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INTRO
Semiotica strutturale.
• SAUSSURE.
Il linguaggio come scienza. Fanno una scienza della lingua, senza partire da regole. Si concentrano sui modi con cui la lingua
mette in forma il mondo. Come si può conoscere una lingua? Costruendo una linguistica.
Saussure si chiede quale sia l’origine di alcuni suoni nei linguaggi. Importanza della vocalità. Invece di pensare ad una lingua
come insieme di parole dovremmo intenderla come insieme di nessi necessari. In italiano c’è la E e la E’. La A inglese non è la
stessa A italiana. Dunque, la lingua è un
INSIEME DI DIFFERENZE.
L’oggetto strutturale di una scienza strutturale è un SISTEMA DI RELAZIONI: la vocale non è ciò che sentiamo, ma ciò che sta
in un sistema di differenze.
Per capire cos’è una cosa bisogna costruire il sistema su cui è fatta la cosa stessa.
PESCA e PESCA sono la stessa cosa, ma hanno 2 significati differenti. Tutto è tenuto in piedi da questo sistema di differenze:
ogni vocale ha il suo posto e se si elimina una cosa va riorganizzato tutto.
Teoria del segno di Saussure.
Cosa succede se applichiamo il triangolo di Pierce alla teoria di Saussure?
Quella cosa lì (finestra) non ha il nome con sé. SIGNIFICANTE che rinvia al suo SIGNIFICATO. Il SEGNO è una relazione tra i
due. “Finestra” è sia significante che significato.
Poi c’è lo stato pensabile. Le parole non sarebbero nulla se non avessero una parola-‐suono che li definisce in forma. E’
appunto il segno a differenziare finestra da porta. Se finestra ha (questo) rumore nel mondo è perché è un segno. Il VALORE è
il sistema delle differenze: il valore di porta è il fatto di non essere finestra = messa in forma. Il segno è quella garanzia che ci
permette di cogliere una cosa per un’altra.
“Sole” non è “Sole”. Il “Sole” è “Sole” perché noi lo chiamiamo “Sole”.
• HJELMSLEV.
“Neve”, cioè la SOSTANZA, può essere considerata con molti segni (“la roba bianca che scende”).
Il segno crea sostanze, cioè materia formata che non è altro che
TUTTO Ciò CHE è ARTICOLABILE, nonché il senso.
“Sinistra” può significare “mancino”, “il diavolo”, ma non sarebbe “sinistra” se non fosse distinguibile da “destra”.
1. Il fatto che il segno sia un
insieme tra C ed E
, costituisce per Hjelmslev il principio fondamentale;
2. Un elemento si distingue dagli altri che avrebbero potuto occupare quell’elemento, ma sono stati nel virtuale perché
non sono stati scelti.
“Paolo Mangia La Mela”: pezzi che insieme hanno un significato. 4 modi di stare insieme. 4 parti di un PROCESSO.
L’asse verticale rappresenta il
SISTEMA. “Paolo” è una delle possibilità di riempimento, cosi come “Mangia”. 2 assi:
COESISTENZA: asse logico di SUCCESSIONE.
ALTERNATIVA: asse logico di SOSTITUZIONI POSSIBILI.
3. Ci sono delle REGOLE DI COMBINAZIONE. “Paolo mangia la mela”, “La mela mangia Paolo”. Le combinazioni sono
basate su delle regole e variano di frase in frase. C’è una regola di buona forma: soggetto, predicato e verbo.
4. Condizione di MUTABILITà: se invece di Paolo metto Giovanni cambio sia il piano del contenuto che quello
dell’espressione.
SINTAGMA: messa in catena.
PARADIGMA: sistema delle alternative.
Si può cambiare qualcosa nel processo ( permutazione) o nel sistema ( commutazione).
La teoria del segno di Hjelmslev.
Invece di significante e significato parla di ESPRESSIONE e CONTENUTO.
Per Hjemslev la forma della significazione dipende dal PRINCIPIO FORMATIVO, non da cosa viene formato. Lui distingue
quello che viene formato (sostanza) dal suo processo di formazione (forma). Le forme del contenuto si creano in
contemporanea con quelle dell’espressione. Il principio formativo è la differenza che mi permette di distinguere sedia da
finestra. 1
INTRODUZIONE.
Dal segno al linguaggio.
La semiotica ha mosso i primi passi con PEIRCE (scienza dei segni) e SAUSSURE (lingua come sistema di segni). La visione
sistematizzante di SAUSSURE ha preso il sopravvento con HJELMSLEV, che portò alla sostituzione dei segni con i linguaggi
(la struttura di ciascuna semiotica). I linguaggi sono sempre sistemi di segni, ma non tutti i loro elementi sono riducibili a
degli insiemi di significante e significato, come nel caso delle composizioni musicali. Secondo HJELMSLEV, le semiotiche
hanno uno dei cardini del loro funzionamento non solo nell’opposizione significante/significato, ma anche in quella
processo/sistema.
Dal linguaggio al testo.
All’inizio degli anni ’60, la ricerca semiotica ha iniziato ad incentrarsi sull’analisi dei testi, basate, ancora senza piena
coscienza, sulla dialettica strutture più superficiali/strutture più profonde. Il discorso articolava la superficie dei testi,
mentre la riflessione sulle unità del racconto portava ad ordinare la trama testuale in strutture cronologiche più astratte e
profonde.
Lo spostamento più recente ha portato alla nascita di una semiotica che s’interroga sui sistemi di significazione, che condivide
ancora i principi della linea SAUSSURE/HJELMSLEV. Essendo sottoposta a criteri di verifica, essa (la semiotica generativa) è
più vicina alla linguistica che alla filosofia del linguaggio.
Generazione e interpretazione.
Si distinguono due semiotiche: generativa e interpretativa. La prima è quadro generale dove si tenta di posizionare
reciprocamente gli strumenti di cui dispone la teoria. La seconda, invece, ricostruisce i movimenti cooperativi di Autore e
Lettore (ECO).
1. FONDAMENTI DI SEMIOTICA STRUTTURALE.
La semiotica degli ultimi decenni cerca di ricostruire le differenze tra i diversi tipi di linguaggio, ma soprattutto le identità che
permettono in ogni caso di parlare di linguaggio.
La struttura di base dei linguaggi.
Nel saggio “The basic structure of language”, HJELMSLEV aveva individuato cinque punti che caratterizzano la struttura base
dei linguaggi propriamente detti:
1. Piani
2. Assi
3. Commutazione
4. Reggenza e combinazione
5. Conformità
La lingua naturale non ha alcun altro vantaggio sugli altri linguaggi, se non quello, non trascurabile, di permettere di parlare
di quasi tutte le organizzazioni significanti e costituisce perciò un
metalinguaggio.
1. I PIANI.
Secondo HJELMSLEV, ogni linguaggio è fatto di due piani: ESPRESSIONE e CONTENUTO, che sostituiscono i saussuriani
significante e significato. Il rapporto diretto fra espressione e contenuto è detto denotazione,, mentre la connotazione
stabilisce una relazione di contenuto su una prima semiotica denotativa.
2. Gli ASSI.
I due assi sono il processo (orizzontale) e il sistema (verticale). La rappresentazione grafica dei due assi è puramente
convenzionale e si riferisce a processi che hanno una espressione lineare e cioè una progressione nel tempo e nello spazio.
Caratteristiche del processo sono la linearità e la direzione (orientamento del processo nello spazio e nel tempo).
L’orientamento temporale non ha altre possibilità di manifestazione, anche se è possibile invertire in una frase l’ordine dei
segni e anche quello degli elementi che compongono i segni.
Un caso tipico d’inversione è la registrazione di un film che procede dalla fine all’inizio, causando effetti imprevedibili sulla
riconoscibilità dell’oggetto e sul senso da attribuire alle sue parti.
La partizione del PROCESSO.
Dal punto di vista della successione, il processo può essere identificato con una gerarchia di funzioni logiche del tipo e...e
denominate funzioni di relazione. E’ questa la
partizione del processo.
La partizione ci porterà a riconoscere delle catene e a suddividere le catene in parti. Catene e parti non coincidono con le
unità delle lettere e dei segni, ma sono dei criteri relazionali: i singoli segni possono essere catene, in cui le lettere sono parti,
ma anche parti di catene come le frasi e i periodi.
L’articolazione del SISTEMA.
Il sistema stabilisce le classi di elementi che possono occorrere in una stessa posizione. Ad un elemento in una frase non
possiamo sostituire un qualunque altro elemento, pena la scorrettezza semantica e/o sintattica della frase: Se nella frase “Il
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