Riassunti di sociologia dei processi culturali e comunicativi
Il fenomeno associativo, l'ambito culturale, il contesto meridionale
Premessa
Per il sociologo, il tema dell'associazionismo è molto interessante per diverse ragioni:
- In primo luogo, è interessante studiare le dimensioni, le caratteristiche, le trasformazioni delle associazioni, delle loro attività, dei risultati che sono in grado di conseguire;
- In secondo luogo, l'associazionismo può avere un forte impatto sul sistema socio-economico.
Per chiarire questo punto occorre richiamare un concetto molto importante, quello di capitale sociale.
- Per il giurista o per il commercialista il capitale sociale è quello detenuto da una società;
- Per i sociologi e per gli economisti il capitale sociale fa riferimento a quell'insieme di valori, norme di comportamento, atteggiamenti verso le istituzioni e verso la collettività che potremmo definire come senso civico, o civismo.
Per Putnam, il capitale sociale è un bene pubblico che:
- Caratterizza interi territori (una provincia, una regione, una nazione);
- Si costruisce faticosamente in lunghi periodi di tempo;
- Quando è presente può costituire un forte vantaggio competitivo.
Infatti, lì dove i cittadini hanno senso civico, le amministrazioni pubbliche sono spinte a funzionare meglio, l'economia e lo sviluppo ne beneficiano, aumentando inoltre la qualità della vita.
Per Bourdieu e per Coleman, il capitale sociale è un bene particolaristico:
- Il capitale sociale è un pacchetto ricco e complesso di relazioni di dare e avere, di un individuo, di una famiglia o di un gruppo;
- Una volta prodotto, ne godono soltanto alcuni.
Definizione di associazionismo: l'associazionismo, in quanto movimento dal basso, espressione di una società civile che si impegna in nome di un'idea di bene comune, dovrebbe essere sintomo e al tempo stesso fattore di grandi mutamenti.
Società civile e capitale sociale: due Italie?
Cartocci riprende Putnam, per evidenziare come il divario tra le due parti del paese italiano, persiste ancora dopo trent’anni (centro-nord/centro-sud). Utilizza quattro indicatori per individuare il tasso di capitale sociale:
- La partecipazione elettorale;
- La lettura dei quotidiani;
- La donazione del sangue;
- L'associazionismo sportivo.
Si accorge così che le regioni del Mezzogiorno (tra cui ovviamente la Sicilia) avrebbero una scarsa dotazione di capitale sociale, visto che la gente va a votare relativamente meno, legge meno giornali, dona meno il sangue e promuove l'associazionismo sportivo in modo più debole rispetto al centro-nord.
Riflettendoci non dovrebbe essere così. Altri paesi europei vicini a noi in tempi alquanto rapidi hanno ottenuto mutamenti enormi e profondi. Il che dimostra che il cambiamento è possibile, solo che bisogna crederci, bisogna volerlo, e bisogna fare le scelte giuste per provocarlo.
Tuttavia, l’analisi di Cartocci è molto sintetica. Infatti, è possibile utilizzare altri indicatori che potrebbero dare un risultato diverso se non addirittura opposto al capitale sociale siciliano.
Per esempio, un altro indicatore potrebbe essere il volontariato: La Spina ha evidenziato come in sette anni nel paese le organizzazioni di volontariato siano aumentate. In Sicilia, nel registro regionale, le organizzazioni di volontariato erano 55 nel 2003, in seguito sono diventate 642, con un aumento del 300%.
Detto questo, possiamo dire che nel Mezzogiorno vi siano maggiore senso civico, più fiducia nelle istituzioni pubbliche, amministrazioni più efficienti, attente al bisogno dei cittadini, imparziali, e così via? Basta pensare ad aree cruciali come la sanità, l’istruzione, la povertà, l’ambiente, per rilevare che la situazione di quattro importanti regioni meridionali non solo non è migliorata, ma talora appare addirittura in forte peggioramento. Si è appurato che nonostante siano nate delle organizzazioni di volontariato, questi non abbiano avuto l'effetto desiderato, né sono state di grande aiuto alle problematiche che coinvolgono la Sicilia. Ecco perché bisogna fare un'accurata lettura degli indicatori prima di stimare un dato.
È possibile che l'organizzazione di volontariato nasca con finalità latenti che hanno poco a che fare con l’azione volontaria. In un contesto come quello meridionale, dove l'aspirazione più diffusa è quella di ottenere un posto pubblico, l'organizzazione di volontariato potrebbe essere una stratagemma per prendere contatti con pubbliche amministrazioni e al momento giusto firmare contratti, posti stabili o ottenere fondi europei.
L'associazionismo nel Mezzogiorno
Possiamo delineare una distinzione:
- Da una parte, vediamo associazioni animate da scopi di liberalità, ciao ottimismo il perseguimento di interessi generali della società —> Bene pubblico
- Dall'altra parte, vediamo associazioni strumentali finalizzate solo al guadagno, all'attrazione di finanziamenti, all'ottenimento di un voto durante le lezioni o di un fondo europeo —> Bene particolaristico
In definitiva, possiamo affermare che l'associazionismo è molto rilevante nello studio del capitale sociale, ma non dobbiamo dimenticare di specificare, di volta in volta, sia a quale tipo di capitale sociale sia a quale tipo di associazionismo ci stiamo riferendo.
- Se in una determinata comunità c'è un alto utilizzo del senso civico, ciò sarà sicuramente dovuto anche ad associazioni e ad attività volontarie che promuovono e sono in grado di rigenerare questo senso civico;
- Se l'utilizzo del senso civico è basso, allora bisognerà ricercare le cause anche in quelle associazioni orientate verso il particolarismo.
In Sicilia, un esempio di associazionismo con forte senso civico è Addiopizzo.
Le associazioni culturali
Le associazioni culturali costituiscono un’importante punto del fenomeno associativo.
- Vi rientrano, in primo luogo, le associazioni la cui finalità ufficiale è quella di favorire la diffusione di prodotti culturali, come musica, teatro, cinema, arti figurative;
- Sono culturali anche le associazioni volte alla salvaguardia di certi beni, come i centri storici, gli edifici o i siti archeologici;
- Sono culturali anche le associazioni che provocano una trasformazione dei modelli culturali (ad esempio nei confronti della criminalità, questa la si affronta e non ne si ha paura).
Un esempio di associazione culturale è quello del campo della musica: un certo tipo di associazioni sono state originariamente fondate e gestite da appassionati per consentire in città l'ascolto dei musicisti dal vivo. Ciò avvenne prima nel campo della musica classica, poi in campi diversi, come quello del jazz. Associazioni del genere si trovavano e si trovano a competere per un verso con il privato for profit e per altro verso con gli enti pubblici come il Teatro Massimo. In presenza di un pubblico sufficientemente vasto e di strutture fisiche adeguate, tali associazioni musicali potrebbero sostenersi anzitutto sullo sbigliettamento. L'arrivo dei finanziamenti pubblici portò certamente ad un'espansione dell'attività, delle sedi e del tipo di prodotti, ma rappresentò talvolta un campo pericolosissimo. Molto spesso anche le associazioni più grosse furono costrette a indebitarsi con le banche. D'altro canto, sono via via nate altre associazioni che, senza finanziamenti o con finanziamenti di importo modesto, riescono a realizzare cartelloni interessanti facendo leva soprattutto sullo sbigliettamento.
È dunque opportuno distinguere, all'interno di questa prima categoria, denominata delle "associazioni concertistiche", due sottotipi:
- Le associazioni di grosse dimensioni, che non potrebbero sopravvivere senza un sostegno pubblico;
- Le associazioni più agili, fondate soprattutto sullo sbigliettamento.
Ciascuna delle quali da un anno all'altro corre il rischio di spegnersi, senza che tuttavia ciò provochi chiusure di sedi e licenziamenti.
Il nonprofit: un chiarimento
Il nonprofit
Quando parliamo di associazionismo facciamo riferimento a ciò che chiamiamo "terzo settore", o "terzo sistema", o "terza dimensione", o "nonprofit", ossia un contenitore nel quale confluiscono tutte quelle organizzazioni che sono accomunate dalla caratteristica di essere soggetti privati, senza scopo di lucro, orientati a finalità sociali ed operanti in diversi settori di attività.
Un'organizzazione non-profit presenta caratteristiche come:
- L'assenza di una distribuzione dei profitti;
- Il presentare natura giuridica privata;
- L'avere una costituzione formale;
- Il basarsi sull’autogoverno;
- L'avere una quota di lavoro volontario;
- L'avere una struttura basata sulla democraticità, come nel caso delle elezioni delle cariche interne e della partecipazione degli aderenti.
Applicando questa classificazione, vengono escluse le organizzazioni informali, cioè quelle prive di uno statuto o di un atto costitutivo che regolamenti l'accesso dei membri e delle loro relazioni.
Le organizzazioni del nonprofit, si collocano all'interno di un contesto in cui la gestione dei servizi è affidata a terzi che si trovano a svolgere nuove funzioni economiche.
La nozione di nonprofit però risulta riduttiva, pertanto Donati, utilizza un'altra nozione, quella di privato sociale, ossia come portatore di una cultura, normatività, scopi e mezzi propri.
Differenze tra il privato sociale e il terzo settore
- Privato sociale —> si presenta come un'autorappresentazione e una auto-normazione dell'agire associativo;
- Terzo settore —> si presenta come la forma che il privato sociale assume quando si trova a negoziare, scambiare, contrattare con gli attori istituzionali e con le altre organizzazioni.
Le organizzazioni del nonprofit
Negli ultimi anni il settore delle nonprofit si è trasformato. Ciò si è verificato grazie a quattro elementi:
- Una crescita di sensibilità verso le azioni nonprofit, quale componente naturale del vivere collettivo, specialmente di fronte al moltiplicarsi e all'evolversi dei bisogni sociali;
- L'evoluzione di un sistema che si appoggia in maniera significativa a organizzazioni nonprofit, per completare il proprio circuito di produzione di servizi non coperto dalle risposte istituzionali;
- La progressiva normazione del settore del non-profit che ha visto in questi anni crescere gli strumenti legislativi;
- Il crescente ruolo delle fondazioni che fanno sentire la loro presenza in qualità di soggetti finanziatori delle più svariate iniziative nel campo della sanità, dell’istruzione e dell’assistenza.
Quindi si tratta di un modo di fare società che esprime forme di vita propria, dotate di una propria cultura, di una propria normativa, di propri scopi, risorse e strumenti. Il ruolo del terzo settore risulta autonomo, originale ed espressivo.
Il nonprofit è composto da differenti organizzazioni che si diversificano per dimensione, per struttura, per ruolo, ma anche per forma giuridica.
Le associazioni di promozione sociale
Associazioni si è soliti intendere gruppi di persone che si organizzano per realizzare attività senza scopo di lucro e per perseguire scopi comuni. La caratteristica centrale che le differenzia da altri soggetti giuridici è la non distribuzione ai soci o ai dipendenti dei profitti che derivano dalle attività, ma il loro reinvestimento per incrementare la quantità e migliorare la qualità dei servizi proposti.
L'ambito di intervento delle associazioni, riconosciute o non, può essere il più diversificato e spaziare dalla cultura allo sport, dalla regione ai servizi sociali.
Le associazioni culturali tra frammentazione e ricomposizione sociale
All'interno del settore nonprofit, le associazioni culturali sono attive in svariati ambiti che vanno dalla produzione artistica alla formazione e alla ricerca, dalla valorizzazione del territorio alla salvaguardia delle tradizioni popolari, dalla promozione della cultura specialistica alla diffusione della cultura popolare e così via. Si tratta di ambiti che possono avere significative ricadute sui processi di sviluppo del territorio.
Tre ricerche sull'associazionismo nel Mezzogiorno
Una delle ricerche riguardanti la dipendenza dell'associazionismo è stata offerta da Costantino e Trobia; essi, in un’analisi sulle politiche culturali siciliane, ipotizzano un uso strumentale delle associazioni, che a volte nascono per nascondere esigenze di finanziamento. Ciò produrrebbe ricadute sulla cultura dell'associazione e sulla stessa società civile, favorendo un degrado politico e istituzionale ma anche apportando fragilità.
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