Sociologia dei processi culturali e comunicativi
Docente e libro di testo consigliato
Docente: Frazzica Giovanni
Libro di testo consigliato: “Sociologia della cultura”
Autore: Griswold
La cultura e il "diamante culturale"
Secondo Peterson, quando i sociologi pensano alla cultura solitamente intendono una di queste quattro cose:
- Norme - sono il modo con cui la gente si comporta in una data società;
- Valori - sono ciò a cui la gente tiene;
- Credenze - sono ciò che la gente pensa riguardo al funzionamento del mondo;
- Simboli espressivi - sono rappresentazioni spesso delle stesse norme sociali, dei valori e delle credenze.
Prospettive accademiche sulla cultura
Le prospettive accademiche sulla cultura si possono riunire in due scuole di pensiero:
- Discipline umanistiche da un lato;
- Scienze sociali dall'altro.
Non esiste una cosa come la "cultura" o la "società" nel mondo reale. Ci sono solo persone che lavorano, scherzano, amano, pensano e agiscono in un'infinità di modi diversi. Parlare di cultura da una parte e di società dall'altra significa fare una distinzione tra due diversi aspetti dell'esperienza umana: la cultura designa l'aspetto espressivo dell'esistenza umana, mentre la società indica l'aspetto relazionale. Lo stesso oggetto o comportamento può essere analizzato da un punto di vista culturale o da un punto di vista sociale.
Prospettiva delle scienze umanistiche
- Guarda la cultura dal punto di vista delle scienze umanistiche;
- Il termine cultura è spesso riferito alle belle arti e allo spettacolo, o alla letteratura seria. La cultura da questo punto di vista viene chiamata in quanto opposta "cultura alta" a quella popolare o di massa e implica uno status sociale elevato;
- Nel diciannovesimo secolo molti intellettuali affermarono l'esistenza di un'opposizione tra cultura e società o tra cultura e civiltà. Il termine "civiltà" indicava i progressi tecnologici della rivoluzione industriale e le trasformazioni sociali che accompagnavano l'industrializzazione. Opporre cultura a civiltà significava andare contro il pensiero illuminista, contro la credenza che il progresso fosse necessariamente benefico, contro ciò che Marx chiamava il "rapporto monetario" del capitalismo in cui ogni persona e ogni cosa sembravano essere valutate su basi economiche.
Se civiltà significava abitazioni sudicie, fabbriche che sprigionavano fumo nell'aria e persone trattate come macchine, allora molti uomini e molte donne non ne volevano sapere. Essi vedevano la cultura come un polo positivo, come salvezza degli esseri umani ultracivilizzati.
Arnold formula una teoria universale del valore culturale: egli criticò fortemente l'Inghilterra Vittoriana per il suo materialismo, per la sua industrializzazione e per la sua democrazia; egli considerava gli aristocratici come dei barbari, incapaci di difendere la cultura; solamente la cultura poteva dunque salvare l'intera umanità, rendendo la civiltà più umana e ricca di "dolcezza e luce" intese come "bellezza e saggezza" (riprende la parabola dei ragni e delle api di Swift: i ragni tessendo la loro tela sono molto industriosi ma lavorano soltanto per se stessi, mentre le api producono non egoisticamente benefici per altri quali il miele e la cera utilizzata per creare le candele; da qui la dolcezza e la luce).
La cultura è come le api che lavorano per gli altri, la bellezza e la saggezza invece corrispondono al miele e alle candele. Arnold attribuiva alla cultura una funzione educativa, sostenendo che essa metteva le persone in grado di connettere la conoscenza (per esempio la scienza e la tecnologia), al comportamento e alla bellezza. La civiltà ha un rapporto armonioso con il sapere, con la bellezza, con il comportamento e la cultura può fornire questa armonia. La cultura non è un fine in se stesso, ma un mezzo per un fine. Essa può curare le malattie sociali causate dal materialismo sfrenato e insegnare alla gente come vivere apportando idee morali.
Weber risponde alla domanda di Tolstoj circa il modo in cui trovare un senso alla vita:
- Gli esseri umani devono rivolgersi ai profeti e ai filosofi, alla religione e alle idee, più in generale essi devono rivolgersi alla cultura;
- Weber era uno scienziato e Arnold un letterato, ma entrambi evidenziarono la distanza della cultura dalla vita quotidiana nella società moderna e la sua capacità di influenzare il comportamento umano;
Dunque gli umanisti sostengono che:
- Alcune culture e alcune opere culturali sono migliori di altre; la cultura ha a che fare con la perfezione; deriva dal termine "coltivazione" e per questo si suppone la coltivazione della mente e della sensibilità umane;
- La cultura si oppone alle norme prevalenti dell'ordine sociale; l'armonia è possibile ma difficile da raggiungere;
- Si teme che la cultura sia fragile, che possa essere persa o indebolita; la cultura deve essere attentamente preservata, attraverso le istituzioni educative, ad esempio, e in archivi culturali come le biblioteche e i musei;
- Si attribuisce alla cultura un'aura di sacralità, separandola dall'esistenza quotidiana; questa separazione viene spesso simbolicamente accentuata; la cultura non ha senso se viene svuotata di significato.
Prospettiva delle scienze sociali
- Guarda la cultura dal punto di vista delle scienze sociali;
- Espressione di questa posizione fu il filosofo Herder; costui era affascinato dalla poesia della tradizione popolare e dal Vecchio Testamento; considerava questa letteratura orale un prodotto spontaneo dell'innata creatività umana che contrastava il più artificiale prodotto letterario di un'élite istruita. Secondo Herder si doveva parlare di culture, non semplicemente di cultura, per l'ovvia ragione che le nazioni e le comunità avevano la propria, ugualmente meritevole cultura;
- Tylor affermava che la cultura o civiltà è quell'insieme complesso che include anche il sapere, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza acquisita dall'uomo in quanto membro della società. Questa definizione di cultura domina le scienze sociali;
- Il sociologo Berger definisce la cultura come la totalità dei prodotti dell'uomo, sia materiali che immateriali; e la società è un prodotto dell'uomo, e quindi della cultura;
- Già negli anni cinquanta si contavano più di 160 differenti significati di cultura usati nelle scienze sociali;
- Gli scienziati sociali di alcune scuole di pensiero tendono a vedere armonia, e non opposizione, tra cultura e società. Il funzionalismo, che sostiene la teoria secondo cui un'istituzione sociale svolge alcune specifiche funzioni necessarie al benessere della collettività, identifica la cultura con i valori che orientano i livelli sociali, politici ed economici di un sistema sociale;
- Merton ha suggerito che la cultura americana attribuisce un valore elevato al successo economico; per la maggior parte della gente in America gli obiettivi posti dalla cultura e i mezzi per conseguire questi obiettivi sono in armonia. Anche i marxisti vedono una forte congruenza tra la struttura sociale e la cultura, ma invertono la direzione dell'influenza, dalla struttura sociale alla cultura, e non viceversa;
- Un esempio è l'analisi della cultura come esito di un processo di esternalizzazione, oggettivazione e interiorizzazione di Berger. Egli sostiene che gli esseri umani proiettano la loro esperienza sul mondo esterno (esternalizzazione), poi vivono queste esternalizzazioni come se fossero indipendenti (oggettivazione) e infine incorporano queste proiezioni nella loro coscienza psichica (interiorizzazione);
- L'antropologo Geertz ha definito la cultura un modello di significati incarnati in simboli, un sistema di concezioni ereditate espresse in forme simboliche per mezzo di cui gli uomini comunicano e sviluppano la loro coscienza e i loro atteggiamenti verso la vita. Questa è sicuramente una definizione più accurata rispetto alle precedenti perché si incentra sui simboli e sul comportamento che deriva dai modi di pensare e sentire simbolicamente espressi.
Dunque i sociologi:
- Evitano le valutazioni e optano per il relativismo (si può valutare l’impatto della cultura sull'ordine sociale, ma non il fatto culturale stesso);
- Partono dal presupposto di uno stretto legame tra la cultura e la società (in alcune scuole di pensiero una tende a determinare l'altra, mentre altre sottolineano l'adattamento reciproco che si realizza tra cultura e struttura sociale);
- Enfatizzano la persistenza, la durata della cultura, piuttosto che la sua fragilità (la cultura è vista più come un'attività che come qualcosa che richiede di essere conservata in un archivio. La cultura non è ciò che giace nel museo o nella biblioteca custodita da leoni di bronzo; al contrario, essa consiste nei modi in cui i frequentatori dei musei vivono la loro vita);
- Assumono che la cultura può essere studiata empiricamente come ogni altra cosa (gli scienziati sociali non considerano la cultura una cosa sacra o diversa da ogni altro prodotto ed attività umani).
Oggetto culturale
L'oggetto culturale può definirsi un'espressione significativa che è udibile, o visibile, o tangibile, o che può essere articolata. Un oggetto culturale racconta una storia, e questa storia può essere cantata, recitata, scolpita, pubblicata o dipinta sul corpo. Gli esempi sono molti: un sonetto di Shakespeare, la credenza che la donna sia più sensibile dell'uomo, l'uso di dire "Salute!" quando qualcuno starnutisce, tutti questi possono essere oggetti culturali. Ognuna racconta una storia.
Se pensiamo ad una trapunta come ad un prodotto nell'inventario di un magazzino o qualcosa con cui scaldarci i piedi nel letto, e non guardiamo al suo significato, la trapunta non è un oggetto culturale. Ma quando viene considerato nei termini della sua storia, come essa esprime il lavoro di donne che cuciono insieme pezzi di stoffa per produrre un oggetto bello e utile, allora la trapunta diventa un oggetto culturale significativo.
Dunque l'oggetto culturale si può definire come una parte della cultura che noi estrapoliamo per essere studiata.
Diamante culturale
Gli oggetti culturali sono prodotti da esseri umani. Questo fatto è intrinseco ad ogni definizione di cultura:
- Arnold: la cultura è quanto di meglio sia stato pensato e conosciuto da esseri umani.
- Geertz: la cultura è il significato incorporato in simboli attraverso i quali gli esseri umani comunicano e trasmettono sapere e abitudini.
- Berger: la cultura è l'esternalizzazione, oggettivazione e interiorizzazione dell'esperienza umana.
Pertanto possiamo considerare tutti gli oggetti culturali come prodotti di creatori umani. Un particolare oggetto può avere un singolo creatore, come l'autore di un romanzo, o più creatori, come tutte le persone elencate nei titoli di coda di un film. Naturalmente, altre persone oltre ai loro creatori fanno esperienza di oggetti culturali. Se un poeta recita le sue odi nella foresta senza che nessuno senta o registri, se si trasmette un programma radiofonico ma un problema tecnico non consente ad alcuno di sentirlo, tutti questi sono oggetti culturali potenziali ma non reali. È solo quando questi oggetti diventano pubblici che entrano a far parte della cultura e diventano oggetti culturali. Pertanto tutti gli oggetti culturali devono avere gente che li riceva, li ascolti, li legga, li comprenda, li pensi, li pubblichi, li ricordi. Possiamo chiamare queste persone il pubblico dell'oggetto: le persone che sperimentano realmente l'oggetto possono essere diverse dal pubblico atteso o originale e i ricevitori culturali sono attivi produttori di significato.
Sia gli oggetti culturali sia la gente che li crea e li riceve non operano nel vuoto, ma sono ancorati ad un determinato contesto. Possiamo chiamare quest'ultimo il mondo sociale, espressione con cui intendiamo i modelli e i bisogni economici, politici, sociali e culturali che caratterizzano un particolare punto nel tempo. La sociologia culturale è interessata alle relazioni tra oggetti culturali e mondo sociale. Abbiamo identificato 4 elementi: i creatori, gli oggetti culturali, i ricevitori e il mondo sociale. Sistemando questi quattro elementi in una struttura a forma di diamante e tracciando una linea che connette ciascun elemento ad ogni altro, si crea quello che è chiamato un diamante culturale.
Questo diamante ha quattro punti e sei legami o connessioni;
- Non possiamo chiamarlo una teoria della cultura perché non dice nulla sul modo in cui i punti sono collegati;
- Non possiamo chiamarlo un modello culturale perché non indica quali siano le cause e quali siano gli effetti;
- È uno strumento inteso a favorire una piena comprensione della relazione di qualsiasi oggetto culturale col mondo sociale. Esso non dice quale debba essere la relazione tra i vari punti, ma solo che lì esiste una relazione;
- Il diamante rappresenta i prodotti culturali e sociali della relazione tra i punti.
Pertanto, una comprensione completa di un dato oggetto culturale richiederebbe la comprensione di tutti e quattro i punti e delle sei connessioni. Per esempio, per comprendere il significato del pane dovremmo avere informazioni circa i produttori e circa i consumatori, avremmo bisogno di comprendere le connessioni mediali che pubblicizzano il prodotto ai consumatori o il sistema distributivo; solo quando questi punti e queste connessioni saranno stati investigati potremo annunciare di aver capito la relazione che esiste tra il pane e la società in cui esso è prodotto e viene mangiato.
Una volta che abbiamo capito i punti e i legami specifici del diamante, possiamo dire di avere una comprensione sociologica di quell'oggetto culturale. E ancora, una volta che abbiamo un'opinione sul modo in cui l'oggetto culturale si adatta al suo contesto, siamo anche sulla buona strada per capire la cultura nel suo insieme.
Il significato culturale
Possiamo identificare due tipi di significato:
- Semplice - Il significato semplice denota una corrispondenza biunivoca;
- Complesso - Il significato complesso si trova nei segni tipicamente chiamati simboli.
Noi esprimiamo questo tipo di significato quando parliamo dei segni e di ciò che essi rappresentano; un esempio è la luce rossa che significa "stop", che precede il via; questi segni hanno un singolo referente. Invece di rappresentare un singolo referente, i simboli evocano una varietà di significati, alcuni dei quali possono essere ambigui. I simboli non denotano, connotano, suggeriscono, implicano; i simboli evocano emozioni forti e possono spesso unire o disgregare i gruppi sociali.
La cultura poiché è complessa, è fatta di significati complessi e non semplici, significati incorporati in simboli; per capire la cultura infatti dobbiamo essere capaci di sbrogliare queste reti ingarbugliate di significati; dobbiamo cioè essere in grado di analizzare la relazione che esiste tra un simbolo da un lato, e le cose esattamente come esse sono dall'altro. Questa relazione può essere personale e individuale.
La sociologia della cultura è alla ricerca di significati sociali. E nel nostro diamante culturale, ciò che connette gli oggetti culturali ai mondi sociali è il significato.
Significato
La maggior parte di ciò che gli animali conoscono e fanno è dato geneticamente, è impiantato; gli esseri umani sono diversi: sono psicologicamente incompleti alla nascita; le grandi dimensioni della testa richiedono che i bambini nascano prima che i loro sistemi interni siano completati; i codici genetici dell'uomo non danno informazioni sufficienti alla sopravvivenza, infatti un gattino, una volta svezzato, potrebbe sopravvivere nelle foreste senza che gli altri membri della sua specie gli mostrino cosa fare, ma un bambino di un anno no, gli umani devono imparare a vivere. L'apprendimento negli umani è un processo sociale di interazione e socializzazione attraverso cui si trasmette la cultura. Il complesso delle interazioni umane trasmette modelli di significato e di comportamento che vengono chiamati cultura.
Berger ha suggerito che la fonte ultima della paura umana non è il male, ma il caos. È impensabile un mondo senza ordine, senza struttura o significato. Gli esseri umani creano le culture attraverso processi di esternalizzazione, oggettivazione e interiorizzazione, costruendo in questo modo i mondi in cui essi agiscono. La cultura dunque offre orientamento, protegge dal caos e dirige il comportamento verso determinate linee di azione e lontano da altre. La cultura fornisce significato e ordine attraverso l'uso di simboli.
Che tipo di relazione esiste tra il mondo sociale e gli oggetti culturali?
A questa domanda sono state date tre risposte:
- Teoria del funzionalismo
- Teoria del marxismo
- Teoria weberiana
Cultura e significato nella teoria del riflesso
La cultura come specchio
La cultura è lo specchio della realtà sociale. Pertanto, il significato di un particolare oggetto culturale sta nelle strutture sociali e nei modelli sociali che esso riflette. La maggior parte della gente crede, che la violenza e il maltrattamento descritti dalla televisione riflettano la violenza e i maltrattamenti diffusi nella nostra società.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame sociologia dei processi culturali e comunicativi, docente Frazzica, libro di testo consigliato "Cul…
-
Riassunto esame sociologia dei processi culturali e comunicativi, docente Giovanni Frazzica, libro consigliato "Soc…
-
Riassunto esame sociologia dei processi culturali e comunicativi, docente Frazzica, libro di testo consigliato "rap…
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Prof. Morara Pier Luigi, libro consigliato "Socio…