire con precisione come andavano gli affari.
• lus Mercatorum (diritto commerciale): visto l’aumento delle controversie fra operatori economici, la
corporazione di mercanti decise di stabilire una regolamentazione (verso i non appartenenti alla corporazione)
amministrata da giudici-mercanti.
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• Notai: nascono in Italia per poter registrare i contratti sempre più numerosi. Nel XII secolo venne riconosciuta la
funzione da garante della legittimità di un negozio giuridico assumendo valore di atto pubblico.
L’economia italiana in questo periodo era fiorente ed era la più potente d’Europa, ma successivamente con un
conseguente arretramento dell’Italia, venne presto raggiunta dall’Olanda e successivamente dall’UK.
Le innovazioni istituzionali però continuarono:
• Borsa: luogo di operazioni commerciali e finanziarie aperta ad Anversa nel 1531. Esisteva già in Italia. Si
commerciano titoli sui beni.
• Servizio postale: venne introdotto nel XV secolo.
• Brevetto: tutelava lo sfruttamento commerciale di una nuova invenzione. Introdotto per la prima volta in UK nel
1624 per una durata di 14 anni.
• Codici di commercio: in tutta Europa e sottoposti a tribunali della mercanzia.
Le esplorazioni geografiche e le grandi compagnie commerciali:
Le esplorazioni europee per mare del ‘400/500 portarono a una rivoluzione spaziale e ad un ampliamento degli
orizzonti.
Le scoperte geografiche alterarono gli equilibri raggiunti dall’Europa, portando gli europei a conoscere nuovi prodotti,
e di conseguenza nuovi commerci, sia dal punto di vista delle rotte che delle merci.
L’Italia fu tagliata fuori dallo sfruttamento coloniale per 2 principali motivi:
1. Pe posizioni acquisite dalle repubbliche marinare italiane erano così confortevoli da non avere incentivi per
cambiare, il commercio andava bene.
2. La dimensione delle città-stato italiane era troppo piccola per poter finanziare delle spedizioni così costose senza
richiedere aiuto ai paesi esteri (cosa che l’Italia non volle fare).
Il Portogallo colse al balzo questa opportunità vista la sua posizione strategica.
La Spagna invece in questi anni era stata abituata a un continuo regime di guerra che non le aveva permesso un
adeguato grado di organizzazione. Essa tentò la strada delle esplorazioni geografiche con Cristoforo Colombo
ottenendo i primi risultati con il loro approccio di tipo militare.
In pochi anni però il primato spagnolo e portoghese passò nelle mani dei Olanda e UK: Il portogallo venne inglobato
nel regno spagnolo non riuscendo a resistere agli spagnoli a differenza dell’Olanda. Il declino spagnolo è invece
spiegato dal mal investimento delle ricchezze prodotte dalle colonie (soldi utilizzati per scopi militari e per affermare
la sua potenza sul territorio). La UK invece ottenne grande successo dall’innovativo modo di sfruttamento delle
colonie.
Queste esplorazioni, oltre a modificare gli equilibri europei, misero in valore un continente come l’America e spinsero
alla fine dell’isolamento da parte dell’oriente grazie alle tratte indiane.
Perché non fu la Cina a esplorare e colonizzare il mondo?
I Cinesi già da molto prima degli europei possedevano tecnologie e imbarcazioni molto più evolute (giunche) di quelle
europee che avrebbero consentito l’attraversamento del Pacifico senza particolari problemi; ma gli imperatori non
incentivarono queste spedizioni bloccando la produzione delle navi. Visti gli attacchi a nord si preferiva investire nella
protezione di quel confine con la costruzione della muraglia cinese.
Inoltre la Cina favoriva una mentalità di autosufficienza e una concezione di stabilità; rilevante fu anche il fatto che la
classe mercantile cinese non aveva grande potere politico.
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Le esplorazioni geografiche europee furono possibili grazie alle innovazioni tecnologiche riguardanti le navi che
seguivano 2 tradizioni marinare:
1. La mediterranea: le navi tipo erano le galee (navi con rematori e poco adatte al mare mosso).
2. La nord europea: vennero sviluppate le cocche (navi robuste e provviste di vele, però molto meno manovrabili).
Fu il Portogallo a sviluppare l’imbarcazione vincente: la caravella (nave dotata di vele miste e capaci di stare per lungo
tempo in mare, ma non erano adatte a trasportare carichi pesanti). Verso la fine del ‘400 introdotte le caracche e
successivamente il galeone (nuova versione della galea, sprovvista di rematori e con dimensioni molto maggiori).
Le scoperte geografiche furono importanti per due motivi:
• Si aprono nuove rotte per l’importazione di merci già note: spezie, seta e zucchero. Diminuzione dei traffici per
Italia e Impero Ottomano.
• Si aprirono commerci di nuovi prodotti: mais, avocado, zucca, patata, pomodoro...
Oltre alle importazioni di nuovi alimenti, si importarono anche grandi quantità di metalli preziosi (oro e argento)
dall’Africa e dall’America; ciò portò ad un aumento dei prezzi (inflazione) soprattutto per i paesi importatori di metallo
prezioso (Spagna e Portogallo) e da quelli dai quali tali paesi acquistavano le merci (paesi del Nord Europa, Italia e
Olanda). Si pensa che questa inflazione fosse dovuta all’abbondanza di metalli preziosi che potava alla svalutazione del
valore delle monete; inoltre, l’aumento della domanda per i prodotti alimentari è vista come ulteriore causa.
Oltre a scambi di merci, prese piede anche il commercio di schiavi neri denominata tratta degli schiavi. Questo tipo di
commercio prese il nome di commercio triangolare: partiva dall’Europa, faceva tappa in Africa (scambio dei suoi
prodotti per gli schiavi), e poi ripartiva per l’America (vendita schiavi alle colonie in cambio di metalli preziosi e
prodotti americani).
A trarre maggiormente vantaggio dalle spedizioni furono imprese di grandi dimensioni costruite in società per azioni
(SPA: forma istituzionale che discendeva dalla commenda).
I due paesi a trarre maggior successo da questo tipo di imprese furono Olanda e UK.
L’UK inizialmente non aveva molte risorse per finanziare le spedizioni e dunque si affidava ai Corsari (tramite lettere di
corsa), che si occupavano di saccheggiare navi straniere o di commerciare illegalmente armi e schiavi con le colonie
americane. Drake fondò in America una colonia in onore della regina chiamata Virginia e sconfisse nel 1588
l’Invencible Armada spagnola.
Effetti dei commerci sono colonie: al Sud America vi era la spagna, con approccio di conquista. In Nord America tempo
dopo, vi era l’Inghilterra.
CAPITOLO 3 (Perché la Gran Bretagna fu la prima nazione europea a
industrializzarsi):
Perché la Gran Bretagna fu la prima nazione ad industrializzarsi?
Dal punto di vista geografico: la Gran Bretagna riuniva la maggior parte delle condizioni favorevoli allo sviluppo:
clima mite e ricco di acqua, posizione geografica strategica per le esplorazioni geografiche, fu in grado di mutare la
propria cultura e il proprio sistema politico istituzionale per sostenere meglio l’innovazione e l’investimento, infine
era ricca di riserve di carbone (agevolarono lo sviluppo industriale: macchina a vapore, treni…).
Dal punto di vista politico: venne istituita la Magna Charta (1215): limita il potere del re nei confronti degli
ecclesiastici, dei baroni e della gente comune. Alla fine del 1600, dopo il breve episodio repubblicano di Cromwell il
parlamento inglese assunse il controllo diretto della finanza pubblica e istituì un debito pubblico diverso dalle finanze
del re, istituendo la Banca d’Inghilterra (1694). La monarchia diventò il simbolo dell’unità della nazione, mentre il
governo rappresentativo di dirigeva man mano verso la democrazia: l’Inghilterra diventò la prima monarchia
parlamentare d’Europa.
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Il governo divenne a questo punto sempre più attento alle esigenze degli uomini d’affari; condizione che divenne
necessaria per uno sviluppo economico.
Alcuni elementi che favorirono maggiormente lo sviluppo della Gran Bretagna furono le politiche economiche
adottate (mercantilismo):
• Divieto di esportazione di lana grezza: favoriva la lavorazione del materiale all’interno del paese.
• Divieto di emigrazione dei macchinari e degli artigiani specializzati: per concentrare l’attività produttiva in
patria.
• Navigation Acts: il commercio da e per la Bretagna doveva essere svolto tramite navi inglesi evitando di
approdare in porti europei intermedi (si ottiene il primato dei commerci marittimi superando l&rs
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