Tracciati di etnosemiotica
L'etnosemiotica è la disciplina che unisce semiotica ed etnografia con l’intento di dare un senso a delle azioni condivise da una certa comunità.
Etnosemiotica della cura
La cura è una relazione in cui qualcuno si affida a qualcun altro a cui riconosce una certa competenza per migliorare un corpo. Vengono esaminati quattro ambienti sanitari in particolare e scopriamo come la loro spazialità è direttamente collegata alla parte su cui lavorano.
- Spazio completamente aperto - salone del parrucchiere: visibili a tutti. Appuntamento in base alle prerogative del cliente, quotidiano aperto a tutti.
- Completamente opposto al parrucchiere (ambulatorio medico): spazi privati chiusi, corpo “sacralizzato”, appuntamento in base alle prerogative del medico.
- Luogo fruibile solo parzialmente (ambulatorio dentistico): da qualunque parte lo si osservi come la bocca, sempre socchiusa, visibile/nascosta. L’appuntamento dentistico per tempi e costi si definisce in base a prerogative medico/paziente (tempi/costi).
- Spazio organizzato su linee oblique (centro estetico): ambiguo, misterioso simile alle pratiche segrete e nascoste che fanno.
L'acquisto della calzatura
La scarpa può essere considerata come un insieme di tratti sensibili oggettivi (sfera della visione, suscettibile al giudizio personale e a quello degli altri) e soggettivi (sfera del tatto, io solo la sento e quasi diventa un’estensione di me).
La fase dell’acquisto è molto interessante perché è un vero e proprio “processo di incorporazione” dalla sfera visiva (fin dalla vetrina spazio-valore dell’estetica per eccellenza fino alla “prova” dove si finge di guardarsi con gli occhi di un'altra) a quella del tatto nel momento della calzatura. Si parla di passaggio da scarpa-sincretismo dell’intimità: oggetto a scarpa/protesi.
Percorsi nel punto vendita tra gesti e sensibilità
Il punto vendita è uno spazio che si articola sulla percorribilità del suo spazio e il suo essere un contenitore di posizioni. Il cliente quando entra in un negozio si rapporta in maniera diversa a seconda di come questo spazio è organizzato (differenza fra entrare in un megastore e nella merceria del quartiere): Non colpisce solo il nostro gusto (es. assenza di una barriera d’accesso, l'illuminazione chiara/diretta/chiaroscurale) ma anche il nostro “programma narrativo d’acquisto”: semplice quando la capacità di voler fare e poter fare è uguale (es. non c’è fila) complesso è opposto.
Intorno a un bagno “per tutti”
(Saggio scritto per convegno sui bagni per i disabili) Bagno è luogo dove...
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