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Abuja/Londra solo andata

Capitolo 1: Storia della Nigeria: persone, luoghi e avvenimenti

La politica dell'indirect rule

La politica coloniale degli stati europei in Africa può essere suddivisa in due opzioni:

  • Mito dell'assimilazione: modello francese, stato considerato centrale, modernizzatore. Proclamazione di un impero che avrebbe dovuto trasformare i sudditi in cittadini con valori e diritti.
  • Indirect Rule: accentua istituzioni locali preesistenti, teorizza l’incontro tra proprio modello governativo e quello della colonia conquistata. Non vuole sostituire, bensì integrare.

Stato coloniale: deve inserire l'economia dei colonizzati nell'economia dello stato colonizzatore. Il fine principale dei paesi europei è di trasportare nelle colonie il proprio concetto di autoritarismo, non presuppone il diritto di cittadinanza dei colonizzati, i quali perciò non hanno nessun diritto governativo. Quasi sempre la massima autorità coloniale è un commissario che si occupa dei tre poteri classici, esecutivo, legislativo e giudiziario, determinando una società chiaramente di tipo verticale. Nel periodo tra le due guerre mondiali, vi è maggior interesse da parte degli europei al continente nero, a causa di:

  • Mercato agricolo monoculturale imposto dagli europei,
  • Reclutamento di forza lavoro con metodi coercitivi.

Il colonizzatore non è welfare, per cui non si occupa della sussistenza delle famiglie né della tutela dei lavoratori: dall’Europa esportazione di modello autoritario.

Nigeria indirect rule

Gli inglesi conquistarono la regione dello Yorubaland, area in cui i re sono assistiti nelle decisioni da una serie di Consigli. Struttura costituzionale, rappresentatività e dialogo democratico. In questa regione si sviluppa commercio importante di palma, cotone, gomma, avorio che determina mobilità socioeconomica. A oriente invece non sono presenti queste tracce di democrazia, condizione sociale appare molto differente e non vi sono regnanti poiché regioni poco densamente abitate. Nel 1914 la Gran Bretagna procede all’unificazione dei territori conquistati, con il nome di Nigeria. Linea politica inglese è concedere ai locali di continuare a governare i loro sudditi, con la supervisione degli interessi economici coloniali da parte degli inglesi. La scelta dell’Indirect Rule nigeriana è una scelta quasi obbligata per l’estrema durezza delle condizioni ambientali.

  • Regione orientale: molto più facile la penetrazione della cultura occidentale, della lingua e della religione. Politicamente era una regione anarchica, priva di una guida politica efficiente.
  • Regione occidentale: molto più organizzata e ancorata ai propri principi e tradizioni, quindi impermeabile a lingua, cultura e religione europea. Politicamente molto organizzati con dei re e consigli, molto democratici.

L'amministrazione coloniale in questo periodo promuove una liberalizzazione economica per rimuovere ogni ostacolo al progresso e sviluppo produzione, abolire la schiavitù (che fa sì che ci fossero grandi migrazioni dalle campagne alle città). Il sistema coloniale inglese sostiene l’apparato politico locale concedendo alcuni benefici come stipendi e controllo delle amministrazioni create dai coloni.

Miglioramenti: settore dei trasporti (vie ferroviarie, gran numero di strade, esportazioni di prodotti “tipici” africani (arachidi, Nigeria primo produttore mondiale).

Peggioramenti: condizioni di vita nelle campagne precaria (anche inferiore rispetto al periodo precoloniale), produttività diminuisce a causa di lavoro con strumenti tradizionali, sottoalimentazione (incrementata da grandi carestie), concorrenza industriale compromette le attività artigianali locali, erodendo equilibri interni. Periodo coloniale cementa le profonde differenze socioeconomiche del paese (stratificazione sociale e centralizzazione del potere).

La seconda guerra mondiale è molto importante anche per lo sviluppo della Nigeria: la Gran Bretagna perde il suo peso politico a livello internazionale. Il periodo immediatamente successivo alla guerra, prevede una spartizione in due aree d’influenza del globo, tra USA e URSS. In Nigeria si assiste all’abbandono della politica coloniale dell Indirect Rule, testimoniata dal fatto che nel sud del paese, a Lagos, sorse la prima moderna industria locale. Questo fece sì che i nigeriani presero coraggio, periodo nel quale furono creati molti movimenti indipendentisti che ripetono la divisione del paese in tre gruppi fondamentali: Hausa-Fulani, Yoruba, Igbo. Il processo verso l’indipendenza avviato.

Idee di decolonizzazione

Decolonizzazione: avviene dopo la seconda guerra mondiale, è il processo di indipendenza di tutta l’Africa. Termine tacciato di etnocentrismo e inesatto: le potenze colonizzatrici non fecero nulla per la decolonizzazione, anzi. Erano solo interessate a salvare i propri interessi che pensavano di salvaguardare meglio concedendo ai nativi l’indipendenza del territorio in questione. Le cause:

  • Decisioni internazionali,
  • Programmazione di nuove riforme economico istituzionali,
  • Organizzazione di movimenti politici indipendentisti.

Egitto: primo paese formalmente indipendente dell’Africa (1922) che però resta ancora legata alla Gran Bretagna a livello politico: tentano di promuovere un processo di industrializzazione.

Libia: rivoluzione che porta al potere i militari guidati dal colonnello Muhammar Gheddafi, a livello politico instaurato una sorta di socialismo islamico.

Marocco e Tunisia: alla guida degli indipendentisti in entrambi i paesi dei movimenti occidentalizzanti, Istiqlal (Marocco) e Neo-Destur (Tunisia). Venne concessa loro l’indipendenza nel 1956, dalla Francia.

Algeria: movimento indipendentista clandestino chiamato Fronte Liberazione Nazionale, con a capo M. Ben Bella, nel 1957 l’indipendenza, a seguito di una guerriglia di piazza tra i locali e l’esercito francese, una delle più sanguinose guerriglie urbane del nostro tempo.

Ghana: nel 1957, è la prima colonia della zona Sub-sahariana a proclamarsi indipendente dal dominio europeo, in questo caso inglese.

Guinea: un anno dopo, '58, la prima colonia francese dell’Africa sub-sahariana.

1960: è un anno importante per le colonie del continente nero, nel quale 17 paesi raggiunsero l’indipendenza, tra questi Nigeria, Zaire, Senegal e Somalia.

Kenya: divenne indipendente nel 1963, è uno di quei stati con più interessi economici al suo interno, per questo motivo il processo di emancipazione è più lento e travagliato, raggiunto solo dopo anni e anni di repressione e movimenti clandestini.

Zimbabwe: solo nel 1980 dopo estenuanti lotte il paese venne restituito alla propria minoranza indigena divenendo indipendente.

Sud Africa: rimane l’ultima roccaforte del potere bianco nel continente. Il decennio 50-60 è conosciuto come il decennio dell’apartheid, una serie di misure coercitive e di limitazione ai danni della popolazione nera, in maggioranza rispetto ai bianchi. È un paese importante perché uno dei massimi produttori mondiali di materie prime importanti come oro, diamanti e uranio. Prime elezioni democratiche del paese nel 1994.

Agli inizi del 1920, la federazione della Nigeria comprendeva Lagos, Camerun (conquistato e annesso nel 1914) e Calabra. Nel sud del paese, a causa di un deciso sviluppo culturale ed economico, si inizia a manifestare il proprio disappunto verso il colonialismo inglese. La prima sommossa scoppiò nel 1929, in seguito a questa, Nmamdi Aikiwe fondò il movimento giovanile nigeriano. Nel 1939, il nord conservatore e il sud progressista vennero scissi e solo nel 1947 il Cons. Legislativo della Nigeria meridionale ampliò la propria competenza in tutta la Nigeria. Questo nuovo corso scisse ancora una volta il paese, in tre tronconi: oriente, occidente, settentrione. Nel 1954, venne redatta una costituzione federale gestita da un governatore generale e da tre vicegovernatori regionali. Le elezioni divennero a suffragio universale, nel nord eleggibili solo uomini. Non indipendenza, poiché comunque la supremazia rimane del governo coloniale, tuttavia è un primo segnale poiché le tre regioni acquisirono una maggior autonomia politica ed economica.

Nel nord, Fulani, organizzazione musulmana di nome North People Congress. Nello Yorubaland, re e capi locali, questi a loro volta eletti da Consigli (action Group). Ad est (Igbo) il partito principale prese il nome di National Council of Nigeria and the Cameroons (NCNC), poi Citizens. A ogni regione, un partito, ma esisteva un accordo tacito di non interferenza tra i partiti. Nel 1957 la Conferenza di Londra riconosce alla Nigeria la propria autonomia per gli affari interni e il 1 ottobre del 1960 la Nigeria diviene formalmente indipendente, stato federale e entra a far parte del Commonwealth. Si forma un governo di coalizione composta dal partito di maggioranza, NPC, con l’NCNC di Azikiwe. Caratterizzato da forte corruzione, aumentando così le tensioni tra le etnie. Azikiwe nacque nel nord del paese ma con famiglia Igbo, studiò giornalismo e scienze politiche, capendo subito l’importanza che i media hanno nella politica e nella società, diventa promotore di una catena di giornali, west african pilot. Man mano conquista anche l’opinione pubblica grazie al suo sostegno a un importante sciopero contro il mancato adeguamento di salari al costo crescente della vita. Nel 1963, dopo solo 3 anni dall’indipendenza, diviene presidente della Repubblica federale, nel 66 muore a causa del colpo di stato organizzato dagli Yoruba, malcontento per le eccessive ingerenze del governo centrale nelle questioni interne. Nello stesso anno, elezioni federali, le quali però inasprirono le polemiche. Gli sconfitti accusarono di brogli i vincitori e il governo politico appena eletto rassegnò le dimissioni chiedendo aiuto i militari, guidati dal generale Aguiyi-Irosi (Igbo). Stabilisce l’esclusione dalla vita politica dei partiti fino al 1971 (5 anni), considerati i principali fautori di malaffare e divisioni interne. Sospeso inoltre il sistema federale, per uno stato più accentrato e unitario, dando vita a numerose insurrezioni e sommosse. Il 29 luglio del 1966 muore Irosi in un attentato, nuovo colpo di stato organizzato da Yakubu Gowon. A causa degli scontri tra Igbo e Hausa, avvenne un esodo dalle proporzioni disastrose. La vita economica del paese si paralizzò, rischiando il crollo. Secondo Gowon la Nigeria doveva tornare al modello federale di un paese diviso in quattro zone etnico-geografiche, con l’assenso dei cittadini nigeriani, perciò organizzò un referendum sulla divisione del paese. La conferenza di Lagos doveva rappresentare tutte le comunità politico-etniche, ma mise in evidenza i problemi e le lacerazioni tra le regioni. La regione est non accetta nel 1967 non accetta di essere smembrata e proclama una propria costituzione repubblicana: nasce il Biafra.

La secessione del Biafra venne guidata dal generale Ojukwu, che non era d’accordo con la conferenza di Lagos. La guerra del Biafra (1967-70) è l’esito delle tensioni tra sud (progressista e sviluppato, parte integrante del sistema commerciale mondiale) e nord (rimasto ai margini). È una guerra tra diverse concezioni dello stato e della nazione, non è un conflitto etnico, detonatore è la spartizione dei numerosi giacimenti di petrolio che si trovano nel Biafra (Nigeria uno dei maggiori produttori, e molto del greggio si trova in Biafra) e la conquista del potere. La guerra si protrae oltre le attese e Gowon non sarebbe sceso a patti con i secessionisti: il conflitto somma danni enormi nel commercio e nelle industrie locali. La guerra nel 1970 è finalmente finita e la zona del Biafra torna a essere Nigeria e quindi lo scopo della guerra per i biafrani fallì, non ottenendo nessuna rivendicazione proposta. Gowon, che aveva perso un po’ di consensi e popolarità a causa della guerra, si pose come obiettivo la ricostruzione del paese, soprattutto a livello infrastrutturale e aveva previsto la fine di questo processo nel 1971, un anno e mezzo dopo la fine della guerra.

La ricostruzione tra colpi di stato e dittature

Inizio anni 70: dopo guerra, forte ripresa del commercio e dell’esportazione del petrolio, unico prodotto. Di contro, crollo importante export produzione agricola, quindi import prodotti dall’estero. Il budget statale dipende quasi esclusivamente dall’esportazione del greggio, quindi il ruolo dello stato assume un’importanza fondamentale, anomala, in un paese in via di sviluppo. Investimenti statali soprattutto nei settori di difesa, industria, infrastrutture e istruzione. Nigeria presenta tre caratteristiche strutturali, connesse tra loro:

  • Limitata tradizione di conoscenze tecniche e amministrative,
  • Sistema politico privo di controllo democratico,
  • Assenza forze economiche, social culturali per reclamare amministrazione efficiente e rigorosa.

No investimenti nel campo dell’agricoltura e mancanza di coordinamento per le grandi opere pubbliche. Le condizioni di vita nelle zone rurali rimangono molto critiche, molto peggiori rispetto agli agglomerati urbani, si verificano perciò degli esodi dalle campagne alle città di milioni di individui, che portano a squilibri etnici e religiosi. Inoltre i governi militari in generale, e soprattutto in Nigeria, non durano molto. Sovvertono il precedente ordine e poi si ritrovano ad affrontare gli stessi problemi, non avendone la forza né la forza politica. Nel 1975, ennesimo colpo di stato di un generale, Murtala Mohammed. Pochi mesi dopo, viene spodestato da un altro militare, il tenente generale Olusegun Obasanjo, Yoruba, che porta la Nigeria alla seconda repubblica. Vennero proclamate le elezioni e un anno dopo trionfa Shehu Shagari, divenendo presidente della Repubblica. Porta a termine un piano di investimenti fondato sulla ripresa dell’export del petrolio, ma nel 1982 una crisi sostanziale dei prezzi portò a un declino economico e all’abbandono del piano. Nel 1983, nuovo golpe militare, destituito Shagari e al comando il maggiore generale Buhari, a cui segue nel 1985 colpo di stato di Babangida. Per sanare la Nigeria, decide di proclamare lo stato di emergenza, affrontando gravi disordini nello stato di Kaduna, gestisce gravissimi problemi economici:

  • Crescente divario tra ricchi e poveri,
  • Ingombrante presenza pubblica corrotta in troppi settori economici,
  • Debito pubblico con l’estero, quasi raddoppiato negli ultimi anni,

Babangida nel 1986, per far fronte a tutto ciò, istituì aggiustamento strutturale fondate sulla privatizzazione e la svalutazione della moneta locale (naira) e istituisce una commissione con lo scopo di regolamentare le future elezioni. Quest’ultima accetta alle tornate elettorali solo due partiti dei 45 che si erano presentati: Social Democratic Party e il National Republican Convention. Nel 1993, elezioni vinte da Abiola, successivamente annullate per brogli, provocando rivolte nel paese. Venne comunque compiuto un ulteriore colpo di stato da parte del generale Abacha nello stesso anno delle elezioni. La più feroce e sanguinosa dittatura della storia della Nigeria, Abacha:

  • Sospensione costituzione, abolizione partiti politici e arresto di Abiola,
  • Regime dittatoriale basato su repressione qualsiasi forma di opposizione,
  • Bilancio economico nigeriano dissestato, popolo ridotto alla fame, rovina delle raffinerie petrolifere,
  • A causa di queste atrocità, nel 95 la Nigeria venne espulsa dal Commonwealth.

Nel 1998 Abacha muore e si contano i danni: nonostante la Nigeria sia il quinto produttore di petrolio, diviene uno dei paesi più poveri del mondo, a causa del continuo ribasso del prezzo del greggio sul mercato internazionale. Si creano tre poli per il dopo Abacha:

  • Giovani militari: continuo della dittatura militare, meno violenta e più organizzata, civili ruolo subalterno rispetto ai militari,
  • Professionisti anziani: ritorno dell’esercito nelle caserme,
  • Traghettatori: transizione alla democrazia trasparente legalmente riconosciuta a livello internazionale, colmare frattura tra eserciti e civili.

Abubakar, generale salito al potere nel 1998, alla morte di Abacha, libera i prigionieri politici, nomina nuovi membri politici nelle massime cariche statali e provoca un nuovo ottimismo. Alle elezioni del 1999, volute e realizzate da Abubakar, trionfo del People’s Democratic Party (PDP) di Obasanjo, salutato con grande ottimismo in tutto il paese. Deve superare le rivalità etniche e combattere la corruzione, per formare uno stato democratico e durevole, risanare economia e ristrutturare strade e ferrovie. Tuttavia questo entusiasmo era destinato a svanire presto: molti gli scontri socio etnici da una parte (con Yoruba e Hausa soprattutto) e anche scontri religiosi confessionali tra cattolici e musulmani, per la nuova giurisprudenza islamica nella zona settentrionale. Alla base delle violenze, povertà, corruzione e abusi di potere dilagante.

Capitolo 2: Etnie e migrazioni nigeriane

Le ambiguità del dizionario etnico

Etnia: termine utilizzato per indicare popolazioni che hanno caratteristiche che venivano definite “esotiche”, per cultura e modi di vivere (africani, indiani e latino americani).

Etnico: aggettivo che significa tutto ciò che è assimilabile al tribale.

Etnicità: solitamente rivendicata da un gruppo sociale attraverso processi che variano dalla valorizzazione di alcuni tratti culturali o interiorizzazione di caratteristiche etniche.

Etnicizzazione: processo di classificazione arbitraria che produce gerarchie sociali, politiche ed economiche.

Origini: la parola etnia deriva dal greco Ethnos, che indicava popolo dalle istituzioni indistinte, senza un’organizzazione sociale precisa. Società altre, contrapposte alla polis, i barbari che non parlavano il greco ed era chiaramente una parola dispregiativa, che sottolineava una supremazia culturale della polis. L’etnicità oggi è un insieme di segni e simboli condivisi da una comunità, si afferma in rapporto a precise condizioni sociali e...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davide0712 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle relazioni interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Tedeschi Enrica.
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